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LUCCA. LuBeC – Innovazione e cambiamento al centro della 12ª edizione.

Il 13 e 14 ottobre 2016 la rassegna internazionale dedicata a Beni Culturali, Tecnologia e Turismo. E per il concorso CREATHON® arriva anche Samsung.
Innovazione e cambiamento: questo il filo conduttore della 12ª edizione di LuBeC, dal titolo “2016, Qualcosa è cambiato: la Cultura è benessere e crescita“.
realcollegioL’appuntamento è per il 13 e 14 ottobre 2016 a Lucca, nella splendida location del Real Collegio.
Nello specifico, l’evento di quest’anno sarà dedicato al tema del “cambiamento” fra pubblico e privato. Una dicotomia che a LuBeC 2016 sarà ben testimoniata grazie alla presenza e alla collabora-zione di due partner come il MiBACT e Samsung.
Quella che stiamo vivendo è una fase di innovazione socio-culturale che sta investendo la valorizzazione del patrimonio pubblico, le politiche territoriali, il welfare culturale e il non profit, le imprese creative e la rigenerazione urbana. Il tutto sta avvenendo assimilando il “nuovo”: nuovi strumenti normativi per nuovi cittadini, nuove tecnologie e nuove modalità di comunicazione, nuove energie e nuove competenze, nuove opportunità di sostegno finanziario per il pubblico e per il privato. È proprio di questi temi che si occuperà LuBeC 2016, attraverso convegni, workshop e laboratori dedicati.
Molte le testimonianze volte a raccontare questo momento di cambiamento, sia nella sessione plenaria di apertura del 13 ottobre – che prevede, tra gli altri, focus del MiBACT, della Regione To-scana, di Samsung e di Wikimedia – che negli appuntamenti successivi, come ad esempio il convegno dedicato all’Arte Contemporanea intesa come grande attrattore, l’incontro della Rete delle Città della Cultura su innovazione e welfare culturale o ancora l’incontro con i Direttori dei grandi Musei italiani, convegno, quest’ultimo, che chiuderà l’evento 2016.
LuBeC rappresenta anche una possibilità per gli operatori del settore, grazie a LuBeC Digital Technology, la rassegna espositiva dei prodotti e dei servizi turistico-culturali, creati dal sistema pub-blico e privato per il fruitore contemporaneo. Un’opportunità per farsi conoscere e per confrontarsi con altri attori della filiera, in modo da sviluppare nuove sinergie e idee progettuali, anche attraverso la partecipazione ad incontri B2B in programma nei due giorni di LuBeC.
E a proposito di nuove idee, il 13 ottobre ci sarà il taglio del nastro della terza edizione di CREATHON®, una maratona di creatività di 24 ore, realizzata in collaborazione con il Polo Tecnologico Lucchese, in cui 15 squadre di giovani creativi – tra cui umanisti, informatici e comunicatori – si sfideranno per dare vita a nuovi progetti e/o prodotti destinati alla fruizione della cultura. Anche CREATHON®, come l’intera rassegna, ha come partner Samsung, azienda leader nella creazione e produzione di tecnologie dell’informazione, la cui vision, “ispirare il mondo e creare il futuro”, si sposa alla perfezione con l’obiettivo di questo Hackathon. Il concorso è a livello nazionale e si può partecipare gratuitamente, inoltrando la candidatura del team entro il 12 settembre 2016 sul sito www.lubec.it/creathon.
Si segnalano inoltre altri servizi dedicati ai partecipanti di LuBeC nei due giorni della rassegna. Il primo di questi è Europe Corner, il corner informativo sulla possibilità di partecipare a bandi e di richiedere finanziamenti europei, gestito dal team di esperti dell’Ufficio Europa di Promo PA Fon-dazione. L’altro è lo sportello ICS “Una banca per la Cultura”, un desk informativo sui prodotti bancari destinati al sistema culturale pubblico e privato.
