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ROCCA DI MAMIANO DI TRAVERSETOLO (Pr). Severini l’emozione e la regola, 100 opere 25 inedite in Italia.

La mostra presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dal 19 marzo al 3 luglio 2016, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, intende celebrare l’intera attività di Gino Severini – allievo di Giacomo Balla, al quale la Fondazione ha recentemente dedicato una mostra di grande successo – non concentrandosi esclusivamente sul suo periodo di adesione al Futurismo e al Cubismo, cui sarebbero seguite, secondo alcune interpretazioni della critica, fasi interessanti ma non capitali per il linguaggio artistico del secolo XX; è infatti maturata la consapevolezza che il percorso artistico del pittore cortonese rappresenta fino alla fine, proprio nella sua articolazione e nella sua inquieta ricerca di “perfezione nella contemporaneità”, una perfetta parabola di protagonista del Novecento, attratto prima dalle rotture linguistiche dell’avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista, che caratterizzerà ogni successiva stagione, da quella, più rigorosa della misura aurea negli anni Venti e Trenta a quella pittoricamente più libera ed estroversa degli anni Quaranta, alle riprese neocubiste e neofuturiste dei Cinquanta e Sessanta.
L’esposizione prende spunto dalla presenza di due importanti opere di Severini nella collezione permanente della Fondazione Magnani Rocca: la Danseuse articulée del 1915, capolavoro futurista, e la matissiana Natura morta con strumenti musicali, della prima metà degli anni quaranta, volute dal fondatore Luigi Magnani per il proprio tempio dell’Arte. Accanto a queste, vengono esposte circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola.
Sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia.
La pittura di Severini, pur nelle sue diverse stagioni espressive, contraddistinte nella maturità da varie riprese di tematiche affrontate nella giovinezza, è caratterizzata da una sostanziale fedeltà ad alcuni soggetti, che emergono nei suoi esordi e che – variamente declinati nelle epoche dello sperimentalismo linguistico dell’avanguardia o nelle riprese del naturalismo – definiscono la personalità della sua creazione artistica.
Un’esposizione tematica, dunque, articolata non in successione cronologica ma nella rivisitazione del tema centrale delle varie Sale che, affrontato in chiave prima divisionista, poi futurista e cubista, non cessa di essere un agente operativo anche nei decenni della maturità.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 14 mar 2016

Maria Luisa REVIGLIO della VENERIA, Sabina VILLA. L’arte del giardino pittoresco. Dizionario illustrato.

Il giardino pittoresco o inglese o paesaggistico rappresenta un momento fondamentale della storia dell’arte dei giardini in Europa. Il modo con cui il giardino pittoresco si rapporta con il paesaggio è unico e coinvolgente. Questo volume prende in esame i termini del giardino pittoresco e li illustra attraverso brani e citazioni tratte dai più importanti testi europei sui giardini in voga tra Settecento e Ottocento. Il testo è arricchito da un ampio apparato iconografico, ed offre, attraverso incisioni, litografie e immagini letterarie, agli amatori, agli studiosi e a tutti gli appassionati “giardinieri” un nuovo approccio per conoscere e approfondire lo studio dell’arte del giardino pittoresco.

Scheda tecnica “L’arte del giardino pittoresco. Dizionario illustrato”

Autori: Maria Luisa Reviglio Della Veneria, Sabina Villa
Editore: Mediares
I edizione: Luglio 2012, II edizione: settembre 2013
ISBN 13: 9788890744440
F.to: 21×29,7 – Pagine: 308
Prezzo: € 30,00 (prezzo speciale Euro 25,00 acquistando direttamente da Mediares)

