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LECCE. Renovatio rerum di Donato Bruno Leo.

Si inaugura sabato 14 aprile alle ore 19,30 la mostra d’arte contemporanea RENOVATIO RERUM dell’Artista DONATO BRUNO LEO a cura di Dores Sacquegna.
L’Artista pugliese (Brindisi) è stato per molti anni residente a Roma e ha lavorato nel campo del cinema come scenografo e da poco rientrato in Terra di Puglia.

“Leo,  parla di un universo carico di immaginario (macchinazioni con rapaci, figure antrozoomorfe) e di tempo che si impregna di luce per osmosi. Un tempo che si incammina sul limite dell’inconscio tra Eros e Thanatos,  che si immerge nella sua massa fluida per ritrovarsi poi, formicolante in un universo di forme indistinte e luminose. Donato Bruno Leo affronta la modernità del taglio astratto con segmenti lineari che sono il frutto di una civiltà che segna il ricordo di esistere, l’incubo ossessivo di dare vita alla vita dello spazio, incline a suo modo, ad una connotazione teatrale della scena, misurando il valore dello spazio in un sottile ed equilibrato colloquio tra cielo e terra.
La mobilità del segno concorre a creare sulla tela una densità tettonica, mobile; in procinto di mutare di segno ad ogni illuminazione, ad ogni apparizione. Renovatio Rerum è interiorità, spiritualità, rigenerazione e transito”. (Dores Sacquegna)
L’evento, ha il patrocinio del Comune di Lecce, del Comune e della Provincia di Brindisi. Main Sponsor l’attore cinematografico John Benedy.
Il progetto sarà realizzato nelle prestigiose sale della Primo Piano LivinGallery dal 14 al 30 aprile 2007.
Catalogo bilingue (italiano e inglese) con testi di Luigi Paolo Finizio, Annachiara Guadalupi e Dores Sacquegna. Saranno presenti alla manifestazione diverse personalità pugliesi e il Prof. Luigi Paolo Finizio (Critico d’arte di Roma) ed il Dott. Andrea De Liberis (Esperto e Consulente Tecnico in opere d’arte presso i Tribunali di Roma, Trento e Fermo nonchè presso la CCIAA di Roma; è, inoltre, fondatore e direttore editoriale della rivista “Cultura”).

Info:
La galleria è aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 17,00 alle 21,00, mattina su appuntamento, dal 14 al 30 aprile 2007.
Primo Piano Livingallery – Viale G. Marconi 4 Lecce
Tel/fax: 0832/304014

Link: http://www.primopianogallery.com

Email: primopianogallery@libero.it

ORVIETO (Tr). Cabianca e la civilta’ dei Macchiaioli.

E’ dal 1927 che non viene dedicata una mostra personale a Vincenzo Cabianca , una lacuna che grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze viene finalmente colmata. Dal 6 aprile fino al 14 ottobre, prima ad Orvieto e a seguire a Firenze, sarà dedicata a questo artista da sempre considerato uno degli artefici della rivoluzione dei macchiaioli toscani, una ampia retrospettiva di oltre ottanta opere. La mostra, a cura di Francesca Dini coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico, ricostruirà il percorso formativo e pittorico di Cabianca, con ricchezza di dipinti anche inediti, a cui si aggiungeranno una ventina di opere di altri artisti macchiaioli tra i quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Nino Costa, offrendo cosi’ l’opportunità di conoscere l’esperienza di un singolo artista e le sue scelte estetiche attraverso la vicenda dei Macchiaioli come movimento artistico di gruppo.

Si potranno ammirare dipinti noti quali -Novellieri fiorentini- o inediti come -Vendemmia in Toscana- del 1854, opere degli anni delle audaci sperimentazioni della -macchia- che Cabianca condusse con Banti e Signorini in Liguria e nella campagna toscana di Montemurlo tra il 1859 e il 1862, sperimentazioni che culminarono nel celebre capolavoro -Il mattino- e nei -Marmi a Carrara Marina- non piu’ visto da quasi un secolo. Gli anni aurei della -macchia-, risultanza del momento centrale del sodalizio con gli amici macchiaioli nella campagna fiorentina di Piagentina e nei paesaggi marini di Castiglioncello e della Versilia, sono testimoniati da capolavori noti quali -Spiaggia a Viareggio- e -Un bagno fra gli scogli-. Lo splendido -Ritorno dai campi- del 1862, non piu’ esposto da decenni, e’ il dipinto attorno al quale ruoteranno scorci di campagna toscana, inediti o non piu’ visti da tempo.

