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TREVI (Pg): Habitat di Franco Passalacqua.

Complesso Museale di S. Francesco a Trevi, dal 17 aprile al 7 maggio 2006, dal martedì alla domenica ore 10.30-13.00/14.30-18.30

Franco Passalacqua, ormai da tempo, si è qualificato come uno degli artisti umbri più attivi e coerenti, grazie anche all’eccezionale continuità, concettuale e formale, che da sempre caratterizza il suo lavoro. Con la mostra Habitat viene ora presentata, per la prima volta, una rassegna esauriente e organica del suo percorso artistico. Come sappiamo, i quadri di alberi in visione aerea sono la prerogativa personale – e l’inconfondibile cifra stilistica – dell’artista perugino. Queste chiome, con il loro ritmico susseguirsi e concentrarsi sul piano della tela, restituiscono panorami di vaste distese boschive. Tuttavia, nel corso dell’esposizione sarà possibile seguire come Passalacqua, dall’iniziale spunto naturalistico sia passato ad opere quasi minimaliste e prossime all’astrazione (ma di un genere “caldo”, senza dogmatismi), per giungere infine all’attuale paesaggismo critico. Ora, infatti, il landscape umbro degli esordi viene trasfigurato nella rappresentazione di una Natura Universale, senza più connotazioni specifiche. Nelle ultime opere, infine, Passalacqua dimostra la necessità di recuperare una sensibilità primaria, più fisica ed emotiva, in grado di travalicare il limite fisico dell’oggetto-quadro e di espandersi nello spazio. Materiali naturali come Humus e Manna, insieme ai nuovi dipinti tridimensionali, si trasformano in veri e propri campi d’energia, che ci parlano di una razionalità implicita nella Natura e, per estensione, della sua inarrestabile potenza generatrice.

Catalogo disponibile in mostra.

Info:

Segreteria organizzativa “Festa dell’olio a Primavera” Sig.ra Giuliana Fabbrizzi – tel. 0742.386000 – fax 0742.38100 cell. 392.9947541.

Link: http://www.olioumbro.com

Email: info@olioumbro.com

ASSISI: La Basilica superiore di San Francesco restituita al pubblico.

A otto anni dal tragico terremoto, del settembre 1997, si sono conclusi ieri i lavori di restauro all’interno della Basilica Superiore di San Francesco di Assisi con la solenne inaugurazione alla presenza del ministro dei Beni e le Attività culturali, Rocco Buttiglione.

Decine di restauratori, impiegati per 160.000 ore, con un costo che supera i 6 milioni di euro per restituire al mondo un patrimonio artistico inestimabile.

 

All’indomani del crollo, il cordoglio per le vite perse, la necessità di impiegare tutte le risorse disponibili per fronteggiare le esigenze delle centinaia di persone rimaste senza casa non permettevano neanche di immaginare di poter recuperare i capolavori di Giotto e Cimabue che il terremoto aveva ridotto in detriti, eppure oggi siamo di fronte a una “Utopia che diventa realtà”, come recita il titolo dei convegni svolti sul restauro.


La ricollocazione della vela di S.Matteo, della vela stellata e del costolone trasversale rappresentano l’ultimo atto del processo di restauro iniziato con i lavori di consolidamento successivi al crollo.


Interventi di pronta urgenza immediatamente dopo il sisma coinvolsero sia la basilica inferiore che quella superiore. Anche laddove le superfici non erano crollate si procedette tempestivamente a tamponare i gravi danni inferti alla struttura e alle opere pittoriche, con interventi di riadesione dell’intonaco e delle pellicole pittoriche e con il consolidamento delle volte dal basso. Nella Basilica superiore le cui pareti ospitano la “Storia di San Francesco” si rese necessario un imponente e minuzioso lavoro di pulitura, le opere erano ricoperte da uno strato spesso di polvere tenacissima in conseguenza del crollo della volta. Per quanto riguarda le decorazione murarie delle volte, furono rapidamente messi in atto i processi di reintegrazione in corrispondenza delle fratture e delle lacune mentre iniziava il lavoro di recupero dei frammenti delle volte che inesorabilmente erano crollate. I frammenti recuperati, grazie al tenace lavoro di Vigili del Fuoco, restauratori, storici dell’arte e volontari, sono oltre 300.000.

