Archivi categoria: Mostre

TORINO. Un affascinante percorso attraverso l’opera di Renoir.

Una straordinaria rassegna che documenta tutta l’attività di questo grandissimo pittore, testimoniando i momenti più significativi e le svolte che, partendo dagli esordi, hanno portato l’artista a fine carriera a un progressivo allontanamento dall’Impressionismo.
Una sessantina di capolavori provenienti dal Musée d’Orsay e dal Musée de l’Orangerie, che conservano la collezione più completa al mondo dell’opera di Renoir: i ritratti di William Sisley, Frédéric Bazille e Claude Monet, La liseuse, Madame Georges Charpentier, Femme au jabot blanc, ma anche il celeberrimo La balançoire ovvero L’altalena, immagine della mostra, Danza in campagna e Danza in città, Jeunes filles au piano, le vedute e i paesaggi, i delicati bouquet, i celeberrimi nudi della maturità, Femme nue couchée (Gabrielle), Grand nu, La toilette (Donna che si pettina), Nudo di donna visto di spalle, Odalisque dormant, fino all’ultimo fondamentale capolavoro di Renoir, Le bagnanti, un vero e proprio testamento pittorico.
Il catalogo della mostra di Torino edito da Skira presenta, oltre alle riproduzioni delle opere in mostra, i contributi critici di Sylvie Patry, Riccardo Passoni e Augustin De Butler.
Per la prima volta in Italia, questa mostra riunisce una sessantina di opere di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), eccezionalmente prestate dal Musée d’Orsay e dall’Orangerie.
Frutto di una storia lunga, a volte movimentata, nella quale l’artista è in qualche occasione intervenuto direttamente, queste collezioni sono tra le più ricche al mondo, e permettono di ricostruire nella sua completezza il percorso artistico di uno dei maestri dell’Impressionismo.
La mostra invita a seguire Renoir attraverso i grandi temi che hanno attraversato la sua opera, dagli inizi nella Parigi degli anni sessanta dell’Ottocento, quando incontra Monet, Bazille, Cézanne, Degas, Pissarro e Manet, fino ai grandi nudi femminili degli ultimi anni, passando per i ritratti delle grisettes, le sartine di Montmartre, quelli dei suoi amici e familiari, i paesaggi e i fiori che celebrano la vitalità della natura, o ancora l’evocazione gioiosa e lirica dei balli e delle feste popolari.
I capolavori qui raccolti testimoniano quanto, al di là dello stereotipo che troppo frequentemente lo identifica solo come pittore della spensieratezza e della gioia di vivere, Renoir fu un artista in perenne ricerca, sempre pronto a misurarsi con il nuovo; al tempo stesso, un impressionista che sconvolge le regole della rappresentazione, e un classico che ama la bella tradizione.
Nessun’altra collezione al mondo è in grado di offrire una dimostrazione più eclatante di questo percorso di quella che le opere del Musée d’Orsay e dell’Orangerie permettono di presentare oggi a Torino.
Sala 1 – L’età della bohème – Ritratti reciproci a Parigi negli anni sessanta dell’Ottocento
Sala 2 – ‘Noi adoriamo le donne di Renoir’ [Marcel Proust]
Sala 3 – Il ‘mestiere del paesagista’ [Pierre Auguste Renoir]
Sala 4 – La scoperta dell’infanzia
Sala 5 – La “fortunata ricerca della dimensione moderna” [Émile Zola]
Sala 6 – A proposito delle Ragazze al piano
Sala 7 – “Bello come un dipinto di fiori” [Pierre Auguste Renoir]
Sala 8 – Il nudo,“una delle forme indispensabili dell’arte” [Pierre Auguste Renoir]
Sala 9 – Il testamento delle Bagnanti

