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ANCONA: Mostra antologica dedicata a Corrado Cagli.

Nel trentennale della morte, si inaugurerà negli spazi della Mole Vanvitelliana di Ancona una grande mostra antologica di Corrado Cagli a cura di Fabio Benzi.

Si tratta della più grande esposizione mai realizzata sulla figura di questo grande artista, che presenterà circa duecento dipinti oltre a un cospicuo insieme di disegni, sculture, ceramiche, illustrazioni, bozzetti teatrali e arazzi, per un totale di circa quattrocento opere.
La vasta attività creativa di Cagli verrà dunque presentata per la prima volta nella sua interezza, illustrando il ruolo di protagonista che rivestì in oltre mezzo secolo di dibattito artistico italiano e internazionale.

La mostra, organizzata dalla Provincia di Ancona in collaborazione con l’Archivio Cagli, è curata da Fabio Benzi.

In catalogo saranno presenti contributi critici di Fabio Benzi (Introduzione alla mostra; Gli anni della Scuola Romana; Il disegno), Luciano Caramel (L’astrattismo del dopoguerra), Enrico Crispolti (La scuola di Cagli: il magistero dell’artista e le giovani generazioni), Gioia Mori (La figurazione del secondo dopoguerra), Héloise Romani (Il teatro; apparati critici; biografia), Luigi Prisco (Ceramiche e sculture) e Claudio Crescentini (Gli arazzi).

Dal 12 Febbraio Al 04 Giugno alla Mole Vanvitelliana.

MILANO: Il codice di Leonardo nel Castello Sforzesco.

Mostra sul “Codice di Leonardo” noto come il Codice Trivulziano che sarà esposto eccezionalmente per due mesi nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco.

Dal 24 marzo al 21 maggio 2006 il visitatore potrà ammirare, insieme al prezioso codice, la produzione libraria, manoscritta e a stampa, della Milano sforzesca, che contribuisce a ricostruisce nelle sue linee fondamentali la Biblioteca di Leonardo, a partire dagli anni milanesi.

L’esposizione, organizzata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Milano – Soprintendenza, Biblioteca Trivulziana, Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco, è curata da Pietro C. Marani e da Giovanni M. Piazza, e si avvale di un comitato scientifico composto da Luisa Cogliati Arano, Ermanno A. Arslan, Giorgio Chittolini, Maria Teresa Fiorio, Pietro C. Marani, Giovanni M. Piazza, Ivanoe Riboli, Claudio Salsi.

Info:
Maria Grazia Vernuccio – tel. 02.88450292/3 – mariagrazia.vernuccio@comune.milano.it

CLP Relazioni Pubbliche – tel. 02.433403 – 02.36571438 – fax 02.4813841 – press@clponline.it; –

Link: http://www.clponline.it

Email: ufficiostampa@clponline.it

Antonio BRACA Giovanni VILLANI Carmine ZARRA: Architettura ed opere d’arte nella Valle del Sarno.

L’opera, di ampio respiro, è composta da 512 pagine con circa 400 fotografie a colori e in bianco e nero ed è divisa in tre parti tematiche: il territorio, l’architettura e l’urbanistica, il patrimonio artistico dal Medioevo al Neoclassicismo.

Nella prima sezione viene analizzato il territorio attraverso diverse stampe di vedute e di mappe che restituiscono un quadro, mai studiato, della configurazione del territorio in età moderna. Molto interessante sotto questo versante è l’inedita mappa datata 1772 del territorio dell’antica Nocera dei Pagani.

Un ampio spazio, com’era del resto naturale, è stato dedicato ai problemi dell’architettura con un’attenzione specifica alla evoluzione storica ed alla rete di collegamenti che caratterizzano la viabilità dal Medioevo a all’età moderna. Il punto di partenza riguarda le diverse fortificazioni (dalla cinta muraria di Sarno al castello di Nocera, alla fortezza di Castel S. Giorgio) che nel Medioevo hanno contribuito al controllo dell’intera pianura. Fra gli edifici religiosi sicuramente al primo posto si colloca il Battistero di Nocera, uno dei più importanti monumenti paleocristiani dell’intera Italia meridionale, realizzato a pianta centrale sul modello dei mausolei romani che non è sfuggito all’attenzione degli specialisti. Ad esso segue un’indagine sugli insediamenti monastici di età angioina dal complesso di Realvalle, a Scafati, ai conventi di S. Anna e S. Antonio a Nocera . Nel contesto evolutivo della tipologia architettonica particolarmente interessante si rivela la parte dedicata all’architettura catalano-aragonese, presente fra Angri e Pagani con una serie di portali e finestre. Quindi si analizza la presenza di costruzioni di età moderna dal Cinquecento al Settecento con particolare riferimento al rinnovamento della Controriforma ed al cambiamento della spazialità fra Sei e Settecento. La sezione è arricchita da alcuni contributi sugli insediamenti intorno alla collina del Parco a Nocera Inferiore e degli Olivetani. Completa la prima parte un inedito studio sull’archeologia industriale che tiene nel debito conto la vocazione manifatturiera della Valle con lo sviluppo industriale fra XIX e XX secolo, restituendo le tracce di una memoria ancora fresca nella popolazione e nella storia locale.

