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MILANO. Ultime Cene.

Milano, fino al 16 febbraio 2008.  
360 metri e 20 anni. I 360 metri sono, suppergiù, quelli che separano il Cenacolo Vinciano in Santa Maria delle Grazie dalla sede della Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta 59.
Una vicinanza, quasi una contiguità fisica, che spinsero, vent’anni fa, il Credito Valtellinese a inaugurare la nuova sede espositiva nell’ex Refettorio delle Stelline, con una mostra che fosse un omaggio al capolavoro di Leonardo.
Per questo, non semplice, confronto venne chiamato Andy Warhol e nel gennaio 1987 si inaugurò la Galleria con la sua ormai celebre interpretazione dell’Ultima Cena.

Warhol realizzò una serie di serigrafie che rilessero l’affresco di Leonardo in chiave contemporanea. Le opere furono concepite espressamente per l’esposizione, che costituì un vero evento per la scena artistica milanese.

Il tema prescelto fu suggerito da Alexandre Iolas, allora direttore artistico della galleria, per un confronto a-temporale tra uno degli artisti contemporanei più significativi e la storia della pittura.

In occasione dei primi venti anni di attività della Galleria, la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ha scelto di presentare, non solo il capolavoro di Warhol, ma anche opere che, intorno al medesimo tema, vedono impegnati artisti come Avalle, Finotti, Laugé/Manzi, Nitsch, Raysse, Recalcati, Spoerri, Velasco…

L’innovativa proposta culturale nasce da una comune idea della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio e della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, unita alla volontà di collaborare con i Padri Domenicani del vicino Convento di Santa Maria delle Grazie.

La mostra, curata da Philippe Daverio con Dominique Stella, si sviluppa negli spazi della Galleria, nel Chiostro delle Stelline (antistante la Galleria) e nel Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie dove, fronte a fronte con l’Ultima Cena di Leonardo, verrà riproposta l’interpretazione del capolavoro che Andy Warhol realizzò nel 1987.

All’interno della Piccola Sacrestia, presso il Convento di Santa Maria delle Grazie, verrà presentata la nuova opera “heureux Rivages” di Martial Raysse sul tema del “pane e vino”.
Alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese saranno in mostra opere recenti, alcune delle quali realizzate per l’occasione, di artisti italiani e non. Daniel Spoerri con un’opera in marmo propone l’ultima cena di alcuni protagonisti della storia come Freud, Proust, Socrate, Cleopatra… Antonio Recalcati, in cinque oli, rappresenta il tavolo della cena “inquadrato” tra quattro apostoli; di Hermann Nitsch, verrà ricomposta parte dell’istallazione presentata al Centre Culturel Français di Milano nel 2000 (mostra organizzata da Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con CCF e AICEM): dodici dipinti di grandi dimensioni sui quali sono applicati i camici da pittore che rappresentano gli Apostoli intorno alla grande serigrafia su tela “Ultima Cena” realizzata nel 1983.
Di Novello Finotti sarà presente l’opera “A confronto”, una scultura in granito nero dello Zimbawe; di Filippo Avalle una scultura olografica; di Velasco un’istallazione, un grande tavolo bianco cosparso di briciole raccolte da un cane in bronzo. L’opera “Voies d’hommes” di Dominique Laugé e Valeria Manzi traccia i cammini degli Apostoli.

La mostra sarà accompagnata da una raccolta di cataloghi, uno per ogni artista presente, oltre ai cataloghi di Andy Warhol (1987), di Hermann Nitsch (2000) e Damien Hirst (2000).
Tra le molte proposte collaterali all’esposizione, da segnalare un incontro sul tema del Cenacolo tra Philippe Daverio, Frate Paolo Garutti, domenicano professore di Nuovo Testamento in Vaticano e a Gerusalemme, e sua eccellenza Mons. Carlo Chenis, Vescovo di Tarquinia.

Info:
Sedi Cenacolo Vinciano – Milano, Piazza Santa Maria delle Grazie n. 2 (Corso Magenta)
Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Corso Magenta n. 59 – Milano
Piccola Sacrestia presso Convento Santa Maria delle Grazie – Milano, Via Caradosso n.1 (Corso Magenta)
Fino al 16 febbraio 2008.
Orari e ingressi Cenacolo Vinciano, da martedì a domenica h. 8.15 – 18.45, chiuso il lunedì – INGRESSO A PAGAMENTO
Galleria Gruppo Credito Valtellinese, da martedì a domenica h. 8.15 – 12.00 / 15.30 – 18.45
chiuso il lunedì – INGRESSO LIBERO
Piccola Sacrestia, da martedì a domenica h.8.15 – 18.45
chiuso il lunedì – INGRESSO LIBERO
Informazioni al pubblico Cenacolo Vinciano: +39.0289.421.146 (la prenotazione è obbligatoria) – www.cenacolovinciano.it
Galleria Gruppo Credito Valtellinese e Piccola Sacrestia – +39 0248.008.015 – galleriearte@creval.itwww.creval.it

Fonte:Sussidiario.it

UDINE. Mirko Basaldella. I disegni (1935 -1964) e i gessi della donazione Zariski.

In occasione dell’antologica che dal 23 giugno al 14 ottobre di quest’anno Matera ha voluto dedicare in collaborazione con questi Musei a Mirko Basaldella nelle chiese Rupestri e nel Musma, curata Giuseppe Appella e Isabella Reale, la Galleria d’Arte Moderna di Udine espone la sezione dedicata alla sua intensa produzione disegnativa, che si affianca parallela all’opera plastica e pittorica dell’artista, e presenta i risultati della campagna di restauro condotta sui gessi donati al Museo nel 2001 da Vera Zariski, nipote di Serena Cagli Basaldella, moglie di Mirko.

Sessanta disegni tra il 1935 e il 1969, già esposti a Matera, ripercorrono le varie fasi della sua produzione a partire dall’alunnato presso Arturo Martini, rivelando da subito l’interesse per la sperimentazione tecnica e la ricerca di uno stile grafico individuale.

Accanto al fratello Afro e come molti artisti della Scuola Romana, Mirko adotta il disegno a calco e la punta d’argento, figurando con tale produzione in molte esposizioni lungo gli anni trenta e quaranta.

Analogamente alla sua concezione plastica, anche nel disegno divarica le strutture compositive non chiudendo l’oggetto entro la rigidità dei contorni. Il segno si dilata nello spazio bianco del foglio negli intensi autoritratti e ritratti alternando, nei paesaggi e nelle nature morte, zone di luce e addensamenti d’ombra, mantenendo sempre un senso dinamico nella resa spaziale. A partire dal 1944 il disegno rivela il deciso cambiamento di rotta impresso alla composizione dalla lezione cubista, che vede l’intervento piu’ deciso del colore attraverso l’acquarello e la tempera, e l’evoluzione astratta nelle composizioni dove il tema dell’intreccio tra bianco e nero e tra pieno e vuoto sviluppato nei monumentali cancelli per le Fosse Ardeatine si ripropone in infinite varianti, fino a occupare in un tessuto a incastro di alta valenza decorativa l’intera superficie del foglio. Lungo gli anni Cinquanta l’immaginario mitico, già parte del bagaglio culturale giovanile di Mirko, riaffiora sotto forma di presenze totemiche, di maschere e animali simbolici, o come traccia di antiche figurazioni di civiltà dimenticate, circondate da un alone fiabesco e magico.

