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ROMA. The Gallery Apart. La galleria senza spazio espositivo.

I promotori si sono posti l’obiettivo di coniugare al meglio la libertà di espressione progettuale degli artisti non relegandola ad uno spazio sempre uguale.
Infatti The Gallery Apart, che apre a Roma, in Via della Barchetta, zona Via Giulia, uno spazio non ce l’ha.

The Gallery Apart collocherà le opere in spazi scelti di volta in volta in base al progetto dell’artista ed assicurerà un’attività di sostegno agli artisti, soprattutto facilitando il contatto diretto con le opere da parte di appassionati, operatori, stampa, collezionisti.

I primi artisti sono: Andrea Aquilanti, Gea Casolaro, Mariana Ferratto, Myriam Laplante, Fabrizio Passarella, Luana Perilli, Alessandro Scarabello, Luca Viccaro.

Info:
Via della Barchetta 11 – Roma – 0668809863

 

Link: http://www.thegalleryapart.it

Email: info@thegalleryapart.it

VIAREGGIO (Lu). Apre la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea a Palazzo Ruspoli.

Si appresta a diventare uno dei più interessanti poli espositivi a livello internazionale la nuova Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea ‘Gamc’ di Viareggio, ospitata nell’ottocentesco Palazzo delle Muse.
Disposta su 1600 metri quadrati di superficie espositiva, la nuova galleria, che verrà inaugurata il 24 aprile alle ore 17.30, ospiterà un ricco patrimonio permanente costituito da circa tremila opere, provenienti, soprattutto, da donazioni di privati e dalle acquisizioni del comune di Viareggio.
Oltre 700 gli artisti rappresentati, in una variegata antologia che spazierà dagli Impressionisti (fra cui Manet, Pissarro, Morisot, Gauguin, Bonnard, Signac) alle Avanguardie storiche (fra cui Pablo Picasso, Juan Mirò, Marc Chagall, Paul Delvaux, Max Ernst, André Masson, Natalia Gonciarova, Max Klinger, Sonia Delaunay) fino alle correnti contemporanee (fra cui Sebastian Matta, Man Ray, Alechinski, Appel, Cesar, Dubuffet, Calder, Lichtenstein, Oldemburg, Arp, Vasarely).
L’arte italiana del ‘900 sarà rappresentata invece da opere di Felice Casorati, Afro, Fattori, Capogrossi, De Chirico, Cucchi, Ottone Rosai, Mimmo Rotella, Dorazio, Turcato, Mastroianni, Consagra.
La ‘Gamc’ presenterà, inoltre, la più importante raccolta pubblica di Lorenzo Viani (1882-1936): il corpus dell’artista viareggino, esponente dell’Espressionismo europeo non ancora adeguatamente valorizzato, complessivamente ammonta a 102 pezzi fra cui 17 matrici xilografiche e l’unica scultura ad oggi nota del Maestro.
A Viani sarà dedicato un ampio spazio e la galleria, non a caso, porterà il suo nome.

Fonte:Adnkronos

PALERMO. MARIA MANTEGNA miti e leggende medievali.

