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ALMESE (To). Arrigo Levi vince la seconda edizione del Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno.

È Arrigo Levi, giornalista di fama internazionale, saggista e consigliere di due Presidenti della Repubblica Italiana, Ciampi e ora Napolitano, il vincitore della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno.
Dopo Umberto Eco, al quale il premio è stato assegnato lo scorso anno la giuria, composta da Graziella Ricci Calcagno, che la presiede, Lorenzo Mondo, critico e giornalista, Giovanni Tesio, docente di letteratura italiana e critico letterario, Ernesto Ferrero, scrittore e direttore della Fiera del Libro di Torino, Alberto Sinigaglia, giornalista de La Stampa, Maria Luisa Reviglio della Veneria, coordinatrice del premio, il sindaco Bruno Gonella e l’assessore alla cultura Valeria Carello, ha scelto un giornalista, a sottolineare l’aspetto più noto dell’attività di Giorgio Calcagno.
Il premio ad Arrigo Levi, oltre ad essere il riconoscimento ad un grande e apprezzato giornalista che ha scritto per anni su testate internazionali come “Newsweek” (1972-78) e “Times” (1979-1982), è anche un omaggio alla stessa professione giornalistica. Arrigo Levi è stato inviato speciale, editorialista (1969-1973, 1978-1988) de “La Stampa”, direttore de “La Stampa” (1973-78). Editorialista del “Corriere della Sera” (1988-1999). Ma ancora vuole essere la testimonianza di un lavoro svolto al giornale con Giorgio Calcagno, in particolare dal 1977 con la nascita di Tuttolibri inserto culturale de La Stampa.
Ma tutta la seconda edizione del premio è dedicata al giornalismo, a cominciare dal pomeriggio di venerdì 23 maggio quando, in collaborazione col Museo del Cinema di Torino, si parlerà di cinema e giornalismo, con la partecipazione del critico cinematografico Gianni Rondolino e del critico televisivo de La Stampa Alessandra Comazzi.
La seconda edizione del premio sarà anche l’occasione per intitolare a Giorgio Calcagno la biblioteca civica, che conterrà una sezione dedicata allo scrittore almesino, con tutti i suoi libri, nonché le pubblicazioni che riguardano la Valle di Susa. Come per lo scorso anno, si svolgerà il premio riservato alle scuole elementari e medie di Almese: gli studenti vincitori saranno premiati il 23 maggio, al mattino.
Il giorno successivo 24 maggio avverrà la premiazione, con la Lectio magistralis di Arrigo Levi; dialogherà con lui Paolo Garimberti, giornalista di Repubblica, già direttore del TG2. Seguirà il convegno Ancora giornalismo con un dibattito tra i giornalisti de La Stampa Luciano Genta e Liliana Madeo, e col linguista professor Gian Luigi Beccaria.
«La scelta di premiare Arrigo Levi ci pare opportuna – spiegano il Sindaco e l’Assessore alla cultura – perché è il riconoscimento ad un grande testimone degli eventi storici dalla seconda metà del Novecento ad oggi».
A conclusione dei lavori verrà inaugurata alla torre di San Mauro e Ricetto la mostra di incisioni di Giacomo Soffiantino, Alberto Rocco e  i loro allievi.

CURRICULUM VITAE DI ARRIGO LEVI, Consigliere personale del Presidente della Repubblica:

