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Giulia Piovano, Il dono di Pietro Micca.

Te la senti di scendere con Anna e con i suoi amici nelle gallerie di contromina di Torino?
Possiamo fare insieme un salto indietro nel tempo fino a quel 29 agosto 1706 in cui Pietro Micca, con un grande atto di coraggio e sangue freddo, impedì a un gruppo di soldati francesi infiltratosi nelle gallerie di difesa di poter accedere alla galleria Capitale Bassa, importante via d’accesso posta sotto il baluardo difensivo della Mezzaluna del Soccorso, e di giungere alla Cittadella di Torino.
Quale occasione migliore se non il 310° anniversario dell’assedio di Torino? Un evento che si unisce, in questo 2016, al 6° centenario dalla nascita del Ducato di Savoia.

Info:
Autore: Giulia Piovano – Illustratrice: Valeria Pavese – Coordinamento editoriale: Gabriella Monzeglio
Editore: Mediares – F.to: 14×18 – Pagine: 78

Il volume si inserisce nella collana “PiemontArte”, dedicata all’eccezionale patrimonio storico-artistico del Piemonte.
Sono storie divertenti e misteriose, pensate per coinvolgere i ragazzi nella ricerca e nello studio del passato e renderli a loro volta protagonisti nella tutela e nella divulgazione dei Beni Culturali.
Possono essere utilizzati come libri di lettura, come guide per la visita a un bene culturale specifico, come strumento interdisciplinare.
Acquistateli come scuola, oppure per i vostri figli o nipoti. Anche i grandi li troveranno interessanti e utili!
Oppure prenotate l’iniziativa “In gita con PiemontArte“. Dopo la lettura del volume vi accompagneremo con una visita guidata alla Torino romana, alla ricerca dei particolari descritti nel libro.

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ALBA (Cn). Giacomo Balla, la mostra a Torino con opere mai esposte in Italia.

La Fondazione Ferrero di Alba si prepara a rendere omaggio a Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958), figura straordinaria di pittore e fondamentale raccordo tra l’arte italiana e le avanguardie storiche, con una mostra di risonanza internazionale, a cura di Ester Coen.
In linea con la storia ventennale delle proprie esposizioni d’arte, legate allo sviluppo della cultura del territorio, la Fondazione Ferrero si avvale della collaborazione scientifica della GAM di Torino e della Soprintendenza Belle Arti del Piemonte per la realizzazione della mostra e delle attività educative ad essa collegate.
Il progetto dedicato a Giacomo Balla prevede un’esposizione articolata in sezioni tematiche: il realismo sociale e la tecnica divisionista; le compenetrazioni iridescenti e gli studi sulla percezione della luce; l’analisi del movimento e il futurismo.
Nelle opere che seguono il primo apprendistato torinese, lo sguardo penetra la realtà dolorosa e crudele delle classi ai bordi della società. Un ampio numero di opere documenterà questa fase – tra fine ottocento e primi novecento – durante la quale, in parallelo a temi tra sofferenza e alienazione, l’artista svilupperà un’altissima sensibilità tecnica, le cui origini affondano nel divisionismo piemontese. La pennellata ricca di filamenti luminosi, il forte contrasto tra chiari e scuri, la scelta di tagli prospettici audaci ed estremi rappresenterà per i futuri aderenti al Manifesto del Futurismo un modello unico e straordinario da seguire.
La mostra di Alba evidenzierà poi l’adesione alla poetica del Futurismo. Dal realismo dei primi dipinti si assisterà alla trasposizione dei precedenti principi compositivi nella materia dinamica e astratta delle Compenetrazioni iridescenti a larghi tasselli cromatici, alla ricomposizione della nuova realtà in movimento nelle Linee di velocità. In un progressivo avvicinamento ai segni matematici puri: verticale, diagonale, spirale, il linguaggio di Balla scopre nuove categorie della rappresentazione nei suoi parametri primari, nell’amplificazione del fenomeno fisico, isolato, sezionato e inquadrato in tutta la sua verità di materia vibratile. Una visione capace di attingere alle massime profondità, ma di sfondare anche i limiti della cornice, in un gioco di rilancio verso la vita.
Le opere del percorso appartengono a prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed estere e sarà possibile ammirare capolavori straordinari, difficilmente concessi in prestito: il Polittico dei viventi, nella sua completezza, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e dall’Accademia di San Luca di Roma, La mano del violinista dalla Estorick Collection di Londra, la Bambina che corre sul balcone dal Museo del Novecento di Milano, il Dinamismo di un cane al guinzaglio dalla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, il Volo di rondini del Museum of Modern Art di New York, la Velocità astratta + rumore in prestito dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, che sarà accostata alla Velocità astratta. L’auto è passata della Tate Modern di Londra, e ancora un’Automobile in corsa proveniente da The Israel Museum of Gerusalemme. Solo per accennarne alcuni.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 16 ott 2016

MILANO. L’arte giapponese in mostra al Palazzo Reale.

In occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, Palazzo Reale di Milano ospita fino al 29 gennaio 2017 un’importante mostra: Hokusai, Hiroshige, Utamaro.
Gli uomini e gli animali, gli umili testimoni dell’esistenza quotidiana, la leggenda e la storia, le solennità mondane e i mestieri, tutti i paesaggi, il mare, la montagna, la foresta, il temporale, le tiepide piogge delle primavere solitarie, l’alacre vento agli angoli delle strade, la tramontana sull’aperta campagna, i volti delicati delle donne.
Tutto questo, più il mondo dei sogni e il mondo del meraviglioso, sono i soggetti prediletti dei tre artisti per eccellenza del ‘Mondo Fluttuante (l’ukiyoe): Hokusai, Hiroshige e Utamaro. Attraverso 200 silografie policrome e libri illustrati provenienti dalla prestigiosa collezione del Honolulu Museum of Art, la mostra propone un viaggio nel mondo artistico e umano dei tre maestri, che ancora oggi, come nei secoli precedenti, hanno influenzato scuole e artisti del Giappone e dell’Europa, contrapponendo all’etica del samurai il godimento del singolo momento, il piacere, il divertimento in ogni sua forma.
L’esposizione – promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira – è curata dalla professoressa Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale dell’Università degli Studi di Milano.
L’esposizione si inserisce all’interno delle celebrazioni del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, avviate con la stipula del primo Trattato di Amicizia e Commercio firmato tra i due Paesi il 25 agosto 1866.
“In occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla firma del primo Trattato di Amicizia e di Commercio tra il Giappone e l’Italia, siamo particolarmente felici di poter rappresentare nelle sale di Palazzo Reale la visione del mondo giapponese attraverso l’immaginario raffinato di tre delle più importanti personalità della sua storia artistica – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – In scena una fantasia e una tecnica che hanno saputo affascinare, influenzandoli, molti artisti europei di fine Ottocento, da Monet a Puccini, travalicando l’ambito figurativo pittorico in cui si muovevano”.
L’auspicio è ben chiarito dall’Ambasciatore Umemoto Kazuyoshi: “Attraverso iniziative di interscambio che spazieranno negli ambiti più diversi – quali politica, economia, cultura, scienza e tecnologia, turismo e istruzione – la reciproca comprensione tra i due Paesi e tra le rispettive cittadinanze possa andare incontro ad un ulteriore progresso, e che questa sia l’occasione per il dischiudersi di nuove prospettive per le relazioni bilaterali. Le relazioni tra due Paesi in ultima analisi non sono che rapporti tra esseri umani”. La mostra si inserisce all’interno di un calendario di eventi che avranno luogo in Italia lungo tutto l’arco dell’anno 2016 per celebrare il 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.

Autore: Sara Riboldi

Fonte: www.quotidianoarte.it, 10 ott 2016

PARMA. Lucrezia Romana. La virtù delle donne da Raffaello a Reni?

