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FERRARA. RESTAURO 2008 – XV EDIZIONE.

Da mercoledì 2 a sabato 5 aprile 2008 il quartiere fieristico di Ferrara ospiterà la XV edizione di Restauro – Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali ed Ambientali la prima e unica rassegna in Italia interamente dedicata al Restauro, alla Conservazione e alla Tutela del patrimonio storico- artistico, architettonico e paesaggistico.

Quattro ricche giornate di eventi e approfondimenti per una formula fieristica capace di coniugare l’area commerciale ad una cospicua agenda di Convegni e Workshops.

302 Espositori – 36 convegni – 105 incontri tecnici – 9 mostre
Settori merceologici: restauro beni artistici e storici, restauro archeologico,  restauro conservativo e di consolidamento, prodotti e materiali per il restauro,  attrezzature e servizi di rilevamento, servizi di diagnostica, strumentazioni e apparecchiature per il restauro, macchine e attrezzature per il restauro, tecnologie, strumentazioni di precisione e apparecchiature per il restauro, disinfezione, disinfestazione, sterilizzazione, trattamenti antitarlo, sicurezza, impiantistica,
pulizia e ripristino di superfici, allontanamento volatili, illuminotecnica per l’arte e l’architettura, multimedia e software, istituti ed enti di formazione professionale, associazioni, enti pubblici e privati, istituti di credito e fondazioni per l’arte, centri di ricerca e catalogazione, ambiente, tutela e recupero, turismo culturale, musei, gallerie, biblioteche, archivi, sistemi museali,
servizi, editoria.
In collaborazione con: Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna. Con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Ministero degli Affari Esteri.

Info:
Sede: Quartiere Fieristico di Ferrara – Via della Fiera 11 – 44100 Ferrara – Tel. 0532/900713 – Uscita autostrada Ferrara Sud – Servizio gratuito Bus stazione FFSS / Fiera / Stazione FFSS ogni 30 minuti
Segreteria Organizzativa: ACROPOLI Srl – Viale Mercanzia, Blocco 2B Galleria A, 70 – 40050 Centergross (Bologna) – Tel. 051/6646832 – Fax  051/864313 – info@salonedelrestauro.com

Orario: 09.30 -18.30
Ingresso: Intero: €. 10,00 – Ridotto per gruppi di studio: €. 5,00
(per ‘gruppi di studio’ si intende almeno 5 studenti che consegnano alle casse della manifestazione un foglio in carta intestata dell’istituto/università timbrato e firmato dalla segreteria comprendente l’elenco completo dei partecipanti.)
L’ingresso in fiera è gratuito, con registrazione all’apposito desk, per i Soprintendenti e funzionari delle Soprintendenze.

Link: http:www.salonedelrestauro.com

Email: info@salonedelrestauro.com

Maria Teresa BALBONI BRIZZA Immaginare il Museo – Riflessioni sulla didattica e il pubblico.

Questo volume nasce da oltre trent’anni di esperienza nel campo della conservazione e della didattica in un importante museo milanese. Si rivolge ai colleghi, ma anche ai tanti giovani che vorrebbero diventare operatori didattici; agli insegnanti che sempre più utilizzano il museo come libro di testo, ma anche a coloro che, con motivazioni diverse, ne varcano la soglia come visitatori.
Immaginare il museo significa pensarlo innanzitutto nel suo rapporto con il pubblico e dunque confrontarsi con le nuove tecnologie, gli apparati didattici, la comunicazione, i problemi espositivi. Ma immaginare il museo significa, altrettanto, considerare questo particolarissimo contenitore dal punto di vista dell’immaginario collettivo.
Occorrerà dunque riflettere sui luoghi comuni che ancora si accompagnano alla parola museo, sulle attese, la soddisfazione e le delusioni dei visitatori, condizionati tanto dai nuovi modelli imposti dal consumo culturale e dal turismo di massa, quanto dalla tipologia psicologica individuale.
Con la convinzione che il museo sia comunque, per tutti, uno splendido luogo in cui esercitare intelligenza e immaginazione.
 
