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Maria Luisa Reviglio della Veneria e Sabina Villa, L’Arte del Giardino Pittoresco. Dizionario Illustrato.

Il giardino pittoresco o inglese o paesaggistico rappresenta un momento fondamentale nella storia dell’arte dei giardini in Europa per il suo modo unico e coinvolgente di rapportarsi al paesaggio.

Vedi presentazione in allegato: Presentazione Arte del giardino pittoresco

Info: Ed. Mediares, Torino 2016
ISBN 13: 978889282097
F.to: 21×29,7 – Pagine: 324 + inserto a colori di 32 pp.

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NOVARA. Da Lotto a Caravaggio.

Roberto Longhi (1890 – 1970) è una delle personalità più affascinanti della storia dell’arte del XX secolo. Ha contribuito in modo determinante alla conoscenza che oggi abbiamo dell’arte italiana, avendo dedicato la sua vita di studi e la sua passione intellettuale alla riscoperta del filone naturalistico che attraversa l’arte dei secoli passati, mettendo in evidenza tra gli altri la figura di Caravaggio, pressoché dimenticato nella storiografia ottocentesca. La mostra che sarà aperta al pubblico dal 10 aprile al 24 luglio 2016, nel complesso monumentale del Broletto di Novara, è idealmente guidata da Roberto Longhi, dal suo sguardo di conoscitore e dalla sua passione di collezionista.
Con Roberto Longhi la mostra attraversa due secoli di pittura e si sofferma sui periodi e sulle scuole dell’arte italiana più studiate e spesso riscoperte proprio dal grande critico. Il percorso espositivo, organizzato in maniera cronologica e tematica, inizia con le opere del Cinquecento che sono riconducibili all’”Officina ferrarese” e prosegue con quelle di Lorenzo Lotto a cui sono accostati alcuni protagonisti del manierismo e della scuola veneta, per arrivare all’area prediletta – sia per gli studi di Longhi che per le opere della sua collezione presentate – quella del Caravaggio, dei suoi predecessori e dei suoi seguaci, per terminare infine con un gruppo di ritratti e mezze figure del Seicento tra le quali si nota una bellissima serie di Jusepe de Ribera. La scelta dei dipinti caravaggeschi mette in particolare evidenza l’importanza dei suoi precursori lombardi e veneti, tra i quali spicca la figura di Lorenzo Lotto.
Come precocemente scrisse Longhi: “Lotto è un luminista immenso, che va oltre Vermeer von Delft […]. Specie la prima maniera luministica di Caravaggio […] può dirsi preparata, – certo oltrepassata – dal luminismo del Lotto. È un luminismo che si serve di una caratteristica luce radente e pure essenzialmente fissatrice di movimenti non scompositrice di essi, tale insomma da preludere al luminismo statico di Caravaggio”. (Longhi, Caravaggio, tesi di laurea, 1911, p. 30) Per ricostruire il percorso critico di Roberto Longhi nella riscoperta della “pittura della realtà” sono state selezionate opere particolarmente significative che riflettono l’originalità del pensiero dello studioso. Oltre a Lotto, Caravaggio e Ribera saranno in mostra, tra le altre, opere di Dosso Dossi, Amico Aspertini, El Greco, Lambert Sustris, Romanino, Saraceni, Borgianni, Fetti, Battistello Caracciolo, Valentin de Boulogne, Stom, Van Honthorst, Lanfranco, Mattia Preti, il Morazzone e il Cerano, con la Deposizione di Cristo del Museo Civico di Novara. Oltre ad alcuni prestigiosi prestiti esterni, il nucleo portante è rappresentato da quasi 50 dipinti appartenuti al grande storico dell’arte. Dipinti che con la loro storia attribuzionistica e con i tempi del loro ingresso nella raccolta rappresentano una vicenda capitale di riferimento per la critica attuale. “Da Lotto a Caravaggio. La collezione e le ricerche di Roberto Longhi” è curata da Mina Gregori e da Maria Cristina Bandera, Presidente e Direttore Scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, è promossa dal Comune di Novara, da Regione Piemonte, da Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi con il sostegno di Compagnia di San Paolo, con il Patrocinio della Provincia di Novara, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Ministero dell’Istrione, dell’Università e della Ricerca ed è organizzata dalla società Civita Mostre. Il catalogo della mostra, edito da Marsilio, oltre alle schede critiche delle opere esposte, comprenderà alcu saggi sulla personalità di Roberto Longhi e sugli artisti rappresentati in mostra, scritti dalle curatrici, da Cristina Acidini e Daniele Benati. La rassegna conterà infine su una audioguida messa a disposizione di tutti i visitatori e un suggestivo allestimento che valorizzerà la ricchezza delle opere esposte nel contesto dell’antico Broletto di Novara.

