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TORINO. STORIE DI RESTAURO da Jaquerio a Defendente Ferrari.

Torino, dal 18 settembre al 5 dicembre 2008

Organizzato da:
Associazione AMICI DELLA FONDAZIONE ORDINE MAURIZIANO,
Associazione ARTE E ARCHEOLOGIA
Associazione CASTELLO DI SAN SEBASTIANO PO
A.R.V.A.P.P. – onlus – Ass. Ricerca Valorizzazione Artisti Pittori Piemontesi

Iniziativa gratuita in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato V.S.S.P. per la promozione della cultura della solidarietà.
Sede degli incontri in aula: Sala Cultura del Centro Servizi per il Volontariato V.S.S.P. in Via Toselli, 1

Docenti: Franco Antonelli e Monica Simonetti
Franco Antonelli e Monica Simonetti si occupano di restauro e recupero di beni artistici da circa 25 anni. Svolgono la loro attività per clienti privati e enti pubblici.

Il corso si propone di elaborare il concetto di restauro conservativo nelle sue varie applicazioni. A tale scopo ciascun argomento indicato prevede sia un approccio teorico e storico (corredato laddove possibile da immagini documentarie) sia un approccio pratico (mediante l’esemplificazione pratica di alcune tecniche, tenendo conto delle limitazioni oggettive che un corso pone).
Obiettivo degli incontri è consentire ai partecipanti (volontari impegnati in ambito culturale) di affinare maggiormente le loro capacità critiche di lettura delle opere d’arte (siano essi dipinti, mobili o edifici), e di renderli consapevoli del patrimonio artistico custodito a Staffarla ed a Sant’Antonio di Ranverso.

Programma:

 – Giovedì 18 settembre, ore 17, Le Carte del Restauro: metodologie e prassi del restauro conservativo;

 – Giovedì 25 settembre, ore 17, I dipinti su tela e tavola: i materiali e le tecniche esecutive;

 – Giovedì 2 ottobre, ore 17, I dipinti su tela e tavola: le analisi conoscitive ed i metodi di indagine;

 – Giovedì 9 ottobre, ore 17, I dipinti su tela e tavola: il restauro conservativo: saggi di pulitura e reintegrazione pittorica.

 – Giovedì 16 ottobre, ore 17, Gli affreschi: i materiali e le tecniche esecutive: simulazione pratica della tecnica a fresco;

 – Giovedì 23 ottobre, ore 17, Gli affreschi: il restauro conservativo.

 – Venerdì 24 ottobre, visita di studio alla Cappella di Missione a Villafranca Piemonte. Ritrovo nella Piazza centrale di Villafranca, alle ore 14,30.

 – Giovedì 30 ottobre, ore 17, Gli edifici e le murature: le analisi conoscitive ed i metodi di indagine;

 – Giovedì 6 Novembre, ore 17, Gli edifici e le murature: il cantiere di restauro architettonico: modalità e criteri d’intervento.

 – Venerdì 7 novembre, visita di studio all’Abbazia di Staffarda.
Ritrovo alla bigliettera dell’Abbazia, alle ore 14,30.

 – Giovedì 13 novembre, ore 17, Cornici, fregi e tavole dorate: metodi e modi di dorare: saggio pratico di doratura ad oro zecchino;

 – Giovedì 20 novembre, ore 17, Cornici, fregi e tavole dorate: il restauro conservativo di dorature: pulitura e reintegrazione;

 – Giovedì 27 novembre, ore 17, Mobili ed arredi lignei: criteri valutativo per interventi di restauro;

 – Giovedì 4 dicembre, ore 17, Mobili ed arredi lignei: il restauro di manufatti lignei: dalla disinfezione alla protezione finale.

 – Venerdì 5 dicembre, visita di studio alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Ritrovo alla biglietteria della Precettoria, alle ore 14,30.

Per iscrizioni telefonare al n. 0112731203 (Alessandra Fioretti, Vicepresidente AFOM) o inviare un’e-mail a info@amicibbaamauriziano.it.
La partecipazione al seminario è gratuita.
I partecipanti riceveranno un attestato di frequenza.

Link: http://www.amicibbaamauriziano.it

Email: info@amicibbaamauriziano.it

Adriana BORTOLOTTI Mario CALIDONI Silvia MASCHERONI Ivo MOTTOZZI. Per l’educazione al patrimonio culturale. Tesi n. 1. Il concetto di patrimonio.