Cabianca, dopo il suo trasferimento a Roma avvenuto nel 1870, effettuerà diversi viaggi nella campagna romana, a Ischia, in Liguria, a Venezia e a Castiglioncello. E’ un continuo peregrinare alla ricerca degli effetti di luce che egli poi renderà con straordinario vigore nelle sue tele. E’ il momento di -Strada a Palestrina-, -Nettuno-, opere che si relazionano con i contemporanei dipinti di Signorini -Strada ad Arcola- e Costa. Gradatamente la sua ispirazione malinconica si arricchisce di motivi spiritualistici, in consonanza con il clima generale degli ultimi due decenni del secolo: ne nasce uno splendido capolavoro quale -Nevi romane-.

La mostra chiuderà con opere che rappresentano due temi fondamentali della produzione di Cabianca: la poesia dei chiostri e Venezia, opere che evidenziano l’evolversi del percorso dell’artista verso espressioni pittoriche pienamente novecentesche. La mostra e’ posta sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Firenze e Comune di Orvieto ed e’ promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Si svolgerà dal 6 aprile al 1° luglio 2007 ad Orvieto presso Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e dal 12 luglio al 14 ottobre 2007 a Firenze presso la Villa Bardini, recentemente restaurata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze attraverso la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, inaugurando cosi’ un nuovo spazio di eventi e mostre temporanee per la città. Grazie all’importante apporto che perviene dagli eredi dell’artista, depositari di un ampio carteggio e di un insieme considerevole di opere, il catalogo, edito da Polistampa, sarà ricco di apparati e di documentazione in larga parte inediti.

Info:
dal 5/4/07 al 1/7/07
Orvieto (TR), Palazzo Coelli, Piazza Febei, 3; tel 0763 393835 
Orario: 10-13/14-19
Ingresso: intero – 5, ridotto – 3

 

Fonte:Undo.net

BARD (Ao). In cima alle stelle. L’universo tra arte archeologia e scienza.

In cima alle stelle. L’universo tra arte archeologia e scienza‘ e’ la grande mostra che il Forte di Bard dedica, dal 4 aprile al 2 settembre 2007, al tema della relazione tra uomo e universo. Un viaggio evocativo dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri, attraverso un percorso multidisciplinare, che coniuga rigore scientifico e aspetti divulgativi.

Molteplici linguaggi si fondono per raccontare in cinque momenti, autonomi ma complementari, alcuni aspetti dell’affascinante relazione tra l’uomo e l’universo: installazioni multimediali interattive, ma anche reperti, strumenti, opere d’arte e libri di rilevante valore archeologico, storico e artistico. Durante i mesi della mostra saranno inoltre organizzati sul territorio incontri e conferenze sui temi dell’esposizione.

La mostra e’ promossa dall’Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Soprintendenza Regionale ai Beni e alle Attività Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

La prima sezione in senso cronologico racconta la stretta relazione che, fin dai tempi preistorici e protostorici, esisteva tra uomo e cielo, quando gli astri scandivano i tempi dei riti, delle semine e dei raccolti. I reperti archeologici scelti provengono dagli scavi di Saint-Martin-de-Corle’ans ad Aosta e dal Cromlech del Colle del Piccolo San Bernardo, due dei principali siti del ricco patrimonio archeologico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Fra i reperti in mostra le suggestive stele antropomorfe, un calco dell’aratura che determinava l’area sacra e numerosi piccoli oggetti di vita quotidiana e per la pratica del culto che testimoniano come il mondo religioso, espresso attraverso un santuario megalitico di 5000 anni or sono, implichi uno stretto legame con l’osservazione della sfera celeste. Raffaella Poggiani Keller, Francesco Mezzena e Maria Cristina Ronc sono i curatori di questa sezione.

Nella seconda parte dell’esposizione, l’astronomia attraverso la storia dell’arte, nascita e evoluzione del pensiero astronomico moderno sono narrate in senso cronologico e documentate attraverso una selezione di opere d’arte (da Dürer a Suttermans, da Guercino a Tintoretto e Tiepolo, fino a Balla e Fontana), strumenti astronomici e testi scientifici in prima edizione (esemplare il Dialogo sui massimi sistemi di Gallileo e il Philosophiae Naturalis di Newton), provenienti dalle maggiori istituzioni culturali e collezioni pubbliche e private italiane ed europee. A cura di Pierluigi Carofano, Luigi Di Corato e Annalisa Cittera, la sezione propone le conquiste fondamentali dell’astronomia, dalla concezione copernicana della posizione della Terra nel Cosmo fino alla teoria della relatività generale di Albert Einstein, scandite ponendo in relazione formulazione teorica, applicazione tecnica e interpretazione artistica, per restituire nella sua interezza il clima culturale di ogni epoca.

Il terzo momento del percorso espositivo e’ dedicato all’uomo contemporaneo e alla sua comprensione dei principi fondamentali che reggono l’universo. La sezione parte dalla ricostruzione di due stele antropomorfe (III millennio a.C.), provenienti dal sito archeologico di Saint-Martin-de-Corle’ans, esposte nella ricostruzione virtuale della loro collocazione originale, che le vedeva in evidente rapporto con l’asse celeste dell’epoca. Il visitatore e’ introdotto ai principi dello spazio-tempo, il concetto su cui si fonda la moderna cosmologia, immergendosi in un inedito percorso multimediale interattivo. Il progetto e’ realizzato da Studio Azzurro e ideato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Le installazioni proposte sono opere autoriali che attraverso un linguaggio poetico e metaforico, ma scientificamente congruo, permettono di approfondire in modo originale la comprensione dei principi che ci mettono in relazione con il Cosmo.

La quarta tappa del racconto uomo-universo e’ ancora dedicata all’arte contemporanea: ‘Dalla Terra alle Stelle (e ritorno)’ a cura di Antonella Crippa. Un’ampia area espositiva, collocata negli spazi delle Prigioni del Forte e lungo il percorso di salita alla rocca, indaga il rapporto dell’uomo contemporaneo con le stelle e l’eventuale riscontro delle ricerche scientifiche sull’immaginario artistico delle nuove generazioni. La risposta e’ affidata a otto giovani artisti affermati a livello internazionale Pierre Huyghe, Olafur Eliasson, Tomas Saraceno, Sandrine Nicoletta, Gianni Caravaggio, Simone Berti, Radioqualia – Honor Harger, Adam Hyde – di cui la mostra propone alcuni importanti lavori e nuove opere realizzate site specific.

A ideale completamento della mostra, la Piazza d’Armi del Forte ospita due ulteriori momenti di approfondimento degli aspetti scientifici: un planetario dove il visitatore verrà accompagnato alla scoperta dei principi fondamentali dell’osservazione astronomica e una rassegna fotografica intitolata ‘Le montagne del sistema solare’ che propone una selezione di immagini realizzate dalle sonde dell’ESA e della NASA. Nello Spazio Valle’e Culture del Forte – area del Forte dedicata in modo permanente agli approfondimenti sull’offerta culturale della Regione – e’ illustrata in dettaglio l’attività dei due poli di eccellenza della Valle d’Aosta che hanno contribuito alla realizzazione della mostra: la Soprintendenza Regionale ai Beni e alle Attività Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Il naturale legame tra il cielo stellato e la montagna, unito alla vocazione del Forte quale porta di accesso alla cultura e alle tradizioni delle Alpi, fanno di Bard il luogo privilegiato per ospitare questo excursus dalla preistoria ad oggi che, attraverso le testimonianze e le suggestioni dell’arte e della scienza, si propone di fondere saperi diversi attorno ad un unico argomento. Multimedialità, multidisciplinarietà e interattività sono caratteristiche che animano la mostra coerentemente con l’intero progetto allestitivo del Forte. Offrendo una molteplicità di letture, l’esposizione si rivolge a pubblici diversi, con particolare attenzione alle scuole a cui saranno dedicate visite guidate di approfondimento, anche sul territorio.

