Archivi categoria: Restauri e recuperi

VICO EQUENSE (Na). La scoperta nella chiesa di Massaquano. Tornano a splendere gli affreschi.

Non finisce di riservare sorprese il restauro della cappella di Santa Lucia a Massaquano, un autentico scrigno d’arte che custodisce il ciclo pittorico del quattordicesimo secolo più completo della costiera sorrentina.
Nel corso degli attuali interventi di preservazione del monumento, finanziati con trentamila euro dalla Soprintendenza ai beni architettonici ed al paesaggio con fondi del ministero dei Beni Culturali, sono emerse interessanti tracce pittoriche nella lunetta esterna alla cappella, sita nell’area che sormonta via Santa Caterina. Nella parte inferiore della lunetta, che presenta lo stile gotico del XIV secolo, sono state rinvenute delle tracce originali di colore con raffigurazione parziale di Santa Lucia e con il simbolo iconografico, gli occhi che ricordano il martirio, della celebre vergine di Siracusa.
Oltre a questo intervento che sta rivalutando l’esterno della cappella le operazioni di restauro coordinate da Cinzia Giacomarosa ed eseguite unitamente a Emanuela Cetrangolo e Daniela Di Leo hanno interessato il portone in castagno del monumento, restituito all’originale colore. Evidenziati, grazie alla rimozione dello strato di vernice verde, le linee architettoniche gotiche della massiccia struttura dove sono state scoperte due finestrelle con croce lignea centrale che permettono di scrutare all’interno della cappella ammirandone la parete frontale con le varie scene affrescate. Ai lavori che hanno riguardato il portone ha collaborato anche l’artigiano locale Vincenzo Esposito su invito del parroco don Antonio Guida, artefice fin dal 1986, dopo un oblio di oltre un secolo, del ritorno alla luce e del restauro degli affreschi di scuola giottesca della cappella ubicata nel centro della frazione di Massaquano.
Nella prossime settimane è prevista la conclusione dei lavori, in modo da permettere i riti della festa di Santa Lucia, tra cui il pittoresco lancio delle «nocelle», che ricordano le pupille delle santa, dal tetto della cappella.
Gli interventi in corso stanno riguardando anche l’estrazione dei sali superficiali comparsi in parti degli affreschi ed il consolidamento e fissaggio di alcune parti di colore ed intonaco, con ritocco delle superficie dipinte.
Inoltre, eseguiti gli interventi portalino di ingresso della cappella, elemento architettonico realizzato all’epoca in tufo grigio. «
Con questi ultimi restauri – afferma don Antonio Guida – la cappella sta in parte riacquistando l’antico splendore, restituendo agli appassionati d’arte altre tracce significative del nostro passato».
Un monumento unico nel suo genere, sorto nel 1385 grazie al presbitero Bartolomeo de Cioffo, antenato della famiglia Cioffi che per secoli ha avuto il patrocinio della cappella, ubicata in un’area dove sono molteplici i beni architettonici da valorizzare.
Non a caso il Comune ha da tempo progettato un intervento di riqualificazione urbana di tutta l’area del centro di Massaquano: «Si tratta di un insediamento urbano – afferma Ida Maietta, responsabile di zona della Soprintendenza – molto interessante per la presenza di stratificazioni monumentali che testimoniano il passaggio di vari stili artistici legati a diverse fasi di sviluppo sociale».

Autore: Umberto Celentano

Fonte:Il Mattino

VERONA. Aziende adottate un monumento.

Pulire e restaurare i tanti monumenti della città è dispendioso e soprattutto un lavoro continuo. Per questo le amministrazioni devo escogitare nuovi modi per finanziare queste attività che mantengono attraenti agli occhi dei turisti le bellezze artistiche e architettoniche di Verona.
Un’idea viene dall’assessore all’edilizia pubblica, Vittorio Di Dio, che, sostenendo che le opere di restauro portano via oltre il cinquanta per cento del bilancio del suo assessorato, ha intenzione di mettere in piedi un progetto di «adozione» dei monumenti cittadini.
Una sorta di campagna simile a quella adottata da molti Comuni della provincia per mantenere in buono stato le aiuole delle tante rotonde sorte negli ultimi anni.
Con un progetto in stile «Adotta un monumento» si potrebbe così far ricadere le spese per il restauro delle opere architettoniche cittadine su facoltosi sponsor.
E Di Dio sostiene di aver già preso contatti con alcune aziende di calibro internazionale che si sarebbero dette disposti a ripulire dai segni del tempo e degli agenti chimici e atmosferici i monumenti che ne avrebbero bisogno.
E la mente dell’assessore va subito a due delle principali porte cittadine: Porta Nuova e Porta Palio. Dice infatti: «Sono opere importanti della città perché rappresentano un biglietto da visita per chi arriva da fuori Verona e hanno grande necessità di interventi». E aggiunge: «Si tratterà in primo luogo di verificare la fattibilità con la Sovrintendenza ai beni artistici e, in relazione anche con il nuovo regolamento sugli appalti pubblici, mi auguro che presto questa iniziativa diventi un progetto concreto».
Per l’assessore però il coinvolgimento degli sponsor non dovrebbe essere un problema.
Spiega infatti: «Verona ha un grande richiamo internazionale a livello turistico e i turisti richiamano anche l’attenzione di grandi sponsor poi, ovviamente, anche le conoscenze fanno la loro parte».


