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ALBUGNANO (At). Il Patrimonio del Romanico: una realtà culturale europea. Da Aguilar villa” del romanico a Vezzolano tesoro del Monferrato. 27-28/09/2008.”

Il convegno svoltosi lo scorso anno, nel corso del quale si è presentata la candidatura di Vezzolano e della rete del Romanico del Monferrato per l’annessione alla Transromanica, ha raggiunto l’obiettivo preposto: ad Aguilar (Spagna) nell’ambito dell’evento europeo 2008, sarà ufficialmente accettata la candidatura. Vezzolano costituirà il punto di partenza della Rete del Romanico del Monferrato, collegandosi agli altri itinerari europei.
L’avvenuto inserimento sarà presentato in un incontro in collegamento con Aguilar ove, contestualmente, sarà presentato un video su Vezzolano e sulle presenze delle pievi romaniche nel territorio del Monferrato (numero massimo di partecipanti: 100). Per l’occasione, sarà allestita nella Canonica di Santa Maria una mostra, dove alcuni pannelli illustreranno le peculiarità del Romanico del Monferrato.
L’incontro è inoltre propedeutico al Convegno sul paesaggio del Romanico che si terrà, sempre a Vezzolano, la settimana successiva.
Al termine della manifestazione, concerto di musiche medioevali.
La mostra sarà visitabile fino al 4 ottobre 2008.

Info:
011 5220412-9874620
Albugnano, Complesso Canonica di Santa Maria di Vezzolano
Orario:
CONVEGNO, SABATO 27 15.00-19.00
MOSTRA, SABATO 27 e DOMENICA 28 9.00-12.30; 14.00- 18.00
Fax: 011 4361484-6708798

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Fabrizio CRACOLICI e Laura TUSSI Guido Roveri – 13 poesie per un amico – Viaggio tra arte e poesia.

La passione di Guido Roveri, lo conduce a quegli estremi confini dove l’arte, che si è proposta una meta impossibile e nello sforzo di volerla raggiungere, sorpassa i limiti che le sono propri e sembra prossima a cambiare natura, tramutandosi in un’arte diversa; la pittura in poesia e quindi in musica.

La presentazione completa si trova in www.auditorium.info alla pagina >>>vai

 

 

Autore: Fabrizio Cracolici, Laura Tussi

CIVITANOVA MARCHE (Mc). Giorgio De Chirico e il segno.

Dopo le ultime rassegne d’arte ‘Andy Warhol. Un mito americano’, ‘Salvador Dali’ e i Surrealisti’, ‘Omaggio a Picasso’ e ‘ Chagall Miro’. Magia, grafia, colore’, la Città di Civitanova Marche si riconferma protagonista indiscussa nella divulgazione dell’arte del Novecento e continua il dialogo con il suo pubblico, avendo coscienza delle tante importanti manifestazioni fatte e in fase di realizzazione, in Italia e nel mondo, presentando una mostra su Giorgio de Chirico nel trentesimo anniversario della scomparsa del Maestro avvenuta a Roma nel 1978 (fino al 9/11/2008).

Giorgio de Chirico, piu’ esattamente Joseph, Maria, Albertus, Georgius de Chirico, (Volos, Tessaglia, Grecia, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), ha profondamente rinnovato il linguaggio visivo del XX secolo. Negli stessi anni in cui Picasso trasformava gli aspetti visibili della cose e Kandinsky ne faceva scaturire emozioni astratte, egli getto’ le basi di un nuovo modo di esprimersi fondato non sull’apparenza dell’oggetto, ma sulle sue possibilità di significato. Per primo si rese conto che ogni forma che vediamo trae il suo vero valore dalla nostra coscienza per le infinite associazioni e ricordi che puo’ suscitare in noi. Convinto della fondamentale mancanza di senso del mondo e dell’inesistenza di una verità unica, tanto meno di quella visibile, egli ha fatto della sua arte il mezzo per mettere a nudo il mistero delle cose. Dipingendo immagini che appaiono come un ricordo e accostandole non secondo la logica, ma per associazioni intuitive e simboliche, de Chirico provoca in chi guarda reazioni psichiche ed emotive di grande intensità e di profonda poesia. Far vedere cio’ che non si puo’ vedere e’ stato fin dall’inizio lo scopo della sua ricerca artistica e chiamo’ Metafisica la sua pittura perche’ essa ci mostra che il mistero e l’enigma non stanno al di là, ma dentro le cose fisiche, nella tranquilla bellezza della materia, nella molteplicità di sensazioni che sprigionano le immagini e le forme qualora vengano rotti i nessi logici di relazione tra loro. Egli avvia un cambiamento fondamentale nelle arti visive che estenderà la sua influenza fino alla Pop Art, mettendo a nudo l’instabilità e la relatività dei linguaggi convenzionali della comunicazione.

