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TORINO Museo Diocesano.

Il Museo Diocesano è stato realizzato nella chiesa inferiore della Cattedrale di San Giovanni Battista (via XX Settembre 87), nota per i molti retaggi storici ed artistici: dai reperti di tre chiese paleocristiane alla presenza della Sindone.
Il Museo, come ha osservato l’Arcivescovo card. Severino Poletto, documenta “visibilmente quanto di meglio la Chiesa torinese ha saputo creare in venti secoli di storia a servizio della fede e della carità, attraverso il genio di numerosi artisti, pittori, scultori e architetti”.
Vi sono esposti, infatti, numerose opere ed oggetti, provenienti dalla Cattedrale Metropolitana di Torino, da chiese non custodite o dismesse ad uso profano, compreso quanto è caduto in disuso a causa delle varie riforme liturgiche, o non più utilizzabile a causa della sua antichità.

L’intera presentazione si trova nell’allegato.

Link: http://www.diocesi.torino.it/museo

Email: arte@diocesi.torino.it

Allegato: Torino, Museo Diocesano.pdf

TORINO. Apre il MAO – Museo d’arte orientale.

Il Museo d’Arte Orientale fa parte, insieme con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, con il Museo d’Arte Antica e con il Borgo Medievale, della Fondazione Torino Musei nata ufficialmente il 26 luglio 2002.

Questa nuova forma di gestione dei musei permette il coinvolgimento di altri enti pubblici e privati: i soggetti coinvolti dalla Città sono la Regione Piemonte, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT, istituzioni che sono chiamate a collaborare concretamente nelle scelte, nelle decisioni e nelle strategie di sviluppo del nuovo ente.

Il Comune di Torino ha messo a disposizione del nuovo museo il Palazzo Mazzonis, edificio di sua proprietà situato all’incrocio delle vie S. Domenico e S. Agostino e i lavori di ristrutturazione edilizia dovrebbero concludersi entro la fine del 2007.

La data di apertura al pubblico è stata fissata al 5 dicembre 2008.

La creazione del nuovo Museo d’Arte Orientale intende favorire una crescente presa di contatto della cittadinanza con le culture dei paesi dell’Asia attraverso la loro produzione artistica.

Lo spazio ostensivo disponibile sarà ripartito in cinque gallerie corrispondenti a cinque diverse regioni del grande continente asiatico: l’Asia Meridionale, articolata nelle distinte aree culturali del Gandhara, dell’India e del Sudest Asiatico; la Cina, culla di una multisecolare proteiforme civiltà artistica; la Regione Himalayana, fertile luogo di interazione delle culture indiana e cinese; il Giappone, sede di originali sviluppi nati dall’incontro con le culture d’Asia e d’Europa; i Paesi Islamici, testimoni di una straordinaria fioritura artistica estendentesi dall’Asia Centrale al Mediterraneo.

L’ordine di presentazione delle opere e il corredo didascalico previsto metteranno in evidenza i punti di contatto e le interazioni creative tra i diversi paesi.

LE COLLEZIONI

Gandhara
L’accezione geografica del termine Gandhara definisce un’area compresa fra Afghanistan e Pakistan nord-occidentale. Lo stesso termine designa la produzione artistica di ispirazione buddhista fiorita in quell’area tra il II secolo a.C e il V sec. d.C.

India
Sono comprese sotto questa voce opere di ispirazione induista e buddhista provenienti dal Kashmir, dall’India vera e propria, dal Pakistan Orientale e dallo Sri Lanka. Pietre, bronzi, terrecotte e dipinti su cotone coprono un intervallo che va dal II sec. a.C. al XIX sec.

Sudest Asiatico
La produzione artistica dell’area che comprende Thailandia, Birmania, Laos, Vietnam, Cambogia e Indonesia, pur riflettendo una forte l’influenza indiana, manifesta convenzioni iconografiche e caratteri stilistici che dipendono dalla storia culturale di questi diversi paesi. 

Cina
La storia millenaria della Cina e la sterminata estensione del suo dominio hanno generato una molteplicità di manifestazioni artistiche. Il carattere centralizzato delle sue strutture poltiche e l’organicità dei suoi modelli culturali consentono tuttavia di darne una rappresentazione largamente unitaria.

Giappone
La produzione artistica del Giappone rivela l’originalità degli esiti risultanti dall’incontro di una raffinata tradizione artigianale e di un quasi religioso rispetto delle qualità intrinseche dei materiali, con la disponibilità ad accogliere dall’esterno i frutti della più sofisticata elaborazione culturale.

Himalaya
L’arte dei paesi himalayani (Ladakh, Tibet, Nepal, Sikkim e Bhutan) presenta come tratto unificante la comune versione tantrica del Buddhismo da cui emerge una visione del mondo che investe di sé le architetture, le statue, i dipinti, i libri e gli strumenti rituali.

Islam
La sezione islamica del museo espone opere provenienti da Medio Oriente, Persia, Turchia e repubbliche ex-sovietiche dell’Asia Centrale. Le collezioni comprendono bronzi, ceramiche e manoscritti, dando particolare rilievo alla valenza estetica della calligrafia.

Info:
MAO – Museo d’arte Orientale – Via San Domenico 9-11  – 10122 Torino
Orari: da martedì a domenica: ore 10-18. Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietto unico valido tutto il giorno per le collezioni permanenti e per le mostre temporanee: intero euro 7,50, ridotto euro 6,00
Hanno diritto alla riduzione:
– i visitatori di età superiore ai 65 anni;
– i visitatori in età compresa fra 10 e i 25 anni;
– i soci delle associazioni riconosciute dalla Fondazione Torino Musei;
– i gruppi di visitatori in numero minimo di 20 unità, previa prenotazione (un solo accompagnatore, con funzioni di referente, ha diritto all’ingresso gratuito).
Hanno diritto all’ingresso gratuito:
– i minori di anni 10;
– i visitatori diversamente abili e un familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza ai servizi di assistenza socio-sanitaria;
– le classi delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado pubbliche o private, previa prenotazione (gli accompagnatori delle scuole hanno ingresso gratuito nelle seguenti proporzioni: per la scuola materna ed elementare: 1 accompagnatore ogni 10 alunni o frazione di 10; per la scuola media di I e II grado: 1 accompagnatore ogni 15 allievi o frazione di 15) i gruppi di studenti di tutte le facoltà universitarie, delle accademie di Belle Arti e dei conservatori di musica in visita di studio previa prenotazione; la gratuità è estesa ai docenti accompagnatori;
– gli amministratori in carica degli Enti Fondatori;
– i direttori e conservatori dei musei italiani e stranieri; il personale dei ruoli direttivi del Ministero dei Beni Culturali;
– i dipendenti della Fondazione Torino Musei e della Divisione Servizi Culturali della Città di Torino;
– i giornalisti iscritti all’albo;
– le guide turistiche regolarmente abilitate all’esercizio della professione;
– i soci degli Amici della Fondazione Torino Musei e di altri musei convenzionati con eguali reciproche facilitazioni;
– i possessori di tessera ICOM valida per l’anno in corso.
Hanno diritto all’ingresso libero i possessori di Abbonamento Musei / Torino Card e di altri biglietti promozionali proposti dagli Enti Locali.
Servizi gratuiti: Guardaroba, deposito bagagli di piccolo formato.
Visite in gruppo: Prenotazione visite con guida autonoma e con guida del museo: tel. 011.4436928, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,30
Supporti alla visita: Audioguide in noleggio all’entrata;
Pieghevole gratuito di orientamento per la visita alle collezioni permanenti e postazioni multimediali lungo il percorso di visita.
Guida breve in vendita presso la libreria del MAO.
Libreria del MAO – Museo d’Arte Orientale – Palazzo Mazzonis, piano terra
Tel 011.5211578- Fax 011.4358779.
Palazzo Mazzonis si trova nel centro storico di Torino. Le aree automobilistiche sono regolate da restrizioni e divieti.

Link: http://www.arteorientaletorino.it

CATANZARO. Il Marca tra eredità artistiche del passato ed orizzonti contemporanei.

Uno spazio suggestivo all’interno del quale realizzare un’ideale sintesi tra l’eredità artistica dei secoli trascorsi e le più interessanti esperienze contemporanee di espressione figurativa. Il ‘Marca’, Museo delle Arti di Catanzaro debutta con questo ambizioso progetto e si propone come centro capace di intercettare istanze provenienti dalle capitali internazionali dell’arte contemporanea.

Il nuovo polo museale multifunzionale si colloca nel cuore storico della città e occupa gli spazi di un antico palazzo, si sviluppa su tre piani ed è dotato di un ampio cortile e una terrazza che si affaccia sulla città. L’edificio, recuperato e restaurato ad hoc, ospitava sino a qualche decennio fa un istituto per sordomuti e una tipografia.

Al pianterreno è stata allestita la Pinacoteca e Gipsoteca della Provincia di Catanzaro con circa 120 opere tra dipinti e sculture, una collezione permanente che va dal Sedicesimo al Ventesimo secolo: dalla splendida tavola di Antonello de Saliba, a Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Salvator Rosa e Andrea Sacchi.

Sono inoltre esposti molti lavori di Andrea Cefalì, oltre a gessi e marmi di Francesco Irace. Al primo piano si trova la collezione Rotella, il più celebre degli artisti catanzaresi, impreziosita dalla mostra inaugurale ‘Lamiere’ dedicata sempre al genio del décollage.

Il seminterrato ospita il centro polivalente di cultura contemporanea che, in occasione dell’inaugurazione del ‘Marca’, presenta il progetto ‘Archeologia del presente’. Il seminterrato verrà anche utilizzato per ospitare mostre temporanee e eventi culturali di altro genere, in collaborazione con istituzioni locali, come l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Biglietteria e bookshop sono previsti al pianterreno, un altro spazio che potrà contenere installazioni e ospitare manifestazioni è il cortile interno. Per la definizione del percorso museologico e per la razionalizzazione degli spazi che l’edificio presenta la Provincia di Catanzaro si è avvalsa dell’intervento di Sergio Risaliti, direttore artistico del museo.

L’operazione ‘Marca’ rappresenta un’altra scommessa importante per la Provincia calabra che già con successo conduce l’ormai accreditata manifestazione estiva ‘Intersezioni al Parco Archeologico di Scolacium‘, capace di coniugare e fare dialogare l’arte contemporanea con la cultura stratificata del luogo e con il paesaggio naturale del parco.

Un paradigma per certi versi analogo a quello proposto dal ‘Marca’.

Autore: Francesco Prisco

Fonte:Il Sole – 24 Ore

FAENZA (Ra). Ceramica nuova Sezione Islamica per il Museo Internazionale.

All’inaugurazione è prevista la presenza anche di Valerio Massimo Manfredi, magari alla ricerca di materiale per il suo prossimo romanzo archeo-thriller. Del resto gli spunti non dovrebbero mancare, dalla Siria all’Egitto, all’Anatolia, Afghanistan, Pakistan.
Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza presenta i nuovi spazi dedicati alla ceramica del mondo islamico, presentando per la prima volta – nelle vetrine dei due piani espositivi – numerosi nuovi oggetti, alcuni inerenti a produzioni finora trascurate. Proveniente in gran parte dalla raccolta dell’orientalista Fredrick Robert Martin – oltre che da collezionisti italiani e stranieri e da vari enti e istituzioni pubbliche, quali ad esempio il Kaiser Friedrich Museum, il Museo dell’Arte Araba al Cairo, l’Egyptian Exploration Fund, il Governo di Tunisi, l’American School of Classical Studies in Atene, la Delegazione Archeologica Francese in Afghanistan – il materiale esposto è in grado di fornire una panoramica sulla produzione del mondo islamico antico.
Della ceramica dell’Iran, ad esempio, la più documentata, si può seguire lo sviluppo a partire dagli esemplari in slip painted del IX secolo, proseguendo con gli oggetti in faenza silicea, nati per imitazione della porcellana estremo orientale, fino ai raffinati lustri prodotti nei secoli XII-XIV, alle produzioni in bianco e blu del periodo safavide (XVI-XVII secolo), per arrivare fino alle mattonelle Qajar, del XIX-XX secolo, dal sapore fiabesco. Curatrice della sezione Islam è Gabriella Manna del Museo Nazionale di Arte orientale di Roma, con il quale la Fondazione MIC ha sottoscritto una specifica convenzione che prevede forme di collaborazione tra i due musei per la realizzazione di attività didattico-scientifiche nei settori di catalogazione, esposizioni permanenti e temporanee, conservazione e restauro, studi e pubblicazioni.

Info:
Museo Internazionale delle Ceramiche – Viale Baccarini 19 – Faenza (Ra) – 0546697311

Link: http://www.micfaenza.org

Email: info@micfaenza.org

VIAREGGIO (Lu). Apre la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea a Palazzo Ruspoli.

Si appresta a diventare uno dei più interessanti poli espositivi a livello internazionale la nuova Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea ‘Gamc’ di Viareggio, ospitata nell’ottocentesco Palazzo delle Muse.
Disposta su 1600 metri quadrati di superficie espositiva, la nuova galleria, che verrà inaugurata il 24 aprile alle ore 17.30, ospiterà un ricco patrimonio permanente costituito da circa tremila opere, provenienti, soprattutto, da donazioni di privati e dalle acquisizioni del comune di Viareggio.
Oltre 700 gli artisti rappresentati, in una variegata antologia che spazierà dagli Impressionisti (fra cui Manet, Pissarro, Morisot, Gauguin, Bonnard, Signac) alle Avanguardie storiche (fra cui Pablo Picasso, Juan Mirò, Marc Chagall, Paul Delvaux, Max Ernst, André Masson, Natalia Gonciarova, Max Klinger, Sonia Delaunay) fino alle correnti contemporanee (fra cui Sebastian Matta, Man Ray, Alechinski, Appel, Cesar, Dubuffet, Calder, Lichtenstein, Oldemburg, Arp, Vasarely).
L’arte italiana del ‘900 sarà rappresentata invece da opere di Felice Casorati, Afro, Fattori, Capogrossi, De Chirico, Cucchi, Ottone Rosai, Mimmo Rotella, Dorazio, Turcato, Mastroianni, Consagra.
La ‘Gamc’ presenterà, inoltre, la più importante raccolta pubblica di Lorenzo Viani (1882-1936): il corpus dell’artista viareggino, esponente dell’Espressionismo europeo non ancora adeguatamente valorizzato, complessivamente ammonta a 102 pezzi fra cui 17 matrici xilografiche e l’unica scultura ad oggi nota del Maestro.
A Viani sarà dedicato un ampio spazio e la galleria, non a caso, porterà il suo nome.

Fonte:Adnkronos