Maria Luisa Reviglio della Veneria
Laureata in Architettura al Politecnico di Torino, si occupa di temi e ricerche volte al recupero della memoria storica, artistica e architettonica.
Ha pubblicato: I sentieri della ventura… l’errare del cavaliere, 1991; Appunti di storia familiare: un architetto tra Bra e Torino alla metà dell’800, 1993; Il labirinto: la paura del Minotauro e il piacere del giardino, 1998; Cara Valsusa ti scrivo… Articoli e saggi di Giorgio Calcagno, 2006; Il volontariato culturale nel divenire della cultura, 2010; Catalogo generale delle opere di A. Poma, 2010; Il cammino di San Michele, 2011; L’istituto Alfieri-Carrù. Dal dinamismo sociale dell’Ottocento alle povertà di oggi, 2011. Si occupa di critica d’arte e organizza mostre in Italia e all’estero. Si occupa di volontariato culturale e coordina dal 2001 con Gabriella Monzeglio la collana Il Quaderno del Volontariato Culturale. Dal 1995 con Italo Ruffino è curatrice della collana Il Millennio Composito di San Michele della Chiusa. Ha ideato e diretto con G. Monzeglio il Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno.

Sabina Villa
Laureata in Architettura al Politecnico di Torino, ha collaborato per molti anni alla didattica della Facoltà, dopo aver conseguito il dottorato e post-dottorato di ricerca in Storia dell’architettura dei giardini.
Ha insegnato all’Ecole d’Architecture Paris La Villette, collaborando con il prof. Michel Vernes al corso di Storia della città e del territorio. Ha svolto ricerca presso la Facoltà di Agraria di Torino e presso l’I.P.L.A. (Istituto per le Piante da legno e l’Ambiente) sviluppando importanti ricerche sul rapporto tra ambiente naturale e territorio, sul giardino pittoresco. Ha pubblicato: Perspectives sur le Parc, in “Tête d’Or, un parc d’expception crée par D. Bühler”, 1992; Il giardino ceramico, (coll.) in “Il tempio ceramico”, 1997; La metamorfosi del labirinto nel giardino, in “Il Labirinto …”, (a cura di Reviglio della Veneria), 1998; Dal giardino alla città-giardino. L’architettura del “pittoresco” per il villino residenziale’, in “Esiti”, 1998; Giardini d’inverno, serre, aranciere, limonaie, stufe in Italia dal Rinascimento agli anni ‘30 del Novecento, (coll.), 2002; Il canale Caluso, (coll.) in “Ecomusei e paesaggi”, 2004; Paesaggi del Piemonte Nord Orientale, Componenti forestali ed antropiche, Proposta di un metodo di analisi paesaggistica, (coll.) 2006.
Svolge la libera professione soprattutto nel campo della progettazione di parchi e giardini.

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ROMA. Nascono i caschi blu della cultura.