La prima tesi che gli autori enunciano, quella su cui fondano tutte le altre, definisce uno dei due poli entro cui si sviluppa la loro riflessione: il patrimonio. Il secondo polo, l’educazione, viene discusso nella seconda e nella terza tesi.

Il patrimonio non viene definito nei suoi elementi costitutivi, piuttosto ne vengono enunciate le qualità: l’estensione (è diffuso), la mobilità (è in divenire), la polisemia (è polivalente), la possibilità di essere interpretato con diversi strumenti (è interdisciplinare) e quella di essere riconosciuto come traccia di un’esperienza umana (identitario).

Il carattere dinamico del patrimonio viene documentato anche dai riferimenti normativi di cui gli autori riportano a fine capitolo alcuni paragrafi. Il primo documento che essi propongono, la Convenzione UNESCO del 1972 sulla protezione del patrimonio culturale e naturale, esprime ancora l’idea di patrimonio classificabile in alcune macrocategorie. L’ultimo documento citato, prodotto dal Consiglio d’Europa nel 2005 sul valore sociale del patrimonio culturale, ne evidenzia invece la natura eterogenea e interdisciplinare e soprattutto lo mette in relazione con la comunità che lo possiede – la Heritage Community – e con i suoi valori. 

La Heritage Community, infatti, riceve e seleziona gli oggetti, le tracce, i documenti da trasmettere a sua volta alle generazioni future. Dominique Poulot[1] stabilisce una relazione tra questo concetto e il diritto romano: il patrimonio è rappresentato da tutti i beni trasmissibili, cioè destinati a essere lasciati in eredità alle generazioni successive. Quindi il patrimonio non è solo quello che abbiamo ricevuto ma quello che decidiamo di conservare, tutelare, lasciare a nostra volta in eredità. Possiamo anche aggiungervi qualcosa che resti come segno del nostro passaggio.

Tuttavia in questa prima tesi la Heritage Community viene ridotta al ruolo, un po’ debole, di coloro che sono “correlati” al patrimonio: le istituzioni culturali pubbliche e private che lo gestiscono, le organizzazioni che lo comunicano, le istituzioni politico amministrative, e quelle non governative e infine i privati cittadini.

L’ordine con cui questi soggetti vengono indicati rivela una visione corretta, ma in qualche modo rigida della relazione eredità-eredi: i cittadini, gli eredi effettivi del patrimonio, sono stati elencati per ultimi. Eppure essi, pur essendone spesso inconsapevoli fruitori, possono pianificarne l’ eliminazione o distruggerne un aspetto che riconoscono come estraneo oppure addirittura ostile.

Se il patrimonio è diffuso, le sue tracce sono molteplici, le memorie sono diverse, anche all’interno di uno stesso gruppo e di uno stesso tema. Ci sono memorie di guerra e memorie di esilio, memorie di vittoria e memorie di emigrazione senza ritorno. Poiché l’eredità è ibrida e conflittuale, l’intervento di tutela e quello di comunicazione e formazione devono essere estremamente consapevoli, sofisticati, attenti all’insidia della semplificazione.

L’intervento educativo, la mediazione, la conservazione possono rivelare il meccanismo del patrimonio, il gesto con cui le tracce del passato vengono riconosciute selezionate e trasmesse.

Il testamento della nostra epoca non sarà semplice da eseguire. Può darsi che l’ipotesi di Gérard Wajcman [2]secondo cui il Monumento dei nostri tempi è un “Champ de Ruines” sia quella corretta. Wajcman pensava al monumento alla Shoah, ma potremmo riferire la sua idea ai Buddha di Bamiyan e al museo di Bagdad (Maffi:2007)[3], che non verranno lasciati in eredità. Può darsi anche che il testamento stabilirà la restituzione di eredità sottratte, e che altri obelischi viaggeranno a ritroso verso la loro sede originaria. Gli autori delle 22 tesi, però, hanno citato sapientemente come premessa al loro libro una delle città invisibili di Calvino, Eufemia, ”la città in cui si cambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio”[4]: il loro auspicio, forse il loro progetto, è dunque quello che il gesto patrimoniale sia innanzitutto uno scambio.

 

Presentazione generale:

https://www.mecenate.info/articolo.asp?id=1186

 

 



[1] “Elementi in vista di un’analisi della ragione patrimoniale in Europa, secoli XVIII-XX”, in Antropologia, VI,7,p. 131.