Info:
Prezzo: Euro 14,00
Editoriale Jaca Book, Milano, 2007
Pagine: 112 
ISBN: 978-88-16-40760-2 

Link: http://www.jacabook.it

Email: serviziolettori@jacabook.it

RIVALTA DI TORINO. Quattro mostre per l’apertura del castello all’arte contemporanea.

Il 15 marzo 2008 il Castello di Rivalta di Torino rinasce come preziosa sede espositiva e riapre le proprie stanze al pubblico. Il Castello, sulla cui base medievale si sono stratificati interventi di epoche successive che vanno dallo stile settecentesco al neogotico, racconta la costante attenzione e relazione col territorio che lo circonda confermandola con questa nuova vocazione di sede espositiva per mostre di arte contemporanea di respiro nazionale e internazionale.

Il direttore artistico, Alberto Weber, in accordo con la municipalità, ha selezionato una programmazione particolarmente attenta alla qualità delle opere esposte e al progetto artistico che le sottende.
Gli artisti ospitati al Castello sono infatti contraddistinti da una ricerca costante sul valore del fare arte, ma sono altrettanto interessati a dialogare col proprio pubblico. Troppo spesso l’arte contemporanea rischia di essere un’espressione autoreferenziale, di nicchia; il Castello di Rivalta si propone invece come luogo dove puo’ avvenire uno scambio tra l’artista e il pubblico, un luogo che conserva la propria identità e legame con il territorio e la sua storia. E con questa solida identità entra a far parte di un circuito di istituzioni italiane ed estere dedicate all’arte contemporanea.

A confermare questa vocazione le quattro mostre che inaugurano l’apertura del Castello: una serie di Ex Voto, 56 artisti contemporanei e un poeta per una grazia ricevuta, una Via Crucis, percorso parallelo tra arte sacra e esperienze contemporanee, la mostra di Bruno Martinazzi, scultore che nella sua lunga carriera costellata da numerosi successi in Italia e all’estero e’ sempre rimasto fedele a se stesso e attraverso l’arte continua a ricercare cio’ che da senso alla presenza dell’uomo e infine un’installazione site specific di Carlo Maria Maggia, giovane artista particolarmente attento all’impatto dell’operato dell’uomo sull’ ambiente naturale che egli esprime in una simbiosi invidiabile tra natura, conoscenza e creatività.

LE MOSTRE

Ex Voto
Un poeta e 56 artisti per una grazia ricevuta
In mostra 57 Ex Voto realizzati da altrettanti artisti e accompagnati dalle parole di Dario Capello. Non esiste nulla di piu’ intimo e allo stesso tempo piu’ universale di un oggetto votivo: espressione di una richiesta privata e manifestazione del dialogo col divino.

Gli artisti chiamati a confrontarsi con un oggetto cosi’ ricco di valenze e significati hanno scavato nei ricordi di infanzia, nella cultura popolare e in quella aulica e hanno trovato delle similitudini tra i generi votivi e i linguaggi artistici. Esistono infatti all’interno delle due funzioni primarie di un ex voto – chiedere e ringraziare – tre categorie di oggetti: generici (frutti, cuori, croci, rosari, ceri-), che funzionano per ogni occasione, cosi’ come la pop art, immediata ed esplicita; sostitutivi della persona (capelli, ritratti, teste, occhi-), laddove l’immagine rimanda ad un tutto di cui l’oggetto e’ simbolo, cosi’ come nell’arte concettuale e nell’arte espressionista/avanguardista narrativi (dipinti che descrivono una scena, chiamati anche miracoli), dove la ricostruzione della storia riporta alle nuove opere in video o alle performance artistiche.

Queste inaspettate convergenze tra l’operato dell’artista contemporaneo e gli oggetti che da sempre riempiono le nostre chiese e alimentano la fantasia dei visitatori ha dato origine ad una mostra spettacolare che puo’ esser vista e letta a strati, dove l’interpretazione e’ lasciata libera al visitatore aiutato a ricucire i vari significati dalle penetranti parole del poeta.

Gli artisti in mostra sono Santo Alligo, Sandro Beltramo, Cesare Biratoni, Stefania Bona, Stefano Cagol, Mario Callens, Marianna Cappelli, Bruno Ceccobelli, Andre’ Chabot, Marco Comuzzi, Pilar Cossio, Maria Crosti, Davide Di Taranto, Philip Dubit, Adriano Eccel, Ilaria Ferretti, Max Fiumano’ Junior, Enzo Forese, M. Laura Garcia Serventi, Dario Ghibaudo, Dario Gemmi, Massimo Greco, Daniele Guolo, Claudia Haberkern, Kevin Kadar, Horiki Katsutomi, Bernhard Köllhofer, Eliana Langiu, Mireille Lenard, Bruno Lucca, Stefania Magnani, Antonio Maltempi, Marcovinicio, Adriana Martinengo, Bartolomeo Migliore, Paola Mongelli, Giulio Mosca, Roberto Murer, Francesco Nonino, Enzo Obiso, Massimo Orsi, Giuliano Orsingher, Marco Pellizzola, Lucia Pescador, Federico Piccari, Giorgio Ramella, Margherita Riccardi, Giovanni Rizzoli, Sylvie Romieu, Irene Rossi, Giorgio Rubbio, Paolo Tait, Alessandro Vicario, Elke Warth, Pietro Weber, Jonas Wille.

Via Crucis
Un percorso parallelo tra arte sacra e esperienze contemporanee
Il percorso della Via Crucis si sviluppa offrendo una lettura parallela, religiosa e umana, delle sue 14 stazioni. A fianco delle tavole del Settecento, nello stesso formato (40 x 30), la riscrittura di 14 artisti contemporanei, il loro soffermarsi, stazione dopo stazione, sui grandi temi – dolore, morte, redenzione – per narrare la condizione umana.

Non solo un esercizio estetico, nella trasformazione di evento spirituale in fatto artistico, quanto una compartecipazione della storia universale attraverso frammenti delle proprie esperienze individuali. 14 contributi contemporanei che danno vita ad uno struggente affresco narrativo dell’eterno calvario umano in tutta la sua fragilità.

In mostra opere di Giorgio Rubbio, Pilar Cossio, Daniele Guolo, Sylvie Romieu, Federico Piccari, Francesco Nonino, Sandro Beltramo, Pietro Weber, Elisa Nicolaci, Bruno Lucca, Marco Pellizzola, Giorgio Ramella, Enzo Obiso, Marcovinicio

Bruno Martinazzi  – Sculture
In mostra 50 sculture che vanno dal 1964 al 1989. Cio’ che ha sempre mosso e tuttora muove quest’artista che i musei stranieri si contendono e ci invidiano e’ la ricerca di un senso nell’esistenza dell’uomo. Lui che ha attraversato la seconda guerra mondiale combattendo da partigiano si interroga sul senso della violenza e progetta nel 1964 il Monumento alla resistenza, la stessa violenza che lo colpisce nei massacri di Sabra e Chatila ai quali nel 1982 dedica il Monumento contro le guerre.

La sua indagine si sposta quindi sulla ricerca di un sistema di misura che sia comune a tutti, per capirsi e’ necessario avere un linguaggio comune, un punto di partenza concordato; ecco dunque le opere del 1975 Metro, Peso, Pollice. Alla ricerca di un qualcosa che unisca invece di separare Martinazzi si concentra poi sul particolare, sul frammento dal quale ripartire per ricomporre il tutto; e’ dei primi anni Ottanta il ciclo Venus, dove gambe, braccia, ventre sono particolari di una madre che ha generato tutta l’umanità e alla quale ritornare per ricostruire il gene comune, il gene della fratellanza.

Bruno Martinazzi ha avuto una vita appassionata e movimentata, non ha potuto seguire la passione per la musica che lo divorava e l’ha sostituita con la passione per la scultura, attirato dalla sua tridimensionalità -dove trovavo corrispondenza con l’equilibrio e l’armonia proprie della musica-. Ha condiviso negli anni tempo e ideali con artisti e intellettuali come Beppe Fenoglio, Primo Levi (studenti in Chimica negli stessi anni), Natalia Ginzburg, Galante Garrone, i fratelli Pomodoro, Gio’ Ponti, Carol Rama e numerosissimi altri. Ha attraversato ad oggi 85 anni di storia italiana ed e’ rimasto identico ai materiali che lavora: incorruttibile come i metalli che plasma, resistente fuori con un morbido nucleo come la pietra che scolpisce e che -col tempo sembra acquisire un’anima-.