Sarà inaugurata il prossimo 15 febbraio presso le prestigiose sale del Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, la mostra personale dell’artista Maria Mantegna dal titolo “Miti e leggende medievali”.
Per l’evento sono state selezionate circa 30 opere della più recente produzione della pittrice, ligure di nascita ma siciliana d’adozione. I quadri scelti mettono in evidenza il percorso di maturazione portato a termine dall’artista negli ultimi 3 anni, con opere realizzate sia su tela, sia su pregiate carte lavorate a mano, alcuni dei quali di grandi dimensioni. In mostra anche gli “omaggi” ai grandi maestri tardo-gotici e del rinascimento italiano, che hanno portato l’artista ad ottenere importanti consensi nella sua intensa attività espositiva degli ultimi anni, durante le fiere d’arte e le importanti mostre personali e collettive a cui ha partecipato.
“La mia pittura – afferma l’artista – si nutre del passato, incorporandolo, per poi trasformarlo da astrazione a materia plasmabile e perennemente riscrivibile, affinché la storia sia sempre accanto a noi, sia in senso sociologico che poetico, in assoluta contemporaneità superando l’oblio”.
Per Sigfrido Oliva “la metafora dell’arte nei dipinti di Maria Mantegna, è permeata di figure allegoriche e di allusioni a volte oscure e impenetrabili. Il racconto, metaforico, però non riduce il contenuto dell’opera, che è insieme drammatico e carico di tensioni, ma anzi lo esalta. Qui dolore e sofferenza si accendono avvolgendo, come le improvvise fiammate di calore, cavalli imbizzarriti, demoni e scene apocalittiche. Tutto ciò può suscitare
un senso di smarrimento, di panico forse. Se è questo che vuole l’arte, provocare nello spettatore una sensazione forte, come può egli opporsi?”.
La mostra, che sarà visitabile gratuitamente fino al 24 febbraio, ha ottenuto il patrocinio del Sindaco del Comune di Palermo, Avv. Diego Cammarata.
Maria Mantegna nata a Borzonasca (GE), ha avuto il suo primo incontro con l’arte attraverso gli insegnamenti del nonno, scultore di chiara ispirazione classicheggiante. Apprese queste preziose lezioni, approfondisce gli studi sui miti e le leggende medievali, e per meglio definire i propri mezzi espressivi, sperimenta nuove tecniche, che si concretizzano nelle cromie, i numerosi momenti dell’interiore variare dello stato d’animo della pittrice. L’intensa attività artistica la porta ad esporre in varie città italiane ed estere, presso sedi pubbliche e private, ottenendo consensi, riconoscimenti e premi.
Della sua attività pittorica si sono occupati tra gli altri: Sigfrido Oliva, Franco Panarello, Ito Ruscigni, Angelo Scandurra, Gabriella Cremona, Elio Romano, Rita Finocchiaro.

Info:
Atrio del Palazzo delle Aquile – Municipio di Palermo; Piazza Pretoria, 1 – 90133 Palermo
Date e orari: 16 – 24 febbraio 2008; feriali: 9.30-18; sabato: 9.30-12.30; domenica: 9.30-12
Costo: ingresso libero

347.9197677 – 091.7402494 – fax: 095.7179743

Immagini e testi su: www.tribearl.it/mantegna

Link: http://www.mariamantegna.com

Email: ariragusa@freemail.it

ROMA. Sebastano del Piombo 1485-1547.

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano presenta a Roma, nelle sale di Palazzo Venezia, dal 7 febbraio al 18 maggio 2008, la prima mostra monografica dedicata a Sebastiano Luciani, detto ’del Piombo’.
La straordinaria vicenda di Sebastiano approda in una retrospettiva che ripercorre l’intera evoluzione stilistica di un artista che fu contemporaneo di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Giorgione e Tiziano.
La mostra, la prima ed unica rassegna monografica mai realizzata sul pittore nato a Venezia nel 1485, si svolge a Roma, dove Sebastiano visse la sua pienezza artistica, protagonista di un’epoca di complesse trasformazioni storiche, sociali, religiose: dalla Controriforma al sacco di Roma, al succedersi, nell’arco di pochi decenni, di sette papi.
Ottanta le opere esposte, tra tavole imponenti, ritratti a grandezza naturale, piccoli dipinti su lavagna, disegni preparatori e opere di confronto a testimonianza di un percorso che si presenta al pubblico come un vero e proprio viaggio iniziatico: dal calore cromatico degli inizi, all’astrazione geometrica e ai toni cupi dell’ultima parte della sua carriera.
L’esposizione, curata da Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Polo Museale romano e promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è realizzata con un allestimento ideato da Luca Ronconi e Margherita Palli. Una retrospettiva organizzata da Mondomostre che nasce dalla collaborazione tra il Polo Museale Romano e la Gemäldegalerie di Berlino e rientra in un complesso progetto culturale dedicato all’artista veneto.
Oltre alla mostra romana, è prevista infatti una seconda tappa presso il museo tedesco (dal 28 giugno al 28 settembre) e contemporaneamente, per tutto il 2008, un intervento di conservazione su alcune sue opere, un grande convegno internazionale di tre giorni durante la settimana dei Beni Culturali e il coinvolgimento diretto del Dipartimento Storia dell’Arte della Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma e dei suoi studenti.

