Archivi autore: Amministratore

ROMA: Beni culturali.

Nella «Gazzetta Ufficiale» dell’Unione europea dello scorso 24 maggio è stato pubblicato l’elenco delle autorità centrali nominate dagli Stati membri per occuparsi della restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro in applicazione dell’articolo 3 della direttiva 93/7/Cee.

Competente per l’Italia è il ministero per i Beni e le attività culturali – Dipartimento per la ricerca, l’innovazione e l’organizzazione, Via del Collegio Romano 27 -Roma – Referente: Giuseppe Proietti (telefono 06 672 32 819 – e-maìl: driosegreteria@beniculturali.it).


 

Fonte:Il Sole – 24 Ore

FIRENZE: Le opere degli Uffizi in un catalogo virtuale.

Puntare su Internet, fiere di settore e sponsorizzazioni tecniche per raggiungere i propri clienti e valorizzare il marchio e i prodotti. Sono questi i punti fermi della comunicazione di Centrica, azienda fiorentina che fornisce servizi e prodotti nelle aree web, imaging e multimedia per aziende e Pa, soprattutto nell’ambito dei beni culturali.
Per comunicare l’azienda utilizza principalmente il web. «Il 60-65% dei nostri investimenti — racconta Marco Cappellini, amministratore delegato — è rivolto a Internet. Oltre al mailing diretto il nostro lavoro consiste nel creare siti specifici per particolari eventi. Uno di questi è stata l’inaugurazione, nel gennaio scorso, di una mostra in occasione dell’apertura dell’anno dell’Italia in Cina, un progetto realizzato assieme al dipartimento innovazione tecnologica del Ministero dei beni e delle attività culturali».
L’azienda si serve inoltre di inserzioni in motori di ricerca, mentre non ricorre a pubblicità attraverso le directories.
Il secondo canale di comunicazione in per importanza è costituito dalle fiere di settore: tra queste Cepic, fiera itinerante che riguarda le aziende fotografiche, Eva Florence, dedicata alle tecnologie applicate ai beni culturali, e Nuovo&Utile, che si occupa trasversalmente di sviluppo tecnologico. Il terzo canale di comunicazione è quello delle sponsorizzazioni tecniche: nel 2000 l’azienda si è occupata di una mostra di un ceramista fiorentino e in seguito ha lavorato per gli Uffizi.
«Tramite questi mezzi — conclude Cappellini — nel nostro ambito siamo riusciti a essere percepiti e riconosciuti con molta precisione».
Fondata nel 1999, Centrica ha 10 dipendenti, un fatturato di 500mila euro e spese di comunicazione di circa 15mila euro. Tra i fiori all’occhiello dell’azienda c’è la digitalizzazione dell’intero patrimonio esposto e di parte dei depositi degli Uffizi. Per questo lavoro, che ha richiesto quattro anni, dal 1999 al 2003, l’azienda si è aggiudicata il premio Impresa e cultura 2003 del II Sole 24 Ore, per la migliore sponsorizzazione tecnologica.
A questo premio si è recentemente aggiunto l’Ist Grand Prize 2006, una menzione che si assegna alle venti migliori aziende europee nel settore delle Information Society Technologies. Centrica è stata l’unica azienda italiana a superare la selezione. L’ambito commerciale è prevalentemente italiano, anche se sono stati sviluppati progetti europei come il programma Galileo e sono in corso collaborazioni con le imprese giapponesi Hitachi e Toppan Printing.


 

Autore: Fabrizio Patti

Fonte:Il Sole – 24 Ore

VENEZIA: Pioggia di soldi da tutto il mondo per restauri e progetti culturali.

Da 40 anni, checchè se ne dica, Venezia riesce a smuovere le coscienze e i portafogli di mezzo mondo nel nome della salvaguardia. Una trentina sono i comitati privati internazionali che dal 1966, anno della terribile ‘acqua granda’, raccolgono fondi per il restauro dei momumenti o per progetti culturali. Con i fondi privati e in accordo con l’Unesco e la Soprintendenza dei beni artistici e architettonici sono stati restaurati oltre cento monumenti e un migliaio di opere d’arte. I comitati rappresentano undici Paesi e in 40 anni hanno raccolto «decine di miliardi di vecchie lire», dice Alvise Zorzi, che lancia però un allarme: «Tanti soldi spesi per restaurare palazzi, opere d’arte e quasi tutti gli edifici religiosi – ammonisce – non bastano se non si pianifica il ‘dopo’, vale a dire la manutenzione. Mi piacerebbe organizzare un convegno su questo tema, il prossimo anno».Negli anni le iniziative private per Venezia non si contano. Come quella della catena PizzaExpress che destina 25 pounds ogni ‘Pizza veneziana’ ordinata. Grazie a questo progetto è stato raccolto più di un milione di sterline, destinato al ‘Venice in peril fund’, il comitato inglese più antico, fondato nel 1966 dall’ambasciatore Sir Ashley Clarke. Altre donazioni al ‘Venice in peril fund’ per la causa di Venezia sono arrivate, ad esempio, dal ‘Venice Simplon-Orient Express’ e dall’hotel Cipriani: nel 2005 per ogni passeggero salito a bordo del famoso treno sono state donate 25 sterline, per un totale di 15.575 sterline raccolte (e l’iniziativa continua anche per il 2006). Mentre potrebbe sembrare un controsenso che a raccogliere soldi per la salvaguardia di Venezia ci sia anche la ‘Venetian apartments’, un’agenzia immobiliare che affitta in laguna case per turisti.

È sufficiente una simile mobilitazione? Secondo l’economista veneziano Renato Brunetta questa volenterosa maxi-colletta rappresenta l’1 o al massimo il 2 per cento di quanto serve a Venezia per la sua sopravvivenza idraulica, ma anche socio-economica e culturale. Nel 2004 l’allora Soprintendente, Giorgio Rossini, affermò invece che «la cifra investita in un anno nei restauri dai comitati privati per la Salvaguardia di Venezia equivale a circa la metà di quanto lo Stato italiano investe in questo settore, fatta eccezione per i fondi straordinari derivanti dal lotto». Se è poco l’apporto dei privati, lo è anche quello dello Stato. Quindi lo sforzo non va sottovalutato. Anzi, continua: da circa un mese un miliardario di Las Vegas, imprenditore alberghiero e delle case da gioco, è diventato consigliere della Fenice grazie a un contributo di 1.5 milioni di euro in tre anni che ha salvato la programmazione del teatro.Di contro, però, ogni anno, il Comune fatica a raccogliere un milione di euro tra le categorie economiche della città per organizzare il Carnevale e la Biennale, pur avendo alzato la presenza di privati nella Fondazione, dipende ancora per gran parte dal Fondo unico per lo spettacolo. Come dire che la sensibilità per Venezia non è uguale dappertutto.



Autore: Davide Scalzotto

Fonte:Il Gazzettino on-line

BARD (Ao): Forte di Bard inaugurato il polo artistico e museale.

Restyling da 40 mln in Valle d’Aosta. Coinvolto anche il vicino borgo medievale. È stato inaugurato in Valle d’Aosta il polo artistico e culturale alpino del Forte di Bard.
La fortezza votata alla difesa del territorio si trasforma e apre la Valle d’Aosta al grande mercato internazionale del turismo culturale. Alla distruzione del forte avvenuta nel 1800 per ordine di Napoleone seguì la ricostruzione, promossa nel 1827 da Carlo Felice e conclusa nel 1838 a cura dell’ingegnere militare Antonio Oliviero; poi nel 1975, dopo la dismissione da parte del demanio militare, l’acquisizione della regione Valle d’Aosta nel 1990; dal 1993 parte la definizione del piano di recupero.
Nel 1996 l’approvazione del finanziamento del Fondo europeo e dal 1998 al 2006 si sono svolti i lavori, che hanno portato all’apertura al pubblico dell’Opera di Carlo Alberto con il Museo delle Alpi, lo spazio espositivo temporaneo e lo spazio Vallèe Culture. Tra il 2006 e il 2007, mentre proseguirà l’attività espositiva le «Alpi da Sogno», saranno progressivamente inaugurati gli altri musei: Alpi dei ragazzi, il Museo del Forte, il Museo delle frontiere. La struttura offre inoltre uno spazio legato all’enogastronomia regionale con il ristorante, la caffetteria e l’hotel, un autentico «lieu de charme».
Le dimensioni della struttura sono imponenti, circa 15 mila metri quadrati di superficie, di cui 9 mila coperti e 3.600 destinati ad aree espositive; per un totale di 283 vani. L’investimento globale è stato altrettanto importante: circa 40 milioni di euro, che hanno permesso di coinvolgere nel restauro anche il vicino borgo medievale di Bard e interventi su quattro edifici storici.
Uno dei motivi del successo dell’operazione progettuale e di esecuzione dei lavori è da ricercare nella soprintendenza ai beni culturali della regione autonoma Valle d’Aosta, che per statuto è organo regionale, permettendo di snellire le procedure burocratiche e di seguire in maniera diretta lo svolgimento delle operazioni. Per il soprintendente, architetto Roberto Domaine, la vera scommessa «è di riuscire a trasmettere e di far comprendere le potenzialità del messaggio culturale della nuova Bard alla comunità locale».
A partire da questo punto la Vallèe auspica che questa operazione sia solo l’inizio di un processo, già peraltro individuato dal Piano territoriale paesistico, che conduca a un percorso turistico integrato di tutti i castelli valdostani.
Informazioni su www.fortedibard.it.


 

Autore: Nicola Siddi

Fonte:Italia Oggi

TORINO: Villa della Regina splendore ritrovato.

Sabato 8 luglio apre definitivamente al pubblico Villa della Regina. Venerdì sera l’inaugurazione ufficiale, cui sono invitati il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli (e sarebbe questa la loro prima visita in Piemonte da quando rivestono le rispettive cariche).
Il giorno dopo cancelli aperti per la città con orario ampliato fino a sera, e così pure la domenica. Quindi, la residenza finalmente restaurata e tornata, è proprio il caso di dirlo, all’antico splendore, sarà visitabile tutto l’anno nei fine settimana. Si era parlato qualche tempo fa di festeggiamenti protratti per giorni: adesso l’ipotesi è di organizzare eventi, magari concerti, nei mesi estivi anche durante la settimana. Un primo assaggio dell’attuale stato di grazia dell’ex vigna attribuita ad Ascanio Vitozzi, fatta costruire all’inizio del ‘600 dal cardinale Maurizio di Savoia, si era avuto nel periodo olimpico, quando si erano organizzati percorsi guidati a gruppi che avevano fatto registrare ben presto il tutto esaurito.
Allora i visitatori avevano parlato di «sindrome di Stendhal», causata dallo stupore di fronte alla preziosità degli ambienti ritrovati, dal salone centrale affrescato, ai corridoi laterali, agli appartamenti del Re e della Regina, ai gabinetti cinesi. Anche gli spazi esterni sono stati recuperati, grazie all’intervento della Consulta è tornato a funzionare il complesso «teatro d’acque» con cascate e fontane.
Una vicenda complessa quella che giunge quest’anno al termine, dopo dieci anni di lavori diretti da Cristina Mossetti che costeranno infine, tra interventi per lo più del Ministero e delle fondazioni bancarie, più di venti milioni. Dopo un periodo aulico (nel 1692 la Villa era divenuta proprietà di Anna d’Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che per renderla ancora più bella si era rivolta a Filippo Juvarra), nel 1868 il complesso passò all’Istituto Figlie dei Militari. Ma la mancata manutenzione e il degrado, uniti ai danni di guerra, portarono gli edifici e il giardino a un progressivo degrado. Nel 1994 il Ministero per i beni culturali affidò Villa della Regina alla Soprintendenza per i beni artistici. Risale a quell’anno il progetto di restaurarla: dopo una fase di studio, i lavori sono partiti nel ’97. Villa della Regina ospiterà, negli ambienti del primo piano, l’Istituto del Catalogo dei beni culturali del Piemonte.
Il prossimo appuntamento sarà ora con Palazzo Madama: chiuso dal 1988, riaprirà i battenti insieme al riallestito Museo d’arte antica il prossimo 15 dicembre (e non, come era stato annunciato alcuni mesi fa, il 20 ottobre).

 

Autore: Marina Paglieri

Fonte:La Repubblica