Archivi autore: Redazione

PARMA. Imprese Creative Driven.

Bando “Imprese Creative Driven”, un innovativo bando lanciato dal Comune di Parma ed il Comitato per Parma 2020, con il sostegno di “Parma, io ci sto!” e Unione Parmense degli industriali, volto a portare la creatività e la cultura nelle imprese e promuovere una relazione di interdipendenza tra il settore imprenditoriale e culturale. L’eccezionalità di questa azione è risultata subito evidente dall’adesione di 15 grandi imprese d’eccellenza del territorio, che diventeranno i “cantieri” di produzione delle proposte progettuali dei creativi.
Le proposte progettuali potranno essere presentate fino alle ore 12.00 del 19 dicembre 2019.
Per supportare coloro che intendono partecipare, sono state organizzate, per il 7 e l’8 novembre a Parma, giornate di formazione gratuite e aperte a tutti, su iscrizione, che attraverso lezioni, testimonianze e workshop intendono fornire gli strumenti per sviluppare proposte progettuali di qualità.
A seguire, un periodo di open days, dal 13 novembre al 2 dicembre, in cui gli aspiranti progettisti potranno visitare le aziende aderenti e determinare l’oggetto del proprio interesse.
Un’occasione imperdibile, che prevede il sostegno alla realizzazione fino a 8 progetti, fino ad un importo massimo complessivo di € 80.000,00.

Per maggiori informazioni, iscriversi alle giornate di formazione e presentare una proposta progettuale: https://parma2020.it/it-IT/Imprese-Creative-Driven.aspx

Allegati:
Bando Imprese Creative Driven
Programma Formazione ICD Ultimo

TORINO. ANDREA MANTEGNA. Rivivere l’antico, costruire il moderno.

Il 12 dicembre apre a Torino, nelle sale monumentali di Palazzo Madama, una grande esposizione che vede protagonista Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506), uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano, in grado di coniugare nelle proprie opere la passione per l’antichità classica, ardite sperimentazioni prospettiche e uno straordinario realismo nella resa della figura umana. Intorno alle sue opere si articolano le testimonianze di una stagione artistica – il Rinascimento in pianura padana, prima a Padova e poi a Mantova – capace di rivivere l’antico e di costruire il moderno.
La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati.
Viene così proposta ai visitatori un’ampia lettura della figura dell’artista, che definì il suo originalissimo linguaggio formativo sulla base della profonda e diretta conoscenza delle opere padovane di Donatello, della familiarità con i lavori di Jacopo Bellini e dei suoi figli (in particolare del geniale Giovanni), delle novità fiorentine e fiamminghe, nonché dello studio della scultura antica.
Un’attenzione specifica è dedicata al suo ruolo di artista di corte a Mantova e alle modalità con cui egli definì la fitta rete di relazioni e amicizie con scrittori e studiosi, che lo resero un riconosciuto e importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma ai valori morali ed estetici degli umanisti.
Il percorso della mostra è preceduto e integrato, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, da uno spettacolare apparato di proiezioni multimediali: ai visitatori viene proposta una esperienza immersiva nella vita, nei luoghi e nelle opere di Mantegna, così da rendere accessibili anche i capolavori che, per la loro natura o per il delicato stato di conservazione, non possono essere presenti in mostra, dalla Cappella Ovetari di Padova alla celeberrima Camera degli Sposi, dalla sua casa a Mantova al grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare.
Il Piano Nobile di Palazzo Madama accoglie, quindi, l’esposizione delle opere, a partire dal grande affresco staccato proveniente dalla Cappella Ovetari, parzialmente sopravvissuto al drammatico bombardamento della seconda guerra mondiale ed esposto per la prima volta dopo un lungo e complesso restauro e dalla lunetta con Sant’Antonio e San Bernardino da Siena proveniente dal Museo Antoniano di Padova.
Il percorso espositivo non è solo monografico, ma presenta capolavori dei maggiori protagonisti del Rinascimento nell’Italia settentrionale che furono in rapporto col Mantegna, tra cui opere di Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e infine il Correggio. Accanto a dipinti, disegni e stampe del Mantegna, saranno esposte opere fondamentali dei suoi contemporanei, così come sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere autografe e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.
Per rendere chiaro e lineare questo tema complesso, un prestigioso comitato scientifico internazionale ha selezionato un corpus di oltre un centinaio di opere, riunito grazie a prestigiosi prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo, tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre e il Musée Jacquemart André di Parigi, il Metropolitan Museum di New York, il Cincinnati Art Museum, il Liechtenstein Museum di Vienna, lo Staatliche Museum di Berlino, oltre a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo Antoniano e i Musei civici di Padova, la Fondazione Cini e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte di Napoli, i Musei Civici di Pavia, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità di Torino, i Musei Civici, il Seminario Arcivescovile e la Basilica di Sant’Andrea a Mantova.
Il comitato scientifico della mostra è composto dai curatori Sandrina Bandera e Howard Burns, con Vincenzo Farinella come consultant curator per l’antico, insieme a Laura Aldovini, Lina Bolzoni, Molly Bourne, Caroline Campbell, Marco Collareta, Andrea Di Lorenzo, Caroline Elam, David Ekserdjian, Marzia Faietti, Claudia Kryza – Gersch, Mauro Mussolin, Alessandro Nova, Neville Rowley e Filippo Trevisani.
La mostra, promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo, è organizzata da Civita Mostre e Musei.
Il catalogo, comprendente numerosi saggi introduttivi e di approfondimento oltre alle schede scientifiche di tutte le opere in mostra, è pubblicato da Marsilio Editori.

