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CREMA (Cr). LUIGI MANINI (1848-1936) architetto e scenografo pittore e fotografo.

Oltre 300 opere (disegni di scenografia, di architettura e di decorazione, fotografie, epistolari; materiale librario, quadri, incisioni, sculture, manoscritti, arredi), presentate negli spazi della Cittadella della Cultura, raccontano la vita di questo protagonista della cultura tra Ottocento e Novecento, che da Crema, sua città natale, arrivò a lavorare con il teatro più importante del mondo, “La Scala” di Milano, e ottenne fama persino in Portogallo.

Un’operazione culturale di alto profilo che coniuga il fascino di questo artista eclettico e poliedrico con la scoperta di generi figurativi noti (la pittura e la fotografia) e altri più desueti (la scenografia), attraverso un rigoroso progetto scientifico. Il grande evento sarà ospitato, a Crema, dal 6 maggio all’8 luglio 2007, negli spazi della Cittadella della Cultura che, dopo essere stati riqualificati, vengono restituiti ai visitatori. 

Organizzata dall’APIC (Associazione Promozione Iniziative Culturali) di Cremona e dal Comune di Crema, in collaborazione con la Fundaçao Cultursintra di Sintra (Portogallo) e l’Accademia di Belle Arti di Brera, l’esposizione gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Lombardia, Culture Identità e Autonomie della Lombardia. Contribuisce all’allestimento l’Associazione Popolare Crema per il Territorio.

Il progetto, curato da un prestigioso Comitato scientifico presieduto da Giuliana Ricci (docente del Politecnico di Milano), si propone d’indagare, attraverso la biografia intellettuale e l’opera di Luigi Manini (1848-1936), i modi della circolazione delle idee e del “saper fare” soprattutto nelle due regioni europee (Portogallo e Lombardia) nell’arco cronologico di cinquant’anni tra Ottocento e Novecento, valorizzando anche il Fondo Manini, conservato nel Museo Civico di Crema e del Cremasco, al cui interno figurano disegni di scenografia, di architettura e di decorazione, fotografie, epistolari, materiale librario, quadri.

Al principio degli anni Settanta dell’Ottocento, dopo gli inizi a Crema e la sua esperienza all’Accademia di Brera di Milano, Manini si dedica ad alcuni viaggi, tra cui uno in Francia. Ritornato in Italia, realizza per il teatro di Crema le scene per il Ruy Blas di Filippo Marchetti, rappresentato nel carnevale 1873 ma, venuto a contrasto con l’impresario Camillo Bernardi, abbandona la città. A questo punto della sua vicenda artistica avviene l’incontro con Carlo Ferrario, direttore della scenografia alla Scala di Milano che lo accoglie, il 23 gennaio 1873, come principiante scenografo. Questo incontro segna una svolta decisiva per la carriera di Manini e fissa, molto probabilmente, anche un primo momento di riflessione su un uso mirato della fotografia, di cui Ferrario si avvaleva ampiamente per la riproduzione e la diffusione dei propri bozzetti.

Nel fondo del Museo Civico di Crema, donato alla città dallo stesso Manini, e tra i materiali ancora conservati presso gli eredi, sono infatti presenti moltissime fotografie, in gran parte sciolte, databili tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, che costituiscono una parte cospicua dell’«archivio visivo» da lui costruito nel corso degli anni.

Nel 1874 Manini diviene scenografo del Teatro alla Scala. Nel 1879 lascia Milano per Lisbona. Il giovane cremasco ha infatti declinato l’invito a succedere al maestro nel ruolo di direttore della scenografia alla Scala ed ha accettato invece l’incarico al Teatro San Carlo di Lisbona, avviando così la sua lunga carriera portoghese.

Nella capitale lusitana soggiorna consecutivamente per circa sedici anni, con puntate a Porto e a Madeira, per la sua attività di decoratore di teatri, e soprattutto a Sintra, la città – resa celebre da Byron – residenza estiva della corte (collegata dal 1887 a Lisbona dalla ferrovia) e scenario elettivo per la sua attività di architetto e fotografo fino alla rivoluzione del 1910 quando, con la caduta della monarchia, si chiude definitivamente un’epoca e si esaurisce, di fatto, la sua committenza.

