Archivi autore: Amministratore

BOLLATE (Mi). Riparte la Fabbrica Borroni per la giovane arte italiana – Il grande disegno.

‘Il grande disegno’ è una collettiva di giovani artisti che esplicita l’intenzione di continuare l’ambizioso e lodevole progetto intrapreso anni or sono dal collezionista Eugenio Borroni: la promozione della giovane arte italiana.
La Fabbrica Borroni dai primi anni Ottanta ospita al suo interno quella che è diventata una delle maggiori collezioni di opere di giovani talenti nazionali. Ora, con la nascita dell’omonima associazione, la Fabbrica si dedicherà non solo alle arti visive classiche ma a tutti gli ambiti di espressione artistica, con interesse verso la sperimentazione.
Facendo da ponte tra passato e futuro, ‘Il grande disegno’ segna l’inizio delle attività dell’associazione Fabbrica Borroni per la Giovane Arte Italiana che, oltre alla programmazione di eventi espositivi, intende creare un terreno fertile all’incontro e al confronto attraverso laboratori, seminari, residenze per artisti, conferenze. La collettiva presenta in nuce gli obiettivi e le finalità che la Fabbrica Borroni intende perseguire, tese principalmente al rinnovamento del sistema artistico contemporaneo a partire dai nuovi protagonisti della scena.
Attraverso una selezione delle opere presenti in collezione e di opere presentate dagli artisti invitati per l’occasione, ‘Il grande disegno’ si presenta come una sintesi tra le passate aspirazioni e le attuali prospettive. Ne emerge una dimensione fantastica, dove il vero protagonista è una mente collettiva e indagatrice che con affinità d’intenti, porta alla costruzione di altri possibili universi. Lo spettatore verrà coinvolto sia sul piano reale che su quello immaginativo, nel confronto tra le proposte consolidate nei contesti fieristici e quelle ancora da sondare. La forza dell’immaginazione assurge a chiave interpretativa per la contaminazione del reale, del vigente, ridefinendone i contorni ed autorizzando letture sradicate dal senso comune. Al limite tra fantasia ed effettiva possibilità di cambiamento – domina la questione dell’uomo e della sua capacità di far emergere altri piani di codificazione e decodificazione, nella consapevolezza che le regole possono essere riscritte e rilette in un fluire di messaggi ed interpretazioni.
In questa occasione verrà inoltre inaugurato Archiviarti, centro di documentazione sull’arte contemporanea, ospitato all’interno della fabbrica. Archiviarti consiste in un archivio che raccoglie materiale cartaceo e digitale, fornito direttamente dagli artisti, da gallerie o altri enti, così come da critici e curatori. Il materiale sarà consultabile in sede e online. Tutti gli interessati sono invitati sin da ora a consegnare il proprio materiale, secondo il regolamento previsto sul sito (www.fabbricaborroni.it).

Artisti selezionati: Alterazioni Video, Romano Baratta, Giona Bernardi, Blu, Francesca Conchieri, Francesca De Pieri, Ilaria Ferretti, Antonella Grieco, Simone Lucietti, Diego Mazzaferro, Daniele Milanesi, Francesca Mizzoni, Anna Paola Passarini, Tana, Alice Rosa, Sebastiano Zanetti, Chiara Zizioli e Alessandro Lorenzini.

Artisti della Collezione Borroni: Dario Arcidiacono, Alessandro Bazan, Matteo Bergamasco, Daniela Cavallo, Aldo Damioli, Francesco De Grandi, Enrico De Paris, Elisa Gallenca, Daniele Galliano, Emanuele Giannelli, Jonathan Guaitamacchi, Riccardo Gusmaroli, Gabriele Lamberti, Andrea Mastrovito, Luca Matti, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, PlumcaKe, Pierluigi Pusole, Paolo Schmidlin, Gianluca Sgherri, Antonio Sorrentino.

Info:
dal 30 Marzo al 1 Aprile, dalle 17.00 alle 23.00;
Fabbrica Borroni – via Matteotti 19 – 20021 Bollate (MI)
Servizio Navetta offerto da Groane Trasporti e Mobilità SpA, da Porta Teodorico (ingresso MiArt) alla Fabbrica Borroni, secondo gli orari: andata 17.00 18.00 19.00 20.00 ritorno 19.30 20.30 21.30 22.30
tel. 02 36507381, fax. 02 36507046.