[2] Gérard Wajcman, L’objet du siècle, Lagrasse, Verdier, 1998

[3] Irene Maffi, “Introduzione”, Antropologia, VI, 7, p.5-17

[4] Italo Calvino, Le città invisibili, Torino,Einaudi,1972, p.

Autore: Anna Vaglio

Adriana BORTOLOTTI Mario CALIDONI Silvia MASCHERONI Ivo MOTTOZZI. Per l’educazione al patrimonio culturale. 22 tesi.

Gli autori si propongono di raggiungere con questo libro due obiettivi: definire il perimetro dell’educazione al patrimonio (soggetti, principi, metodologie) e offrire agli operatori uno strumento di navigazione attraverso norme, pratiche e riflessioni sul tema.
Per questo duplice scopo essi individuano 22 caratteristiche essenziali dell’educazione al patrimonio, le enunciano in un numero corrispondente di  dichiarazioni, le sviluppano e le sostengono con riferimenti a convenzioni internazionali, documenti ufficiali, pubblicazioni scientifiche ed accademiche.
Per chi già lavora nell’ambito dell’educazione al patrimonio, il libro risulta effettivamente un agile Baedeker, con informazioni ben organizzate sulle istituzioni coinvolte e sulle loro responsabilità, sulle metodologie e le strategie per promuovere questa attività e per valutarne i risultati. Il lettore dunque in cerca di uno strumento di lavoro può subito inserire tra le pagine del volume opportuni segnalibri operativi, e approfondire efficacemente i temi che gli interessano.
Diversa invece la situazione di un lettore interessato alle premesse e ai fondamenti dell’educazione al patrimonio: le 22 tesi non riescono a incidere sulla complessità di alcune questioni per affrontare le quali sarebbe necessario confrontarsi con il dibattito aperto in altre aree disciplinari e in altre professioni. Innanzitutto la questione dell’educazione e dei suoi soggetti: a chi si rivolge l’educazione al patrimonio (bambini, adolescenti, stranieri, adulti in difficoltà) e per quali ragioni (una pedagogia civile, oppure, un approccio più fluido, senza un lieto fine)?
Nel saggio inoltre resta in superficie anche la questione del patrimonio culturale, di cui si segnala la precarietà – è un’eredità senza eredi -, ma di cui non si approfondisce la natura di nuovo testo per l’apprendimento delle diverse discipline. 
Il libro dunque è sicuramente riuscito nel suo aspetto più tecnico, di guida pratica per operatori, e meno riuscito nel suo aspetto di riflessione teorica.  Tuttavia, proprio questa sua seconda dimensione lo rende un testo “aperto”, su cui prendere appunti per quella lettura critica del patrimonio di cui Marisa Dalai, in occasione della presentazione del volume (Convegno “Nell’educazione un patrimonio”, Bologna, 4 febbraio 2008), sottolineava l’assenza nel dibattito e nella ricerca attuali.

Gli autori:
Adriana Bortolotti, storica, è conservatore presso il Museo storico di Bergamo e collaboratrice di istituzioni culturali e gruppi di ricerca per temi di museologia, museografia, didattica museale ed educazione al patrimonio culturale. Ha pubblicato studi su tali argomenti oltre a ricerche inerenti archivi storici ottocenteschi e novecenteschi. Progetta e realizza esposizioni a tema storico, anche virtuali, nonché percorsi di formazione storica e didattica, rivolti a insegnanti ed educatori museali.
Mario Calidoni, già insegnante e ispettore tecnico del ministero per la Pubblica Istruzione per l’Educazione artistica della scuola secondaria di I grado, ha coordinato il laboratorio SSISS per Disegno e Storia dell’arte presso l’Università di Parma, nonché di progetti in partenariato Scuola-Istituzioni culturali del territorio. Autore di pubblicazioni di carattere didattico sul tema della progettazione del curricolo, per questa casa editrice ha pubblicato Insegnare con i concetti Arte e Immagine (2007).
Silvia Mascheroni, storica dell’arte contemporanea, è ricercatrice nell’ambito dell’educazione al patrimonio culturale. Cura la progettazione e la realizzazione di esperienze educative, conduce interventi formativi per gli educatori di istituti museali. Insegna al Master ‘Servizi educativi del patrimonio artistico, dei musei di storia e di arti visive’, Università Cattolica di Milano. Autrice di numerosi saggi, per questa casa editrice ha pubblicato Didattica dei musei. La valutazione del progetto educativo (2004).
Ivo Mattozzi, docente di didattica della storia e di storia moderna presso l’Università di Bologna, e presidente di ‘Clio ’92’, ha dedicato studi all’analisi della struttura della disciplina e del testo storico; ha proposto soluzioni per la trasposizione didattica, per il curricolo verticale e continuativo, per la ricerca storico-didattica e per l’uso didattico del patrimonio culturale in numerosi scritti alcuni dei quali sono stati tradotti in spagnolo, in portoghese e in greco.

