Archivi categoria: Mostre

NAPOLI. Gloria Pastore. Il pescatore di perle.

La Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei e la Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, presentano nelle sale del primo piano del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’installazione di arte contemporanea di Gloria Pastore “Il pescatore di perle” a cura di Patrizia Di Maggio.
Il coordinamento tecnico scientifico è di Marco de Gemmis, responsabile del Servizio Educativo della Soprintendenza Archeologica.

La mostra di Gloria Pastore Il pescatore di perle è una metafora del viaggio della vita, è il simbolo del cammino interiore dell’uomo alla ricerca di se stesso e della perfezione, è un percorso nel passato e nel presente, ispirato agli elementi simbolici ed iconografici dell’antichità, è un atlante della memoria.

L’esposizione si compone di vari elementi, il cui filo conduttore è il rapporto tra unità e molteplice: ogni opera, infatti, ha una vita propria, ma è in relazione con le altre, con cui forma un corpo unico.

Perno dell’esposizione è Il pescatore di perle, la scultura a grandezza naturale di un uomo tatuato, nero come un nostro progenitore ideale, che trascina la lunga rete; sul fondo della scultura domina un grande mandala, che richiama alcuni elementi decorativi della classicità, ma è anche rielaborazione di forme che furono patrimonio della decorazione orientale.
Vi è inoltre la scultura dell’ ermafrodito, che incarna la possibile armonia dei contrari, e infine, quasi nascosta, la perla racchiusa nella teca in plex, che rappresenta la perfezione.

Info:
Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal 23 maggio al 28 giugno 2010
Soprintendenza Speciale per i beni Archeologici di Napoli e Pompei
Servizio Educativo tel. 081 4422276

Email: lucia.emilio@beniculturali.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

UDINE. Mostra dal titolo Odorico Politi ritrovato. Gli affreschi di Palazzo Antonini.

La mostra presenta i tre affreschi di Odorico Politi (Udine, 1785 – Venezia, 1846) che ornavano uno gli uffici di rappresentanza al piano nobile della Banca d’Italia che, alla fine di novembre dello scorso anno, ha chiuso la sua filiale udinese di palazzo Antonini e, su suggerimento della Soprintendenza regionale per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici, ha deciso di trasferire in deposito triennale ai Civici Musei di Udine gli affreschi staccati.

A seguito dei lavori di ristrutturazione cui palazzo Antonini fu sottoposto dal 1977 per porre rimedio ai danni causati dal sisma, le opere furono staccate dalle pareti di una delle stanze al pianoterra dell’edificio per essere collocate su supporti mobili che ne permettessero il trasferimento negli ambienti del piano nobile allo scopo di garantirne una migliore conservazione.

Da quel momento, per ovvie ragioni di sicurezza legate all’attività della banca, la loro visione rimase riservata ad un pubblico ristretto di appassionati e studiosi d’arte che ben conoscevano la storia di quegli affreschi, eseguiti da Odorico Politi intorno al 1818 nel palazzo di proprietà dei conti Rambaldo e Francesco Giacomo Antonini, innalzato nel Cinquecento su progetto di Andrea Palladio proprio all’inizio di borgo Gemona.

In occasione dell’avvenuto deposito presso i Civici Musei si è deciso di collocare i dipinti nel tratto finale del percorso permanente della Galleria d’Arte Antica in Castello per offrire loro nuova visibilità e sottolinearne così l’importanza nel contesto storico e artistico cittadino della prima metà dell’Ottocento, quali imprescindibili documenti di stile e di gusto di un’epoca ancora poco nota al grande pubblico.

La mostra, che rimane aperta fino al 27 giugno, costituisce dunque, l’occasione per presentare alla cittadinanza il nuovo allestimento espositivo, destinato ad accogliere gli affreschi che sono affiancati da altre testimonianze riguardanti il pittore friulano Odorico Politi, uno dei maggiori interpreti, in ambito locale, delle poetiche neoclassiche.

