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LONDRA. BELLINI, dalla Fondazione Querini Stampalia di Venezia alla National Gallery.

Mantegna and Bellini”, la mostra europea dell’anno, è “made in Venice”, almeno in parte.
Ad accogliere i visitatori che affolleranno la National Gallery di Londra per ammirare quella che è la più attesa mostra della stagione in Europa, sarà il “dittico” della Presentazione di Gesù al tempio, di Giovanni Bellini e Andrea Mantegna.
Il Bellini conservato alla Querini Stampalia di Venezia e il Mantegna patrimonio della Gemäldegalerie di Berlino (museo in cui la mostra londinese si sposterà dal 1 marzo 2019) sono già stati offerti all’ammirazione del pubblico e alle indagini degli esperti proprio nelle sale espositive dell’istituzione veneziana, a Palazzo Querini Stampalia.
Qui le due tavole sono state le protagoniste, sino allo scorso 1 luglio, di una mostra dossier curata da Brigit Blass-Simmen, Neville Rowley e Giovanni Carlo Federico Villa, con l’allestimento di Mario Botta.
Quella clamorosa anteprima ha conquistato l’interesse internazionale perché mai prima i due capolavori gemelli erano stati affiancati.
E saranno ancora loro, egualmente appaiati, ad aprire la spettacolare sequenza di una cinquantina di dipinti dei due maestri riunite alla National di Londra e poi nuovamente alla Gemäldegalerie di Berlino per quella che gli esperti prevedono essere “la mostra dell’anno”.
“Mi emoziona, afferma Marigusta Lazzari, che della Querini Stampalia è l’attivissimo Direttore, che la nostra “Presentazione” di Bellini sia stata scelta per accogliere i visitatori che a Londra e a Berlino andranno ad ammirare i due grandi maestri italiani.
Il primo e per molti versi storico confronto tra le versioni, apparentemente eguali eppur così diverse, delle “Presentazioni al tempio” di Bellini e di Mantegna che noi abbiamo anticipato in Querini Stampalia, ha offerto il termometro del sicuro successo che attende l’esposizione londinese e quella di Berlino.
Gli studi approfonditi messi in campo per il catalogo scientifico della nostra rassegna sono risultati fondamentali per tutti i cultori della materia.
Ci ha fatto quindi molto piacere fungere da “apripista” di un’operazione culturale europea di questo livello, rafforzando così i molti rapporti di collaborazione tra la Querini Stampalia e i grandi musei internazionali”.

Info:
Fondazione Querini Stampalia – Santa Maria Formosa – Castello 5252, 30122 Venezia, fino al 31 gennaio 2019
041 2711411 tel 041 2711445 fax
www.querinistampalia.org
Sara Bossi – cell. 339 8046499, tel: 041 2711441
e-mail: s.bossi@querinistampalia.org

POSSAGNO (TV). Dopo 200 anni. La scultura del Presidente Washington di Canova.

Direttamente da New York, dopo il successo al museo Frick Collection, approda a Possagno la mostra su Canova e George Washington.
L’iniziativa organizzata congiuntamente per celebrare i 200 anni dalla produzione da parte di Antonio Canova del modello per il monumento al primo Presidente americano, sarà ospitata negli spazi della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, rendendo così onore al grande scultore italiano, primo ambasciatore per l’arte italiana in America. A lui fu affidato infatti, il compito di scolpire il monumento destinato al Parlamento di Raleigh, nel North Carolina.
2018-19 Washington Possagno 01 - ph. Fabio ZontaEra il 1816 quando il Parlamento di Raleigh, nella Carolina del Nord, che voleva collocare una statua, a figura intera, di George Washington nella sala del Senato, incaricò Thomas Jefferson di ricevere lo scultore che meglio riuscisse in questa commissione.
Jefferson era convinto che nessuno scultore americano fosse all’altezza dell’incarico, e per questo propose il nome di Antonio Canova, uno degli artisti europei più celebrati.
Canova accettò l’incarico perché “Washington era un galantuomo” e rappresentò il primo Presidente degli Americani nelle vesti di un condottiero romano, mentre sta scrivendo la rinuncia al terzo mandato da Presidente degli Stati Uniti.
Era stato un evento eccezionale, forse unico, quello della rinuncia di Washington: che un uomo politico rinunciasse al potere in nome di un ideale di libertà era davvero grandioso.
L’opera venne svelata nel 1821, nel Campidoglio di Raleigh, e il plauso fu tale da richiamare visitatori da ogni dove.
Solo un decennio più tardi un tragico incendio divampò nel palazzo del Parlamento riducendo la statua a un ammasso di frammenti.
La mostra di Possagno ripercorre la storia del capolavoro perduto, probabilmente il monumento pubblico meno conosciuto fra quelli eseguiti da Canova. Per la prima volta si vedono insieme il modello preparatorio in gesso a grandezza naturale, quattro modellini preparatori, i relativi disegni e le incisioni di traduzione. Completeranno l’esposizione due busti di Jefferson e Washington realizzati da Hudon, due ritratti dipinti dei due presidenti americani, le prime idee di sviluppo per un monumento presidenziale e tutta la letteratura conosciuta su questo capolavoro.
La mostra è curata da Mario Guderzo in collaborazione con Xavier F. Salomon, Chief Curator della Frick Collection.
Il catalogo della mostra includerà la trascrizione di tutta la corrispondenza relativa alla commissione e saggi di Xavier Salomon, Mario Guderzo, e di Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum di Vicenza che aveva curato la mostra su Thomas Jefferson e Palladio.