Manini riesce nell’intento di assecondare le strategie culturali della casa reale e dei suoi più importanti collaboratori accogliendo l’invito a elaborare una sua versione di neomanuelino, una ripresa ottocentesca dello stile gotico fiammeggiante, sviluppatosi durante il regno di re Manuel I (1469-1521). Nel 1886 viene invitato dal Ministro dei Lavori Pubblici Emídio Navarro a occuparsi, nella “mata” di Buçaco (Luso), della costruzione di un grande albergo, legato al tracciato ferroviario Lisbona-Parigi, con l’intento di connotare fortemente il luogo, caratterizzato da un grande fascino ambientale. Da quel momento Manini diviene un architetto assai richiesto dalla borghesia della capitale, soprattutto per la realizzazione di case di villeggiatura a Sintra, nelle quali sperimenta le più diverse opzioni stilistiche, dal neoromanico lombardo di villa Sassetti al sogno neomanuelino della Quinta da Regaleìra.

Nella capitale portoghese lavora come scenografo nei teatri San Carlo e Donna Maria, dove dipinge numerose scene per opere liriche. Sempre in Portogallo, si dedica all’attività di architetto, costruendo il Palazzo Busacco a Coimbra e il Palazzo della Regaleìra a Sintra. Proprio l’attività di progettista gli vale grandi attestati di stima in terra lusitana dove, dal 1880 al 1912, lavora anche alla progettazione e alla costruzione di palazzi per la Casa Reale e per molti uomini di governo.

Il ricorso a molteplici citazioni, in continuo rapporto dialettico con l’universo artistico internazionale, esperito anche attraverso le esposizioni, spiega la ricchezza e la raffinatezza delle soluzioni formali adottate da Manini tanto nella decorazione pittorica quanto in quella delle arti applicate dove seppe misurarsi egregiamente con il Settecento, il Cinquecento e il Rinascimento italiano e lo stile manuelino portoghese.

Egli diviene in un ristretto arco temporale una delle figure di maggior spicco del Portogallo. Più di altri, è in grado di incarnare ed esprimere ideali ed esigenze della società in cui vive, adottando disinvoltamente gli stili del passato che ritiene di volta in volta più appropriati, analoga-mente a quanto avviene, nello stesso periodo, in Europa, nella fitta trama di intrecci tra cultura romantica e ideali nazionali.

Rientrato in Italia nel 1912, si dedica esclusivamente e per passione privata alla fotografia e alla pittura da cavalletto. Muore a Brescia nel 1936.

 
Info:
Crema, Cittadella della Cultura, Via Dante Alighieri 45; dal 6 maggio al 8 luglio 2007

Ideazione e direzione mostra: Giuliana Ricci
Comitato scientifico: Giuliana Ricci, Cesare Alpini, Roberto Cassanelli, Gerald Luckhurst, Denise Pereira, Mercedes Viale Ferrero.
Segreteria scientifica: Gaia Piccarolo;
Progetto dell’allestimento: Massimo Simini
Catalogo: Silvana Editoriale

ORARI: dal martedì al sabato, ore 9-19; Domenica e festivi, ore 10-19; Chiusa il lunedì.
BIGLIETTI E AGEVOLAZIONI: Intero: € 9,00; Ridotto: € 7,00 (militari, ragazzi fino a 18 anni, studenti universitari, ultrasessantenni, comitive di almeno 15 persone con prenotazione obbligatoria, possessori di: biglietto ferroviario in arrivo a Crema, tessere TCI e FAI, disabili, visitatori di mostre contemporanee collegate).
Ridotto speciale: € 5,00 (scuole e possessori di Apic Card).
Ingresso libero: bambini fino a 6 anni, accompagnatori di scolaresche o di comitive di almeno 15 persone, giornalisti con tessera.
Telefono +39 0373 256414

Link: http://www.cremonamostre.it

Email: manifestazioni.culturali@comune.crema.cr.it

TREVISO. BENETTON. Una “Fabrica” di cultura.

