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ROMA. The Torlonia Marbles: nel 2020 super mostra sui marmi della Collezione Torlonia.

È stata presentata The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces, mostra curata da Salvatore Settis e Carlo Gasparri. Un’impresa importante che ha mosso i suoi primi passi nel lontano marzo del 2016, trovando una forte collaborazione tra soggetti pubblici e privati, tra cui Bvlgari, che ha sostenuto i lavori di restauro.
La mostra, il cui progetto di allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, si pone come narrazione storica che attraversa le fasi del collezionismo privato di antichità e il suo passaggio alla costituzione del museo, come lo conosciamo oggi: “a partire dal Quattrocento, quando a Roma inizia il collezionismo dove le opere emigrano nelle case delle famiglie romane”, ha dichiarato Settis, spiegando che questo fu “il seme da cui nasceranno più tardi i musei. Il più antico esempio sono proprio i Musei Capitolini”.
UNA MOSTRA CHE RACCONTA COME NACQUERO I MUSEI
torlonia 2Un processo storico-culturale importante, infatti, dove Roma è protagonista grazie alla donazione dei bronzi del Laterano al Comune da parte di Sisto IV nel 1471 che ha costituito il nucleo iniziale dei Musei Capitolini, considerati per questo la galleria d’arte più antica del mondo. Il progetto ha avuto una eco non indifferente, attraendo l’attenzione di istituzioni museali estere con le quali si sono aperte relazioni. Con un obiettivo importante nel medio periodo: realizzare a Roma un nuovo Museo Torlonia.
“Ringrazio il Comune, Bvlgari e Salvatore Settis. Sembrava un’operazione impossibile ma è grazie a quest’ultimo – sia dal punto di vista scientifico che relazionale – che tale impresa si è conclusa”, ha dichiarato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Il percorso prevede una grande mostra che girerà per il mondo. Alla fine di questo percorso, si prevede a Roma il ritorno del Museo Torlonia in una sede permanente, cercando un luogo adatto insieme al Comune e alla Famiglia”. La mostra infatti è tutta composta da opere di proprietà della famiglia Torlonia, una collezione che ha ne ha passate molte ma che oggi ancora si presenta integra, seppure non pubblica.
MOSTRA E ALLESTIMENTO
torlonia 3Alla domanda su quali basi siano state scelte le opere che andranno in mostra (le operre della collezione sono oltre seicento, meno di cento quelle selezionate), Settis risponde: “la scelta delle opere è stata guidata da due principi, la qualità stilistica e il restauro delle opere. Ci sono dei restauri secenteschi, uno dei quali forse di Bernini, che ovviamente hanno avuto il loro peso. Poi la capacità delle opere di raccontare insieme alla storia della Collezione Torlonia anche la storia del collezionismo”.
Il percorso della mostra si dispiegherà lungo cinque sale di Palazzo Caffarelli, che riaprirà al pubblico dopo una serie di interventi. Il percorso si presenterà come un viaggio temporale “a ritroso”, risultato di un dialogo aperto e condiviso tra i curatori e l’archistar David Chipperfield, ripercorrendo i diversi periodi storici. Si attraverserà l’intero arco del collezionismo dell’Ottocento nella seconda sala; nella terza tutto il Settecento con opere della collezione Albani e un secondo nucleo di opere di Cavaceppi. Poi farà seguito la sezione del Seicento con la collezione Giustiniani fino a giungere al Cinquecento, con testimonianze di alcune delle più importanti collezioni romane come quelle di Pio da Carpi e Caetani.
“La collezione in sé per sé è nata da una grandissima acquisizione all’inizio dell’Ottocento ed è poi cresciuta con aggiunte minori”, ha dichiarato il vicesindaco del Comune di Roma Luca Bergamo. “Io ho avuto la fortuna di vederla e ora che è in fase di restauro ci sono dei pezzi di una bellezza straordinaria che finalmente saranno visibili. Qui l’aspetto importante è che il collezionismo diventa godibile e fruibile per chiunque con 96 pezzi che, per una mostra, sono molti”.
LA COLLEZIONE E LA FONDAZIONE TORLONIA
torlonia 4La storia della collezione Torlonia – in assoluto tra le più importanti raccolte private d’arte classica al mondo – inizia ai primi dell’Ottocento, e prende una configurazione “museale” per volontà del principe Alessandro Torlonia, che nel 1866 decide di acquistare a Roma, sulla via Salaria, l’antica villa del cardinale Alessandro Albani con le sue collezioni, giardini, quadrerie, affreschi e sculture greche e romane, come il famoso rilievo con Antinoo da Villa Adriana o la statuetta in bronzo dell’Apollo Sauroctono di Prassitele.
Alla fine dell’Ottocento la collezione conta un numero straordinario di marmi antichi, e nasce così il progetto, promosso dal principe Alessandro, di fondare un Museo di scultura antica (1875), riutilizzando un vecchio magazzino di granaglie su via della Lungara, nei cui ambienti le opere vengono ordinate e catalogate per essere offerte all’ammirazione di piccoli gruppi di visitatori. Ma il museo non fu mai realizzato.
Adesso però sembra proprio che il grande progetto che aveva in mente il principe Alessandro possa trovare realizzazione, grazie all’intesa tra la Fondazione Torlonia – nata nel 2014 per volere dell’omonimo Principe Alessandro Torlonia con l’obiettivo di conservare e promuovere la collezione – e il Ministero dei Beni Culturali. “Devo ringraziare l’insistenza e la testardaggine di Salvatore Settis come la collaborazione delle Istituzioni”, ha dichiarato Alessandro Poma Murialdo, amministratore della Fondazione Torlonia. “Condivido con mio nonno, Alessandro Torlonia, l’obiettivo che per anni ha cercato di portare avanti con strategie diverse: la realizzazione di un museo. Quello che è importante oggi è l’accordo innovativo tra privati e pubblico, questo sembra il futuro della cultura. È poi importante dare circolarità alla mostra. Dare alla collezione un respiro internazionale che merita. Per noi è un principio nodale perché siamo sempre stati dell’idea che far girare opere archeologiche è una cosa estremamente importante”. E a quanto pare già c’è la fila di musei mondiali pronti ad ospitare quella che molti studiosi chiamano “la collezione delle collezioni” tanto che il Ministro Franceschini è stato costretto a dichiarare che si dovranno dire molti “dolorosi” no.
BVLGARI E L’ARTE. I RESTAURI DEI MARMI DELLA COLLEZIONE TORLONIA
E veniamo allo sponsor-mecenate, fondamentale in questo progetto. Quello dei restauri dei marmi della Collezione Torlonia non è il primo episodio che testimonia l’interesse e il sostegno di Bvlgari nei confronti delle arti. “Io non sono un professore ma sono un appassionato di arte e per me questa collezione è una delle più belle che abbia mai visto”, ha dichiarato il CEO di Bvlgari Jean-Christophe Babin riferendosi alla Collezione Torlonia. “Bvlgari come azienda capitolina non poteva non essere protagonista di questa grande impresa, restituendo al mondo romano, e al suo pubblico, opere che ci hanno ispirato. C’è felicità per questa collaborazione tra privati e pubblico perché tutti, in poco tempo, abbiamo fatto un restauro ambizioso”. Appuntamento dunque nelle nuove ale dei Musei Capitolini dalla primavera del prossimo anno fino aglio inizi del 2021. La collezione delle collezioni arriva nel museo più antico del mondo.

Info:
Roma // dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021
The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces
Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli
www.fondazionetorlonia.org

Immagini:
– Collezione Torlonia, Rilievo con scena di porto, ©FondazioneTorlonia PH Lorenzo de Masi (imm. in evidenza)
– Collezione Torlonia, Vecchio da Otricoli, ©FondazioneTorlonia PH Lorenzo de Masi
– Collezione Torlonia, Statua di caprone in riposo, ©FondazioneTorlonia PH Lorenzo de Masi
– Collezione Torlonia, Fanciulla da Vulci, ©FondazioneTorlonia PH Lorenzo de Masi

Autore: Valentina Muzi

Fonte: www.artribune.com, 18 ott 2019

MAASTRICHT. TEFAF Art Market Report: il Mecenatismo dell’Arte nel XXI secolo.

Il mecenatismo dell’arte e la filantropia costituiscono il tema del TEFAF Art Market Report 2020, che sarà presentato venerdì 6 marzo in occasione della nuova edizione di TEFAF Maastricht, prevista dal 7 al 15 marzo 2020 (con Early Access Day il 5 marzo e Anteprima il 6 marzo).
Intitolato TEFAF Art Market Report: il Mecenatismo dell’Arte nel XXI secolo, il nuovo documento è stato redatto da Anders Petterson, fondatore di ArtTactic, la più importante società di analisi del mercato dell’arte. Questo è il secondo report curato da ArtTactic per TEFAF, e sarà scaricabile dal sito di TEFAF dalle ore 10 di venerdì 6 marzo.
TEFAF Art Market Report: il Mecenatismo dell’Arte nel XXI secolo è uno studio che analizza, con un occhio al futuro, i contributi filantropici alle arti visive, concentrandosi sulle recenti innovazioni e i trend del mecenatismo, con particolare attenzione all’impatto sulla nuova generazione.
Il report esplorerà gli sviluppi e i fattori cardine del consolidato e longevo settore del mecenatismo privato in Europa e Nord America. Nel 2018, le donazioni filantropiche negli Stati Uniti hanno raggiunto la somma di 428 miliardi di dollari, di cui circa 292 miliardi donati da privati e 19,5 miliardi destinati a iniziative artistiche e culturali. Parallelamente, l’Arts Council del Regno Unito ha rilevato che il 91% delle organizzazioni culturali e artistiche del Paese ha ricevuto qualche forma di investimento privato nell’anno fiscale 2017-2018. Questo livello di supporto privato alle arti fa da sfondo alla situazione sempre più impegnativa che il settore di arte e cultura affronta in termini di finanziamenti.
Mentre le donazioni sono fiorenti negli Stati Uniti ed in Europa, nei mercati dell’arte di Asia, Africa, Medio Oriente e America Latina stanno emergendo nuovi ecosistemi di mecenatismo. Il report esplorerà i differenti modelli in essere, dalle collaborazioni tra pubblico e privato alle fondazioni private, dal supporto aziendale alle iniziative lanciate dagli artisti. Tra queste, il report analizzerà – attraverso interviste e casi studio – l’Arab Fund for Art and Culture (AFAC), il nuovo African Culture Fund (AFC) e la Guest Artists Space Foundation (G.A.S), fondata da Yinka Shonibare. Inoltre, il documento indagherà il modo in cui il mecenatismo privato offre un supporto fondamentale sia a molti eventi pubblici d’arte, come il Dhaka Art Summit in Bangladesh, sia allo sviluppo di musei d’arte privati, come il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires (MALBA).
All’interno del documento verranno anche toccate altre aree di interesse quali i comportamenti e le motivazioni della nuova generazione (i millennial e la generazione Z), la tecnologia, l’etica, e il modo in cui ciascuna di queste si ripercuote sullo sviluppo del mecenatismo dell’arte.
Il report verrà presentato al TEFAF Art Symposium da Anders Petterson. Seguirà una tavola rotonda moderata dal Dr. Thomas Marks, i cui dettagli verranno resi noti tra qualche tempo. Il TEFAF Art Symposium avrà luogo al MECC di Maastricht alle 10 del 6 marzo 2020. I biglietti per assistervi sono disponibili sul sito di TEFAF a un costo di 15€, nella sezione Visit & Tickets della pagina principale della Fiera. Gli accrediti stampa sono invece richiedibili nella sezione Press del sito di TEFAF.
Sono lieto che TEFAF abbia commissionato questo report. In un’epoca in cui sostenibilità, trasparenza e responsabilità sono di primaria importanza, è fondamentale interrogarsi sul modo in cui l’arte viene finanziata e sul beneficio pubblico che ne consegue. Guardando i modelli di mecenatismo innovativo che stanno emergendo in tutto il mondo, questo documento è tanto tempestivo quanto proiettato nel futuro, una lettura che farà riflettere”, ha commentato Patrick van Maris, CEO di TEFAF.
Il TEFAF Art Market Report: il Mecenatismo dell’Arte nel XXI secolo è il terzo documento della serie a essere pubblicato in formato digitale e pertanto accessibile sui dispositivi mobili e fissi come file PDF da scaricare e stampare.

TEFAF è una fondazione no profit che sostiene l’esperienza e la diversità della comunità globale dell’arte, come dimostrano gli espositori che seleziona per le sue tre Fiere annuali di Maastricht e New York. TEFAF si pone come guida esperta per i collezionisti privati e istituzionali del mercato globale dell’arte, ispirando appassionati e compratori d’arte di tutto il mondo.
La trentatreesima edizione di TEFAF Maastricht si terrà al Maastricht Exhibition and Congress Centre dal 7 al 15 marzo 2020 (con Early Access Day il 5 marzo e Anteprima il 6 marzo).
La quarta edizione di TEFAF New York Spring si terrà alla Park Avenue Armory dall’8 al 12 maggio 2020 (con Early Access il 7 maggio).

ART, MORE THAN AN ASSET
TEFAF condivide con il suo principale sponsor, AXA Art, la visione di un’arte che va oltre lo status di solo asset. Questa partnership fornisce ai collezionisti d’arte un servizio unico che copre l’intera gamma di prevenzione dei rischi, conservazione, recupero e restauro, consentendo loro di mantenere le proprie collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axaxl.com

Info:
UFFICI STAMPA & PR ITALIA
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Contatto: Roberta Barbaro, gestione3@studioesseci.net, +39 (0) 49 6 63499
Per comunicati stampa e immagini ad alta risoluzione visitate:
www.tefaf.com/press e www.studioesseci.net
Maastricht (Paesi Bassi), 30 gennaio 2020

ALBERTO ZEI. Analisi semiotica comparativa di un quadro “in cerca di autore” (probabile ancré Derain).

Qualche tempo fa era stato pubblicato un articolo riguardante il ritrovamento di un quadro nella Roma romantica, attribuibile ad Andrè Derain sulla base di iniziali apprezzamenti dei tratti pittorici tipici di questo autore.
Derain infatti, come noto, aveva abbracciato all’inizio del secolo scorso, l’emergente stile detto delle “Fauves” ossia, delle bestie feroci. Questo termine attribuito allo stile di tipici rappresentanti di una nuova moda della pittura realizzata con colori randomici quanto cromaticamente violenti, da dare allo stile l’appellativo di “belve. Si trattava di un quadro acquistato diversi decenni fa a Londra da un appassionato d’arte che trovava nello stile del contenuto e nella dedica al Presidente americano Delano Roosevelt nel retro quadro un interesse artistico e storico di riferimento.
L’opera, oggetto di attribuzione di autore, mancava di ogni scritta nominativa ai margini del quadro che si presenta in tela su cartone.

Leggi tutto nell’allegato: Analisi semiotica comparativa di un quadro in cerca d autore

Vedi precedente articolo, vai a >>>>>>>>

 

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Mecenati con un click ricevendo inedite ricompense a edizione limitata e di design.
Per sé o per fare un regalo a una persona cara.
Perché non regalare il restauro di un’opera d’arte ?

Di seguito il link per scaricare la cartella foto: https://www.dropbox.com/sh/syfr63evl7kqrlj/AAD3nkkqZWxVpHTaloBmydJQa?dl=0

Online su: www.thisispart.com

Vedi allegato: Comunicato stampa pArt

ROMA. Pompei protagonista di ArtBonus.

Cultura, al via la nuova campagna sul mecenatismo culturale, Pompei protagonista di ArtBonus.
Pompei è protagonista del nuovo spot ArtBonus: l’affresco della Venere in conchiglia, che dà il nome alla domus restaurata e riaperta al pubblico nel 2016, è una delle opere scelte dal Ministero della Cultura e del Turismo per la comunicazione istituzionale dedicata al mecenatismo culturale.
La nuova campagna del Governo, promossa dal ministero guidato da Dario Franceschini, si concentra sulla tutela del patrimonio culturale italiano e invita tutti a diventare mecenati usufruendo del beneficio fiscale del 65% per le donazioni a sostegno della cultura e dello spettacolo.
Pompei, dunque, protagonista, così come il Museo Nazionale del Bargello di Firenze con le opere di Andrea della Robbia, Vincenzo Gemito e il David di Donatello, l’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il Giardino delle sculture Fluide di Giuseppe Penone alla Reggia di Venaria Reale di Torino e il Teatro dell’Opera di Roma: da nord a sud un viaggio nella bellezza all’insegna della tutela.
Grazie alla misura ArtBonus, introdotta proprio da Franceschini nel 2014, sono stati finora raccolti oltre 387 milioni di euro da parte di 12.755 mecenati per oltre 3.300 interventi. E con il leitmotiv «diventa anche tu un mecenate» lo spot invita a regalare emozioni partecipando al restauro di opere d’arte ma anche al sostegno dello spettacolo dal vivo.
Lo spot istituzionale, attualmente in onda sulle reti Rai e sulle piattaforme digitali del MiBACT, è stato realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia per la regia di Paolo Santamaria e racconta l’unicità del patrimonio culturale italiano attraverso gli occhi dei visitatori.
Come in una vera e propria sindrome di Stendahl, i protagonisti dello spot sono stregati dalle opere d’arte in un’intima quanto sempre irripetibile vicinanza.

Lo spot ArtBonus: https://youtu.be/ML5KYDzuZ3E​​

Info: Ufficio Stampa Mibact