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FORLI’. Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento tra Toscana e Romagna.

Dopo il grande successo della mostra dedicata a Marco Palmezzano, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e il Comune hanno deciso di realizzare, nel restaurato complesso di San Domenico, un ambizioso programma di eventi espositivi di rilievo nazionale.
Il primo appuntamento è dedicato ad una grande retrospettiva su Silvestro Lega. Il pittore, nato a Modigliana nel cuore della cosiddetta “Romagna Toscana”, è stato, insieme a Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, l’indiscutibile protagonista di quella fondamentale esperienza della pittura italiana dell’Ottocento che ha riunito, sotto l’etichetta di “Macchiaioli”, artisti di varia provenienza che trovarono a Firenze e nella campagna toscana l’ambiente più adatto per sperimentare un modo rivoluzionario di rappresentazione della realtà.
La mostra proporrà, accanto ai più celebrati dipinti dell’artista, un’attentissima selezione di opere meno note o inedite, qui riunite grazie all’organico lavoro di preparazione coordinato dal presidente del Comitato scientifico Antonio Paolucci e dai curatori Fernando Mazzocca e Giuliano Matteucci, affiancati da Carlo Sisi, Maria Vittoria Marini Clarelli e Luisa Arrigoni. In relazione con quelle di Silvestro Lega, saranno esposte importanti opere di Fattori, Signorini, Ciseri, Banti, Borrani, Abbati, Cecioni, Cabianca, Induno e Zandomeneghi.
Del tutto originale il taglio che il Comitato Scientifico ha voluto dare all’esposizione, proponendo un raffronto tra Lega, i Macchiaioli e la pittura del Quattrocento fiorentino; i confronti riguardano in particolare Beato Angelico, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Filippo Lippi, Paolo Uccello e Piero della Francesca.
La scelta è stata quella di privilegiare un percorso espositivo di assoluta qualità e di vasta portata: le selezionatissime opere di Lega offriranno non solo il meglio dell’artista ma anche la possibilità, per il pubblico, di osservare con agio i capolavori esposti, entrando così nei luoghi, nei colori, nelle passioni dell’artista. Nello stesso periodo di apertura della mostra forlivese, Modigliana ospita una speciale sezione ad essa collegata presso la Chiesa di San Rocco, la Pinacoteca Civica e il Convento dei Cappuccini (per informazioni 0546.941019/949525)

Info:
Forlì, Musei di San Domenico – Piazza G. da Montefeltro, 2;
dal 14 gennaio al 24 giugno 2007; dal martedì al giovedì: 9.30 – 19.00 , dal venerdì alla domenica 9.30 – 20.00; la biglietteria chiude un’ora prima. Lunedì chiuso.
Tel. 199.199.111 gruppi e scuole 0243353522;
Biglietti: intero euro 9,00; ridotto euro 6,00; speciale per scuole e disabili euro 4,00;
Catalogo: Silvana editoriale

Link: http://www.mostrasilvestrolega.it

Fonte:CivitaInforma

NAPOLI. I colori della Campania. Omaggio a Giacinto Gigante.

Napoli, dal 16 dicembre 2006 al 3 giugno 2007.

Sabato 16 dicembre, alle ore 12, verrà inaugurata al Museo Pignatelli, la mostra dedicata a Giacinto Gigante, il maggiore esponente, a livello internazionale, del paesaggismo napoletano in chiave romantica ed emozionale, considerato dalla critica moderna il ‘Turner napoletano’, per la stessa capacità di tradurre, come il famoso paesaggista inglese d’inizio Ottocento, il dato reale e naturale in suggestione visiva e sentimentale attraverso il dilagare della luce atmosferica e della ‘macchia’ cromatica, di una intensità solare e mediterranea.
La mostra è stata organizzata in occasione del bicentenario della nascita dell’artista. Saranno esposte circa centocinquanta opere, provenienti dalle celebri raccolte Astarita e Ferrara Dentice, dei Musei di Capodimonte e di San Martino, nonché dalle collezioni del Banco di Napoli, della Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e del Museo Correale di Sorrento.
L’esposizione si articola in due sezioni: la prima al Museo Pignatelli, dove saranno esposti i dipinti e gli acquerelli; la seconda nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo di Capodimonte, con i disegni e gli schizzi preparatori.
Artista ‘brillante e spericolato – come scrisse Raffaello Causa- aperto alle risorse e agli artifici del mestiere, abile nelle soluzioni più diverse’, Giacinto Gigante (nato a Napoli nel 1806) fu un autodidatta; iniziò a cimentarsi con i primi paesaggi sotto la guida del padre Gaetano. Nel 1820, frequenta sia lo studio del paesista tedesco Huber che il ‘Real Officio Topografico’. L’anno successivo, passa allo studio dell’artista olandese Anton Sminck Van Pitloo, con il quale avviò, grazie anche alla conoscenza dell’opera di Turner e di Corot in Italia, una nuova e moderna ripresa del paesaggio campano in termini di luce e colore, che rispondeva alle nuove tendenze internazionali della stagione romantica.

Info:
Museo Pignatelli, Riviera di Chiaia
Orari: tutti giorni dalle ore 9.00 alle 14.00. Chiuso il martedì
Biglietti: Intero € 5,00; Ridotto € 4,00
Convenzioni: Ridotto € 4,00 (possessori Card Gruppo Telecom/Civita, Enel /Civita, Amici di Civita, ACI ‘Show your card’, Almaviva Art Card, tessera di riconoscimento ‘Polizia di Stato’, Card Art’è Amica, Sostenitori FAI, Soci CTS, Soci Carta Giovani, soci Qui Touring, abbonati speciali Gambero Rosso, abbonati Santa Cecilia, dipendenti Presidenza del Consiglio dei Ministri, possessori tessera Dante Alighieri, possessori tessera carta più La Feltrinelli con un accompagnatore, dipendenti librerie La Feltrinelli)
Telefono: 848800288

 
 

Fonte:CivitaInforma

TORINO. I Macchiaioli il sentimento del vero.

Palazzo Bricherasio, Torino, dal 9 febbraio al 27 maggio 2007.

A vent’anni dalla grande mostra alla Mole Antonelliana tornano a Torino, nelle sale di Palazzo Bricherasio, i Macchiaioli.

La mostra, curata da Francesca Dini, propone un itinerario di oltre cento opere, articolato in otto sezioni, volto a studiare l’originale e rigoroso rapporto dei Macchiaioli con “i principi del vero’.

La prima sezione (Origine e affermazione della ‘macchia’) esemplifica con noti capolavori di Telemaco Signorini  (Pascoli a Castiglioncello, Ritorno dalla capitale e Giovani pescatori) di Serafino De Tivoli (Una pastura), di Vito D’ancona, di Giovanni Fattori, di Raffaello Sernesi, l’invenzione della ‘macchia’, strumento ed emblema del movimento dei realisti toscani.

La seconda sezione (Castiglioncello e Piagentina, realtà e lirica del paesaggio) introduce al momento più poetico della storia dei Macchiaioli come movimento unitario. Nel corso degli anni sessanta infatti tali artisti alternarono la loro presenza tra la villa del critico e mecenate Diego Martelli a Castiglioncello e la campagna fiorentina di Piagentina: le splendide predelle di Odoardo Borrani, di Raffaello Sernesi, di Giuseppe Abbati (di quest’ultimo in particolare si segnala l’inedito Paese di Vada nella Maremma toscana), straordinari capolavori di Fattori (Riposo in Maremma, Criniere al vento, Pasture in Maremma, Diego Martelli a Castiglioncello), di Signorini (I renaioli sull’Arno), di Silvestro Lega (La visita in villa), attestano un nuovo modo di rapportarsi con il paesaggio.

La terza sezione (L’epica del quotidiano) ruota attorno al ritrovato capolavoro di Telemaco Signorini L’alzaia, oggi proprietà di una collezione inglese, e raggruppa splendidi dipinti (di Fattori, Le macchiaiole e Raccolta del fieno in Maremma, di Borrani Cucitrici di camicie rosse, di Abbati L’orazione, di Lega Educazione al lavoro) esemplificativi di quella sublimazione del tema lavoro e della realtà della vita quotidiana italiana del tempo, che è dimensione primaria di questi pittori.

La quarta sezione (Presagi di Naturalismo nella pittura dei Macchiaioli) si raccoglie attorno al magnifico Ave Maria di Fattori, non più visto da oltre cinquant’anni, attestando l’insinuarsi nella poetica dei Nostri di inevitabili influenze internazionali, che contemperano da un lato la pittura dei campi di Jules Breton (Cristiano Banti, Confidenze), e dall’altro il caldo olandesismo degli interni di Alfred Stevens e di James Tissot (Signorini, Non potendo aspettare, Borrani, Una visita al mio studio, D’Ancona, Signora in conversazione).