La terza sezione è quella più strettamente artistica, con contributi sulla pittura e sulla scultura. Anche in questo caso la trattazione viene periodizzata con la prima parte dedicata alle opere della pittura medievale. Si inizia con il dipinto su tavola della Madonna di Materdomini nell’omonimo santuario di Nocera superiore, nella quale si evince una caratterizzazione di riferimenti all’arte bizantina del XIII secolo. Ad essa seguono i dipinti di età gotica in gran parte ancora inesplorati dalla critica specialistica. Un ampio capitolo è dedicato alla pittura del Cinquecento dalle prime fasi rinascimentali con la penetrazione della Maniera moderna operata da Andrea da Salerno con il polittico di San Valentino Torio del 1511 ed il trittico del convento di S. Antonio del 1519. Ad essi si associano opere di notevole qualità come il polittico di Angri o quello di S. Egidio Montealbino, per arrivare alla prestigiosa presenza di Marco Pino da Siena attivo nella chiesa olivetana di S. Maria del Monte, dove si conservava anche il celebre dipinto di Raffaello, la Madonna d’Alba oggi alla National Gallery di Washington. Il dipinto, come l’intero santuario, era stato commissionato da Giovan Battista Castaldi, Gran Capitano di Carlo V, uno dei personaggi più significativi della storia dell’Agro. Un’altra ampia dissertazione, con due capitoli, riguarda la pittura del Seicento e del Settecento con la focalizzazione delle figure di Angelo e Francesco Solimena, la cui produzione viene analizzata non solo nello specifico ma anche nella definizione di un quadro figurativo di cultura barocca napoletana. Proprio la presenza stabile di Angelo Solimena a Nocera consente un arricchimento pittorico dell’intero territorio a cominciare dalla cupola della confraternita del SS. Rosario a Nocera Inferiore al ciclo di Episcopio a Sarno. Ed accanto alla sua presenza emerge con sempre maggiore forza la presenza del figlio Francesco, il principale protagonista della pittura napoletana fra Seicento e la prima metà del Settecento. Sue opere si conservano soprattutto a Nocera nel convento dei Cappuccini, nella cattedrale di San Prisco e nel convento di S. Anna. La sua influenza sulla pittura del Settecento a Napoli e nel resto dell’Italia meridionale fornisce la chiave di lettura per comprendere l’intreccio fra cultura figurativa solimenesca e quella di ispirazione giordanesca ben presente anche nell’Agro Nocerino. In questo contesto emergono opere altrimenti incomprensibili come il ciclo del cassettonato della Madonna delle Galline a Pagani, gli affreschi del chiostro del convento di S.Maria degli Angeli a Nocera, ma anche personalità come Filippo Pennino e Michele Ricciardi. Accanto ad essi risultano opere prestigiose come quelle di Paolo De Matteis, Giovan Battista Lama, Domenico Antonio Vaccaro. L’indagine si spinge nella seconda metà del secolo con le relazioni che si svolgono intorno alla personalità di Francesco De Mura ed alla nascita della Accademia di Belle Arti a Napoli. Si ritrovano così opere di Jacopo Cestaro, Bardellino, Alessio d’Elia, Antonio Sarnelli e Fedele Fischetti, presenti soprattutto nell’area settentrionale dell’Agro fra Pagani, Angri e Sarno. Da tale contesto riceve nuova conoscenza il patrimonio artistico di monumenti illustri come il santuario di Santa Maria dei Bagni a Scafati, quello di S.Alfonso de’ Liguori a Pagani, la Collegiata di S. Giovanni Battista ad Angri.

Non meno impegnativo, e soprattutto inedito, è il capitolo dedicato alla scultura, che copre un arco di tempo dal Medioevo al Settecento con l’individuazione di numerose opere per la maggior parte camuffate da restauri e rifacimenti. Particolarmente significative sono alcune sculture come il busto marmoreo del ricordato Giovan Battista Castaldi, ovvero la statua lignea di San Sebastiano già attribuita a Giovanni da Nola, datata 1514, ovvero il busto di Mariano Abignente a Sarno, uno dei partecipanti alla disfida di Barletta. Nuovo spunto di ricerca si trova nell’analisi degli altari con le preziose statue che li arricchiscono soprattutto dai primi anni del Settecento, come quello della SS. Purità a Pagani, del santuario di S. Maria a Foce a Sarno, fino a quelli di cultura sanmartiniana come l’altare dell’Immacolata Concezione a Nocera Inferiore.