Centro di ricerca sulla comunicazione della Benetton, Fabrica – nata nel 1994 dal patrimonio culturale del Gruppo – è un laboratorio cosmopolita di creatività applicata che si propone di sperimentare nuove forme di comunicazione, affidandosi non più solo alle forme pubblicitarie consuete, ma veicolando la “cultura industriale” e “l’intelligenza” dell’impresa attraverso altri mezzi: il design, la musica, il cinema, la fotografia, i prodotti editoriali, Internet.
Questa originale istituzione, ospitata in una struttura architettonica minimalista realizzata da Tadao Ando nei pressi di Treviso, è diretta da un team internazionale che incoraggia la creatività di giovani artisti-sperimentatori provenienti da tutto il mondo, selezionati ogni anno sulla base dei loro progetti, che beneficiano di una borsa di studio di un anno per realizzarli.
Tra le altre iniziative, Fabrica sta al momento curando l’immagine, l’allestimento, la progettazione multimediale e grafica della mostra “La scimmia nuda”, fino a gennaio 2008 al Museo di Scienze Naturali di Trento. Un’importante occasione di incontro tra cultura umanistica e cultura scientifica, con l’obiettivo di divulgare contenuti scientifici. Il ritratto di un uomo e di uno scimpanzé si sovrappongono in un collage surrealista, dando vita ad una creatura ibrida che cattura l’attenzione dello spettatore e crea un gioco di specchi che è in fondo l’assunto principale della mostra, la relazione tra due forma di vita lontane per cultura ma al tempo stesso vicine per componente genetica e comportamentale.

Anche l’ideazione e la realizzazione dell’immagine guida della mostra “Piero della Francesca e le corti italiane” (fino al 22 luglio 2007 al Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo) è firmata Fabrica. Al fine di riassumere in una sola immagine tutta la cultura artistica di Piero della Francesca sono state scelte due immagini e sovrapposte: la prima, il Ritratto di Federico da Montefeltro, ridotto a puro segno grafico, inconfondibile, e utilizzato come cornice e soglia per entrare nel mondo di Piero, con un senso tridimensionale della prospettiva. Dietro, un particolare della Battaglia di Costantino contro Massenzio (VI episodio del ciclo di affreschi La Leggenda della Vera Croce, nella Cappella Bacci della Basilica di San Francesco ad Arezzo), una delle opere più importanti di Piero e uno dei capolavori indiscussi di tutta la pittura rinascimentale. Nello sfondo, la scelta cromatica del nero è stata quasi inevitabile per poter cogliere al massimo la “luce” di Piero.

Fonte:CivitaInforma

TRAVERSETOLO (Parma). SIRONI metafisico. L’atelier della meraviglia.

 La Fondazione Magnani Rocca dove, sino al 3 dicembre è stata allestita l’esposizione dedicata a “Goya e la tradizione italiana”, ospita dal 1° aprile al 15 luglio 2007 la prima mostra italiana su Sironi Metafisico.

Ancora una volta, a distinguere la programmazione della Fondazione di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, è il connubio tra qualità ed eleganza delle proposte espositive, il tutto inserito in un contesto davvero unico fornito dalle collezioni permanenti della Villa che fu di Luigi Magnani (da Tiziano, a Tiepolo, Dürer, Van Dick, Canova, Goya, Gentile da Fabriano, Filippo Lippi ma anche Monet, Cézanne, de Staël sino alla grande raccolta di Morandi e di artisti del Novecento italiano) al centro di un bellissimo parco secolare coi suoi percorsi romantici che vi condurranno al giardino all’italiana o a quello all’inglese o all’elegante ristorante ospitato nelle barchesse.

Raramente la figura e l’opera di Mario Sironi vengono messe in relazione con la pittura metafisica. Eppure, al periodo metafisico sironiano dobbiamo alcuni dei suoi capolavori e una splendida serie di disegni.  continua

Info:
Catalogo edito da Silvana editoriale a cura di Simona Tosini Pizzetti con la collaborazione di Stefano Roffi. Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Parma – Mamiano di Traversetolo.
dal martedì al venerdì orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17)
Sabato, domenica e festivi orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18)
Lunedì chiuso.
Tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 
 

Link: http://www.magnanirocca.it

Email: info@magnanirocca.it

Fonte:Sussidiario.it

GENOVA. Palazzo Spinola di Pellicceria apertura straordinaria.

Martedì 1 maggio 2007 la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola sarà eccezionalmente aperta, con orario continuato, dalle ore 8.30 alle ore 19.30, con biglietto d’ingresso a 1 euro (gratuito per i minori di 18 anni e i maggiori di 65 anni cittadini CEE), dopo la grande risposta di pubblico degli scorsi anni, in una delle tre date annuali (1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre) in cui i Musei statali italiani sono chiusi. 