La quinta sezione (La declinazione “gentile” del vero) documenta l’impegno di artisti macchiaioli della seconda generazione ad una trascrizione “oggettiva”del vero che, depotenziando i valori di sintesi e di tensione etica della precedente produzione macchiaiola approda dopo il 1870 ad un fare più piacevolmente narrativo. Sono esposte le opere di Francesco Gioli (Il Monte di Pietà), di  Niccolò Cannicci (Il girotondo e Primi raggi), di Egisto Ferroni.
A partire dagli anni Ottanta i capiscuola macchiaioli, pur rimanendo fedeli ai temi precipui del Realismo, tendono a sviluppare percorsi individuali, Signorini privilegiando il “carattere” nella tipizzazione dei volti di Riomaggiore (Sesta sezione, Il “carattere” di Signorini); Lega accentuando la spiritualità delle sue donne del Gabbro (Settima sezione, il “Sentimento” di Lega); Fattori esprimendo con rigore nel verismo integrale dei grandi quadri maremmani, il sentimento di appartenenza alla civiltà della sua terra (Ottava sezione: la “verità” di Fattori). E’ attraverso questi tre grandi maestri che l’eredità dei Macchiaioli si consegna al Novecento.                      

Info:
ingressi: intero € 7,50, ridotto € 5,50 (per gruppi di minimo 10 persone, studenti fino ai 26 anni, over 65 anni), con abbonamento Musei e Torino Card € 0,00/cad (da presentarsi in cassa);
visite guidate € 75,00 in lingua italiana, € 95,00 in lingua straniera;
Ufficio Gruppi Palazzo Bricherasio – Via Lagrange, 20 – 10123 Torino – tel. +39.011-57.11.807, fax +39.011.57.800.

Email: ufficiogruppi@palazzobricherasio.it

PERUGIA. Riapre la grande ” Galleria Nazionale dell’Umbria.”

La Galleria Nazionale dell’Umbria, una delle raccolte d’arte più affascinanti d’Italia, ospitata nei piani superiori dello storico Palazzo dei Priori di Perugia, sede del Comune fin dall’epoca medievale e splendido esempio di architettura civile gotica, riaprirà il prossimo 19 dicembre al termine di un intrigante percorso di recupero di nuovi spazi, di ampliamento, di restauri delle collezioni, dotata di tutti i servizi in linea con gli standard internazionali. Il progetto, portato avanti dal direttore Vittoria Garibaldi con determinatezza e competenza, in modo sistematico e ad intervalli funzionali a partire dai primi anni Novanta, si è arricchito nel tempo di idee e diverse soluzioni espositive adeguate alle scoperte e alle novità che via via emergevano durante i lavori. Quasi 3.000 opere d’arte perfettamente restaurate, in parte esposte nel percorso storico completamente rivisitato o nelle nuove sale messe a disposizione da una illuminata amministrazione comunale che ha ceduto al più grande museo statale umbro quasi 1500 mq. dei propri preziosissimi spazi, in parte conservate in nuovissimi depositi visitabili, tutto in condizioni microambientali perfettamente controllate.
Le sue origini si riallacciano alla fondazione dell’Accademia del Disegno avvenuta a Perugia nella seconda metà del XVI secolo. Una delle prime sedi fu la bottega della famiglia Danti, in piazza del Campo di Battaglia. Qui Vincenzo, architetto, scultore e trattatista aveva fatto portare i calchi in gesso delle quattro statue giacenti di Michelangelo dei Sepolcri Medicei di San Lorenzo che costituirono il nucleo originario della raccolta formata da dipinti, disegni e sculture, frutto della attività stessa dell’istituzione. Di particolare rilievo è il ruolo da essa svolto in seguito ai provvedimenti di soppressione degli ordini e delle corporazioni religiose che, dalla fine del XVIII alla metà del XIX secolo, comportarono l’asportazione da chiese e conventi dei beni di grande interesse artistico. Questi furono destinati, nelle demaniazioni più antiche, ai musei francesi o ad alcuni dei più grandi musei italiani. Presso l’Accademia di Perugia, divenuta Accademia di Belle Arti, furono invece trasportati numerosissimi dipinti ritenuti di minor pregio, che andarono ad integrare il nucleo originario della raccolta nella nuova sede, l’ex convento degli Olivetani a Montemorcino Nuovo, dove l’Istituto si era trasferito nel 1813. All’indomani dell’unità d’Italia gli incameramenti dei beni monumentali ed artistici avvennero con procedimento sistematico dando origine alle prime raccolte civiche. Anche a Perugia, si giunse alla istituzione di una vera e propria pinacoteca civica, intitolata a Pietro Vannucci, che venne collocata nella grande chiesa del Vanvitelli a Montemorcino.
La Pinacoteca venne inaugurata il 4 giugno del 1863. Nell’ Inventario redatto nel 1872 sono elencati circa 350 dipinti, tra cui opere importantissime come la grande croce del Maestro di San Francesco datata 1272, la piccola Madonna con Bambino di Duccio di Boninsegna, il polittico di Montelabate di Meo da Siena, la grande macchina d’altare di Taddeo di Bartolo, il Polittico dei Domenicani del Beato Angelico, il polittico di Sant’Antonio di Piero della Francesca, il gonfalone del Bonfigli del 1465, la Pala di Santa Maria dei Fossi del Pinturicchio, l’Adorazione dei Magi di Eusebio da San Giorgio, il Polittico di Sant’Agostino del Perugino. L’insufficienza degli spazi nel convento degli Olivetani portò nel 1878 alla determinazione di rimuovere la Pinacoteca e di trasferirla, scorporata dall’Accademia, al piano superiore del Palazzo dei Priori.
La collezione si arricchiva inoltre di buona parte dei manufatti medioevali dei Musei Civici, avori, sculture lignee, oreficerie, ceramiche, cassoni e tessuti. La sua importanza era divenuta tale che si convenne per il passaggio allo Stato. L’atto veniva firmato l’8 maggio del 1918 e l’antica Pinacoteca assumeva il nome di Regia Galleria Vannucci. Oggi la Galleria Nazionale dell’Umbria, arricchitasi ulteriormente in questi ultimi anni grazie ad un’attenta campagna di acquisti, si presenta in una nuova veste, frutto di una complessa rivisitazione degli spazi espositivi con interventi strutturali e di impiantistici ed alle soluzioni architettoniche ed espositive progettate per il nuovo allestimento.
Il nuovo ordinamento museografico curato da Vittoria Garibaldi, che vede una fortissima predominanza di dipinti su tavola dal Duecento al Quattrocento, percorre più di 4.000 mq situati su due piani secondo una rigorosa sequenza cronologia, interrotta da alcune sale destinate ai più grandi maestri del primo Rinascimento, Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini, mentre ampio spazio è dedicato ai maestri umbri come Benedetto Bonfigli, Bartolomeo Caporali e Fiorenzo di Lorenzo fino al Pinturicchio e al Perugino cui sono dedicate quattro sale. è inoltre arricchito da tre ampie sezioni destinate ai più grandi capolavori dell’oreficeria senese, alla famosissime “tovaglie perugine”, appartenenti alle storiche collezione Ada Ragnotti Bellucci e Mariano Rocchi, e ad una inedita raccolta di disegni di Federico Barocci. L’insieme di capolavori si conclude, disegnando una nuova fisionomia della Galleria con una selezione di dipinti e sculture del Seicento, del Settecento e dell’Ottocento lasciati in Umbria dai più grandi protagonisti del tempo, da Orazio Gentileschi a Valentin de Boulogne, da Pietro da Cortona al Sassoferrato, a Montanini, Giaquinto e Trevisani, da Subleyras a Sebastiano Conca fino alla presentazione a tema delle vedute di Perugia e alla preziosa collezione ottocentesca di Luigi Carattoli.
Attraverso nuovi collegamenti verticali, dalle linee moderne perfettamente inserite nel contesto storico, è inoltre possibile accedere alle sale destinate ad iniziative culturali, convegnistiche, espositive e didattiche.


