Archivi categoria: Restauri e recuperi

LONDRA. Il capolavoro di Tiziano riscoperto: era nei depositi della National Gallery da novant’anni.

Era alla National Gallery, a Londra, dal 1924, acquistato per una piccola somma, ritenuto di scarso valore e perciò relegato nei depositi del museo, dove è rimasto fino a quando, durante questo mese, sulla rivista Burlington non è apparso un articolo che attribuiva questo ritratto di gentiluomo addirittura al grande Tiziano.
Il gentiluomo che appare sulla tela è un noto medico coevo dell’artista, Girolamo Fracastoro, che fu uno dei primi a studiare le malattie veneree e, in particolare, la sifilide. Gli storici ipotizzano che Tiziano Vecellio realizzò il dipinto proprio per retribuire il servizio dello specialista, che lo aveva aiutato a curarsi. 
La notizia è stata riportata da The Guardian, che ha intervistato il direttore della National Gallery, Nicholas Penny, che ha spiegato che, con questa attribuzione, la National Gallery diventa, insieme al Prado di Madrid, il museo che può vantare, fuori dall’Italia, una delle più interessanti collezioni al mondo del grande maestro veneto, grazie alle acquisizioni, avvenute nel 2009, di altre due tele “Diana e Atteone”  e “Diana e Callisto”, e grazie ai dipinti acquisiti in passato, come ‘Bacco e Arianna’ e ‘Noli me tangere‘, ‘La morte di Atteone’,Cristo della moneta’.

Autore: Nicoletta Speltra

Link: http://www.arte.it

Fonte:Arte.it

VENEZIA. Scoperto un Carpaccio nei depositi del Correr.

Nei depositi del Museo Correr di Venezia è stata fatta una straordinaria scoperta: un’importantissima Pietà è stata riconosciuta e «restituita» a Vittore Carpaccio da Giorgio Fossaluzza.
Lo annuncia il settimo numero del Bollettino dei Musei Civici Veneziani, spiegando che l’opera di Carpaccio si viene ad aggiungere alla Madonna con il Bambino ricondotta allo stesso autore nel 2011, dopo che il restauro aveva permesso di leggere la firma «Vethor Scharpaco».
L’assegnazione ora, per opera di Giorgio Fossaluzza, della Pietà n. 1088 dei depositi del Correr al corpus dell’artista veneziano, autore delle storie di Sant’Orsola, risulta di assoluto rilievo, aprendo prospettive inedite sulla fase giovanile di Carpaccio, così rara di esempi nonostante i recenti recuperi.
Collocabile sul finire degli anni Ottanta, la tavola con la Pietà di nuova attribuzione (cm 60,1×82,2) sarebbe infatti preceduta unicamente dalla Madonna con il Bambino rinvenuta nelle stesse raccolte di Teodoro Correr.
Originalissima sarebbe poi la scelta del tema per il quale Carpaccio, pur ancora legato al magistero belliniano, sembra rifarsi a modelli devozionali di matrice nordica e soprattutto alle posture e gestualità di qualche gruppo plastico. (Ansa)

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it, 15 feb 2013
 

ASSISI (Pg). La mano di Giotto negli affreschi della cappella dimenticata?

La notizia sta già facendo il giro del mondo: ad Assisi sono stati rinvenuti altri affreschi da attribuire con ogni probabilità a Giotto. La scoperta nella cappella di San Nicola, situata sulla destra dell’altare nella Basilica inferiore di San Francesco, uno spazio uscito ora da un restauro durato due anni e mezzo e a lungo rinviato. Sono immaginabili, quindi la sorpresa e l’entusiasmo dei restauratori, quando, durante la ripulitura delle pareti, hanno visto emergere gli affreschi contrassegnati da una sigla GB che rimanda proprio alle iniziali del nome Giotto di Bondone.
La scoperta arriva ad un anno esatto da quella della medievalista Chiara Frugoni, che individuò in uno degli affreschi giotteschi un profilo di diavolo tracciato tra le nuvole.
Riguardo la paternità di Giotto per gli affreschi della cappella di San Nicola, non ha dubbi il capo restauratore Sergio Fusetti: ‘Si tratta di una delle prime opere della sua vita artistica e ha una grande importanza per ricostruire la cronologia della sua attività e di quella della Bottega’ , ha dichiarato all’ANSA.
‘Per tanti anni questa cappella è stata chiusa. Veniva utilizzata, ma raramente, dai frati come punto di ascolto. Ora il restauro consentirà di apprezzare la bellezza e la ricchezza degli affreschi  in cui si rileva la presenza di oro zecchino, perché si trattava della decorazione pittorica della cappella funeraria di Gian Gaetano Orsini, giovane diacono prematuramente scomparso, voluta da suo fratello, il cardinale Napoleone’, ha spiegato ancora Fusetti.
Ora si attende l’inaugurazione ufficiale della cappella da parte del ministro ai Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, programmata per il giorno di San Nicola, il 6 dicembre prossimo.