Dopo una prima formazione compiuta all’Accademia di Belle Arti di Venezia, l’artista si recò nel 1809 a Roma dove entrò in contatto con i circoli artistici facenti capo all’Accademia d’Italia e alla personalità dello scultore Antonio Canova (1757 – 1822), massimo esponente del Neoclassicismo internazionale.

Tali contatti permisero all’artista friulano di rendersi partecipe di quella temperie culturale favorendone la diffusione a livello locale dopo il suo rientro a Udine, avvenuto nel 1812.
Prima di stabilirsi definitivamente a Venezia dove, dal 1831, assunse la docenza alla cattedra accademica di Pittura, Politi si fermò inizialmente a Udine avviando una serie di imprese decorative ad affresco che rimangono, ancora oggi, tra gli esempi più significativi di tal genere in ambito udinese.

Tra di esse, si annovera l’intervento a palazzo Antonini, concluso prima del 1825, dove egli realizzò tre scene raffiguranti Ulisse e Nausicaa tratta dall’Odissea omerica, cui si affiancavano Diotima a colloquio con Socrate e Alcibiade scoperto da Socrate nel Gineceo, episodi questi ultimi ispirati alla vita del filosofo greco.

I tre dipinti, concepiti come quadri riportati su una parete e racchiusi da cornici a stucco, avrebbero dovuto far parte di un ciclo più ampio di cui oggi non si conserva memoria.

Essi appaiono declinati in eleganti e sobri equilibri compositivi e sono contraddistinti da forme nitide e da una pittura orchestrata su pochi toni fondamentali che testimonia la loro ascendenza neoclassica.

Info:
Castello – Piazzale del Castello 1 33100 Udine
Orario di apertura al pubblico:
martedì > domenica dalle ore 10.30 alle ore 19.00 (fino al 27 giugno), lunedì chiuso.
tel. 0432.271591

Link: http://www.udinecultura.it

Email: civici.musei@comune.udine.it

UDINE. Giambattista Tiepolo tra scherzo e capriccio.

È un mondo meraviglioso quello cui Giambattista Tiepolo (Venezia, 1696 – Madrid, 1770) dà corpo nella sua ristretta ma stupefacente produzione incisoria, un mondo popolato da figure niente affatto quotidiane, come fauni, faunesse e orientali.

Tanto lontano dalla prosaicità della vita di tutti i giorni, quanto esotico e affascinante sì da aver catturato l’attenzione d’illustri storici dell’arte che, dopo anni di studi, non sono ancora riusciti a rivelarne il mistero.
Ci riproveranno nei mesi a venire, quando l’intero corpus incisorio del pittore veneziano sarà eccezionalmente riunito a Udine per la mostra Giamb attista Tiepolo tra scherzo e capriccio.

Disegni e incisioni di spiritoso e saporitissimo gusto, che sarà inaugurata il prossimo venerdì 21 maggio, alle 19, nel salone del Parlamento in castello.
Apertura al pubblico dal giorno successivo, lo stesso in cui arriverà Roberto Calasso, il raffinato scrittore, gran patron della casa Adelphi, che intratterrà il pubblico, alle 18 nella chiesa di San Francesco, parlando de Il rosa Tiepolo, tema di un suo fortunato saggio di qualche a nno fa. Un’occasione unica nel suo genere, la mostra alle viste, che arriva a 40 anni dall’ultima esposizione udinese delle incisioni e rappresenta l’evento clou delle Giornate del Tiepolo 2010, ovvero del ricco cartellone di eventi firmato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Udine, che animerà la città nella settimana di Pentecoste, dal 21 al 30 maggio.
La mostra ai Civici Musei, che resterà aperta dal pubblico dal 22 maggio al 31 ottobre, è stata presentata ieri mattina alla Casa della Contadinanza in una conferenza stampa aperta dal padrone di casa, il sindaco di Udine, Furio Honsell, che ha ribadito l’intenzione di far del Tiepolo una vera e propria bandiera della città attraverso un percorso pluriennale: «Quel che la nostra amministrazione vuol fare – ha precisato – è usare la cultura, i musei e le mostre in modo strategico, con iniziative che si protraggano negli anni».
E che siano capaci di attirare non solo udinesi e friulani, ma anche turisti dall’estero.
«Non a caso – ha concluso Honsell – la mostra sarà inaugurata proprio in concomitanza con i grandi flussi migratorî europei attesi proprio per la prossima settimana».
Da questo punto di vista l’esposizione, che alle acqueforti affianca diversi disegni e alcune lastre originali da cui furono tratte le incisioni, rappresenta per Udine una sapiente operazione di « marketing turistico», ma soprattutto «culturale», come ha precisato sua volta l’assessore Luigi Reitani, che – parola del sindaco – per valorizzare il patrimonio udinese legato al pittore veneto sta addirittura studiando un programma sui cinque anni di cui la mostra costituisce una delle tappe salienti.
Fino al 30, in considerazione dei visitatori attesi anche da fuori regione, l’esposizione farà gli “straordinari” con orari di apertura che andranno dalle 10 alle 21 (lunedì compreso), dopodiché, fino al 31 ottobre, saranno gli stessi dei Civici Musei.
Che da poco più di una settimana hanno un nuovo direttore, Marco Biscione, ieri alla sua prima uscita ufficiale.
«C’è bisogno – ha esordito il neodirettore confortando la tesi di Honsell e Reitani – di progetti significativi, che durino negli anni. Mostre degli impressionisti fatte qua e là non costituiscono vere e proprie politiche culturali, che si trovano invece dove si riesce a valorizzare, nel tempo, tutto un patrimonio territoriale».

Come nel caso, è sottinteso, dell’operazione Tiepolo firmata dal Comune assieme a una serie di partners pubblici e privati, tra i quali si contano FriulAdria, Abs, la Fondazione Crup, Confcommercio, Confartigianato e la Camera di Commercio udinese.

Patrimonio locale da valorizzare ed estensione temporale delle iniziative sembrano dunque essere i nuovi confini della politica culturale cittadina, cui non sfugge la mostra del Tiepolo, come messo in evidenza la curatrice Vania Gransinigh.
Nelle collezioni grafiche i Civici Musei vantano ben 20 delle 35 incisioni realizzate dal Tiepolo verso la metà degli anni 30 del ’700 nelle due serie dei Capricci e degli Scherzi di fantasia .
«Si tratta di una produzione di nicchia – ha precisato la curatrice –, ma non per questo meno importante. Tiepolo segna il nostro territorio con presenze reiterate e vari rapporti di commissione grazie ai quali oggi possiamo vantare un patrimonio di rilievo che va valorizzato. La sua importanza – ha proseguito la Gransinigh – non è legata al solo discorso critico. Nel caso di queste incisioni, che nella mostra sono accostate a vari disegni ottenuti in prestito da alcune delle più rilevanti sedi museali italiane ed europee (tra queste il Victoria & Albert Museum di Londra, il veneziano museo Correr e il Kuperstich Kabinett di Dresda), l’obiettivo che ci siamo posti è anche il più semplice godimento estetico del pubblico, che immergendosi nel mondo bucolico proposto dal Tiepolo sarà affascinato e preso dal mistero che ancora oggi avvolge le incisioni».
Un po’ di luce in più la si potrà fare grazie al lavoro svolto dall’Università di Udine che, rappresentata ieri dal preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Andrea Tabarroni, a corredo della mostra ha redatto schede di approfondimento consultabili via web dai cellulari, coniugando studio, ricerca, promozione culturale e nuove tecnologie.