 

Link: http://www.fabbricaborroni.it

Email: info@fabbricaborroni.it

Fonte:Exibart on line

PAPASIDERO (Cs). Il restauro al Santuario di Santa Maria di Costantinopoli.

In riferimento a quanto pubblicato sul restauro della Chiesa SS. Maria di Costantinopoli (vedi gli articoli sotto indicati)  ed allo scopo di dare diritto di replica e dare, quindi, ai lettori la più ampia e corretta informazione sull’argomento, viene inserito il file allegato che contiene la documentazione del restauro in questione.

Quando riportato nell’allegato è stato fornito dai progettisti del restauro eseguito.

 

https://www.mecenate.info/articolo.asp?id=874 

https://www.mecenate.info/articolo.asp?id=896

 

Autore: Arch. Franca Colino, Arch. Rosanna Droghini

Email: terdrog@libero.it

Allegato: Il Restauro della Chiesa SS Maria di Costantinopoli.pdf

ROMA. Pablo Picasso a Via Margutta 1917-2007.

La Galleria Valentina Moncada, con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche culturali e in collaborazione con il Museo dell’Opera di Parigi, dal 28 marzo al 30 aprile 2007, celebra il 90° anniversario del soggiorno di Pablo Picasso a Roma con il progetto ‘Picasso a Via Margutta, 1917 – 2007”, 90° anniversario”.

Valentina Moncada gestisce da anni l’omonima galleria d’arte a Via Margutta 54. Un giorno, per caso, ha scoperto che nel 1917 il marchese Giuseppe Patrizi, suo bisnonno, affittò uno studio a Picasso, nell’antico complesso degli Studi Patrizi.

“Quello che mi sono chiesta dal principio è perché Picasso ha scelto di lavorare in uno studio in questo edificio a Via Margutta”, spiega la gallerista.

Da questa curiosità è nata la sua ricerca, sfociata in una pubblicazione, ‘PICASSO A ROMA’, edita da ELECTA e in una mostra, “PICASSO A VIA MARGUTTA”, in programma dal 28 marzo al 30 aprile 2007 alla Galleria Valentina Moncada. Il progetto, nel suo complesso, testimonierà un momento di grande creatività del maestro nella Capitale.

La mostra, allestita all’interno della Galleria Valentina Moncada, racconterà l’attività creativa dell’artista durante il suo primo soggiorno romano. Saranno esposte  alcune fotografie di Picasso nel suo atelier di Via Margutta, trovate nell’archivio del Museo Picasso di Parigi e mai pubblicate nel contesto di questo suo primo viaggio romano. Il Museo dell’Opera di Parigi ha gentilmente concesso i costumi del balletto Parade e le fotografie dello spettacolo che fu inscenato al Teatro Chatelet di Parigi nel maggio 1917. Un terzo costume proviene dal Teatro dell’Opera di Roma. Ciò che colpisce è la loro qualità plastica e i cromatismi, più specifici dell’opera scultorea di Picasso. Sempre il 28 marzo 2007 sarà affissa una targa commemorativa in onore del passaggio di Picasso a Via Margutta.

Il libro ‘PICASSO A ROMA. 1917 – Mon atelier de Via Margutta 53B’, scritto da Valentina Moncada dopo lunghe ricerche ed edito da Electa nella nuova collana Pesci rossi, accompagnerà la mostra. Il testo mette in risalto aspetti inediti dell’attività creativa di Picasso nei mesi del primo soggiorno romano (febbraio-aprile 1917), ripercorrendo in particolare  la creazione di due grandi capolavori di Picasso, L’Italiana e L’Arlecchino e donna con collana. Seguono una serie di documenti, raccolti a cura di Francesca Foti, che illustrano i rapporti di Picasso con gli artisti coinvolti a Roma nella genesi della Parade, balletto per il quale l’artista realizzò costumi e scenografie. La pubblicazione analizza inoltre le possibili motivazioni della  scelta del maestro di lavorare proprio a Via Margutta ad un passo dal Circolo Artistico romano degli Studi Patrizi e il suo rapporto con i Futuristi.
 
