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CUNEO: Zooart 2006 rassegna espositiva.

Nel centro storico di Cuneo si svolge, per il 5° anno, la rassegna espositiva Zooart, progetto ideato da Michela Giuggia e Paolo Sasia e patrocinato dal Comune di Cuneo e dalla Regione Piemonte.
 
Negli anni scorsi questa rassegna ha visto transitare nei suoi spazi le più diverse forme espressive del fare artistico.  Come negli anni precedenti la rassegna si svilupperà in tre settimane per quattro serate, ad ogni ciclo saranno presentati un gruppo differente di artisti con proposte realizzate in dialogo nel suggestivo giardino all’inglese. Nelle diverse occasioni saranno articolati momenti di performances in occasione dell’inaugurazioni il giovedì alle 21.30.
Le esposizioni iniziano tutti i Giovedì e per quattro giornate si sviluppano ogni serata dalle ore 21,00 alle 24,00. 

Nella prima settimana, dal 13 al 16 luglio, sono stati selezionati gli artisti : Marco Cerutti , Doppioniro,  Collettivo Netzfunk, Mauro Soggiu, Ludovica Carbotta, Jacopo Valsania, Marco Gattinoni e Paola Paletto, Katia Lombardi , Enzo Mastrangelo, Stefano Toppino, Anastazija  Vidmar e Soraja Tarabar, saranno presentati i video di Roberto Cuzzillo.

Nella seconda settimana, dal 20 al 23: Davide Balliano, Michele Calia, Gianluca Bottini,  Igyzo Terib,   Roberto Fornero ,  Luna Potenziere,   Domenico Olivero,  Mario Mondino , Elda Pannoni, Veronique Pozzi  e Attilio Tono, Claudio Salvagno , lavoro video di Ugo Giletta. Sabato 22 luglio in occasione della Notte Bianca si terrà uno spettacolo video-musicale dell’artista torinese Paolo Cirio.

Dal 27 al 30 luglio saranno presenti: Franco Ariaudo , Fabio Moro, Michele Cantamessa,  Paolo Pirotti, Germana Eucalipto, Alessandro Tinelli ed Elisa Macellari, Monica Taverniti, Maurizio Ovidi, Alberto Trapani e Simone Sandretti, Noemi Zago, Stefano Venezia  e i video di Massimiliano Della Ferrera.

Per tutto il periodo della rassegna l’artista Laura Bianchi  presenterà un progetto dedicato ai bambini nelle ore dalle 17.00 alle 19.00 del giovedì e del venerdì.

Artisti: Marco Cerutti , Doppioniro, Collettivo Netzfunk, Mauro Soggiu, Ludovica Carbotta, Jacopo Valsania, Marco Gattinoni e Paola Paletto, Katia Lombardi , Enzo Mastrangelo, Stefano Toppino, Anastazija  Vidmar e Soraja Tarabar, Roberto Cuzzillo, Davide Balliano, Michele Calia, Gianluca Bottini,  Igyzo Terib,   Roberto Fornero,  Luna Potenziere,   Domenico Olivero,  Mario Mondino , Elda Pannoni, Veronique Pozzi  e Attilio Tono, Claudio Salvagno , Ugo Giletta, Paolo Cirio, Franco Ariaudo , Fabio Moro, Michele Cantamessa,  Paolo Pirotti, Germana Eucalipto, Alessandro Tinelli ed Elisa Macellari, Monica Taverniti, Maurizio Ovidi, Alberto Trapani e Simone Sandretti, Noemi Zago, Stefano Venezia,  Massimiliano Della Ferrera, Laura Bianchi.

