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VENEZIA. 91° collettiva giovani artisti.

Ventisei giovani artisti per la 91esima Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa. Tanti sono i selezionati tra i 240 che hanno partecipato al concorso portando le proprie opere e documentazione presso la sede della Fondazione.

Nei giorni dedicati alla consegna si sono alternati a palazzetto Tito, trasformandolo temporaneamente in un vivace deposito d’arte. In 72 ore sono state archiviate 365 opere, 112 opere in più rispetto all’edizione della 90esima Collettiva.

309 sono le opere tra pittura, installazione, fotografia, scultura e proposte di performance consegnate dai giovani artisti, i video e le installazioni sonore sono state invece 56.

Ottantuno le immagini grafiche per la comunicazione, il 50 per cento in più di quelle ricevute nel 2006 e che avevano toccato la soglia delle 40 domande. I dieci selezionati della Grafica avranno la possibilità di partecipare alla mostra Collettiva nella sezione dedicata alla Grafica. I giovani designer selezionati esporranno, insieme al vincitore della grafica della 91esima Collettiva, i rispettivi manifesti nella galleria di piazza San Marco.

Le opere sono state esaminate sabato e domenica 10 e 11 novembre u.s., dalla giuria selezionatrice. I giovani artisti ‘promossi’ adesso avranno la possibilità di esporre i rispettivi lavori all’interno della galleria di piazza San Marco a partire dall’8 dicembre prossimo. L’inaugurazione è prevista per le ore 12.00.

Quest’anno la Fondazione Bevilacqua La Masa giunge alla sua 91esima Collettiva ponendosi come la mostra italiana che ha avuto un maggior numero di edizioni.

L’esposizione intende dar voce a tutti i giovani emergenti nel Triveneto. Peraltro sono sempre più numerosi i giovani di altre regioni o di altri paesi che sono iscritti alle università veneziane o all’archivio della Fondazione, che ad oggi conta oltre 800 nominativi. Gli artisti selezionati provengono da paesi diversi.

In comune però hanno l’arte e l’età: sono tutti giovani compresi fra i 18 e i 34 anni, che dimostrano col loro lavoro una prima maturità di intenti ed un intuito artistico che meriti di essere incentivato e sostenuto.

La rassegna ha volutamente un carattere di ricognizione e non pretende di enucleare alcuna tendenza né alcun linguaggio prevalente, evitando con ciò forzature che non sarebbero attuali né lecite data la eterogeneità dei materiali pervenuti come risposta al bando di concorso.

La mostra è realizzata grazie alla collaborazione della Fondazione di Venezia e con il supporto di: Provincia di Venezia, Regione Veneto, Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Venezia e del ristorante La Colomba di Venezia. Il Casinò di Venezia, la Cassa di Risparmio di Venezia e l’Azienda Servizi Integrati di San Donà hanno offerto rispettivamente: 2 contributi speciali e 2 premi acquisto.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo disponibile in galleria.

La commissione, presieduta da Angela Vettese, che ha giudicato i 240 partecipanti era composta da Cornelia Lauf, curatrice indipendente e docente Iuav fda, Marcela Cernadas, artista, Emmanuel Berard, Palazzo Grassi, Venezia, Marzia Scalon, Galleria Radar, Mestre e Gaetano Mainenti, Artista e docente Accademia di Venezia.

Verbale della Commissione della 91esima Collettiva Giovani Artisti: Venerdì 10 novembre 2007 alle ore 11.00 si è riunita la commissione per stabilire la partecipazione e i premi della 91esima Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa. Partecipa ai lavori anche lo staff della Bevilacqua La Masa (Marco Ferraris, Stefano Coletto, Marinella Venanzi, Giorgia Gallina, Francesca Volpato, Cecilia Cattaneo, Annabianca Traversa).
Si esaminano dapprima tutte le opere pittoriche, scultoree, installative, performative e grafiche concludendo la prima giornata di lavoro alle ore 19.30.
Ci si riunisce alle ore 11 del giorno successivo e si concludono i lavori alle ore 18.30 , dopo aver esaminato dapprima i video e aver rivisto le opere.
Ciascun lavoro è visionato tenendo conto del portfolio che lo accompagna e che descrive sia l’opera nei suoi fondamenti concettuali, sia il curriculum dell’autore.
Dopo ampia discussione su ciascuno e dopo una terza revisione sui casi dubbi si decidono i partecipanti e la distribuzione dei premi prestando attenzione alla pluralità delle tecniche e degli approcci al fare artistico.
I lavori si concludono in un clima di accordo, decidendo di ridurre a quattro la rosa dei cinque premi BLM e di assegnare quattro premi di pari importo includendo tra essi anche quella della realizzazione grafica.