La 12ª edizione di Lubec è organizzata da Promo PA Fondazione con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Toscana, del Comune di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. L’evento gode ogni anno del Patrocinio e della partecipazione dei Ministeri di riferimento, del CNR, dell’UPI, della Provincia di Lucca e dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conser-vatori della Provincia di Lucca.
Per iscriversi alla rassegna e consultare il programma completo di LuBeC 2016 visitate il sito www.lubec.it.
La partecipazione è gratuita.

LUCCA. LuBeC segnala.

A Lucca dal 2 al 4 settembre sarà allestito, nell’ambito di Murabilia – Mura Creative, un percorso emozionale.
Avete mai desiderato di raggiungere un luogo protetto in cui sentirvi al sicuro, accolti, accettati? E avete mai provato la delusione, l’esclusione, il rifiuto di non arrivare al vostro obiettivo? INorOUT vi offre la possibilità di sperimentarlo: un giargino, due luoghi ed un muro che li separa, la possibilità di vivere due esperienze opposte.

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ROMA. LA SPINA. DALL’AGRO VATICANO A VIA DELLA CONCILIAZIONE.

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Nell’anno in cui gli occhi di tutti sono puntati su San Pietro e i piedi di tanti pellegrini attraversano via della Conciliazione, l’esposizione promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e curata da Laura Petacco e Claudio Parisi Presicce, propone un viaggio a ritroso nel tempo nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro, raccontandone le profonde trasformazioni dall’antichità fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l’arredo urbano.
07La mostra “LA SPINA. Dall’agro Vaticano a via della Conciliazione”, ospitata dai Musei Capitolini dal fino al 20 novembre 2016, rievoca luoghi che non esistono più, ma sono stati a lungo custodi della memoria degli avvenimenti storici che hanno portato alla strutturazione di Roma quale è oggi, capitale dello Stato e, allo stesso tempo, centro simbolico della cristianità.
Il filo conduttore della mostra è la Spina nel doppio significato di toponimo derivante dalla forma allungata dell’isolato rinascimentale, oggi scomparso, e di “corpo estraneo” che, con le demolizioni, di fatto è stato estratto dal tessuto connettivo della città.
La demolizione della Spina dei Borghi e l’apertura di via della Conciliazione materializzarono la fine del dissidio tra Stato e Chiesa grazie ai Patti Lateranensi: il pesante intervento è, infatti, giustificato dalla volontà di modificare la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico.
Dopo un inizio “immersivo” tramite una videoinstallazione curata dall’Istituto LUCE (regia R. Sejko) e una prima localizzazione topografica dei luoghi al centro dell’esposizione, segue il racconto delle fasi di vita e di occupazione dell’area vaticana. Le trasformazioni della zona sono illustrate attraverso cartografie storiche, reperti archeologici, materiali architettonici, frammenti di affreschi staccati, vedute a stampa, dipinti, fotografie e plastici, alcuni dei quali mai esposti prima.
09L’esposizione è suddivisa in tre sezioni: Prima della Spina; La Spina dei Borghi; Cavare la “spina” a San Pietro.
PRIMA DELLA SPINA
Tramite sculture, affreschi, disegni, dipinti e cartografie si racconterà come questo territorio passò dall’essere marginale e inospitale ad esercitare una forte attrazione urbanistica su Roma divenendone parte integrante.
Escluso dal perimetro delle mura, povero e malsano a causa dei frequenti straripamenti del Tevere, questo territorio iniziò ad esercitare una forte attrazione urbanistica su Roma solo a partire dalla prima età imperiale. A seguito di interventi di bonifica furono realizzate le prime ville suburbane le più famose delle quali appartenevano ad Agrippina e Domizia. Giardini dal ricco arredo scultoreo si alternavano a costruzioni sfruttando scenograficamente la topografia dei luoghi, vicini al fiume e prossimi ai rilievi del colle Vaticano, del Monte Santo Spirito e del Gianicolo.
Lungo le due strade principali che attraversavano la zona, la via Triumphalis e la via Cornelia, si addensarono diversi monumenti funerari (tra le memorie più evidenti, oggi, il mausoleo di Adriano, la necropoli vaticana – sotto la Basilica – e quella dell’Autoparco Vaticano e di S. Rosa).
Se il termine “Vaticano” è oggi immediatamente riconducibile a San Pietro e al cristianesimo, in età imperiale ebbe una valenza fortemente pagana: quest’area ospitò infatti un luogo di culto dedicato alla dea frigia Cibele chiamato, per l’appunto, Vaticanum o Phrygianum Vaticanum frequentato ancora fin quasi alla fine del IV sec. d.C., in compresenza e forse in contrapposizione alla nuova fede emergente, il cristianesimo.
Nel corso dell’alto medioevo, intorno alla Basilica si sviluppò una vera e propria area sacra con monasteri, diaconie, chiese: burgs era il termine con cui i pellegrini germanici definivano l’agglomerato da cui “Borgo”.
Per difendere dalle scorrerie dei Saraceni la Basilica con i monasteri e ‘burgi’, Leone IV fece erigere una cinta muraria intorno all’insediamento tra l’847 e 852: nasce così la “Rocca del cielo”, la civitas Leoniana, insieme fulcro del sistema difensivo e raccordo con la città di Roma. Il circuito venne poi ampliato da Nicolò III e, nuovamente, rinforzato da Nicolò V. Quest’ultimo, oltre a promuovere la ricostruzione del palazzo e della Basilica vaticana, progettò la risistemazione urbanistica di tutta l’area anche in previsione del Giubileo del 1450. Il progetto, incompiuto per la morte del pontefice, sarà ripreso più tardi da Alessandro VI.
In questa sezione saranno esposti, tra gli altri: sculture dagli horti imperiali e dalle residenze suburbane, un sarcofago, are funerarie, una base di candelabro, un’ara di Vicomagistri; Ara di Vettio Agorio Pretestato e un’ara taurobolica; cartografie storiche, dipinti con vedute delle mura)
LA SPINA DEI BORGHI
Il visitatore è condotto attraverso Borgo Vecchio, piazza Scossacavalli, Piazza Rusticucci, Borgo Nuovo e Piazza Pia. Testimonianze materiali del passato sopravvissute alle demolizioni, insieme a dipinti, stampe, fotografie, uno stereoscopio ed un plastico in gesso sono esposti rispettando la successione topografica dei luoghi e rievocandone, così, la fisicità
L’isolato stretto e allungato – da cui il nome “Spina” – compreso tra lo spiazzo antistante Castel Sant’Angelo e quello di fronte alla Basilica di San Pietro, “nasce” e “muore” a seguito di demolizioni: le prime per aprire via Alessandrina (poi Borgo Nuovo) nel 1499, le ultime per realizzare via della Conciliazione (1936-1937).
Tracciata come un rettifilo in asse con il portale di accesso ai Palazzi Vaticani, via Alessandrina è la prima moderna strada con fondale di Roma.
L’intervento modificò l’immagine dell’area, che aveva già conosciuto un primo rinnovamento edilizio sotto Sisto IV con la costruzione dei primi palazzi cardinalizi.
Il Borgo, nato come nucleo fortificato a difesa della Basilica, durante il rinascimento si trasformò in un complesso di palazzi di alti prelati e addetti alla Curia, sede del potere pontificio.
Per raccontarne le trasformazioni sociali, oltre che architettoniche, la mostra offre un excursus sulla collezione Cesi di sculture antiche che, iniziata dal cardinale Paolo Emilio, fu incrementata notevolmente dal fratello Federico sistemando le opere sia nel giardino retrostante il palazzo Cesi presso porta Cavalleggeri sia nel cosiddetto Antiquario, un edificio – primo nel suo genere – costruito appositamente per fungere da museo.
La collezione, che era una tappa quasi obbligata per i viaggiatori stranieri che volevano avvicinarsi all’arte classica, venne poi dispersa a partire nel 1622 finendo, tra l’altro, presso le proprietà Cesi in Borgo Vecchio e, dopo alcuni passaggi, anche nei Musei Capitolini
Con la realizzazione, nel 1657, del colonnato di Gian Lorenzo Bernini la questione del raccordo tra complesso basilicale e la Spina si pose in termini nuovi. Su piazza Rusticucci Bernini aveva progettato un terzo braccio porticato, mai realizzato, per timore di limitare la visibilità della cupola michelangiolesca e di offuscare l’idea dell’abbraccio ai fedeli implicita nei due bracci aperti del colonnato.
L’ultimo importante intervento che modificò la fisionomia di Borgo fu la sistemazione di piazza Pia “avanti Castello” (Castel Sant’Angelo) ad opera dell’architetto Luigi Poletti nel 1852. Con la realizzazione di una sorta di proscenio dell’accesso ai Borghi si venne ad attuare, idealmente, a distanza di secoli il programma di papa Nicolò V per l’accesso a San Pietro.
In questa sezione saranno esposti, tra gli altri: Affreschi staccati ed elementi architettonici dalle chiese e dai palazzi di Borgo, mai esposti prima; sculture dalla collezione del Cardinale Federico Cesi, dipinti di H. van Cleef, G. van Wittel, I. Caffi, E. Roesler Franz, T. Tommasini, G. Fammilume, stampe e disegni G. Vasi, G.B. Falda, fotografie di R. Moscioni, U. Sciamanna, un plastico in gesso della Spina dei Borghi realizzato per M. Piacentini e A. Spaccarelli dalla ditta Bucci per lo studio dell’area di intervento, mai esposto prima.
CAVARE LA “SPINA” A SAN PIETRO
Uno sguardo d’insieme all’aspetto che aveva Borgo tra fine ‘800 e i primi decenni del ‘900 tramite foto aeree, fotografie, uno stereoscopio. Un’intervista di Alberto Sordi ci racconta la meraviglia di giungere a San Pietro dalle stradine di Borgo come allo schiudersi di un sipario.
Il “problema dell’accesso a San Pietro”: piante, documenti d’archivio, immagini, modelli e progetti propongono una esemplificazione di un confronto che si è protratto per secoli prima di approdare alla scelta di percorrere “la via della Conciliazione” non solo nei rapporti tra Stato e Chiesa ma anche nella ridefinizione urbanistica del rapporto dialettico tra le diverse aree della città.
Quella dell’accesso a San Pietro è stata una questione secolare, discussa a più riprese fin dal progetto berniniano del terzo braccio del colonnato, mai realizzato. Nei secoli si susseguirono i progetti di Carlo Fontana (1694), di Cosimo Morelli (1776), dell’Amministrazione Francese (1811-1812) che prevedeva la demolizione della Spina e l’apertura di una lunga passeggiata fino al porto di Ripetta; la passeggiata, nello studio curato da Giuseppe Valadier, si sarebbe dovuta monumentalizzare con lo spostamento delle colonne di Traiano e di Marco Aurelio sormontate dalle statue di San Pietro e San Paolo.
La questione venne ripresa quando Roma divenne Capitale d’Italia: si succedettero diversi piani regolatori con proposte discordanti al centro di accese discussioni anche sui giornali. Per favorire il collegamento con la città che si stava strutturando come capitale sulla riva opposta, venne realizzato nel 1911 il ponte Vittorio Emanuele II.
Un forte indirizzo alla pianificazione di Borgo venne infine impresso dalla risoluzione della “questione romana”: la demolizione della Spina dei Borghi e l’apertura di via della Conciliazione materializzarono la fine del dissidio tra Stato e Chiesa all’indomani dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929).
Il pesante intervento era, infatti, giustificato dalla volontà di modificare la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico in una città che, per la prima volta, nella sua pianificazione urbanistica aveva rivolto le spalle alla Basilica (il rione Prati era stato infatti progettato cercando di sfuggire all’inquadramento prospettico della Basilica e della sua cupola).