Info:
Gypsotheca e Museo Antonio Canova, dal 10 novembre 2018 al 22 aprile 2019.
Phone: +39 0423 544 323
comunicazione@museocanova.it
www.museocanova.it

VENEZIA. Una collezione veneziana della Cassa di Risparmio.

La Fondazione Querini Stampalia si arricchisce, a partire dal 21 novembre 2018, di una nuova preziosa sezione. Saranno esposti i dipinti, le sculture e gli arredi appartenuti al patrimonio della Cassa di Risparmio di Venezia, ora Intesa Sanpaolo.
Quest?ultima, con un atto di grande visione culturale, ha voluto che questo autentico tesoro d?arte e di storia restasse in città, a disposizione del grande pubblico.
Per accoglierlo è stata scelta la Querini Stampalia, esempio raffinato di collezionismo e casa museo, luogo dove anche le opere d?arte e gli arredi concorrono a creare uno spazio aperto al confronto, all?incontro fra culture, attento alla crescita personale e alla diffusione della conoscenza.
?Per questa nuova collezione, che va ad integrare perfettamente quanto posseduto dalla Querini Stampalia, si può parlare di un “Tesoro ritrovato”, afferma il Presidente della Fondazione Marino Cortese, artefice dell?accordo con Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, che ha consentito l?importante operazione culturale.
“Che si tratti di un tesoro non vi è dubbio: la qualità e il livello delle opere saranno evidenti a chi verrà ad ammirarle. “Ritrovato” perché esce dai luoghi in cui era custodito. Ma si potrebbe anche dire “svelato”, continua Marino Cortese, “perché questi quadri, sculture, mobili, i preziosissimi libri, il monetiere, quando erano in Carive, non sempre erano fruibili dal pubblico. Un pensiero riconoscente va formulato agli amministratori della Cassa di Risparmio che nei decenni scorsi, con grande sensibilità, hanno dedicato iniziative e risorse per assicurare alla città di Venezia un patrimonio così prezioso per la sua storia culturale”.
Ad accogliere l’importante collezione saranno gli ampi ambienti del terzo piano della Querini Stampalia, prima destinati ad uffici. Qui Michele De Lucchi, su incarico di Intesa Sanpaolo, sta completando la creazione di uno spazio espositivo di grande eleganza e pulizia formale.
Nella successione di sale il pubblico potrà ammirare opere d?arte di ambito veneziano dal XVI al XX secolo, che spaziano dalla pittura alla scultura, dai mobili ai tappeti, agli orologi, dai disegni alle incisioni. Notevoli in particolare due dipinti di Canaletto, il grande bozzetto del Paradiso di Domenico Tintoretto e quello del Giudizio universale di Giambattista Tiepolo, oltre a opere di grandi maestri della scuola veneta fino a Caffi e Ciardi.
Tra le sculture opere di Arturo Martini e Alberto Viani.
Arredi significativi sono i bureau-trumeau, gli scrittoi, le consolle del XVII e del XVIII secolo, le specchiere, tra cui un bellissimo esemplare di manifattura muranese del XVII secolo che colpisce per la finissima e complessa fattura e per le notevoli dimensioni, un vessillo di San Marco della fine del Settecento e una bandiera della Repubblica del 1848.
Il terzo e non meno significativo nucleo di questa collezione è dato dalla “Biblioteca veneziana”. Ne fanno parte materiali bibliografici che trattano di storia, economia, arte della città di Venezia, raccolti con l?intento di tramandare la grande tradizione libraria lagunare e comprende edizioni rarissime della storia della stampa veneziana dal XV al XVIII secolo.
Un corpus di 454 manoscritti, bolle e leggi, oltre tremila libri, con l’editio del 1470 del De Civitate Dei per i tipi di Vindelino da Spira, un esemplare del Polifilo, datato 1499 e uscito dal torchio di Aldo il Vecchio, e oltre quattromila tra xilografie e incisioni. Tra queste opere di Coronelli, Ughi, Carlevarijs, Canaletto, Lovisa, Marieschi e un esemplare della grande pianta di Venezia di Jacopo de? Barbari che, accanto a quello già posseduto dalla Fondazione Querini Stampalia, dà conto della monumentale impresa del de? Barbari attraverso la comparazione delle due varianti. Queste opere saranno a disposizione degli utenti della ricca Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia, frequentata quotidianamente da centinaia di studenti e studiosi.
Su richiesta sarà possibile accedere anche alla collezione numismatica, costituita da un?importante raccolta di monete prodotte dalla Zecca veneziana che documenta la storia della Repubblica dalla seconda metà del XIII secolo fino al 1866, anno in cui la Zecca cessò definitivamente la propria attività. Comprende 149 oselle, 233 monete, 3 medaglie, 17 pezzi di cartamoneta.
Il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli così dichiara: “Valorizzare i beni artistici appartenenti a Intesa Sanpaolo, salvaguardare e promuovere le tradizioni culturali, l?arte e la storia delle diverse comunità nelle quali il Gruppo opera sono tra gli obiettivi prioritari del nostro Progetto Cultura. La condivisione con il pubblico delle collezioni ricevute in eredità dalla Cassa di Risparmio di Venezia, grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Querini Stampalia, risponde pienamente a tali finalità. In uno spazio rinnovato del prestigioso museo veneziano esponiamo un patrimonio di grande valore, espressione profonda dell?identità e della straordinaria storia della città, nonché testimonianza dell?importante ruolo svolto dalla Carive per la promozione culturale e sociale del territorio.”.