Sono materiali che esulano dal tempo umano, quel tempo che Martinazzi sfida mosso da una frase del Talmud che egli porta scolpita dentro di se’: Non ti e’ concesso portare a compimento l’opera ma non ti e’ concesso esimerti. E dunque la ricerca continua, mentre le sue opere sono richieste ovunque: a Torino campeggiano i due grandi pugni in serpentina realizzati per la Fiat e il monolite installato nel 2006 che reca il profilo di un uomo e si colloca in un percorso sensibile per non vedenti, percorribile e leggibile con le mani; sue opere sono state esposte ed acquisite negli Stati Uniti e in praticamente tutte le grandi capitali dell’arte europee.

Oggi una consistente parte dei suo lavori e’ raccolta nelle stanze del Castello di Rivalta dove i pezzi di piccole e medie dimensioni –non mi interessa la spettacolarità-, suggeriscono al visitatore attento una riflessione sui temi cruciali della vita.

Carlo Maria Maggia  – Frattale visivo
Quest’opera inedita, progettata site specific, rappresenta una ricerca di scultura modulare, basata sulla composizione di un unico elemento architettonico.
In qualsiasi posizione la si osservi, muta insieme al paesaggio ed allo spettatore, permettendo di osservare, da un solo punto di vista, molteplici visioni del luogo circostante, magicamente riunite in un unico campo visivo.
La ricerca artistica volge, in special modo, ad annullare l’impatto ambientale, essendo il territorio stesso l’elemento scultoreo da osservare. L’opera coinvolge quindi lo spettatore che ne diviene parte e la modifica col proprio movimento.

Info:
Castello di Rivalta di Torino  – via Orsini, 7 Rivalta (TO)
Orari: dal martedi’ al giovedi’ 10-17 – venerdi’, sabato e domenica 10-20, lunedi’ chiuso
Ingresso libero dal 15/3/08 al 31/5/08
ORARIO mar-gio 10-17 – ven, sab e dom 10-20, lun chiuso
TELEFONO 011 9045557.

Fonte:Undo.net

CAGLI (Pu). Salvatore Fiume – L’arte come rappresentazione di se stessa.

A Palazzo Felici, Cagli (PU), dal 15 marzo al 4 maggio 2008, si inaugura la mostra personale del grande artista Salvatore Fiume (1915 – 1997). I dipinti esposti appartengono al Ciclo delle Ipotesi, periodo artistico che abbraccia un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989.

Fiume personalizza i frutti di un’acuta osservazione all’interno della quale ambienta alcune strepitose riproduzioni di capolavori rinascimentali che riportano il maestro idealmente ad Urbino. Un armonico di dipinti, sculture, bozzetti e materiale fotografico che creano all’unisono dei paesaggi dello spirito, simboli di una nuova e sconcertante contemporaneità dei capolavori. L’ipotesi quindi si tramuta in possibilità di dialogo nel tempo fra i tempi, nello spazio fra gli spazi, la scoperta sconcertante dell’eterna simultaneità dell’opera d’arte.

Ricordiamo la grande versatilità dell’artista, nato a Comiso (1915-1997) e studente in Urbino presso l’Istituto d’Arte dove acquisi’ una profonda conoscenza delle tecniche della stampa. Fu pittore, scultore, architetto e scenografo e le sue opere si trovano in alcuni dei piu’ importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S. Pietroburgo, il Moma di New York, la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Curata dalla società PiQuadro srl di Urbino, in collaborazione con la Fondazione Fiume di Canzo (Co), la mostra dispone di un catalogo edito da Electa Mondadori. Una grande occasione per apprezzare le creazioni di questo importantissimo ed eclettico artista italiano.

Info:
Palazzo Felici  – Via Don Giuseppe Celli, 25 Cagli (PU)
Orari visita: 9.30-12.30; 15-19 (da martedi’ a venerdi’) 10-18 (sabato, domenica e festivi)  – Ingresso a pagamento
TELEFONO 0722 328183 – FAX 0722 378607

 

Fonte:Undo.net

SIENA. Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg.

