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VENEZIA: Beni culturali e innovazione – Sviluppo economico attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale.

Il Distretto Veneto dei Beni Culturali organizza per l’11 maggio un workshop sul tema “Beni culturali e innovazione: Sviluppo economico attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale”: due esperienze di respiro internazionale e una tavola rotonda per discutere le possibilità di pensare il patrimonio culturale del territorio della Regione Veneto come effettiva risorsa economica, alla luce delle nuove opportunità offerte dalle più moderne tecnologie.

Innovazione e patrimonio culturale: un binomio forse insolito per proporre una serie di importanti risorse per il futuro. Proprio questo tema, estremamente attuale nei suoi contenuti, sarà l’oggetto principale di un Workshop, promosso dal Distretto Veneto dei Beni Culturali in collaborazione con Filas Spa di Roma, VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia e Venice International University, dal titolo “Beni culturali e innovazione: Sviluppo economico attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale”.

Obiettivo principale della giornata sarà fare il punto della situazione sui nuovi orizzonti del patrimonio culturale, chiave di volta fondamentale per un’interpretazione cosciente della competitività italiana nel resto del mondo grazie proprio alle opportunità offerte dalle innovazioni e dalle nuove tecnologie. Questo significa valorizzare il patrimonio culturale in base alla considerazione del bene culturale non come un’entità fine a se stessa, ma come un attrattore di flussi turistici su uno specifico territorio. Se ciò non dovesse avvenire, sicuramente verranno a mancare i flussi economici per conservarlo e per valorizzare le persone che lavorano in questo ambito.

Il workshop si concluderà con la proposta del Distretto Veneto dei Beni Culturali di creare un unità di progetto veneta “Beni culturali e nuove tecnologie” per predisporre, tramite collaborazioni sinergiche multilaterali del sistema regionale dell’innovazione, una sintesi tra le diverse esigenze nel settore, al fine di orientare ogni scelta verso il miglior risultato scientifico e tecnologicamente più avanzato, per creare trasferimento di know-how, nuova imprenditorialità e nuova occupazione nei mercati regionali, nazionali ed internazionali.

All’evento parteciperanno i massimi esperti del settore, rappresentanti degli Enti locali, delle Università, delle istituzioni culturali e del mondo della comunicazione. Parteciperanno al dibattito: Giorgio Minighin, presidente Distretto Veneto dei Beni Culturali, Edoardo Lampis, direttore sviluppo e relazioni istituzionali di Filas Spa, Roma, Giorgio Mattiello, responsabile relazioni esterne e progetti speciali VEGA Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, Stefano Micelli, docente Università Ca’ Foscari di Venezia e Venice International University, Fabio Gava, assessore alle Politiche economiche e istituzionali della Regione Veneto, Angelo Tabaro, segretario regionale alla Cultura della Regione Veneto, Tiziana Agostini, vice presidente Ateneo Veneto di Venezia, Giovanni de Luca, direttore regionale per il Veneto della RAI.

Andrea Granelli, presidente del Distretto dell’audioviovisivio e dell’ICT, introdurrà il tema beni culturali e innovazione. Seguiranno le relazioni di Alberto Torsello, Sat Survey e Andrea Carignano, Seac 02 di Torino su l’applicazione di un nuovo modello di realtà virtuale, “la realtà aumentata”, con esempi significativi come quelli di villa Emo di Fanzolo (TV) e della basilica Superiore di Assisi; Paolo Rosa, di Studio Azzurro di Milano, illustrerà l’“esperienza degli “ambienti sensibili”, il nuovo approccio interattivo già realizzato per i maggiori musei europei come il New Metropolis di Amsterdam.

Coordinatrice della giornata: Letizia Caselli, responsabile scientifico del Distretto Veneto dei Beni Culturali.

Info:

L’iniziativa si terrà presso la sala convegni del Parco Scientifico Tecnologico VEGA di Venezia, il giorno giovedì 11 maggio, alle ore 15.00. Chi volesse partecipare al Workshop dovrà fare richiesta presso il Distretto Veneto dei beni culturali entro e non oltre il 3 maggio. Partecipazione aperta fino ad esaurimento posti; per Informazioni: DISTRETTO VENETO DEI BENI CULTURALI c/o VEGA Park – Via della Libertà 12, 30175 MARGHERA VENEZIA tel 041 5093011/3046 – fax 041 5093086 

e-mail: Referente Dott. ssa Letizia Caselli – tel. 041 5093011





Email: distrettobbcc@vegapark.ve.it

FIRENZE: Giambologna. Gli dei gli eroi. Genesi e fortuna di uno stile europeo nella scultura.

