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ORTA SAN GIULIO (No). Arnaldo Pomodoro 16 sculture monumentali.

Tra le vie e nelle piazze dell’antico borgo che si affaccia sul lago d’Orta, sedici sculture monumentali di un grande protagonista dell’arte contemporanea L’iniziativa e’ il secondo appuntamento del progetto ORTISSIMA percorsidorta curato dall’associazione culturale OperaPrima.

Un grande evento d’arte che coniuga l’importanza delle opere esposte e la suggestione del luogo che le ospita e’ quello che si terrà a Orta San Giulio (Novara). Dal 6 luglio al 9 novembre 2008, infatti, le vie e le piazze dell’antico borgo che si affaccia sul lago d’Orta, ospiteranno sedici sculture monumentali di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna (RN), 1926), lo scultore italiano contemporaneo piu’ noto e apprezzato a livello internazionale, che ha recentemente ricevuto a San Francisco il -Lifetime Achievement for Contemporary Sculpture Award- da parte dell’International Sculpture Center e il premio -Uomo dell’anno 2008- del Museo d’arte di Tel Aviv.

–Dopo Manzu’ – sottolinea il sindaco di Orta San Giulio, Stefano Cusinato – il nostro paese accoglie le opere di una grande protagonista dell’arte internazionale, Arnaldo Pomodoro, ricreando quel magico dialogo tra un borgo cosi’ suggestivo e la bellezza delle sculture monumentali. Un singolare progetto che permetterà di valorizzare non solo Orta San Giulio, che ne e’ la perla, ma tutto il bacino lacustre, offrendo ai numerosissimi visitatori, nazionali e internazionali, uno spettacolo di straordinaria armonia tra arte, paesaggio, storia e cultura-. L’iniziativa, nata da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA, presenterà una serie di opere scelte dall’artista che ripercorrono alcuni dei momenti piu’ rappresentativi della sua ricerca dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni.

Molto si e’ scritto sull’arte di Pomodoro, da parte di autori italiani e stranieri, di storici e critici dell’arte e di poeti e scrittori. Le sue sculture affascinano perche’ permettono, nell’indagine delle forme e nello scavo dentro la materia che le costituisce, nella rivelazione della particolare struttura ‘molecolare’ che l’artista immagina, di gettare un ponte tra il passato e il presente, con una continua capacità di osservazione del reale e di collegamento allo ‘spirito del tempo’. Le opere di Arnaldo Pomodoro sono presenti in tutto il mondo in luoghi di grande suggestione e di importanza simbolica e ne scandiscono lo spazio. Hanno creato motivi e visioni che fanno parte del nostro immaginario collettivo, ispirando perfino scenari di cult movies, come Guerre stellari di George Lucas.

Accompagna l’iniziativa un catalogo pubblicato da OPERAPRIMA Edizioni d’Arte, con presentazione di Giorgio Verzotti e con numerose fotografie delle opere collocate nel percorso espositivo e suggestive immagini delle diverse fasi dell’allestimento. Il progetto ORTISSIMA percorsidorta nasce nel 2007 da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con la volontà di garantire, già nel titolo e nella presentazione, una sequenza di eventi dedicati alla scultura monumentale all’aperto che porteranno ad Orta San Giulio i piu’ grandi nomi dell’arte del Novecento italiano e internazionale, come testimonia l’edizione del 2007, con l’esposizione dedicata a Giacomo Manzu’.

Note biografiche
Arnaldo Pomodoro e’ nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro. Si trasferisce a Milano nel 1954. Le sue opere del Cinquanta sono altorilievi dove emerge una singolarissima -scrittura- inedita nella scultura. E’ passato al -tuttotondo- nei primi anni Sessanta e poi alla grande dimensione. Ha avuto molti premi per la scultura: a San Paolo nel 1963, a Venezia nel 1964, a Pittsburgh nel 1967, il Praemium Imperiale a Tokyo nel 1990. Nel 1992 l’Università di Dublino gli conferisce la Laurea honoris causa in Lettere e nel 2001 l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile-architettura.