Info:
ANDREA MANTEGNA. Rivivere l’antico, costruire il moderno.
Palazzo Madama, Corte Medievale e Piano Nobile, Torino, Piazza Castello, dal 12 dicembre 2019 al 4 maggio 2020
A cura di Sandrina Bandera e Howard Burns con Vincenzo Farinella come consultant curator
T. 011.4433501, www.palazzomadamatorino.it
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00, Chiusura martedì, La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 15€, ridotto 13€ gruppi di minimo 15 persone; ridotto under 25 7€: giovani e studenti da 6 fino a 25 anni compiuti con documento e tesserino universitario
Mostra + museo 19€ intero – Mostra + museo 13€ ridotto
Gratuito per minori di 6 anni. Disabili e accompagnatore
Ingresso libero Abbonamento Musei e Torino Piemonte card.

MILANO, magica, misteriosa, romantica.

Urban trekking dal 6 al 8 dicembre 2019.

Milano nasconde una storia segreta:
– nel Medio Evo covo di streghe e di eretici, ospitò per decenni un’eresia femminile. La sua fondatrice, Guglielma Boema, è stata fatta santa, sepolta a Chiaravalle e poi bruciata con i suoi seguaci alla Vetra…..
– Così come gli Umiliati, frati imprenditori che costruirono la ricchezza lombarda: quando non ne poterono più spararono al vescovo….. ma lo mancarono, e finirono al rogo……
– E poi le donne del Risorgimento, con Cristina di Belgiojoso che finanziò la spedizione dei Mille e spese tutto il suo capitale per l’indipendenza italiana, di cui a Milano non esiste un’immagine pubblica……. Di tutte loro, ma anche dei loro aguzzini, seguiremo le tracce nel corso di questo arkeotrekking urbano: il convento dei Domenicani dove si tenevano i processi, con l’aula del giudizio tale e quale e la Madonna…. con le corna; la chiesa dei Gesuiti in cui si tessevano gli intrighi e le alleanze. Ma anche la Madonna dei Miracoli protettrice degli sposi…….

Info:
Michela Zucca – Servizi culturali
via Roma 35 – 20092 Cinisello Balsamo (Mi)
tel. 02.66014661
www.michelazucca.net

Michele Santulli. Un Van Gogh sconosciuto… a Roma.

E’ proprio così, un incredibile e inedito dipinto di Van Gogh è stato presentato qualche mese addietro all’Auditorium di Roma in una selezione di cortometraggi su vari argomenti proposti alla stampa e al pubblico.
Il quadro in questione, capitato un pò per caso in uno di questi cortometraggi della rassegna romana la quale verteva su ben altre tematiche, fa parte delle due o tre opere del grande artista che più di tutte ne rispecchiano l’anima e la personalità.

Leggi tutto nell’allegato: Un Van Gogh sconosciuto

Autore: Michele Santulli – michele@santulli.eu

SAN BENEDETTO PO (Mn). Il Correggio ritrova la sua Ultima cena. Una mostra sul Cinquecento nel monastero di Polirone.