Info:
Giardini Fresia, corso Giovanni XXIII, dal 13 al 30 Luglio 2006
Articolata in tre fasi 13, 14, 15 e 16, – 20, 21, 22 e 23 – 27, 28, 29 e 30 Luglio 2006.
Orario: dalle ore 21,00 alle 24,00.
Organizzazione: associazione THEes
Curatori: Michela Giuggia, Ornella Calvetti, Paolo Sasia
cell. +39 3396908997 / +39 3356920196;  fax 0171689960
Fruizione dello spazio: ingresso gratuito, luogo accessibile hai portatori di handicap.
Esiste uno spazio di ristoro e servizi igienici.
Realizzato con il contributo di: Regione Piemonte, Comune di Cuneo, Piano Strategico, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Collezione La Gaia, Zoobeach.

Link: http://www.zooart.it

Email: pqemi@tiscali.it

TRENTO: Girolamo Romanino. Un pittore in rivolta nel Rinascimento italiano.

A distanza di ben 40 anni dalla prima e finora unica mostra monografica tenuta a Brescia, il Castello del Buonconsiglio di Trento organizzerà nell’estate del 2006 un’ampia rassegna dedicata all’artista bresciano Girolamo Romanino (1485-87 – ca. 1560) autore del celebre ciclo pittorico che impreziosisce il Castello, uno dei capolavori della decorazione ad affresco della prima metà  del Cinquecento in Italia.

Grazie alla sua pittura realistica, libera e lontana dall’ufficialità del tempo, Romanino rappresenta un pittore in rivolta nel Rinascimento ed è da considerarsi uno dei precursori del naturalismo di Caravaggio e della modernità.

Il Romanino lavorò a Trento negli anni 1531-1532 su commissione del cardinale Bernardo Cles, principe vescovo di Trento dal 1514 al 1539 per decorare la nuova residenza rinascimentale nota come il Magno Palazzo.

Al centro dell’esposizione saranno naturalmente gli affreschi del Castello, ed il suo vasto e prezioso apparato decorativo dovuto anche all’opera di altri importanti pittori come il ferrarese Dosso Dossi e il veneto Marcello Fogolino.
La mostra consentirà di ammirare a Trento straordinarie testimonianze pittoriche del Romanino,  provenienti da prestigiosi musei e collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra questi il Louvre, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera, il Metropolitan di New York, la galleria Doria Pamphilj di Roma e il Museo di Belle Arti di Budapest. Il percorso espositivo presenterà complessivamente un centinaio di opere tra dipinti e disegni, la maggior parte del Romanino, allo scopo di ricostruire  tutto l’arco  di  attività  dell’artista nel contesto italiano del tempo. Saranno presentate inoltre opere  realizzate da importanti maestri della pittura rinascimentale italiana fra cui Tiziano, Lotto, Moretto, Savoldo, Callisto Piazza e Altobello Melone.

La mostra si articolerà in diverse sezioni. Si aprirà con la prima produzione pittorica del Romanino e la sua formazione tra Venezia  e Milano, sarà posto in luce il rapporto con l’ opera di Giorgione e di Tiziano. Seguono i ritratti giovanili e i lavori degli anni ’20. Parte fondamentale della mostra saranno gli affreschi del ciclo di Trento, presentati al termine  dei restauri e inseriti nel contesto dell’opera complessiva del Romanino, anche in relazione con l’attività degli altri pittori che operarono nel Magno Palazzo come i Dossi e Fogolino. Una sezione sarà dedicata alla produzione degli anni ’40-’50 all’interno della quale particolare risalto avranno le grandi ante d’organo provenienti dal Duomo di Brescia e dalla chiesa di S. Giorgio in Braida a Verona. Questi anni saranno rappresentati anche dalla magnifica tela con La raccolta della Manna conservata a Brescia. Inoltre sarà ampiamente documentata la produzione grafica del Romanino, molto significativa ma poco conosciuta,  che comprenderà  anche disegni del Pordenone e del Lotto. Infine una sezione sarà riservata a Bernardo Cles, non solo al suo ruolo nella politica europea e ai suoi rapporti con la casa d’Austria, ma alla sua figura di committente in quel  straordinario cantiere d’arte rinascimentale che fu il Castello intorno al 1530.