Info:
Orari: dal 22 al 30 maggio – Giornate del Tiepolo, orario continuato dalle 10.00 alle 21.00.
dal 1° giugno al 30 settembre – orario estivo, orario continuato dalle 10.30 alle 19.00, chiuso lunedì.
dal 1° ottobre al 31 ottobre – orario invernale, orario continuato 10.30 / 17.00, chiuso lunedì
Costi ingresso: Intero: € 8,00, Ridotto: € 5,00, Scuole: € 2,00 per studente
Da venerdì 14 maggio, presso PuntoInforma (tel. 0432 414717 – 8) e la biglietteria del Castello (tel. 0432 271591) sono in vendita i biglietti  ‘open’ (ovvero  biglietti con data libera).
L’acquisto anticipato permette al visitatore  di accedere alla mostra, un giorno a scelta libera tra il 21 maggio e il 31 ottobre prossimo, senza alcuna maggiorazione. Si tratta di un nuovo servizio, offerto dai Civici Musei, pensato per chi vuole fare un regalo culturale senza impegnare il beneficiario con una data fissa.
Promozione durante Le Giornate del Tiepolo:
Chi acquista un biglietto d’ingresso alla mostra in Castello, potrà entrare al Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo con un biglietto ridotto (€ 2,00), chi acquista un biglietti d’ingresso al Museo Diocesano, avrà diritto all’ingresso ridotto (€ 5,00) in Castello.
Dal 21 al 30 maggio anche il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo resterà aperto con orario continuato dalle 10.00 alle 21.00.

Autore: Maura Delle Case

Fonte:Messaggero Veneto

ROMA. Arriva de Chirico il pittor sinfonico.

Ci voleva Achille Bonito Oliva per sparigliare – come d’abitudine – le carte; per trovare un angolo visuale nuovo dal quale osservare e interpretare secondo un’ottica inedita l’opera di de Chirico, già esplorata da innumerevoli studiosi. L’ha fatto da par suo, e di quello che è considerato da sempre l’interprete per eccellenza di un’arte nutrita di artificialità ha deciso di percorrere il territorio, del tutto vergine, del rapporto con la Natura: «Mi pareva – ci spiega – che l’avessero sempre considerato un pittore d’interni, un ‘fantasista da camera’. Come se la sua fosse, appunto, una pittura ‘da camera’. Invece la sua è una pittura ‘sinfonica’. E il concetto di natura preme costantemente nella sua opera: una natura ora materna (il Mediterraneo della Grecia natale), ora matrigna (il Nord Europa di Nietzsche); ora organica e avvolgente, ora posta a distanza, come accade nei paesaggi, ma sempre presente».
Ha così scandito in sette stazioni che indagano quel tema sotto altrettante categorie concettuali le oltre 130 opere che compongono questa mostra, con cui si chiude in Italia il biennio di celebrazioni dechirichiane caduto tra il 2008 (nato nel 1888 a Volos, morì nel 1978) e questo 2010, centenario della sua Metafisica.

Prestati da musei internazionali e, fra gli italiani, soprattutto dal Mart di Rovereto, che ne conserva autentici tesori, dalla Gnam di Roma e dalla Fondazione de Chirico, oltreché da importanti collezioni private, i dipinti in mostra sono in certi casi capolavori ben conosciuti, in altri vere primizie per l’Italia, come La Surprise, 1914, da Williamstown, con la sua foresta pietrificata di colonne e la rossa ciminiera, o il sorprendente The poetical dreamer, 1937, da Gerusalemme, con quel singolare personaggio coronato da un serto di cabine dei Bagni misteriosi, sorta di condensazione freudiana dei temi di quella serie fascinosa, esposta per la prima volta nella Quadriennale romana del 1935, con le cabine degli stabilimenti balneari della sua infanzia greca, alte sulle palafitte; gli uomini vestiti incongruamente a colloquio con i bagnanti spogliati (il padre, vero eroe dell’epos dechirichiano, lo accompagnava da bambino in spiaggia, restando però perfettamente vestito), e l’acqua-parquet, frutto di una «rivelazione» che lo colse in un appartamento borghese il cui pavimento, tirato a cera, era tanto lustro da dare «l’impressione di potervi affondare, come in una piscina».

La rivelazione: è questo il meccanismo-principe, tratto dalla lettura continua e puntigliosa di Nietzsche, su cui si fonda tutta l’opera di de Chirico, dalla Metafisica in poi: perché per l’intera vita fu convinto che compito della pittura non fosse dipingere il reale ma «far vedere ciò che non si vede». Per spiegarlo si servì dell’immagine, poetica quanto efficace, della «profondità abitata» del mare che – dice – ci inquieta anche quando è calmo «per tutto lo sconosciuto che si cela in quel fondo».

Tramata di letture (oltre a Nietzsche, Schopenhauer e Otto Weininger, stelle polari sin dalla gioventù monacense, e l’amato Eraclito, con il suo invito a «scoprire il demone in ogni cosa») l’opera di de Chirico è cifrata, iniziatica, densa di simboli e di enigmi da sciogliere.

Lo si scopre fin dalla prima sezione della mostra, «Natura del mito», in cui la natura diventa scenario di archetipi universali, fondale per figure mitologiche che, secondo il principio nietzschiano dell’«eterno ritorno», sono trasparenti autoritratti (Odisseo), ritratti di sé e del fratello Alberto Savinio (i Dioscuri in riva al mare), allegorie della melanconia (l’Arianna abbandonata delle Piazze d’Italia).

«Natura dell’ombra» ci porta nelle sue città fatte di architetture deserte e di lunghe ombre. In un suo testo uscito nel 1920 su «Valori Plastici» de Chirico parla di «natura metafisicizzata dalla costruzione architettonica».

Per renderla tale si serve di artifici prospettici sofisticati, di distorsioni spaziali spiazzanti, che rendono questi spazi impercorribili, estranei – ancora secondo la lezione di Nietzsche – alla nostra usuale percezione. «Natura da camera» ci conduce nelle invenzioni non meno suggestive dei Mobili nella valle e, all’inverso, delle stanze abitate da templi e «angoli di natura», in cui il Naturale collide con l’Artificiale.

Ma è con i manichini di «Anti-natura», nella grande sala di fondo, che la sua estetica della sorpresa si radicalizza ancora (qui è l’uomo stesso a farsi ‘cosa’), così come nella sezione, davvero magica, degli Interni ferraresi («Natura delle cose») con il loro incongruo – eppure per un attimo apparentemente verosimile – affastellarsi di oggetti dentro a impervie scatole spaziali (è qui il magnifico, inquietante I saluti dell’amico lontano, 1916, eletto da Emily Braun a titolo del suo saggio).

Chiudono il percorso «Natura aperta», con i quattro elementi (aria, fuoco, terra, acqua) smontati e rimontati in un nuovo Cosmo, e la sezione, davvero magnifica, «Natura viva» (de Chirico definiva Vite silenti, alla tedesca, le nature morte), con il tema a lui caro dell’arte che, sola, vivifica il reale.

Info:
«La Natura secondo de Chirico»,
Roma, Palazzo delle Esposizioni; fino all’11 luglio.

Autore: Ada Masoero

Fonte:Il Sole – 24 Ore

BASSANO DEL GRAPPA (Vi). Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio.

La mostra ‘Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio‘ (Museo Civico di Bassano del Grappa, fino al 13 giugno 2010) è l’evento che segna l’avvio delle Celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Jacopo Dal Ponte, detto Jacopo Bassano, uno dei più originali e potenti interpreti del rinnovamento della pittura veneta del secondo Cinquecento e il più grande pittore della realtà prima di Caravaggio.
L’esposizione – curata da Giuliana Ericani e Alessandro Ballarin – propone un selezionato e significativo tributo all’arte di Jacopo, dagli esordi fino agli anni Settanta del Cinquecento, grazie all’eccezionale prestito di un nucleo di dipinti di altissima qualità provenienti dall’America e dall’Europa, molti dei quali mai giunti prima d’ora in Italia o esposti al pubblico oltre cinquant’anni or sono, chiamati a dialogare, nel Salone Dalpontiano del Museo Civico, con quella che è la più consistente collezione di opere del pittore.
La città di Bassano del Grappa e la Regione del Veneto hanno quindi voluto rendere un doveroso omaggio ad un artista affascinante capace di conquistarsi, con il suo sperimentalismo e l’amore per gli elementi naturali del suo mondo ai piedi delle Alpi e lungo il Brenta, uno spazio di forte originalità accanto a grandi artisti come Tiziano, Tintoretto e Veronese.
Dopo questo primo importante momento espositivo, Jacopo Bassano sarà al centro di tre intensi anni di celebrazioni promosse dalla città alla quale egli fu sempre legato, che immortalò in moltissime opere e dove avviò la sua fiorente bottega, capostipite di una dinastia di pittori che per oltre un secolo dominarono la scena artistica.

