Archivi categoria: Mostre

COURMAYEUR (Ao): Alessandro Poma (1874-1960) – Colori e natura di Courmayeur.

Dal 27 dicembre 2005 al 9 gennaio 2006 (Tutti i giorni, orario 10,30 / 12,00 – 15,30 / 19,00)
Sala Mostre del Comune di Courmayeur.

L’artista, attivo a Roma fin dal 1899 alla scuola di Giulio Aristide Sartorio, intorno agli anni ’20 cominciò a frequentare Courmayeur in Valle d’Aosta, per poi trasferirvisi definitivamente dopo il 1930. Alessandro Poma ha lasciato una vasta produzione di opere ad olio e pastello presentate già dal 1896 alle esposizioni delle Promotrici di Torino e Roma. Alla sua morte nel 1960 i quadri sono stati dispersi tra gli eredi in Italia e all’estero. Solo adesso, dopo circa 50 anni, è possibile radunare un consistente numero di opere e avviare uno studio storico critico.

Non sono tanti i pittori che si inseriscono a pieno titolo nel filone della grande arte italiana tra XIX e XX secolo. Poma è uno di questi! La sua dimensione artistica si impone per la “forte scintilla interiore” che anima la sua pittura e per aver ereditato quella lezione di modernità che la felice stagione di Fontanesi, prima, e del suo maestro Lorenzo Delleani, poi, aveva lasciato come segno del prepotente rinnovamento artistico di quel periodo.

La mostra è promossa dall’Associazione A.R.V.A.P.P. (Associazione Ricerca Valorizzazione Artisti Pittori Piemontesi) Onlus, di Torino, che istituzionalmente si prefigge di far conoscere artisti piemontesi la cui notorietà od apprezzamento – per avversità, casualità, vicende private od altro – non renda merito al loro effettivo valore.

L’esposizione é la prima delle iniziative previste per proporre al pubblico ed alla critica le opere di un artista che per sua personale scelta volle restare nell’ombra, pur sicuro del suo genio. Mostra curata da Maria Luisa Reviglio della Veneria.

Presentazione della mostra: Aosta, 6 dicembre 2005, ore 16,30, Sala della Biblioteca Regionale Via Torre del lebbroso 2:
Torino, 13 dicembre 2005, ore 17,30, Sala Centro Servizi V.S.S.P. – Via Giolitti 21, secondo piano, con il patrocinio di Regione Autonoma Valle d’Aosta, Comune di Courmayeur, con il contributo di Credit Suisse (Italy), con la partecipazione di UNI.VO.C.A. Unione Volontari Culturali Associati.

Info:tel. cell. 338 5073099 (Lodovico Berardi Presidente Ass. A.R.V.A.P.P. Onlus), 333 3670926 (Maria Luisa Reviglio della Veneria).

Una presentazione dell’artista si trova in Auditorium, alla pagina:
Maria Luisa REVIGLIO della VENERIA: Alessandro Poma (1874-1960)

TORINO: Il “Grande Disegno Italiano” – LEONARDO E OMAR GALLIANI.

ARCHIVIO DI STATO E BIBLIOTECA REALE UNITI IN UNA SFIDA IMPOSSIBILE

Martedì 6 dicembre 2005 alle ore 18, a Torino, verrà inaugurata la singolare mostra “Grande Disegno Italiano. Omar Galliani-Leonardo da Vinci” negli spazi espositivi dell’Archivio di Stato -accanto al Teatro Regio, nella Piazzetta Mollino affacciata su Piazza Castello- e nella Biblioteca Reale, sempre in Piazza Castello a pochi passi dalla prima sede.

Curata da Marisa Vescovo con il contributo critico di Maurizio Calvesi e Flavio Caroli, la mostra comprende due sole opere a indicare una “sfida impossibile” fra il grande disegno italiano per eccellenza rappresentato dal volto dell’Angelo di Leonardo – preparatorio della famosa Vergine delle Rocce – esposto per l’occasione nella suggestiva Biblioteca Reale; e il “Grande Disegno Italiano” (5×6,2 metri, matita su tavola di pioppo) di un maestro del disegno contemporaneo: Omar Galliani, esposto all’Archivio di Stato.

Accanto alle opere originali in entrambe le sedi verrà proiettata una riproduzione del disegno “parallelo”, così che il visitatore della Biblioteca Reale, ammirando l’inarrivabile disegno di Leonardo potrà già leggere il segno dell’operazione curata da Marisa Vescovo. D’altra parte all’Archivio di Stato la proiezione del disegno di Leonardo introdurrà il visitatore al “Grande Disegno Italiano” posto su un cavalletto gigantesco e “specchiato” su una lama d’acqua a pavimento.