Numerosissime sono le sue esposizioni: alla Rotonda della Besana di Milano nel 1974 e al Forte Belvedere di Firenze nel 1984, fino a quella a Parigi nei Giardini del Palais-Royal nel 2002, nel centro cittadino di Lugano nel 2004 e lungo la cinta muraria di Paestum nel 2005. Inoltre esposizioni itineranti nei musei americani, ed in Europa, America, Australia e Giappone. Le sue opere sono in grandi piazze (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), al Trinity College a Dublino, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nel piazzale della Farensinaa a Roma, nel piazzale delle Nazioni Unite a New York e nelle raccolte pubbliche maggiori. Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane: a Stanford, a Berkeley, al Mills College. Si e’ dedicato anche alla scenografia con –macchine spettacolari” in grandi occasioni teatrali italiane: da ultimo ha realizzato le scene e i costumi per l’opera -Teneke- di Fabio Vacchi, con libretto di Franco Marcoaldi, tratto dall’omonimo racconto di Yashar Kemal, messa in scena in prima assoluta al Teatro alla Scala nel settembre 2007, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di Roberto Abbado. Nel 1996 costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che ha iniziato di recente la sua attività espositiva nella sua sede di Via Solari a Milano.


Info:
Centro storico Orta San Giulio (NO)
fino al 9/11/08   
tel 02 433403

Fonte:Undo.net

SANT’IPPOLITO (PU). Scolpire in Piazza – Arte della scultura su pietra arenaria. 9a Edizione – dal 18 al 27 luglio 2008.

SANT’IPPOLITO E GLI SCALPELLINI
Sant’Ippolito, in Provincia di Pesaro e Urbino, ha da tempo intrapreso un’intensa attività di recupero ed attualizzazione della sua antica tradizione di scalpellini e marmisti. A partire dal XIV secolo, generazioni di abili scultori furono capaci, con le loro opere, di acquisire notorietà in molte zone d’Italia ed anche in alcuni Paesi stranieri. All’inizio utilizzando la bella pietra arenaria cavata nei pressi del paese e poi, seguendo il mutare dei gusti del mercato, anche gesso e marmo. Ancora oggi il paese, come un “museo a cielo aperto”, conserva le testimonianze di quell’attività artistica.

SCOLPIRE IN PIAZZA
“Scolpire in Piazza” è un momento artistico nel corso del quale si mettono a confronto le tendenze della scultura contemporanea con la pietra arenaria, il materiale che ha maggiormente caratterizzato il lavoro degli scalpellini. Le sculture realizzate nel corso delle diverse edizioni del “simposio di scultura” costituiscono un significativo itinerario di arte contemporanea, inserito in un contesto urbano già ricco di testimonianze del passato.
Da alcuni anni Scolpire in Piazza è anche divenuto un centro di produzione di opere scultoree destinate ad essere collocate nei centri urbani di piccoli centri delle Marche, contribuendo alla valorizzazione degli spazi cittadini attraverso l’arte.
Giunta alla nona edizione, la manifestazione può vantare un percorso artistico di tutto rispetto, con la partecipazione di numerosi scultori impegnati a esprimere con la pietra arenaria, le proprie idee, sensibilità e percorsi culturali. Dal 2008 “Scolpire in Piazza” è entrato nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Giovani. Ri-Cercatori di senso” promosso dalla Regione Marche con il Ministero delle Politiche Giovanili. Da questa edizione è stato avviato anche un significativo rapporto di collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Urbino e Macerata.
Quest’anno al Cantiere di Scultura di Sant’Ippolito lavoreranno cinque giovani artisti (fino a 35 anni), una vera e propria residenza artistica collettiva della durata di dieci giorni durante la quale verranno realizzate opere in pietra arenaria che saranno impiegate per progetti di riqualificazione urbana di cinque piccoli Comuni marchigiani. Questi ultimi sono veri e propri partner del progetto che ha come obiettivo quello di diffondere le sculture sul territorio marchigiano recuperando la funzione pubblica e sociale dell’arte, in particolar modo nei piccoli centri (fino a 5.000 abitani) che spesso si trovano coinvolti in fenomeni di vera e propria desertificazione artistica e culturale.
Gli scultori e i comuni della nona edizione sono: Kim Hyejin (Corea) per il Comune di Barbara (AN); Alessio Ranaldi per il Comune di Barchi (PU); Valentina Arena per il Comune di Gradara (PU); Evrim Kilic (Turchia) per il Comune di Monterado (AN); Elena Saracino per il Comune di Pedaso (AP).

Ma Scolpire in Piazza è anche un momento di incontro e di scambio artistico e culturale, con proposte inaspettate in un borgo di appena 1500 anime. Per l’edizione 2008 sono previste mostre, laboratori e spettacoli di grande interesse.

In primis le mostre dei lavori dei tre scalpellini locali, eredi e interpreti della tradizione santippolitese: Natalia Gasparucci, Filippo Ferri e Dario Battistoni con una selezione di opere che spazia dall’arte sacra all’oggettistica.