Si può dire, quindi, che con questo volume anche per la Valle del Sarno si definiscono le coordinate del patrimonio monumentale e storico-artistico sedimentatosi dal Medioevo all’età contemporanea. E’ stata un’impresa notevole, realizzata grazie alla volontà della Patto dell’Agro SpA, Agenzia locale di sviluppo della Valle del Sarno, che ha finanziato l’opera ed alla Confraternita della SS. Concezione di Nocera che ne ha raccolto l’indicazione. Il progetto di ricerca, invece, è stato curato dalla Soprintendenza ai BAPPSAE di Salerno, che ha impegnato i propri funzionari nella redazione di gran parte dei testi scritti insieme a contributi di studiosi della zona.

Info:
Introduzione di Francesco Bottoni, Giuseppe Zampino, Antonella Gemei, Carmine Zarra.
Scritti di: Rosa Carafa, Antonio Pecoraro, Pietro Zarrella, Giovanni Villani, Francesco Capaldo, Maddalena Di Lorenzo, Annunziata Muollo, Antonella De Angelis, Maria Cristina Cioffi, Vincenzo Sebastiano, Tania Caruso, Giulia Carosio, Angelina Montefusco, Antonio Braca, Carmine Zarra, Mario Vassalluzzo, Anna Pia Mariniello.
Patto Territoriale per l’Occupazione dell’Agro Nocerino Sarnese, via Libroia, 52 – 84014 Nocera Inferiore (SA)
Ufficio Stampa Soprintendenza Bappsae di Salerno: Dr. Michele Faiella – tel. 0892573215, fax 089251727

Email: stampa.ambientesa@arti.beniculturali.it

Il Museo on line.

Il web ha aperto agli artisti nuove frontiere: l’interattività con il pubblico, occasioni di visibilità e anche un sostegno economico attraverso i concorsi. L’esempio di rhizome.org

L’evoluzione dell’arte sul web ormai non ha più confini. Dai primi siti dedicati soltanto agli eventi d’arte nati alla fine degli anni novanta, assistiamo oggi a veri e propri musei e gallerie virtuali che propongono il lavoro di quegli artisti che hanno scelto il digitale come forma espressiva. Tra le realtà più importanti che la rete propone quotidianamente vi è il portale www.rhizome.org, il portale che 1996 si fa promotore delle tendenze più attuali del contemporaneo e si propone come collettore per artisti di tutto il mondo e di ogni generazione.

L’arte digitale si attesta quindi come la vera novità del panorama artistico corrente, avendo ormai superato anche lo scoglio più grande: la sua commercializzazione. Esiste infatti già un numero di collezionisti disposti ad acquistare CD, DVD, e opere d’arte perfettamente immateriali e impalpabili, così come è esistito in passato un collezionismo di quadri, di sculture, di video o di film d’artista. Il digitale si propone oggi come una delle nuove possibilità di apprendere e conoscere attraverso lo sguardo, attraverso la visualizzazione e le immagini. L’arte digitale si propone come il canale più avanzato per questo tipo di conoscenza perché è inserito nel flusso di tutto quanto appartiene alla comunicazione. E’ fruibile da Internet e attraverso strumenti diversi: il computer, il telefonino, la tv. Ed inoltre si presenta con una modalità del tutto originale: consente di fruire delle immagini ma anche di modificarle, e quindi di partecipare direttamente all’Opera. Una possibilità questa che l’arte fino ad oggi ha negato al suo pubblico.

Il sito www.rhizome.org è il canale che da visibilità agli artisti e, cosa del tutto originale, li sostiene anche economicamente attraverso dei concorsi a tema. L’edizione 2005 del premio che si è appena conclusa aveva come tema ‘Il gioco’. Centinaia di giovani artisti hanno quindi proposto la loro idea di Art Game che alla fine una commissione di giurati ha selezionato. Il risultato è stato quello di sei vincitori e una menzione speciale. Tra i premiati di questa ultima edizione c’è Carlo Zanni, un artista trentenne di La Spezia, che ha alle spalle una carriera di artista digitale di tutto rispetto. Zanni ha dipinto paesaggi e ritratti digitali che sono stati già esposti nei templi sacri dell’arte contemporanea: dal P.S.1 Museum di New York, al Museum of Contemporary Art, di Chicago, fino alla galleria storica dell’arte digitale Bitforms gallery di NY. Ha anche fatto parte della terza Biennale di Montreal.

