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BELLINZONA (CH). LA LIBERTÀ DELLA PITTURA. Adolfo Feragutti Visconti.1850-1924.

Dal 23 febbraio al 16 giugno 2013
Prosegue il percorso del Museo Civico Villa dei Cedri di Bellinzona volto all’approfondimento e alla valorizzazione della pittura tra il XIX e il XX secolo. In questa occasione il Museo rivolge la scena espositiva ad Adolfo Feragutti Visconti (Pura, Canton Ticino, 1850-Milano 1924). Considerato uno dei maggiori artisti ticinesi attivi tra Ottocento e Novecento, e divenuto cittadino italiano nel 1888, il pittore è il protagonista di una mostra antologica che restituisce uno sguardo completo sulle sue straordinarie doti artistiche e sulla sua poetica.
Allestita nelle sale del piano terreno del Museo, la nuova esposizione si unisce alla mostra La Raccolta Eugenio Balzan a Bellinzona|1944-2012, in corso dallo scorso settembre, che sarà prorogata fino a novembre 2013. Grazie alla collaborazione della Fondazione Internazionale Balzan e al consenso riscontrato nel pubblico elvetico e italiano, al secondo piano sarà dunque possibile ammirare, ancora per diversi mesi, un nucleo di preziose tele raccolte dal collezionista di Badia Polesine; dipinti di assoluta qualità artistica di norma non visibili al pubblico.
La libertà della pittura, curata da Giovanna Ginex, storica dell’arte, e da Anna Lisa Galizia, conservatore del Museo Civico Villa dei Cedri, rappresenta un momento di approdo e di completamento a un lungo lavoro di ricerca scientifica sull’artista. È infatti l’esito di un percorso di studi che trova il suo punto cardine nella realizzazione di un importante volume monografico edito nel 2011 (Adolfo Feragutti Visconti. 1850–1924, Cornèr Banca, Skira), curato da Giovanna Ginex. Questa pubblicazione è il punto di partenza della mostra che, attraverso una selezione di oltre ottanta opere – di cui almeno una trentina venute alla luce in occasione dei più recenti studi – documenta con esempi di eccellenza l’intero percorso artistico di Feragutti, offrendo al pubblico l’arte di un pittore di cui ora tornano in piena luce lo spessore e l’originalità.
La rassegna dedicata a Adolfo Feragutti Visconti, oltre a documentare l’evoluzione della sua produzione secondo un itinerario allestitivo di tipo antologico, rende omaggio anche al linguaggio unico che contraddistingue l’ultima stagione dell’artista, frutto dell’esperienza umana e della sperimentazione pittorica maturate durante il periodo trascorso in Argentina. Feragutti si libera da ogni residuo accademismo sostituendovi un personalissimo stile che, abbandonando linee e contorni, privilegia le qualità della materia pittorica e del colore pur senza intaccare l’esito della rappresentazione. La rassegna, organizzata secondo un doppio binario espositivo (cronologico e tematico), documenta queste trasformazioni, offrendo un cammino ragionato che illustra i maggiori orientamenti del lavoro dell’artista.
Adolfo Feragutti Visconti dopo la morte del padre, a soli 16 anni migra a Milano per apprendere l’arte pittorica. Dopo un’esperienza nell’ambito dell’artigianato artistico, con il desiderio di affinare la sua tecnica, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove dal 1864 è allievo di Luigi Bisi. Supera i corsi con profitto e nel 1873 esordisce come pittore prospettico. Da qui prende avvio una carriera che, in oltre quarant’anni di intensa attività e costante presenza alle rassegne espositive nazionali e internazionali, gli vale numerosi riconoscimenti. Feragutti Visconti sperimenta diverse tematiche artistiche: pittura di genere, di storia (che gli conferisce anche la fama di pittore colorista), ‘en plein air’ e una grande attenzione per la natura morta che, a partire dal 1883, lo accompagnerà per oltre due decenni. Periodo in cui però sperimenta e approfondisce parallelamente anche altri generi, a partire della ritrattistica su committenza, grazie alle numerose richieste di un’appassionata borghesia milanese e ticinese, sua committente.
Il suo variegato percorso artistico lo conduce sino alla pittura sociale per abbracciare infine la pittura sacra e il simbolismo. Vale la pena ricordare il breve, ma intenso periodo Sud Americano, che ha luogo proprio in questi anni, con il soggiorno in Argentina, sino alla regione della Patagonia, tra il 1907 e il 1909 in cui è impegnato ad illustrare vari aspetti della vita dei nativi e degli straordinari paesaggi del luogo.
Opera simbolo del periodo dedicato alla natura morta è Uva per il vino santo presentato nel 1887 a Venezia, altissimo esempio di un tema iconografico che per almeno due decenni ricorrerà nella sua produzione in diverse versioni, fino allo splendido dittico di Uva bianca e Uva nera. Nella mostra spicca anche l’opera Giorni felici – esposto nel 1888 – impostato nella quiete di Breno, nell’alto Malcantone, dove il pittore soggiornò nell’estate del 1887 e negli anni immediatamente a seguire.
Per quanto riguarda la ritrattistica è invece da ammirare il Ritratto della nobile signora Eleonora Cottalorda Tellini che gli vale il Premio Principe Umberto e la consacrazione ufficiale come ritrattista in occasione della prima Triennale di Brera, nel 1891. Di grande pregio sono, ancora, i pastelli de Le Maghe persiane che appartengono al periodo simbolista. Le immagini femminili che ricorrono in questa serie rappresentano un’ulteriore variante di quella ripetuta, quasi ossessiva e sensuale figura di donna che Feragutti sembra inseguire nel corso della sua lunga carriera artistica.
Conquistano inoltre per intensità comunicativa e cromatismo le opere realizzate durante il soggiorno in Patagonia, tra cui Maternidad (1908-1910) e Testa di indio della Terra del Fuoco (1908). Spicca infine per l’assoluta qualità pittorica La signora delle Ortensie (1921), un dipinto, appartenente alla collezione del Museo Villa dei Cedri, che si connota per l’uso stemperato e fluido del colore che consacra Feragutti anche tra i protagonisti del primo Novecento pittorico.
Catalogo a cura di Giovanna Ginex, edito da Skira 2012, 16,5 x 24 cm, 88 pagine, 49 a colori, brossura, chf 18.00 / eur 15.00

Info:
Museo Civico Villa dei Cedri – Piazza S. Biagio 9 | CH-6500 Bellinzona
Tel. + 41 (0)91 821 85 18/20 – E – Mail: museo@villacedri.ch | Web: http://www.villacedri.ch
Ingresso: biglietto normale chf 8.00 / eur 6.00 | ridotto chf 5.00 / eur 4.00
Orari Museo: martedì – venerdi 14:00 – 18:00 | sabato, domenica e festivi 11:00 – 18:00 | lunedì chiuso

PADOVA. De Nittis.

Fino al 26 maggio 2013, a Palazzo Zabarella di Padova, 120 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi costituiranno il percorso espositivo della più importante mostra mai realizzata su Giuseppe De Nittis (1846-1884), uno dei protagonisti assoluti della pittura dell’Ottocento europeo..
Le opere arriveranno dalle maggiori istituzioni francesi, tra cui il Petit Palais di Parigi, il Musée Carnavalet di Parigi, il Musée des Beaux-Arts di Reims, e dai più importanti musei e gallerie pubbliche italiane. Incisivo è stato il contributo di prestigiose raccolte private, di storici collezionisti di De Nittis, da cui provengono i dipinti meno noti, capolavori assoluti riproposti al pubblico in questa occasione.
La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è un’ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, che in passato ha già rivolto l’attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia.

TORINO. Natura morta con fiori e oggetti e conferenze.