Info: +39 0110881178
Dalle CollezionI del Musée d’Orsay e dell’Orangerie,
Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta, 31, fino al23 Febbraio 2014
Servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00
Orari: Martedì – Domenica: dalle 10.00 alle 19.30; Giovedì: la mostra si prolunga fino alle 22.30.; Chiuso il lunedì.
La biglietteria chiude un’ora prima.
Festività: Venerdì 1 novembre: 10.00-19.30
Domenica 8 dicembre: 10.00-19.30
Martedì 24 e martedì 31 dicembre: 10.00-14.00
Mercoledì 25 dicembre: chiuso
Giovedì 26 dicembre: 10.00-22.30
Mercoledì 1 gennaio: 14.00-19.30
Lunedì 6 gennaio: 10.00-19.30
BIGLIETTI: Solo MOSTRA
Intero  € 12,00, Ridotto € 9,00, Gruppi  € 8,00, Scuole   € 5,00
Famiglia € 24,00 (2 adulti + 1 ragazzo di età inferiore a 14 anni)
MOSTRA + GAM: Intero: € 15,00, Ridotto: € 11,00, Gruppi: € 10,00; Famiglia: € 30,00 (2 adulti + 1 ragazzo di età inferiore a 14 anni)
Per entrambe le soluzioni (Mostra o Mostra + GAM), Ingresso libero con Abbonamento Musei, Torino Piemonte e Torino + Piemonte Card!
I biglietti sono anche acquistabili online sul sito Ticketone o presso tutti i punti vendita della rete nazionale di prevendita TicketOne. Clicca qui, per sapere quello a te più vicino
VIDEOGUIDE: Disponibili in italiano, inglese e francese: € 6,00
Le visite avranno luogo nei seguenti orari:
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato alle 16.00;
Giovedì alle 19.00;
Domenica alle 10.30 e alle 16.00.
Prezzo: € 7,00 a persona (include radioguida)
É sempre consigliata la prenotazione al call center +39 0110881178 con diritto di prevendita (€ 1,50)
Visite guidate per gruppi
Solo MOSTRA
Scuole materne e elementari: € 70,00
Scuole medie e superiori: € 83,00
Gruppi: € 117,00
Scuole (in lingua straniera): € 103,00
Gruppi (in lingua straniera): € 137,00
MOSTRA + GAM
Scuole materne e elementari: € 80,00
Scuole medie e superiori: € 100,00
Gruppi: € 135,00
Scuole (in lingua straniera): € 120,00
Gruppi (in lingua straniera): € 155,00
I prezzi sopra riportati sono comprensivi del noleggio delle radioguide, che per le scuole e i gruppi con guida in mostra è obbligatorio.
Solo MOSTRA: Gruppi: € 30,00, Scuole (a classe): € 15,00
MOSTRA + GAM: Gruppi: € 35,00, Scuole (a classe): € 20,00.

Link: http://www.mostrarenoir.it/

BOLOGNA/FAENZA. Arturo Martini .

Una collaborazione inedita tra la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e la Fondazione del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, porterà a Bologna a Palazzo Fava (fino al 12 gennaio 2014) e a Faenza al MIC (fino al 30 marzo 2014) una straordinaria mostra dedicata al più importante scultore del ‘900 italiano: Arturo Martini.
A Faenza la mostra Arturo Martini. Armonie, figure tra mito e realtà a cura di Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche, espone una cinquantina di opere, significative della sua poetica e della sua idea di “armonia”, sia attraverso l’interpretazione della figura femminile tra mito e realtà, sia attraverso le opere degli ultimi anni caratterizzate da una accentuata ricerca formale.
Tra le principali opere in mostra sono da segnalare:
Ritratto di Fanny Nado Martini (1905), Davide Moderno (1908), La lettura (1910 ca), La fanciulla piena d’amore (1913), La lussuriosa (1918), La pulzella di Orleans (1920), Leda (1926), La leggenda di San Giorgio (1926-27), Presepio piccolo e grande (1926-27), La pisana (grande frammento) (1928), Lo spaventapasseri (1928-29), La Nena (1930), Odalisca (1930), Torso (1930), Donna sdraiata (1932), Vittoria Fascista (1932), Abbraccio-amplesso (1936-1940), Testa di Vittoria (1937- 38), Cavallo allo steccato (1943), Signorina seduta (1943), Donna sulla sabbia (1944).
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5, gruppi 5

Info:
fino al 30 marzo 2014
Luogo: Faenza, Mic – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Orario: martedì-venerdì ore 10-13.30, sabato-domenica e festivi ore 10-17.30, lunedì chiuso
Telefono: 0546 697311

Fonte: MiBAC, 8 ott 2013

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.micfaenza.org

TORINO. PIETRO PIFFETTI Il re degli ebanisti l’ebanista del re.

Consiglio regionale del Piemonte, Palazzo Lascaris, Torino, fino al 30 novembre 2013
Museo Accorsi – Ometto, Torino, fino al 12 gennaio 2014

La Fondazione Accorsi – Ometto ha allestito, fino al 12 gennaio 2014, nella sala dei pannelli cinesi del Museo, una mostra dedicata a Pietro Piffetti (Torino, 1701 – 1777).
L’occasione nasce dal recente acquisto da parte della Fondazione di un cofano forte dell’ebanista torinese, che andrà ad aggiungersi ai sette capolavori già presenti in Museo e a cui saranno affiancati una ventina di altre sue opere, per lo più inedite perché provenienti da collezioni private.
L’esposizione sarà curata direttamente dalla Fondazione Accorsi – Ometto e organizzata in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte, che ospiterà una parte della mostra.

Info:
Fondazione Accorsi – Ometto
Vittoria Cibrario 011 817 08 12 – v.cibrario@fondazioneaccorsi-ometto.it
Cristina Giusio 011 837 688 int. 6 – comunicazione@fondazioneaccorsi-ometto.it
Consiglio regionale del Piemonte: Elena Correggia 011 57 57 738 – elena.correggia@cr.piemonte.it 

VENEZIA. MANET. Ritorno a Venezia.