Indice: 
Premessa
Parte I. I principi
Il concetto di patrimonio
L’educazione al patrimonio e i suoi destinatari
Le finalità dell’educazione al patrimonio
Il valore metodologico del patrimonio
Patrimonio e identità
Patrimonio e interculturalità
Il territorio e il paesaggio nell’educazione al patrimonio
Il patrimonio per l’educazione ricorrente e permanente
Parte II. I soggetti e la responsabilità istituzionali
I mediatori
La scuola
La formazione degli insegnanti
Le istituzioni culturali
La formazione degli educatori delle istituzioni culturali
La ricerca e l’alta formazione
Gli organismi politico-amministrativi e non governativi
Parte III. Le condizioni e le strategie
La comunicazione
Le discipline
Le strategie
Il partenariato
Documentare, monitorare, verificare e valutare
Le nuove tecnologie
Riferimenti bibliografici
Risorse in rete.

Info:
Franco Angeli Edizioni, pp. 192, 1a edizione  2008  (Cod.1158.1)
Prezzo: € 15,00 – Codice ISBN 13: 9788846492036

 

Le 22 tesi verranno successivamente e singolarmente presentate.

Autore: Anna Vaglio

Daniela MARTEIN Amilcare ACERBI MUSEI NON-MUSEI TERRITORIO – Modelli per una pedagogia urbana e rurale.

Bambini e ragazzi non imparano più soltanto nei contesti scolastici e familiari, ma dall’universo della comunicazione informale, destinatari di crescenti offerte culturali e di intrattenimento. E’ necessario disporre di strumenti adeguati alle nuove forme di apprendimento. Chi può delineare strategie per una buona educazione informale? Come superare interventi episodici e renderli risorsa stabile? La soluzione sta nella creazione di musei per bambini ?
In questo saggio si rileggono alcune esperienze italiane di animazione culturale e attività museali per ragazzi in cui, forse a sorpresa, risaltano esperienze e progetti del Sud d’Italia, con caratteristiche fortemente innovative. Sullo sfondo di un confronto a distanza con i Children’s Museums americani e del  dibattito tra esperti sul rapporto museo-scuola.
La pubblicazione, portando l’attenzione anche sulla innovativa esperienza della città di Torino, traccia le coordinate di veri e propri Centri per e sulla cultura per l’infanzia e l’adolescenza, finalizzati all’approccio con le arti, la comunicazione, l’agricoltura, la natura, il gioco, le identità.
La pubblicazione offre una modellistica utile a ogni città, grande o piccola, che punti a elaborare un progetto pedagogico, urbano o territoriale, coerente con gli assunti della Carta della Città educativa di Barcellona e con le teorizzazioni sulla Città dei bambini e delle bambine.

INDICE
Parte prima: fra musei e territorio
Cap. 1 – Bambini e genitori    
I  – Nuovi valori e nuovi stili di vita   
II – Parole chiave per un agire pedagogico   
Cap. 2 –  Dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia alla Città educativa      
I – Rileggendo la Convenzione: aspetti rivoluzionari e ricadute innovative in Italia    
II – Città educativa: molto più di una formula   
Cap. 3 – Nuovi musei o musei nuovi ?   
I – Strumenti nuovi per nuovi valori   
II – Musei e giovani, un rapporto da perfezionare  
III – Interattività e concretezza
IV – Una proposta metodologica    
Cap. 4 – Alla ricerca di un modello italiano  
I – Percorsi interattivi al museo
. Museo Diocesano di Milano     
. Il Vittoriale degli italiani, Gardone   
. Fondazione Sartirana Arte     
. Santa Giuletta, paese delle bambole   
II – Musei dei bambini, modelli emblematici   
.  L’ officina dei piccoli di Città della scienza, a Napoli – Chiara Riccio  
.  Explora, a Roma – Daniela Vaturi    
III – I bambini e l’arte infantile    
. Pinacoteche – arte – ragazzi                         
. Pinacoteche in rete a Torino  
. La Pinacoteca internazionale dell’età evolutiva “A. Cibaldi” a Rezzato, Brescia – Rosa Persini   
. Pennelli, anche elettronici: evoluzione della Pinacoteca Cibaldi – Elena Pasetti                                                         

