Archivi categoria: Mostre

TORINO. Evviva il disegno ma anche il disegno viva.

Quinta edizione della manifestazione che avrà luogo negli spazi del palazzo in via San Francesco da Paola dove ha sede la Divisione Servizi Culturali del Comune di Torino,
luogo dove operatori, associazioni, cittadini transitano quotidianamente.

L’esposizione che propone opere di quaranta artisti è intitolata  VIVA  IL  DISEGNO.
Il titolo ha un doppio significato: ‘evviva il disegno’, ma anche ‘il disegno viva’.
Per tutti gli artisti il disegno è uno strumento indispensabile nelle fasi di ideazione e progettazione delle opere di ogni genere. Il Disegno è sempre stato anche straordinaria forma d’arte autonoma e completa in se stesso.
Una attenzione maggiore è stata data alle nuove proposte, ai giovani artisti che hanno bisogno di mostrare i loro lavori e di verificare il grado di aprrezzamento da parte del pubblico e della critica.
Non si è tralasciato anche un omaggio particolare a cinque personaggi di fama consolidata: Aimaro ISOLA, Piero RUGGERI, Carol RAMA, Piero FOGLIATTI, Luigi MAINOLFI.

Info:
Mostra visitabile dal fino  al 2 ottobre  2009, dal martedi al giovedi  ore 11  –  17
festivi e mese di agosto chiuso.
Visite fuori orario su appuntamento tel. 011 4430045 (Settore arti visive città di Torino).
 

Autore: Carlo Lo Cascio

VILLA MANIN DI PASSARIANO (Codroipo). Sergio Altieri Figure del Mito. Opere dal 1949 al 2008.

E’ stata inaugurata nelle sale del primo piano di Villa Manin, la prima grande mostra antologica dedicata a Sergio Altieri, artista nato a Capriva (GO) dove ancora oggi vive e lavora (fino al 18 gennaio 2009).
Altieri è uno dei protagonisti del panorama artistico della nostra regione, muove i primi passi nel campo dell’arte ancora giovanissimo nel 1949 esponendo le sue opere in mostre collettive e personali iniziando così un’avventura artistica, che non si è ancora conclusa. L’esposizione di Villa Manin racconta sessant’anni di attività ininterrotta, dal 1949 al 2008, attraverso sessanta quadri che ripercorrono tutti i periodi e le fasi creative di questo versatile artista.

Figure del Mito tocca, sia pure in necessaria sintesi, tutti i passaggi della pittura di Altieri, dagli inizi immersi in un espressionismo ruvido, ma ricco di concentrata tensione lirica, al momento realistico degli anni cinquanta, contrassegnato dai modi narrativi di un’epica popolare, della quale l’artista mette in evidenza soprattutto i valori di comunicazione e di cordialità umana, anche se non tralascia i grandi temi del periodo, la guerra partigiana, il lavoro, la tensione politica e sociale.

A partire dagli anni sessanta anche Altieri è toccato dall’esperienza informale, non per una sua adesione alla corrente, bensì nel senso di una liberazione di segno e colore che attribuiscono alla sua pittura le caratteristiche definitive: quelle di una trasformazione lirica di una realtà ottenuta attraverso un colore tonale sempre di qualche grado più intenso rispetto all’esperienza visiva, ciò che attribuisce alla sue immagini un tono in definitiva antinaturalistico, il tono di un mondo immaginato e fantasticato che finisce per essere una sorta di “modello” della realtà.

Non per nulla Altieri prende spesso i suoi temi dalla letteratura, specialmente dal Nievo del castello di Fratta, oppure da suggestioni tratte dalla storia dell’arte e della cultura, come nel caso del ciclo dedicato al “puer Jhoannes”, oppure a quello delle “ville venete” o delle “Venezia” per finire con le opere degli ultimi anni, ad una sorta di elegiaca e mitizzata rievocazione di un passato che è anche, nel desiderio, presente.

La mostra, a cura del critico Giancarlo Pauletto, è accompagnata da un ricco catalogo in cui compaiono, oltre ai testi introduttivi del curatore e del critico Toni Toniato, una serie di interventi tratti dalla vastissima bibliografia critica riguardante il pittore, tra i quali i testi di Elio Bartolini, Mario De Micheli, Amedeo Giacomini e Italo Zannier. Questi brani testimoniano ampiamente l’interesse suscitato, a partire dagli anni cinquanta, nei confronti del lavoro dell’artista, che nel corso della sua opera ha presenziato in moltissime mostre di carattere regionale, nazionale e internazionale.

Info:

fino al 18 gennaio 2009

orari: martedì – domenica dalle 9 alle 18

ROMA. Scuola romana. Artisti a Roma tra le due guerre.

Dal 1 Novembre 2008 al 11 Gennaio 2009.
La mostra, ideata e promossa dal Ministero degli Affari Esteri, ha l’obiettivo di divulgare e valorizzare uno dei capitoli più affascinanti della storia artistica italiana, in cui risalta una Roma vitale e arricchita dagli scambi culturali internazionali.

In mostra sono esposte circa 50 opere di autori quali Scipione, Renato Guttuso, Carlo Socrate, Afro Basaledella, Giuseppe Capogrossi, Francesco Trombadori, Mario Mafai, Cipriano Efisio Oppo, Antonietta Raphaël, Giuseppe Capogrossi, Pericle Fazzini, Antonio Donghi, Fausto Pirandello, Corrado Cagli. I prestiti provengono per la maggior parte dagli eredi, dagli archivi degli artisti e da istituzioni culturali a Roma e nel Lazio.

Sono tre le sezioni della mostra: l’artista e lo studio che racconta il processo ideativo dell’artista attraverso autoritratti e ritratti, angoli di studi e nature morte; la città dell’anima in cui le vedute dei luoghi prediletti degli artisti restituiscono il loro personalissimo modo di percepire la città di Roma. Infine il corpo, inteso nella sua fisicità o indagato attraverso la metafora, tematica particolarmente sentita nella Roma cattolica.

Curatore: Francesca Romana Morelli
Catalogo:Tipografia I.G.E.R.

Info
Casino dei Principi
Orario: 9.00-16.30; Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio; 24 e 31 dicembre 9.00-14.00
La biglietteria chiude 45 minuti prima.
Biglietto d’ingresso: Biglietto unico integrato Casino Nobile, Casina delle Civette, Casino dei Principi con Mostra: € 9,00 intero; € 5,50 ridotto; Biglietto unico integrato Casino Nobile, Casino dei Principi con Mostra; € 7,00 intero, € 5,00 ridotto.
Tel. 060608 tutti i giorni ore 9.00 – 22.30

PERUGIA. Viva l’Italia. L’arte italiana racconta le città tra nascita sviluppo crisi dal 1948 al 2008.

Fino all’11 gennaio 2009 a Palazzo della Penna di Perugia sarà allestita la mostra “Viva l’Italia. L’arte italiana racconta le città tra nascita, sviluppo, crisi dal 1948 al 2008‘ organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Giovanili del Comune di Perugia e curata da Luca Beatrice, storico dell’arte, critico e docente di Nuove tendenze dell’arte all’Accademia di Brera.
 
Filo conduttore della mostra è la città, teatro privilegiato dei cambiamenti più significativi che l’Italia ha attraversato dal dopoguerra a oggi.

Nelle prime sale si presentano dipinti di pittori che, in quegli anni, con la ferrea volontà di lasciare dietro di loro i drammi e le devastazioni, descrivono la città come luogo del molteplice: dal silenzio sospeso di Giorgio de Chirico in Triangolo metafisico (1958), ai paesaggio industriali di Mario Sironi in Periferia urbana (1952), alla città come campo di tensioni e forze contrapposte nei dipinti astratto-informali di Emilio Vedova (Caffè alle zattere, 1952) e Afro (Paesaggio urbano, dittico, 1952).

Seguono gli anni Sessanta, ossia il decennio del miracolo economico, della disponibilità di nuove fonti di energia, della creazione delle autostrade, della crescita dell’industria e dell’abilità imprenditoriale, dell’automobile e delle nuove tecnologie, tutti temi palesati dall’enfasi pop dei dipinti di Giosetta Fioroni e  nei manifesti strappati di Mimmo Rotella. Ma sono anche gli anni delle contestazioni, del ’68, ricordato, tra gli altri, da Mario Schifano in Compagni Compagni (1968).
 
Segue il triste decennio del terrorismo documentato dal quadro-capolavoro di Marco Cigolani Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro (1980) cui l’arte seppe reagire con intelligenza inserendo le nuove tematiche del post-moderno. Sono soprattutto architettura e il design a preconizzare un inedito volto della città, qui esemplificato dai disegni e dagli schizzi di Aldo Rossi (Primo studio per il nuovo centro di Perugia, 1982) e dalla celebre Poltrona Proust  di Alessandro Mendini (1978).

Gli anni ’80 sono gli anni della “città ritrovata” documentata dal gigantesco dipinto di Arduino Cantafora La città banale (1980) vero e proprio manifesto del post-moderno. Nell’arte visiva temi analoghi corrono nella Transavanguardia –l’omaggio a Torino di Nicola De Maria (Il fiume Po +Torino dentro il regno dei fiori, 1989-90) e quello a Roma di Enzo Cucchi (Piazza Navona, 1990) – fino all’inizio degli anni ’90, quando esordirono giovani “pittori metropolitani” Bruno Zanichelli e Pierluigi Pusole,  primi a contaminare il dipinto con i segni della cultura giovanile.

Il nuovo secolo, caratterizzato dalle contraddizioni di una società moderna e globalizzata, si esprime in forme d’integrazione sociale e di multiculturalità ma anche in episodi di scontri, di attriti e di contrapposizioni tra realtà diverse come in Tutto il resto è noia di Andrea Salvino (2000) e nel lirismo delle periferie di Botto & Bruno (Ecole Maternelle, 2004).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con testi di Luca Beatrice e Daniela Magneti.

Info:
Palazzo della Penna – Via Podiani 11 – 06121 Perugia
Tel. +39 075 5716233 (biglietteria)  / +39 075 5772833

Orari: 10.30 – 13.00 / 16.00 – 18.30
Biglietti: mostra+museo: intero Euro 5,00; ridotto over65 e bambini Euro 3,00; scolaresche  p.p. Euro 1,50.
Visite guidate: su prenotazione tel. +39 075 5716233.

Autore: Federico Uncini

Email: info.cultura@comune.perugia.it

Fonte:Il Territorio News – Marche Umbria

TREVISO. CANALETTO Venezia e i suoi splendori.

Alla Casa dei Carraresi di Treviso, infatti, dal 23 ottobre prossimo, fino al 5 aprile 2009, una sfilata di autentici capolavori racconterà, come mai è stato fatto finora, la vicenda artistica di Antonio Canal detto Canaletto e quella del Vedutismo veneziano, uno dei fenomeni artistici più significativi del Settecento europeo.
La mostra, promossa da Fondazione Cassamarca ed organizzata da Artematica, con il patrocinio della Città di Treviso, dalla Provincia di Treviso e della Regione Veneto, è curata dai maggiori esperti a livello internazionale di Canaletto (1697-1768) e della pittura veneziana del Settecento, e presenterà un centinaio di opere del maestro veneziano e dei più rilevanti esponenti del Vedutismo, quali Luca Carlevarijs, Bernardo Bellotto, Francesco Guardi e Michele Marieschi, provenienti dai musei e istituzioni pubbliche e private fra le più importanti del mondo come
il Rijksmuseum di Amsterdam, la Gemäldegalerie di Berlino, la Gemäldegalerie di Dresda, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Musée du Louvre di Parigi, l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, il Metropolitan Museum di New York, lʼErmitage di San Pietroburgo, il Museo del Prado di Madrid, la Galleria Nazionale d’arte Antica di Roma, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo Pushkin di Mosca.
Negli ultimi quindici anni non sono mancate mostre, anche importanti, su alcuni pittori o su specifici aspetti della loro produzione (Van Wittel, Bellotto, Canaletto giovane, Guardi). Lʼintento dellʼiniziativa di Treviso è, però, diverso e più ambizioso: riunire in un’unica occasione le opere di tutti i pittori che si sono impegnati in questo genere durante il Settecento.
Sono passati più di quarantʼanni dalla grande mostra di Palazzo Ducale a Venezia (1967), la prima e unica volta in cui si è tentato un’operazione analoga. In quellʼoccasione fu esposta una selezione di opere quanto mai eterogenea che comprendeva oltre alle tradizionali vedute di Venezia, anche capricci di fantasia, veri e propri paesaggi (Marco Ricci), vedute dellʼentroterra (le ville di Guardi, le vedute di Dolo di Canaletto, solo per fare degli esempi), quadri con prospettive e architetture, e le vedute delle città europee di Bellotto o quelle inglesi dello stesso Canaletto.
La selezione delle opere esposte in Casa dei Carraresi sarà in questo senso estremamente rigorosa. Si è deciso di presentare (nonostante le numerose difficoltà) solo vedute, attenendosi senza eccezione alla purezza semantica del termine e allo stesso tempo scegliendo il luogo eletto per questo genere di rappresentazioni.
La protagonista della mostra sarà, infatti, Venezia; un’opera d’arte essa stessa celebrata dagli artisti del Settecento nel suo più fulgido splendore.
Nessuna città è mai stata un soggetto tanto importante da rappresentare, ancora oggi, agli occhi di chiunque, il Vedutismo.
Come indica il titolo, lo spazio maggiore sarà dedicato a Canaletto, ovvero l’artista che si identifica con il genere, grazie un gruppo di dipinti selezionatissimi, veri e propri capolavori, eseguiti durante tutta la sua lunga carriera.
Tra le opere esposte, si segnalano alcuni quadri giovanili, spettacolari nell’inquadratura e dall’incredibile valore luministico come Il Campo San Giacometto e soprattutto Il Canal Grande dal Palazzo Corner Spinelli concessi dalla Staatliche Gemäldegalerie di Dresda. Il secondo in particolare, una tela bellissima, una delle prime vedute del pittore, rappresenta un Canal Grande dilatato a dismisura, nel quale si animano macchiette dal sapore picaresco. Ancora, l’audace panoramica del Bacino di San Marco dalla Giudecca di Upton House, in Inghilterra, unʼaltra tela
dall’impostazione grandiosa realizzata dall’artista non ancora trentenne.
Chiude questa prima parte l’imponente dipinto raffigurante con Ingresso solenne del conte di Gergy a Palazzo Ducale dellʼErmitage di San Pietroburgo, le cui sole dimensioni ne fanno un’opera unica.
Una menzione a due dipinti che ritornano in Italia dopo quasi trent’anni. Si tratta di due delle quattro vedute eseguite da Canaletto per il mercante tedesco Sigmund Streit oggi alla Gemäldegalerie di Berlino, forse i suoi capolavori della maturità, fra cui il suggestivo Notturno con la Vigilia di San Pietro di Castello: un quadro ‘magico’, la cui semplice inquadratura prospettica è trasfigurata dai riverberi della luce lunare che si irradiano sugli edifici e sulle barche.

Accanto a questi lavori non mancano altri lavori squisiti, di minori dimensioni ma dal raffinato valore esecutivo, alcuni dei quali esposti quarant’anni fa a palazzo Ducale (la tela di Vienna, Kunsthistorisches Museum) e altri per la prima volta nel nostro paese (il dipinto della National Gallery di Dublino e quello del museo Cognac-Jay di Parigi).
L’Italia ha fatto la sua parte grazie a importanti prestiti provenienti, tra gli altri, dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Castello Sforzesco di Milano, dalla Galleria Nazionale dʼArte Antica di Roma e dal FAI.
Anche gli altri artisti sono rappresentati in maniera esemplare: il visitatore potrà ammirare la migliore antologia di vedute veneziane dipinte da Luca Carlevarijs e Michele Marieschi, opere di assoluta qualità, alcune delle quali mai espose in Italia e soprattutto mai accostate le une alle altre.
Van Wittel sarà documentato dalla veduta del Museo del Prado, esordio del vedutismo in laguna, datata 1696, e dalla tela proveniente da una prestigiosa collezione romana, anche questa per la prima volta presentata al pubblico.
Volendo coniugare spettacolarità e valore scientifico, accanto agli indiscussi capolavori dei grandi maestri si è deciso di presentare una sezione dedicata ai cosiddetti minori, che tiene conto delle novità e degli studi di questi ultimi anni. Saranno presenti con poche ma selezionate opere (di sicura autografia) pittori come Jacopo Fabris, Pietro Bellotti, Francesco Tironi, Antonio Joli, Bernardo Canal, Antonio Stom, Johan Richter, il Maestro della Langmat.
Chiuderà la mostra Francesco Guardi.
Circa venti opere, anche in questo caso solo vedute veneziane, che coprono lʼintero arco della sua produzione. Le provenienze sono di nuovo illustri: le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Metropolitan Museum di New York, il Louvre di Parigi e alcuni musei meno noti che possiedono delle vere e proprie ‘perle’ del pittore: Albi e Tolosa.
Da segnalare che gli organizzatori hanno deciso di rivolgersi quasi esclusivamente a grandi musei nazionali e internazionali, malgrado le ulteriori difficoltà che questa scelta avrebbe comportato. Il risultato è un percorso che raccoglie capolavori di 40 musei nazionali e internazionali.

Info:
Catalogo Marsilio.
Orari: Martedì, mercoledì, giovedì: 9.00 – 19.00; Venerdì, sabato, domenica : 9.00 – 20.00; Lunedì: chiuso
Biglietto intero: 12,00 € – Incluso noleggio audioguida.
Biglietto ridotto: 9,00 €
Studenti universitari fino ai 26 anni con tessera o libretto universitario,tesserati TCI, tesserati ARCI, over 60, componenti gruppi. Incluso noleggio audioguida.
Biglietto ridotto speciale: 6,00 €, età fino a 18 anni non compiuti. Noleggio audioguida non incluso.
Ingresso gratuito: bambini fino ai 5 anni, disabili con accompagnatore.
Visite guidate e gruppi Solo su prenotazione.
Visite guidate per gruppi da 15 a 25 persone: € 90,00 + biglietto singolo partecipante € 9,00. È previsto un ingresso gratuito per il capogruppo.
Le visite guidate sono effettuate con l’ausilio di un sistema radiomicrofonico il cui costo è compreso nell’importo indicato. Per i gruppi con guida propria, il costo dell’affitto obbligatorio del sistema radiomicrofonico è di 70,00 €. Visite guidate estemporanee a richiesta su disponibilità del personale: € 10,00 a testa + costo biglietto d’ingresso.
Scuole: Solo su prenotazione.
Visite guidate per gruppi da 15 a 25 alunni: € 40,00 + biglietto singolo alunno € 6,00.
Laboratori didattici da 2 ore (visita guidata + laboratorio): € 70,00 + biglietto singolo alunno a € 6,00.
Sono previsti due ingressi gratuiti per gli accompagnatori.
Visite esclusive: Possibilità di effettuare visite esclusive con guida personale.
La vendita dei biglietti sarà sospesa un’ora prima della chiusura della mostra.
Apertura straordinaria: 8 dicembre 2008
Chiusure straordinarie: 24, 25 e 31 dicembre 2008; 1 gennaio 2009
Guardaroba: Singoli € 1,00, Gruppi € 10,00
Non sono ammessi passeggini e zaini porta bambini all’interno della mostra.
Non sono ammessi animali in tutti i locali della mostra
Altri servizi: Al piano terra di Casa dei Carraresi sono presenti bookshop e servizio audioguide.
Informazioni
Dal lunedì al venerdì ore 9.00 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Artematica: 0422.542854
Casa dei Carraresi: 0422.513150

Pagamenti tramite vaglia postale (non si accettano vaglia online), bonifico bancario e carta di credito. Carte accettate: Visa e Mastercard.
È previsto un diritto di prevendita di 1,50 € sui biglietti prenotati, con esclusione delle scuole.

Link: http://www.artematica.tv

Email: info@artematica.tv