Presso Palazzo Bracci (edificio storico recentemente restaurato, residenza di uno degli ultimi scalpellini di Sant’Ippolito e prossima sede del Museo del Territorio) saranno allestite due mostre. Una è dedicata ai lavori degli studenti delle sezioni di scultura delle Accademie di Belle Arti di Urbino e Macerata, con una selezione delle migliori opere realizzate durante l’attività didattica. Alla mostra è legata anche l’aggiudicazione di due assegni di studio agli studenti (uno per ogni Accademia) che hanno realizzato le opere migliori. L’altra mostra ospitata a Palazzo Bracci presenterà i lavori di Paolo Ippolito, giovane artista italo-americano che porterà nel “Paese degli scalpellini” una selezione di suoi lavori: quadri materici, oggetti d’arte, opere di grandi dimensioni, astrattismo di ispirazione cabalistica.

Altri momenti di Scolpire in Piazza legati all’arte sono i laboratori che da qualche anno attraggono sempre di più bambini e adulti. “Tracce d’artista” è la proposta dell’Associazione Pane Blu, che parte dalle opere d’arte per farle diventare fonte di ispirazione e base per indagare i linguaggi dell’arte contemporanea, il particolare della scultura e dell’installazione. Non rifare il lavoro degli artisti ma prendere questo lavoro come serbatoio di idee e pretesto per far vivere l’arte in forma di gioco.
L’altro laboratorio sarà curato dalla Coop. “La Macina – Ambiente” e proporrà una serie di attività “al buio”. Con la guida di operatori specializzati si potranno fare esperienze per conoscere il mondo dei non vedenti manipolando la creta per costruire forme nel buio assoluto e visitare una mostra-percorso tattile nella quale le opere saranno “viste” non dagli occhi ma dalle mani.

Negli spazi centro storico esporranno i loro lavori anche Luca Cataldi, che crea oggetti e piccole sculture con la pietra leccese, e Federico Cosmi, artista-artigiano di Venezia che nella sua mostra “La’nima del legno” esplora le possibilità espressive di questo materiale.

All’ingresso del centro storico sarà posizionate “Estrazioni.01. Indagini sulla pausa” una video installazione curata dall’Associazione Culturale Cavaspina.
 
Tra gli spettacoli, oltre a diversi appuntamenti musicali e teatrali, va ricordata la presenza di un giovane talento del teatro italiano: Valerio “Gatto” Bonanni che a Sant’Ippolito, nella Torre Campanaria del Castello, proporrà il suo “Senza Gambe” un’installazione teatrale, incentrata su un baule e su un uomo che ha sempre con sé il suo bagaglio di vita.

SCOLPIRE IN PIAZZA PER IL MUSEO OMERO
Ricordiamo poi che in occasione della nona edizione di Scolpire in Piazza, Natalia Gasparucci realizzerà una scultura in pietra arenaria ispirata alla tradizione locale. L’opera verrà donata Museo Tattile Statale Omero di Ancona nell’ambito di un rapporto di collaborazione fra l’evento santippolitese e la prestigiosa istituzione museale che ha fatto dell’osservazione tattile il suo principale canale di conoscenza.

Info:
Scolpire in Piazza dal 18 al 27 luglio 2008.
Organizzata da: Comune di Sant’Ippolito  con la collaborazione di Pro Loco Sant’Ippolito e A.C.S. Sorbolongo.
Con il patrocinio di: Consiglio Regionale Marche; Provincia di Pesaro e Urbino; SPAC Sistema Provinciale Arte Contemporanea – Pesaro e Urbino; UNCEM Marche; Comunità Montana del Metauro; Camera di Commercio di Pesaro e Urbino.
In collaborazione con: – Scuola “Mercantini” Sant’Ippolito.
http://www.myspace.com/scolpireinpiazza 

Link: http://www.scalpellini.org

Email: scolpireinpiazza@gmail.com

Wolfgang Alexander KOSSUTH Sculture e dipinti.

Città della Pieve, cittadina  umbra nota per la sua bellezza e per esser la patria del Perugino, ospiterà nel cinquecentesco Palazzo della Corgna 23 sculture ed altrettanti dipinti dell’artista contemporaneo Wolfgang Alexander Kossuth.

Sull’artista, tra gli altri, hanno scritto:
Michael Engelhard: “L’arte di Kossuth non fa riferimento all’esperienza dell’arte esistente, bensì alla sua personalissima visione. Non è spinto da un’idea di bellezza umana tramandata dall’antichità, bensì da quel che vede e riscopre da sé in maniera assolutamente nuova. E’ questa “l’esperienza primordiale”del suo essere artista.”
Vittorio Sgarbi: ”Kossuth è artista dello stupore e della naturalezza e tanto meglio lo verifica nella pura contemplazione, senza inventare situazioni insolite e senza abbandonare la certezza della centralità dell’uomo…
Per l’alto grado di concentrazione intellettuale,la personalità di Kossuth è libera da ogni esaltazione dionisiaca. Kossuth è un artista di castigata sincerità,  chiede alle sue opere…di resistere sulla soglia dell’arte
”.
Nato in Germania, nel 1947, Kossuth  vive e lavora a Milano. Dopo essere stato un brillante violinista ed aver diretto l’orchestra del Teatro alla Scala, nel 1979 abbandona la promettente carriera musicale per dedicarsi alla scultura, dove dal ruolo di  esecutore passa al ruolo di creatore.

Tra le opere in esposizione si potranno ammirare :” Bagnante”, ”Davide 2000” , “Giorgio Strehler”, “Massimo Murru” e una nuovissima serie di  quadri ad olio intitolati  “Capricci”.

Info:
Palazzo della Corgna, Piazza Antonio Gramsci, Città della Pieve
Inaugurazione: sabato 09 agosto 2008 alle ore 18
Esposizione: da domenica 10 agosto a domenica 05 ottobre 2008
Orario: tutti i giorni – 9.30-13.00 / 16.00-19.30
Ente organizzatore: Comune di Città della Pieve
Monografia: Edizione Skira in italiano e francese

Ufficio Beni e Attività Culturali del Comune di Città della Pieve 
Valerio Bittarello – tel:0578-291229   
e-mail:  cultura@cittadellapieve.org

Email: kossuth@telemacus.it

BIELLA. La doppia realtà mostra personale di Imer Guala.

La città rende omaggio a uno dei suoi artisti contemporanei più attivi con la rassegna ‘La doppia realtà”, aperta dal 3 luglio al Museo del Territorio. E’ una mostra antologica dei suoi ultimi lavori dagli anni Novanta ad oggi.
L’artista 82enne, di origini biellesi, attivo in Italia e all’estero con partecipazioni a esposizioni collettive e personali, presenta al Museo del Territorio, nei Chiostri di San Sebastiano, una selezione della serie dei rilievi dipinti.
Tra le opere esposte figurano “Il ritorno a casa di Ulisse” (1995), “Aspettando un eroe” (1995),  “Il monte prefigurato” (2005), “Scacco” (2006), “Il signore dei sogni” (2007) , “Possibile incontro” (2007).
I rilievi dipinti sono oli su tela, realizzati con metodo e ispirazione nuovi ma al tempo stesso evoluzioni della lunga ricerca artistica dell’autore, che sin dagli anni Quaranta si ispira a surrealismo e metafisica. Guala lavora alle icone e i luoghi dei miti classici reinterpretandoli in chiave personale.
Parte dagli insegnamenti appresi da Jean Cocteau, Giorgio De Chirico, Corrado Cagli, Paul Delvaux e li rielabora, con la leggerezza di sfondi in azzurro e rivisitando ogni volta il rapporto tra forma e materia.
I rilievi dipinti, alcuni dei quali già esposti a Teglio in una mostra a palazzo del Comune nell’estate 2007, sono stati descritti da Angelo Mistrangelo come un esempio di riflessione sul tempo e sul rapporto dell’uomo con la realtà: “Forme e colori concorrono alla piena resa del soggetto, mentre passato e presente, tensione emotiva e scrittura, sogno e realtà si fondono, si intersecano, si connettono in un tempo che è la vera e insostituibile stagione dell’artista”.
Hanno scritto di Imer Guala, nel corso degli anni, in saggi e cataloghi per le sue 80 mostre personali, Anna Caterina Bellati, Rossana Bossaglia, Azio Corghi, Luigi Tallarico, Paolo Levi.