Nel 1935 Governo Italiano e Santa Sede si accordarono per affidare i lavori al Governatorato di Roma, che incaricò Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli di studiare le possibilità di intervento. Con l’approvazione del progetto da parte di Mussolini e di papa Pio XI, si dà avvio alle demolizioni: in un solo anno, dal 29 ottobre 1936 all’8 ottobre 1937 si distrugge l’isolato compreso tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo.
La Spina è cavata, una ferita è sanata ma un’altra è stata aperta per aver cancellato, con questo intervento, quello che Leonardo Benevolo definiva il carattere di Roma moderna ovvero “il contrasto permanente tra tono aulico e tono popolare” e la “coesistenza della scala monumentale con la scala quotidiana”.
In questa sezione saranno esposti, tra gli altri:: fotografie e foto aeree; stereoscopio; video intervista a Sordi; progetti di Cosimo Morelli; contratto sottoscritto tra il Re e i progettisti M. Piacentini e A. Spaccarelli il 1 ottobre 1937 per via della Conciliazione dall’Archivio Capitolino; fotomontaggi del plastico del Nobile Interrompimento progettato da Piacentini e Spaccarelli;

Titoli delle opere esposte:
01. Panoramica della Spina dei Borghi, della piazza e della basilica di San Pietro. 1930. Da negativo su lastra in vetro. Roma, Aeronautica Militare, Fototeca storica (inv. 560-30392)
02. Convenzione tra il Governatorato di Roma e gli architetti Piacentini e Spaccarelli relativa al progetto di sistemazione dei Borghi.. Primo ottobre 1937. Roma, Archivio Storico Capitolino, Fondo Contratti Atti Pubblici, 1 ottobre 1937
03. Autore non identificato. Nascita della Vergine, 1600 ca.. Dipinto murale. Dalle demolizioni della Chiesa di San Giacomo a Scossacavalli (primavera 1937). Roma, Museo di Roma (inv. MR 1649)
04. Michel Wolgemut (1434-1519), Wialhelm Pleydenwurff (1460-1494). Pianta di Roma a volo d’uccello. 1493. Xilografia acquerellata. Roma, Museo di Roma (inv. MR 16921)
05. Tina Tommasini (1902-1985). La Spina di Borgo da piazza Pia. 1936. Olio su tavola. Roma, Museo di Roma, Gabinetto delle Stampe (inv. MR 41637)
06. Capitelli di semicolonna con delfini accoppiati ai lati di un tridente, I secolo d.C.. Marmo bianco. Roma, scavi per la realizzazione della rampa di accesso al parcheggio del Gianicolo (1999). Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps (inv. 475830 e inv. 475838)
07. Gaspar van Wittel (1653-1736). Veduta di Tor di Nona. Tempera su pergamena. 1682-1688. Roma, Musei Capitolini, Pinacoteca Capitolina (inv. PC 74)
08. Base di candelabro. Prima età augustea. Marmo lunense. Roma, via della Conciliazione (1948). Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini (inv. S 2771)