Parte seconda: i non musei, ovvero i centri di cultura per l’infanzia e l’adolescenza
Cap. 5 – Modelli per una pedagogia urbana e rurale    
1 – Identità e territorio          
2 – Grandi esposizioni
. Amicolibro, Belgioioso, Pavia    
. Spazio ragazzi e giovani, Fiera Internazionale del Libro, Torino – Maria Giulia Brizio    
. Per la Fiera internazionale del libro, Dipartimento educazione, Rivoli – Anna Pironti  
. La Triennale di architettura per i ragazzi, Milano  

3 – Tecnologia
. Agricoltura e bambini     
. La City farm di Pavia                            
. Cascina Campagnetta, fattoria didattica, Cremona  
. Falchera, perché una fattoria a Torino   
. La Giocherai di Sesto S. Giovanni – Margherita Salvatori 
. Osservatorio Bambini & Media, Napoli – Raffaele Picardi      
. Mediateca della musica, progetto a Cremona                                                                                     
4 – Parchi letterari per ragazzi    
. Il parco della fantasia Gianni Rodari a Omegna  
. Pinocchio, da Collodi al mondo, Pescia – Pier Francesco Bernacchi    
. Fantasilandia, la città dei ragazzi di Siano     
5 – Patrimonio, beni ambientali, turismo    
. Master Plan del Parco della Certosa di Pavia  
. Villa Cairoli, Gropello     
. Beni mobili e immobili, questo è il tesoro….a Pavia  
Cap. 6 – Un programma metropolitano: i Centri di Torino
I – Perché “centri di cultura per bambini e adolescenti” ?   
II – Il cammino torinese – Umberto Magnoni   
III –Lettera a un viaggiatore – Daniela Viroglio 
IV – Arte ed Espressività: un Centro per la creatività – Egle Bolognesi      
V – Comunicazione e Media: tra reale e virtuale – Egle Bolognesi      
VI – Storia ed economia: Torino da scoprire – Umberto Magnoni       
VII –  I centri dedicati all’educazione all’ambiente  
VIII – Il gioco
. Un progetto gioco metropolitano    
. Attualità e successo dei centri di cultura del gioco – Maria Carla Rizzolo     
IX – La creatività: il Co-costruttore … nei laboratori dell’infanzia – Valeria Anfossi       
Cap. 7 – La riscossa del “nostro” Sud   
I – Napoli 99: la scuola adotta un monumento   
II – La  Città dei ragazzi di Cosenza – Maria Rosaria Mossuto e Beniamino Gaudio  
. Aree tematiche e spazi; giocare e sperimentare – Edoardo Malagigi       
III – Exposcuola e W i bambini, a Salerno – Andrea Iovino e Maurizio Parascandolo   
IV – Tendenze nel campo dei new media, Napoli – Giustina D’Oriano e Raffaele Picardi    
V – Siano, città dei ragazzi – Rocco Di Benedetto                

Appendice
I – Infanzia e diritti
. Convenzione sui diritti dell’infanzia, ONU  
. I sindaci difensori dei bambini, Unicef   
II – Esperienze d’Europa
. Associazione europea dei musei per bambini   
. Parigi, modelli di successo.       
III – Esperienze italiane
. Il Museo dei ragazzi in Palazzo Vecchio, Firenze  
. Progetto Gioco/esploro nei musei della Valcuvia   
. Il FAI e l’educazione alla bellezza – Vittoria Cirillo Dal Verme    
. Amici dei Boschi, Pavia – Paola Lecardi   
. Arte contemporanea: Dipartimento educazione, Rivoli – Anna Pironti         

Scheda autori:
> Daniela Martein, ha diretto i servizi per l’infanzia di Pavia dal 1974 al 1992.
> Amilcare Acerbi ha coordinato tra il 1975 e il 2002 servizi educativi a Cremona, Torino e Pavia, dove ha progettato e diretto il Centro di documentazione e sperimentazione e la prima city farm italiana.