CRONOLOGIA. Pablo Picasso arrivava a Roma il 17 febbraio del 1917 con Jean Cocteau per lavorare al primo balletto cubista della storia, Parade, che la compagnia dei Balletti Russi  avrebbe messo in scena il 18 maggio 1917 al Teatro Chatelet di Parigi. Entrambi erano stati chiamati da Sergej de Diaghilev, l’impresario della compagnia, di cui facevano parte anche il coreografo-ballerino russo Léonide Massine, e la ballerina Olga Kokhlova. La Compagnia, a quel tempo, era impegnata nella seconda tournée italiana, che sarebbe partita nell’aprile proprio da Roma. Picasso ebbe l’incarico di progettare le scenografie e i costumi del balletto, Jean Cocteau fu scelto per redigerne il libretto. Soggiornarono entrambi presso l’Hotel de Russie e il 23 febbraio Picasso affittò dal Marchese Giuseppe Patrizi, proprietario del complesso degli studi Patrizi, uno studio a Via Margutta 53B, situato nello stesso stabile. In questo atelier l’artista dipingerà due suoi grandi capolavori: l’Italienne, conservata oggi a Zurigo nella collezione E.G. Bührle e l’Arlequine et femme au collier, conservato a Parigi nel Musée National d’Art Moderne del Centre Georges Pompidou. Durante il suo soggiorno romano il pittore mantenne inoltre i rapporti intrattenuti a Parigi con alcuni esponenti del Futurismo, incontrando al Caffè Greco Giacomo Balla, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Francesco Cangiullo. Via Margutta è stata anche la cornice del legame sentimentale di Picasso con Olga Kokhlova, che avrebbe sposato nel luglio 1918.
Valentina Moncada gestisce la Galleria Valentina Moncada che ha ospitato negli ultimi anni importanti esponenti dell’arte contemporanea internazionale. La galleria si trova a Via Margutta 54, proprio in prossimità dello studio affittato da Picasso nel cuore dell’antico e celebre quartiere degli artisti a Roma ed è parte di un complesso di studi d’artista costruiti nel 1858 dal suo trisnonno, il Marchese Francesco Patrizi.

Info:
28 marzo-30 aprile, alla Galleria Valentina Moncada – Via Margutta 54, Roma
orario: lun-ven 12.00-18.00.

tel. +39 06 3207956; F +39 06 3208209

 

Link: http://www.valentinamoncada.com

Email: infogalleria@valentinamoncada.com

Wolfgang Alexander KOSSUTH Sculture e dipinti.

Con questa mostra che porta Kossuth per la prima volta a Brescia, il Comune di Brescia vuole valorizzare la sala SS. Filippo e Giacomo, Chiesa sita in via Battaglie 61/1, sede un po’ trascurata come spazio espositivo trovandosi  fuori mano rispetto ai musei più centrali, la valorizzazione di spazi decentrati ha come obbiettivo di allargare a tutta la città  l’importante responsabilità che Brescia ha acquisito negli ultimi anni di essere un importante polo per l’arte.

Dal testo del proff. Montalto:
‘Wolfgang Alexander Kossuth, scultore figurativo fra i più singolari e significativi della generazione nata negli anni ‘40 del XX secolo.
A circa due anni dalla sua ultima mostra, Kossuth torna a esporre qui un congruo nucleo di sculture (anche di grandi dimensioni e di soggetto sacro) accompagnato – e si tratta di una novità assoluta, senza precedenti – da un nutrito corpus di dipinti a olio su tela; un filone recentissimo, pensato e realizzato per essere esposto in occasione della Settimana della Danza di Spoleto. Questi quadri caratterizzati da una poetica caravaggesca di ombre e di luci, raffigurano infatti danzatori e danzatrici in pose atletiche, scultoree, ora in piedi ora seduti e rannicchiati, tali da esaltare la plasticità anatomica delle loro membra, autentica o da quella macchina divina che è il corpo umano, specchio e immagine del Creatore. Queste tele sono state eseguite da Kossuth col metodo inventato da Caravaggio, quello della “camera oscura”: la modella o il modello vengono messi in posa all’interno di una camera isolata con pareti nere dal resto dell’atelier, e illuminati da un’unica fonte di luce.”
………..”Non deve stupire che questi quadri siano dedicati alla danza, arte musicale. Tutta l’opera di Kossuth è infatti un connubio, un atto sponsale fra scultura e musica, fra le due muse che si sono divise la sua anima, la sua mente, la sua vita. Le note sono state, per Kossuth, l’amore della prima ora: poco più che ventenne, egli era già violinista nell’Orchestra e della Scala e nel 1975 debuttò addirittura sul podio per poi scendervi definitivamente, seguendo una nuova passione, che ardeva come un fuoco inestinguibile, quella appunto per la scultura. II suo è stato quindi un migrare di musa in musa, da un’arte liberale all’altra”

Opere esposte: quaranta quadri ed altrettante sculture in bronzo, resina e terracotta.Tra di esse quelle a carattere religioso: ”Pietà”, ”Maddalena sotto la croce” opere di grandi dimensioni e suggestione che trovano nello spazio della Chiesa di san Filippo  e Giacomo un luogo ideale.
La serie dedicata al balletto con la scultura grandezza naturale di Roberto Bolle, il ritratto di Alessandra Ferri, le sculture di più piccole  ma di grande espressività di Massimo Murru il quale è ritratto anche in alcuni dipinti.
Tra le opere nuove una moderna “Bagnante “, bella, androgina come le ragazze di oggi.

Biografia: Wolfgang Alexander Kossuth nasce a Pfronten, Germania nel 1947. Dopo gli studi nel ’68 si trasferisce a Napoli dove si diploma in violino. Vince il concorso internazionale come violino ,al Teatro alla Scala di Milano. Dal ’70 al ’72 suona in orchestra e contemporaneamente studia composizione e direzione d’orchestra.nel ’75 debutta con l’orchestra del Teatro alla Scala in qualità di direttore. nel ’79 abbandona l’avviata carriera musicale per dedicarsi alla scultura. Da allora illustri personaggi della musica,della letteratura, della danza ecc…si sono fatti ritrarre da lui, come Alberto Erede, Leonard Bernstein, Mario Del Monaco, Sandor Vegh, Sirk Schroeder, Andrea Jonasson-Strehler, Liliana Cosi, Alessandra Ferri, Massimo Murru, Roberto Bolle ecc..
nel 1981 viene inaugurato al museo della Scala il ritratto di Mario del Monaco,
nel 1986 la statua di Domenico Scarlatti è posta all’auditorium della Rai di Napoli ;
nel 1992 la scultura Simona entra a far parte della collezione del museo di Wassenar in Olanda,
nel 93 il ritratto del poeta Vittorio Sereni viene posto nel Museo civico di Luino. Lo stesso anno la grande scultura dedicata a Paganini è innaugurata nella Sala del pronao del Teatro Carlo Felice di Genova.
nel 1995 la scultura Salome’ e nel 1997 la scultura Innamorata entrano a far parte della collezione del museo Bandera di Busto Arsizio
nel 1999 l’opera  “Maternità” diviene simbolo dell’Unicef della Repubblica di San Marino
nel 2003 gli viene conferita una  targa dal centro studi coreografici “Teatro Carcano”  a riconoscimento della sua opera artistica dedicata in particolare all’arte della danza’’
nel gennaio 2004 gli viene conferita  la targa del Presidente della Repubblica in occasione della mostra ”Il volo- da Icaro ai nostri giorni”.

Info:
dal 5 maggio al 30 maggio 2007
Brescia, Sala SS.Filippo e Giacomo, via  Battaglie 61/1
orari di visita: dal martedì alla domenica dalle ore 15,30 alle19,30, chiuso il lunedì. Ingresso gratuito.

 


 

Email: kossuth@telemacus.it

VERONA. Il settimo splendore.

Duecento capolavori, suddivisi in 6 sezioni, saranno esposti a Verona a partire dal 25 marzo 2007.
Le opere sono di Botticelli e di Giorgione, di Rosso Fiorentino e del Moretto, del Lotto e di Tiziano, di Tintoretto e di Carracci, di Caravaggio e del Guercino, di El Greco e del Fetti, di Canova e di Piranesi, di Böcklin e di de Chirico, di Modigliani e Carrà, e di molti altri ancora, Michelangelo compreso, presente in mostra con uno studio di testa per la Cappella Sistina in Vaticano, che contrassegna la malinconia profonda di un artista che nell’oscurità della materia trova il segreto miracolo della forma. Lo sviluppo della mostra prosegue con gli artisti contemporanei.

