NAPOLI. Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi e Jago Museum : si rigenera il quartiere Sanità.

Rigenerare ed umanizzare la Cultura. Dopo quarant’anni di degrado, un nuovo spazio è diventato luogo restituito al quartiere Sanità (uno dei più difficili di Napoli), grazie all’opera di recupero ed alle sculture tra le più famose di Jago, prima come atelier del noto artista, che ha visto la realizzazione della Pietà, un’opera di grandezza naturale che rappresenta una rielaborazione, in chiave contemporanea, di un momento di raccoglimento e di dolore. E subito dopo, dal 2022, in esposizione permanente, corpo a corpo con la chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, magnifico edificio barocco e rococò, situato nell’omonima piazzetta, all’inizio dell’antico Borgo dei Vergini.
Dedicato al primo vescovo-patrono della città partenopea, il sacro complesso fu costruito nel 1633 e ricostruito circa un secolo dopo, a causa delle alluvioni che scorrevano nel Rione Sanità, dette lave dei Vergini. In origine, la chiesa era un monastero dedicato alla cura degli infermi del quartiere, in cui prestavano la propria opera i Crociferi, impegnati nell’assistenza ai malati in tutta la città di Napoli. Tuttavia fu presto abbandonata, a causa della distruzione causata dalle acque piovane, per cui il nuovo progetto, realizzato dagli architetti Bartolomeo e Luca Vecchione, collaboratori di Luigi Vanvitelli, fu posto in posizione sopraelevata rispetto alla strada, con una rampa di scalini in pietra lavica per preservare la chiesa dagli allagamenti.
Numerosi artisti diedero il loro contributo per la ricostruzione, con opere come le pale d’altare di Francesco La Marra e le tele di Domenico Mondo, ispirate a prototipi di Luca Giordano.
Oggi, come detto all’inizio, la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi è stata messa in sicurezza dopo 40 anni di abbandono per ospitare le opere di Jago, nel suo “Jago Museum”, richiamando probabilmente la lezione di Papa Francesco, riferita ai beni ecclesiastici, come risorsa da mettere a disposizione, specie per le persone che si trovano in situazioni di disagio.
Allo stesso modo, il Rione Sanità ha cercato nuove forme creative e coraggiose per manifestare la propria fede, come ha sottolineato don Antonio Loffredo (ex parroco), per esempio attraverso l’impegno nella valorizzazione-riqualificazione delle risorse del territorio, una delle esperienze più innovative in Italia.
La riapertura al pubblico della Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, avvenuta il 20 maggio 2023, è stata resa possibile da una convenzione firmata con il Fondo Edifici di Culto, e grazie al sostegno di Fondazione CON IL SUD, Fondazione di Comunità San Gennaro, insieme a Intesa Sanpaolo.
Nel 2021 la chiesa è diventata il laboratorio del noto artista Jago, un luogo che ha visto la realizzazione della Pietà, una scultura di grandezza naturale che rappresenta una rielaborazione in chiave contemporanea di un momento di raccoglimento e di dolore. Da citare, anche l’opera “Aiace e Cassandra”, che oggi arricchisce la collezione del presente all’interno della suggestiva Basilica, al cui interno si trova altresì la Cappella dei Bianchi, un vero e proprio tesoro con opere di artisti, come Giordano, Fracanzano e Vaccaro, mentre lungo le pareti laterali ben 12 tele raccontano storie di Sant’Antonio.
Nel 2018, vi è stato collocato il capolavoro: “Il Figlio Velato” dello scultore Jago, scolpito in un unico blocco di marmo e raffigurante un fanciullo coperto da un velo, che racconta la morte di tutti gli innocenti del nostro tempo. Il Figlio Velato si ispira al Cristo Velato, di Giuseppe Sammartino, che celebra il sacrificio di un uomo che muore per la collettività. L’opera di Jago, invece, fissa nel marmo la realtà contemporanea, costringendoci a confrontarci con una delle immagini che spesso ci lasciano indifferenti.
Tra le opere esposte: Self (2019), Apparato circolatorio (2017), Ego Laurentius (2007-2022), Minerale (2015-2017), David (2021), Venere (2018).
Tantissimi, i turisti provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, in visita a questi “scrigni d’arte”. Il tour, guidato allo Jago Museum a cura dei più che esperti “ragazzi della Sanità”, autentico capitale umano, ha una durata di 30 minuti, e il biglietto include l’ingresso alla vicina Basilica di San Severo fuori le mura che ospita, nella straordinaria Cappella dei Bianchi, la già menzionata opera : “ Il Figlio Velato”.
Insomma, Napoli che diventa ispirazione e meta, e il Rione Sanità che costituisce un’opera d’arte vivente, un mosaico di cambiamenti e trasformazioni, esempio “sul campo” di riscatto civile e sociale, ma soprattutto di inclusione culturale.
Un quartiere che, attraverso una valorizzazione continua del suo variegato patrimonio storico-artistico, sta tornando finalmente alla Luce (nome del progetto), ad illuminare meritatamente il Rione Sanità, altra meraviglia pulsante del cuore di Napoli.

Autore: Gennaro D’Orio – doriogennaro@libero.it