Esposizione del dipinto di Massimo d’Azeglio “Natura morta con fiori e oggetti” e calendario di conferenze in occasione di:
ACQUISTA CON NOI UN PEZZO DI STORIA. Sostieni la raccolta fondi per riportare a Torino il servizio in porcellana dei d’Azeglio. Palazzo Madama – Piazza Castello, Torino
 – Mercoledì 20 febbraio 2013, ore 17:
Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama e Cristina Maritano, conservatore del museo per le raccolte di Arti Decorative, saranno presenti in Corte Medievale per accogliere i visitatori in occasione dell’esposizione del quadro di Massimo d’Azeglio.
Palazzo Madama ha aperto una sottoscrizione pubblica per acquistare un importante servizio di porcellana di Meissen appartenuto alla famiglia Taparelli d’Azeglio, con un’iniziativa che per la prima volta in Italia coinvolge la cittadinanza in un’azione di restituzione e di risarcimento del patrimonio. Il servizio da tè e da caffè, datato 1730 e composto da 43 elementi che si sono conservati integralmente fino ad oggi, è riemerso alla storia dopo 100 anni di oblio e dopo tante peregrinazioni sul mercato antiquario. Verrà battuto all’asta da Bohams a Londra nel maggio 2013. L’aiuto della cittadinanza diventa quindi determinante per raccogliere entro marzo le 66.000 sterline (80.000 euro circa) necessarie per acquisire il servizio ed evitare che venga messo all’asta.
In occasione di questa importante iniziativa verrà esposto dal 20 febbraio al 31 marzo in Corte Medievale il quadro di Massimo d’Azeglio che raffigura una delle tazzine da cioccolata con stemma Taparelli, in prestito dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, non più esposto al pubblico dal 1995.
Nel pomeriggio del 20 febbraio alle ore 17 Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama, e Cristina Maritano, conservatore del museo per le raccolte di Arti Decorative, saranno presenti in Corte Medievale per accogliere e spiegare  ai visitatori come la scoperta dell’esistenza del prezioso servizio di porcellane sia avvenuta proprio a partire dallo studio di questo dipinto del 1843.
A partire dal 19 febbraio Palazzo Madama propone inoltre degli incontri di approfondimento che si svolgeranno in museo e presso il Circolo dei Lettori, l’Auditorium della Biblioteca Nazionale e il Centro Studi Piemontesi.
Gli appuntamenti, durante i quali sarà possibile lasciare un contributo libero per la raccolta fondi, si svolgeranno secondo il seguente calendario:
Martedì 19 febbraio 2013, ore 18 – Circolo dei Lettori, sala Gioco – Via Bogino 9, Torino, UN’EREDITÀ DI PORCELLANA. IL SERVIZIO DELLA FAMIGLIA D’AZEGLIO, a cura di Enrica Pagella e Cristina Maritano
Il crowdfunding è un processo dal basso che coinvolge persone comuni nel finanziamento di organizzazioni o progetti. Palazzo Madama chiama a raccolta, impresa unica in Italia, la cittadinanza in un’operazione di restituzione e di risarcimento della memoria. L’obiettivo è l’acquisto di un servizio in porcellana di Meissen con gli stemmi della famiglia Taparelli d’Azeglio, da poco di nuovo all’asta. Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama, e Cristina Maritano, curatore delle raccolte di Arti Decorative ripercorrono le tappe di questa vicenda.
Ingresso libero fino esaurimento posti
Venerdì 1 marzo 2013, ore 18 – Circolo dei Lettori, sala del Biliardo – Via Bogino 9, Torino, PIEMONTESI NELL’EUROPA DELLE CORTI DEL SETTECENTO, Vicende e fortune di Pietro Roberto Taparelli di Lagnasco e di altri Piemontesi nelle corti d’Europa, a cura di Tomaso Ricardi di Netro
GLI AZEGLIO, TORINO E IL RISORGIMENTO, a cura di Silvia Cavicchioli. Tomaso Ricardi di Netro, responsabile dell’Ufficio Attività espositiva della Venaria Reale, affronta il tema della fortuna fuori dal regno sabaudo di vari esponenti delle famiglie nobili piemontesi del Settecento, tra cui i Taparelli di Lagnasco, mentre Silvia Cavicchioli, docente all’Università di Torino, illustra personalità e vicende dei membri della famiglia d’Azeglio nell’Ottocento e il loro ruolo nella costruzione del Regno d’Italia.
Ingresso libero fino esaurimento posti.
Martedì 5 marzo 2013, ore 17 – Palazzo Madama, Camera delle Guardie – Piazza Castello, Torino, CONFERENZA DEDICATA AI SOCI FAI NELL’ABITO DELL’INIZIATIVA ‘PUNTIAMO I RIFLETTORI‘, a cura di Enrica Pagella e Cristina Maritano. La partecipazione all’evento prevede un’offerta libera.
Giovedì 7 marzo 2013, ore 17.30 – Auditorium della Biblioteca Nazionale Universitaria – Piazza Carlo Alberto 3, Torino, UN’EREDITÀ DI PORCELLANA. IL SERVIZIO DELLA FAMIGLIA D’AZEGLIO. Appuntamento dedicato agli Abbonati Musei Torino Piemonte, a cura di Enrica Pagella e Cristina Maritano
Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama e Cristina Maritano, curatore delle raccolte di Arti Decorative, raccontano le vicende che hanno portato Palazzo Madama a tentare, per la prima volta in Italia, l’acquisto di un’opera d’arte con il sostegno della cittadinanza. Verrà ripercorsa la storia del prezioso servizio in porcellana di Meissen, con gli stemmi della famiglia Taparelli d’Azeglio: attraverso documenti e immagini alla scoperta del fil rouge che lega Torino e il prezioso servizio da tè, caffè e cioccolata.
Martedì 12 marzo 2013, ore 18 – Centro Studi Piemontesi – Sala Fondazione Savej – via Vela 24b, Torino, DIALOGO SU MASSIMO D’AZEGLIO, a cura di Georges Virlogeux e Virginia Bertone.
Georges Virlogeux, docente all’Università di Aix-en-Provence, curatore del monumentale Epistolario di Massimo d’Azeglio, e Virginia Bertone, conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Torino, dialogano intorno al ‘quadretto di fiori’ che Massimo d’Azeglio dipinse nel 1843, inserendo una tazzina del servizio in porcellana di Meissen con armi Taparelli.
Ingresso libero fino esaurimento posti.

Info:
Orario esposizione del quadro di Massimo d’Azeglio: martedì-sabato 10-18; domenica 10-19.
Contribuisci con una donazione: http://www.palazzomadamatorino.it/crowdfunding/
Tel.  011 4433501 – sito www.palazzomadamatorino.it 
Ufficio Stampa: Daniela Matteu – Tanja Gentilini tel. 011 4429523 daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it e ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it 

ROMA. BRUEGHEL meraviglie dell’arte fiamminga.

Il Chiostro del Bramante, Arco della pace 5, fino al 2 giugno 2013 una grande mostra sui capolavori della dinastia Brueghel che ripercorre la storia e l’eccezionale talento della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso oltre 100 opere tra dipinti, disegni e grafiche.
Le opere, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri – tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Tel Aviv Museum of Art, il la Pinacoteca Ambrosiana di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli – presentano al pubblico le relazioni e il percorso artistico di quattro generazioni di pittori della nobile stirpe.
La dinastia dei Brueghel ha segnato con il suo talento e la sua visione dell’umanità – a volte grottesca – la storia dell’arte europea dei secoli a venire. La vita a tratti misteriosa e la scarsità di notizie certe sulla biografia del capostipite Pieter Brueghel il Vecchio, sono i presupposti narrativi dell’esposizione che inizia con la relazione tra Brueghel il Vecchio e Hieronymus Bosch.
Un altro presupposto storico della mostra è presentare le visioni allegoriche, moralistiche e fantastiche prima d’ora inimmaginabili ma paradossalmente diventate concrete grazie alle conquiste della pittura del cinquecento. Brueghel influenzato da Bosch, ne incarna la capacità di osservazione e di rappresentazione, non limitandosi all’insegnamento morale, ma riuscendo a tratteggiare un vasto universo di tipologie umane. I registri del comico e del grottesco assumono una valenza educativa che il padre trasmette ai figli: Pieter il Giovane e Jan il Vecchio.
La dinastia, quindi, comincia ad articolarsi e la mostra trasmette fedelmente la corrispondenza tra le vicende familiari e l’evoluzione pittorica dei protagonisti. La genealogia prosegue e si ramifica con i figli dei figli del capostipite, in una complicata rete di relazioni presentata con precisione e rigore, fino agli undici figli di Jan, cinque dei quali anch’essi pittori.
Il percorso si focalizza attorno alle vicende di ciascun artista e si sviluppa secondo una logica a rete, abbracciando i riferimenti internazionali e i fatti storici del periodo di riferimento, come l’esperienza di Jan van Kessel I, figlio di Paschasia, sorella di Jan Brueghel e di Ambrosius Brueghel, artista di grandissima qualità ma poco conosciuto e studiato.
Il percorso espositivo si chiude idealmente con David Teniers il Giovane, legato alla dinastia dei Brueghel per aver sposato Anna, figlia di Ambrosius.
Attraverso le opere di Pieter Brueghel il Vecchio e della sua genealogia la mostra proporrà un viaggio appassionante nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento.

Info:
Curata da Sergio Gaddi e Doron J. Lurie, Conservatore dei Dipinti Antichi al Tel Aviv Museum of Art, la mostra è promossa e organizzata da Arthemisia Group, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e DART Chiostro del Bramante.
Orario apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00; Sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso consentito un’ora prima).
Biglietti: Intero € 12,00 + spese d’agenzia; Ridotto € 10,00 + spese d’agenzia: 65 anni compiuti (con documento); ragazzi fino a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; portatori di handicap; ex ridotti legge; guide con tesserino se non accompagnano un gruppo;
Il lunedì universitario: tutti i lunedì gli studenti universitari, con tesserino e senza limiti di età, potranno usufruire di uno speciale sconto. Il biglietto d’ingresso alla mostra € 5,00 anzichè € 12,00.
– Ridotto Gruppi € 10,00 + spese d’agenzia
Prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax
– Gruppi Scuole € 5,00 + spese d’agenzia: Scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, prenotazione obbligatoria min 15 max 25 pax
– Scuola dell’infanzia € 3,00 + spese d’agenzia: Prenotazione obbligatoria min 15 max 25 pax
– Famiglia € 30,00 + spese d’agenzia: Solo genitori e figli – minimo 3 persone
– Omaggio | Bambini fino a 4 anni non compiuti; giornalisti con tessera di iscrizione all’Albo; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); soci ICOM (con tessera); un accompagnatore per disabile; possessori di coupon di invito; possessori di Vip Card Arthemisia Group.