Presso il restaurato Palazzo della Ragione, riportato all’antica bellezza grazie all’intervento di recupero realizzato da Tobia Scarpa, un architetto di fama e un cognome di casa a Verona, attraverso l’opera di suo padre Carlo che a suo tempo ripristinò la vibrante bellezza di Castelvecchio.

La mostra si segnala come l’evento più importante ed impegnativo dell’anno non solo per il fatto di presentare al pubblico 200 straordinari capolavori che rimarranno esposti per 4 mesi, sino al 29 luglio, ma anche perché si tratta del risultato di un lungo lavoro scientifico di 4 anni condotto dal direttore di Palazzo Forti, Giorgio Cortenova, che dell’esposizione è l’ideatore e il curatore, attraverso lunghe ed accurate ricerche attorno ai temi che contrassegnano la modernità: primo fra tutti, appunto, quell’intreccio di amore ideale, di malinconia e di meditativa riflessione che caratterizza il cielo dantesco, il settimo cielo o, meglio ancora, ‘il settimo splendore’ del paradiso dell’Alighieri.

L’articolato impianto storico e teorico costituisce il piatto forte a livello dialettico della straordinaria rassegna veronese, cui hanno aderito i maggiori musei italiani ed europei, da Budapest a Dresda, da Roma a Milano, da Parigi a Zurigo, da Firenze a Londra, con prestiti perfino stupefacenti in questi tempi così avari di collaborazione culturale.

La mostra ravvisa nei temi della riflessione malinconica i principi stessi della sensibilità moderna; e per certi versi polemicamente ne rivendica le origini italiane e mediterranee, sviluppatesi a partire dall’entourage fiorentino promosso da Lorenzo de’ Medici, dal ‘pellegrinaggio’ di un Lorenzo Lotto, dall’appartata sensibilità psicologica di un Savoldo, dalla consapevolezza della ‘vanitas’ che alimenta alcune delle più alte espressioni dell’arte seicentesca. Fino ai giorni nostri: attraverso una continuità che si propone nelle diverse sfaccettature della storia e della cultura, che riannoda i fili di un percorso ora incline alla bellezza come ideale di una suprema e sacra armonia, ora rivolto ai brividi e agli allarmi della psiche contemporanea.

A testimonianza della ricerca e delle tesi che ne hanno supportato l’impegno sarà dato alle stampe un esauriente catalogo che, oltre alle riproduzioni di tutte le opere in mostra e ai saggi del curatore, conterrà puntuali ed approfonditi contributi critici dei più importanti studiosi in materia.


Info:
dal 25 marzo al 29 luglio 2007, Palazzo della Ragione, Piazza Dei Signori – Verona
Orario: Dal lunedì al venerdì 9.30-19.30 Sabato e domenica 9.30-21.30
Ingresso: intero 10 €, ridotto 8 € (gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 anni e maggiori di 65 anni, possessori di appositi coupon e titolari apposite convenzioni, possessori di Verona Card), ridotto speciale 4 € (studenti delle scuole elementari, medie e superiori), gratuito (minori di 6 anni, diversamente abili, un accompagnatore per ogni diversamente abile, due insegnanti accompagnatori per ogni classe).
Prenotazione € 1,50 a persona – € 25,00 per gruppi – € 15,00 per le scuole;
Visita guidata: € 100,00 per gruppi – In lingua € 120,00 per gruppi, le visite in lingua sono comprensive del servizio di radioguida in mostra.
Prenotazioni: Ingegneria per la Cultura – Gruppo Civita 199.199.111 dall’estero +39 0243353522;
Scuole: tel Aster +39 045 8000804 Fax +39 045 8000466
lunedì-venerdì 9.00-13.00 e 14.00-16.00, e-mail: asterarc@asterarchelogia.191.it

Link: http://www.settimosplendore.it

Fonte:Exibart on line