Un patrimonio artistico inestimabile, eccellenza della Cultura con la maiuscola, si rigenera e si riqualifica: rivivono le opere, tra cui dipinti e sculture, strappate alle tarme e all’oblio, per certi aspetti all’indifferenza istituzionale.
Grazie ad un importante finanziamento della Regione Campania, procede come suol dirsi a pieno ritmo, l’operazione di recupero – restauro “a porte aperte”, dei tesori d’arte dell’ospedale, ufficialmente chiamato: “Santa Maria del Popolo degli Incurabili”, che trovasi nel centro storico di Napoli e, precisamente, in via Maria Longo 50. Proprio in questo sito, si radicò nel Cinquecento (era il marzo del 1522), una forte vocazione assistenziale e sanitaria, specie in termini di qualità, efficienza e dignità, con la costruzione del Complesso degli Incurabili, voluta dalla beata Maria Lorenza Longo, religiosa catalana fondatrice a Napoli dell’ordine delle suore clarisse. Intanto, col trascorrere degli anni, il polo ospedaliero, fulcro della sanità napoletana, era divenuto purtroppo un luogo di degrado. L’iniziativa di cui trattasi, avviata da Regione, Asl NA1 e Soprintendenza al ramo, rientra nel progetto da 100 milioni di euro (durerà circa due anni), per la riqualificazione appunto dell’oramai storico presidio ospedaliero e del percorso museale degli Incurabili.
«Le indagini preliminari che stanno portando alla luce molti dati sulla storia del sito — ha assicurato Luigi La Rocca, capo dipartimento tutela del patrimonio culturale del ministero della Cultura —. Il progetto espositivo consentirà di realizzare una sezione permanente della collezione dedicata alla storia degli ospedali campani, al patrimonio artistico della Asl, alla medicina napoletana e scuola salernitana e che affiancherà la farmacia storica» (annessa).
Il direttore del Museo Arti sanitarie, Gennaro Rispoli, vuole inoltre creare «un percorso che coniughi opere d’arte come quadri, manufatti e architetture, con strumenti medici e ricostruzioni di ambienti clinici. Offrendo una narrazione in cui al centro rimane sempre l’uomo». In attesa del recupero di nuovi tesori artistici, Vincent Delieuvin, del dipartimento di pittura del museo del Louvre, ha descritto il lavoro di restauro che gli esperti stanno eseguendo sul dipinto: “La Pietà degli Incurabili”, realizzato nel sedicesimo secolo dal fiorentino Giuliano Bugiardini, mentre la restauratrice a livello mondiale, Cinzia Pasquali, alla quale sono stati affidati i lavori, ha ripercorso la difficile operazione che ha portato al recupero delle prime tre opere: il Cristo ligneo, il Martirio di San Bartolomeo (di Giambattista Tiepolo – 1722), e la Madonna Assunta, ritrovati in mezzo ad un compendio di altri manufatti.
«Una delle prime cose che abbiamo fatto — ha ricordato — è stata la disinfestazione perché gli insetti mangiavano i quadri e i tessuti. Poi la digitalizzazione in 3D e infine ci siamo dedicati al vero e proprio restauro di queste opere straordinarie».
L’iniziativa, avviata da Regione, Asl1 e Soprintendenza, rientra nel progetto da 100 milioni di euro per la riqualificazione dell’importante presidio ospedaliero e del percorso museale degli Incurabili. Il progetto di restauro riguarda opere che sono state per lungo tempo trascurate e sottoposte a condizioni ambientali poco adatte. Molte di esse, come detto dimenticate, si trovavano in ambienti umidi, poco ventilati e malcondizionati, situazione questa che ne ha compromesso la stabilità nel tempo, ragion per cui sono state trasportate alla Basilica paleocristiana di “San Gennaro Fuori le Mura”, al Vico San Gennaro dei Poveri, per un incisivo recupero. L’intervento non si limita ad un semplice restauro estetico, ma si estende ad una diagnostica approfondita. In questo modo si studiano in dettaglio materiali, tecniche di realizzazione e danni, per scegliere le misure migliori di conservazione.
Napoli ha avuto un ruolo fondamentale nella medicina europea per secoli e l’ospedale degli Incurabili è una testimonianza di questa tradizione. In tale contesto, poi, sembra scontato che i previsti interventi di restyling vengano estesi anche alla Basilica interna al prestigioso sito ospedaliero. ovvero la Chiesa di Santa Maria del Popolo agli Incurabili.
Costruita nel ’500 da un architetto del quale le fonti non ci hanno tramandato il nome, fu abbellita nel corso del ’700 con preziosi stucchi e con i dodici altari in marmo. Sulla vicenda dei crolli e dei rischi statici del complesso degli Incurabili, fortunatamente, non sembra essere calato il sipario: l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sta sensibilizzando eccome, le autorità preposte ad intervenire con tempestività, per salvare questo importante sito, al tempo stesso ospedale e museo.
<< Un progetto ampio e articolato. Tutelare questi beni significa salvaguardare la memoria collettiva e valorizzare l’identità storica di un luogo in cui salute, cultura e bellezza si intrecciano in modo esemplare>>, ha affermato tra l’altro Ciro Verdoliva, direttore generale Asl Napoli1 – Centro.
Insomma, un legame con il passato che pesa sul presente tutta la sua efficacia, in un rinnovato legame tra arte e scienza.
Autore: Gennaro D’Orio – doriogennaro@libero.it
