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ALESSANDRIA. Evoluzioni Sensoriali di Ornella Cordara.

Percorsi paralleli e una personalità eclettica.  Itinerari di vita quotidiana in cui la passione per il vino si confronta con quella per l’arte.

E’ la scelta di Ornella Cordara, apprezzata produttrice vinicola (sua è “Colle dei Venti” un’azienda di 10  ettari tra Langhe e Monferrato) .

Sul fronte della formazione pittorica, un lungo lavoro da autodidatta sulle diverse tecniche (acrilico, olio, pastello, smalto, tecnica mista) ha portato Ornella ad un’evoluzione artistica e poetica che trova oggi espressione anche nella creazione delle suggestive etichette che identificano la produzione dell’azienda di famiglia.

La più recente espressione creativa dell’artista, sarà ospitata per tutto il mese di luglio alla galleria d’arte moderna e contemporanea Les Artistes di Roberta Ossola, nel centro storico di Alessandria, in via Vochieri 14. 
In esposizione una trentina di realizzazioni tra cui opere a tecnica mista realizzate utilizzando legno, ferro e oggetti d’uso quotidiano oltre a grandi tele realizzate in smalto, acrilico e olio attraverso cui si può leggere il leit-motiv del percorso espositivo che dà il titolo alla mostra: “Evoluzioni Sensoriali” .

Info:
Les Artistes, via Vochieri 14 – Alessandria –  tel 0131 235430
fino al 28 luglio
Orari: Lun.-Ven. 16-19.30  – Sab. 10-12 / 16.19.30

Email: colledei4venti@lvirgilio.it

GENOVA. Moderni paesaggi d’autore – Paesaggi inediti in mostra.

Il Comitato Immagine Colore ligure inaugura la I Edizione della mostra di pittura, intitolata ‘Moderni paesaggi d’autore‘, ideata per la valorizzazione del genere paesaggistico nell’età contemporanea.
L’esposizione, curata dal critico d’arte Sabrina Falzone, prevede la divulgazione di un inedito corpus artistico comprendente una trentina di opere pittoriche, dotate di nuova linfa vitale e di notevole originalità iconografica e stilistica.
Varie le città raffigurate: Venezia, Santorini, Burano, Palmaria, Stromboli, Pistoia, Tel Aviv e numerose altre.
La collettiva genovese, imperniata sul tema del paesaggio letto in chiave moderna, resterà aperta dal 14 al 30 luglio 2007 presso l’Ars Habitat nel cuore di Genova.

Artisti:
Donata Almici, Domenico Asmone, Franco Cappelli, Paola Colleoni, Francesca Donadio, Chiara Fazi, Tiziana Felisi, Cecilia Geroldi, Gianluca Glerean, Franco Monari, Antonio Padovani, Luciano Rizzato, Elga Spignoli, Elena Vichi, Paolo Zambolin.

Info:
Genova, Ars Habitat (Palazzo Ratto-Picasso), Via San Luca 14
dal 14 al 30 luglio 2007
Organizzazione generale: Comitato Immagine Colore
Curatrice: Sabrina Falzone
Fotografi ufficiali: Studio ChiaroScuro di Fabrizia Caleari e Foto Video San Rocco.

Link: http://www.immaginecolore.com

Email: info@immaginecolore.com

ROMA. ALESSANDRO POMA (1874-1960) pittore a Villa Borghese.

Dal 21 giugno al 16 settembre 2007 al Museo Carlo Bilotti, mostra a cura di Maurizio Calvesi (62 dipinti, di cui 15 vedute di Villa Borghese).

Un pittore de operò tra ì secoli XIX e XX, rimasto fino ad oggi del tutto in ombra nonostante l’alto grado di professionalità. La mostra ‘Alessandro Poma (1874-1960). Pittore a Villa Borghese’, curata da Maurizio Calvesi e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, sarà a Roma al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese dal 21 giugno al 16 settembre 2007 per far conoscere al pubblico un artista ingiustamente, e troppo a lungo, dimenticato.