Fonte: http://www.arte.it , 7 nov 2012

VENARIA REALE (To). La Crocifissione del Tintoretto.

Fino al 14 ottobre 2012, è possibile ammirare il capolavoro della Crocifissione del Tintoretto presso la Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto della Reggia di Venaria.
L’opera, conservata presso i Musei Civici di Padova – Museo d’Arte, è stata oggetto di restauro da parte del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale. Questo importante intervento ha confermato l’attribuzione del dipinto a uno dei più grandi artisti del Cinquecento Veneziano, Tintoretto per l’appunto.
Nel marzo 2012 i Laboratori di Restauro del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, diretti da Pinin Brambilla Barcilon, hanno accolto la grande Crocefissione di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, avendo così la straordinaria opportunità di operare sul capolavoro di uno più importanti artisti veneziani del XVI secolo, di cui si è appena conclusa una mostra monografica presso le Scuderie del Quirinale a Roma.
Grazie alle diverse competenze presenti al CCR di Venaria (storici, diagnosti, restauratori) il dipinto è stato oggetto di un progetto interdisciplinare di ricerca. L’intervento di restauro è stato preceduto da un’ampia campagna diagnostica non invasiva che, utilizzando avanzate strumentazioni come la radiografia digitale, ha fornito informazioni inedite sulla realizzazione dell’opera. I dati emersi dalla radiografia, incrociati con gli esiti delle indagini multispettrali e con le osservazioni compiute dai restauratori in corso d’opera, passate al vaglio degli esperti, hanno offerto un’interessante conferma e precisazione della cronologia del dipinto e per una migliore conoscenza del modus operandi dell’artista. Di particolare significato è risultato il confronto con le indagini multispettrali condotte dal Dipartimento di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo sulle opere di Tintoretto di datazione coeva.
A conclusione dell’importante intervento di restauro dell’opera si intende ora rendere pubblici gli esiti degli studi scientifici. In accordo con il CCR di Venaria e con la Direzione dei Musei Civici di Padova il Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale esporrà il dipinto all’interno del locale della Sacrestia nella Cappella di Sant’Uberto fino al 14 ottobre 2012.
Tale ambiente, inserito nell’itinerario di visita della Reggia e quindi dotato dei sistemi di sorveglianza, sicurezza e climatizzazione comuni all’intero complesso, permette ai visitatori di concludere il percorso con la visione di quest’opera straordinaria e di approfondirne alcuni aspetti.
L’allestimento, realizzato per l’occasione, prevede infatti un apparato grafico con testi dedicati all’artista, alla storia e all’iconografia dell’opera, nonché agli esiti delle indagini realizzate nel corso del restauro; un video progettato dai tecnici del laboratorio di Imaging del CCR di Venaria fornirà inoltre un ulteriore supporto visivo e di comunicazione.
L’importante apparato didattico seguirà l’opera al momento del rientro ai Musei Civici di Padova, dove, per un periodo che va dal 19 ottobre al 18 novembre 2012, le verrà riservata una sala espositiva.

Info:
tel: 011 4992333
Prezzo: visita compresa nell’ingresso alla Reggia: intero € 12,00 – ridotto € 7,00
Luogo: Chiesa di Sant’Uberto – Reggia di Venaria Reale
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì: dalle ore 9.00 alle 17.00
sabato e domenica: dalle ore 9.00 alle 20.00
lunedì: chiusura (tranne eventuali giorni Festivi, che hanno gli stessi orari della domenica)

L’AQUILA. Restauro de Il ritrovamento della vera croce di Giulio Cesare Bedeschini.

