Archivi categoria: Musei

CITTA’ DEL VATICANO: Ingresso ai Musei a 12 € ma il biglietto dura 5 giorni.

E’ aumentato del venti per cento il biglietto dei musei Vaticani, che però “raddoppiano” anche con il museo storico di San Giovanni in Laterano. Dall’inizio dell’anno, infatti, il costo del biglietto è salito da 10 a 12 euro, il prezzo più alto del nostro paese anche se con lo stesso biglietto è possibile visitare il piano nobile del palazzo Laterano. I Vaticani, che superano stabilmente i due milioni e mezzo di ingressi annui, sono il museo più visto del Bel Paese.

Autore: Redazione

Fonte:La Repubblica – Il Venerdì

BENI CULTURALI: IL CRETTO DI BURRI HA BISOGNO DI PIU’ SPAZIO

PALERMO, 16 GEN – ”Attueremo tutte le opportune iniziative affinche’ il Cretto di Burri a Gibellina (Trapani) sia completato al piu’ presto”. Lo ha detto il presidente dell’ Assemblea Regionale Siciliana Guido Lo Porto durante la presentazione del libro d’ arte ”Gibellina dalla A alla Z” edito dal comune in occasione del 36/o anniversario del terremoto della valle del Belice. Il ”Grande Cretto” di Alberto Burri ricorda e simula la crepa del terreno causata dal terremoto, quasi immortalando il momento del disastro. Parte dell’ antico centro abitato e’ ora coperta da una delle piu’ celebri e estese realizzazioni di Land-Art esistenti al mondo: una coltre di cemento bianco a forma di quadrilatero irregolare di circa 300×400 metri, gettato come sudario sui resti della citta’ distrutta. ”Interverremo sull’ assessorato regionale al Territorio – ha aggiunto Lo Porto – affinche’ sblocchi il vincolo sull’ area, considerata parco extraurbano o predisporremo un’ iniziativa legislativa che permetta di superare il vincolo. Abbiamo inoltre sollecitato l’ assessore regionale ai Beni culturali, che si e’ detto subito disponibile, affinche’ individui la copertura finanziaria di un milione e 500 mila euro, necessaria per il completamento dell’ opera”.(ANSA). MIR

CATANIA: 2005 musei diocesani sul Web.

L’annuncio al convegno di Catania: tutti i beni culturali saranno catalogati e accessibili in rete. Intanto anche tutte le chiese italiane verranno censite.

L’Anno santo non è passato invano, per i beni culturali ecclesiastici. Nel fatidico 2000 sono stati infatti ben 30 i musei d’arte sacra (comprendendo non solo le pinacoteche ma anche le biblioteche, gli archivi ecc.) inaugurati o rinnovati profondamente nelle strutture. Nel 2001 se ne sono poi contati nove, quindi 18 nel 2002 e 17 quest’anno, con due importanti avvenimenti: l’inaugurazione della collezione d’arte religiosa moderna della Fondazione Lercaro a Bologna e la prossima apertura, il 12 dicembre, del museo diocesano di Palermo, atteso davvero da molto tempo.

Quest’ultima buona notizia è stata annunciata ieri nel corso del convegno nazionale dell’Amei, l’Associazione musei ecclesiastici italiani, in corso nella stupenda cornice del museo diocesano di Catania, un’opera forse unica in Italia per la qualità non solo degli oggetti esposti ma anche dell’allestimento e del progetto, che ha saputo coinvolgere le istituzioni pubbliche. Insomma l’onda lunga del Giubileo continua. Lo ha rilevato a chiare lettere, nel suo intervento il vicepresidente dell’Amei, Carlo Tatta: “Oggi siamo investiti da una nuova e sempre più accentuata sensibilità verso il patrimonio artistico, con una vistosa vivacità di iniziative che segnano un forte richiamo per l’arte. C’è oggi una sorprendente domanda di cultura, senza precedenti, basti considerare i flussi " migratori" di gruppi organizzati e non di visitatori verso le grandi mostre che si allestiscono un po’ dovunque”. Proprio per “…evitare il rischio di una riduzione del Museo ecclesiastico alla stregua di semplice oggetto di " consumo culturale" rivolto alla generalità dei visitatori o di oggetto per l’appagamento di élite di appassionati cultori o specialisti” occorre, secondo Tatta, un “processo di evangelizzazione della cultura” di cui i musei religiosi possono “essere parte decisamente innovativa”.