L’esposizione comprende 62 opere, scelte in modo da rappresentare tutte le fasi del percorso artistico dell’autore, centrando però l’attenzione su quelle ispirate a Villa Borghese, 15 in esposizione, per poter offrire ai visitatori una rara testimonianza storico artistica di luoghi cari a tutti i romani.
Maurizio Calvesi, nella sua presentazione, ha scritto ‘La pittura di Alessando Poma, misurata ma dinamica nei tagli compositivi, sensibile ed emotiva nel tratto, vibrante nell’uso ora sobrio ora ricco del colore, ha momenti di straordinaria intensità che fanno di Poma un qualificato rappresentante della pittura italiana prima dell’avventura futurista, pur in sintonia di ispirazione con il suo vicino di casa Giacomo Balla nella finezza della visione e nel suggestivo uso postimpressionista della luce”.

Nato a Biella nel 1874, Alessandro Poma completò gli studi classici e frequentò la Facoltà di Giurisprudenza a Torino. Diede poi corso alla sua vocazione di artista nell’ambiente piemontese dominato da figure di grande spicco, da Fontanesi a Delleani, da Avondo a Reycend, e ben presto si trasferì a Roma, nella privilegiata residenza della ‘Casina di Raffaello’ di Villa Borghese.
Dal 1901 fece parte dell’entourage di Giulio Aristide Sartorio ed ebbe frequenti contatti con “I XXV della Campagna Romana” (il gruppo di artisti nato nel 1904 con il proposito di rinnovare la tradizione pittorica nella raffigurazione “dal vero” dei luoghi nei dintorni di Roma e che proseguì la sua attività fino al 1930). Dipinse soprattutto paesaggi, in buona parte ispirati a Villa Borghese, ma trattò anche altri temi, dalla figura e dal ritratto alle scene di animali, particolarmente cigni, farfalle, o animali al pascolo.
Espose a Roma, Torino, Milano e Venezia, ma abbandonò l’ambiente delle mostre nel 1910 pur continuando a lavorare tutta la vita in solitudine, convinto che per poter meglio esprimere il proprio talento (del cui valore era profondamente consapevole) doveva uscire dai circuiti artistici dell’epoca.
Si chiuse in un isolamento quasi totale fino alla morte, avvenuta nel 1960 a Courmayeur.

Info:
Fabiana Magri:  +39 06 82077386, +39 340 4206813   f.magri@zetema.it
Gabriella Gnetti: + 39 06 82077305  +39 348 2696259 –  g.gnetti@zetema.it

Link: http://www.zetema.it

BOLOGNA. Incontro con la pittura 15 – Quadreria Emiliana – Dipinti e disegni dal Cinquecento al Settecento.