Aperta la mostra ospitata fino al 6 luglio al Complesso museale Santa Maria della Scala e alla Pinacoteca Nazionale.

La rassegna a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps è promossa dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali.

Dal Lindenau Museum di Altenburg nel cuore della Turingia, che per estensione è tra le più piccole regioni della Germania al Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. Comincia così, con un ideale viaggio di ritorno, la storia di una delle più straordinarie e meno note raccolte di dipinti italiani, in buona parte attribuiti a maestri senesi e toscani, del periodo gotico e rinascimentale: la collezione del barone Bernhard August von Lindenau.
 
A raccontarla è la mostra aperta oggi (14 marzo), a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps, piccola per dimensioni ma grande per ricchezza di spunti e contenuti, dal titolo “Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg” in programma fino al 6 luglio, nella città del Palio. Riunita nel corso della prima metà del XIX dal barone Bernhard August von Lindenau e poi donata alla città tedesca che gli ha dato i natali, la raccolta è da alcuni anni al centro di studi sistematici che ne hanno permesso la catalogazione della parte più consistente, quella rappresentata dalle tavole toscane.
 
L’esposizione promossa da Comune di Siena – Complesso Museale Santa Maria della Scala, Lindenau Museum di Altenburg, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico  per le province di Siena e Grosseto e Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali, sarà l’occasione per ammirare di questa raccolta, uno dei nuclei più interessanti, a cui appartengono i capolavori dei maestri senesi Guido da Siena, Lippo Memmi, Pietro Lorenzetti, Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Martino di Bartolomeo e Domenico Beccafumi.
 
Ben pochi musei al mondo, ad eccezione della Pinacoteca Nazionale di Siena, possono vantare, un insieme così ricco e prezioso di opere senesi come quello di Altenburg che possiede tavole di notevolissimo interesse, sia per la loro intrinseca qualità artistica, sia perché in grado di chiarire aspetti meno noti della produzione pittorica senese tra il XIII  e il XVI secolo. E proprio per l’affinità che lega queste due tra le più importanti raccolte di dipinti italiani di questo periodo – che anche la Pinacoteca Nazionale di Siena con il suo straordinario patrimonio artistico, diventerà parte integrante del percorso espositivo allestito presso il Complesso museale Santa Maria della Scala.
 
Per tutto il periodo della rassegna ospiterà, infatti, nella propria sala mostre la straordinaria pala di Bartolo di Fredi raffigurante l’Adorazione dei Magi, finalmente ricongiunta alla predella originaria proveniente da Altenburg, ed altri capolavori di grande pregio fra cui una Crocifissione di Pietro Lorenzetti.
 
Tra le curiosità legate alla rassegna, infine, la nuova ricostruzione della pala di Guido da Siena con Storie di Cristo, proveniente da Badia Ardenga e la ricostruzione del magnifico polittico di Lippo Memmi, già nella chiesa di S.Paolo a Ripa d’Arno a Pisa e oggi diviso tra cinque musei diversi d’Europa..
La selezione di opere di autori senesi è stata integrata poi con alcune tavole di pittori attivi a Siena, tra cui il raffinato trecentesco lucchese Angelo Puccinelli, il lucchese Michele Campanti, artista affascinante del secondo Quattrocento e Liberale da Verona, maestro che aveva esercitato un notevole influsso sugli orientamenti della pittura senese nella seconda metà del Quattrocento.
 
“Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg” promossa da Comune di Siena – Complesso Museale Santa Maria della Scala, Lindenau Museum di Altenburg, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico  per le province di Siena e Grosseto, Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali, rimarrà aperta presso Complesso museale Santa Maria della Scala fino al 6 luglio tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30. E presso la Pinacoteca Nazionale il lunedì dalle 8,30 alle 13,30. Da martedì a sabato dalle 8,15 alle 19,15 e la domenica e i festivi dalle  8,30 alle 13,15. Infoline 24 ore/24 02/54911.

Info:
Fondazione Monte dei Paschi di Siena/Vernice Progetti Culturali
Tel. 0577 226406  – Fax 0577 237659

Email: info@verniceprogetti.it