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CHIUSA PESIO (Cn). In vino ars.

La rassegna artistica “In vino ars” a cura di Mirko Paternò lega il piacere del bere a quello del vedere. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di creare una serie di prodotti artistici ispirati dalla tradizione vinicola del territorio cuneese, vera e propria eccellenza del made in Italy.
A ogni artista contattato è stato chiesto di rielaborare una comune bottiglia di vino, in modo tale da donare un valore aggiunto, affettivo e artistico, a un prodotto territoriale che da secoli viene realizzato con estrema cura e attenzione e che è riconosciuto nel mondo per la sua peculiare qualità.
Si è pensato di presentare questo non tradizionale modo di intendere l’arte in un luogo conviviale come un ristorante anziché in una galleria o in un qualsiasi altro luogo abitualmente dedicato all’esposizione artistica, appunto per celebrare il vino (inteso non solo come prodotto ma soprattutto come espressione culturale di una società) nel luogo a esso più congeniale: un luogo cioè deputato all’amore per il buon cibo, la buona compagnia e, naturalmente, il buon bere.

Info:
dal 2 dicembre 2006 al 26 febbraio 2007
sala mostre del Ristorante Tomasi, via Beinette 25, Chiusa Pesio (CN) -Orario: dalle 20 a mezzanotte ; ingresso libero.
tel. 338.92.56.700/ 0171.73.55.82. fax 0171.73.00.64


ARTISTI PARTECIPANTI: Alessia Occhilupo, Antonella Giua, Carla Palazzo, Cristina Barale, Enrico Donalisio, Federica Scali, Gelly Morra, Maria Alessandrini, Michela Degioanni, Roberta Bonavia, Romina Chey e Veronique Pozzi – Attilio Tono.

Email: paternomirko@yahoo.it

FERRARA. André Derain.

Pioniere delle più audaci avanguardie artistiche del primo Novecento, dal fauvisme al cubismo, e precursore del classicismo degli anni Venti e Trenta, André Derain (1880-1954) è una figura chiave nella storia dell’arte moderna. In Italia, dove l’artista francese soggiornò nel 1921, Carlo Carrà, in una monografia pubblicata nello stesso anno, riconobbe in lui un profondo conoscitore dei maestri italiani del Rinascimento. Fin dagli esordi Derain aveva infatti affiancato la più ardita sperimentazione formale allo studio appassionato della tradizione, alla ricerca dei «segreti perduti» dei pittori antichi, tracciando una strada maestra seguita dai più insigni artisti italiani dell’epoca.

Questa mostra, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, è la prima retrospettiva dedicata in Italia a Derain da trent’anni a questa parte. L’esposizione, curata da Isabelle Monod-Fontaine, ricostruisce l’intero arco della carriera dell’artista, offrendo l’opportunità di riscoprire una delle personalità più affascinanti e complesse del Novecento.

Sin dalle opere giovanili, con le quali si apre la mostra, Derain mette in luce quel temperamento innovatore, che lo portò ad assimilare precocemente le conquiste degli impressionisti, di Van Gogh e di Gauguin, per approdare a quella rivoluzione nell’arte moderna che prese il nome di fauvisme. Negli abbaglianti paesaggi eseguiti nel 1905 a Collioure, in sodalizio con Matisse, e in quelli londinesi dipinti a partire dall’anno seguente per il celebre mercante d’arte Ambroise Vollard, un’esplosione di colori puri s’impone come il vero soggetto dell’opera. Anche i ritratti, icone fauve come Donna in camicia, evidenziano quelle dissonanze cromatiche e quell’irruenza nella stesura del colore, che sconcertarono il pubblico e la critica del tempo.

Non si era ancora esaurito il clamore suscitato dalla pittura fauve, che già Derain esplorava nuovi percorsi. A partire dal 1907, come i suoi amici Picasso e Braque, egli subì il fascino dell’arte primitiva e rimeditò la lezione di Cézanne, operando una semplificazione geometrica delle forme e una riduzione della gamma cromatica che partecipa della stagione cubista.

Elenco di alcune opere:

Il funerale, 1899 – Olio su tela, cm 47,3 x 37
New York, Pierre and Maria-Gaetana Matisse Foundation Collection

La salita al Calvario, 1901 – Olio su tela, cm 166 x 169,2
Berna, Kunstmuseum. Lascito Georges F. Keller, 1981

Le rive della Senna a Pecq, 1904 – Olio su tela, cm 85 x 95,5
Parigi, Centre Georges Pompidou, Musée national d’Art moderne. Dono di Charles Wakefield-Mori, 1938

Ritratto di Vlaminck, 1905 – Olio su carta, cm 42 x 33
Chartres, Musée des Beaux-Arts

I dintorni di Collioure, 1905 – Olio su tela, cm 59,5 x 73,2
Parigi, Musée national d’Art moderne – Centre Georges Pompidou. acquisito nel 1966

Lucien Gilbert, c. 1905 – Olio su tela, cm 81,3 x 60,3
New York, The Metropolitan Museum of Art. Dono di Joyce Blaffer von Bothmer, in memoria dei signori Robert Lee Blaffer, 1975.

Ritratto di Henri Matisse, 1905 – Olio su tela, cm 93 x 52,5
Nizza, Musée Matisse

Il ponte di Waterloo, 1906 – Olio su tela, cm 80,5 x 101
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Le due chiatte, 1906 – Olio su tela, cm 80 x 97,5
Parigi, Musée national d’Art moderne – Centre Georges Pompidou, acquisito nel 1972.

Donna in camicia, 1906 – Olio su tela, cm 100 x 81
Copenaghen, Statens Museum for Kunst

Madame Derain in abito verde, 1907 – Olio su tela, cm 73 x 60
New York, The Museum of Modern Art. Donazione anonima, 1942.

Nudo in piedi, 1907 – Scultura in pietra, cm 95 x 33 x 17
Parigi, Musée national d’Art moderne – Centre Georges Pompidou

Paesaggio a Martigues, 1908 – Olio su tela, cm 100 x 81
Sapporo, Hokkaido Museum of Modern Art

Alberi nei pressi di Martigues, c. 1908 – Olio su tela, cm 35 x 28,5
Copenaghen, Statens Museum for Kunst

Natura morta sul tavolo, 1910 – Olio su tela, cm 92 x 71
Parigi, Musée d’Art moderne Ville de Paris

Cadaquès, 1910 – Olio su tela, cm 60,5 x 73
Basilea, fondo di famiglia Rudolf Staechelin

Natura morta, 1913 – Olio su tela, cm 91,3 x 72,8
Washington, National Gallery of Art, dono della W. Averell Harriman Foundation, in memoria di Marie N. Harriman

Ritratto di Lucie Kahnweiler, 1913 – Olio su tela, cm 92 x 73
Parigi, Musée national d’Art moderne – Centre Georges Pompidou, donazione di Louise e Michel Leiris, 1984

Natura morta con tavolozza, 1914 – Olio su tela, cm 92 x 73
Copenaghen, Statens Museum for Kunst

Ritratto di ragazza, 1914 – Olio su tela, cm 61 x 50
Parigi, Musée Picasso

Ritratto di Alice Derain, 1920-21 – Olio su tela, cm 91,5 x 73,5
Parigi, Musée national d’Art moderne – Centre Georges Pompidou

L’italiana, 1921-22 – Olio su tela su compensato, cm 91 x 72
Liverpool, Walker Art Gallery, National Museums

Arlecchino, 1923 – Olio su tela, cm 92 x 73
Copenaghen, Statens Museum for Kunst

Nudo, c. 1925 – Olio su tela, cm 65,2 x 50,3
Saitama, The Museum of Modern Art

Il boa nero, 1935 – Olio su tela, cm 162,6 x 97,8
New York, The Metropolitan Museum of Art, The Pierre and Maria-Gaetana Matisse Collection, 2002

Due nudi e natura morta, 1935 – Olio su tela, cm 104 x 112
Troyes, Musée d’art moderne, donazione Pierre e Denise Lévy

Natura morta, 1935-37 – Olio su carta incollata, cm 76 x 94
Collezione privata

Natura morta, c. 1938-43 – Olio su tela, cm 88,5 x 145,8
Londra, Tate, acquisito con il contributo della Cognac Courvoisier, 1986

Natura morta con zucca (La zucca), 1939 – Olio su tela, cm 101,5 x 132
Santa Barbara Museum of Art, lascito Wright S. Ludington

Autoritratto con pipa, 1953 – Olio su tela, cm 35,5 x 33
Collezione privata

 
Info:

Ferarra, fino al 7 gennaio 2007 – Aperto tutti i giorni, feriali e festivi,lunedì incluso; orario: 9.00/19.00 orario continuato
Call Center Ferrara Mostre e Musei – Palazzo dei Diamanti – Corso Ercole I d’Este, 21 – 44100 Ferrara – tel. 0532.244949 fax 0532.203064;
lunedì-venerdì: 8.30/20.00  – sabato e prefestivi: 9.00/18.00
domenica, durante il periodo di mostra: 10.30/15.30

Biglietto d’ingresso: Intero: € 9,00 Ridotto: € 7,50, (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate), Gruppi (almeno 20 persone): € 7,50 (gratuito per 1 accompagnatore), Gruppi scolastici: € 4,00 (gratuito per 2 accompagnatori).

Gratuito: bambini fino a sei anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino, militari in divisa.

Tariffe Visite Guidate per Gruppi – massimo 25 persone: Adulti € 80,00, Scuole Medie e Superiori: € 65,00, Scuole Elementari e Materne: € 45,00.

Card Musei: La Card Musei consente l’ingresso a un prezzo di assoluto favore a tutti i Musei Civici e l’ingresso a prezzo ridotto alla mostra. È valida un anno ed è in vendita presso le biglietterie dei musei e della mostra.

Catalogo: Ferrara Arte Editore
Palazzo dei Diamanti – Corso Ercole I d’Este, 21 – 44100 Ferrara
tel. 0532.244989 fax 0532.203064 – e-mail: diamanti@comune.fe.it

Come raggiungere la mostra:
Dalla Stazione FF.SS.: Bus n. 3/c, collegamento ogni 20 minuti (fermata di fronte a Palazzo dei Diamanti); a piedi, in 20 minuti, seguendo Viale Costituzione e Corso Porta Po oppure Viale Cavour e Corso Ercole I d’Este.

 


 

Email: diamanti@comune.fe.it

NAPOLI. Campi Flegrei. Mito storia realtà.

L’itinerario parte dalla piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, ma si dirama lungo il litorale flegreo, con puntatine in antri che riservano mistero ed effluvi ancora oggi, come quello della Sibilla.
Il Grand Tour settecentesco riapre i battenti grazie a Retour nei Campi Flegrei: civiltà del futuro, un insieme di interventi -a finanziamento regionale più i partner del PIT, Piano Integrato Territoriale- mirati al restauro e alla valorizzazione dei “poli di vista”, che abbondano in un ambiente ricco di storia, ma puntellato dai casermoni dell’edilizia indiscriminata sviluppatasi dal dopoguerra.

Rione Terra, Pozzuoli, Anfiteatro Flavio: solo alcuni dei luoghi in cui aprono i cantieri per sviluppare l’imprenditoria locale, strutturando un percorso archeologico-architettonico-paesistico. Nel frattempo occorre un ripasso tra dipinti, antiche vedute cartografiche e gli occhi di cinque artisti napoletani contemporanei.

Due reperti classici, la Testa di Atena Lemnia (Museo Archeologico, Baia, I sec. a.C e prima metà III sec. d. C.) dal morbido incarnato, e la Testa di filosofo, indicano la presenza dei greci, fondatori di Cuma, la polis più antica d’Italia. Splendore paesaggistico magicamente incrociato di verde e azzurro, frescura dei boschi e scrosciare di mare: è qui che Virgilio conduce Enea per interrogare la Sibilla. Più in là si innalzano tempi a Serapide e residenze romane d’alta classe sorgono lungo la costa, come la villa Pausilypon (pausa dal dolore). Miniature in oro e scarlatto dedicate a Federico di Svevia (Napoli, bibl. nazionale, XIV sec.) dal poeta medico Pietro da Eboli con lo scorrere delle fonti termali.
 
Si fa avanti l’immagine scientifica, la veduta “a volo d’uccello”, la riproduzione realistica delle rovine archeologiche e della stratificazione del terreno nelle stampe a bulino e acquaforte del cartografo Joris Hoefnagel e Abraham Oertel, geografo nel 1580. A decretare la diffusione dei Campi Flegrei in tutt’Europa in pieno secolo dei lumi nei risvolti della stessa medaglia, intellettuale e scientifica, ricorrono brani su carta di viaggiatori letterati come Jean Houel (Rouen 1735-Parigi 1813) e Johann Wolfgang Goethe (Francoforte 1749-Weimar 1832), che accompagnò con l’acquarello leggerissimo il colore intenso di un tramonto nel 1787.

Non solo stranieri però. Anche Giacinto Gigante e la Scuola di Posillipo hanno lasciato tracce a piccolo formato nel ‘800, mentre i luoghi percepiti nell’immaginario attuale trova voce nei dipinti di Carmine Di Ruggiero, Gianni Pisani, Domenico Spinosa, Ernesto Tatafiore.
In una sezione a parte sono riuniti una ventina di scatti in bianco e nero di Mimmo Jodice: “un laboratorio in cui far coincidere il presente e la memoria”, come dichiara l’artista. “L’immagine e l’emozione e che mi ispira una lettura inquietante e poeticamente sospesa nel tempo e solo apparentemente non legata al quotidiano”.

Info:
Castel Sant’Elmo – Napoli, via Tito Angelini 20 (località San Martino), fino al 30 gennaio 2007  – prenotazioni: tel. 848 800 288; cellulare ed estero 06 399 970 50; scuole: 845 800 288

orari: tutti i giorni ore 9.00 – 18; chiuso il mercoledì;
biglietti: € 7.00 intero; € 3.50 ridotto. Catalogo Electa con testi di Nicola Spinosa.

Email: ufficioscuola@lineadarte.it

Fonte:Exibart on line

MILANO. Giorgio Sommer – Edmondo Behles – Viaggio in Italia – 1855/1865.

Sono passati ormai due secoli dall’ Italia del Grand Tour. Oggi si tratta di un paese radicalmente diverso. Un tempo il sole smussava i contorni del paesaggio e gli alberi proiettavano lunghe ombre all’orizzonte. Le città rivelavano il loro lontano passato e antiche rovine ospitavano remote memorie. Una storia durata migliaia di anni aveva disseminato le sue tracce in molti luoghi. Così, nobili e ricchi borghesi Europei abbandonavano le loro terre per lunghi periodi in cerca di storia, di arte, di istruzione. Viaggiavano a lungo alla ricerca di ciò che non avevano. E tutti si fermavano in Italia. Dove trovavano il sole, il mare, la luce, l’amore. L’arte antica. Tutti avevano bisogno di qualche ricordo con cui tornare in patria. Piccoli dipinti, disegni, fotografie. Nel 1839 era ufficialmente nata la fotografia e da lì a poco un precoce professionismo, costituitosi grazie alle nuove lastre al collodio che permettevano tempi di esposizione relativamente brevi. Molti viaggiatori del Grand Tour, dunque, raccoglievano nei propri album le immagini più celebri e affascinanti dei luoghi che avevano visitato. Il meraviglioso golfo di Napoli con il Vesuvio in lontananza, il Tempio di Nettuno a Paestum, Sorrento, il Camposanto a Pisa, la Certosa di Pavia entravano immancabilmente a far parte di un immaginario collettivo ed emotivo. Di chi l’Italia l’aveva già vista e di chi ancora doveva cominciare il viaggio. A seguito dei viaggiatori e delle loro esigenze un folto gruppo di fotografi professionisti si trasferisce nelle città d’arte italiane aprendo nuove attività commerciali. E’, tra questi, il caso del noto fotografo Giorgio Sommer, arrivato in Italia da Francoforte nel 1857. Negli stessi anni apre una società con il tedesco Edmondo Behles e l’uno a Napoli, l’altro a Roma forniscono a chiunque lo desideri incantevoli ricordi visivi da conservare e custodire. Per ricordare.
In mostra due differenti nuclei di immagini (uno primitivo – della seconda metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento e l’altro dei primi anni Sessanta) raccontano i tempi e i luoghi dimenticati di un’Italia che non esiste più. Venticinque delicate albumine (e carte salate) rivelano una dopo l’altra panorami assolati, maestosi monumenti, vedute di genere e scorci romantici. Si osservano, lentamente. E si ripensa alla storia, alla nostra storia.
Giorgio Sommer (Francoforte 1834 – Napoli 1914). Inizia la sua attività di fotografo in Svizzera dove esegue una documentazione fotografica dei rilievi montuosi per la Confederazione Elvetica. Nel 1857 si trasferisce a Napoli dove rimane per tutta la vita. Ha lavorato come fotografo in tutta Italia, in Austria, in Svizzera e a Malta. Nel 1867 sciglie la sua società commerciale con Edmondo Behles e continua a lavorare in proprio.

Info: dal 9 novembre al 23 dicembre 2006

Nepente Art Gallery (via Volta, 15, Milano) resterà chiusa da giovedì 7 a lunedì 11 dicembre inclusi.

 

Link: http://www.nepente.com

MILANO. Boccioni pittore scultore futurista.

Dal 6 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007 le sale di Palazzo Reale a Milano ospiteranno una mostra dedicata alla figura di Umberto Boccioni, artista tra i più noti del futurismo italiano, profondamente legato al capoluogo lombardo in cui ha vissuto e intensamente lavorato e di cui ha saputo interpretare la modernità e l’imponente sviluppo urbano e industriale del primo Novecento.

Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Milano, con il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Skira Editore, con il sostegno di Alfa Romeo e curata da Laura Mattioli Rossi, profonda conoscitrice di Boccioni e del futurismo italiano, cui ha dedicato anni di studio e attorno al quale ha organizzato alcune importanti esposizioni, la mostra vuole mettere in luce l’attività di scultore dell’artista, tra gli aspetti meno conosciuti della sua operosa attività .

Nonostante, infatti, le sculture di Boccioni siano note al grande pubblico – la più celebre, Forme uniche nella continuità dello spazio è stata persino scelta per rappresentare l’arte italiana sulla nostra moneta da 20 centesimi di euro, mentre il recente Guggenheim Museum di Frank O. Gehry a Bilbao si ispira dichiaratamente a Linee e forze di una bottiglia – l’attività scultorea dell’artista è stata sinora considerata parte del suo percorso creativo, ma non approfondita, a favore della più conosciuta attività pittorica e teorica.
 
Grazie invece a un lungo lavoro di ricerca della curatrice e alla collaborazione dei principali musei internazionali – tra i quali il Metropolitan di New York, il Musée Rodin di Parigi, il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, la Estorick Collection di Londra, oltre alle Civiche Raccolte d’Arte del Comune di Milano, con il loro fondamentale nucleo – sarà possibile presentare a Palazzo Reale circa settanta tra dipinti, disegni e sculture di Boccioni, in cui si evincono la passione, lo studio incessante, la teorizzazione e infine la realizzazione di opere nelle quali risulta preminente la voglia di esprimersi dell’artista attraverso forme spaziali autonome che saranno riconosciute come profondamente innovatrici nella scultura dell’epoca.

A confronto saranno poste alcune opere di celebri contemporanei di Boccioni, come Auguste Rodin, Pablo Picasso, Medardo Rosso, Giacomo Balla e Gino Severini. Una scelta di riproduzioni fotografiche – scattate soprattutto dallo stesso Boccioni – tratte da un eccezionale corpus studiato in questa occasione in modo analitico, accompagnerà i visitatori, offrendo una testimonianza visiva e di grande impatto dell’attività di Boccioni, del suo studio, delle relazioni familiari e di amicizia, delle esposizioni che all’epoca lo videro protagonista. Arricchiranno infine il percorso della mostra esemplari di cataloghi, libri, fotografie, lettere, documenti d’epoca, che renderanno il clima dell’esaltante periodo del primo futurismo, che Boccioni visse da protagonista.

Una mostra ricca di spunti, dedicata ad un grande artista milanese, le cui opere appartengono per la maggior parte a Milano e che illuminerà la sua figura facendolo conoscere maggiormente, ed amare, dai milanesi e da tutti coloro che sono affascinati dal futurismo italiano, movimento profondamente diverso dal cubismo, grazie al quale il nostro Paese riacquistò, all’inizio del Novecento, un ruolo centrale nel dibattito culturale europeo, figurando tra i protagonisti del radicale mutamento operato dalle avanguardie storiche.

Info:a cura di: Laura Mattioli Rossi, Milano, Palazzo Reale

Orari d’apertura: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30. Giovedì dalle 9.30 alle 22.30, lunedì chiuso.

Ingresso: intero  € 9,00, ridotto € 7,50, ridotto gruppi € 7,50 (min 15 – max 25 persone; gratuito per un accompagnatore) ;
scuole € 4,50 (min 15 – max 25 studenti; gratuito per due insegnanti accompagnatori), ingresso gratuito: bambini fino a 6 anni.

Prenotazioni gruppi e scuole (diritto di prevendita € 10,00 a gruppo) – Ufficio gruppi Charta: 199.112.112 (Dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, sabato dalle 8 alle 15. Pagamento: solo con carta di credito).

Prevendita biglietti (diritto di prevendita € 1,00) – http://www.vivaticket.it   – CallCenter VivaTicket: 899.666.805*
(Dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, sabato dalle 8 alle 15. Pagamento: solo con carta di credito).

Catalogo: Skira

Link: http://www.mostraboccioni.it