Terminati gli interventi delle decorazioni in situ delle 2 basiliche e grazie agli interventi strutturali condotti sull’edificio è stata possibile la riapertura al pubblico dell’edificio di culto già nel 2000.


Dal 2001 ad oggi si è compiuta l’ultima e più delicata fase del restauro quella degli interventi sui frammenti.


Distrutti e in larga parte polverizzati i frammenti dei dipinti sembravano inservibili persino agli occhi degli addetti ai lavori, la cui dedizione e amore per l’arte ha consentito, tuttavia, di giungere ai risultati che possiamo ammirare oggi. Un miracolo sembra aver salvato quelli che le direttrice dell’Istituto centrale per il Restauro, Caterina Bon Valsassina, definisce testi figurativi fondamentali della cultura artistica dell’Occidente.


Nel settembre del 2002 era stata inaugurata la vela di San Gerolamo, quello fu il primo miracolo, ma un lavoro ben più arduo quello dei restauratori per la ricollocazione della vela di San Matteo di Cimabue inaugurata ieri. Ostacoli insormontabili quali la quantità dei frammenti e la loro significatività dal punto di vista dell’immagine hanno reso necessario scegliere una direzione chiara nella gestione del restauro. La direzione privilegiata è stata quella di difendere in maniera intransigente i valori di autenticità. Purtroppo, nonostante siano state adottate le stesse metodologie utilizzate per il restauro di San Gerolamo, solo il 25% della superficie originale della vela di San Matteo è stata recuperata.


Il ministro Rocco Buttiglione ricordando lo scenario di desolazione che si prospettò all’indomani del crollo e le quattro vite perse in quella tragica occasione, ha sottolineato la straordinarietà dei risultati ottenuti, definendoli un vero e proprio miracolo.





Autore: Marta Francescangeli

Fonte:CulturalWeb

AOSTA: WOLFGANG ALEXANDER KOSSUTH – Dinamismo ed equilibrio.

Wolfgang Alexander Kossuth è nato a Pfronten, in Germania, nel 1947. Molto presto si trasferisce in Italia dove si diploma in violino al Conservatorio di Napoli, iniziando una rapida e promettente carriera musicale che lo porta, nell’arco di pochi anni, a dirigere l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Nel 1979, tuttavia, lascia l’attività di musicista per dedicarsi completamente alla scultura, linguaggio artistico che gli permette di esprimere in assoluta libertà la sua creatività interiore, passando dal ruolo di esecutore a quello di creatore. Le opere di Kossuth, che attualmente vive e lavora a Milano, fanno parte delle collezioni di vari musei italiani ed esteri ed in tutta Europa si susseguono con regolarità esposizioni a lui dedicate.

Scrive Paolo Levi nel catalogo: ‘Kossuth è un artista che, in ogni suo processo creativo, manifesta una sensuale passionalità visionaria. (…) Nel corso della sua vicenda artistica si è assunto non poche responsabilità oggettive nei confronti della scultura, e prima fra tutte quella di continuare la tradizione classica che appartiene al museo della storia’.

Nei lavori dell’artista tedesco si trovano spesso raffigurati personaggi famosi in ambito musicale, letterario, della danza e della mitologia, come Mozart, Paganini, Leonard Bernstein, Mario del Monaco, Milva, Vittorio Sereni, Alessandra Ferri, Mercurio, Dafne, Adone. L’opera di Wolfgang Alexander Kossuth è un solare inno alla vita, una ricerca dell’ordine e dell’armonia. Le sue opere raffigurano visi dall’espressione serena e corpi gentili, che paiono al sicuro dal dolore e a disposizione della danza, della lettura, del sonno, dell’amore. Tra le quaranta sculture in esposizione se ne trovano alcune inedite – come Forze in equilibrio, 2005 (h. cm 280), L’eterno femmineo, 2004 e Massimo Murru ‘il salto’, 2003 – ed altre storiche, tra cui i ritratti di Mario Soldati (1981), di Alessandra Ferri (1994) e di Giorgio Strehler (2000). I visitatori potranno, inoltre, ammirare un’opera del 2003 raffigurante il ballerino Roberto Bolle a grandezza naturale (h. cm 220) ed una selezione di pastelli nei quali l’artista dimostra anche le sue grandi capacità disegnative.