Info:
dal 08/02/2008 al 18/05/2008
Costo del biglietto: 10,00 Euro
Roma, Palazzo Venezia, Via del Plebiscito, 118
Orario: Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00
Venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:00
La biglietteria chiude un’ora prima
Telefono: 06/68192230

Link: http://www.sebastianodelpiombo.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

FERRARA. MIRO’: La terra.

Palazzo dei Diamanti inaugura la propria stagione espositiva 2008 con un’importante retrospettiva dedicata a Joan Miró – la prima nel nostro paese da oltre venticinque anni – che rilegge per la prima volta la sua straordinaria parabola creativa alla luce del suo rapporto con la terra.
La mostra, organizzata da Ferrara Arte e dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, documenta gli esiti più alti di ogni fase della carriera del grande artista catalano, dalla data della sua prima personale, nel 1918, alle opere degli anni Ottanta, portando per la prima volta in Italia molti tra i suoi massimi capolavori.

Tutta l’arte di Miró è segnata da un profondo attaccamento per la nativa Catalogna, per la sua gente e le sue tradizioni. Nell’esposizione il tema viene indagato nelle sue più ampie accezioni e simbologie, con opere ispirate al mondo rurale e al culto delle origini, ai temi della sessualità e della fertilità, a quelli legati alla metamorfosi, all’aldilà e all’eterno susseguirsi di vita e morte.
Sul piano formale, l’interesse di Miró nei confronti della terra si manifesta in un’esaltazione della materia e dei materiali che compongono l’opera d’arte, scelta che lo porta a raggiungere soluzioni formali inedite e straordinarie, premessa fondamentale di importanti correnti del Novecento, come l’Informale americano ed europeo.

La mostra, a cura di Tomàs Llorens, esplora l’affascinante intrecciarsi di questi motivi nell’opera dell’artista e ne offre una nuova chiave di lettura. A documentarla sono circa settanta opere di tecniche diverse – soprattutto dipinti, ma anche disegni, collage, assemblaggi, sculture, litografie – provenienti dalle più prestigiose collezioni pubbliche e private del mondo.
Ad aprire il percorso è una selezione di opere degli anni 1918-22 dedicate all’ambiente rurale della località catalana di Mont-roig, inconfondibili nella resa minuziosa degli elementi di quell’universo senza tempo: contadini, campi arati, fattorie e animali da cortile.

È il caso di uno dei sei celeberrimi paesaggi del 1918-19, Il solco (1918), esposto l’ultima volta nel 1982, del quale si era persa traccia e che è stato ritrovato nel corso delle ricerche condotte per questa esposizione.
La prima sezione presenta anche un’altra opera emblematica, eccezionalmente concessa in prestito in questa occasione, La contadina del 1922-23, del Centre Pompidou di Parigi, dominata dalla ieratica e imponente figura femminile, signora del ciclo della vita e del rito quotidiano del lavoro rurale, che partecipa in maniera originale del ritorno al classicismo degli anni Venti.

La seconda sezione testimonia il contatto con l’avanguardia avvenuto a Parigi e la nascita di un nuovo tipo di paesaggio, rarefatto e metaforico, nel quale il mondo rurale di Montroig è evocato da lievissimi segni su fondi monocromi, che richiamano la sostanza instabile e trasparente dei sogni.
Tale processo di progressiva astrazione e trasfigurazione del dato naturale inizia con Terra arata del Guggenheim Museum, si accentua nel Paesaggio catalano (Il cacciatore) del Museum of Modern Art, due opere capitali del 1923-24, entrambe provenienti da New York, che questa mostra offre la rara opportunità di vedere affiancate, e giunge a piena maturazione in una serie di dipinti che hanno come soggetto il contadino catalano.

In mostra ne sono esposte due versioni: quella bellissima del Museo Thyssen-Bornemisza Madrid, scelta come logo della mostra, con la figura sospesa su uno sfondo blu di Prussia come un’apparizione notturna e quella altrettanto bella della National Gallery di Washington, solare e diurna, disegnata su un fondo giallo chiaro che satura ogni centimetro della composizione.
Il culmine e il superamento di questa fase – segnata dall’adesione al surrealismo – è rappresentato da dipinti dell’estate del 1927, quali Paesaggio (La lepre) del Guggenheim e Paesaggio con coniglio e fiore della National Gallery of Australia di Canberra. In queste tele di grande formato Miró rievoca una Catalogna primordiale, dando vita ad un personale mito della genesi.