 

Fonte:CivitaInforma

ROMA. Conferenza Internazionale Qualità nella Gestione del Patrimonio Culturale: modelli e metodi di valutazione. La proposta HERITY. Classificare i monumenti aperti al pubblico: criteri come per chi uso.

Roma, 6-8 dicembre 2006

Qualità nella Gestione del Patrimonio Culturale: modelli e metodi di valutazione. La proposta HERITY – 1. Classificare i monumenti aperti al pubblico: criteri, come, per chi, uso”. Così titola la tre giorni dedicata all’approfondimento della tematica legata alla Gestione dei Beni Culturali in cui verrà proposto il sistema di Certificazione di Qualità per la gestione dei Beni Culturali HERITY, un momento di confronto in cui si avvicenderanno durante le tre giornate esperti del settore, rappresentanti di istituzioni pubbliche come il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, l’English Heritage, i Monumenti Storici di Francia e tra i più rappresentativi protagonisti di organismi intergovernativi nel panorama mondiale come Francesco Bandarin del World Heritage Center dell’UNESCO, Azedine Beschaouch consigliere dell’UNESCO, Eugenio Yunis capo della divisione turismo sostenibile della World Tourism Organization nonché membri di università nazionali e internazionali.
Parteciperanno inoltre operatori del settore come David Brabis Direttore delle Guide Michelin e Michele D’Innella Direttore Editoriale del Touring Club Italiano.
Durante la giornata del 7 dicembre il Vice-sindaco di Roma Mariapia Garavaglia presenterà invece ufficialmente il primo itinerario HERITY del centro storico di Roma (già iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO), un percorso a certificazione HERITY che dal Quirinale al Castel S. Angelo attraversa 2000 anni di storia della città. Nella stessa giornata il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo premierà il vincitore del concorso “Scruta l’arte…non metterla in disparte” l’iniziativa che vedrà la riapertura di un monumento della regione attualmente chiuso al pubblico.

Link: http://www.herity.it