Nato a Modena il 16 luglio 1926. Ha studiato alle Università di Buenos Aires e di Bologna, laurea in filosofia, con una tesi su “L’umanesimo biblico”. Ha studiato teologia all’Università di Londra. Ha tenuto corsi sui problemi dell’Europa Orientale e del comunismo all’Università “Johns Hopkins” – Bologna (1967-1968), e all’Università Statale di Bologna (1968-69).
Ha iniziato la carriera di giornalista a Buenos Aires nel 1943, nel quotidiano “Italia Libera”. E’ stato redattore della “Gazzetta di Modena” (1946-48); della “Voce di Londra” della BBC (1950-55). E’ stato corrispondente da Londra della “Gazzetta del Popolo” (1953-55), corrispondente da Londra, Roma e Mosca del “Corriere della Sera” (1956-1964), inviato speciale de “Il Giorno” (1964-66), commentatore del Telegiornale (1966-68): Inviato speciale, editorialista (1969-1973, 1978-1988) de “La Stampa”, direttore de “La Stampa” (1973-78). Editorialista del “Corriere della Sera” (1988-1999). E’ stato “columnist” di “Newsweek” (1972-78) e del “Times” (1979-1982). Autore di numerosi  programmi televisivi, per la Rai (da “Quel Giorno” 1970-71, a “Archivi del Cremlino”, 1997), e per Canale Cinque (“TV TV”). Ha collaborato alle principali riviste di politica internazionale. Ha ricevuto molti premi giornalistici: nel 1995 il Premio Barzini e il Premio Motta, nel 1996 il Premio Casalegno, nel 2001 il Premio Ischia, nel 2005 il Premio Capalbio.
Ha pubblicato numerosi libri: “Il potere in Russia” (I ed. 1965, II ed. 1967); con VV.AA.: “Il comunismo da Budapest a Praga” (1969);  “Televisione all’italiana” (1969); “Pci: la lunga marcia verso il potere”  (1971); “Viaggio fra gli economisti” (1971), II ed. “Journey Among  the Economists” (1973): “Un’idea dell’Italia” (1979); “Intervista sul capitalismo moderno”, con G. Agnelli (1983); “Ipotesi sull’Italia” (1983); “La DC nell’Italia che cambia” (1984); “Intervista sulla DC”, con C. De Mita” (1986);  “Noi gli italiani” (1988); “Tra Est e Ovest” (1990); con AAVV: “Verso il Duemila” (1984); con Maurizio Cremasco, “La pace dal terrore al disarmo” (1986); “Tra Est e Ovest” (1990); “Yitzhak Rabin”, (1996); “Le due fedi” (1996); con AAVV: “Dialoghi in cattedrale” (1997); “La vecchiaia può attendere” (1998); “Rapporto sul Medio Oriente” (1998); “Russia del Novecento – Una storia europea” (1999); “Dialoghi sulla fede” (2000); Cinque discorsi tra due secoli” (2004); “America Latina: memorie e ritorni” (2004).
E’ presidente vicario della “Societè Européenne de Culture”; Socio Onorario della Commissione Trilaterale; membro dell’Esecutivo del Consiglio per le Relazioni fra l’Italia e gli Stati Uniti; membro dell’Esecutivo dell’Aspen Institute-Italia, consigliere dell’Aspen-France; membro dell’Associazione il Mulino; socio fondatore della Società Italo-Argentina; consigliere del Centro di conciliazione internazionale; socio fondatore di “Eurodefence”; membro dell’International Board dei”United World Colleges”. E’ stato (1973-1995) membro del Consiglio o dell’Esecutivo dell’”International Institute for Strategic Studies” di Londra. E’ stato Consigliere per le Relazioni Esterne del Presidente Ciampi (1999-2006) e del Presidente Napolitano (2006-2007). Attualmente è Consulente personale del Presidente Napolitano.
E’ stato imprigionato come esponente studentesco durante la dittatura di Peròn in Argentina (1945). Ha combattuto (1948-1949) nell’esercito d’Israele nella Guerra di Indipendenza. E’ Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. E’ sposato, ha una figlia.
Roma, 19 novembre 2007

Programma della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno

Venerdì 23 maggio 2008
 – ore 10 – Auditorium cav. Mario Magnetto
Incontro con le scuole elementari e medie di Almese e premiazione degli studenti delle classi Vª elementare e IIIª media.
 – ore 15 – Auditorium cav. Mario Magnetto – Secondo Festival di scrittura creativa
Apertura del Festival: il sindaco Bruno Gonella
Immagini e suoni dal giornalismo. In collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Proiezione.
 – ore 16,30 – Dibattito
Intervengono Gianni Rondolino e Alessandra Comazzi
Modera Maria Luisa Reviglio della Veneria
Partecipano gli studenti delle scuole superiori della Valle di Susa e Val Sangone
 – ore 17,30 – Sala consiliare
Inaugurazione della Biblioteca Comunale di Almese intitolata a Giorgio Calcagno
Saluti del sindaco Bruno Gonella e di Graziella Ricci Calcagno

Sabato 24 maggio 2008
 – ore 10 – Auditorium cav. Mario Magnetto
Premiazione di Arrigo Levi, vincitore della 2ª edizione del Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno
 – ore 10,20 – Arrigo Levi: Lectio magistralis
 – ore 11-12 – Convegno Ancora giornalismo: Paolo Garimberti in dialogo con Arrigo Levi
Interventi
– Liliana Madeo La donna nel giornale
– Gian Luigi Beccaria Il linguaggio dei giornali
– Luciano Genta Il giornalismo culturale, Tuttolibri
 – ore 12-12,30 – Dibattito
 – ore 17,30 – Torre di San Mauro e Ricetto
Inaugurazione della mostra d’incisioni di Giacomo Soffiantino, Alberto Rocco e 15 allievi
Curatore della mostra Ermanno Barovero, critica Clizia Orlando
24 maggio/6 luglio 2008, tutti i sabati e domeniche dalle ore 16,00 alle 19,00

Allegato: 2008pieghevole premio calcagno.pdf

FERRARA. Il Ritratto di Lilia Monti-Magnoni dipinto fondamentale del periodo macchiaiolo. Celebre opera del Boldini donata al Comune.