09. Umberto Sciamanna (1891-1963). Piazza Pia, Palazzo Sauve e i Palazzi progettati dall’arch. Luigi Poletti.
1930. Da negativo su lastra in vetro. Roma, Museo di Roma (inv. XC 6190)
010. Umberto Sciamanna (1891-1963). Scorcio di Borgo Vecchio inquadrato da piazza Scossacavalli, sulla destra parte di Palazzo dei Convertendi, sul fondo il colonnato e la basilica di San Pietro.. 1930. Da negativo su lastra in vetro. Roma, Museo di Roma (inv. XC 6208)
011. Ignoto pittore fiammingo. Corteo papale a Ponte Sant’Angelo. 1646-1656. Olio su tela. Roma, Museo di Roma (inv. dep PV 117), in deposito dal Museo di Palazzo Venezia
012. Rilievo con divinità alessandrine. Metà II secolo d.C. Marmo proconnesio. Roma via della Conciliazione (1942). Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini (inv. S 2425)
013. Afrodite accovacciata, I secolo a.C. Marmo greco a grana grossa, Già nella collezione Cesi in Borgo. Roma, Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps (inv. 8565)
014. Autore non identificato. Sibilla Persica, 1600 ca. Dipinto murale, Dalle demolizioni della Chiesa di San Giacomo a Scossacavalli (primavera 1937). Roma, Museo di Roma (inv. MR 43760)
015. Autore non identificato Sibilla Persica (particolare del volto della Sibilla), 1600 ca. Dipinto murale
Dalle demolizioni della Chiesa di San Giacomo a Scossacavalli (primavera 1937). Roma, Museo di Roma (inv. MR 43761)
016. Ciro Santi (attivo nella seconda metà del XVIII secolo), Alzato del progetto di Cosimo Morelli per la sistemazione di Piazza San Pietro, Post 1776. Acquaforte. Roma, Museo di Roma, Gabinetto delle Stampe (inv. MR 10302)
017.Mimì Quilici Buzzacchi, Gli Obelischi, 1950, Galleria d’Arte Moderna

Info:
Mostra La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione
Musei Capitolini, Piazza del Campidoglio, Roma, fino al 20 novembre 2016
Orari Tutti i giorni 9.30 – 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: € 15.00 biglietto integrato Mostra + Museo intero, comprensivo della tasse del turismo di € 1.00 per i non residenti a Roma; € 13.00 biglietto integrato Mostra + Museo ridotto, comprensivo della tasse del turismo di € 1.00 per i non residenti a Roma; € 2,00 sul biglietto gratuito, ad esclusione dei biglietti per scuole elementari e medie inferiori, bambini da 0 a 6 anni e portatori di handicap.
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00) – www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

LUCCA. Lascia correre le mente… partecipa a Creathon e metti in gara le tue idee!

C’è tempo fino al 12 settembre per iscriversi a CREATHON, la maratona di creatività che anche quest’anno si svolgerà a LuBeC (www.lubec.it), l’incontro dedicato alla filiera Beni Culturali – Tecnologia – Turismo in programma il 13 e 14 ottobre al Real Collegio di Lucca.
Il taglio del nastro di CREATHON è previsto il 13 ottobre. La partecipazione è gratuita e rivolta a 15 team multidisciplinari che dovranno sviluppare un’idea digitale per favorire ed implementare il consumo di cultura.
Cos’è CREATHON?
Si tratta di un vero e proprio concorso di idee che chiama a raccolta squadre multidisciplinari formate da umanisti e da digital makers (sviluppatori, informatici, ingegneri, operatori culturali, architetti, creativi di ogni genere) che lavoreranno insieme per dar vita a nuove idee progettuali (app, portali, sistemi, prototipi di prodotti o servizi reali e/o virtuali…) capaci di migliorare la vivibilità dei territori e promuovere l’audience development nel campo dei beni culturali e del turismo.
CREATHON è un’opportunità di crescita, di creazione di nuova imprenditorialità, è la possibilità di entrare nel network di LuBeC, è visibilità, è l’occasione che cercavi per dar vita alle tue idee grazie a un periodo di incubazione – reale o virtuale – al Polo Tecnologico Lucchese, messo in palio per i primi tre classificati oltre ai premi in denaro ed ai tablet firmati Samsung.
Ecco gli obiettivi di CREATHON:
sviluppare servizi e soluzioni per il sistema culturale nella sua accezione più ampia
stimolare un più ampio accesso diretto alle risorse dei territori attraverso l’uso delle tecnologie
favorire il raggiungimento e l’ampliamento dei pubblici
creare prodotti e servizi per migliorare il posizionamento dei territori culturali verso fasce di pubblico differenziate.
Creathon è organizzata da Promo PA Fondazione, con il sostegno della Camera di Commercio di Lucca e del Polo Tecnologico Lucchese e in collaborazione con il MiBACT, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Samsung Electronics Italia.
Partecipare è semplice e gratuito! Forma il tuo team, iscrivilo subito.
Le iscrizioni resteranno aperte on line fino al 12 settembre 2016.
REGOLAMENTO e ISCRIZIONI
Per ulteriori informazioni: info@lubec.it