 

Fonte:L’Arena

SEGGIANO (Gr). Il San Francesco di Bernardino Mei (sec. XVII).

Presentazione al pubblico del dipinto dopo il restauro.
Sabato 18 agosto nel palazzo comunale di Seggiano (GR)  il Sindaco Daniele Rossi, il Dott. Fabio Torchio della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle province di Siena e Grosseto e il restauratore prof. Andrea Granchi presenteranno alla popolazione l’importante e inedito dipinto, recentemente ritrovato, raffigurante S. Francesco.
L’opera appartenente all’antica Compagnia del Corpus Domini è stata riscoperta fortuitamente nel 2005 in un oratorio del paese ed era in cattive condizioni di conservazione.

La tela è stata oggetto  tra il 2006 e il 2007 di un complesso intervento di restauro diretto da Fabio Torchio che ne ha riportato in evidenza la straordinaria qualità pittorica consentendo di attribuire la tela riscoperta all’importante pittore senese Bernardino Mei.
Il restauro è stato condotto a Firenze dallo Studio Granchi di Giacomo Granchi con la collaborazione tecnica di Andrea Granchi e Maria Bisi.
L’opera sarà visibile al pubblico dal 18 agosto nei rinnovati spazi del Centro di Documentazione Permanente destinati alla costituenda Pinacoteca Civica nel palazzo del Comune di Seggiano.

Info:
Sabato 18 agosto alle ore 17, presso il Centro di Documentazione Permanente del Comune di Seggiano  – Via Trento e Trieste 19, Seggiano (GR) – Tel: 0564.950925

Email: studiogranchi@tiscali.it

SAN BENIGNO CANAVESE (To). Il Chiostro settecentesco dell’Abbazia di Fruttuaria. Un restauro in cammino.

Inaugurazione: Venerdì 22 giugno 2007 ore 18,00.

L’attuale chiostro settecentesco è sorto sulle strutture del precedente chiostro dell’ Abbazia benedettina di Fruttuaria e rappresenta l’elemento di cerniera di tutto il complesso religioso.

Il restauro che si presenterà venerdì 22 giugno rappresenta un nuova tappa, la terza, del lungo cammino di restauro e recupero della struttura settecentesca che agli albori del terzo millennio si presentava in condizioni di elevatissimo degrado.

Dopo il restauro delle coperture e delle facciate interne, con questo nuovo intervento interamente finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata effettuata la canalizzazione delle acque piovane che da tutti i tetti dell’Abbazia, della Canonica e di parte dell’Istituto Salesiano confluiscono nel chiostro, è stata rimossa la pavimentazione in battuto di cemento ed è stata realizzata una nuova pavimentazione in lastre di pietra di Luserna.
La nuova pavimentazione sia nello spazio interno sia nell’anello porticato ha permesso il recupero di un ampio spazio, comodamente calpestabile e fruibile in futuro per manifestazioni di carattere culturale di altissimo livello. 
E’ stata predisposta una rete elettrica di illuminazione che quando sarà attiva potrà illuminare sia gli spazi aperti che per gli spazi coperti.
Sono state restaurate le murature e gli intonaci di pareti e volte dei lati sud ovest e nord.
I lavori nel lato est hanno riservato insperate sorprese restituendo alla luce, sotto stati di intonaco e di muratura tracce significative delle diverse fasi di vita del complesso.

Il futuro restauro dei ritrovamenti del alto est potrà restituire alla vista la coppia di bifore con capitello e colonnina in muratura intonacata della fase romanica e comprendere come  questa fase, annullata da un significativo intervento quattrocentesco, possa legarsi con le possenti colonne di quella che si ipotizza essere stata la sala capitolare del complesso abbaziale.

Oltre alla coppia di bifore romaniche è stato rinvenuta un’arcata con formelle in cotto e superficie decorata da rare figure antropomorfe stilizzate tra racemi vegetali, trasformati in elementi geometrici della fase quattrocentesca.

Si auspica che prossimi finanziamenti possano consentire la prosecuzione dei lavori, il completamento dell’impianto di illuminazione e il recupero del secondo ordine con la creazione di uno spazio per mostre.

