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MILANO: Caravaggio e l’Europa.

Caravaggio e i pittori caravaggeschi nel catalogo ufficiale della più completa rassegna dedicata al movimento caravaggesco a oltre 50 anni dalla storica mostra milanese di Roberto Longhi.

Caravaggio e l’Europa prende in esame quello che può essere considerato un momento cruciale della pittura europea analizzando dettagliatamente, da un lato la portata rivoluzionaria di Caravaggio, dall’altro la folta schiera di artisti che furono influenzati dal suo drammatico genio e dalla nuova maniera caravaggesca che, con fulminea rapidità, in pochi anni si era diffusa in tutta Europa.

Ponendo a confronto le opere del grande maestro lombardo con quelle dei suoi epigoni, il volume esplora in modo esaustivo, grazie al lavoro di un prestigioso comitato scientifico presieduto da Vittorio Sgarbi, quella straordinaria rivoluzione artistica, destinata a estendersi all’intera Europa, che arriverà a influenzare anche il genio di Rembrandt in un nuovo rapporto tra luce e spazio, forma e colore.

Frutto di decenni di studi, ricerche, approfondimenti, contributi, documentazioni e nuovi ritrovamenti, Caravaggio e l’Europa intende offrire un panorama completo del movimento caravaggesco che durò circa una quarantina d’anni, dal 1595 al 1635, un arco di tempo che va dall’inizio del soggiorno romano di Caravaggio fino all’arrivo a Roma di Mattia Preti, ultimo importante protagonista del caravaggismo.

Il volume comprende i contributi critici di Vittorio Sgarbi (Caravaggio), Luigi Spezzaferro (Caravaggio in una prospettiva storica: proposte e problemi), Gianni Papi (Ribera a Roma: dopo Caravaggio, una seconda rivoluzione), Cecilia Grilli (Il collezionismo di Pietro Cussida a Roma e una seconda cappella della Pietà di San Pietro in Montorio), Sergio Benedetti (Alcune osservazioni sugli influssi italiani agli inizi della pittura naturalistica in Spagna), Rossella Vodret (Caravaggio e l’Europa), Liesbeth M. Helmus (Il carattere olandese del caravaggismo di Utrecht), Wolfgang Prohaska (Il “problema” di Trophime Bigot), Piero Boccardo e Anna Orlando (L’eco caravaggesca a Genova. La presenza di Caravaggio e dei suoi seguaci e i riflessi sulla pittura genovese), Mariella Utili (Mattia Preti, caravaggesco sui generis), Giorgio Neerman (Dall’immagine al suono).

Segue la sezione dedicata alla mostra con i saggi di Vittorio Sgarbi (Il fuoco di Caravaggio) e Gilberto Algranti (Caravaggio 1951. Ricordo di un Maestro e di una Mostra) e le schede di tutte le opere in mostra suddivise in otto sezioni (Caravaggio. I primi seguaci. La giovinezza di Ribera. Bartolomeo Manfredi, la manfrediana methodus e i pittori francesi. Pittori olandesi e fiamminghi. Il primo naturalismo a Napoli. La seconda generazione. Il primo tempo di Mattia Preti). Chiudono il volume le biografie degli artisti e la bibliografia.

Milano, Palazzo Reale
15 ottobre 2005 – 6 febbraio 2006

Vienna , Liechtenstein Museum
5 marzo – 9 luglio 2006

Link: http://www.skira.net

GENOVA: Romantici e Macchiaioli. Giuseppe Mazzini e la grande pittura europea.

L’esposizione presenta i Romantici e i Macchiaioli attraverso il gusto critico di una guida d’eccezione: Giuseppe Mazzini (Genova 1805 – Pisa 1872).

Mazzini fu sempre persuaso che per creare una vera nazione, oltre che rinnovare la società e le coscienze, fosse necessario unire anche culturalmente la penisola e che l’arte potesse svolgere un ruolo fondamentale in questo grandioso disegno. Mazzini identifica nel Romanticismo il movimento che ha saputo dare espressione agli ideali del secolo.