Questo dato epocale di un nuovo interesse per l’arte sacra è stato confermato da Dominique Ponnau, del Louvre di Parigi, il quale ha detto che “questa sensibilità si sta sviluppando anche nella laica Francia, al punto di poter parlare di una vera e propria " resurrezione" di questa materia”. Secondo Ponnau, “… la sacralità degli oggetti religiosi e liturgici nei musei non è minore di quella delle reliquie: dobbiamo interpretare lo spartito che da essi ci viene proposto, spartito che è poetico, pedagogico, spirituale”.

Carità dell’intelligenza, dice Tatta, e monsignor Crispino Valenziano rafforza il concetto parlando di “responsabilità della bellezza”: qui i fatti non mancano, e ha provveduto sempre l’Amei a darne eco.

Proprio al convegno è stata presentata una bella pubblicazione, curata dall’Amei, di guida a tutti i musei religiosi della Sicilia.

Per la prima volta saranno catalogate tutte le chiese esistenti in Italia perché diventino un patrimonio culturale suscettibile di maggiore tutela e, soprattutto, possano svolgere funzione di volano per gli itinerari del turismo culturale.

Monsignor Giancarlo Santi, presidente e fondatore dell’Amei, ha dichiarato: “Ci incontreremo a Roma il prossimo 12 dicembre per varare ufficialmente il programma di censimento delle chiese sul territorio nazionale. È giunta l’ora di conoscerne l’esatto numero. L’operazione sarà resa possibile da un programma informatico appositamente studiato. La finalità è squisitamente pratica: serve, infatti, a favorire non solo la valorizzazione ma anche la protezione dei beni culturali conservati in queste strutture”.

Non solo: entro il 2005 il progetto " Ecumene" consentirà di mettere in rete la documentazione completa di tutti i beni culturali delle diocesi (artistici, architettonici, archivistici e bibliotecari). Insomma tutto lo scibile dello scibile cristiano in Italia sarà accessibile sul Web.

Altra buona novità è la collaborazione fra musei e università nella formazione del personale, e anche in questo i musei ecclesiastici dimostrano di essere oggi all’avanguardia. L’Università Cattolica di Milano, di concerto con l’Amei e sotto la direzione scientifica di Alberto Cova, proporrà dal 17 gennaio al 27 marzo 2004 un Corso di alta formazione per responsabili dei musei diocesani (per informazioni telefonare allo 02/72345701).

Autore: Domenico Montalto

Fonte:AV Avvenire

TORINO: Louvre MOMA Hermitage e Nuovo Museo Egizio.

Louvre, MoMA di New York, Hermitage di San Pietroburgo, Centre Pompidou, Museo Nazionale Svizzero, Asian Art Museum di San Francisco. Questi alcuni dei musei che hanno già collaborato, insieme a molti Istituti Italiani di Cultura all’Estero, al programma di ricerca fortemente voluto dal Ministro Giuliano Urbani in vista dell’imminente rinnovamento del Museo Egizio di Torino, che ospita una fra le collezioni egizie più importanti al mondo.

‘Close(d) to meet you’, cioè ‘chiuso per incontrarti’, ma anche ‘prossimo a incontrarti’.

Questo il titolo del progetto di ricerca finalizzato al rinnovamento del Museo delle Antichità Egizie di Torino, realizzato dall’Ires-Piemonte su richiesta del Comitato Esecutivo per il Museo Egizio e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Quasi cinquanta i conservatori, i museum professionals e gli esperti – italiani ed esteri – coinvolti nello studio, reso possibile grazie alla straordinaria disponibilità di Louvre, MoMA di New York, Hermitage di San Pietroburgo, Centre Pompidou, Museo Nazionale Svizzero, Asian Art Museum di San Francisco e di molti Direttori di Istituti Italiani di Cultura all’Estero.

Con la sua ricchissima collezione il l’Egizio di Torino è uno dei più importanti musei egizi del mondo ed è caratterizzato da un profondo legame storico con la città prealpina, nella quale l’interesse per la civiltà egizia ha inizio nel ‘600, con l’acquisto da parte di Carlo Emanuele I di Savoia della Mensa Isiaca, tavola di bronzo in onore della dea Iside.

La parte più rilevante della collezione del Museo Egizio di Torino, venduta nel 1824 da Bernardino Drovetti a Carlo Felice di Savoia e il cui simbolo è la bellissima statua del faraone Ramesse II, è caratterizzata da oggetti e documenti eccezionali, espressione dell’arte, delle tradizioni religiose e funerarie della vita quotidiana. Per questo museo, il più importante ‘bene culturale’ di Torino e uno dei più rilevanti del nostro Paese è previsto un progetto di radicale rinnovamento, che comprenderà un significativo aumento della superficie espositiva, nuovi allestimenti e percorsi espositivi, ma anche la ridefinizione dei modelli organizzativi e gestionali.

Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza regionale, Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT stanno definendo, avvalendosi anche della consulenza di egittologi di fama internazionale ed esperti, le linee-guida che caratterizzeranno la filosofia museale e la museografia del nuovo Museo Egizio.

I possibili nuovi assetti organizzativi e gestionali del Museo, analizzati da Luca Zan (Università di Bologna), Luca Dal Pozzolo e Alessandro Bollo (Politecnico di Torino) e la definizione delle linee-guida di comunicazione e marketing museale, alle quali stanno lavorando Vittorio Falletti e Marcello La Rosa, sono invece i temi centrali del progetto di ricerca dell’Ires-Piemonte Close(d) to meet you.

Il cantiere dell’ Egizio di Torino è destinato a durare alcuni anni. Come mantenere alta la visibilità del museo in questo periodo? Le esperienze e i suggerimenti degli esperti dei musei internazionali coinvolti nella ricerca Ires-Piemonte hanno già permesso di identificare e approfondire cinque possibili soluzioni:

– “Soluzione Louvre”: il museo non chiude mai, continuando a esporre una parte significativa della collezione e a esercitare la propria forza di attrazione sui visitatori;

– “Soluzione Centre Pompidou”: durante il cantiere il museo sostanzialmente chiude, dà però l’illusione che il contenitore sia ancora ‘vivo’ e nel frattempo raggiunge il pubblico altrove, con mostre temporanee e altre iniziative;

– “Soluzione MoMA di New York”: il museo chiude completamente la sede principale e apre una – più piccola – sede temporanea che nel periodo di cantiere ospita i ‘pezzi’ migliori della collezione;

– “Soluzione Museo Nazionale Svizzero di Zurigo”: durante il cantiere il museo chiude la propria sede fisica e si ‘trasferisce’ in una nuova sede virtuale (Virtual Transfer);

– “Soluzione Asian Art Museum di San Francisco”: durante il cantiere il museo chiude e raggiunge il pubblico altrove, con l’aiuto dell’associazione ‘amici del museo’ (Society for Asian Art).

Autore: Redazione

Fonte:33

COMITATO SCIENTIFICO DELLA FONDAZIONE TORINO MUSEI

E’ stato nominato il “comitato scientifico della Fondazione Torino Musei” cui è affidata la gestione dei musei civici (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo d’Arte Antica a Palazzo Madama, il costituendo Museo d’Arte Orientale, il Borgo e la Rocca Medievale).

Il Consiglio Direttivo, che lo scorso gennaio aveva bandito un pubblico concorso, ha selezionato

Gilles Beguin, conservatore generale dei Musée Cernuschi di Parigi,
Enrico Castelnuovo, storico dell’arte medievale e professore alla Scuola Normale di Pisa,
Michela Di Macco, docente di Museologia all’Università di Torino,
Giuseppe Gherpelli, già amministratore delegato della Soprintendenza Archeologica di Pompei,
Maria Mimita Lamberti e Maria Grazia Messina, professori di Storia dell’Arte contemporanea presso rispettivamente le Università di Torino e di Firenze,
Marcello Pacini, già Presidente della Fondazione Agnelli di Torino.

Fonte:Il Giornale dell’Arte