Per Rhizome Zanni ha realizzato un progetto dal titolo ‘Average Shoveler‘. Ispirato al celebre fumetto Leisure Suit Larry (1987), Average Shoveler è un gioco online che sfida i confini tra fotografia, pittura, gioco e film. Ciascun utente della rete deve semplicemente scaricarsi una versione di Flash Player, installarlo sul proprio pc, accendere gli speaker del computer e immergersi in una storia divertente interattiva che si svolge nell’East Village di New York. Nevica: lo scopo del gioco è di tenere pulito il proprio percorso. Ogni fiocco di neve che cade dal cielo contiene un’immagine presa in diretta dai notiziari, e può riguardare argomenti vari: dalla politica, allo sport, allo spettacolo. Il compito del piccolo personaggio ideato da Zanni è di sopravvivere al bombardamento di news che cadono dal cielo e impediscono di proseguire il nostro percorso quotidiano attraverso la città. Mentre attraversiamo l’East Villane col nostro personaggio a fumetti l’ambiente attorno a noi si trasforma e prende le sembianze di un telefilm in cui realtà virtuale e finzione (virtuale) si mescolano. La dicotomia realtà/finzione è stata intelligentemente marcata da Zanni attraverso una strategia di immagini distinte e realizzate in modo diverso: la vita quotidiana del nostro piccolo personaggio è tutta pixellata in modo da risultare come paesaggio irreale nato dalla fantasia, mentre le immagini che ci invadono il campo e provengono dalle news sono perfettamente reali, proprio perché provengono dalla vita fuori dal computer, dalla realtà concreta. Per rimanere in vita, secondo il gioco di Zanni, è necessario ‘spalare’ le notizie che ci arrivano in testa, come fiocchi di neve e raggiungere la meta. Anche se in realtà, la missione è perfettamente impossibile: non c’è alcun modo di vincere. Del resto, come si può sconfiggere il bombardamento quotidiano di notizie cui siamo sottoposti?

Per la realizzazione di Average Shoveler Zanni si è avvalso tra l’altro di due collaborazioni prestigiose: Gabriel Yared, il noto compositore che ha realizzato la colonna sonora di importati film di successo tra cui ‘Il talento di Mr. Ripley’ e ‘Shall we dance’, mentre Siri Kuptamethee che è una delle principali designer che si nascondono dietro il marchio newyorkese di ‘Indigo People’ ha ideato l’abbigliamento del personaggio principale del videogame. Un esempio di collaborazione efficace tra moda, musica, cinema e arte, favorito proprio dalle capacità di interazione create dal digitale. Il gioco quindi oltre ad essere un’esperienza intersoggettiva tra l’utente e l’artista, si propone anche come nuova ipotesi per combinare diversi aspetti del sapere.

Sul fronte della storia dell’arte, il nuovo movimento internazionale di artisti digitali annovera tra i propri padri sicuramente le avanguardie storiche europee e russe: il Futurismo su tutti, che aveva avuto un forte impulso anche sugli artisti dell’arte cinetica e programmata degli anni sessanta, con cui l’arte digitale presenta forti affinità. Il computer oggi si propone come il luogo virtuale nel quale lo ‘spazio elastico’, teorizzato con le proprie opere da Gianni Colombo alla fine degli anni cinquanta (uno degli esponenti dell’arte cinetica) prende forma e consente di inglobare in sé esperienze diverse e quindi di ridefinire anche gli stessi confini dell’arte.

La nuova arte digitale vive direttamente nel computer, dove sussistono tutte le condizioni tradizionali che originariamente avevano un ruolo indipendente. La distinzione tra artista, gallerista, mercante, collezionista, museo, oggi cade davanti ad un duplice ruolo di produttore e fruitore, operatore e utente. E quindi tutti possiamo temporaneamente trasformarci in artisti interattivi o fruire dell’arte di qualcuno che prima di noi si è seduto davanti ad una tastiera ed un monitor e ha messo ‘online’ i propri pensieri trasformandoli in bit.

Autore: Angelo Capasso

Fonte:L’Espresso on line

SETTIMO TORINESE (To): Il gruppo dei Sei e la pittura a Torino.

Una mostra completa, storicamente inappellabile. Ma anche estremamente fruibile. Per chi non conosce quel gruppo di pittori che rese Torino una capitale d’arte europea alla fine degli anni Venti…

Nel 1929 Carlo Carrà sostiene che nelle opere di Jessie Boswell (1881-1956) “non vi è mai aneddoto” e che ciò che ispira la pittrice “non è l’episodio, ma l’accordo di tre o quattro tonalità che l’hanno impressionata”. Questa considerazione lungimirante mette in luce uno degli elementi principali che fanno dei Sei di Torino un’antenna vibrante della cultura francese, obbligando ad affrontare immediatamente l’assunto principale di questa mostra.

L’articolo completo lo trovi in www.exibart.com, alla pagina:
Il gruppo dei 6 di Torino

Fonte:Exibart on line