Il Forte di Bard, inaugurato nel gennaio 2006 con il Museo delle Alpi, si avvia a diventare il principale centro di divulgazione della cultura alpina, in grado di integrare una forte vocazione internazionale alla valorizzazione e attenzione al patrimonio specifico della Valle d’Aosta.

Info:
Orari: martedi/venerdi dalle 10.00 alle 18.00 – sabato/domenica dalle 10.00 alle 19.00 – chiuso il lunedi’
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro, ragazzi 4 euro.

Fonte:Undo.net

ROMA. Muse Urbane. Patrimonio e attività culturali nei processi di rigenerazione urbana.

Auditorium dell’Ara Pacis – 11 aprile 2007, ore 10.00.

ECCOM-Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale e Zètema Progetto cultura, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, promuovono il convegno nazionale Muse Urbane. Risorse culturali e processi di rigenerazione urbana, per un’occasione di confronto sulle politiche e i processi di crescita urbani in relazione alle attività culturali.
Sono sempre di più le città che fondano le proprie strategie di crescita sulla valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali.
Processi di rigenerazione urbana complessi e innovativi hanno caratterizzato negli ultimi anni alcune città italiane con un diverso grado di incisività e di maturità; tra le esperienze più significative Torino, Roma, Palermo e Catania non soltanto rappresentano una varietà di contesti istituzionali, sociali e culturali, ma anche strategie e approcci diversificati.
Sono approcci che hanno sempre tenuto conto del territorio in cui si opera, della dimensione urbana e antropologica dei contesti e che hanno posto, ci pongono, nuove e sempre urgenti sfide.
L’analisi che ECCOM-Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale ha realizzato nel 2006 con il sostegno della Compagnia di San Paolo mette a fuoco forme e modi con cui il patrimonio e le attività culturali possono essere utilizzati come snodo strategico nei processi di rigenerazione urbana ai fini di una crescita sostenibile del benessere delle comunità residenti.
Partendo dall’esame critico delle specificità del territorio urbano, l’analisi ha posto in evidenza la ricchezza e la pertinenza di interventi culturali che superano la logica statica dell’abbellimento, introducendo forme di fruizione partecipata ma anche di progettualità condivisa.
Una parte rilevante dell’analisi è dedicata all’esperienza di Roma come città policentrica, con attenzione specifica ai processi di democratizzazione della partecipazione culturale e di sensibilità nei confronti delle comunità residenti nelle diverse aree della città. Da Corviale al Pigneto, da Ostiense all’Esquilino, passando per i recenti investimenti culturali in aree complesse come Tor Tre Teste o Tor Bella Monaca, la mappa delle strategie culturali romane appare diffusa e coinvolgente. Dall’esame critico delle esperienze urbane selezionate è stato possibile trarre delle linee-guida per l’azione pubblica locale che scommetta sulla cultura per sostenere la crescita del benessere urbano.

ROMA. Nino Giammarco – Labirinti dell’anima.

Il giorno martedi’ 3 aprile 2007 nel Museo Nazionale di Castel S. Angelo, nella Sala delle Colonne, si inaugura la mostra -Nino Giammarco. Labirinti dell’anima-, sulla piu’ recente ed inedita produzione dell’artista Nino Giammarco, che consta di 45 opere circa, tra olii, sculture e tecniche miste su carta.

L’esposizione, patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Abruzzo, si articola attorno alla tematica della guerra e dei suoi disastri, proponendo gli effetti devastanti di stragi, distruzioni e migrazioni di popoli, ma soprattutto traducendo figurativamente le ferite interiori ed il disorientamento degli individui di fronte agli orrori commessi dall’uomo, il quale sembra avere smarrito ogni sentimento di solidarietà verso i propri simili, come dimostra ampiamente la storia dei tempi in cui viviamo.

Nelle opere dell’artista una marea brulicante di esseri indistinti vaga attraverso percorsi labirintici ed impervi, fuggendo senza meta: ne scaturisce l’immagine delirante di un’umanità priva di consapevolezze e di ideali, apportatrice di morte e di catastrofi. Fortemente espressionista e simbolica, quella di Giammarco e’ arte di denuncia e di provocazione, che intende richiamare l’uomo ad un’indagine entro se stesso, nei labirinti dell’anima e nelle proprie inquietudini, affinche’ possa ritrovare verità piu’ durature e spirituali. Dalla ferocia brutale del segno e dalle tinte esplosive nasce, infatti, uno shock visivo: la follia bestiale che pervade le menti umane si esprime in scenari biblici, in paesaggi devastati di un mondo in bilico tra realtà e visionarietà.

Riferimenti colti alla tradizione della pittura europea, dal Rinascimento all’età barocca, echi delle avanguardie storiche, come la Metafisica ed il Surrealismo, richiami a temi goyeschi e picassiani, si fondono in un’originale iconografia, pregna di elementi crudi e drammatici, ma anche addolcita da figure di angeli giustizieri o vivificata dalla consuetudine con le immagini del mito classico. Le sue opere, contraddistinte da violenza cromatica e da dinamismo di forme, testimoniano l’impegno dell’artista, sempre attento ad approfondire le tematiche sociali piu’ urgenti e seriamente proiettato alla riconquista di una dimensione etica dell’esistenza.

La mostra di Nino Giammarco si pone, dunque, come evento stimolante, sia per l’indubbia attualità dei contenuti, sia per la ricchezza inventiva delle immagini, supportata dall’impiego di diverse tecniche pittoriche e scultoree, frutto della comprovata esperienza dell’artista, sensibile esponente del mondo dell’arte da quasi quaranta anni.

Pittore, scultore, scenografo, Nino Giammarco e’ nato a Sulmona nel 1946; dopo essersi diplomato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, inizia una brillante carriera artistica, fin dagli anni ’60 e ’70, quando partecipa ai movimenti della Pop Art italiana, rivelando una spiccata personalità. Espone nel ’77 alla XXXVII Biennale di Venezia e da allora si susseguono ininterrottamente mostre personali, nazionali ed internazionali (Berlino Est, Madrid, New York, San Juan de Puerto Rico), performances, installazioni urbane (Volterra, Terni, Gubbio, Madrid, Roma) ed esposizioni collettive, a testimonianza dell’attività di un artista mai pago di ricercare e di esprimere il proprio mondo interiore.

Già docente di Discipline pittoriche al IV Liceo Artistico -A. Caravillani- di Roma, elogiato nel tempo dalla critica piu’ autorevole (A. Del Guercio, E. Crispolti, D. Micacchi, M. Perez Lizano, D. Guzzi), Giammarco ha elaborato un linguaggio figurativo che esprime il dramma costante della storia umana, fatta di soprusi e di atroci crudeltà, ma anche di mistero, di enigmi e di speranza.

La mostra gode del sostegno di Caripaq e di ENAP; della sponsorizzazione tecnica di: Le Vigne del Lazio, Istituto Istruzione Superiore -via Domizia Lucilla- (sez. Alberghiera) e Dynofluid.

La mostra e’ a cura di Bruna Condoleo; il progetto ed il coordinamento tecnico dell’allestimento di Carla Augenti , il progetto grafico di Davide Franceschini, la fotografia delle opere in catalogo di Claudio Abate.

Il catalogo e’ edito De Luca Editori d’Arte ed il testo critico e’ a cura di Bruna Condoleo.

Info:
Museo Nazionale di Castel S. Angelo , Sala delle Colonne – Lungotevere Castello, 50 – Roma
Orario: dal martedi’ alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30. Chiuso il lunedi’. Costo del biglietto 5 – dell’ingresso al Museo.

Fonte:Undo.net