Gli artisti selezionati e che daranno vita all’esposizione dell’ 8 dicembre sono 26 : Chiara Albertoni, ‘Senza Titolo’, pittura; Alvise Bittente, ‘La Divina Commedia del Giovane Artista, ovvero un salto nel vuoto omaggio a Iyves Klein’, disegno; Ludovico Bomben, ‘Il grande tappeto’, installazione ambientale; Cristiano Bovo, ‘Joys’, installation site specific; Roberta Bruzzechese, ‘Oggi esco’, video; Antonio Cataldo, ‘Sei luglio trentuno ottobre’, Libro cartaceo; Arianna Callegaro, ‘Metta L sutra’, kitting pattern; Claudia Cavallaro, ‘Lyanobatteri’, ‘Cromococchi’, pittura; Sub’jin D’Jung, ‘DEUX Repas’, video; Andrea De Stefani, ‘In transit’, installazione; Martina Dinato, ‘Reperti urbani’, fotografia; Elisa Fabris, ‘Rojonegra’, video; Giovanni Giaretta, ‘Paris’, video; Goran Gogic, ‘Playground’, pittura; Gruppo RCA,  ‘Rifiuto con affetto’, installazione; Kensuke Koike, ‘Mr Baku Show’, video; Alessandro Laita, ‘In-visibilio’, video; Lara Marconi, ‘These days’, installazione; Octavian Micleusanu, ‘In due 1’, ‘In due 2’, fotografia; Adriano Nasuti-Wood, ‘Paisates’, disegni; Riccardo Perello, ‘Km 41’, video; Lucilla Pesce e Francesca De Pieri ‘Un posto al sole’, installazione; Giulio Squillacciotti, ‘San Vincenzo al Volturno Photobook’, ‘San Vincenzo’, fotografia; Lorenzo Vale, ‘Otto’, pittura; Carlo Veneziano ‘Stairmachine’, video; Debora Vrizzi, ‘Unhappy ending’, video.

Premio grafica, selezionati 10: Daniele Franzi (premiato), Elisa Di Lullo, Brunno Jahara, Roberta Lombardi e Paola Monesterolo, Nera Kelava, Lorenzo Majer, Elisa Miorin e Tommaso Speretta, Filippo Piovene, Paolo Polloniato, Massimo Vaschetto

Elenco Premiati:
Quattro Borse di Studio Fondazione Bevilacqua la Masa del valore di 1680 euro: Martina Dinato, Roberta Bruzzechese, Gruppo Rca, Daniele Franzi, premiato per il progetto della grafica

Contributi speciali del Casinò di Venezia: n. 2 contributi del valore di 1250 euro a: Alvise Bittente, Giulio Squillacciotti:

Premio Acquisto Cassa di Risparmio di Venezia: n. 1 premio acquisto del valore di 1500 euro a: Lorenzo Vale, Pittura

Premio Acquisto A.S.I  S.p.a – Azienda Servizi Integrati Sandonà: n. 1 premio speciale del valore di 1500 euro, a: Adriano Nasutti Wood.

Info:
Inaugurazione, sabato 8 dicembre alle ore 12.00
Periodo: 9 dicembre 2007- 13 gennaio 2008
Orari: da mercoledì a domenica dalle ore 10.30 – 17.30, chiuso nei giorni 25 dicembre 2007 e 01/01/2008
Ingresso Gratuito
Fondazione Bevilacqua la Masa – Tel 041 5207797

Cartella stampa e immagini in alta risoluzione disponibili sul sito
http://www.studiopesci.it/content_it/scheda.aspx?id=441

 

Link: http://www.bevilacqualamasa.it

Email: press@bevilacqualamasa.it

ROMA. Stella danzante di Michele Roccotelli.