Info: Novara, Complesso Monumentale del Broletto 10 aprile – 24 luglio 2016

Fonte: www.quotidianoarte.it, 7 apr 2016

Le opere di Bruegel il Vecchio a 360°, ci ha pensato Google Cultural Institute.

Intervista esclusiva a Luisella Mazza, Head of Country Operations of Google Cultural Institute,

Pieter Bruegel e le sue opere come non si sono mai viste. Il Museo reale delle belle arti del Belgio e il Google Cultural Institute presentano Bruegel / Unseen Masterpieces, il progetto che per la prima volta riunisce i contributi di otto prestigiosi musei internazionali sulla figura di Bruegel il Vecchio. Chiunque disponga di una connessione a Internet potrà immergersi nei capolavori del pittore fiammingo, ora disponibili ad altissima risoluzione grazie alla tecnologia dei “gigapixel”. In tutto, 19 mostre virtuali, accessibili sul sito web del Google Cultural Institute, per esplorare i capolavori di Bruegel e scoprire di più sulla sua vita, le sue influenze e la sua produzione. Presso il Museo reale delle belle arti del Belgio si potrà accedere a 12 di queste mostre multimediali, attraverso terminali interattivi sviluppati appositamente per il progetto. Inoltre, attraverso il Google Cardboard, sarà possibile accedere a un’esperienza video in realtà virtuale per immergersi in un universo a 360° all’interno del capolavoro Caduta degli angeli ribelli. Questa esperienza di realtà virtuale è disponibile sul canale YouTube e nell’applicazione per dispositivi mobili del Museo reale delle belle arti del Belgio. Il dipinto prenderà vita di fronte agli occhi dell’utente che avrà la sensazione di diventare parte integrante dell’opera. Luisella Mazza, Head of Country Operations of Google Cultural Institute, in un’intervista rilasciata a Quotidiano Arte, descrive i punti di forza del progetto.

Dott.ssa Mazza, come si accede ai contenuti attualmente? È un’iniziativa free, aperta a tutti, oppure a pagamento?
Il Google Cultural Institute nasce nel 2011 con l’obiettivo di rendere accessibile il patrimonio culturale dell’umanità, lavorando in collaborazione con istituzioni culturali. Il Google Cultural Institute non ha fini di lucro e mette gratuitamente a disposizione di musei, archivi e fondazioni la tecnologia necessaria per digitalizzare opere d’arte, documenti e siti e per renderli visibili ad un pubblico più ampio in Rete. Tutti i contenuti, inclusi quelli dedicati al recente progetto che vede protagonista Bruegel il Vecchio, sono accessibili direttamente online sul nostro sito. Le istituzioni culturali interessate a portare online le proprie collezioni con Google Cultural Institute possono segnalare il loro interesse tramite il formulario g.co/cisignup.

Quali altri musei oppure opere sono previste a breve?
Stiamo lavorando con istituzioni e musei in tutto il mondo, abbiamo da poco superato i 1000 partner e abbiamo tante novità in arrivo, stay tuned!

Come verrà utilizzata questa applicazione, solo nei musei o anche da remoto? E, se da remoto, potrebbe rivelarsi una killer application che rischierebbe di allontanare i visitatori dai musei?
Il Museo reale delle belle arti del Belgio, insieme a 7 musei in 7 Paesi, ha lanciato questo progetto in collaborazione con noi in preparazione al 450° anniversario della morte di Bruegel che sarà celebrato nel 2019 insieme all’apertura al pubblico della Bruegel House di Bruxelles. Anche se niente può sostituire l’esperienza diretta di una visita al museo, la tecnologia digitale offre nuove soluzioni per affrontare il problema della fragilità di queste antiche opere d’arte. In questo modo è possibile preservare il valore di quest’arte insostituibile e inestimabile, nonché fornire un nuovo modo per vedere le opere e promuovere l’accealla cultura, in modo che raggiunga più persone possibili. Il Museo reale delle belle arti del Belgio ha anche sviluppat il “Bruegel Box”, creato con il sostegno di Engie, che si occupa di energia a livello globale. Dei video immersivi vengono proiettati su tre interi muri di una stanza del museo. Ogni video è dedicato a un dipinto ed è prodotto grazie a un sofisticato sistema di proiettori e alle immagini ad altissima risoluzione fornite dal Google Cultural Institute. Gli spettatori si troveranno faccia a faccia con gli abitanti del villaggio dei Proverbi fiamminghi (1559), con lo zingaro che legge la mano nella Predica di Giovanni Battista (1566) o con i protagonisti della Caduta degli angeli ribelli (1562).

Avete già proposto alle istituzioni culturali italiane e al Mibact, in particolare, un progetto con queste caratteristiche? Qual è, per Google Cultural Institute, un artista italiano o un’opera da coinvolgere in questo progetto?
L’Italia è tra i paesi più rappresentati sul Google Cultural Institute con oltre 60 istituzioni culturali partner e opere che spaziano da capolavori senza tempo, ripresi ad altissima risoluzione con tecnologia Gigapixel, come La nascita di Venere del Botticelli, il Leone Marciano Andante simbolo di Venezia, i ritratti della società italiana di fine ‘800, della Prima Guerra Mondiale, degli anni ‘30, ‘50 e ‘70 , inclusa la Seconda Guerra Mondiale, fino ai giorni nostri con opere di street art. Non solo: di recente abbiamo collaborato con la Biennale di Venezia per portare online la Biennale Arte 2015. Il progetto, realizzato grazie alle tecnologie all’avanguardia sviluppate dal Google Cultural Institute, è uno strumento sperimentale che mira ad ampliare la possibilità con cui avvicinarsi alla Biennale Arte 2015. Da un lato, infatti, è nato con l’obiettivo di favorire chi vuole già iniziare a scoprire la Mostra prima di recarsi a Venezia, dall’altro ne consente la fruizione e archiviazione anche dopo la conclusione ufficiale (avvenuta il 22 novembre 2015). Il progetto include la Mostra Internazionale e le mostre di 80 Paesi in 70 Padiglioni Nazionali tutti disponibili sul Google Cultural Institute all’indirizzo g.co/biennalearte2015. Si possono sfogliare le oltre 4.000 opere e immagini documentali contenute nelle diverse collezioni e nelle mostre digitali, o ancora accedere alla visualizzazione delle aree espositive interne ed esterne dei Giardini e dell’Arsenale grazie a più di 80 immagini Street View.