Continua il grande successo di pubblico e critica per la mostra “Manet. Ritorno a Venezia” allestita a Palazzo Ducale a Venezia, che in questi giorni ha superato i 100.000 visitatori.
Anche a fronte delle numerose richieste pervenute ai servizi di prenotazione e alle associazioni che realizzano i percorsi guidati, l’esposizione è stata prorogata fino a domenica 1 settembre 2013.
Organizzata e prodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, la mostra è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, progettata con la collaborazione speciale del Musée D’Orsay di Parigi e realizzata con il patrocinio della Regione del Veneto e della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna.
A cura di Stéphane Guégan, con la direzione scientifica di Guy Cogeval e Gabriella Belli e il progetto allestitivo di Daniela Ferretti, presenta uno straordinario corpus di opere del geniale artista francese e confronti mai prima d’ora resi possibili: uno su tutti quello eccezionale e irripetibile tra la Venere di Urbino di Tiziano (1538) e l’Olympia, (1863) – opera che per la prima volta lascia la Francia – mettendo finalmente in luce il rapporto di Manet con l’Italia, da lui visitata in tre occasioni e, in particolare, con l’arte veneziana del Cinquecento, con la quale l’artista entrò in contatto non solo durante la sua formazione al Louvre, ma anche attraverso due soggiorni a Venezia, nel 1853 e nel 1874.
La mostra espone inoltre alcuni capolavori assoluti di Manet, come Le Déjeuner sur l’herbe (1863 -1868 c.), Le fifre (1866), La lecture (1865-73), Le balcon (1869), Sur la plage (1873), Portrait de Mallarmé (1876 ca.) ecc., giunti a Venezia grazie agli eccezionali prestiti del Musée d’Orsay – istituzione che conserva il maggior numero di capolavori dell’artista – e di altri prestigiosi musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, la Bibliothèque Nationale de France, la Courtauld Gallery di Londra, il Museum of Fine Arts di Boston, la National Gallery di Washington, l’Art Institute di Chicago e molti altri.
Catalogo Skira-Milano.

Info:
Venezia, Palazzo Ducale

Link: http://www.mostramanet.it

RICCIONE (Rn). Ligabue Toni e la sua arte nel racconto di Cesare Zavattini.

E’ Cesare Zavattini l’illustre ‘Cicerone’ della mostra che Riccione dedica alla figura e all’opera di Antonio Ligabue (1899 – 1965).
A Zavattini, regista, sceneggiatore, scrittore, giornalista, nonché disegnatore e pittore, si deve, già negli anni ’50, il primo vero ‘approccio’ all’arte dei ‘candidi’ da parte della cultura figurativa ufficiale.
Memorabile è la sua monografia Ligabue, un testo poetico, edito da Franco Maria Ricci nel 1968. Non mancano poi le ‘prove’ di un interesse di Zavattini verso Ligabue anche sul piano cinematografico, come è testimoniato in mostra da importanti repertori inediti provenienti dalla ricca documentazione donata di recente dal figlio di Zavattini, Arturo, alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.
Idealmente, dunque, Cesare Zavattini può essere considerato il ‘regista’ di questa esposizione che si snoda tra le sale di Villa Franceschi e quelle di Villa Mussolini.
Circa ottanta le opere di Antonio Ligabue, tra dipinti, disegni e sculture, che ripercorrono le tappe fondamentali della sua vicenda umana ed artistica, dagli esordi fino agli ultimi anni di vita. Nell’ampia antologica, divisa per sezioni tematiche, non possono mancare i soggetti prediletti da ‘Toni’, tra i quali gli autoritratti dallo sguardo sempre carico di nuove intense inflessioni psicologiche e le raffigurazioni del mondo animale, nella sua ferocia primordiale. Immagini che catturano e incantano con la loro forza cromatica e l’apparente semplicità ma che, in realtà, paiono sottendere una complessità di rimandi culturali, di citazioni stilistiche e di contaminazioni con le varie arti visive, come il cinema e l’illustrazione.
Il percorso espositivo si conclude con una sezione dedicata a ‘Za’ pittore che comprende dipinti e opere grafiche realizzate tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, alcune delle quali esposte per la prima volta in pubblico, conservate presso i Musei Civici di Reggio Emilia.
L’esposizione è curata da Daniela Grossi e Claudio Spadoni, con la collaborazione di Sara Andruccioli e di Orlando Piraccini. Consulente scientifico per Ligabue è Augusto Agosta Tota. L’iniziativa è promossa dal Comune di Riccione con la collaborazione dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e del Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma.

Info:
Orari: tutti i giorni dal martedì alla domenica, Lunedì chiuso
1 luglio – 31 agosto: dalle ore 10 alle ore 15 e dalle ore 20 alle ore 23,30
1 settembre – 6 ottobre: dalle ore 10 alle ore 19
La biglietteria chiude un’ora prima.

Link: http://www.comune.riccione.rn.it/Engine/RAServePG.php/P/43381RPC0100/M/38531RIC0404

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali