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UDINE. Ori e Rituali. I Preziosi: i gioielli della collezione Perusini.

Fino al 30 novembre 2008 presso palazzo Giacomelli in via Grazzano, nuova sede del Museo etnografico del Friuli (Museo friulano delle arti e tradizioni popolari) la mostra -Ori e Rituali, I Preziosi i gioielli della collezione Perusini- grazie alla disponibilità del Sovrano Militare Ordine di Malta, attuale proprietario della collezione, al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.

In un itinerario rivolto a sottolineare la ricerca e lo studio di Gaetano Perusini, saranno esposti circa 600 preziosi, relativi alle tipologie ornamentali femminili e maschili, ai donativi nei riti di passaggio (l’infanzia, il fidanzamento e il matrimonio, il lutto), alla religiosità, al mondo degli amuleti, con la presentazione di alcune specifiche aree a confronto con il Friuli, la Sicilia, la Valsesia e la Dalmazia.

La mostra costituisce un primo passo verso l’apertura del nuovo museo cittadino, attualmente in corso di definizione e intende rendere omaggio allo studioso, scomparso poco piu’ di trent’anni fa, e che si era in prima persona impegnato per la nascita di una struttura museale dedicata a studiare, valorizzare la cultura demologia friulana, donando anche materiali, soprattutto i costumi popolari, raccolti con l’etnografa, pittrice e sceneggiatrice Lea D’Orlandi.

La rassegna si avvale anche della collaborazione del Museo di storia naturale che ha allestito una sezione mineralogica relativa all’individuazione di molte delle pietre trattate nei gioielli. Il catalogo della mostra, curata dal conservatore dei Civici Musei, Tiziana Ribezzi, propone alcuni studi accanto al ricco corredo iconografico con interventi di Gian Paolo Gri, sulle tipologie e le funzioni dei gioielli popolari, di Enrico Lucchese, sui preziosi nella pittura e nella scultura del Friuli Venezia Giulia, dal Medioevo al Neoclassicismo, di Gabriella Bucco con un excursus sugli orafi udinesi, di Silvana Altamore sul corpus di gioielli siciliani, il percorso espositivo illustrato da Tiziana Ribezzi e un’intervista con Novella Cantarutti, rivolta a comprendere le motivazioni che spinsero Perusini ad avviare la collezione di preziosi.

La mostra si articola nelle seguenti sezioni:
1)Gaetano Perusini, la collezione degli ori e la passione per gli amuleti.
La sezione di apertura introduce alla figura del grande studioso e collezionista, ai suoi studi dedicati al mondo degli amuleti, con una documentazione delle diverse tipologie di preziosi apotropaici che per materiali, forma e significato simbolico erano utilizzati come oggetti protettivi.
2) Preziosi e i riti di passaggio.
Oggetti preziosi donati per proteggere l’infanzia, gioielli legati all’evolversi delle diverse tappe della vita e dei legami affettivi, il corredo ornamentale simbolo della condizione di lutto.
3)Gioielli: superfluo o necessario?
Vengono presentate le tipologie femminili e maschili dei preziosi destinati a ornare diverse parti del corpo: orecchini, collane, pendenti, spille, braccialetti, anelli, catene. Ritratti e fotografie contestualizzano i pezzi esposti. Una sottosezione e’ dedicata al gioiello come segno di status e distinzione sociale.
4)Gioielli, votività e segno religioso.
La sezione e’ dedicata a una serie preziosa di rosari e croci di diversa fattura e formato, mentre altrettanto sostanzioso e’ il corpus di ex voto metallici delle piu’ svariate forme: figure umane, parti anatomiche, targhette con raffigurate scene devozionali.
5)A confronto con il Friuli.
L’ultima parte della mostra analizza i materiali friulani e li confronta con analoghi provenienti dalle regioni vicine. Particolarmente significativi i rapporti con la Valsesia, l’Istria, la Dalmazia. Di grande interesse il ricco e completo corpus della collezione proveniente dalla Sicilia che permette utili confronti iconografici con le tipologie dei preziosi friulani.
6) Sezione mineralogica.
In collaborazione con il Museo di storia naturale, la sezione analizza i minerali e la loro applicazione nella manifattura dei gioielli.

