Dal 3 ottobre al 7 novembre 2010
Dopo le due mostre collettive La commedia umana di Balzac. Omaggio al romanziere assoluto ed Eroi Eroine. Iconologia e simulacro, il Castello di Rivalta presenta la mostra personale di Paolo Grassino.
Curata da Alessandro Demma e organizzata dal Comune di Rivalta di Torino e dalla Galleria Giorgio Persano, la mostra Paolo Grassino 2000… 2010 ripercorre le tappe fondamentali del lavoro, degli ultimi dieci anni, dell’artista torinese, una ricostruzione di quei passaggi sostanziali, di quelle trame che ha intessuto per costruire un percorso sulla realtà e la metarealtà, sul sogno e l’incertezza.
Nel suo intenso e tormentato percorso, Grassino ha trovato la direzione del suo incedere sul viale dell’arte: “una costante ricerca”, ha sottolineato Alessandro Demma, “sul significato dell’esistenza in cui ha sapientemente distillato la natura e l’artificio, la cultura letteraria e quella metropolitana, mettendo in scena una pièce che recita il dramma degli opposti: reale/immaginario, conscio/inconscio, luce/buio, rumore/silenzio, divenire/degenerazione, organico/inorganico.
La materia diventa forma, sostanza, elemento ora reale ora simbolico di un complesso “teatro dell’assurdo” in cui il ferro, la spugna, il nylon, l’alluminio, il polistirolo, la cera, la resina, il cemento, la luce e il suono, danno forma agli elementi di queste tranches de vie, di questi “documenti umani” dalle dimensioni drammatiche, oscure, impenetrabili; figure plastiche che
giocano un finale di partita tra realtà e immaginazione, tra vita e dimensione onirico-fantastica.
Quelli creati dall’artista torinese sono scenari insoliti e sorprendenti, corpi, oggetti e spazi, dove s’incontrano e s’inquietano il quotidiano e l’irreale, il banale e il perturbante.
I corpi che l’artista esplora sembrano ripercorrere la lezione di Artaud: il corpo delle sue sculture è un “corpo senza organi”. Privi di soggettività e d’organismo, i corpi di Grassino sono materia
autogenerantesi che rappresenta una condizione oggettiva di significato. Così, nella loro condizione di Semilibertà e di metamorfosi, le sculture umane e animali, i Travasi così come il Branco, diventano il logos della condizione esistenziale dell’essere umano, le superfici narrative di una complessa riflessione sulle condizioni sociali, politiche e culturali, “gusci” di vita, di storie e di memorie.
Un mondo tragico che l’artista torinese costruisce attorno a noi, un universo di materia e forma che infrange gli stati d’animo dello spettatore, che disorienta la percezione della realtà per accompagnarci in ambienti fantastici e irreali ma al contempo possibili.
Così Cardiaco, Madre, Deriva, e ancora le sue riflessioni sull’architettura e lo spazio, Armilla, Lavoro rende liberi, Rivolta, diventano gli scenari affascinanti di questi viaggi onirici, di questa dimensione surreale che racconta la realtà delle cose, di un “realismo magico” che divora lo spazio e il tempo della scena per colpirci e indurci a riflettere sulla nostra esistenza.
Info:
Castello di Rivalta di Torino, via Orsini 1, dal 3 ottobre al 7 novembre 2010
Inaugurazione sabato 2 ottobre 2010, ore 17
a cura di Alessandro Demma
Organizzazione e produzione: Comune di Rivalta di Torino, Galleria Giorgio Persano Torino
tel. 011.90455.57/85 – http://www.giorgiopersano.net