Il percorso espositivo
immagineLa mostra è organizzata, in un rapporto continuo tra collezione permanente ed esposizione temporanea, all’interno del percorso museale, che vanta la più grande raccolta monografica di un protagonista della pittura del Cinquecento, Jacopo dal Ponte detto Jacopo Bassano, ventidue opere perlopiù di provenienza ecclesiastica scalate quasi nell’intero arco della sua produzione, dal 1534 al 1580. Si tratta di una scelta che esalta l’importanza della struttura museale della città, il primo museo civico aperto nel Veneto e una delle più importanti medie strutture museali italiane.
Vi sono esposti, in sequenza cronologica con le opere del Museo quindici dipinti ed un disegno dell’artista, grandi capolavori entrati sin dal Cinquecento nel grande collezionismo, provenienti da collezioni pubbliche e private europee ed extraeuropee, appartenenti alla produzione giovanile e della maturità dell’artista (1533-1564).
Il percorso espositivo comprende due proposte inedite della giovinezza e alcuni capisaldi della sua produzione, l’Andata al Calvario di collezione privata inglese, il Riposo durante la fuga in Egitto dell’Ambrosiana, i Due cani del Louvre, l’Adorazione dei Magi di Birmingham, scalati tra il 1545 ed il 1558, tra l’astrazione manierista e una nuova interpretazione del naturalismo.
Un piccolo capitolo a parte, non presente nelle collezioni museali della città, è rappresentato dalla ritrattistica con il Ritratto di Pietro Bembo cardinale di Budapest (1545) e il Ritratto di senatore di Berlino(1558), che si segnalano per l’alta qualità introspettiva e la loro peculiarità rispetto alle prove contemporanee di Tiziano e Tintoretto.
Con le opere tra il sesto e il settimo decennio, il San Cristoforo de L’Avana, la Madonna con il Bambino e san Giovannino, dalla collezione Spencer ora nelle collezioni della Banca Popolare di Vicenza, la pala di Enego, il pubblico potrà apprezzare, accanto alla stupefacente Pentecoste del museo, la superba qualità della pittura di tocco di Jacopo Bassano.

Info:
Museo Civico di Bassano, Piazza Garibaldi 12 – 36061 Bassano del Grappa (VI)
http://www.bassano500.it – call center 800 189802
Servizio di visita guidata per gruppi spontanei fino al raggiungimento di 30 partecipanti.
Il servizio sarà attivo nei fine settimana fino al prossimo 13 giugno, al costo di € 5 a persona, con il seguente orario: il sabato alle ore 16.30 e la domenica alle ore 11.00 e alle ore 16.30 (compresi il Sabato Santo e la domenica di Pasqua).
Orari: tutti i giorni: 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)
Biglietti: Intero: € 9,00 (valido anche per la visita al Museo); Gruppi: € 7,50 (minimo 15 e massimo 30 persone); Ridotto: € 7,50 (minori 10-18 anni e maggiori 60 anni, militari e universitari muniti di tesserino, visitatori muniti del biglietto intero delle mostre ‘Cima da Conegliano’ e ‘Giorgione’).
Audioguide: € 4,00 a persona
Visite guidate adulti: Gruppi (fino a 30 componenti): € 90,00
Attività per le scuole (si consiglia la prenotazione, costo € 0,50 a studente): Visita guidata: € 3,50 a studente; Visita guidata + laboratorio didattico: € 5,00 a studente.