Fino al 6 gennaio 2020, la Basilica e l’ex Refettorio Monastico di San Benedetto Po (Mantova) ospitano la mostra “Il Cinquecento a Polirone. Da Correggio a Giulio Romano“.
La mostra, curata da Paolo Bertelli, intende presentare il contesto culturale che animò il monastero di San Benedetto in Polirone a San Benedetto Po nel XVI secolo.
“La renovatio promossa da Giulio Romano all’interno degli spazi dell’edificio sacro”, si legge nella presentazione, “si colloca all’interno di un più ampio fermento innovatore che, nel corso del secolo, vide l’intervento di Correggio, dello scultore Antonio Begarelli, di Fermo Ghisoni e di altri artefici che diedero al complesso una veste moderna”.
Nel refettorio polironiano si conserva un celebre affresco giovanile di Correggio (Antonio Allegri; Correggio, 1489 circa – 1534), un’architettura dipinta, realizzata tra il 1513 e il 1514 da un allora poco più che ventenne Antonio Allegri, che doveva ospitare un’Ultima cena (un’interpretazione della famosa pittura murale di Leonardo da Vinci) dipinta nel 1514 dal veneto Girolamo Bonsignori (Verona, 1472 – Mantova, 1529). L’opera fu installata nel refettorio e vi rimase per quasi trecento anni: poi, a seguito delle spoliazioni napoleoniche, fu asportata dal monastero e oggi è conservata al Museo Baruffaldi di Badia Polesine dopo aver conosciuto varie peripezie (in Francia passò di proprietario in proprietario, fino al suo ritorno in Italia, proprio a Badia Polesine, nel 1927).
Proprio l’Ultima cena di Bonsignori è una delle opere protagoniste della mostra: tornerà infatti temporaneamente nel suo luogo di origine per riunirsi alle architetture dipinte del Correggio. L’opera, di dimensioni imponenti (è larga più di sette metri) è stata trasferita nelle scorse ore, con operazioni difficili che hanno comportato anche l’abbattimento di un muro.
La mostra esporrà inoltre pale d’altare, dipinti, documenti d’epoca, sculture, codici miniati, disegni, paramenti liturgici e tessuti del XV e del XVI secolo.
L’apertura della rassegna è affidata a un ritratto di Giulio Romano, a cui sono affiancati, nella stessa sala, un disegno di Federico Zuccari e alcune pale che appartengono al corredo cinquecentesco della basilica. Qui, Giulio Romano aveva sottoscritto, pochi anni prima della sua scomparsa, un contratto per la realizzazione delle varie pale d’altare, che furono, perlopiù, realizzate da Fermo Ghisoni.
Il percorso prosegue quindi con il Correggio, presente in Polirone nel 1514 per firmare un contratto per la realizzazione delle ante e del podium dell’organo.
Per contestualizzare l’Ultima cena di Bonsignori ci saranno anche una grande Ultima cena di Lorenzo Costa il Giovane, già all’interno del Refettorio polironiano, e alcuni disegni di Giulio Romano (come il bozzetto preparatorio per uno degli ottagoni della Loggia di Davide di Palazzo Te).
Seguono i dipinti cinquecenteschi, specie quelli della scuola veneta: un Cristo luce del mondo di Paris Bordon, una copia settecentesca di una delle pale di Paolo Veronese (anche queste vittime delle spoliazioni di Napoleone), una Madonna col Bambino di Paolo Farinati, una scultura di Antonio Begarelli presente in quanto rimando all’importante corpus scultoreo di Begarelli conservato all’interno della basilica, e quattro codici miniati cinquecenteschi provenienti dalla biblioteca polironiana.
Chiude il percorso nel refettorio una celebre incisione di Alberto Ronco raffigurante l’albero benedettino. Benché già seicentesca, l’incisione è preziosa in quanto riporta la facciata della basilica pensata da Giulio Romano, che il visitatore può vedere uscendo dal refettorio ed entrando in chiesa.
La basilica conserva ancor oggi molte opere d’arte cinquecentesche: architetture, decorazioni, pale d’altare.
L’ultima sezione della mostra, quella liturgica, è allestita nella sagrestia con l’esposizione di antichi e preziosi paramenti (ritrovati nel corso di una recente ricognizione e risalenti al XV e XVI secolo), accompagnati dai candelieri e dalle cartegloria originali del Cinquecento e dalla riproduzione dell’antica pala dell’altare maggiore, oggi conservata al Louvre.

Info:
Il Museo Civico Polironiano apre, in periodo estivo, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dall 15 alle 18, il sabato, la domenica e i festivi dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 18. In periodo invernale, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14:30 alle 17:30, il sabato, la domenica e i festivi dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Biglietti (compresa visita alla basilica): 8 euro l’intero, 7 euro il ridotto, 5 euro il ridotto per le scuole. Visita al solo museo: 5 euro intero, 4 euro il ridotto. Biglietto speciale famiglia: per ogni adulto, un bambino gratis fino ai 17 anni. Per info è possibile visitare il sito del Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po.
La mostra, che concorre a celebrare l’anno dedicato a Giulio Romano (che culmina con la grande mostra di Mantova in apertura a ottobre) nasce dalla collaborazione del Comune di San Benedetto Po, della Parrocchia di San Benedetto Po e degli Amici della Basilica di San Benedetto Po Onlus, con il supporto della Diocesi di Mantova e del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova.

Nell’immagine: un dettaglio delle architetture dipinte dal Correggio. Ph. Credit Carlo Perini

Fonte: www.finestresullarte.info, 8 sett 2019