La mostra “Stella danzante” del maestro Michele Roccotelli verrà inaugurata sabato 17 novembre ’07 alle ore 18,00 nella galleria “Il Mondo dell’Arte” a Palazzo Margutta di Roma.
“Bisogna avere un caos dentro di se per generare una stella danzante” (Nietzsche) così parlò Zaratustra e il maestro Roccotelli inventa stelle danzanti che formano caleidoscopi di scie colorate, forme illuminate, graffi di segni incisi. Sono allora stelle danzanti le idee di quest’artista, create dal tumulto energetico della sua mente, che lo porta a muovere tutto per generare “la stella danzante” più di luce, più di forma materia, nel fondo di un bianco canapone di una tela.
La pittura blocca ciò che è fuori per emergere ciò che è dentro: colluttazione di infinite, discordanti sensazioni e rivoluzioni interiori. E’ lei la stella danzante che si erge viva, eretta, che vigila quando scocca il suo felice momento creativo.
Per Michele Roccotelli la pittura è atto naturale, sovversivo, mai comandato, da schemi, regole e numeri, non consente dominio, non illustra un soggetto con provenienza, definizione, processo, intento. La sua creatività artistica viene stimolata nell’osservare cose che nessuno può pensare come arte: vecchi oggetti abbandonati, costruzioni di gomme cilindriche, tubi di gomma, vecchie carcasse, fiori, mobili sventrati, costruzioni rotte, muri belli, colmi di manifesti strappati, in una sorta di “action painting” del tempo, e i geometrici campi arati e forme di nuvole nere, di fumo, di fabbriche nelle periferie delle città; tutte queste informazioni dagli occhi stimolano la mente e la creatività dell’artista.
Michele Roccotelli. Nato a Minervino Murge nel ´46. S´è presto interessato alla pittura e ha cominciato ad esporre nel ´68. E´ presente, sotto invito, in prestigiose rassegne nazionali e fiere d´arte come Arte Fiera di Bologna, Padova, Miarte ed Expo-Arte di Bari dove, nell´82, ha partecipato a Spazio Giovane, con segnalazione della Galleria Marescalchi di Bologna.
Nell´88, ad Ottawa, l´Università e la Scuola d´Arte canadesi gli organizzano una personale.
Nel ´95 espone grandi opere in Austria e in Svizzera.
Espone in permanenza in gallerie estere austriache e tedesche. Nel ´96, tiene una prestigiosa personale a Munchen.
 Fra le sue ultime personali all´estero ricordiamo l´Art Miami Beach alla International Art Exposition e le opere sul ‘Mediterraneo’ esposte in occasione del Festival del Cinema dell´Est a Cottbus. Tra il 2001 e il 2004 è presente in molte gallerie tedesche ed austriache.

Info:
Inaugurazione  Mostra personale “Stella danzante” di Michele Roccotelli, Sabato 17 novembre ’07 ore 18,00, alla Galleria “Il Mondo dell’Arte”- Palazzo Margutta, Via Margutta, 55 Roma tel. 06 3207683 orario 10,30 -13,00/ 16,00 – 20,00
La mostra proseguirà fino al 24 novembre ’07.

TORINO. Le due Anime della Natura.

Opere pittoriche di Martina Benoni e di Federico Bollo.
Inaugurazione della mostra Sabato 17 novembre 2007 alle ore 17 presso il Centro Visite del Parco Naturale della Collina Torinese (c/o stazione di Superga della tranvia Sassi-Superga).

Gli elementi principi della natura e le personalità degli alberi visti da due punti di vista: maschile e femminile….da una parte, la forza che è insita in ogni elemento naturale si identifica con l’esplosione di colore che cade sulla bianca tela, da cui prenderà vita, in forma antropomorfa, l’elemento: terra, aria, acqua, fuoco e legno…. dall’altra la delicatezza e l’armonia della natura si fondono in delicate sfumature di segni e di colori.

A seguire aperitivo con l’autore torinese Matteo De Simone che presenterà il suo ultimo libro ‘Tasca di Pietra’.