Info:
Museo etnografico del Friuli  (Museo friulano delle arti e tradizioni popolari), palazzo Giacomelli, via Grazzano 1 – Udine
Orari: estivo , da lunedi’ a venerdi’: mattina su prenotazione pomeriggio: 15.30 18.30, sabato e domenica: 16.00 – 20.00
invernale , da lunedi’ a venerdi’: mattina su prenotazione, pomeriggio: 15.00 – 18.30
sabato e domenica: 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.30
biglietti: Interi: 5 euro  – Ridotti: 3,50 euro (ragazzi dai 6 ai 18 anni, anziani over 65, scolaresche non scuola dell’obbligo, gruppi, tessera Touring, Associazioni archeologiche, Carta Giovani e Carta Ateneo).
Scuole: 1,50 euro
visite guidate tel. 0432 271980 a cura della cooperativa Sebastiano Ricci.
TELEFONO 0432 271591

Fonte:Undo.net

Michele Piccirillo LA NUOVA GERUSALEMME – Artigianato palestinese al servizio dei Luoghi Santi.

Il volume è frutto dell’originale lavoro di ricerca condotto dal francescano della Custodia di Terra Santa e archeologo Michele Piccirillo sui lavori di artigianato e sui modellini dedicati ai Luoghi Santi di Gerusalemme, realizzati nel corso dei secoli dagli artigiani palestinesi.
Il materiale pubblicato è rappresentativo dell’artigianato palestinese ispirato dai Frati Minori della Custodia di Terra Santa, ed è il risultato del lavoro di censimento e di raccolta realizzato da Piccirillo negli ultimi vent’anni all’interno dei Musei e delle collezioni private di tutto il mondo.
Alla presenza francescana in Terra Santa e alla loro opera sociale in favore dei cristiani affidati alle loro cure che abitavano nei pressi dei santuari dobbiamo, con le croci di Terra Santa e altri lavori di artigianato in legno di olivo e madreperla, i modellini della Basilica del Santo Sepolcro, dell’edicola sulla tomba di Gesù, del Calvario e della Basilica della Natività a Betlemme. Con tali modellini i frati venivano incontro alla devozione dei pellegrini e insieme davano lavoro agli artigiani cristiani e musulmani di Betlemme, di Ain Karim e di Gerusalemme.
A partire dal IX secolo, la rotonda e l’edicola dell’Anastasis vennero riprodotte a più riprese dagli artigiani palestinesi, fornendo un modello per la successiva costruzione dei Sacri Monti.
L’auspicio dell’autore è che la pubblicazione di questi lavori, che onorano l’artigianato palestinese, possa dare nuovo impulso ad un’arte appesantita dalla risposta del turismo di massa e dalla situazione politica di isolamento e di disagio che la popolazione di Betlemme sta vivendo da molti anni alle porte, purtroppo chiuse, di Gerusalemme.

Info:
Edizione bilingue italiano – arabo. Fotografie, cartografia, e rilievi archeologici e architettonici dell’Archivio fotografico Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.
Edizioni Custodia di Terra Santa – Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei. Anno di pubblicazione: 2008.

FIRENZE. Leonardo e Raffaello per esempop … Disegni e Studi d’Artista.

Dal 25 maggio al 31 agosto a Palazzo Medici Riccardi, una mostra di disegni, schizzi, abbozzi e studi preliminari, dei grandi del passato. Non solo Leonardo e Raffaello, ma anche Botticelli, Perugino, Bronzino, Reni, Carracci e Barocci.

Il Genio Fiorentino” va ad esplorare i processi creativi dei grandi artisti, che hanno fatto la storia di Firenze e dell’Italia intera. E lo fa attraverso una mostra dal titolo “Leonardo e Raffaello, per esempio…Disegni e Studi d’Artista” in cui verranno esposti a Palazzo Medici Riccardi i disegni di grandi pittori, architetti e scultori come Leonardo, Raffaello, Botticelli, Perugino, Bronzino, ma ancora cartoni di Ludovico Carracci, Guido Reni e Federico Barocci, Francesco Hayez.
La mostra sarà inaugurata domenica 25 maggio alle ore 21,00 e rimarrà aperta al pubblico da lunedì 26 fino al 31 agosto. Attraverso 25 opere, in prevalenza disegni e cartoni, ma anche due codici e un dipinto, sarà possibile ripercorrere e indagare il percorso creativo dei grandi artisti e i mezzi con cui l’idea iniziale è andata nel tempo a prendere forma, raffinandosi sempre di più fino a far nascere l’opera definitiva. Tra l’altro la mostra si presenta come una straordinaria occasione per apprezzare la notevole collezione settecentesca di disegni riunita in un unico grande volume da Padre Sebastiano Resta, oggi custodita presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano e per mezzo di quella che lui stesso definiva una “Galleria Portatile” andare a creare una storia dell’arte attraverso il disegno, un percorso dietro l’opera definitiva.
Il disegno è stato utilizzato come strumento di studio anche in epoca più moderna e la testimonianza viene data anche dal voluminoso corpus grafico di Francesco Hayez, che oggi è conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, di cui Hayez fu per molti anni direttore.
Il percorso espositivo permette di ammirare, proprio nel caso di Hayez, anche l’opera d’arte sviluppatasi dal disegno iniziale, in modo da creare un collegamento diretto e avere anche un rapporto visivo fra ideazione e realizzazione artistica.
Un’esposizione che permette di dare opportuna rilevanza al disegno, che rappresenta la prima fase di un’opera, il mezzo in cui fermare l’intuizione primordiale. Schizzi, abbozzi e studi preliminari, che rappresentano le prime idee “messe su foglio”, i primi pensieri che da astratti si fanno concreti. Il disegno diventa anche il mezzo attraverso cui l’opera prende forma, il cartone diventa preparatorio, per affresco, per tavole, ma anche per arazzi e vetrate. Il disegno che poi diventa un vero e proprio oggetto da collezionismo per committenti, eruditi e amanti dell’arte, che vedono in questo uno strumento in più per andare a conoscere il genio artistico nella sua prima apparizione.
La possibilità di esplorare questo aspetto dell’arte si concretizzerà, nell’occasione della mostra, attraverso alcuni importanti esempi del percorso critico che escono dalla consolidata esperienza di restauro del Settore Materiali Cartacei e Membranacei dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro di Firenze.
Con la mostra “Leonardo e Raffaello, per esempio…Disegni e Studi d’Artista” continua la collaborazione fra Opificio delle Pietre Dure e Provincia di Firenze, che ha già in passato ha organizzato importanti mostre relative all’attività di restauro dell’Istituto.

Info:
Costo: 5,00 euro
Firenze, Palazzo Medici Riccardi, via Cavour n. 1
Inaugurazione: il 25 maggio ore 21.00 aperta al pubblico dal 26 maggio al 31 agosto, con orario 9,00 – 19,00.

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

UMBERTIDE (Pg). Maestri italiani del XX sec.

E’ stata inaugurata, presso la Rocca – Centro per l’Arte Contemporanea di Umbertide, la grande mostra MAESTRI ITALIANI DEL XX SECOLO. L’esposizione è promossa e organizzata dal Comune di Umbertide, con il contributo di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Camera di Commercio di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