Info:
Proprietà : Demanio dello Stato – Istituto Salesiano
Finanziamenti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Progetto e Direzione Lavori: Giuse Scalva – Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Piemonte
Impresa: Bona 1858 – Vercelli.

MILANO. Brera mai vista: San Gerolamo penitente di Giovanni Contarini.

Curatori : Valentina Maderna, Cristina Quattrini, Matteo Ceriani
La ventesima edizione di ‘Brera mai vista’ presenta al pubblico della Pinacoteca il San Gerolamo penitente di Giovanni Contarini (Venezia, 1549 – ante 1604), dopo il restauro effettuato e generosamente offerto da Barbara Ferriani.
Nato in una famiglia agiata e dedicatosi agli studi letterari, divenendo notaio, il Contarini, sedotto dall’arte di Tiziano, scelse la pittura per vocazione. Tardomanierista non indistinto, produsse ritratti, racconti biblici e favole mitologiche, che gli valsero notevole popolarità, tanto da essere accolto come pittore alla corte di Rodolfo II a Praga e dell’Arciduca Ferdinando II a Innsbruck; nominato cavaliere, torno’ a Venezia prima della metà degli anni novanta del Cinquecento; dipinse molti quadri da cavalletto (quasi del tutto perduti) per amici intellettuali e ricchi mercanti ed esibi’ il suo stile dai colori preziosi su grandi pale per chiese della città e su teleri celebrativi in palazzo Ducale.

Nel San Gerolamo penitente della Pinacoteca di Brera il Contarini ottiene effetti di grande naturalezza, grazie all’impiego di una luce morbida, che percorre il corpo del vecchio in preghiera, indugia sul bel ritratto, penetra con toni profondi la veste e trascorre in un cielo tormentato, tutto tizianesco.
Il dipinto pervenne alla Pinacoteca di Brera nel 1811, sottratto all’altare maggiore della chiesa di San Girolamo di Serravalle presso Treviso, a seguito della soppressione del convento di monache benedettine. Come e’ emerso dalle ricerche compiute da Annalisa Bristot, autrice del catalogo-dossier e da tempo studiosa dell’artista, la commissione dovette avvenire intorno al 1576, anno di intitolazione al santo e consacrazione dell’altare che la conteneva. Il dipinto braidense rappresenterebbe dunque la prima opera conosciuta di Giovanni Contarini, pittore ancora per molti versi misterioso a ragione delle lacune documentarie riguardanti la vita e la produzione pittorica, che conta un unico dipinto datato: La comunione degli Apostoli di Dignano d’Istria del 1598.

Se il prepotente influsso tizianesco degli anni giovanili, avvertibile nelle due tele della Pinacoteca Querini Stampalia con il Sacrificio d’Isacco e Davide che suona la cetra, rimane una costante di tutta la sua produzione, le esperienze successive lo porteranno a conoscere l’arte elegante dei Salviati, come dimostra il Cristo portato al sepolcro nella chiesa veneziana di San Nicolo’ dei Tolentini e soprattutto il luminismo acceso del Tintoretto. Il periodo piu’ documentato della sua opera pittorica, che coincide con l’ultimo decennio del Cinquecento, e’ caratterizzato infatti da modi eclettici, vicini a quelli di Palma il Giovane, evidenti nella Cacciata degli Ariani dei Frari, nel Ritratto del doge Marino Grimani e nella fastosa Battaglia di Verona, entrambe nella Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale. Il suo capolavoro, la Nascita della Vergine, si conserva a Venezia nella chiesa dei Santi Apostoli e segna il raggiungimento di un linguaggio maturo, dove i prestiti si compongono in una felice vena espressiva. I diciassette scomparti nel soffitto di San Francesco di Paola a Venezia, l’impresa piu’ impegnativa e celebrata dell’artista, eseguiti ormai nei primi anni del XVII secolo, preannunciano i modi stanchi dell’attività estrema.

Il restauro del San Gerolamo braidense, illustrato nel catalogo da Barbara Ferriani, e’ dunque occasione per mettere a fuoco questa elusiva e interessante figura del tardo Manierismo veneziano. La mostra e’ stata realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Testi di Annalisa Bristot e Barbara Ferriani

Opera esposta: Giovanni Contarini (Venezia, 1549 – ante 1604) ‘San Girolamo penitente’, Olio su tela, cm 208 x130. Reg. Cron. 124. Dalla chiesa di San Girolamo a Serravalle (Treviso).

Info:
Pinacoteca di Brera  – via Brera, 28 – Milano
Orari : 8.30 -19.15 da martedi’ a domenica
Ingresso: – 5 (compreso Pinacoteca) – 2,50 ridotto
fino al 10/9/07

Fonte:Undo.net