La mostra, per ricordare in modo originale il bicentenario della sua nascita, presenta i capolavori dei protagonisti del Romanticismo Italiano quali Canova, Appiani, Hayez, Camuccini, Luigi, Francesco e Giuseppe Sabatelli, Bezzuoli, Palagi, d’Azeglio, Molteni, Migliar, e molti altri. Nella seconda parte della mostra sono esposti i dipinti dei Macchiaioli, pittori rivoluzionari ispirati ai principi democratici e repubblicani mazziniani che volevano gettare, attraverso un’arte assolutamente diversa, le basi di una società nuova: una pittura alternativa dove il messaggio veniva affidato non più ai procedimenti narrativi o ad espedienti melodrammatici, ma alle forme e al colore. I capolavori di Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cecioni e Lega documentano l’influenza del pensiero e degli ideali mazziniani in questi artisti.

Info:
Genova, Palazzo Ducale, Piazza G. Matteotti, 9, fino al 12/02/2006; tel. 0105574000.

Fonte:My Art

TORINO: EPI OINOPA PONTON/QUEL MARE PURPUREO – Mostra collettiva alla Galleria d’Arte Allegretti.

Fino al 26 novembre 2005, a cura di Luca Vona da un progetto di Stefania Olivetta con la collaborazione di Gad Lerner e Fabrizio Iuli. Testo in catalogo di Luca Vona con un contributo storico di Giorgio Monestarolo
Mostra collettiva con opere di Alessandro Belgiojoso, Domenico Borrelli Jessica Carroll, Francesco Cervelli, India Evans, Claudio Gobbi, Antonio Loddo, Steven Meek, Carlo Pasini, Claudia Vitari.

L’arte ha sete di vino
‘Un’altra mostra sul vino? Ma era davvero indispensabile?’. Nel timore di trovarsi di fronte all’ennesima ‘variazione sul tema’ la domanda è più che legittima. Ma quella proposta vuole essere qualcosa di diverso da una ‘mostra a tema’, sul vino. Una grande quantità di parole è stata fatta scorrere intorno alla valenza culturale di questa bevanda, le cui origini si perdono almeno 6000 anni fa, a nord delle grandi pianure del Tigri e dell’Eufrate. Nonostante l’interesse ipertrofico nei confronti della relazione vino/cultura/arte, forse non è stato ancora saturato il campo d’indagine. Perché spesso l’analisi attenta (nei limiti consentiti da una proposta non solo educativa ma anche di entertainment quale è una mostra d’arte) del fenomeno ha ceduto il passo alla ripetizione di logori stereotipi, all’approccio puramente emotivo, e all’incensamento -più o meno manifesto- dell’azienda vinicola di turno.
Il vino è indubbiamente uno dei più importanti simboli sociali emersi lungo le coste del Mediterraneo. La sua storia, ricca di implicazioni religiose, filosofiche, estetiche, sociali ed economiche, rivela spesso singolari intrecci e parallelismi con la storia delle arti e della cultura. Basti pensare al ‘Simposio’ platonico, al ‘Gargantua e Pantagruele‘ di Rabelais, al celebre saggio kierkegaardiano ‘In vino veritas‘. Ma anche alle ceramiche attiche, i mosaici paleocristiani, le allegorie di Bosch, le nature morte fiamminghe e tanti altri capolavori dell’arte ispirati al fluido caro a Dioniso e a Cristo.
Nella convinzione che il vino costituisca ormai uno degli archetipi inscritti nel codice genetico della nostra civiltà e che come tale continui ad influenzare in maniera occulta o manifesta, cosciente o inconsapevole, gli artisti del nostro tempo, la mostra propone alcune opere (pittura, scultura, installazioni) dove la relazione arte/vino si esplica al di là del semplice aspetto didascalico, offrendo piuttosto un itinerario estetico informato dal vino a priori, un’arte cioè intrinsecamente eroica.Al fine di rispettare la piena autonomia dell’artista e di scongiurare il rischio di una figurazione celebrativa sfociante nella tautologia, il criterio di selezione delle opere in mostra è stato quello della ricerca, da parte del curatore, di un movente in qualche modo ‘colluso’ con l’universo di temi e simboli relativi al vino. La bevanda è inoltre presentata come il simbolo della capacità dell’arte di rinnovare se stessa (a dispetto dei necrologi che le sono stati dedicati a partire dal secolo scorso) nonché il mondo che la circonda (anch’esso dato più volte per spacciato e salvato all’ultimo da una certa dose di ‘ebbrezza’, capace di sovvertire l’ordine costituito).
La mostra prende le mosse da un’idea di Stefania Olivetta, direttrice di una giovane galleria d’arte contemporanea e di Fabrizio Iuli, giovane socio di una cooperativa vinicola, sensibile ai valori della cultura. La convinzione che vino e cultura possano trarre mutui benefici dal loro incontro, anima anche l’attività di un’altro socio della cooperativa, noto al grande pubblico televisivo e ai lettori della carta stampata come giornalista attento a questioni sociali e culturali di respiro internazionale. Si tratta di Gad Lerner, che da qualche anno, cerca di trascorrere la maggior parte possibile del suo (poco) tempo libero nel Monferrato (Piemonte).
La galleria non ha ricercato nella cooperativa vinicola una forma di sponsorizzazione. Né, come spesso accade, ha voluto utilizzare la creatività degli artisti coinvolti per rinnovare il packaging del prodotto offerto dall’azienda. Quella proposta è una mostra che nasce semplicemente dalla collaborazione di personalità capaci di assumere differenti punti di vista sul vino e il suo mondo, mosse da una comune passione e dal desiderio di approfondire la conoscenza di due campi di indagine eterogenei, eppure spesso intrecciati fra loro.

Info:
Allegretti Contemporanea – Via San Francesco D’Assisi 14 (10122) – Torino
Tel: +39 0115069646

Autore: Luca Vona

Link: http://www.allegretticontemporanea.it

Email: info@allegretticontemporanea.it

TREVI (Pg): “I Colori dell’Olio” – Incontri al Museo tra gastronomia e cultura e “Nel giardino di Mirò”- Mostra di opere grafiche di uno dei più importanti e significativi Maestri dell’arte del XX secolo.

L’iniziativa denominata I Colori dell’Olio nasce nel 2001 da una felice intuizione della Società Sistema Museo e del Comune di Trevi. Sin dal suo esordio la manifestazione ha inteso indagare le vicende culturali legate alla presenza dell’ulivo e dell’olio in area mediterranea, in stretta connessione con la vocazione di un museo che alla civiltà dell’ulivo è dedicato. L’intero progetto, accostando gastronomia, formazione e intrattenimento, rappresenta un momento di comunione tra cultura alta, accademica e cultura del territorio, cultura gastronomica, cultura della tipicità locale e proposta turistica.

La V edizione della Rassegna presenta un programma ricco di eventi e appuntamenti: dal 5 al 27 novembre il Museo della Civiltà dell’Ulivo di Trevi diventa luogo privilegiato per incontri, approfondimenti e curiosità legati alla cultura dell’olio e dell’ulivo. Dalla suggestiva apertura con il Concerto per gli Ulivi tra le colline di Trevi, alla scuola di cucina per imparare segreti e nuove ricette, dai corsi di degustazione, alle dimostrazioni pratiche per la preparazione di unguenti, tisane ed oli aromatici.

La Rassegna I Colori dell’Olio ospita inoltre un eccezionale evento espositivo: Nel giardino di Mirò (12-27 novembre 2005), una mostra di opere grafiche che illustra la straordinaria forza creativa dell’artista catalano fatta di segni e colore, attraverso due serie complete di litografie e acqueforti, oltre 30 opere ritoccate a mano che vanno dal 1928 agli anni Settanta e che sono poi state realizzate su carta e altri materiali dal 1960 al 1981.

L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 12 novembre alle ore 17,00, la presentazione è a cura del Prof. Italo Tomassoni.

Info:
Museo della Civiltà dell’Ulivo – Trevi<-orari di apertura: 10.30-13.00/14.30-17.00, chiuso il lunedì.

Ideazione e organizzazione
Società Cooperativa Sistema Museo – Servizi per i musei, il turismo e la cultura<-Link: http://www.icoloridellolio.it

Email: info@icoloridellolio.it

UDINE: Testimonianze bizantine dalla Calabria meridionale.

Fino al 20 novembre sarà presente, nei musei del Castello, la mostra “Testimonianze bizantine dalla Calabria meridionale” organizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, il Museo Diocesano di Locri – Gerace e Museo di San Paolo di Reggio Calabria.

La mostra intende presentare, mediante un itinerario che si snoda attraverso una quarantina di opere, un cammino di fede che si ispira all’arte bizantina e alle sue trasformazioni dal VII secolo ai nostri giorni.

L’articolo completo lo trovi su www.archeomedia.net, alla pagina:
UDINE: Testimonianze bizantine dalla Calabria meridionale.

Autore: Maurizio Buora