La mostra, curata dal professor Angelo Calabrese, presenta un percorso di oltre cento opere, provenienti da prestigiose collezioni tra le quali l’Archivio Cagli.
Attraverso le singole personalità dei più rappresentativi e importanti Maestri, che meglio hanno reso protagonista l’Italia nella storia dell’arte soprattutto della prima metà del Novecento, attraverso le diverse tendenze e stili di poetica e linguaggio, la mostra Maestri italiani del XX secolo offrirà al visitatore un’occasione straordinaria per cogliere l’originalità e la qualità del contributo degli artisti del nostro Paese alla grande avventura dell’arte occidentale del secolo da poco concluso.
Ogni opera sarà affiancata da un breve testo, in modo da creare un percorso didattico che ripercorra la storia dell’arte di un secolo: la rivoluzione operata in campo artistico e ideologico da Balla e Boccioni, interpreti geniali di quello slancio futurista che ha aperto la strada alle avanguardie italiane, improntando con la sua carica innovativa anche le successive esperienze internazionali; il mito della velocità, del dinamismo, che si lega ad un nuovo concetto di arte, che i Futuristi intendono non più come semplice rappresentazione, ma come azione concreta sul mondo, che nei temi affrontati si traduce in un inno alla modernità, al progresso ed incarna la visione ottimista e progressista di inizio secolo; il movimento della Metafisica, rappresentato in mostra da importanti opere di De Chirico, che ne fu l’interprete principale, Carrà e De Pisis e da un nucleo di lavori di Casorati, che evidenziano la declinazione in senso classico della corrente metafisica. Certamente per restituire una panoramica completa e coerente dei movimenti artistici del XX secolo non si può prescindere da un confronto con gli eventi storici, in particolare con l’ascesa e declino del Fascismo in Italia, che certamente molto hanno influito sui percorsi formali, tematici e ideologici di quanti hanno usato l’arte anche come arma culturale per contrastare oppure glorificare il Regime. E’ questo il caso di Mario Sironi, ampiamente rappresentato in mostra, che scelse di interpretare il trionfalismo del regime attraverso robuste figure dalla spiccata componente plastica per approdare infine ad una visione eroicamente tragica della realtà.
Una sezione molto ampia è dedicata alle tendenze “anticlassiche” espresse dalla cosiddetta “Scuola Romana” che attraverso il lavoro di artisti quali Guttuso, Mafai, Scipione, Pirandello, si impone come voce dissonante, interprete dei segni di crisi e profondo turbamento che accompagnarono l’Italia negli anni Trenta e nella delicata fase del dopoguerra. Su questo gruppo di artisti spicca la figura di Corrado Cagli, a cui è dedicato ampio spazio all’interno della mostra, artista raffinato ed eclettico e maestro indiscusso del Novecento.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Skira.

Info:
Fino al 05/10/2008
Umbertide, Rocca – Centro per l’Arte Contemporanea, Piazza Fortebraccio

 

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Adriana BORTOLOTTI Mario CALIDONI Silvia MASCHERONI Ivo MOTTOZZI. Per l’educazione al patrimonio culturale. 22 tesi.

Gli autori si propongono di raggiungere con questo libro due obiettivi: definire il perimetro dell’educazione al patrimonio (soggetti, principi, metodologie) e offrire agli operatori uno strumento di navigazione attraverso norme, pratiche e riflessioni sul tema.
Per questo duplice scopo essi individuano 22 caratteristiche essenziali dell’educazione al patrimonio, le enunciano in un numero corrispondente di  dichiarazioni, le sviluppano e le sostengono con riferimenti a convenzioni internazionali, documenti ufficiali, pubblicazioni scientifiche ed accademiche.
Per chi già lavora nell’ambito dell’educazione al patrimonio, il libro risulta effettivamente un agile Baedeker, con informazioni ben organizzate sulle istituzioni coinvolte e sulle loro responsabilità, sulle metodologie e le strategie per promuovere questa attività e per valutarne i risultati. Il lettore dunque in cerca di uno strumento di lavoro può subito inserire tra le pagine del volume opportuni segnalibri operativi, e approfondire efficacemente i temi che gli interessano.
Diversa invece la situazione di un lettore interessato alle premesse e ai fondamenti dell’educazione al patrimonio: le 22 tesi non riescono a incidere sulla complessità di alcune questioni per affrontare le quali sarebbe necessario confrontarsi con il dibattito aperto in altre aree disciplinari e in altre professioni. Innanzitutto la questione dell’educazione e dei suoi soggetti: a chi si rivolge l’educazione al patrimonio (bambini, adolescenti, stranieri, adulti in difficoltà) e per quali ragioni (una pedagogia civile, oppure, un approccio più fluido, senza un lieto fine)?
Nel saggio inoltre resta in superficie anche la questione del patrimonio culturale, di cui si segnala la precarietà – è un’eredità senza eredi -, ma di cui non si approfondisce la natura di nuovo testo per l’apprendimento delle diverse discipline. 
Il libro dunque è sicuramente riuscito nel suo aspetto più tecnico, di guida pratica per operatori, e meno riuscito nel suo aspetto di riflessione teorica.  Tuttavia, proprio questa sua seconda dimensione lo rende un testo “aperto”, su cui prendere appunti per quella lettura critica del patrimonio di cui Marisa Dalai, in occasione della presentazione del volume (Convegno “Nell’educazione un patrimonio”, Bologna, 4 febbraio 2008), sottolineava l’assenza nel dibattito e nella ricerca attuali.