Autore: Samuele Sassu

Fonte: www.quotidianoarte.it, 23 mar 2016

ROMA. Caravaggio Experience, 50 capolavori ad altissima definizione

Presentata ieri a Palazzo delle Esposizioni Caravaggio EXPERIENCE imponente video installazione elaborata con la consulenza scientifica di Claudio Strinati, coprodotta da Azienda Speciale Palaexpo e Medialart, società fiorentina, in collaborazione con Roma&Roma srl. Il progetto espositivo sarà ospitato negli spazi del secondo piano e visitabile fino a domenica 3 luglio 2016.
Realizzata dai video artisti di The Fake Factory con le musiche originali di Stefano Saletti, Caravaggio Experience racconta in maniera del tutto inedita l’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio utilizzando l’innovativo approccio espositivo delle esperienze immersive che approdano in tale occasione per la prima volta a Roma.
Avvalendosi del sistema di multi proiezione INFINITY DIMENSIONS TECHNOLOGY®, tecnologia digitale di altissimo livello che unisce immagini e suoni, Caravaggio EXPERIENCE porta il visitatore a vivere un’esperienza unica sul piano sensoriale attraverso un incontro ravvicinato con il Maestro del Seicento. Allontanandosi volutamente da qualsiasi intento di revisione scientifica, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare la possibilità di osservare e conoscere in modo nuovo l’opera di Caravaggio tramite un flusso di emozioni frutto del puro godimento dell’opera e attraverso proiezioni e ingrandimenti di altissima qualità.
Cinquantasette i capolavori dell’artista che scorreranno nell’arco di cinquanta minuti riprodotti attraverso l’uso di trentatrè proiettori Canon XEED in Alta Definizione con risoluzione superiore al Full HD (1920×1200). Il sistema di pannelli a cristalli liquidi LCOS è stato in grado di elaborare immagini nitide e cristalline consentendo la visibilità anche di infinitesimi particolari. L’uso della combinazione di tecnologie trasmissive e riflessive di tale portata rende il progetto un unicum anche nel panorama delle realizzazioni di video installazioni immersive.
Le musiche di Stefano Saletti contribuiscono ancor più ad accorciare le distanze con l’opera e ad approfondire la conoscenza del linguaggio dell’artista. Corde, percussioni, archi, ance e distorsioni, sono gli strumenti che danno vita a suoni di ambiente che diventano parte del racconto, con l’intenzione di dare un suono alla luce proveniente dalle immagini.Insieme all’esperienza visiva e auditiva, il visitatore potrà vivere anche un’esperienza olfattiva, con le fragranze selezionate appositamente dai maestri profumieri dell’Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella.
L’intera installazione sarà suddivisa in momenti che porteranno l’attenzione sui grandi temi della produzione caravaggesca. Il percorso si aprirà con la LUCE, elemento caratterizzate dell’opera di Caravaggio, in cui sarà presentata tra gli altri anche LaVocazione di San Matteo. A seguire ci sarà il NATURALISMO nel quale con Bacco, L’amore vincitore, I musici,si animeranno scene di vita vissuta e giovani personaggi che Caravaggio incontra nelle botteghe, nei palazzi e fra le strade di Roma. Sarà poi la volta della TEATRALITA’, raccontata attraverso l’individuazione degli elementi compositivi e strutturali delle opere, spogliando le tele dei colori e della luce per rivelare in primis le forme compositive essenziali. Il percorso proseguirà con La VIOLENZA, in cui saranno ripercorsi episodi a essa legati, esecuzioni pubbliche, zuffe fra i vicoli e nelle osterie, le inquietudini, le vendette. Parte del racconto ripercorrerà infine i LUOGHI DI CARAVAGGIO, perseguire cronologicamente la vita e l’arte di Caravaggio, la cui opera intera, al termine del percorso, sarà raccolta in ugalleria virtuale in cui l’osservatore potrà godere dei lavori nel loro insieme.
Caravaggio EXPERIENCE rappresenta un ampio progetto culturale che si rivolge a un pubblico differenziato, di settore e generico. In tal senso,accanto alla spettacolarità delle grandi dimensioni e delle suggestive musiche avvolte da antichi odori, si affianca una volontà didascalica, in cui l’uso della terza dimensione e delle soluzioni grafiche guideranno progressivamente lo spettatore attraverso i processi creativi dell’Artista.
Tutte le immagini delle opere provengono dall’Archivio Scala di Firenze.
Il prossimo autunno Caravaggio Experience sarà a Napoli dove rimarrà fino ai primi mesi del 2017 mentre sono in corso di definizione altre sedi prestigiose in Italia e all’estero.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 23 mar 2016

BOLOGNA. Il restauro della “Maestà” di Cimabue

La Fondazione Lercaro presenta negli spazi museali della Raccolta Lercaro, il restauro della “Maestà” di Cimabue (1240 ca – 1302), custodita presso la basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, di proprietà del Ministero dell’Interno-Fondo Edifici di Culto. Si tratta di un’opera di particolare rilevanza, non solo a motivo della sua attribuzione a uno straordinario artista del XIII secolo, padre dell’arte italiana, ma anche in relazione al contesto storico, culturale, artistico e spirituale della città di Bologna, per cui venne realizzata. Rappresenta infatti Maria secondo un’iconografia tipica della metà del Duecento, derivante dalla pittura orientale: la Madre di Dio, vestita con una tunica color porpora celata da un grande manto blu (maphorion) che avvolge tutta la sua figura, è seduta su di un grande trono di legno intagliato e regge tra le braccia il figlio Gesù, in piedi sulla gamba sinistra della madre e rivolto verso di Lei, quasi a ricercarne l’abbraccio.
Il restauro – reso possibile grazie al contributo della Fondazione Carisbo e di Genus Bononiae Srl ed eseguito dal laboratorio di Camillo Tarozzi sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio per le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, rappresentata dal dott. Franco Faranda – si è qualificato non solo come intervento conservativo, già avviato nell’imminenza della mostra Da Cimabue a Morandi.
Felsina pittrice, organizzata da Genus Bononiae nella cornice di Palazzo Fava; bensì come un più impegnativo momento di scelte critiche e operative, volto a restituire una migliore e più filologica lettura dell’opera.
Ora, a intervento concluso, l’opera resterà esposta per tutto il mese di aprile nelle sale espositive della Raccolta Lercaro, in attesa della solenne ricollocazione nella cappella della basilica di Santa Maria dei Servi, prevista per la fine dello stesso mese. In ragione dell’eccezionalità dell’evento, la Fondazione Lercaro in accordo con la Soprintendenza, offre al pubblico la possibilità di “entrare” nel vivo del restauro ripercorrendone le diverse fasi attraverso un itinerario documentato.

Info:
Raccolta Lercaro, dal 7 aprile 2016 al 30 aprile 2016

Fonte: www.quotidianoarte.it, 3 apr 2016