Bellissimo e raffinato, il ‘Ritratto di Lilia Monti-Magnoni‘ – una delle opere più celebri del periodo macchiaiolo di Giovanni Boldini – è stato acquistato dalla Fondazione Pianori per essere donato alle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara.
Si tratta di un’opera fondamentale per qualità ed importanza: la sua presenza testimonia, al più alto livello, l’attività giovanile di Boldini come ritrattista ufficiale, un’attività per cui diventerà celebre a Parigi ma che iniziò, in forma completamente differente, durante gli anni fiorentini.
In occasione della presentazione alla stampa del capolavoro di Boldini che viene ad arricchire le raccolte pubbliche della città nel salone d’onore di palazzo Massari (corso Porta Mare 9) è stato esposto, a confronto, anche un altro dipinto del maestro ferrarese, il Ritratto di Miss Bell, eccezionalmente concesso in prestito al museo Boldini, fino al prossimo 29 giugno, dalla Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi. Il ritratto di Miss Bell, uno dei ritratti ufficiali della piena maturità dell’artista, giunge a Ferrara grazie ad uno scambio con il museo di Genova che ha esposto la grande tela Paolo e Francesca di Gaetano Previati, appartenente alle gallerie ferraresi, alla mostra Garibaldi. Il Mito. Da Rodin a D’Annunzio: un monumento ai Mille per Quarto.
Insieme i due dipinti raccontano le due fasi estreme della carriera di Boldini come ritrattista di fama internazionale.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale, il presidente della Fondazione Pianori e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Sergio Lenzi, il dirigente del settore Attività culturali del Comune di Ferrara, Andrea Buzzoni, e Barbara Guidi, curatrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.

RIVALTA DI TORINO. Quattro mostre per l’apertura del castello all’arte contemporanea.

Il 15 marzo 2008 il Castello di Rivalta di Torino rinasce come preziosa sede espositiva e riapre le proprie stanze al pubblico. Il Castello, sulla cui base medievale si sono stratificati interventi di epoche successive che vanno dallo stile settecentesco al neogotico, racconta la costante attenzione e relazione col territorio che lo circonda confermandola con questa nuova vocazione di sede espositiva per mostre di arte contemporanea di respiro nazionale e internazionale.

Il direttore artistico, Alberto Weber, in accordo con la municipalità, ha selezionato una programmazione particolarmente attenta alla qualità delle opere esposte e al progetto artistico che le sottende.
Gli artisti ospitati al Castello sono infatti contraddistinti da una ricerca costante sul valore del fare arte, ma sono altrettanto interessati a dialogare col proprio pubblico. Troppo spesso l’arte contemporanea rischia di essere un’espressione autoreferenziale, di nicchia; il Castello di Rivalta si propone invece come luogo dove puo’ avvenire uno scambio tra l’artista e il pubblico, un luogo che conserva la propria identità e legame con il territorio e la sua storia. E con questa solida identità entra a far parte di un circuito di istituzioni italiane ed estere dedicate all’arte contemporanea.

A confermare questa vocazione le quattro mostre che inaugurano l’apertura del Castello: una serie di Ex Voto, 56 artisti contemporanei e un poeta per una grazia ricevuta, una Via Crucis, percorso parallelo tra arte sacra e esperienze contemporanee, la mostra di Bruno Martinazzi, scultore che nella sua lunga carriera costellata da numerosi successi in Italia e all’estero e’ sempre rimasto fedele a se stesso e attraverso l’arte continua a ricercare cio’ che da senso alla presenza dell’uomo e infine un’installazione site specific di Carlo Maria Maggia, giovane artista particolarmente attento all’impatto dell’operato dell’uomo sull’ ambiente naturale che egli esprime in una simbiosi invidiabile tra natura, conoscenza e creatività.

LE MOSTRE

Ex Voto
Un poeta e 56 artisti per una grazia ricevuta
In mostra 57 Ex Voto realizzati da altrettanti artisti e accompagnati dalle parole di Dario Capello. Non esiste nulla di piu’ intimo e allo stesso tempo piu’ universale di un oggetto votivo: espressione di una richiesta privata e manifestazione del dialogo col divino.

Gli artisti chiamati a confrontarsi con un oggetto cosi’ ricco di valenze e significati hanno scavato nei ricordi di infanzia, nella cultura popolare e in quella aulica e hanno trovato delle similitudini tra i generi votivi e i linguaggi artistici. Esistono infatti all’interno delle due funzioni primarie di un ex voto – chiedere e ringraziare – tre categorie di oggetti: generici (frutti, cuori, croci, rosari, ceri-), che funzionano per ogni occasione, cosi’ come la pop art, immediata ed esplicita; sostitutivi della persona (capelli, ritratti, teste, occhi-), laddove l’immagine rimanda ad un tutto di cui l’oggetto e’ simbolo, cosi’ come nell’arte concettuale e nell’arte espressionista/avanguardista narrativi (dipinti che descrivono una scena, chiamati anche miracoli), dove la ricostruzione della storia riporta alle nuove opere in video o alle performance artistiche.

Queste inaspettate convergenze tra l’operato dell’artista contemporaneo e gli oggetti che da sempre riempiono le nostre chiese e alimentano la fantasia dei visitatori ha dato origine ad una mostra spettacolare che puo’ esser vista e letta a strati, dove l’interpretazione e’ lasciata libera al visitatore aiutato a ricucire i vari significati dalle penetranti parole del poeta.

Gli artisti in mostra sono Santo Alligo, Sandro Beltramo, Cesare Biratoni, Stefania Bona, Stefano Cagol, Mario Callens, Marianna Cappelli, Bruno Ceccobelli, Andre’ Chabot, Marco Comuzzi, Pilar Cossio, Maria Crosti, Davide Di Taranto, Philip Dubit, Adriano Eccel, Ilaria Ferretti, Max Fiumano’ Junior, Enzo Forese, M. Laura Garcia Serventi, Dario Ghibaudo, Dario Gemmi, Massimo Greco, Daniele Guolo, Claudia Haberkern, Kevin Kadar, Horiki Katsutomi, Bernhard Köllhofer, Eliana Langiu, Mireille Lenard, Bruno Lucca, Stefania Magnani, Antonio Maltempi, Marcovinicio, Adriana Martinengo, Bartolomeo Migliore, Paola Mongelli, Giulio Mosca, Roberto Murer, Francesco Nonino, Enzo Obiso, Massimo Orsi, Giuliano Orsingher, Marco Pellizzola, Lucia Pescador, Federico Piccari, Giorgio Ramella, Margherita Riccardi, Giovanni Rizzoli, Sylvie Romieu, Irene Rossi, Giorgio Rubbio, Paolo Tait, Alessandro Vicario, Elke Warth, Pietro Weber, Jonas Wille.

Via Crucis
Un percorso parallelo tra arte sacra e esperienze contemporanee
Il percorso della Via Crucis si sviluppa offrendo una lettura parallela, religiosa e umana, delle sue 14 stazioni. A fianco delle tavole del Settecento, nello stesso formato (40 x 30), la riscrittura di 14 artisti contemporanei, il loro soffermarsi, stazione dopo stazione, sui grandi temi – dolore, morte, redenzione – per narrare la condizione umana.

Non solo un esercizio estetico, nella trasformazione di evento spirituale in fatto artistico, quanto una compartecipazione della storia universale attraverso frammenti delle proprie esperienze individuali. 14 contributi contemporanei che danno vita ad uno struggente affresco narrativo dell’eterno calvario umano in tutta la sua fragilità.

In mostra opere di Giorgio Rubbio, Pilar Cossio, Daniele Guolo, Sylvie Romieu, Federico Piccari, Francesco Nonino, Sandro Beltramo, Pietro Weber, Elisa Nicolaci, Bruno Lucca, Marco Pellizzola, Giorgio Ramella, Enzo Obiso, Marcovinicio

Bruno Martinazzi  – Sculture
In mostra 50 sculture che vanno dal 1964 al 1989. Cio’ che ha sempre mosso e tuttora muove quest’artista che i musei stranieri si contendono e ci invidiano e’ la ricerca di un senso nell’esistenza dell’uomo. Lui che ha attraversato la seconda guerra mondiale combattendo da partigiano si interroga sul senso della violenza e progetta nel 1964 il Monumento alla resistenza, la stessa violenza che lo colpisce nei massacri di Sabra e Chatila ai quali nel 1982 dedica il Monumento contro le guerre.

La sua indagine si sposta quindi sulla ricerca di un sistema di misura che sia comune a tutti, per capirsi e’ necessario avere un linguaggio comune, un punto di partenza concordato; ecco dunque le opere del 1975 Metro, Peso, Pollice. Alla ricerca di un qualcosa che unisca invece di separare Martinazzi si concentra poi sul particolare, sul frammento dal quale ripartire per ricomporre il tutto; e’ dei primi anni Ottanta il ciclo Venus, dove gambe, braccia, ventre sono particolari di una madre che ha generato tutta l’umanità e alla quale ritornare per ricostruire il gene comune, il gene della fratellanza.

Bruno Martinazzi ha avuto una vita appassionata e movimentata, non ha potuto seguire la passione per la musica che lo divorava e l’ha sostituita con la passione per la scultura, attirato dalla sua tridimensionalità -dove trovavo corrispondenza con l’equilibrio e l’armonia proprie della musica-. Ha condiviso negli anni tempo e ideali con artisti e intellettuali come Beppe Fenoglio, Primo Levi (studenti in Chimica negli stessi anni), Natalia Ginzburg, Galante Garrone, i fratelli Pomodoro, Gio’ Ponti, Carol Rama e numerosissimi altri. Ha attraversato ad oggi 85 anni di storia italiana ed e’ rimasto identico ai materiali che lavora: incorruttibile come i metalli che plasma, resistente fuori con un morbido nucleo come la pietra che scolpisce e che -col tempo sembra acquisire un’anima-.

Sono materiali che esulano dal tempo umano, quel tempo che Martinazzi sfida mosso da una frase del Talmud che egli porta scolpita dentro di se’: Non ti e’ concesso portare a compimento l’opera ma non ti e’ concesso esimerti. E dunque la ricerca continua, mentre le sue opere sono richieste ovunque: a Torino campeggiano i due grandi pugni in serpentina realizzati per la Fiat e il monolite installato nel 2006 che reca il profilo di un uomo e si colloca in un percorso sensibile per non vedenti, percorribile e leggibile con le mani; sue opere sono state esposte ed acquisite negli Stati Uniti e in praticamente tutte le grandi capitali dell’arte europee.

Oggi una consistente parte dei suo lavori e’ raccolta nelle stanze del Castello di Rivalta dove i pezzi di piccole e medie dimensioni –non mi interessa la spettacolarità-, suggeriscono al visitatore attento una riflessione sui temi cruciali della vita.

Carlo Maria Maggia  – Frattale visivo
Quest’opera inedita, progettata site specific, rappresenta una ricerca di scultura modulare, basata sulla composizione di un unico elemento architettonico.
In qualsiasi posizione la si osservi, muta insieme al paesaggio ed allo spettatore, permettendo di osservare, da un solo punto di vista, molteplici visioni del luogo circostante, magicamente riunite in un unico campo visivo.
La ricerca artistica volge, in special modo, ad annullare l’impatto ambientale, essendo il territorio stesso l’elemento scultoreo da osservare. L’opera coinvolge quindi lo spettatore che ne diviene parte e la modifica col proprio movimento.

Info:
Castello di Rivalta di Torino  – via Orsini, 7 Rivalta (TO)
Orari: dal martedi’ al giovedi’ 10-17 – venerdi’, sabato e domenica 10-20, lunedi’ chiuso
Ingresso libero dal 15/3/08 al 31/5/08
ORARIO mar-gio 10-17 – ven, sab e dom 10-20, lun chiuso
TELEFONO 011 9045557.

Fonte:Undo.net

VENEZIA. I nuovi spazi dell’arte.

Una Punta della Dogana in versione mignon. È il nuovo spettacolare spazio espositivo della Fondazione Cini sull`isola di San Giorgio, ancora alla ricerca di un nome ma già con potenziali partner di primo piano all`attivo. Come la Biennale.

Infatti, a testimoniare la preziosità del restauro del magazzino ottocentesco poi divenuto scuola navale, è lo stesso presidente della Biennale Paolo Baratta che dice «Per indole tendo a non farmi scappare le buone occasioni e quello sull`isola di San Giorgio è un restauro meraviglioso».

Per ora sarà la retrospettiva dedicata a Giuseppe Santomaso nel centenario della nascita a inaugurare ufficialmente i 1600 metri quadrati di superficie espositiva vista laguna, ma «Le sale del Convitto» (questo il nome provvisorio dell`ex magazzino) promette di diventare luogo ambito per le esposizioni di arte contemporanea in città.
Il progetto, costato 1,5 milioni di euro (2,2 con l`Iva), è stato portato avanti a tempo di record e in sei mesi quello che fino a tre anni fa era la sede dell`istituto navale Cini con il convitto annesso, si è trasformato in uno spazio bianco e blu cobalto con il calore del legno che dal pavimento in parquet si riflette sulle antiche capriate.

L`intervento curato da Tecnoconsul ha la levità di restauro che ci si aspetta dalla versione giapponese della nuova Punta della Dogana firmata da Tadao Arido per Francois Pinault. E il compatto parallelepipedo dalle muratura ruvide e contorni possenti in massi di pietra d`Istria ricorda molto da vicino, pure per la sua posizione protesa verso la laguna, di fronte a Riva Sette Martiri, la «sorella maggiore» della Dogana. Sommessamente, la Fondazione Cini sta cambiando il suo volto secondo il progetto di ampliamento pianificato da anni.
A inizio del 2009, ad esempio, è in agenda il taglio del nastro per la Manica Lunga, un restauro che consentirà di trasferire dalla Biblioteca storica del Longhena (destinata a divenire anche sala di lettura), 16o.ooo volumi fra opere di storia dell`arte e fondi musicali. Una fondazione colta e antica come la Cini si rilancia anche così, con uno spazio che sarà a disposizione di chi organizza mostre ed eventi culturali, un pian terreno ampio e un primo piano più raccolto ideali anche per mostre più piccole. Come sempre, se si è a Venezia, contano molto i dettagli. E così i serramenti che «scompaiono» lasciano spazio a scorci mozzafiato sulla laguna incorniciati da grandi finestre o dagli stessi varchi d`accesso che inquadrano, ad esempio, una delle due torrette-faro in pietra d`Istria, volume candido e compatto che pare galleggiare sull`acqua.
Le dimensioni, poi, sono particolarmente allettanti in una città dagli spazi tanto centellinati, l`edificio misura 16 per 200 metri e l`ingegnoso allestimento interno a muri mobili permette di moltiplicare la superficie espositiva reale ma anche di ripristinare in un lampo il grande salone.
Sarà Santomaso, uno dei grandi artisti veneziani del `goo, a inaugurare ufficialmente lo spazio il prossimo 12 aprile,
con la mostra «Giuseppe Santomaso e l`opzione astratta» promossa dalla Fondazione Giorgio Cini, Intesa Sanpaolo che fornirà il suo corpus di grafica del maestro, e con il sostegno della Regione, a cura di Nico Stringa.

La mostra rimarrà aperta fino al 13 luglio e proporrà, a venticinque anni dall`ultima mostra dedicatagli a Venezia, dalle opere d`esordio fino agli ultimi lavori.
Insieme a Santomaso, in mostra ci saranno anche opere di Afro, Renato Birolli, Mario De Luigi, Leone Minassian, Zoran Music, Armando Pizzinato, Emilio Vedova, Bice Lazzari, Tancredi, Antonio Corpora, Virgilio Guidi, Toti Scialoja, per raccontare un dialogo fitto e fecondo fra i grandi del ‘900 italiano.

Autore: Martina Zambon

Fonte:Corriere del Veneto

ROMA. The Gallery Apart. La galleria senza spazio espositivo.

I promotori si sono posti l’obiettivo di coniugare al meglio la libertà di espressione progettuale degli artisti non relegandola ad uno spazio sempre uguale.
Infatti The Gallery Apart, che apre a Roma, in Via della Barchetta, zona Via Giulia, uno spazio non ce l’ha.

The Gallery Apart collocherà le opere in spazi scelti di volta in volta in base al progetto dell’artista ed assicurerà un’attività di sostegno agli artisti, soprattutto facilitando il contatto diretto con le opere da parte di appassionati, operatori, stampa, collezionisti.

I primi artisti sono: Andrea Aquilanti, Gea Casolaro, Mariana Ferratto, Myriam Laplante, Fabrizio Passarella, Luana Perilli, Alessandro Scarabello, Luca Viccaro.

Info:
Via della Barchetta 11 – Roma – 0668809863

 

Link: http://www.thegalleryapart.it

Email: info@thegalleryapart.it