Il segno sperimenta ulteriori possibilità di rilevamento dell’immagine nello spazio mediante tracciati paralleli, mentre il supporto cromatico, che vede spesso il ricorso alla tempera o al pastello ceroso, s’impreziosisce di suggestioni materiche sviluppando una vena d’immaginazione segnica e iconica sollecitata da una dimensione onirica di matrice surrealista. Direttamente dallo studio romano dell’artista, una straordinaria sequenza di gessi, terrecotte e cementi, facenti parte della donazione che la nipote di Mirko, Vera Zariski, ha voluto recentemente destinare alla città natale dell’artista, rivive alla luce di un accurato recupero conservativo condotto da Manuela Querin e Simonetta Gherbezza per conto del laboratorio di restauro di Renzo Lizzi.

A partire dalle sculturine fittili di evocazione arcaizzante con le figure dello Scita e dell’Oratore, ai richiami rinascimentali che animano il Ragazzo con cane, la testa di Mercurio e la Deposizione del partigiano, riproposizione dello -stiacciato- donatelliano in chiave drammaticamente contemporanea, proseguendo con la ricerca astratta imperniata sul dialogo tra concavo e convesso, pieno e vuoto e sui motivi a intreccio, condotta a partire dalla fine degli anni quaranta, fino all’evocazione mitica dei Totem e degli animali simbolici, percorsi da un decorativismo estremo, le principali tappe del percorso di Mirko sono qui rappresentate anche attraverso importanti esempi della sua produzione monumentale, come nel caso del bozzetto per il Monumento al Prigioniero politico ignoto, col quale si aggiudico’ il secondo premio insieme a Naum Gabo in un concorso internazionale di scultura.

Tale sequenza va ad arricchire l’importante collezione di sculture in bronzo, gessi, ceramiche, disegni e dipinti di Mirko che la Galleria d’Arte Moderna conserva, accanto al bozzetto e agli studi preparatori per la Cancellata per le Fosse Ardeatine, in un’apposita sala espositiva, in continuità con le opere dei fratelli Dino e Afro Basaldella.

L’esposizione, e’ visitabile fino al 30 marzo 2008 presso la sala didattica della Galleria d’Arte Moderna, appositamente allestita per l’occasione su progetto grafico di Bruno Morello, ed e’ accompagnata da apparati didattici illustranti le varie fasi del restauro e da una breve guida alla mostra a cura di Isabella Reale oltre che dal catalogo edito da Edizioni della Cometa in occasione della mostra di Matera.

Info:

Galleria d’Arte Moderna – p.le Paolo Diacono, 22 – Udine, fino al 30 marzo 2008.
Orari di apertura: martedi’-sabato 9.30-12.30 / 15.00-18.00 domenica 9.30-12.30. Lunedi’ chiuso

 

Fonte:Undo.net

ALBA (Cn). La collezione di Roberto Longhi: dal Medioevo a Caravaggio a Morandi.

Fondazione Ferrero, fino al 10 febbraio 2008.

Questa mostra celebra il lavoro e la vita di Roberto Longhi, uno dei più importanti storici dell’arte italiani del XX secolo.

Esposti in ordine cronologico, i 70 quadri riflettono i multiformi interessi di Longhi che andavano da ‘old Master’ come Dosso Dossi e Caravaggio a pittori moderni come Carlo Carrà e Giorgio Morandi.

Info:

Fondazione Ferrero, strada di Mezzo, 44 – Alba (Cn)

tel. 0173363480

PALERMO. La Tribuna di Antonello Gagini nella Cattedrale di Palermo. I Gagini e dintorni.

La mostra, attualmente in corso a Palermo, presso Palazzo Fernandez, rimarrà aperta al pubblico fino al 24 Novembre 2007 con lo studio che Salvatore Rizzuti, Scultore docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo e curatore della mostra, ha condotto sulla stessa.
 
La imponente e meravigliosa Tribuna che Antonello Gagini e figli realizzarono nella Cattedrale di Palermo fra il 1510 e il 1574, e che fu poi distrutta nel 1797, oggi riprende vita grazie alla accuratissima ricostruzione in scala 1:10 realizzata dal Prof. Salvatore Rizzuti e dai suoi allievi della Cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Il Plastico, fino ad oggi esposto al Museo Diocesano di Palermo, sarà in mostra fino al 24 Novembre 2007 a Palazzo Fernandez, sede storica dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

In occasione di questo evento sarà possibile ammirare anche ventotto opere scultoree del Rinascimento in Sicilia riprodotte dagli allievi di Scultura della stessa Accademia.

Info:
Palazzo Fernandez – Via Papireto, 22
Orari: Dal Lunedì al Sabato, 09:00 – 19:00

Maggiori informazioni sono disponibili nel sito personale di Rizzuti www.salvatorerizzuti.com alla sezione ‘STUDI’, da cui è possibile scaricare parte del catalogo in formato .pdf.

 

ROMA. Stella danzante di Michele Roccotelli.

La mostra “Stella danzante” del maestro Michele Roccotelli verrà inaugurata sabato 17 novembre ’07 alle ore 18,00 nella galleria “Il Mondo dell’Arte” a Palazzo Margutta di Roma.
“Bisogna avere un caos dentro di se per generare una stella danzante” (Nietzsche) così parlò Zaratustra e il maestro Roccotelli inventa stelle danzanti che formano caleidoscopi di scie colorate, forme illuminate, graffi di segni incisi. Sono allora stelle danzanti le idee di quest’artista, create dal tumulto energetico della sua mente, che lo porta a muovere tutto per generare “la stella danzante” più di luce, più di forma materia, nel fondo di un bianco canapone di una tela.
La pittura blocca ciò che è fuori per emergere ciò che è dentro: colluttazione di infinite, discordanti sensazioni e rivoluzioni interiori. E’ lei la stella danzante che si erge viva, eretta, che vigila quando scocca il suo felice momento creativo.
Per Michele Roccotelli la pittura è atto naturale, sovversivo, mai comandato, da schemi, regole e numeri, non consente dominio, non illustra un soggetto con provenienza, definizione, processo, intento. La sua creatività artistica viene stimolata nell’osservare cose che nessuno può pensare come arte: vecchi oggetti abbandonati, costruzioni di gomme cilindriche, tubi di gomma, vecchie carcasse, fiori, mobili sventrati, costruzioni rotte, muri belli, colmi di manifesti strappati, in una sorta di “action painting” del tempo, e i geometrici campi arati e forme di nuvole nere, di fumo, di fabbriche nelle periferie delle città; tutte queste informazioni dagli occhi stimolano la mente e la creatività dell’artista.
Michele Roccotelli. Nato a Minervino Murge nel ´46. S´è presto interessato alla pittura e ha cominciato ad esporre nel ´68. E´ presente, sotto invito, in prestigiose rassegne nazionali e fiere d´arte come Arte Fiera di Bologna, Padova, Miarte ed Expo-Arte di Bari dove, nell´82, ha partecipato a Spazio Giovane, con segnalazione della Galleria Marescalchi di Bologna.
Nell´88, ad Ottawa, l´Università e la Scuola d´Arte canadesi gli organizzano una personale.
Nel ´95 espone grandi opere in Austria e in Svizzera.
Espone in permanenza in gallerie estere austriache e tedesche. Nel ´96, tiene una prestigiosa personale a Munchen.
 Fra le sue ultime personali all´estero ricordiamo l´Art Miami Beach alla International Art Exposition e le opere sul ‘Mediterraneo’ esposte in occasione del Festival del Cinema dell´Est a Cottbus. Tra il 2001 e il 2004 è presente in molte gallerie tedesche ed austriache.

Info:
Inaugurazione  Mostra personale “Stella danzante” di Michele Roccotelli, Sabato 17 novembre ’07 ore 18,00, alla Galleria “Il Mondo dell’Arte”- Palazzo Margutta, Via Margutta, 55 Roma tel. 06 3207683 orario 10,30 -13,00/ 16,00 – 20,00
La mostra proseguirà fino al 24 novembre ’07.