Lucrezia primeggia tra le eroine del mondo antico per la sua esemplarità. L’eccezionale umanità della storia e la tragica risoluzione della scabrosa vicenda contengono elementi archetipi di empatica potenza, che la straordinaria capacità creativa degli artisti ha riletto e rappresentato. Soggetto iconografico e letterario, sospeso tra storia e leggenda, la storia della matrona diventa in ogni epoca uno specchio per riflettere, con valutazioni storiche, religiose, ideologiche e morali. Esempio di virtù domestiche e familiari, inconsapevole ed involontaria ragione degli appetiti altrui, modello di alta dedizione alla Patria ed eroina dei diritti umani di libertà ed autodeterminazione, Lucrezia vibra nelle opere pittoriche, da Cranach a Raffaello, da Parmigianino a Reni, di una fascinazione che attraversa i secoli ed è anche per la contemporaneità un’occasione di riflettere sulla violenza, fisica e morale, contro le donne di oggi.
Gli exempla virtutis sono tra i temi laici più interessanti della storia delle arti figurative. Il loro affermarsi in ambito repubblicano, come nelle corti peninsulari italiane, mostra il progressivo recupero delle tematiche relate alla integrità politica e morale in genere, care al mondo romano e non solo. Rappresentazioni di eroi antichi e moderni ricorrono con frequenza nei palazzi pubblici italiani, anche grazie alla letteratura in volgare che, da Dante a Petrarca, pose le basi per raffigurazioni storiche e allegoriche, condensandole in singole immagini simboliche facilmente riconoscibili.
Tra le figure femminili esemplari è peculiare quella della “Lucrezia romana”, figlia e moglie nella Roma retta dalla dinastia etrusca dei Tarquinii che, non avendo potuto resistere all’oltraggio fisico infertole dal potere, sacrificò pubblicamente la propria vita per offrire ai suoi concittadini la motivazione alla ribellione rispetto alle vessazioni gravissime dei dominatori.
La mostra, attraverso una galleria di 30 capolavori, da Raffaello ai suoi epigoni, sino a Guido Reni e la sua scuola in senso lato, intende ripercorrere la fortuna del tema, leggendone le varianti letterarie, simboliche e pratiche sia in Italia che Oltralpe. Ridefinire quale sia stata la diversa valenza del mito antico, sospeso tra leggenda e storia, aiuterà forse anche a rinsaldare la convinzione che estirpare la violenza – anche morale – verso le donne è il primo passo di un recupero morale e civile.
Storia di Lucrezia – Secondo la versione di Livio sulla istituzione della Repubblica, l’ultimo Re di Roma, Tarquinio il Superbo aveva un figlio assolutamente sgradevole, Sesto Tarquinio. Durante l’assedio della città di Ardea, i figli del re assieme ai nobili, per ingannare il tempo si divertivano a vedere ciò che facevano le proprie mogli durante la loro assenza, tornando nascostamente a Roma. Collatino sapeva che nessuna moglie poteva battere la sua Lucrezia in quanto a pacatezza, laboriosità e fedeltà. Così portò con sé gli altri nobili, tra cui Sesto Tarquinio, a vederla.
Sesto Tarquinio ne restò affascinato e fu preso dal desiderio di possederla. Alcuni giorni dopo, all’insaputa del marito, tornò a Collazia e venne accolto con grande ospitalità. Ma dopo cena, quando la casa era addormentata, si introdusse nella camera da letto di Lucrezia che, svegliatasi di soprassalto, si trovò aggredita dall’uomo, armato di spada. Provò a respingerlo ma Sesto la minacciò: se ella non avesse acconsentito a soddisfare le sue voglie, l’avrebbe uccisa e accanto le avrebbe messo il corpo mutilato di uno schiavo, sostenendo di averla colta in flagrante adulterio.
A questo punto Lucrezia fu costretta a cedere alle voglie del figlio del re. Appena Sesto ripartì, Lucrezia invi&ogravn messaggero a Roma dal padre e uno ad Ardea dal marito supplicandoli di correre da lei al più presto con un amico fidato perché una grossa sciagura era accaduta. Giunti i suoi cari, in lacrime spiegò l’accaduto e si trafisse con un pugnale che nascondeva sotto la veste.
La mostra, nata da un’idea di Mario Scalini è stata promossa dal Polo Museale dell’Emilia Romagna in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza, il Comune di Parma e la Fondazione CariParma.
Hanno collaborato alla realizzazione l’Azienda Palaexpo Scuderie del Quirinale, gli Amici della Pilotta e Parma nel Cuore. Ospite d’eccezione è il disegno “Lucrezia” di Raffaello, prestato dal Metropolitan Museum of Art di New York.

Info:
Complesso Monumentale della Pilotta Piazzale della Pilotta Parma.
Catalogo, progetto grafico, immagine coordinata: Silvana Editoriale
Dal 26 settembre 2016 al 8 gennaio 2017
Orario da martedì a sabato dalle 8,30 alle 19,00; domenica e festivi dalle 8,30 alle 14,00; prima domenica del mese dalle 13,30 alle 19,00; lunedì chiuso
Biglietti: intero 12,00 € ridotto 6,00 €. Il biglietto dà diritto inoltre alla visita di tutto il complesso della Pilotta: Teatro Farnese, Galleria Nazionale e Museo Archeologico.
tel. 0521233309 cm-pil@beniculturali.it

Fonte: www.quotidianoarte.it, 23 sett 2016