CAPORCIANO (L’Aquila). A Bominaco la Cappella Sistina d’Abruzzo, un tesoro d’arte inaspettato.

Arte sacra, storia, cultura, natura incontaminata, paesaggi mozzafiato, tradizioni, si fondono in un mosaico di meraviglie eccezionali, da restare semplicemente incantati. La chiamano la Cappella Sistina d’Abruzzo: è uno spettacolo che in pochi conoscono.
A Bominaco (con la sua Abbazia), unico, piccolo, suggestivo borgo del comune di Caporciano (L’Aquila), tra le montagne d’Abruzzo, scopri così un tesoro inaspettato di affreschi millenari, nascosto tra gli intrichi di montagne e colline che caratterizzano l’incantevole altopiano di Navelli, là dove si coltiva l’oro rosso abruzzese.
Questo luogo, apparentemente modesto, custodisce un gioiello di inestimabile valore artistico e storico, noto ai più come la Cappella Sistina d’Abruzzo. Si tratta dell’Oratorio di San Pellegrino, un nome che evoca la prima comunità religiosa locale ed un’epoca di fervore spirituale. Varcare la soglia di questo edificio è un’esperienza che lascia letteralmente senza fiato, data anzitutto l’impressione immediata di essere catapultati in un mondo di colori e narrazioni, che avvolgono completamente lo sguardo. Un catalogo di immagini inaspettate si dispiega sulle pareti interne, in una profusione di affreschi che richiamano alla mente la magnificenza e la complessità di opere d’arte sacra, di spessore internazionale, come la celebre Cappella degli Scrovegni.
Non è un caso che l’Oratorio di San Pellegrino sia stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, a testimonianza della sua straordinaria importanza culturale, della bellezza intrinseca degli affreschi, ma anche del valore storico di un’arte e di una spiritualità, che hanno plasmato il territorio abruzzese per secoli, lungo le antiche vie battute da monaci, pellegrini e pastori. Una storia del lontano passato. Dedicato a San Pellegrino, figura centrale per la comunità religiosa originaria di Bominaco, l’oratorio ha attraversato i secoli, conservando intatto un patrimonio figurativo eccezionale.
Gli affreschi, realizzati in gran parte tra il XII e il XIII secolo, costituiscono un vero e proprio manuale illustrato di teologia medievale, dipingendo scene del Vecchio e Nuovo Testamento, nonché episodi della vita dei santi, con una vivacità ed un dettaglio sorprendenti. Ogni superficie interna -si legge- è stata sapientemente decorata, trasformando le austere mura in un’esplosione cromatica che narra storie bibliche e agiografiche, con una maestria rara per l’epoca. Il ciclo pittorico si distingue per la sua narrazione fluida e coinvolgente, dove figure stilizzate e colori vibranti catturano l’attenzione, guidando il visitatore attraverso un percorso spirituale e didattico.
La tecnica pittorica, sebbene antica, rivela una profondità emotiva ed una ricchezza iconografica che, ancora oggi, affascinano studiosi e visitatori. Non solo opere d’arte, ma documenti storici preziosi che offrono uno spaccato unico sulla cultura, la religiosità e la vita quotidiana del Medioevo abruzzese. Un miracolo la loro conservazione, si sottolinea, a voler considerare le vicende storiche e naturali che hanno interessato la regione: ogni personaggio, ogni scena, ogni simbolo dipinto sulle pareti dell’Oratorio di San Pellegrino, è una finestra aperta su un mondo perduto, un richiamo potente alla forza espressiva dell’arte sacra medievale.
Visitare l’Oratorio di San Pellegrino, non è semplicemente un’escursione culturale, ma altresì un’immersione profonda in un’atmosfera senza tempo, dove il silenzio delle montagne si plasma con l’eloquenza muta delle immagini. Una volta arrivati a Bominaco, si percepisce immediatamente la sensazione di aver scoperto un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, un angolo d’Abruzzo che custodisce gelosamente le sue tradizioni ed i suoi segreti.
L’oratorio si presenta, dall’esterno, con una semplicità quasi disarmante, un contrasto stridente con la magnificenza che si rivela all’interno, rendendo la scoperta degli affreschi ancora più potente e sorprendente, come aprire uno scrigno antico e trovare al suo interno gemme di rara bellezza.
Un’esperienza che rimane impressa nella memoria, tra profondità ed un senso di mistero. Un luogo sospeso tra storia, arte e misticismo. Qui, davvero, la pittura diventa preghiera. Visitando l’oratorio di San Pellegrino, il pensiero corre inevitabilmente alla Cappella degli Scrovegni di Padova, capolavoro immortale di Giotto, con le pareti che si trasformano in un libro illustrato, dove ogni affresco è una pagina di fede, di umanità, di luce.
La “Cappella Sistina d’Abruzzo” è più di un monumento : è un simbolo della resilienza e della ricchezza culturale di una regione, spesso sottovalutata. Ma di certo non a ragione, anzi. Anzi è e resta l’icona di un patrimonio storico-culturale e di sani valori umani, che ha ancora tanto -se si vuole- da insegnare, inclusivamente parlando.

Autore: Gennaro D’Orio – doriogennaro@libero.it