Info:
Museo del Territorio Biellese, Chiostro di San Sebastiano – Biella, via Quintino Sella
Dal 3 luglio al 3 agosto 2008
Orario: da martedì a venerdì 15-19, sabato e domenica 10-19
Tel. + 39 015 2529345 – Fax+39 015 2432791

 

 


IMER GUALA. Testi critici

Ci si potrebbe soffermare a lungo sull’interpretazione di queste iconografie che nell’ultima produzione di Guala si sono fatte sempre più intense e misteriose, interpretabili in molti casi secondo direzioni opposte. Sottolineerò che sempre più negli ultimi tempi egli ha arricchito e resa più sostanziosa la tavolozza, si è soffermato su effetti pulviscolari, ha utilizzato sullo sfondo pennellate a fremito; sinchè, passato a una tecnica materica che dà corpo alla figura attraverso un rilievo, ha reso più pastoso il remoto del racconto, cioè appunto ha trasformato i simboli in un racconto, con una teatralità esplicita e, se si vuole, un addolcimento narrativo.

Rossana Bossaglia, 1999


Il mito contiene, infinitamente, la coazione a ripetere: per questo l’eroe non cessa mai di partire e insieme di tornare. Sulla scacchiera della memoria tutto può ricominciare sempre daccapo, non nella realtà. E mi è sembrato strano, dopo tutto, d’aver trovato questo messaggio scritto e riscritto nelle tele di un pittore sobrio, ma tenace ormai nelle sue “scoperte”…Non sapevo che Odisseo (mi ostino a chiamarlo alla maniera antica) aveva traslocato e adesso abita nella mia città.

Anna Caterina Bellati, 1998


Il percorso di Imer Guala appartiene alle esperienze della cultura artistica del Novecento, alle vicende di una ricerca vissuta come momento unico e irripetibile, a un linguaggio segnato da una personale figurazione. (…) Le mitiche figure, le forme geometriche immerse in una rarefatta e metafisica tmosfera, il profilo di montagne nella magia della luce del mattino, diventano messaggio e richiamo e tensione di “succhi letterari carichi di allusioni” (Luigi Carlucci), in una sorta di interiore recupero di una immagine, essenziale, sospesa, poetica: “Ci sono sempre altri crepuscoli,/altra gloria;/ io provo il logorarsi dello specchio/ che non si placa in una sola immagine” (Jorge Luis Borges)

Antonio Mistrangelo, 2006


Ancora oggi, nonostante il suo lungo percorso artistico, l’atto creativo è per Imer Guala un fare misterioso e irrompente. 
Nei suoi quadri delle costanti si ripetono: una breccia, un’apertura, uno sfondo ritagliato su un altro sfondo. Sono queste  metafore, le figure chiave indicative  della  “doppia realtà” che irrompe con forza – come un secondo piano – nella composizione del quadro? La rappresentazione dell’insistere  della “memoria” di cui parla l’artista? (…)
Questo nuovo ciclo di opere, che l’autore ha volutamente chiamato “rilievi dipinti”  rilevano in modo chiaro e netto una raggiunta sicurezza e serenità. Oserei dire non solo artistica.
Le sue figure prendono nuova forza, colori intensi e vivi, lievitano  sulla superficie piatta della tela,  quasi a volersi staccare dalla tela. Forse finalmente libere?

Letizia Lionello, 2007


E’ stata per me una grande emozione scoprire, al di là della coerenza inconfondibile del gesto pittorico di Imer, la sua ricerca timbrica oggi sempre più tesa ad includere vibrazioni di ‘altri colori’ rispetto a quelli che lo contraddistinguono (comunque presenti sullo sfondo).
Nello stesso tempo anche la ‘pennellata’ sembra volersi riappropriare di valenze espressive che appartengono alla sua formazione. Quella di autodidatta che, per amore e vocazione ‘sperimenta sulla propria pelle’. Queste opere recenti aiutano a comprendere il suo percorso artistico, fatto di duro lavoro e significativi riconoscimenti mai sufficientemente adeguati al valore dell’opera (ma queste sono le differenze fra chi per creare ha bisogno del silenzio e chi strombazza l’evento ancor prima della sua realizzazione).

Azio Corghi, compositore, 2007

Link: http://www.museodelterritorio.biella.it

Email: info@museodelterritorio.biella.it

UDINE. Ori e Rituali. I Preziosi: i gioielli della collezione Perusini.

Fino al 30 novembre 2008 presso palazzo Giacomelli in via Grazzano, nuova sede del Museo etnografico del Friuli (Museo friulano delle arti e tradizioni popolari) la mostra -Ori e Rituali, I Preziosi i gioielli della collezione Perusini- grazie alla disponibilità del Sovrano Militare Ordine di Malta, attuale proprietario della collezione, al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia.

In un itinerario rivolto a sottolineare la ricerca e lo studio di Gaetano Perusini, saranno esposti circa 600 preziosi, relativi alle tipologie ornamentali femminili e maschili, ai donativi nei riti di passaggio (l’infanzia, il fidanzamento e il matrimonio, il lutto), alla religiosità, al mondo degli amuleti, con la presentazione di alcune specifiche aree a confronto con il Friuli, la Sicilia, la Valsesia e la Dalmazia.

La mostra costituisce un primo passo verso l’apertura del nuovo museo cittadino, attualmente in corso di definizione e intende rendere omaggio allo studioso, scomparso poco piu’ di trent’anni fa, e che si era in prima persona impegnato per la nascita di una struttura museale dedicata a studiare, valorizzare la cultura demologia friulana, donando anche materiali, soprattutto i costumi popolari, raccolti con l’etnografa, pittrice e sceneggiatrice Lea D’Orlandi.

La rassegna si avvale anche della collaborazione del Museo di storia naturale che ha allestito una sezione mineralogica relativa all’individuazione di molte delle pietre trattate nei gioielli. Il catalogo della mostra, curata dal conservatore dei Civici Musei, Tiziana Ribezzi, propone alcuni studi accanto al ricco corredo iconografico con interventi di Gian Paolo Gri, sulle tipologie e le funzioni dei gioielli popolari, di Enrico Lucchese, sui preziosi nella pittura e nella scultura del Friuli Venezia Giulia, dal Medioevo al Neoclassicismo, di Gabriella Bucco con un excursus sugli orafi udinesi, di Silvana Altamore sul corpus di gioielli siciliani, il percorso espositivo illustrato da Tiziana Ribezzi e un’intervista con Novella Cantarutti, rivolta a comprendere le motivazioni che spinsero Perusini ad avviare la collezione di preziosi.

La mostra si articola nelle seguenti sezioni:
1)Gaetano Perusini, la collezione degli ori e la passione per gli amuleti.
La sezione di apertura introduce alla figura del grande studioso e collezionista, ai suoi studi dedicati al mondo degli amuleti, con una documentazione delle diverse tipologie di preziosi apotropaici che per materiali, forma e significato simbolico erano utilizzati come oggetti protettivi.
2) Preziosi e i riti di passaggio.
Oggetti preziosi donati per proteggere l’infanzia, gioielli legati all’evolversi delle diverse tappe della vita e dei legami affettivi, il corredo ornamentale simbolo della condizione di lutto.
3)Gioielli: superfluo o necessario?
Vengono presentate le tipologie femminili e maschili dei preziosi destinati a ornare diverse parti del corpo: orecchini, collane, pendenti, spille, braccialetti, anelli, catene. Ritratti e fotografie contestualizzano i pezzi esposti. Una sottosezione e’ dedicata al gioiello come segno di status e distinzione sociale.
4)Gioielli, votività e segno religioso.
La sezione e’ dedicata a una serie preziosa di rosari e croci di diversa fattura e formato, mentre altrettanto sostanzioso e’ il corpus di ex voto metallici delle piu’ svariate forme: figure umane, parti anatomiche, targhette con raffigurate scene devozionali.
5)A confronto con il Friuli.
L’ultima parte della mostra analizza i materiali friulani e li confronta con analoghi provenienti dalle regioni vicine. Particolarmente significativi i rapporti con la Valsesia, l’Istria, la Dalmazia. Di grande interesse il ricco e completo corpus della collezione proveniente dalla Sicilia che permette utili confronti iconografici con le tipologie dei preziosi friulani.
6) Sezione mineralogica.
In collaborazione con il Museo di storia naturale, la sezione analizza i minerali e la loro applicazione nella manifattura dei gioielli.

Info:
Museo etnografico del Friuli  (Museo friulano delle arti e tradizioni popolari), palazzo Giacomelli, via Grazzano 1 – Udine
Orari: estivo , da lunedi’ a venerdi’: mattina su prenotazione pomeriggio: 15.30 18.30, sabato e domenica: 16.00 – 20.00
invernale , da lunedi’ a venerdi’: mattina su prenotazione, pomeriggio: 15.00 – 18.30
sabato e domenica: 9.30 – 12.30 / 15.00 – 18.30
biglietti: Interi: 5 euro  – Ridotti: 3,50 euro (ragazzi dai 6 ai 18 anni, anziani over 65, scolaresche non scuola dell’obbligo, gruppi, tessera Touring, Associazioni archeologiche, Carta Giovani e Carta Ateneo).
Scuole: 1,50 euro
visite guidate tel. 0432 271980 a cura della cooperativa Sebastiano Ricci.
TELEFONO 0432 271591

Fonte:Undo.net