Raggiunto il successo, a partire dal 1928 Miró conduce una profonda riflessione sulle componenti dell’opera d’arte, il cui esito sono i collage e gli assemblaggi dei primi anni Trenta, come ad esempio l’Oggetto del MoMA, costruzione del 1931, che rappresenta la prima incursione dell’artista del campo della scultura. L’attrazione per l’elemento “terrestre” risveglia un nuovo interesse per i materiali – scelti ed associati con assoluta libertà e con raffinata ironia – che, da ora in avanti, divengono componenti fondamentali del linguaggio dell’artista. Nei dipinti della seconda metà degli anni Trenta, presentati nella sezione Figure plutoniche, Miró utilizza supporti inusuali e una tavolozza dai colori violenti e vivaci, dando vita a paesaggi che sembrano appartenere ad un altro mondo, popolati da creature misteriose. In particolare, in una importante serie di dipinti su masonite eseguiti a Montroig nell’estate del 1936, di cui in mostra sono per la prima volta riuniti cinque esemplari, l’artista introduce materiali come caseina, pece, sabbia e ghiaia raggiungendo un grado di espressività che precorre l’Informale.

Nel 1940 Miró lascia la Francia e fa ritorno in Spagna. Nella sua terra trova ispirazione per un’ulteriore evoluzione: sperimenta la ceramica e torna a cimentarsi, con rinnovata audacia, nell’impiego di nuovi materiali, adottando soluzioni che rivelano un diretto rapporto con i recenti sviluppi dell’arte americana ed europea. Attestano la vitalità di un artista ormai maturo e coronato dal successo internazionale opere realizzate di getto, con macchie di colore gocciolante e con inserti in corda, come la Composizione con corde (1950) del Van Abbemuseum di Eindhoven, o assemblaggi che integrano materiali inconsueti, come accade nel caso della Donna (1946), capolavoro della Fundació Joan Miró di Barcellona, composta da un osso, una macina in pietra e un filo d’acciaio.
L’ultima sezione della mostra è dedicata ai lavori realizzati, a partire dal 1956, nel nuovo atelier di Palma di Maiorca, nei quali ricorre il formato monumentale e la scelta di temi legati alla femminilità e alla sessualità nel loro carattere primordiale e tellurico. Sono motivi che toccano le corde più profonde della sensibilità dell’artista, come rivelano le diverse interpretazioni che questa mostra permette di ammirare: dalle drammatiche Donne, uccelli dipinte su grandi tele e carte, alle Donne in bronzo e in ceramica, essenziali ed enigmatiche come idoli primitivi, fino agli assemblaggi che integrano materiali sempre nuovi. Ancora in tarda età Miró continua infatti a misurarsi con originali procedimenti operativi, alla ricerca di nuovi traguardi espressivi, di cui è un esempio emblematico il ciclo di opere intitolato Sobreteixim (1972-73).
La mostra si chiude con un capolavoro della tarda maturità esposto in rarissime occasioni, Figure e uccelli nella notte (1974) del Centre Pompidou, un immenso murale su tela dipinto con una pennellata gestuale, che evoca la palpitazione oscura della notte e la potenza misteriosa dei principi vitali della natura nella loro incessante trasformazione.

Mostra a cura di Tomàs Llorens, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Info:
dal 17/02/2008 al 25/05/2008
Costo del biglietto: € 10.00
Ferrara, Pinacoteca Nazionale, Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d’Este, 21
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalla domenica al giovedì dalle 9.00 alle 20.00, venerdì e sabato 9.00 alle 22.00. Aperto anche 23 e 24 marzo, 25 aprile e 1 maggio.
Telefono: 0532.244949
Fax: 0532.203064

Didascalia immagini:
(Joan Miró: La contadina, luglio 1922 – primavera 1923, Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou. Parigi, © CNAC/MNAM Dist. RMN, © Successió Miró by SIAE 2007)
(Joan Mirò: Pittura, 1950. Eindhoven, Van Abbemuseum, Eindhoven, foto Peter Cox, © Successió Miró by SIAE 2007)
(Joan Mirò: Donna, Palma di Majorca, 6 marzo 1978. Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, © CNAC/MNAM Dist. RMN, © Successió Miró by SIAE 2007)

Link: http://www.palazzodiamanti.it/

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali