Archivi autore: Amministratore

ROMA. Museums libraries and archives online: MICHAEL service and other international initiatives.

Il Ministero per i beni e  le attività culturali ha organizzato la Conferenza internazionale ‘Museums, libraries and archives online: MICHAEL service and other international initiatives’ il  4 e 5 dicembre 2006 a Roma.

Obiettivo della Conferenza è quello di presentare i risultati del progetto raggiunti finora dai 14 paesi partecipanti, verificare le prospettive dell’allargamento verso i paesi europei ancora mancanti e aprire un confronto con altre esperienze analoghe di paesi extraeuropei  quali gli Stati Uniti, il Canada, l’Egitto, la Cina, ecc.

La Conferenza vuole anche sottolineare il ruolo importante svolto dall’Italia, in quanto coordinatore del progetto, nel dibattito sulla costituzione della Biblioteca Digitale Europea.

Info:
Roma, Complesso del San Michele – Sala dello Stenditoio – Via di San Michele, 22,

tel. + 39 06 68281767 – fax + 39 06 68281770

 

Email: michael.press@beniculturali.it

VERONA. L’arte nel segno della risurrezione.

In occasione del 4º Convegno Ecclesiale Nazionale – Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo – verrà inaugurato il 13 ottobre alle ore 17.00 presso la Cattedrale di Verona, l’itinerario ‘L’arte nel segno della risurrezione’, un percorso espositivo diviso in tre diverse tappe, tra loro intimamente correlate nei temi e nelle finalità.
Le esposizioni sono promosse dalla Conferenza Episcopale Italiana, nell’intento di mostrare come l’arte sia sempre stata e possa continuare a essere oggi un linguaggio universale, capace di affermare e realizzare la testimonianza dell’incontro dell’uomo con Dio e di comunicare la speranza che viene dall’annuncio del Risorto.
Dalla profonda convinzione che il linguaggio dell’arte non sia semplicemente accessorio rispetto al fulcro dell’esperienza cristiana ma, al contrario, ne costituisca una modalità specifica di attuazione, si è scelto di affrontare un percorso espositivo che va dalla tradizione secolare delle Chiese del Triveneto all’arte contemporanea, nel tentativo da un lato di rafforzare la consapevolezza delle radici cristiane di tanta produzione artistica del nostro paese, e dall’altro di invitare gli artisti contemporanei e la comunità cristiana ad un dialogo più intenso.

SPLENDORI DEL RISORTO
Arte e fede nelle Chiese del Triveneto
La mostra, che si terrà presso il museo Miniscalchi Erizzo dal 13 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007, propone un centinaio di opere d’arte provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dal Trentino Alto Adige. Codici miniati, dipinti, sculture lignee e in marmo, calici, ostensori e altre preziose opere narrano le radici cristiane delle terre del Triveneto e testimoniano nei secoli l’attenzione ai temi evangelici del Cristo risorto nelle diverse espressioni artistiche. L’itinerario espositivo è suddiviso in otto sezioni tematiche ma rimanda idealmente a tutto il patrimonio dell’arte cristiana, attestando come la fede nel Risorto sia stata fonte di una variegata espressione artistica che ha nutrito liturgia, pietà popolare, devozione e esperienza di fede con segni indirizzati alla mente e al cuore della persona e della comunità. Fra gli artisti in mostra spiccano i nomi di Giambattista Tiepolo, Palma il Giovane, il Pordenone e il Cavazzola, esposti insieme ad artisti ignoti ma non meno importanti, come il fine intagliatore del crocifisso della cattedrale di San Giusto.

L’ARTE E DIO
La scommessa di Carlo Cattelani
La galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti del Comune di Verona, ospita dal 13 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007 la mostra
L’Arte e Dio dedicata a una persona di viva fede cristiana, che nell’arte contemporanea ha realizzato la propria singolare missione: Carlo Cattelani. Collezionista e mercante d’arte, Cattelani ha avuto il merito di generare sincere espressioni di fede e spiritualità in artisti lontani da ambiti religiosi, contribuendo al rinnovamento dell’iconografia della fede. Egli ha colto presto, attraverso percorsi del tutto individuali e a volte controcorrente, l’importanza dell’arte, anche e soprattutto di quella contemporanea, come dimensione culturale fruibile da tutti, al di fuori di circoli elitari e speculativi. La mostra presenta un corpus di opere di artisti che rappresentano i massimi maestri della contemporaneità quali Barnett Newman, Sol Lewitt, Frank Stella, Yves Klein, Andy Warhol, Lucio Fontana, Alberto Burri e Giuseppe Caporossi, insieme ad opere di artisti come Gino De Dominicis, Hermann Nitsch, Jiri Kolar e Ben Patterson che intrattennero con Cattelani dei sinceri rapporti d’amicizia.

VIA LUCIS
Interventi d’Arte dell’Unione Cattolica Artisti Italiani
La Chiesa di San Tomaso Cantuariense di Verona, dal 13 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007
, ospita un’installazione dedicata alla Via Lucis, promossa dall’Unione Cattolica degli Artisti Italiani. All’interno della chiesa sono collocate le quattordici stazioni della Via Lucis realizzate da altrettanti artisti, in sequenza: Alessandro Verdi, Giulio Rossetti, Massimiliano Battilo, Eva Maria Friese, Carla Caldonazzi, Marco Arman, Maria Rosanna Cafolla, Alberto Bolzonella, Luigi Caflisch, Carlo Adolfo Fia, Maurizio Frisinghelli, Maria Adele Potente, Romano Perugini, Silvana Piergalli Recchioni. Il coinvolgimento di quattordici artisti contemporanei all’interno di uno spazio dedicato al sacro, rivela la necessità di tornare ad esprimere attraverso il linguaggio dell’arte, come nei secoli è sempre stato, il messaggio salvifico che viene dall’annuncio del Risorto, recuperando il senso e il legame profondo che lega l’arte alla fede.

Info:
L’ARTE NEL SEGNO DELLA RISURREZIONE
Iniziative promosse dalla CEI con i contributi di
Regione Veneto, Comune di Verona, Diocesi di Verona e Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Splendori del Risorto. Arte e Fede nelle Chiese del Triveneto
Verona, 13 ottobre 2006 – 7 gennaio 2007
Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo
Orari: dalle 9.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria ore 17.00); giorno di chiusura lunedì Chiuso il 25/12/2006 e l’1/01/2007,
Biglietti: intero 5 euro; ridotto 4 euro; ridotto speciale 3 euro
Ingresso gratuito nei giorni del Convegno Ecclesiale, dal 16 al 20 ottobre 2006; tel. 045 8032484

L’arte e Dio. La scommessa di Carlo Cattelani
Verona, 13 ottobre 2006 – 7 gennaio 2007
Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti
Orari: da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00); sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.00(chiusura biglietteria ore 18.00); giorno di chiusura lunedì Chiuso il 25/12/2006 e l’1/01/2007
Biglietti: intero 5 euro; ridotto 4 euro; ridotto speciale 3 euro
Tel. Palazzo Forti 045 8010903, e-mail: palazzoforti.press@comune.verona.it

Via Lucis. Interventi d’Arte dell’Unione Cattolica Artisti Italiani
Verona, 13 ottobre 2006 – 7 gennaio 2007
Chiesa di San Tomaso Cantuariense
Orari: tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, Ingresso libero.

I cataloghi delle mostre sono di Silvana Editoriale

Fonte:Exibart on line

Giuseppe Albert MONTALTO. Il Pinturicchio ritrovato.

Il 16 settembre, in occasione della “Notte bianca”, nella Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia è stato presentato al pubblico il Bambino Gesù delle Mani, opera del Pinturicchio.

Si tratta di un dipinto dalla storia molto singolare. Era conosciuto dagli storici dell’arte perché ne parlò Vasari nelle Vite del 1568 ma, non essendo mai stato rintracciato per cinque secoli, lo si credeva perso per sempre o frutto di un errore di Vasari. Finchè nel novembre 2004 Franco Ivan Nucciarelli, professore di iconologia dell’Università di Perugia, lo ha intercettato sul mercato antiquario e ha convinto all’acquisto (cifra riservata) il gruppo industriale perugino Margaritelli; il dipinto è stato affidato, per le analisi e il restauro, alla Fondazione Guglielmo Giordano e poi è stato presentato alla stampa a Roma.

Le ragioni di fondo della lunga scomparsa risiedono nel soggetto del dipinto che creò scandalo in passato. Vi è raffigurato il Bambino nudo, seduto su un cuscino con in mano il globo sormontato da una piccola Croce, che sta benedicendo un personaggio fuori del quadro. La mano (maschile) di quest’ultimo accarezza il piedino destro del Bambino (un gesto “consentito” solo al più anziano dei Re Magi e a Santa Caterina nelle Nozze Mistiche), il quale è sostenuto nella sua posizione da altre due mani (femminili) di un personaggio altrettanto assente. Tante mani che hanno dato al dipinto il nome Bambino delle Mani. Le mani appartenevano a papa Alessandro VI Borgia, committente del dipinto, e alla sua giovane amante Giulia Farnese ritratta nelle vesti della Vergine. Il luogo originario del dipinto erano le stanze private dell’appartamento del papa in Vaticano. L’opera era fin troppo blasfema per quella collocazione e, morto papa Borgia nel 1503, fu nascosto sotto una stoffa inchiodata sulla quale fu sistemata una più rassicurante Madonna del Popolo.

Dal 1693 due parti del dipinto, Gesù Bambino e la Madonna, sono documentate nelle collezioni della famiglia Chigi. Come ci erano finite? Il ventitreesimo papa dopo Alessandro VI è un papa Chigi (1665-1667). Probabilmente fu lui che, volendo cancellare il ricordo scandaloso dell’infausto Borgia, ordinò il distacco del dipinto dal muro e la distruzione della figura del papa. Ma la stessa sorte non toccò alle altre due figure che furono però separate. Nulla si sa della Madonna – Giulia Farnese, presumibilmente ancora in possesso dei Chigi.

Tutti i dettagli del ritrovamento saranno esposti nel libro che Nucciarelli pubblicherà per la “Quattroemme”, Pinturicchio. Il Bambino Gesù delle Mani.

Per circa un mese il dipinto resterà nella Galleria Nazionale dell’Umbria, poi partirà per un giro di mostre itineranti in Italia e all’estero di uno – due anni, infine avrà dimora definitiva a Villa Spinola, alle porte di Perugia, sede della Fondazione Guglielmo Giordano.

 

Autore: Giuseppe Albert Montalto

LEGNANO (Mi). Attilio Rossi.

Dal 18 novembre 2006 al 21 gennaio 2007, in Palazzo Leone da Perego di Legnano, si terrà la mostra dedicata all’opera di Attilio Rossi (1909-1994).
Curata da Luciano Caramel e Flavio Arensi, Direttore artistico di Palazzo Leone da Perego, e organizzata dal Comune di Legnano, col contributo della Banca Popolare di Milano-Banca di Legnano, Fastweb e Reale Mutua Assicurazioni-agenzia Legnano, l’esposizione presenterà oltre sessanta lavori di un protagonista dell’arte italiana del XX secolo, in grado di ripercorrere tutta la sua carriera di pittore, di grafico e organizzatore culturale, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta.
Si partirà, infatti, dai quadri ispirati al tema dell’acqua, nei cui riflessi l’artista dissolve le immagini della realtà, per passare a quello delle nature morte spesso impaginate nel riquadro geometrico di una finestra.
Il percorso espositivo proseguirà con i cicli della ‘Stanza della folgore’ e de ‘L’urlo di Medusa’, attraverso i quali Rossi rivisita con tono drammatico il tema del mito antico, quindi con la sezione dedicata agli ‘Autoritratti’, che costituiscono un racconto vero e proprio del rapporto che l’artista ebbe con il suo lavoro e la sua visione della realtà. Un ulteriore approfondimento verrà riservato al periodo argentino della pittura di Rossi, e al lavoro grafico degli esordi; saranno presentate, tra gli altri, alcuni numeri ed edizioni di ‘Campo Grafico’ e libri come ‘Kn’ di Carlo Belli.
Vi saranno inoltre alcuni acquerelli, che testimonieranno la sensibilità di Rossi verso questa tecnica pittorica. Accompagna l’esposizione un catalogo pubblicato da Silvana editoriale con testi di Luciano Caramel.

Attilio Rossi, riveste giovanissimo un ruolo di grande rilievo nella modernizzazione della Grafica italiana, fondando e dirigendo la rivista ‘Campo Grafico’ che sostiene l’esigenza di aprire il settore all’influenza dell’arte contemporanea. Lasciata l’Italia nel 1935, Rossi si reca in Argentina dove comincia a dipingere. Dapprima astratto, diviene poi figurativo, attraversando una fase iperrealista per approdare poi a una pittura che guarda all’influenza di Carrà e di Morandi.
Tra il 1935 e il 1950, Attilio Rossi è anche direttore artistico di grandi Case editrici, collaborando e divenendo amico di protagonisti della cultura spagnola, sudamericana e messicana come Rafael Alberti, Jorge Luis Borges, Pablo Neruda, Diego Rivera, Ramòn Gòmez de la Serna, Juan Ramòn Jiménez, Josè Bergamìn e molti altri. In questa attività Rossi realizza tra l’altro numerose copertine di libri, tra cui due particolarmente note, quelle per ‘El Aleph’ di Borges e  per ‘Carlotta in Weimar’ di Mann.
Al ritorno in Italia, Rossi sviluppa una pittura, che si evolve gradatamente in una figurazione molto avanzata, sorretta da una prospettiva costruita sul colore, che però sconfina spesso nell’astrazione. Astrazione che si ritrova in particolare in interventi realizzati a Milano presso la Triennale, la Fiera e Palazzo Reale.
L’attività grafica prosegue in misura ridotta, ma con libri e manifesti di grande pregio. A tutto ciò si affianca l’attività di organizzatore culturale che lo vede coinvolto nelle grandi rassegne milanesi di Palazzo Reale (memorabile la mostra di Picasso del 1953) e della Permanente.
L’avventura pittorica di Attilio Rossi, sulla quale hanno scritto molti fra i più importanti critici e studiosi d’arte, si snoda, nella sua parte finale, tra una grande Via Crucis, attualizzata con una serie di personaggi della storia del XX Secolo, e una fase in cui trasfigura i temi della mitologia classica con una pittura attenta alle suggestioni dell’arte contemporanea.
Attilio Rossi, che scompare a Milano nel 1994, è stato autore di numerosi saggi e libri, tra cui ‘Buenos Aires’ en tinta china’ con Borges e Alberti, ‘Milano in inchiostro di china’ con Salvatore Quasimodo, ‘I manifesti’ e ‘Omaggio all’alfabeto’.
Le sue opere sono state esposte in numerose grandi rassegne d’arte, tra cui la Biennale di Venezia, e sono presenti in numerosi musei.

Info:
Legnano, Palazzo Leone da Perego (via Gilardelli 10)
18 novembre 2006 – 21 gennaio 2007
Orario: da martedì a venerdì 16.30-19; sabato 16-20; domenica e festivi 10-13/15-20; chiuso lunedì – Ingresso libero;

tel. 0331 471335; www.legnano.org

Catalogo Silvana Editoriale

GENOVA. I modelli di Narciso – La collezione d’autoritratti di Raimondo Rezzonico agli Uffizi.