E’ con la consueta passione e competenza che la Galleria d’Arte Fondantico di Tiziana Sassòli mantiene fede al proprio appuntamento autunnale, giungendo a presentare al pubblico la sua quindicesima esposizione consecutiva, che sarà allestita nella prestigiosa sede di Via Castiglione 12/B, nel centro storico di Bologna.
Sono presentate circa quaranta opere che comprendono un’ampia e variegata scelta di dipinti e disegni di grande interesse, dal Cinquecento al Settecento.
In prevalenza saranno presenti artisti emiliani, o in ogni caso attivi in Emilia, famosi, ma anche piuttosto rari ed esclusivi, non sempre noti al pubblico più vasto, ma al contrario assai apprezzati in ambito collezionistico, ai quali si affiancheranno alcuni tra i protagonisti d’eccellenza della scuola pittorica emiliana.
Il Cinquecento è rappresentato da un delizioso e raffinato piccolo rame di Lavinia Fontana “Ritratto di dama”, mentre il Seicento è delineato da opere di: Flaminio Torri con una “Sacra famiglia con musici” di grande qualità; Michele Desubleo con un magnifico “Ragazzo con racchetta da pallacorda” raro esemplare di affascinante iconografia e Francesco Albani  “Diana e Endimione”.
Il Settecento è raffigurato da due delle anime più rappresentative del secolo: Donato Creti con “Ritratto di paggetto con cane” e Giuseppe Maria Crespi “Testa di Dio Padre”.
Il rococò più brioso è invece tratteggiato da un rame di Giuseppe Varotti “Il transito di San Giuseppe con gli angeli”, da due rami ovali con “Le storie di Esther” di Pier Francesco Cittadini, inoltre dalla serie dei “Cinque sensi” di Giuseppe Gambarini, da due deliziosi vedute di Giuseppe Zola “Paesaggi fluviali con viandanti” e infine da una raffinata veduta di Carlo Lodi con figure di Carlo Bertuzzi “Paesaggio fluviale con pastori”.
Tra i disegni spiccano opere del Burrini, Milani, Ubaldo Gandolfi e Felice Giani.
La mostra si rivelerà, come sempre, un’importante occasione per far conoscere al pubblico opere di notevole interesse scientifico capaci di affascinare non solo il mondo degli studiosi, ma anche quello più ampio degli appassionati d’arte.
In questa antologia sono presenti opere rare e di solito inedite, alcune delle quali provenienti da mercato internazionale, restituite dunque al mercato italiano con un’operazione che ha caratterizzato l’attività della galleria Fondantico in questi ultimi quindici anni.
La presentazione delle opere nel catalogo è curato dal prof. Daniele Benati, ed affidata ad alcuni dei maggiori specialisti dei vari settori.

Info:
Bologna, 27 ottobre – 22 dicembre 2007
Fondantico di Tiziana Sassoli – Via Castiglione, 12 b 40124 Bologna – tel e fax 051.265980
ORARIO: 10.00 – 13.00/16.00 – 19.30; chiuso giovedì pomeriggio e domenica.

Link: http://www.seleart.com/fondantico

Email: fondantico@tiscalinet.it

MILANO. Il Cenacolo a San Vittore.

La mostra si propone come momento conclusivo del progetto -Il Cenacolo a San Vittore-, realizzato grazie a una convenzione stipulata nel 2004 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano e il Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Casa Circondariale Milano S. Vittore.
I due Ministeri, sensibili alle aspettative di crescita culturale delle donne della sezione femminile di San Vittore, si sono avvalsi della collaborazione dell’associazione Progetto Casina, attiva da oltre 15 anni all’interno del carcere milanese, per sviluppare il laboratorio culturale ed artistico previsto dalla convenzione.
Il progetto -Il Cenacolo a San Vittore- e’ stato sviluppato, nel biennio 2005-06, da Antonella Ortelli, dell’associazione Progetto Casina, e da Lorenza Dall’Aglio e Ivana Novani, della Soprintendenza per i Beni Architettonici.

Dal 1980 il Cenacolo Vinciano e’ stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità e iscritto nei siti mondiali dell’UNESCO; riprodotto, descritto, commentato infinite volte, questo capolavoro e’ certamente tra le opere della pittura piu’ note al mondo ed e’ familiare anche a chi non conosce nulla della storia dell’arte.
Ci si e’ domandato se questo dipinto cosi’ famoso, ammirato da migliaia di persone provenienti da tanti paesi diversi, era in qualche modo conosciuto anche all’interno del carcere. Certamente alcune delle donne della Sezione femminile di San Vittore conoscevano il dipinto, altre ne avevano sentito parlare, la maggioranza, forse, no.

Il brevissimo spazio urbano che separa la Casa Circondariale di San Vittore dal capolavoro di Leonardo e’ uno spazio incolmabile per chi si trova ad essere privato della libertà ed e’ nata quindi l’idea di portare il Cenacolo a San Vittore.