Presso il Teatro della Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro, in occasione della giornata ASPETTANDO IL PREMIO ROTONDI ai Salvatori dell’Arte, è stata presentata l’adozione ed il restauro da parte del laboratorio Nicola Restauri di Aramengo (ASTI) di un capolavoro della pittura abruzzese degli inizi del ‘600, il ”Il ritrovamento della vera croce” di Giulio Cesare Bedeschini.
Nicola Restauri, perseguendo i suoi scopi di salvaguardia dei beni artistici, aveva già contattato gli Enti abruzzesi per mettere a loro disposizione a titolo gratuito le proprie competenze e professionalità, ma il desiderio di collaborazione si è concretizzato nell’ambito dell’edizione del Premio Rotondi ai Salvatori dell’Arte 2010 (premio che i Nicola ricevettero per la sezione Italia nel 2002). Qui è maturata la decisione da parte di Nicola Restauri di finanziare e realizzare il restauro della pala del Bedeschini , l’opera in condizioni peggiori tra quelle esposte nella mostra “Le Madonne ferite”. Il parziale crollo della Chiesa di San Francesco di Paola a L’Aquila, in seguito al sisma, aveva coinvolto anche il dipinto. L’opera era rimasta per lungo tempo sotto le macerie a contatto con l’umidità diretta ed indiretta che aveva causato gravi danni alla pellicola pittorica e alla tela di supporto già compromessa da grandi sfondamenti, strappi e accartocciamenti, soprattutto nella parte inferiore.
Le operazioni di restauro, di notevole complessità e delicatezza (per il quale la Soprintendenza aquilana aveva stimato un costo di 20.000 €) sono durate circa 9 mesi.
Il restauro è avvenuto sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte (Dott.ssa Valeria Moratti) su incarico della Soprintendenza B.S.A.E. per l’Abruzzo L’Aquila (Dott.ssa Caterina Dalia) in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali della Curia Arcivescovile dell’Aquila (Dott.ssa Giovanna Di Matteo).
Dopo una prima messa in sicurezza, funzionale al trasporto dal Museo di Celano al laboratorio di Aramengo, l’opera è stata sottoposta ad un delicato intervento conservativo che ha previsto l’asporto delle foderature eseguite in precedenti restauri, lacerate e ormai invase dalle muffe, il ripristino della planarità del dipinto in camera a vapore con il riposizionamento corretto e sutura dei numerosi strappi, innesti di tela antica nelle parti andate perdute, una nuova foderatura di rinforzo ed un nuovo telaio. L’intervento di pulitura è stato preceduto e accompagnato da indagini strumentali non distruttive all’UV e con Riflettografia in IR; quest’ultima ha rivelato la presenza di alcuni pentimenti dell’autore in corso di esecuzione del dipinto e l’eliminazione di un personaggio dalla scena. La reintegrazione pittorica, lunga e laboriosa è stata eseguita in tono su una stuccatura leggera in lieve sottolivello. Le numerose mancanze di colore sono state ricostruite utilizzando a guida l’immagine del dipinto integro, così com’era prima del sisma.
Hanno lavorato: Gian Carlo Tognin e Marco Massaglia per l’intervento conservativo della tela di supporto, Nicola Pisano per le analisi strumentali UV e IR e la pulitura, Adriana Tognin per la stuccatura, Rita Vai ed Anna Rosa Nicola per la reintegrazione pittorica, Andrea Lombardini per le fotografie.
Le operazioni di restauro (dal ritiro fino alla presentazione estetica finale) sono state oggetto di un documentario realizzato da Marta Ghelma, Davide Scagliola e Bruno Zanzottera di Parallelo Zero.
Dichiara Anna Rosa Nicola: “Vedendo i danni provocati dal sisma ci siamo resi conto che il nostro intervento era ben poca cosa. Ci siamo quindi attivati per dare seguito all’appello del Premio Rotondi ad adottare le opere d’arte terremotate cercando di coinvolgere clienti e visitatori a contribuire con nuove adozioni. Sono state adottate altre 6 opere, altre due adozioni sono in corso”.

Restauro ad opera di:
Nicola Restauri Srl – Restauro Opere d’Arte – Via Mazzini, 8 – 14020 ARAMENGO (At).
Tel. 0141909125 – fax 0141909170

Link: http://www.nicolarestauri.com

Email: info@nicolarestauri.com