Info:
Fondazione Querini Stampalia Santa Maria Formosa – Castello 5252, 30122 Venezia
T. 041 2711411 – www.querinistampalia.org
Fondazione Querini Stampalia Sara Bossi
T. + 39 041 2711441 M. 339 8046499
e-mail: s.bossi@querinistampalia.org

TORINO. Torna la Sindone a Palazzo Madama. “La Sindone e la sua immagine.”

E’ stata inaugurata la mostra “La Sindone e la sua immagine. Storia, arte e devozione” in programma a Palazzo Madama fino a gennaio.
Palazzo Madama ospita il Museo Civico d’Arte Antica di Torino ed è uno dei più antichi ed affascinanti edifici della città. Fondato nel 1863 espone testimonianze architettoniche e di storia dall’età romana al Barocco di Filippo Juvarra. Le raccolte contano oltre 60.000 opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo bizantino all’Ottocento. In occasione della riapertura della restaurata Cappella della Sindone, mirabile opera di Guarino Guarini, Palazzo Madama propone dal fino al 21 gennaio 2019 la mostra “La Sindone e la sua immagine”.
L’allestimento, ideato dall’architetto Loredana Iacopino, è ambientato nella Corte Medievale di Palazzo Madama. Si tratta di un suggestivo ambiente fatto edificare da Cristina di Francia nel 1636. Il percorso espositivo ripercorre la storia della Sindone e le diverse funzioni delle immagini che l’hanno riprodotta nel corso di cinque secoli. Ovvero da quando il Sacro Lino fu trasferito da Chambéry a Torino nel 1578, per volere di Emanuele Filiberto di Savoia, fino ad oggi.
La rassegna presenta al pubblico un’ottantina di pezzi provenienti in particolare dal Castello di Racconigi e dalla Fondazione Umberto II e Maria José di Savoia. Oltre che dal Museo della Sindone di Torino e dalle stesse collezioni di Palazzo Madama. Dal Museo della Sindone provengono oggetti come la cassetta che trasportò la reliquia. E la macchina fotografica da campo utilizzata da Secondo Pia, il primo a documentare fotograficamente la Sindone nel 1898. Le raffigurazioni della Sindone sono realizzate in ricordo di Ostensioni avvenute in particolari festività ed eventi politici. Ma anche legate ad avvenimenti storici o lavori di alto livello esecutivo accanto ad altri più popolari.
Le opere in mostra
Si possono ammirare incisioni, disegni e dipinti su carta, su seta o su pergamena, ricami e insegne professionali dove la Sindone è presentata secondo rigidi modelli iconografici. Non mancano però tocchi di fantasia per quel che riguarda l’ambientazione e la decorazione. Nelle scene dipinte sono raffigurati anche diversi personaggi storici, sia ecclesiastici che reali. E oggetti come baldacchini, i simboli della Passione, le ghirlande fiorite, gli oggetti devozionali.

Fonte: www.lastampa.it, 7 ott 2018