L’immagine del dipinto e’ stata inizialmente presentata, all’interno del laboratorio, senza alcun commento, per stimolare il desiderio di conoscere delle donne coinvolte, senza condizionamenti culturali. La risposta delle donne e’ stata immediata: oltre l’iniziale curiosità si sono sviluppati un interesse e un coinvolgimento nei confronti della scena raffigurata, che hanno favorito il clima di scambio e condivisione caratteristico del laboratorio. Ogni donna, raccontando cio’ che vedeva nell’opera, ha raccontato di se’.
Le differenze di origine, di religione e di cultura sono diventate elementi di ricchezza comune. Partendo dall’osservazione dell’opera, l’attenzione si e’ concentrata sulla qualità e sui modi degli incontri che, di volta in volta, coinvolgevano le donne all’interno della biblioteca di San Vittore.
Attraverso l’utilizzo del disegno, della fotografia e del video, le donne si sono riaccostate consapevolmente alla propria immagine, postura, gestualità, in confronto e comunicazione le une con le altre. In questo clima culturale, la persona non vive un’esperienza solitaria e autoreferente, ma si trova a far parte di una dimensione collettiva di elaborazione e riflessione.
Si tratta di una dimensione propria del sentire femminile, nella quale la corporeità e’ parte centrale della relazione con se’ e con gli altri.
Una delle donne del Progetto Casina, ha sintetizzato cosi’ questo percorso culturale e di relazione: ‘Le immagini fanno venire dei pensieri. Nel Cenacolo ci sono dei personaggi ad un tavolo, proprio come noi quando abbiamo cominciato questo lavoro: sedute attorno ad un tavolo con una tovaglia bianca su cui abbiamo provato a disegnare qualcosa. Abbiamo pensato, cosi’, di iniziare a metterci -nei panni- degli apostoli e Gesu’, evidenziando un parallelismo con quelle immagini e riproducendo la stessa realtà. Ma solo con versi poetici siamo riuscite a descrivere l’aria che si respira nel Cenacolo.’

Nella Sagrestia del Bramante di Santa Maria delle Grazie, un ambiente di eccezionale suggestione, trovano spazio i lavori nati da un continuo scambio di idee con le donne recluse: le fotografie scattate durante il laboratorio, alcuni grandi disegni su fogli trasparenti di acetato, l’allestimento di una simbolica mensa e un video che documenta tutte le fasi del progetto. In dialogo con i ritratti fotografici delle donne, sarà esposta, una straordinaria serie di grandi fotografie del 1908, provenienti dall’Archivio della Soprintendenza, che raffigurano i volti degli apostoli di Leonardo.

Il Progetto Casina, avviato nel 1991 da Antonella Ortelli, Silvia Truppi e Carla Vendrami (con la collaborazione di Aldo Rocco e Luca Quartana), presso la Sezione femminile del carcere di San Vittore a Milano, si e’ proposto fin dall’inizio di costituire un originale spazio di relazione che coinvolgesse senza distinzioni di ruolo gli artisti promotori e le donne partecipanti. Il Progetto e’ un insieme di tanti elementi, artistici, umani e istituzionali strettamente collegati nella loro complessità.
La necessità di collocare l’esperienza artistica in una istituzione totale, programmaticamente estranea ad una dimensione estetica, nasce dal riconoscere a questa attività un carattere civile inteso come svolgersi di relazioni umane.

Il percorso del Progetto Casina e’ documentato: dal libro Progetto Casina. Immaginate. Poetiche fuori luogo dalla Sezione Femminile della Casa Circondariale di San Vittore (a cura di G. Zanchetti, Mazzotta, Milano, 2001); dalla rivista ‘Parata’ (4 numeri, 2003-2006) e dal video Parata, regia di Stefano Meldolesi, 2001, b/n, 35′.

La mostra e’ stata organizzata in collaborazione con il centro culturale ‘alle grazie’ – Padri Domenicani

Info:

SCRCS, tel. +39 3343820021 email: info@scrcs.org

La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dal 16 giugno al 15 luglio 2007  dalle ore 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.

Sacrestia del Bramante – Basilica di Santa Maria delle Grazie, via Caradosso, 1 Milano

Email: progettocasina@fastwebnet.it

Fonte:Undo.net