Dopo una lunga esperienza con il Comitato Italiano per il Gioco Infantile, nel 1995 insieme hanno avviato uno Studio di consulenza e progettazione pedagogica, realizzando guide interattive per ragazzi, scuole e famiglie, mostre e spazi interattivi sull’intercultura, la sicurezza, la letteratura per l’infanzia. Collaborano con Studi tecnici per la progettazione di edifici educativi e parchi: tra le ultime realizzazioni il Parco della fantasia, ispirato alla “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari, a Omegna e la Città dei ragazzi di Siano, dedicata a Gian Battista Basile e alle favole mediterranee. Ultimi impegni di rilievo l’avvio del recupero dell’antico Parco Visconteo tra Pavia e la sua Certosa e la collaborazione con la Biennale delle arti e delle scienze del Mediterraneo per la creazione del Parco scolastico del Mezzogiorno.
Autori inoltre di sei libri-guida, interattivi, rivolti a scuole e famiglie:  per la Fondazioni del Parco “Il Vittoriale degli Italiani” di Gardone Riviera e per il Museo Diocesano di Milano.
E di libri per ragazzi e insegnanti commissionati dalla Provincia di Pavia, Beni mobili o immobili, questo è il tesoro (sui beni culturali); Orizzonte perduto (sull’archeologia industriale e agraria); Architetture del tempo libero (Luoghi del divertimento in provincia di Pavia nei primi anni del ‘900).

Info:
Franco Angeli editore – €. 23,00
Acerbi  &  Martein   – Studio di consulenza e progettazione pedagogica    –   Pavia                   
Via XX Settembre, 29 – 27100   Pavia  – tel-fax  0382 304 305  –  cell 335 68 69 339  – p. iva 01718800186

Link: http://www.acerbiemartein.it

Email: acerbiad@libero.it

FERRARA. Corso di Laurea a distanza in SCIENZE DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI.

Presentazione
Il Corso di laurea in “Scienze dei Beni Culturali e Ambientali”, con modalità didattica multimediale integrata e a distanza, è attivato dalla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Ferrara; la progettazione e l’organizzazione didattica sono gestite dal Consorzio Omniacom (Consorzio Europeo per la Formazione Integrata).

Contenuti
L’iniziativa, che coinvolge un nutrito numero di docenti, specialisti e tecnici di chiara fama internazionale, risulta fortemente innovativa per i contenuti e le metodologie formative utilizzate, in particolare per quanto riguarda l’approccio alle varie discipline. Queste si intrecciano al fine di raccontare la storia dell’uomo e del suo ambiente non a parole, ma nei fatti, attraverso l’uso delle nuove tecnologie che si affiancano ai tradizionali testi di studio, alle attività di scavo archeologico e paleontologico e ai forum di discussione attraverso i quali gli studenti potranno costantemente interagire con i docenti e i tutor del corso al fine di approfondire le tematiche trattate.

Particolare attenzione viene posta inoltre alle problematiche riguardanti il patrimonio ambientale e naturale nelle sue varie componenti (botaniche, ecologiche, zoologiche, ecc.), per la formazione di professionisti in grado di operare negli ambiti della valorizzazione, salvaguardia e fruizione dei beni culturali e ambientali.

Il percorso formativo è focalizzato quindi, secondo un approccio interdisciplinare, sull’uomo e sull’ambiente naturale, analizzati nella loro interezza e nel loro reciproco rapporto dal punto di vista naturale, biologico e culturale.

Metodologia
Il corso si avvale delle più avanzate metodologie per la formazione assistita a distanza, con brevi periodi di formazione intensiva frontale (full immersion), durante i quali gli allievi parteciperanno ad attività di laboratorio e di scavo archeologico e paleontologico, che consentiranno di acquisire una reale conoscenza e padronanza delle più sofisticate metodiche e tecnologie utilizzate negli ambiti delle indagini scientifiche e culturali, della documentazione e della catalogazione delle informazioni.

Obiettivi
Il corso di laurea intende quindi formare una figura in possesso di una specifica professionalità in grado di collaborare e operare nei settori propri di Enti locali o nazionali ed Istituzioni specifiche, quali, ad esempio, Sovrintendenze, Musei, Parchi Naturali, Orti Botanici, ecc. nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore della tutela, del recupero e della fruizione dei beni culturali e del recupero ambientale.

Info:
Helpdesk Consorzio Omniacom – Via Circonvallazione, 21A – 44011 Argenta (FE)
Tel  0532/800050 (lun-ven dalle ore 9 alle 19) Fax n. 0532/1867022

http://www.unife.it/scienze/scienze-beniculturali oppure www.omniacom.org

 

Vedi allegato.

Email: helpdesk@omniacom.org

Allegato: Corso BBCCAA.pdf