L’attore Mauro Crosetti leggerà passi del libro ‘Tasca di  Pietra’, intervallati da interventi, commenti ed  osservazioni da parte dell’autore, il quale sarà  disponibile, per rispondere alle domande e soddisfare la  curiosità del pubblico presente.
Il tutto presentato e condotto da Silvia Giordanino e  coordinato per il Centro Visite del Parco Naturale della  Collina Torinese da Roberto Tuninetti.

L’entrata è libera e tutti sono invitati.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, con il seguente orario: giorni feriali: 9.30-17.30 – Sabato e festivi: 9.30-20.30.

L’allestimento della mostra è a cura di Adriano Fortin de Il Cartiglio di Asti. L’evento è organizzato in collaborazione con il festival di letteratura Passepartout di Asti.

Info:
Centro Visite del Parco Naturale della Collina Torinese c/o stazione di Superga della tranvia a dentiera – Strada della Funicolare, 55 – 10132 Torino – Tel/Fax 011.8903667
Orario: Lun — Ven 14.30–18.30, Sab — Dom 11.30–18.30 — MARTEDÌ CHIUSO

Link: http://www.parks.it/parco.collina.torinese

Email: cvparcosuperga@artefatto.com

MANTOVA. Lucio Fontana scultore.

Il Castello di San Giorgio di Mantova si apre al contemporaneo, ospitando la mostra dedicata alle sculture di Lucio Fontana.

Il percorso espositivo introduce il visitatore a confrontarsi con i disegni e la grafica dell’artista; propone a seguire monumentali sculture degli anni Trenta, le ceramiche degli anni Quaranta, le sculture eseguite con le tessere musive prevalentemente nere ed oro, sino ai buchi, ai tagli, alle nature e alle ultime meravigliose creazioni.
In un’ampia sala, che si apre negli straordinari sotterranei del Castello, sarà riproposto L’Ambiente spaziale a luce nera del 1949, realizzata per la milanese Galleria del Naviglio.
La rassegna, curata da Filippo Trevisani, si avvale del comitato scientifico composto da Enrico Crispolti, critico e storico dell’arte contemporanea, da Paolo Campiglio, noto studioso dell’artistia, e della Fondazione Lucio Fontana.

Info:
Fino al 6 gennaio 2008
Castello di San Giorgio, piazza Sordello, 40
Orario: da martedì a domenica 8.45 – 19.15; lunedì chiuso
tel. 0376.352154; prenotazioni: 041.2411897
Biglietti: intero 8,00 €; ridotto 6 €; integrato 10,00 €

Link: http://www.mantovaducale.it

Email: museo@mantovaducale.it

RAVENNA. Luca Longhi. Una bottega del Cinquecento. Nel V centenario dalla nascita. 1507 – 2007.

In occasione del cinquecentenario della nascita di Luca Longhi, fino al 6 gennaio 2008, il Museo d’Arte della città di Ravenna dedica all’artista ravennate e alla sua bottega una mostra.
Il progetto espositivo si propone di collegare  le numerose testimonianze pittoriche di Luca e dei figli Francesco e Barbara attraverso un percorso nella città che riunisce le opere conservate nelle chiese di San Domenico, Sant’Agata, Santa Maria Maggiore, nel Palazzo Arcivescovile – Cappella di Sant’Andra, presso la Biblioteca Classense, le istituzioni culturali ravennati e le raccolte pubbliche e private romagnole.
Nel Museo d’Arte della città,  saranno infatti visibili le ventuno opere dei Longhi esposte nella Collezione antica della Pinacoteca – undici di Luca, tre di Francesco e sette di Barbara – assieme ad altri quadri provenienti da collezioni private e dalla quadreria della Cassa di Risparmio di Ravenna.
Luca Longhi (1507 – 1580) nasce a Ravenna il 14 gennaio 1507 da Francesco e Antonia da Cunio, secondo di tre fratelli. Della sua formazione artistica mancano notizie certe, si presume che abbia avuto luogo presso una bottega locale: l’ipotesi più probabile è che nella fanciullezza avesse frequentato l’ambiente di Francesco Zaganelli, rimasto solo a gestire la bottega che condivideva con il fratello Bernardino.
Fin dalle prime prove conosciute, datate fra il 1538 e il 1531, pare piuttosto evidente un tentativo di mediazione fra la tradizione locale o più largamente romagnola – Rondinelli e Palmezzano – e i grandi maestri d’importazione, in particolare Raffaello.
La propensione del Longhi verso forme dolci e aggraziate segnerà il suo linguaggio, che in seguito saprà rinnovare secondo un’ottica eclettica e una personale visione sentimentale.
Secondo Giorgio Vasari che soggiornò a Ravenna nel 1548: “Maestro Luca de’ Longhi, ravingano, uomo di natura buono, queto e studioso, ha fatto nella sua patria Ravenna, e per di fuori, molte tavole a olio e ritratti di naturale e bellissimi; e fra le altre sono assai leggiadre due tavolette che gli fece fare, non ha molto, nella chiesa dei monaci di Classi il reverendo Don Antonio da Pisa, allora abate di quel monasterio; per non dir nulla di un infinito numero di grandi opere che ha fatto questo pittore. E’ per vero dire, se maestro Luca fosse uscito di Ravenna, dove si è stato sempre e sta con la sua famiglia, essendo assiduo e molto diligente e di bel giudizio, sarebbe riuscito rarissimo; perché ha fatto e fa le sue cose con pacienza e studio; ed io ne posso far fede, che so quanto gli acquistasse, quando dimorai due mesi in Ravenna, in praticando e ragionando delle cose dell’arte”.
Dal matrimonio con Elisabetta, nel 1531, nacquero Francesco (1544 – 1618) e Barbara (1552 – 1638), anche loro artisti, che seppero proseguire il sentiero tracciato dal padre, facendone propri modelli e modi espressivi.
Opere di Luca, Francesco e Barbara Longhi – la cui operosità è testimoniata da un ricco repertorio di madonne, ritratti e opere destinate alla devozione privata – sono oggi presenti in numerose pinacoteche di grande rilievo nazionale ed internazionale, tra cui Milano, Roma, Vienna, Dresda, Bucarest, Baltimora e Filadelfia.

Luca Longhi  interprete di punta, insieme a Innocenzo da Imola, Biagio Pupini, Bartolomeo Ramenghi, Girolamo Marchesi da Cotignola, di quella stagione artistica meglio conosciuta come il Classicismo di Romagna.
Nella ricorrenza del V centenario dalla nascita, il Comune di Ravenna, l’Assessorato alla Cultura e il Museo d’Arte della Città, promuovono una mostra presso la Loggetta Lombardesca con il contributo di Romagna Acque e BCC Credito Cooperativo ravennate e imolese, curata da Nadia Ceroni, Alberta Fabbri e Claudio Spadoni, per ricordare il profilo di un pittore che segnò, grazie anche alla sua operosa bottega, la storia del gusto nel territorio per quasi un secolo. Attraverso una selezione di opere, la mostra intende intrecciare il racconto del suo percorso grazie all’accostamento di dipinti altrimenti non visibili e restituire così il patrimonio civico alla complessa e inesausta rete di rimandi, derivazioni e aperture verso nuove letture.
L’impianto neoquattrocentesco delle prime opere mostra il debito verso la cultura dell’epoca influenzata da Marco Palmezzano, Nicolò Rondinelli e Francesco Zaganelli da Cotignola.
Le esitazioni degli esordi, mitigate da una gentilezza – cromatica e sentimentale – che trovava in Francesco Francia e nella cultura di corte bentivolesca l’antefatto più significativo, si sciolgono nelle opere della maturità in cui l’aspirazione ad una misura composta trova il suo naturale sbocco nel clima di raffaellismo dilagante. La compiutezza classica di Raffaello, al cui magistero si accosta direttamente con un’esercitazione sulla Santa Cecilia, trova in Longhi un’adesione personale che neanche il sacco di Roma, nel 1527, e la conseguente crisi, avrebbe potuto scalfire.
La maniera incalza e Vasari ne è il più convinto assertore. Quando i due si incontrano, nei primi mesi del 1548, qualcosa cambia nonostante per Longhi il linguaggio estenuato e ingioiellato di Vasari dovesse risultare poco convincente. La declaratoria per il ravennate non doveva aggiungere nulla alla vocazione devozionale del dipinto, e se nella ritrattistica sapeva trovare accenti di ponderata penetrazione psicologica, nella pala d’altare non rinuncerà mai al governo trinitario delle sacre conversazioni.
La composizione si complica e passata la metà del secolo registra aggiornamenti
verso la Maniera talora anche con vere e proprie citazioni. Nel settimo decennio fortuna e consenso lo accreditano presso la curia ravennate tanto che l’aumento delle commesse impone un’organizzazione più complessa della bottega. Sono i tempi dell’apprendistato dei figli Francesco e Barbara.
Quando gli effetti della Controriforma avranno penetrazione capillare con le prescrizioni del Cardinal Paleotti su come redigere le immagini sacre (1582), i due saranno già in linea, con una sensibilità austera e vocazionalmente normativa.
Già negli ultimi anni dell’attività di Luca si registra un ulteriore sforzo di aggiornamento sulla maniera bolognese di Lorenzo Sabbatini e di Orazio Samacchini. Le forme si fanno più tornite e i visi acquistano volumetrie traslucide e quasi metalliche. In Francesco si accentua la tendenza verso la retorica del gesto, anche se non manca qualche impaccio.
Nell’organizzazione della bottega, Barbara assicura la produzione dei capoletto, per lo più derivati dagli adattamenti paterni di modelli correggeschi e parmigianineschi. E se manca il fare in grande della coetanea Lavinia Fontana, non doveva sfuggire una certa curiosità verso la pittrice bolognese, avvertita come paradigma per il consenso che sapeva suscitare. Tuttavia in Barbara prevale una sensibilità delicata e cólta verso i temi delle sacre conversazioni o delle vergini protomartiri – è il caso di santa Caterina d’Alessandria dietro cui cela il proprio ritratto – che le valse la meraviglia dello stesso Vasari.
In occasione della mostra esce una pubblicazione pensata come traccia per la lettura dell’opera di Luca Longhi e della sua bottega, e corredata di itinerari che partono da Ravenna, con un percorso cittadino tra le chiese e i musei del centro storico fino a Sant’Alberto, e proseguono in Romagna, nelle direzioni di Cervia, Rimini, Santarcangelo, Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Forlì, Terra del Sole, Castrocaro, Faenza e Argenta. In larga parte sono pale a tutt’oggi situate agli altari per i quali sono state commissionate. Altari spesso in penombra, custodi di una Biblia Pauperum ricca di modelli figurativi e varianti che hanno formato il sedimento dell’immaginario di questo territorio.
La mostra gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna.

Info:
Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione
Nada Mamish – Francesca Boschetti
tel +39 0544 – 482017 – 482775 – fax +39 0544 212092

Orari mostra:  martedì, giovedì, venerdì e sabato: 9.00 – 13.30, 15.00 – 18.00; mercoledì: 9.00 – 13.30; domenica: 10.00 – 17.00; chiuso lunedì, 1° novembre, Natale e Capodanno

Ingresso : Pinacoteca + mostra intero 3 euro, ridotto 2 euro.

ELENCO OPERE

Dipinti per la committenza ecclesiastica

Luca Longhi, Sposalizio mistico di santa Caterina e i santi Sebastiano, Girolamo, Rocco e Benedetto, olio su tavola, cm 165 x 124, Ravenna, Museo d’Arte della Città.
Luca Longhi, Adorazione dei pastori, olio su tavola centinata, cm 169 x 100, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Deposizione dalla croce, olio su tavola, cm 46 x 52.5, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Madonna in trono con il Bambino fra i santi Benedetto, Paolo, Apollinare e Barbara, olio su tavola centinata, cm 169 x 100, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Martirio di sant’Ursicino, olio su tela, cm 255 x 155, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Invenzione della croce, olio su tela, cm 325 x 185, Ravenna, Cattedrale, già chiesa di San Domenico
Francesco Longhi, Decollazione del Battista, olio su tavola, cm 255 x 160, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Francesco Longhi, Crocifissione con la Madonna e i santi Giovanni Evangelista, Apollinare e Vitale, olio su tela, cm 306 x 211, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Francesco Longhi, Il Salvatore appare alla Madonna e alle beate Margherita Molli con Gentile Giusti, san Giovanni Evangelista con il donatore e un giovane con libro e squadra, olio su tela, cm 295 x 200, Ravenna, Biblioteca Classense, sala dantesca
Francesco Longhi, Madonna della Ghiara con le sante Lucia e Scolastica, olio su tela, m 245 x 170, Ravenna, Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.a.