Curatori della mostra sono: Francesco Frangi dell’Università di Pavia e per il Castello del Buonconsiglio Lia Camerlengo, Ezio Chini e Francesca de Gramatica.
Al progetto partecipa anche Alessandro Nova, professore alla Goethe-Universität di Francoforte, uno degli studiosi più autorevoli del Romanino  nonché autore dell’ultima monografia  sul pittore pubblicata nel 1994. La mostra è possibile grazie alla collaborazione dei Musei Civici di Brescia e delle Soprintendenze ai beni storico – artistici di Mantova e Trento.

Info:

Trento, Castello del Buonconsiglio, 29 luglio – 29 ottobre 2006

tel. 0461 233770, fax.0461 239497
BIGLIETTI: intero: 6,00 euro, ridotto: 3,00 euro
ORARI: da martedì a domenica 10.00 –18.00, chiuso il lunedì
GRUPPI E SCUOLE: Servizi educativi del museo tel. 0461 492811, e-mail: education@buonconsiglio.it
VISITE GUIDATE: alla mostra: visite guidate a pagamento (1,00 euro) alle 11.00 14.30 e 16.00  ; al Castello: visite  guidate a pagamento (1,00 euro) alle 10.30 e 15.30  
CATALOGO: Silvana Editoriale
 

Link: http://www.buonconsiglio.it/

Email: info@buonconsiglio.it

REGGIO EMILIA: Antologia di Arnaldo Pomodoro.

In Palazzo Magnani e nei luoghi più suggestivi della città, 40 sculture, alcune monumentali, ripercorrono 50 anni di produzione dell’artista. Nel Palazzo dei Principi di Correggio, una selezione di 90 opere grafiche realizzate tra il 1976 a oggi e 10 sculture.

Dal 25 giugno all’8 ottobre, nelle due sedi di Palazzo Magnani di Reggio Emilia e di Palazzo dei Principi di Correggio (RE) si terrà un’ampia antologica dedicata ad Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna (RN), 1926), lo scultore italiano contemporaneo più noto e apprezzato a livello internazionale.
Promossa dalla Provincia di Reggio Emilia e dal Comune di Correggio, con il contributo di Fondazione Manodori, CCPL, Interacciai di Reggio Emilia, Assicurazioni Generali e Tecton, l’esposizione curata da Sandro Parmiggiani ripercorre cinquant’anni di produzione dell’artista.

Si parte, infatti, dal 1960 (La colonna del viaggiatore) fino a giungere ai nostri giorni.
La mostra permetterà alle quaranta sculture di Pomodoro di dialogare con una duplice situazione ambientale: l’interno delle stanze di Palazzo Magnani e i luoghi più suggestivi della città di Reggio. Le opere dell’artista, infatti, posizionate lungo corso Garibaldi, e sull’asse da piazza Gioberti a piazza Roversi, si confronteranno con le architetture storiche cittadine, come la Chiesa del Cristo, e con il rigore formale dei cortili interni del Palazzo Ducale (ora Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio Emilia).
A Palazzo dei Principi di Correggio verranno presentate dieci sculture che faranno da corollario a 90 lavori su carta, realizzati tra il 1976 a oggi, che costituiscono la parte più significativa dell’opera grafica di Pomodoro, nella cui attività artistica assumono un ruolo importante, essendo luogo di sperimentazioni e di innovazioni, con il ricorso, del tutto peculiare, alla calcografia in rilievo combinata all’acquatinta, al collage e all’utilizzo di carte speciali.