A compendio della mostra -il cui progetto espositivo è firmato dalla Galleria 2900 (Reggio Emilia) e dalla Galleria Giampiero Biasutti (Torino)- un documento realizzato dal videoartista Max.G che racconta in 10’ circa la genesi del disegno, che ha richiesto circa un anno di lavoro all’artista emiliano.

Un’operazione coraggiosa, fortemente estetica ed intellettuale eppure “popolare” e di grande fruibilità. Una mostra che può sembrare presuntuosa perché ingaggia allo stesso tempo una sfida all’arte contemporanea e un impossibile confronto con la storia. Protagonista il “Grande Disegno Italiano”.

E perché questo titolo non sembri una promessa di “excursus”, un filologico ripercorre i maestri del disegno…i tratti…le tipologie… ecco il manifesto che unisce Leonardo e Omar sotto l”ala” del disegno, vero protagonista dell’esposizione.

Organizzata dall’ALPGAMC Associazione delle Gallerie Liguri e Piemontesi con il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte la mostra “Grande Disegno Italiano. Omar Galliani-Leonardo da Vinci” sarà aperta al pubblico dal 7 dicembre 2005 al 15 gennaio 2006.

Il catalogo di Gabriele Mazzotta Editore prevede, accanto all’introduzione di Omar Galliani e ai testi critici di Maurizio Calvesi, Flavio Caroli e Marisa Vescovo, anche il contributo di due critici d’arte stranieri: Xin Xiao Feng e Isadore Rosa De Viejo.

Info:
Ingresso Archivio di Stato (P.za Castello 209, accanto al Teatro Regio) 3 €; ore 10-18.
Domenica 13-20. Lunedì chiuso. Biblioteca Reale (10-13). P.za Castello 191

BOMARZO (Vt): Viaggio in Italia- Identità di dodici artisti contemporanei internazionali.

“Viaggio in Italia” vede protagonisti 12 artisti Mahshid Mussavi, Minou Amirsoleimani/Iran; Alì Assaf/ Iraq; Janine Von Thungen, Trude Ohrt Fumo/Germania;; Oan Kyu/Corea del Sud; Virginia Ryan/ Australia; Flavio Micheli, Michel Pellaton/Svizzera; Naoya Takahara, Uemon Ikeda /Giappone; George Zogo/Camerun; provenienti da tutte le parti del mondo, che dopo il tradizionale Gran Tour hanno scelto di eleggere l’Italia come loro patria di adozione.

Come gli intellettuali del Settecento, questi artisti sono partiti per il viaggio in Italia per completare la loro educazione artistica, hanno lasciato il loro paese per arricchire la loro cultura e conoscere lo stato dell’arte al di fuori del loro paese.

Alcuni di loro sono arrivati in Italia anche per raggiungere un ‘amore’, altri per lavoro, altri ancora per caso, il destino li ha portati in Italia e il destino ha deciso di trattenerli. Nei loro racconti si comprende come la graduale metamorfosi genetica del viaggio si sia cristallizzata da esperienza momentanea individuale, a scelta di un’intera esistenza.

Wolfgang Goethe nel suo famoso romanzo “Viaggio in Italia” scrive: “Era dunque scritto, sulla mia pagina, nel libro del Destino, che la sera del 28 settembre del 1786, alle cinque secondo il nostro orologio, passando dal Brenta nelle lagune, dovevo, subito dopo, scorgere questa meravigliosa città insulare, posarvi il piede, e visitare questa “repubblica di castori” Sia lodato Iddio!” facendo così coincidere le ragioni tradizionali del viaggio con l’ineludibilità del destino.

L’esegesi di un viaggio che si trasforma a scelta di vita è la peculiarità degli artisti presenti in questa mostra, che con il loro background culturale consegnano all’Italia un contributo prezioso attraverso le fonti visive e quelle letterarie, le parole e le immagini dei loro paesi d’origine, amalgamati alle tradizioni dell’Italia.

Le identità degli artisti dei vari paesi e le loro molteplici esperienze che si amalgamano e si confondono così da creare altre identità e nuovi ibridismi culturali.

La mostra è stata allestita a Bomarzo presso Palazzo Orsini, splendido esempio di architettura rinascimentale costruito da Vicino Orsini nel 1523 sopra i resti del vecchio castello medievale di cui rimangono visibile le mura di fortificazione.

Info:
ORARIO: sabato e domenica 10-13 / 16-19 e per appuntamento, fino 4 dicembre 2005;
ORGANIZZAZIONE: Associazione Kyo, Tel/Fax 0761-340378 – portatile 3294519158
Catalogo edito da Gangemi, con contributi critici di Marcello Carriero, Roberta Giulieni, Micaela Nardi, Martina Pelosi, Enrico Petti, Gioa Pica.
UFFICIO STAMPA:Massimiliano del Ninno ufficiostampakyo@tele2.it ,portatile 3282710645

Email: ufficiostampakyo@tele2.it

VENEZIA: Da Bellini a Tiepolo.

Per la mostra veneziana, ospitata nell’area neoclassica al primo piano del museo Correr, sono stati selezionati cinquanta dipinti veneti e veneziani databili dal XV al XVIII secolo, abitualmente dislocati nelle diverse residenze della famiglia, riuniti per la prima volta in quest’occasione a formare un suggestivo percorso.

Spicca, tra le opere in mostra, la celebre Madonna in Rosso di Giovanni Bellini, ma sorprendono anche la varietà e la completezza delle presenze di maestri del Seicento e Settecento, dal Padovanino a Sebastiano Mazzoni, da Sebastiano e Marco Ricci, a Giannantonio Pellegrini e Jacopo Amigoni, da Canaletto a Francesco Guardi, da Pietro Longhi a Giandomenico Tiepolo, per citarne solo alcuni, in un dipanarsi di temi sacri e profani, mitologici e biblici, di allegorie e di vedute, di paesaggi e ritratti che documentano efficacemente, come in un vasto insieme, culture e idee, valori e linguaggi, legami e diversità nell’espressione artistica di una grande civiltà.

Info:
Venezia, Museo Correr, Piazza San Marco, fino al 26/02/2006 – tel. 041520907

Fonte:My Art

LODI: L’INQUIETUDINE DEL VOLTO. Da Lotto a Freud da Tiziano a De Chirico.

Una mostra dedicata al ritratto alla Banca Popolare di Lodi.

La Banca Popolare Italiana ospita la mostra ‘L’Inquietudine del volto. Da Lotto a Freud da Tiziano a De Chirico’, promossa dalla Provincia di Lodi,con il supporto della Banca Popolare Italiana, ideata e curata da Vittorio Sgarbi, con il coordinamento generale di Gilberto Algranti e l’organizzazione dell’Associazione Culturale Tekne.

Una mostra appassionante, dedicata al ritratto come momento di identità e di essenza interiore. Il percorso espositivo, denso di figure e soprattutto di sguardi, presenta una selezione di 120 opere dal Cinquecento ad oggi: di maestri antichi come Lorenzo Lotto, Tiziano, Bartolomeo Passerotti, El Greco, Gian Lorenzo Bernini, Guercino, Ferdinand Voet, Fra’ Galgario, Giacomo Ceruti, Vincenzo Vela, e di artisti del Novecento e contemporanei, fra cui Adolfo Wildt, Giorgio De Chirico, Oscar Ghiglia, Fausto Pirandello, Antonio Ligabue, Andy Warhol, Arturo Nathan, Enrico Colombotto Rosso, Gianfranco Ferroni, Tullio Pericoli, Maurizio Bottoni, Alessandro Kokocinski, Aron Demetz e naturalmente Lucien Freud.

‘Ritrarre’ (re-trahere) significa ‘tirar fuori’, ricavare con colori, marmo o altra materia, l’effige, il simulacro di un individuo. L’arte ha il potere di ‘simulare’ cioè riprodurre e tenere vivi non solo la forma ma l’unicità interiore del soggetto ritratto, facendo affiorare il suo carattere, l’anima. Oltre l’aspetto fisico e i segni esteriori che ne indicano il ruolo sociale. Il ‘ritratto interiore’ si irradia grazie alla capacità dell’artista di far parlare – soprattutto attraverso lo sguardo – ansie, sussurri, cenni d’intesa, esitazioni, smorfie di dolore. L’immagine diventa allora così ‘verosimile’ da rubare la vita ai viventi, in grado di commuovere e durare più della realtà.

Nella galleria ideale della mostra scorrono ritratti diversi per epoca e genere, in posa o naturali, celebrativi, allegorici, evocativi, paurosi, avvincenti, struggenti, paralizzanti, rasserenanti.

In tutti si riconoscono non personaggi ma uomini, presenti e fragili con le loro debolezze. Voci distinte eppur vicine nel tempo dell’arte, che interrogano la vita o si preparano alla morte. Una teoria di figure intere, mezzi busti, corpi contorti o composti, ma soprattutto volti, la parte che subito attrae, nel ritratto come nella realtà, la curiosità e l’indagine di chi guarda. Nel volto, velo dell’anima, maschera e rifugio, è lo sguardo infine che apre la ‘porta del cuore’, che consente il passaggio dall’esteriorità dell’esperienza all’intimità dell’essere. Lo sguardo può ‘svelare’ o suggellare per sempre.

Dal Cinquecento, dai ritratti psicologici di Lotto e Tiziano, primi grandi interpreti di una pittura dell’anima, si incontrano in questo viaggio uomini che raccontano nei secoli la propria unicità, offrendo un ‘ritratto interiore’ che palpita per sempre nella materia dell’arte. Tutti sono riconoscibili, distinti per la loro psicologia più che per segni esteriori.

Il percorso della mostra parte dalle opere di Lorenzo Lotto, pronto a cogliere la sensibilità di un’umanità sofferente ed emarginata, con la stessa straordinaria acutezza che nel Novecento un altro pittore italiano, Fausto Pirandello, saprà esprimere. In entrambi c’è la volontà di dipingere i ‘vinti’, quelli fuori dalla Storia, quelli per cui non c’è il potere e la gloria, ma solo la fragile condizione umana. Con anticipo di quattro secoli, Lotto affonda l’introspezione nelle fragilità dell’uomo, intercetta i movimenti dell’anima più segreti e più dolorosi. I suoi ritratti, in mostra Giovane in nero e Ritratto di Ludovico Avolante, capolavoro indiscusso, sono portatori di un’inquietudine che sarà caratteristica dell’epoca moderna. La sua visione del mondo e dell’uomo lo affianca idealmente agli artisti del Novecento fino alla generazione contemporanea. Si accostano alle opere di Lotto i celebri Ritratto di Sperone Speroni e Ritratto di Giulio Romano che regge la pianta della Cappella Palatina di Mantova di Tiziano, il Ritratto di gentiluomo di El Greco e il Ritratto di gentildonna di Scipione Pulzone. Fra le opere del Seicento, secolo in cui la ritrattistica diviene soprattutto strumento per rappresentare e celebrare il prestigio e il potere di cardinali, papi o grandi nobili, si distinguono per intensità espressiva il meraviglioso Ritratto di Francesco Rigetti del Guercino e il Ritratto del fratello di Gian Lorenzo Bernini. Nel Settecento si avverte il passaggio dal ritratto ufficiale, composto, alle espressioni rubate di figure non in posa o in atteggiamento disimpegnato, come nel Ritratto di pittore (il Cerighetto) e nel Ritratto di Bertrama Daina de Valsecchi di Vittore Ghislandi, detto Frà Galgario; fino ai ritratti-confessione e alle immagini di dimessa quotidianità, che diventano documento di una condizione sociale, come l’Uomo con boccale e l’Autoritratto come pellegrino di Giacomo Ceruti. Nell’Ottocento si intensifica e prevale la rappresentazione naturalistica, spesso carica di sentimentalismo come testimoniano, pur nell’intento di ufficialità, Bongiovanni Vaccaro, Vela e Faruffini ‘Nessuna forma d’arte meglio del ritratto può interpretare l’anima contemporanea, con tutte le sue complicazioni e darne la mutevole essenza. rende un momento speciale della vita di un uomo. sintetizza tutta la vita, tutto l’essere umano’ (P. De Luca, Impressioni sulla V Esposizione Internazionale di Venezia, 1902-03). Con il Novecento, il secolo che affina l’indagine sulla psiche e sugli stadi emozionali più profondi dell’uomo, proprio nel ritratto si condensa la ricerca dell’identità, il tentativo di ricomporre i frammenti dell’essere e di dare ragione o soltanto consapevolezza al senso di solitudine e al male di vivere. Documento fondamentale, il ‘ritratto interiore’ fa affiorare incubi e sogni, rende visibile e dunque conscia la paura del nulla.

La sezione dedicata al Novecento costituisce, per qualità e quantità di opere, il cuore del percorso: fra gli altri sfilano i dipinti di Giovanni Costetti (Ritratto di Luc Dietrich, di G. Lanza del Vasto e di V. Guy), Giorgio De Chirico (Autoritratto), Oscar Ghiglia (Ritratto di Giovanni Papini), Carlo Levi (Ritratto di Umberto Saba), Scipione (Ritratto del Cardinal Vannutelli), Antonio Ligabue (Autoritratto), e Fausto Pirandello, le cui opere possono essere considerate il più emblematico ed articolato manifesto della ricerca dell’identità tentata per varie strade nel corso del secolo. Nelle sue visioni, taglienti e improvvise, la figura umana si frantuma quasi fino alla dissoluzione, schiacciata dall’incertezza esistenziale e dall’isolamento.

Dalla sua Bambina seduta riparte idealmente la ricerca dell’arte attuale, che si fissa ancora in volti e figure, maschere nuove ma intente ad esprimere, con linguaggi a volte di estrema durezza o spiritualità, le inquietudini di sempre. Fra gli altri artisti in mostra, Gianfranco Ferroni (Autoritratto), Arturo Nathan (Autoritratto), Enrico Colombotto Rosso (Incendio), Tullio Pericoli (Samuel Beckett), Maurizio Bottoni (Autoritratto in compagnia della morte), Aron Demetz (Il collezionapeccati).

Info:
Fino al 12 febbraio 2006; da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00, chiuso il lunedì e il 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio
Lodi, Banca Popolare Italiana

Fonte:Exibart on line