Un’interessante opportunità per turisti e genovesi per scoprire uno dei ‘Palazzi dei Rolli’ più ricchi di storia e di opere d’arte, inserito nel cuore del fitto tessuto urbanistico medioevale dei vicoli.
 
Visitando i vari ambienti che si susseguono nei due piani nobili si possono ammirare, nella loro collocazione originale, oltre agli arredi storici, gli affreschi di Lorenzo De Ferrari, Sebastiano Galeotti e Lazzaro Tavarone e opere di artisti quali Anton van Dyck, Valerio Castello, Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, Luca Giordano, Bernardo Strozzi e Luca Cambiaso; di quest’ultimo autore, in particolare, a cui è dedicata la mostra attualmente in corso a Palazzo Ducale di Genova, è conservata L’apparizione di Cristo alle pie donne, opera della maturità dell’artista, realizzata alla fine degli anni Settanta del Cinquecento. 

Al terzo piano è possibile visitare la Galleria Nazionale della Liguria, dove sono ospitati i numerosi acquisti effettuati dallo Stato italiano nel corso degli ultimi decenni, tra i quali: la Giustizia di Giovanni Pisano, Il Ritratto di Stefano Raggio di Joos van Cleve, Il sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi, Il ritratto equestre di Gio. Carlo Doria di Pietro Paolo Rubens, il Ritratto di Stefano Raggio di Joos van Cleve e la Santa Caterina in trono con angeli di Barnaba da Modena.

Al quarto piano è possibile ammirare preziose ceramiche dei secoli XVI-XIX e le collezioni tessili della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico della Liguria conservate all’interno del DVJ – Centro Studi Tessuto e Moda. 

Info:
tel. 010 2705300

Link: http://www.palazzospinola.it

Email: galspinola@libero.it

ROMA. Arturo Martini.

Nella Capitale non era mai stato celebrato con una mostra, Arturo Martini, (Treviso, 1889 – Milano, 1947). Eppure si tratta forse del più grande scultore italiano del Ventesimo secolo. Il talento versatile, e per certi aspetti rivoluzionario dell’artista, ha atteso sessant’anni prima di essere riconosciuto e valorizzato appieno. Dopo la tappa milanese alla Fondazione Stelline e al Museo della Permanente, la grande antologica arriva finalmente a Roma e con delle novità.
Qui l’esposizione è infatti arricchita dal nutrito gruppo di sculture appartenenti alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Include circa cento opere realizzate per la maggior parte durante i soggiorni dal ‘21 a Roma -dove Martini si unisce al movimento Valori Plastici-, e a Milano dal ‘33. Le sculture provengono anche dal Museo Civico Luigi Ballo di Treviso, dalle Civiche Raccolte di Milano e da importanti collezioni private. Alcune sono pezzi inediti e a volte grandi esecuzioni sono poste a confronto con bozzetti preparatori. Tutto, allo scopo di evidenziare le componenti che hanno reso unico Martini nel suo rifiuto di ogni schema, pur restando all’interno dei temi del cosiddetto “ritorno all’ordine” con l’uso di materiali e tecniche tradizionali (bronzo, pietra, terracotta, gesso). Senza rinunciare alla sua dedizione per ogni forma plastica del passato, dagli egizi agli etruschi e ai greci, dal Duecento al Quattrocento, dal Bernini al Canova.
Personaggi e scene, quelli di Martini, frutto di una visione poetica originale e innovativa che trae spunto dal mito, dalla fiaba e dal racconto popolare. Sono assetati che cercano affannosamente l’acqua, donne in attese disperate, pastori che si protendono verso il cielo. Comune denominatore in tanti soggetti è di fatto, “la tensione verso un sogno, verso un ideale, verso il mistero”, rileva Elena Pontiggia, curatrice della mostra insieme a Claudia Gian Ferrari e Livia Velani.

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Info:
fino al 13 maggio 2007
GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna- Roma 00186 – Viale delle Belle Arti, 131
Orario: da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30. Chiusura il lunedì.
Biglietti: Euro 9,00 Intero – Euro 7,00 Ridotto (per i cittadini UE sotto i 18 e over 65) – Tel. 06 32298221 – Fax 063221579

Link: http://www.gnam.beniculturali.it

Email: comunicazione.gnam@arti.beniculturali.it

Fonte:Exibart on line