Molto si è scritto sull’arte di Pomodoro, da parte di autori italiani e stranieri, di storici e critici dell’arte e di poeti e scrittori. Le sue sculture affascinano perché permettono, nell’indagine delle forme e nello scavo dentro la materia che le costituisce, nella rivelazione della particolare struttura ‘molecolare’ che l’artista immagina, di gettare un ponte tra il passato, come il retaggio delle architetture di antiche civiltà, e il presente, con una continua capacità di osservazione del reale e di collegamento allo ‘spirito del tempo’.
L’influenza di Pomodoro è stata assai profonda e travalica gli stessi ambiti dell’arte: non è un caso, ad esempio, che la conformazione geologica di mondi alieni o la configurazione esteriore di veicoli spaziali immaginate da certi autori di film di fantascienza sembrino ispirarsi alle forme che la scultura di Arnaldo Pomodoro ha reso familiari.

Accompagna l’esposizione, un catalogo – Skira editore – che presenta un testo di Luciano Caprile, una conversazione tra l’artista e Sandro Parmiggiani, nonché un’ampia antologia critica, con particolare attenzione ai testi, alcuni dei quali inediti, che poeti e scrittori hanno dedicato a Pomodoro.

Note biografiche:
Arnaldo Pomodoro è nato a Morciano di Romagna nel 1926. È a Milano nella prima metà degli anni Cinquanta, dove diventa amico di artisti e uomini di cultura. Nel 1956 viene invitato alla Biennale di Venezia, dove tornerà a esporre con sale personali nel 1964 e nel 1988; già nel 1958, tiene mostre in Germania e in Belgio. Nel 1959 è a New York e San Francisco: negli Stati Uniti soggiorna ripetutamente per vent’anni; qui frequenta artisti e poeti di primo piano (David Smith, Louise Nevelson, Allen Ginsberg, Gregory Corso), è chiamato a insegnare in alcune Università (Stanford University, Berkeley University, il Mills College di Oakland, California), espone in mostre pubbliche itineranti e riceve premi prestigiosi, quali il ‘Premio Internazionale di Scultura’ del Carnegie Institute di Pittsburgh, che gli viene attribuito nel 1967. Tra le tante mostre importanti a lui dedicate, vanno almeno ricordate quella alla Rotonda della Besana di Milano (1974), al Musée d’art Moderne di Parigi (1976), al Forte di Belvedere di Firenze (1984), a Rimini e Cesena (1995), a Varese (1998), a Palma de Mallorca (1999), alla Reggia di Caserta (2000), in vari musei tedeschi, americani, giapponesi e australiani. Pomodoro riceve numerose commissioni pubbliche e private in tutto il mondo, che gli consentono di realizzare opere monumentali – basta ricordare, tra le tante, la Sfera con Sfera collocata davanti al Palazzo dell’ONU a New York nel 1996 -, sempre misurandosi con le caratteristiche del sito e con le problematiche del rapporto tra arte, ambiente e architettura. Svolge pure un’intensa, ininterrotta attività di scenografo, e riceve numerosi importanti riconoscimenti. Nel 1996 costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che ha iniziato di recente la propria attività espositiva a Milano.

Info:

Reggio Emilia, Palazzo Magnani (Corso Garibaldi 29)
Correggio (RE), Palazzo dei Principi (Corso Cavour 7)
fino al 8 ottobre 2006
Orari Palazzo Magnani: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.30; 21.00 – 23.00. Chiuso il lunedì
Orari Palazzo dei Principi:; mercoledì, sabato e domenica 10.00 / 13.00 -16.00 / 19.30; martedì, giovedì, venerdì 16.00 – 19.30; chiuso il lunedì
Biglietti d’ingresso: Euro 7 intero; Euro 5 ridotto; Euro 2 studenti
Catalogo: Edizioni Skira

tel. 0522.454437; fax 0522.444436

Link: http://www.palazzomagnani.it

Email: info@palazzomagnani.it

TURISMO CULTURALE: Un ticket per le città d’arte.

Il professor Tiezzi: una visita di poche ore crea solo danni ecologici.
«I turismo mordi e fuggì è solo un danno, fa benissimo il sindaco di San Gimignano a lamentarsene e sarebbe nel giusto se mettesse un ticket di accesso alla città». Stavolta non è provocazione intellettuale, ma l’opinione di Enzo Tiezzi, uno dei massimi scienziati italiani in materia di ecologia e ambiente. Il professore senese insegna Chimica fisica all’Università, ma è soprattutto celebre per le sue ricerche sull’impatto ambientale delle popolazioni sul territorio che gli hanno valso il premio «Prigogine», universalmente considerato il Nobel per l’ecologia. In questi giorni Tiezzi è impegnato, assieme ai massimi esperti mondiali della materia, al «Footprint Forum» di Siena, dove i temi della sostenibilità e del peso dei turisti sulle città d’arte è argomento di discussione.

Professore, è possibile calcolare quante risorse consuma un turista?
«Certamente. Noi lo facciamo da anni attraverso l’impronta ecologica».

Di che si tratta?
«E’un sistema inventato da due ricercatori, William Rees e Matis Wackernagel, con cui si mettono in correlazione da una parte i bisogni dei cittadini in termini di aria, acqua, cibo ed energia e dall’altra la capacità di un territorio di esaudirli. In pratica si arriva a capire quanto spazio servirebbe a una città per soddisfare le esigenze della sua popolazione. E, soprattutto, se il saldo tra questi valori è positivo o negativo».

E i risultati quali sono?
«Disastrosi se pensiamo a paesi come Stati Uniti o Giappone. Migliori se guardiamo all’Italia, a parte dell’Europa o a città notoriamente vivibili come Siena. New York, ad esempio, consuma un territorio cento volte superiore ai suoi confini geografici».

I turisti che peso hanno in questo calcolo?
«Anni fa, con la collaborazione di Trista Patterson, analizzammo il caso di Venezia. Servirono due anni di studio e calcoli molto complessi, alla fine dimostrammo come la laguna sopporti un peso enorme in termini di consumo del territorio per colpa dei turisti. Anzi, soprattutto per colpa del turismo mordi e fuggi».

Si finisce sempre per mettere sotto accusa quello…
«Non è un caso, è una questione scientifica. Troppe persone ormai frequentano le nostre città d’arte solo per alcune ore, consumando buona fetta della risorse senza lasciare in cambio neanche un soldo. Ecco perché l’idea del ticket non è poi così sbagliata».

Si spieghi meglio.
«Un turista che si ferma per alcuni giorni spende soldi in musei, negozi, ristoranti e, dunque, restituisce al territorio parte delle risorse che ha consumato sotto forma di corrispettivo economico. Chi arriva a San Gimignano, tanto per fare un esempio, e se ne va via dopo un paio d’ore non solo non restituisce l’acqua che ha consumato, ma non contribuisce in alcun modo a ‘pagare’ questa risorsa. Per questo il sindaco di quella meravigliosa città farebbe benissimo a mettere un ticket d’ingresso».

Dice sul serio?
«Eccome. Sarebbe anche un modo per rendere più consapevoli i forestieri del luogo dove si trovano. Pensi, una quarantina d’anni fa la moglie di un premio Nobel americano, di cui non voglio fare il nome, mi raccontò di essere stata in Italia dove, in tre giorni, aveva visitato Venezia, Firenze e Roma. Ebbene, per un cambio di programma invece che in laguna la portarono a Pisa e lei tornò a casa entusiasta per quant’era bella Venezia con quella Torre Pendente. Ecco perché i turisti mordi e fuggì sono più che un danno: neanche fanno buona pubblicità ai posti che visitano…».

 

Autore: Francesco Meucci

Fonte:Il Resto del Carlino

ROMA: Mecenate e consorte ritrovati i ritratti.

Conferenza di un certo interesse tenutasi all’Accademia Tedesca di Villa Massimo a Roma.
Bernard Andreae, ex direttore dell’Istituto Archeologico Tedesco a Roma, presenta una clamorosa scoperta archeologica.

L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:

http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=2801&cat=Scoperte%20e%20scavi

 

Fonte:Il Sole – 24 Ore