Galleria d’Arte Moderna con opere della collezione Wolfson – Genova, 11 ottobre 2006 – 11 febbraio  2007

Approda alla Galleria d’Arte Moderna di Genova, dopo l’esordio – la scorsa primavera – nella sala delle Reali Poste alla Galleria degli Uffizi, una selezione dell’importante collezione di Raimondo Rezzonico, costituita da ben 297 autoritratti di artisti contemporanei, acquisita di recente dalla Soprintendenza di Firenze per  arricchire la celebre raccolta di autoritratti  del più importante museo italiano. Le opere degli Uffizi, cronologicamente in sintonia con le collezioni della Galleria genovese,  saranno allestite, nelle sale dell’ ultimo piano, in dialogo con alcuni dipinti già esposti permanentemente.
 
Saranno in mostra dall’11 ottobre cinquanta opere (tra dipinti, disegni e fotografie) selezionate all’interno della collezione. Non essendo semplice la scelta in un nucleo di opere così ampio e importante, il curatore dell’edizione fiorentina Antonio Natali, nonché direttore degli Uffizi di freschissima nomina, ha voluto privilegiare la qualità, la notorietà degli artisti e la cronologia. Si potranno ammirare gli autoritratti – specchio degli stati d’animo e dell’interpretazione di sé – nell’arco di un secolo, di molti maestri internazionali, tra i quali Afro, Giacomo Balla, Joseph Beuys, Francesco Clemente, Giorgio De Chirico, Achille Funi, Antonio Ligabue, Oscar Kokoschka, Fernand Léger, Mario Mafai, Henry Matisse, Giacomo Manzù, Guido Peyron, Francis Picabia, Michelangelo Pistoletto, Ottone Rosai, Georges Roualt, Gregorio Sciltian, Scipione, Mario Sironi, Giulio Turcato, Emilio Vedova, Victor Vasarely.
 
“L’artista – scrive Antonio Natali – sceglie se stesso come modello; e ritraendosi accetta il gioco analitico che ognuno, con diversi gradi di competenza, praticherà sulla sua carne viva. La postura del corpo, lo scatto del volto, i lampi degli occhi, l’attitudine affettiva, il corredo d’oggetti: tutto sarà della sua effigie passato al vaglio. E l’esercizio d’una lettura introspettiva godrà di mille varianti, venendosi in esso a sommare le peculiarità psicologiche dell’artista e quelle dell’esegeta”.
 
Alla curatela di Antonio Natali, si affianca la “personalizzazione” dell’edizione genovese della mostra proposta da Maria Flora Giubilei, direttore dei Musei di Nervi, con l’allestimento progettato dagli architetti Giulio Sommariva e Danilo Cafferata. 
 
Accanto agli autoritratti di Filippo De Pisis, Felice Carena, Guido Marussig, Arturo Tosi, Ferruccio Ferrazzi ed Aligi Sassu, documentati nella collezione Rezzonico, compariranno le opere della Galleria d’Arte Moderna, frutto di un’accurata politica d’acquisti attuata alle Biennali di Venezia e alle più importanti mostre nazionali nel periodo tra le due guerre.
Si potranno “rileggere” contestualmente anche gli autoritratti di artisti prevalentemente liguri – Giovanni, Antonio Orazio e Tullio Salvatore  Quinzio, Alberto Helios Gagliardo, Antonio Giuseppe Santagata, Giulio Monteverde, Federico Maragliano, Donato Altamura, per ricordarne alcuni – già esposti in permanenza nel museo genovese, cui si deve un’attenzione particolare nell’acquisizione di tutto ciò che documenta l’artista, la sua carriera e il suo fare all’interno dello studio (dagli archivi cartacei agli arredi, ai cavalletti, alle tavolozze, ai pennelli, colori, strumenti e così via).