“Una nazione è viva quando è viva la sua cultura” era scritto in persiano e in inglese su un drappo di stoppa appeso in segno di sfida sopra l’ingresso principale del Museo Nazionale dell’Afghanistan a Kabul nel 2002, come testimonia una foto scattata due anni dopo dagli archeologi e dai tecnici dell’Istituto Centrale del Restauro. Un museo che era sopravvissuto in qualche modo a saccheggi e distruzioni grazie anche alla collaborazione di una missione italiana presente per il primo intervento. Una cooperazione che è proseguita nel 2009 con la formazione di allievi e allieve presso l’Istituto Centrale del Restauro (oggi ISCR). E’ avvenuto pochi anni fa, quasi la premessa della nascita dei “caschi blu della cultura”. E’ il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini ad accogliere gli ospiti nella maestosa aula X delle Teme di Diocleziano, il complesso termale più grandioso della romanità, costruito in soli otto anni dal 298 al 306 d. C. che ospita la cerimonia per la nascita della task force italiana “Unite for Heritage” a difesa del patrimonio culturale in pericolo per disastri naturali o guerre.
Presenti i ministri della Difesa Roberta Pinotti, degli Esteri Paolo Gentiloni, dell’Istruzione Stefania Giannini, nonché il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio del Sette e il Direttore Generale dell’Unesco Irina Bokova e una decina di Carabineri della Tutela del Patrimonio Culturale che sfoggiano sulla divisa il distintivo “United4Heritage”. Propedeutico alla firma del Memorandun, sottoscritto dal Ministro degli Esteri Gentiloni e dal Direttore Generale Unesco Bokova, la firma dei Ministri Gentiloni e Franceschini e del sindaco di Torino Fassino del protocollo d’intesa per la costituzione nella città sabauda del centro internazionale di formazione e ricerca sull’economia della cultura e del patrimonio mondiale.
Da molti anni ormai si parlava di organizzare un sistema internazionale per combattere le nuove forme di aggressione alle testimonianze della storia e della cultura in qualunque paese si verifichino. Non come un tempo incidentali, ma voluti e e premeditati per distruggere con i simboli la memoria e l’identità di un popolo e di una civiltà. Ora il progetto caro al ministro Franceschini diventa realtà. E il Ministro non nasconde la sua soddisfazione.
“L’Italia si conferma una grande potenza culturale in grado di assumere importanti incarichi in ambito internazionale sotto le insegna Onu – Ed è il primo paese nel mondo a mettere a disposizione una task force” i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale che hanno esperienza e credibilità internazionale, già pronti ed esecutivi a disposizione dell’Unesco, così come gli esperti dell’Opificio delle pietre dure e dell’ICSR. Trenta super esperti carabinieri della Tutela (sono in totale circa 300) affiancati da altrettanti civili con grande esperienza e preparazione in materia, fra storici dell’arte, studiosi, restauratori ed esperti del patrimonio librario ed archivistico. E in futuro, attraverso il MIUR ricorda il ministro Giannini, potranno farne parte anche docenti universitari. Un contingente super specializzato, in una parola il meglio del meglio che può offrire l’Italia in questo campo. Un passo importante e moralmente dovuto a difesa del patrimonio dell’umanità, quindi di ciascun di noi, dice Franceschini. A protezione di patrimonio colpito non incidentalmente come in passato, ma proprio perché rappresenta una religione, un’identità diversa, quindi da distruggere. La task force “è un pezzo molto italiano della strategia antiterrorismo che molti paesi e l’Unesco condividono”, sottolinea il ministro degli esteri Gentiloni.
“Sempre più spesso l’obiettivo è colpire la cultura, cancellare attraverso i simboli la diversità e il pluralismo in quei paesi dal Golfo di Guinea al Pakistan in cui le diversità erano coltivate e accettate. La distruzione dei simboli è una sorta di pulizia culturale”, afferma Gentiloni che non si nasconde la difficoltà di individuare le aree minacciate, a rischio. Ma l’Italia con le sue 170 missioni archeologiche sostenute dagli Esteri e dal Mibact ha le carte in regola per riuscire nell’impresa. Proteggere la cultura è “un’arma molto importante” per sconfiggere il terrorismo, dice il Ministro Pinotti, sottolineando le specificità dei Carabinieri in fatto di competenza e controllo del territorio, nel rispetto della popolazione, dei suoi usi e costumi. Sempre a difesa dei beni culturali in Iraq come in Kosovo.
Un’attitudine consolidata fin dal 1969, anno di costituzione del Nucleo originario, il “primo reparto di polizia al mondo” specializzato in questo campo, ricorda il Generale Del Sette. La task force, diretta da un ufficiale superiore, è organizzata in quattro segmenti, informatica, logistica, addestramento e operativo. Si complimenta con l’Italia “protagonista di questa iniziativa” la direttrice dell’Unesco Irina Bokova che ha appena ricevuto dall’Università per stranieri di Perugia la laurea honoris causa.
“Voglio testimoniare la grande minaccia che colpisce l’umanità. Gli attacchi deliberati alla nostra cultura sono attacchi al nostro comune sentire e alla condivisione degli stessi valori. E cita più volte i “Carabinieri italiani” che tanto si adoperano per la salvaguardia delle opere d’arte. “La nostra risposta agli attacchi contro il patrimonio culturale – dice – è la costruzione di un mausoleo, il restauro degli scritti della sapienza islamica, dalla matematica all’astronomia. La nostra risposta è nella ricostruzione del ponte di Mostar”.
E’ giunto dunque alla realizzazione il progetto di cui si parlava da qualche tempo, in linea con l’approvazione da parte di 83 paesi durante l’Expo di Milano della “Dichiarazione sulla protezione del patrimonio culturale” e con la proposta avanzata a settembre all’Onu dal Presidente del consiglio Renzi di una task force messa in piedi sotto l’egida dell’Unesco. Il 17 ottobre è seguito il sì del Consiglio esecutivo dell’Unesco che ha votato per acclamazione la proposta italiana e di proseguire a lavorare in sede Onu per includere la componente culturale nelle missioni di pace, come richiesto dal premier nel suo intervento. La task force interverrà, tramite l’Unesco, su richiesta di uno stato membro colpito da una calamità naturale o che sta affrontando una crisi (non durante un conflitto) per fornire assistenza al personale locale, pianificare le operazioni di salvaguardia, stimare i danni, formare i restauratori e non ultimo contrastare il saccheggio e il traffico illecito di opere d’arte. Un’attività in cui i Carabinieri sono maestri nel mondo.

Autore: Laura Gigliotti

Fonte: www.quotidianoarte.it, 16 feb 2016

Luca BASSO PERESSUT, Pier Federico CALIARI, Architettura per l’archeologia. Museografia e allestimento.

Il passaggio dal museo interno a un modello di museo a sistema nelle citta’ e nei territori, cioe’ all’idea di museo fuori dal museo, e’ il nodo concettuale che lega i contenuti di questo volume, che e’ formato da una raccolta commentata di cinquanta progetti realizzati rispettivamente da quarantasei studi di architettura europei, e da due saggi di apertura che indagano l’archeologia e la museografia sotto il profilo del loro rapporto con la citta’ moderna, e con il paesaggio.
Il volume e’ principalmente rivolto ad architetti, ingegneri e archeologi, nelle loro declinazioni di liberi professionisti, docenti universitari o di funzionari di enti preposti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali e archeologici.
Autori
Luca Basso Peressut, architetto, e’ Prof. di Architettura degli Interni e Museografia presso il Politecnico di Milano. E’ docente di Museografia alla Cattedra Unesco, Mantova e alla Scuola di Specializzazione in Beni Culturali dell’Universita’ di Macerata. È co-fondatore, e membro del comitato scientifico del Master IDEA in Exhibition Design che ha diretto fino al 2012.
Pier Federico Caliari, architetto, e’ Ricercatore presso il Politecnico di Milano. E’ direttore dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia e del Master Museografia, Architettura e Archeologia. Progettazione strategica e gestione innovativa del patrimonio archeologico.