Francesco Longhi, Crocifissione con la Madonna e i santi Giovanni Evangelista, Rocco e Nicola di Bari, olio su tela, cm 204 x 140, Ravenna, cattedrale, sacrestia
Barbara Longhi, Immacolata Concezione, olio su tela, cm 290×175, Ravenna, Seminario Arcivescovile
Francesco Longhi, Madonna con il Bambino, santa Giustina e san Paolo, olio su tela, cm 200 x150, Ravenna, chiesa di Santa Giustina
Barbara Longhi, Madonna con il Bambino e i santi Francesco e Chiara, olio su tela, cm 223 x 179, Proprietà privata
Barbara Longhi, Madonna del Carmine con i santi Carlo Borromeo, Simone Stock e le beate Margherita Molli e Gentile Giusti, olio su tela, cm 174 x 135, Russi, chiesa di Sant’Apollinare, già chiesa del Carmine
Francesco Longhi, Madonna con il Bambino e due santi, olio su tela, cm 300 x 202, Ravenna, Biblioteca Classense, sala dantesca

Preghiera e devozione privata

Luca Longhi, Cristo morto sorretto dagli angeli fra san Bartolomeo e l’abate di Classe, olio su tavola centinata, cm 169 x 100, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Adorazione dei pastori, olio su tavola, cm 88 x 73, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Madonna con il Bambino sotto il baldacchino retto da due angeli, olio su tela, cm 45 x 36.5, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Santa Caterina d’Alessandria, olio su tela, cm 41 x 34, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Santa Caterina d’Alessandria, olio su tela, cm 39 x 32, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Giuditta con la testa di Oloferne, olio su tela, cm 54.5 x 47, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Madonna con il Bambino e san Giovannino, olio su tela, cm 37 x 31.5, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Madonna con il Bambino dormiente, olio su tela, cm 37 x 31.5, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Madonna leggente con il Bambino, olio su tela, cm 35 x 28, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Natività, olio su tela, cm 41 x 48, Ravenna, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Luca Longhi, Deposizione, olio su tavola, cm 94 x 72.4, Ravenna, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Barbara Longhi, Sant’Agnese, olio su tela, cm 50 x 39, Forlì, Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A.
Barbara Longhi, Sant’Agnese, olio su tela centinata, cm 169 x 78.5, Ravenna, canonica della Cattedrale
Luca Longhi, Sposalizio mistico di santa Caterina alla presentazione di san Giuseppe, olio su tavola, cm 62.5 x 51.5, Faenza, Pinacoteca Comunale

Francesco Longhi (?), La Madonna con il Bambino e san Giovannino, olio su tela, cm 85 x 68, Forlì, Pinacoteca Civica
Francesco Longhi, Madonna con il Bambino e i santi Pietro e Paolo, olio su tela, cm 65 x 50, Argenta, Pinacoteca Civica
Barbara Longhi, Madonna che allatta il Bambino, olio su tela, cm 39 x 30, Proprietà privata
Barbara Longhi, attr.a, Madonna con il Bambino, olio su tela, Proprietà privata

La ritrattistica

Luca Longhi, Ritratto di Uomo d’arme, olio su tela, cm 150 x 100, Ravenna, Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.a.
Luca Longhi, Ritratto di Bartolomeo Dal Sale, olio su tela, cm 130 x 95, Ravenna, Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.a.
Luca Longhi, Ritratto di Raffaele Rasponi, olio su tela, cm 83 x 64, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Ritratto di Girolamo Rossi, olio su tela, cm 83 x 63, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Luca Longhi, Personaggio della Famiglia Lunari, olio su tela, cm 109 x 72, Forlì, Pinacoteca Civica
Luca Longhi, Ritratto di Giovanni Arrigoni, olio su tela, cm 83 x 62, Ravenna, Museo d’Arte della Città
Barbara Longhi, Ritratto di monaco camaldolese, olio su rame, cm 16,5 x 13, Ravenna, Museo d’Arte della Città

Il mito

Luca Longhi, Venere, olio su tela, cm 174 x 91, Collezione privata

Link: http://www.museocitta.ra.it

Email: ufficio.stampa@museocitta.ra.it