Sarà inoltre l’occasione per segnalare al pubblico due nuove donazioni alla Galleria d’Arte Moderna di Genova: gli autoritratti di Egidio Oliveri (1911-1998) e di Severino Tremator (1895-1940).
L’acquisizione della Collezione Rezzonico da parte della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, con i suoi 297 autoritratti è quella numericamente più cospicua dai tempi in cui il Cardinal Leopoldo de’ Medici (1617 – 1675) dette vita alla collezione dei ritratti d’artista. Una collezione che, per volere di Cosimo III (1642-1723) e con l’impegno di Filippo Baldinucci (1625-1696), ricevette nel 1681 un rinnovato impulso grazie a una sistematica catalogazione, in vista della collocazione agli Uffizi nell’anno successivo. Altro importante contributo arrivò nel 1981. In occasione delle celebrazioni per i quattrocento anni della Galleria, l’allora direttore Luciano Berti invitò i maggiori artisti del secolo, o  i loro eredi, a donare un proprio autoritratto. Nello stesso anno arrivarono nelle stanze del museo centoquindici autoritratti e altrettanti nel biennio che seguì. È del settembre 2005 la delibera che ha permesso l’acquisizione di questo corpus di 297 opere di maestri del Novecento che compongono la collezione di autoritratti di Raimondo Rezzonico, interessante anche per la varietà delle tecniche e dei supporti rappresentate (olii, disegni, stampe e qualche fotografia; tele, tavole, coppi, pvc e carte) a testimonianza delle sperimentazioni esercitate dagli artisti durante il secolo scorso.
 
“Uno stereotipo diffuso vuole lo Stato totalmente assente dal mercato dell’arte, per nulla interessato ad accrescere con acquisti mirati il suo patrimonio. Questo non è vero – dichiara il Soprintendente Paolucci – o almeno non è vero se riferito ai musei del Polo fiorentino. Negli ultimi dieci anni le collezioni statali della nostra città si sono arricchite di opere d’arte per un valore complessivo di 37.208.881 euro”
 
Raimondo Rezzonico (1920-2001), famoso imprenditore ed editore del Canton Ticino e presidente del Festival internazionale del cinema di Locarno, era un appassionato amante dell’arte e grande collezionista. Nel corso di quarant’anni ha raccolto oltre a opere dei maggiori pittori e scultori del ‘900, una cospicua collezione di autoritratti, ceduta ora dagli eredi agli Uffizi. Raimondo Rezzonico era molto legato a Firenze, città in cui visse per qualche tempo con tutta la famiglia e dove acquistò una casa che divenne nel tempo rifugio e luogo di riposo. Dopo la sua morte, avvenuta quattro anni orsono, gli eredi desiderando non smembrare la raccolta, hanno voluto legarla agli Uffizi, con un’offerta vantaggiosa per lo Stato italiano.
 
La mostra –  già curata nella prima edizione dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale fiorentino con il sostegno dell’ Associazione Amici degli Uffizi e della Provincia di Firenze  nell’ambito delle manifestazioni de “Il Genio Fiorentino” – è oggi organizzata a Genova dall’ Assessorato alla Cultura – Settore Musei  del Comune e dalla Direzione della Galleria d’Arte Moderna con la collaborazione del partner istituzionale Bagliani Immobiliare di Genova e una sponsorizzazione tecnica di Rai Teche, Istituto Luce, Tecnomare e Progress Fineart.
 
Il catalogo è pubblicato dalle Edizioni Polistampa di Firenze.

Info:

I MODELLI DI NARCISO – La collezione d’autoritratti di Raimondo Rezzonico agli Uffizi – Genova, Galleria d’Arte Moderna con opere della collezione Wolfson – Villa Saluzzo Serra – Via Capolungo 3 – 16167 Genova Nervi;
Tel. 0039 010 3726025, fax 0039 010 3725743
Prenotazioni: biglietteriagam@comune.genova.it
dal 11 ottobre 2006 – 11 febbraio 2007;
Ingresso euro 6,00;
Apertura al pubblico da mercoledi 11 ottobre 2006 a domenica 11 febbraio 2007, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00, lunedì chiuso.
 

Link: http://www.museigenova.it

Email: gam@comune.genova.it