‘Fa parte della nostra politica culturale – sottolinea l’assessore Charles – portare a conoscenza del pubblico artisti come questo scultore, la cui poetica esula dai confini locali per espandersi a livello europeo. Questa personale guarda alla musica, alla danza, al mito del bello, della forza e della sensualità.’

La rassegna è accompagnata da un catalogo bilingue in italiano e francese edito da Elede di Torino, comprendente il testo critico e le riproduzioni di tutte le opere in mostra, in vendita al prezzo di 30,00 Euro.

Info: termina il 23 aprile 2006 – Centro Saint-Bénin – Via Festaz, 27 – Aosta, tel. 0165 272687;

Orario: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.Ingresso:intero € 3,00 – ridotto € 2,00, in abbinamento alla mostra Le immagini affamate al Museo Archeologico Regionale € 5,00.

Al Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Wolfgang Alexander Kossuth. Dinamismo ed equilibrio, organizzata dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e curata dal critico d’arte Paolo Levi.


Link: http://www.regione.vda.it

TORINO: Capitale Mondiale del Libro.

 L’assegnazione a Torino, da parte dell’UNESCO, del titolo di Capitale Mondiale del Libro, insieme con Roma, costituisce un importante riconoscimento allo straordinario impegno della città per promuovere il libro e la lettura.

Dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007, Torino e Roma, con le rispettive province e i territori regionali, si trasformeranno in un unico palcoscenico con centinaia di eventi. L’ideazione e il coordinamento generale del progetto sono stati affidati alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura di Torino, che ha promosso una serie di iniziative tra cui il Linguaggio dei Segni, il Grand Re-tour, i programmi per le scuole. Cuore della manifestazione sarà il progetto che ha “conquistato” l’UNESCO, il Linguaggio dei Segni, ricco calendario di eventi realizzato dalle dieci circoscrizioni di Torino, che ospiteranno, nelle biblioteche di quartiere e in altre sedi, iniziative ispirate ai segni della scrittura.

L’intero sistema culturale di Torino e del Piemonte parteciperà con una serie di eventi che coinvolge­ranno, fra gli altri, il Castello di Rivoli, con la mostra Libri d’artista dei grandi del Novecento, il Teatro Regio, con l’edizione del Flauto Magico per i 250 anni di Mozart, l’Abbazia di Novalesa, con l’espo­sizione dei Codici Novalicensi, la città di Vercelli, con eventi dedicati ai tesori custoditi negli archivi. Saranno inoltre celebrati alcuni scrittori piemontesi di cui ricorrono gli anniversari: Giuseppe Giacosa, Mario Soldati, Lalla Romano e Primo Levi, per il quale è allo studio la costituzione di un Centro Studi internazionale legato alla sua figura. Nel segno di Primo Levi si svolgerà la tappa di Torino del Grand Re-tour, progetto che coinvolge nell’arco di un anno dodici città italiane capitali dell’arte e della cultura, configurandosi come la rivisitazione in chiave con­temporanea del viaggio di formazione in Italia dei grandi intellettuali europei, da Goethe a Stendhal, da Byron a Nietzsche.

  

Fonte:NerwsLetter Compagnia San Paolo

MILANO: Le gallerie di Milano all’Hangar Bicocca.

Start – Milano, l’Associazione delle gallerie milanesi sorta nel 2005, e Hangar Bicocca presentano al pubblico milanese un progetto comune.

In occasione di MiArt, l’annuale fiera dell’arte anticipata al mese di marzo, Start – Milano presenta negli spazi della Bicocca una mostra in cui le più importanti gallerie d’arte della città propongono un artista rappresentativo della loro attività, scelto tra coloro con cui hanno più assiduamente lavorato negli anni.


Nomi e opere sono stati selezionati da un curatore Giorgio Verzotti, che ha così soggettivamente individuato la peculiarità della proposta culturale che ogni galleria ha offerto al suo pubblico, e alla città di Milano. Milano trova nei privati – le gallerie d’arte e nuovi importanti spazi come l’Hangar Bicocca, così come i collezionisti o le fondazioni – una propria forza propulsiva e la possibilità di rimanere parte attiva e dinamica nel dibattito artistico contemporaneo.
I ventiquattro artisti selezionati rappresentano, sia pure necessariamente in estrema sintesi, nella loro diversità generazionale e di poetica, quanto di meglio Milano ha proposto per tener fede alla propria identità di centro di cultura di alto livello. La mostra rappresenta dunque una sorta di racconto delle vicende dell’arte contemporanea, snodandosi dagli anni Sessanta ad oggi.
Il percorso comincia dunque idealmente con Vincenzo Agnetti e ci riporta alla Milano fervida e vivacissima di quel periodo, quando Fontana era guardato come il riferimento più prossimo e in città nasceva il gruppo Azimut. Si prosegue poi con le opere mature di alcuni protagonisti assoluti delle tendenze successive, come Joseph Kosuth, di cui è esposta Scritta al neon, Alighiero Boetti, con un coloratissimo kilim intitolato Alternando da uno a cento e viceversa e Aldo Mondino con Arabic, un divertente lampadario composto di filo di ferro e penne Bic e The Byzantine World, una installazione a parete.

La mostra passa poi in rassegna i movimenti e gli artisti emersi più recentemente, cominciando dagli anni Ottanta con un’opera di Enzo Cucchi – Senza titolo (Le due Italie) e tre lavori di Karl Horst Hödicke anni pervasi dal clamoroso successo arriso in quel decennio alle nuove tendenze figurative. Si arriva così agli anni Novanta, con l’apertura all’arte internazionale e il succedersi di personalità come Günter Forg, con un notevole lavoro pittorico, John Armleder, con una spettacolare installazione, Fischli & Weiss, con il video Der Lauf der Dinge (Il corso delle cose) o Roni Horn, con due belle installazioni. E ancora la pittura con lavori di Andrea Salvino e Sean Shanahan, la fotografia rappresentata da Silvio Wolf, Huang Yan e Walter Niedermayr, i video di Candice Breitz e dei Masbedo, le sculture e le installazioni di Monica Bonvicini, Giuseppe Gabellone, Massimo De Caria, Laura Matei, Francesco Gennari, Michel Verjux e John Bock.


Insomma un percorso ricco e intenso, che, attraverso opere di grande impatto, fa rivivere l’arte contemporanea dell’ultimo mezzo secolo, testimoniando la febbrile attività, di ricerca, scoperta e spesso valorizzazione del singolo artista, intrapresa dalle migliori gallerie milanesi.



Artisti e gallerie:

Vincenzo Agnetti: Galleria Milano

John Armleder: Galleria Massimo De Carlo

John Bock: Galleria Giò Marconi

Alighiero Boetti: Zonca & Zonca Arte contemporanea

Monica Bonvicini: Galleria Emi Fontana

Candice Breitz: Galleria francesca kaufmann

Enzo Cucchi: Paolo Curti / Annamaria Gambuzzi & CO

Fischli & Weiss: Le Case d’Arte

Massimo De Caria: Nowhere Gallery

Günter Förg: Galleria Salvatore + Caroline Ala

Giuseppe Gabellone: Studio Guenzani

Francesco Gennari: ZERO Arte Contemporanea

Roni Horn: Galleria Raffaella Cortese

Karl Horst Hödicke: Studio d’Arte Cannaviello

Joseph Kosuth: Lia Rumma

Masbedo: Galleria PACK

Laura Matei: Studio Giangaleazzo Visconti

Aldo Mondino: Galleria 1000eventi

Walter Niedermayr: Galleria Suzy Shammah

Andrea Salvino: Antonio Colombo Arte Contemporanea

Sean Shanahan: Galleria Rubin

Michel Verjux: A arte Studio Invernizzi

Silvio Wolf: Fotografia Italiana arte contemporanea

Huang Yan: Marella Gallery Milano/Beijing


Info: start@hangar | arte a milano, fino al 14 maggio 2006

Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00, giovedì dalle 14.30 alle 22.00, lunedì chiuso

Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro; tel. 335 7978214

Hangar Bicocca – Viale Sarca 336, Milano – Autobus 727-724, tram 11, MM 1 fermata Sesto Marelli

Ufficio Stampa Hangar Bicocca: Mara Vitali Comunicazione – Lucia Crespi – tel. 02 73950962


 

Email: arte@mavico.it

Fonte:Exibart on line