Gli autori:
Adriana Bortolotti, storica, è conservatore presso il Museo storico di Bergamo e collaboratrice di istituzioni culturali e gruppi di ricerca per temi di museologia, museografia, didattica museale ed educazione al patrimonio culturale. Ha pubblicato studi su tali argomenti oltre a ricerche inerenti archivi storici ottocenteschi e novecenteschi. Progetta e realizza esposizioni a tema storico, anche virtuali, nonché percorsi di formazione storica e didattica, rivolti a insegnanti ed educatori museali.
Mario Calidoni, già insegnante e ispettore tecnico del ministero per la Pubblica Istruzione per l’Educazione artistica della scuola secondaria di I grado, ha coordinato il laboratorio SSISS per Disegno e Storia dell’arte presso l’Università di Parma, nonché di progetti in partenariato Scuola-Istituzioni culturali del territorio. Autore di pubblicazioni di carattere didattico sul tema della progettazione del curricolo, per questa casa editrice ha pubblicato Insegnare con i concetti Arte e Immagine (2007).
Silvia Mascheroni, storica dell’arte contemporanea, è ricercatrice nell’ambito dell’educazione al patrimonio culturale. Cura la progettazione e la realizzazione di esperienze educative, conduce interventi formativi per gli educatori di istituti museali. Insegna al Master ‘Servizi educativi del patrimonio artistico, dei musei di storia e di arti visive’, Università Cattolica di Milano. Autrice di numerosi saggi, per questa casa editrice ha pubblicato Didattica dei musei. La valutazione del progetto educativo (2004).
Ivo Mattozzi, docente di didattica della storia e di storia moderna presso l’Università di Bologna, e presidente di ‘Clio ’92’, ha dedicato studi all’analisi della struttura della disciplina e del testo storico; ha proposto soluzioni per la trasposizione didattica, per il curricolo verticale e continuativo, per la ricerca storico-didattica e per l’uso didattico del patrimonio culturale in numerosi scritti alcuni dei quali sono stati tradotti in spagnolo, in portoghese e in greco.

Indice: 
Premessa
Parte I. I principi
Il concetto di patrimonio
L’educazione al patrimonio e i suoi destinatari
Le finalità dell’educazione al patrimonio
Il valore metodologico del patrimonio
Patrimonio e identità
Patrimonio e interculturalità
Il territorio e il paesaggio nell’educazione al patrimonio
Il patrimonio per l’educazione ricorrente e permanente
Parte II. I soggetti e la responsabilità istituzionali
I mediatori
La scuola
La formazione degli insegnanti
Le istituzioni culturali
La formazione degli educatori delle istituzioni culturali
La ricerca e l’alta formazione
Gli organismi politico-amministrativi e non governativi
Parte III. Le condizioni e le strategie
La comunicazione
Le discipline
Le strategie
Il partenariato
Documentare, monitorare, verificare e valutare
Le nuove tecnologie
Riferimenti bibliografici
Risorse in rete.

Info:
Franco Angeli Edizioni, pp. 192, 1a edizione  2008  (Cod.1158.1)
Prezzo: € 15,00 – Codice ISBN 13: 9788846492036

 

Le 22 tesi verranno successivamente e singolarmente presentate.

Autore: Anna Vaglio