Forme pure, divine, eroiche. Corpi che si avvolgono su se stessi, che si intrecciano, che si innalzano. A Firenze la prima mostra monografica sul più grande scultore europeo della seconda metà del Cinquecento…

 

L’articolo completo si trova in:

http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=16029&IDCategoria=1&MP=true

 

Info:

Firenze, Museo Nazionale del Bargello, Via del Proconsolo, 4 (centro storico) – orario di visita: martedì – domenica, 1°, 3° e 5° lunedì del mese 8,15- 18; Chiuso il 2° e il 4° lunedì del mese ed il 1° maggio – ingresso: (compresivo dell’ingresso al museo). Intero €. 7.00 Ridotto €. 3,50 per i cittadini della Comunità Europea tra i 18 e i 25 anni, gratuito per i cittadini della Comunità Europea sotto i 18 anni e sopra i 65 anni

Alle ore 15, 16 e 17 di ogni giorno di apertura sono previste visite guidate gratuite al museo in lingua italiana e inglese – per informazioni e prenotazioni: tel 055 2654321- catalogo: Giunti Editore.

 

Mostra aperta fino al 15 giugno 2006.

 

Autore: Giovanni Cordoni

Fonte:Exibart on line

TREVI (Pg): Habitat di Franco Passalacqua.

Complesso Museale di S. Francesco a Trevi, dal 17 aprile al 7 maggio 2006, dal martedì alla domenica ore 10.30-13.00/14.30-18.30

Franco Passalacqua, ormai da tempo, si è qualificato come uno degli artisti umbri più attivi e coerenti, grazie anche all’eccezionale continuità, concettuale e formale, che da sempre caratterizza il suo lavoro. Con la mostra Habitat viene ora presentata, per la prima volta, una rassegna esauriente e organica del suo percorso artistico. Come sappiamo, i quadri di alberi in visione aerea sono la prerogativa personale – e l’inconfondibile cifra stilistica – dell’artista perugino. Queste chiome, con il loro ritmico susseguirsi e concentrarsi sul piano della tela, restituiscono panorami di vaste distese boschive. Tuttavia, nel corso dell’esposizione sarà possibile seguire come Passalacqua, dall’iniziale spunto naturalistico sia passato ad opere quasi minimaliste e prossime all’astrazione (ma di un genere “caldo”, senza dogmatismi), per giungere infine all’attuale paesaggismo critico. Ora, infatti, il landscape umbro degli esordi viene trasfigurato nella rappresentazione di una Natura Universale, senza più connotazioni specifiche. Nelle ultime opere, infine, Passalacqua dimostra la necessità di recuperare una sensibilità primaria, più fisica ed emotiva, in grado di travalicare il limite fisico dell’oggetto-quadro e di espandersi nello spazio. Materiali naturali come Humus e Manna, insieme ai nuovi dipinti tridimensionali, si trasformano in veri e propri campi d’energia, che ci parlano di una razionalità implicita nella Natura e, per estensione, della sua inarrestabile potenza generatrice.

Catalogo disponibile in mostra.

Info:

Segreteria organizzativa Festa dell’olio a Primavera” Sig.ra Giuliana Fabbrizzi – tel. 0742.386000 – fax 0742.38100 cell. 392.9947541.

Link: http://www.olioumbro.com

Email: info@olioumbro.com

ASSISI: La Basilica superiore di San Francesco restituita al pubblico.

A otto anni dal tragico terremoto, del settembre 1997, si sono conclusi ieri i lavori di restauro all’interno della Basilica Superiore di San Francesco di Assisi con la solenne inaugurazione alla presenza del ministro dei Beni e le Attività culturali, Rocco Buttiglione.

Decine di restauratori, impiegati per 160.000 ore, con un costo che supera i 6 milioni di euro per restituire al mondo un patrimonio artistico inestimabile.

 

All’indomani del crollo, il cordoglio per le vite perse, la necessità di impiegare tutte le risorse disponibili per fronteggiare le esigenze delle centinaia di persone rimaste senza casa non permettevano neanche di immaginare di poter recuperare i capolavori di Giotto e Cimabue che il terremoto aveva ridotto in detriti, eppure oggi siamo di fronte a una “Utopia che diventa realtà”, come recita il titolo dei convegni svolti sul restauro.


La ricollocazione della vela di S.Matteo, della vela stellata e del costolone trasversale rappresentano l’ultimo atto del processo di restauro iniziato con i lavori di consolidamento successivi al crollo.


Interventi di pronta urgenza immediatamente dopo il sisma coinvolsero sia la basilica inferiore che quella superiore. Anche laddove le superfici non erano crollate si procedette tempestivamente a tamponare i gravi danni inferti alla struttura e alle opere pittoriche, con interventi di riadesione dell’intonaco e delle pellicole pittoriche e con il consolidamento delle volte dal basso. Nella Basilica superiore le cui pareti ospitano la “Storia di San Francesco” si rese necessario un imponente e minuzioso lavoro di pulitura, le opere erano ricoperte da uno strato spesso di polvere tenacissima in conseguenza del crollo della volta. Per quanto riguarda le decorazione murarie delle volte, furono rapidamente messi in atto i processi di reintegrazione in corrispondenza delle fratture e delle lacune mentre iniziava il lavoro di recupero dei frammenti delle volte che inesorabilmente erano crollate. I frammenti recuperati, grazie al tenace lavoro di Vigili del Fuoco, restauratori, storici dell’arte e volontari, sono oltre 300.000.

Terminati gli interventi delle decorazioni in situ delle 2 basiliche e grazie agli interventi strutturali condotti sull’edificio è stata possibile la riapertura al pubblico dell’edificio di culto già nel 2000.


Dal 2001 ad oggi si è compiuta l’ultima e più delicata fase del restauro quella degli interventi sui frammenti.


Distrutti e in larga parte polverizzati i frammenti dei dipinti sembravano inservibili persino agli occhi degli addetti ai lavori, la cui dedizione e amore per l’arte ha consentito, tuttavia, di giungere ai risultati che possiamo ammirare oggi. Un miracolo sembra aver salvato quelli che le direttrice dell’Istituto centrale per il Restauro, Caterina Bon Valsassina, definisce testi figurativi fondamentali della cultura artistica dell’Occidente.


Nel settembre del 2002 era stata inaugurata la vela di San Gerolamo, quello fu il primo miracolo, ma un lavoro ben più arduo quello dei restauratori per la ricollocazione della vela di San Matteo di Cimabue inaugurata ieri. Ostacoli insormontabili quali la quantità dei frammenti e la loro significatività dal punto di vista dell’immagine hanno reso necessario scegliere una direzione chiara nella gestione del restauro. La direzione privilegiata è stata quella di difendere in maniera intransigente i valori di autenticità. Purtroppo, nonostante siano state adottate le stesse metodologie utilizzate per il restauro di San Gerolamo, solo il 25% della superficie originale della vela di San Matteo è stata recuperata.


Il ministro Rocco Buttiglione ricordando lo scenario di desolazione che si prospettò all’indomani del crollo e le quattro vite perse in quella tragica occasione, ha sottolineato la straordinarietà dei risultati ottenuti, definendoli un vero e proprio miracolo.





Autore: Marta Francescangeli

Fonte:CulturalWeb

AOSTA: WOLFGANG ALEXANDER KOSSUTH – Dinamismo ed equilibrio.

Wolfgang Alexander Kossuth è nato a Pfronten, in Germania, nel 1947. Molto presto si trasferisce in Italia dove si diploma in violino al Conservatorio di Napoli, iniziando una rapida e promettente carriera musicale che lo porta, nell’arco di pochi anni, a dirigere l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Nel 1979, tuttavia, lascia l’attività di musicista per dedicarsi completamente alla scultura, linguaggio artistico che gli permette di esprimere in assoluta libertà la sua creatività interiore, passando dal ruolo di esecutore a quello di creatore. Le opere di Kossuth, che attualmente vive e lavora a Milano, fanno parte delle collezioni di vari musei italiani ed esteri ed in tutta Europa si susseguono con regolarità esposizioni a lui dedicate.

Scrive Paolo Levi nel catalogo: ‘Kossuth è un artista che, in ogni suo processo creativo, manifesta una sensuale passionalità visionaria. (…) Nel corso della sua vicenda artistica si è assunto non poche responsabilità oggettive nei confronti della scultura, e prima fra tutte quella di continuare la tradizione classica che appartiene al museo della storia’.

Nei lavori dell’artista tedesco si trovano spesso raffigurati personaggi famosi in ambito musicale, letterario, della danza e della mitologia, come Mozart, Paganini, Leonard Bernstein, Mario del Monaco, Milva, Vittorio Sereni, Alessandra Ferri, Mercurio, Dafne, Adone. L’opera di Wolfgang Alexander Kossuth è un solare inno alla vita, una ricerca dell’ordine e dell’armonia. Le sue opere raffigurano visi dall’espressione serena e corpi gentili, che paiono al sicuro dal dolore e a disposizione della danza, della lettura, del sonno, dell’amore. Tra le quaranta sculture in esposizione se ne trovano alcune inedite – come Forze in equilibrio, 2005 (h. cm 280), L’eterno femmineo, 2004 e Massimo Murru ‘il salto’, 2003 – ed altre storiche, tra cui i ritratti di Mario Soldati (1981), di Alessandra Ferri (1994) e di Giorgio Strehler (2000). I visitatori potranno, inoltre, ammirare un’opera del 2003 raffigurante il ballerino Roberto Bolle a grandezza naturale (h. cm 220) ed una selezione di pastelli nei quali l’artista dimostra anche le sue grandi capacità disegnative.

‘Fa parte della nostra politica culturale – sottolinea l’assessore Charles – portare a conoscenza del pubblico artisti come questo scultore, la cui poetica esula dai confini locali per espandersi a livello europeo. Questa personale guarda alla musica, alla danza, al mito del bello, della forza e della sensualità.’

La rassegna è accompagnata da un catalogo bilingue in italiano e francese edito da Elede di Torino, comprendente il testo critico e le riproduzioni di tutte le opere in mostra, in vendita al prezzo di 30,00 Euro.

Info: termina il 23 aprile 2006 – Centro Saint-Bénin – Via Festaz, 27 – Aosta, tel. 0165 272687;

Orario: tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.Ingresso:intero € 3,00 – ridotto € 2,00, in abbinamento alla mostra Le immagini affamate al Museo Archeologico Regionale € 5,00.

Al Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Wolfgang Alexander Kossuth. Dinamismo ed equilibrio, organizzata dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e curata dal critico d’arte Paolo Levi.


Link: http://www.regione.vda.it