Indice
Prefazione, Antonio Paolucci
Presentazione, Romolo Martemucci
Introduzione, Luca Basso Peressut e Pier Federico Caliari
L’invenzione dell’antico. Architetti, archeologi, musei, Luca Basso Peressut
Il disegno della rovina. Architettura, archeologia e progetto identitario, Pier Federico Caliari
Progetti 1980-2013
Museo di Arte Romana di Me’rida – Jose’ Rafael Moneo – Me’rida, Spagna, 1980-1985
Recupero e valorizzazione del Circo Romano di Tarragona – Andrea Bruno – Tarragona, Spagna, 1987-1994
Museo delle Terme Romane – Arriola & Fiol arquitectes – Sant Boi de Llobregat, Spagna, 1992-1998
Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano – Gianni Bulian – Roma, Italia, 1983-2000
Protezione e valorizzazione dei resti della chiesa di San Pietro – Pierluigi Grandinetti – Osoppo Ud, Italia, 1995-2001
Museo archeologico e parco a Kalkriese – Annette Gigon – Mike Guyer – Osnabruck, Germania, 1998-2002
Musealizzazione delle Domus dell’Ortaglia – GTRF – Giovanni Tortelli, Roberto Frassoni Architetti Associati – Brescia, Italia, 2002-2003
Nuova passerella ai Mercati Traianei – Nemesi Studio – Roma, Italia, 1999-2003
Muraglia Nazari nell’Alto Albaicin – Antonio Jime’nez Torrecillas – Granada, Spagna, 2002-2006
Museo Archeologico di Castel San Vincenzo – n!studio, Susanna Ferrini e Antonello Stella – Castel San Vincenzo, Is, Italia, 1999-2006
Museo Archeologico-Nuragico Storico ed Etnografico Barumini – Pietro Reali – Barumini, Vs, Italia, 2005-2006
Museo Copto – Mouseion Shaboury & Associates – Il Cairo, Egitto, 2005-2006
Museo delle Mura Arabe di Murcia – Atxu Amann, Andre’s Canovas, Nicolas Maruri – Murcia, Spagna, 2004-2006
Centro Visitatori del complesso archeologico di Baelo Claudia – Guillermo Vazquez Consuegra – Insenatura di Bolonia, Tarifa, Spagna, 1998-2007
Centro Visitatori Davidson – Kimmel Eshkolot Architects – Gerusalemme, Israele, 2001-2007
Copertura degli scavi archeologici della Domus del Chirurgo – Studio Cerri Associati Engineering, Pierluigi Cerri, Alessandro Colombo – Rimini, Italia, 2002-2007
Interventi di restauro e sistemazione museale presso i Mercati Traianei – Luigi Franciosini, Riccardo d’Aquino – Roma, Italia, 2000-2007
Protezione e musealizzazione della Villa tardo-antica di Faragola – Luigi Franciosini, Paola Porretta, Paolo Uliana – Ascoli Satriano, Fg, Italia, 2007-2009
Museo dei Fori Imperiali – Paolo Martellotti – Roma, Italia, 1998-2007
Museo dei Tumuli di Bougon – studioMilou architecture – Bougon, Francia, 1993-2007
Ricomposizione palcoscenico e frontescena del Teatro Romano di Hierapolis – Paolo Mighetto – Hierapolis di Frigia, Pamukkale, Turchia, 2006-2007
Basilica paleocristiana di San Pietro – Emanuele Fidone – Siracusa, Italia, 2002-2008
Museo della Citta’ Etrusca e Romana di Cortona – Giovanni Longobardi, Andrea Mandara – Cortona, Italia, 2005-2008
Museo Nazionale di Archeologia Subacquea – Guillermo Vazquez Consuegra – Cartagena, Spagna, 1999-2008
Restauro e valorizzazione dei Bagni Arabi di Baza – Francisco Ibañez Sanchez – Baza, Granada, Spagna, 2004-2008
Römermuseum nel Parco Archeologico di Xanten – Gatermann + Schossig – Xanten, Germania, 2007-2008
Torre del Homenaje – Antonio Jime’nez Torrecillas – Hue’scar, Granada, Spagna, 2002-2008
Centro Archeologico de l’Almoina – Jose’ Maria Herrera Garcia – Valencia, Spagna, 2003-2009
Museo Madinat al Zahra – Nieto Sobejano arquitectos – Cordoba, Spagna, 2001-2009
Musealizzazione della Necropoli di Pill’ ‘e Mata – Pietro Reali, Paoulina Tiholova, David Palterer, Norberto Medardi, Luca Giuggiolini – Quartucciu, Ca, Italia, 2008-2009
Neues Museum – David Chipperfield Architects – Berlino, Germania, 1997-2009
Allestimento del Neues Museum – Michele De Lucchi – Berlino, Germania, 2003-2009
New Acropolis Museum – Bernard Tschumi Architects – Atene, Grecia, 2003-2009
Villa Romana la Olmeda – Paredes Pedrosa arquitectos – Pedrosa de la Vega, Palencia, Spagna, 2005-2009
Centro Visitatori di San Cayetano – Atxu Amann, Andre’s Canovas, Nicolas Maruri – Monteagudo, Murcia, Spagna, 2007-2010
Mediateca Montanari Memo – Studio Cuppini Associati – Fano, Pu, Italia, 1999-2010
Musealizzazione del sito archeologico di Praça Nova – Joao Luis Carrilho da Graça, Joao Gomes da Silva – Lisbona, Portogallo, 2008-2010
Recupero dell’ex Mercato coperto di Gallipoli – COdESIGN + Rosa – Gallipoli, Le, Italia, 1998-2010
Restauro della ex chiesa di Sant’Antonio del convento delle Clarisse – 2TR Architettura Luca Montuori e Riccardo Petrachi – Santa Fiora, Gr, Italia, 2000-2010
Ripristino dell’accesso storico e Centro per la Conoscenza del Castello – Julian Esteban Chapapria, Ignacio Casar Pinazo, Emilia Hernandez, Ivan Garcia – Sagunto, Spagna, 2007-2010
Antiquarium del Museo Archeologico – Palomino Gonzalez, Burrero Martinez, Millan Millan, Arguelles Hernandez – Siviglia, Spagna, 2010-2011
Interventi di valorizzazione nei siti archeologici di competenza della SAR – Michele De Lucchi – Roma, Italia, 2009-2011
Interventi sul Castello di Onda – Carlos Campos Gonzalez, Salvador Vila Ferrer – Onda, Spagna, 1994-2011
Ipogeo degli Aureli – copertura e riqualificazione del percorso esterno – bianchivenetoarchitetti – Roma, Italia, 2009-2011
Musealizzazione della Basilica di Aquileia – GTRF – Giovanni Tortelli, Roberto Frassoni Architetti Associati – Aquileia, Italia, 2004-2011
Museo archeologico de La Bre’che et de La Noye – n!studio, Susanna Ferrini e Antonello Stella – Vendeuil-Caply, Francia, 2006-2011
Museo Archeologico Santa Maria della Scala – Guido Canali – Siena, Italia, 1998-2011
Allestimento della mostra Nerone – Andrea Mandara – Roma, Italia, 2011-2012
Copertura del parco archeologico del Molinete – Atxu Amann, Andre’s Canovas, Nicolas Maruri – Cartagena, Spagna, 2011-2012
Allestimento permanente delle Terme di Caracalla – Fabio Fornasari – Roma, Italia, 2011-2013
Museo del Duomo e della Veneranda Fabbrica – Guido Canali – Milano, Italia, 2005-2013
Riferimenti bibliografici dei progetti

Info:
Editore: Prospettive – Distribuzione Scienze e Lettere
Pagine: 468 – Formato: 24,5×28 cm – Anno: 2014
Codice isbn: 9788898563067
Prezzo di copertina: 50,00 Euro

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MILANO. 1150 opere degli Uffizi in una suggestiva esposizione virtuale.

In anteprima a Milano la prima digital exhibition immersiva e interattiva realizzata in Italia, dedicata alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Valorizzare il patrimonio culturale e creativo italiano è l’idea alla base di Uffizi Virtual Experience: un viaggio interattivo in quattrocento anni di storia dell’arte italiana, grazie a multiproiezioni immersive, immagini in movimento e alla tecnologia di Uffizi Touch®, il primo prodotto al mondo che, all’interno di un “quadro” digitale interattivo, contiene l’intero patrimonio artistico del museo fiorentino con immagini ad altissima risoluzione.
Nel periodo di mostra è previsto un programma quotidiano di visite guidate, laboratori didattici, workshop per bambini, ragazzi, studenti, famiglie fino a settimanali appuntamenti per il pubblico adulto.
Uffizi Virtual Experience. Da Giotto a Caravaggio rientra nella rassegna Ritorni al Futuro promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano ed è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Comune di Milano e dal Comune di Firenze. Maestà di Giotto, Annunciazione di Leonardo da Vinci, Nascita di Venere e Primavera di Botticelli, Madonna del Cardellino di Raffaello, Tondo Doni di Michelangelo, Venere di Urbino di Tiziano e Medusa di Caravaggio sono solo alcuni dei capolavori protagonisti in mostra, l’esposizione raccoglie 1150 opere della Galleria degli Uffizi e conduce lo spettatore verso un’esperienza culturale in cui la qualità dei contenuti è unita alla spettacolarità della forma.
Attraverso immagini digitali ad altissima risoluzione, il visitatore può scoprire i più piccoli dettagli delle opere, invisibili a occhio nudo, mentre attraverso touch screen e altre installazioni è possibile interagire con tecnologie abilitanti che consentono di esplorare la collezione del museo fiorentino attraverso collegamenti tematici e trasversali: dal riflesso della luce sulle perle di Lucrezia Panciatichi, nel ritratto di Agnolo Bronzino, alle due collane della piccola Bia de’ Medici, in un’altra opera dell’artista cinquecentesco, dai fiori nell’Annunciazione di Leonardo da Vinci al giardino dell’Adorazione dei pastori di Lorenzo di Credi, dal paesaggio collinare della Madonna del pozzo di Francesco di Cristofano all’autoritratto di Angelica Kauffmann, esposto nel Corridoio Vasariano. Il pubblico, tra appassionati d’arte o di tecnologia, avrà così la possibilità di costruire la propria visita, personalizzando l’esperienza e il livello di approfondimento secondo interessi e passioni.
L’esperienza della mostra si articola in due sezioni:
1) una parte immersiva dedicata alla visione delle opere, in un viaggio dal Duecento di Giotto al Seicento di Caravaggio;
2) una parte interattiva ludico-esperienziale e didattica, allestita con tecnologia Uffizi Touch® L’esperienza digitale è aumentata dai dispositivi dei visitatori che, attraverso smartphone e tablet, potranno scaricare gratuitamente l’applicazione UBILIA® per fruire di contenuti “di prossimità” in funzione della propria posizione. Sarà possibile sia visualizzare tutte le 1150 opere sul proprio dispositivo mobile e condividerle mentre ci si muove negli spazi della Fabbrica del Vapore, sia utilizzare la app per spostarsi in vari punti della città e scoprire contenuti inediti legati all’evento. Per partecipare all’attività sui social network e condividere i contenuti di Uffizi Virtual Experience, è stato creato l’hashtag #UVE2016.
Uffizi Virtual Experience. Da Giotto a Caravaggio è la prima produzione di VIRTUITALY, startup spinoff di Centrica che nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e creativo italiano in location sugges, grazie a contenuti digitali e tecnologie immersive e interattive di altissima qualità. Il contenuto scientifico e la fruizione sono integrati e implementati con attenzione agli aspetti emozionali per costruire un’esperienza di edutainment appagante e formativa per il visitatore.” ci spiega Marco Cappellini, amministratore delegato di VIRTUITALY. Gli eventi settimanali?: Correda il progetto un calendario di eventi e attività ludico-didattiche per bambini e famiglie, oltre a lezioni frontali e interattive per studenti delle scuole elementari, medie e superiori, in modo da affiancare la visita con approfondimenti pensati per ogni livello di istruzione.?Ogni mattina dal lunedì al venerdì verranno organizzate lezioni di storia dell’arte per studenti delle scuole elementari, medie e superiori.
Le lezioni, preparate dalla storica dell’arte Irene Martinelli sulla base di percorsi tematici basati sulle opere della collezione della Galleria degli Uffizi e realizzate dagli allievi diplomati alla Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, saranno supportate dalla tecnologia Uffizi Touch® e aiuteranno gli studenti a scoprire l’arte in modo innovativo e coinvolgente.
Il sabato e la domenica saranno dedicati alle famiglie: verranno proposti laboratori didattici per bambini dai 3 ai 12 anni, dai giochi basati sulle opere al disegno, dalle rappresentazioni teatrali al fumetto, per imparare e divertirsi.?
Per il pubblico adulto, ogni giovedì alle 19.30 si svolgerà un programma di incontri di approfondimento negli spazi della digital exhibition, con relatori esperti di arte, moda, enogastronomia, tecnologia e digital humanities.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 3 feb 2016