Giorgio de Chirico e il segno‘, e’ senza dubbio una rassegna d’arte di grande coraggio, certamente una novità nel suo genere che conta sul pregio e sull’originalità nel trattare un gigante dell’arte figurativa, ampiamente e profondamente studiato in tutti gli aspetti e sfumature.
L’originalità della rassegna civitanovese sta nell’analisi del percorso di Giorgio de Chirico dal segno, al disegno, alla grafica, alla scultura. Un ampio studio in questa direzione, condotto in catalogo da Adriano Baccilieri, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Bologna e noto saggista, ci guiderà nel godere la serie di opere che, per la prima volta riunite, sono esposte nell’auditorium di Sant’Agostino, nel cuore della Città Alta. Il corpus di tutte le tematiche trattate da de Chirico, 69 opere grafiche colorate a mano dal Maestro, comprese le grandi tavole realizzate nel raro formato di centimetri 70 x 100, che hanno per soggetto i paesaggi metafisici, le nature morte, i Bagni misteriosi, i Trofei, i Manichini, Le Muse inquietanti, i combattimenti di gladiatori fino ai cavalli e la mitologia classica, sono a confronto tra loro, con disegni originali, lastre di stampa, sculture, tra cui la monumentale Gli Archeologi; completa il percorso una rarissima documentazione che indica e fa apprezzare il procedere di de Chirico dal disegno alla tridimensionalità.. Ulteriore ed originale motivo di interesse di questa mostra sono le 90 opere organizzate in sequenza tematica, la sezione didattica che documenta e fa conoscere le modalità di lavoro di Giorgio de Chirico: dal disegno su carta da riporto, alle lastre di stampa, fino al visto si stampi e al foglio di tiratura stampato nelle tecniche della litografia, dell’incisione in acquatinta e dell’incisione a cera molle.

‘Giorgio de Chirico e il segno’ e’ una mostra nata dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche, l’Azienda Speciale Teatri di Civitanova, la Pinacoteca Comunale ‘Marco Moretti’, e grazie alla generosità di Enti e collezionisti sensibili, al sostegno determinante dello sponsor unico Cesare Paciotti, all’impegno di critici di valore e al fervore di esperti appassionati, che sono riusciti magistralmente a rendere lo spirito e la figura del Maestro, i temi e le tecniche, il personaggio de Chirico, l’uomo e l’artista.

Interessante e utilissimo il catalogo della mostra, pubblicato dalle Edizioni Bora, che riproduce a colori tutte le opere scelte per l’occasione, contiene testi critici di Adriano Baccilieri, una vasta serie di documenti, scritti ed interviste che fanno trasparire un Giorgio de Chirico ironico ed inedito, le schede critiche di Giorgio Di Genova riferite alle opere di grande formato, un utilissimo dizionario dei soggetti e dei temi dechirichiani a cura di Antonio Vastano e una scheda, altrettanto utile, a cura di Edoardo Brandani, per dare indicazioni ai collezionisti su come difendersi dalle false litografie attribuite a Giorgio de Chirico. Questo impegnativo progetto culturale, parte di un percorso tematico che si e’ realizzato attraverso una condivisione sentita tra soggetti pubblici, privati ed economici, esperti e studiosi, non mancherà di raccogliere consensi e avere riconoscimenti a stimolo di progetti originali che sono già in fase di elaborazione per il 2009, a coronamento delle celebrazioni in onore di Giorgio de Chirico nell’anno a lui dedicato.

Info:
0733-891019 in orario ufficio – 0733-892650 in orario mostra.
Per prenotazioni visite guidate: telefono e fax 0733-891019 in orario ufficio.

Chiesa Sant’Agostino  – c.so Annibal Caro, 24 Civitanova Marche
Gli orari di apertura per i mesi di luglio e agosto fino a domenica 7 settembre sono: da martedi’ a domenica dalle ore 18,00 alle 23,00. Chiuso il lunedi’ se non festivo.
Dal 9 settembre al 9 novembre la mostra sarà aperta nei giorni di venerdi’, sabato e domenica dalle ore 17,00 alle ore 20,00 e verranno effettuate al mattino, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, tutti i giorni, eccetto la domenica, visite guidate su prenotazione.
Per le Scuole le visite guidate saranno gratuite.
Il biglietto di – 4,00, sarà gratuito fino a 14 anni e per i diversamente abili con un accompagnatore.
Ridotto a – 2,00 per i giovani fino a 18 anni ed universitari fino a 24 anni.
Ridotto a – 2,00 per i possessori di biglietto intero o ridotto della mostra ‘Osvaldo Licini. Tra le Marche e l’Europa’. Gratuito per i possessori di biglietto intero o ridotto di ‘Civitanova Danza’.

Link: http://www.pinacotecamoretti.it

Email: info@pinacotecamoretti.it

Fonte:Undo.net

PUGLIA. Così le gallerie diventano multimediali.

La parola d´ordine è contaminazione. A Bari, e nel resto della Puglia, le nuove case dell´arte aprono all´interazione dei linguaggi creativi. Difficile, per esempio, liquidare tout court come una galleria d´arte BluOrg, il contenitore culturale aperto dallo scultore e costumista Giuseppe Bellini (www.bluorg.it). Siamo in via Celentano 92. Qui cinque anni fa, ma in un locale ben più angusto, Bellini apriva il suo laboratorio con un´angoletto per l´attività espositiva.
«È accaduto tutto in maniera spontanea, quando – racconta lo scultore-gallerista – amici e colleghi mi chiedevano ospitalità. Credo che l´urgenza condivisa di spazi per l´arte sia stata determinante».
Finché il 28 novembre 2006, in nuovi e più accoglienti spazi di circa 300 metri quadrati, non è cominciata la seconda vita di BluOrg, oggi aperta sì alle mostre ma, al tempo stesso, palcoscenico di presentazioni letterarie, performance teatralmusicali e cineforum. Una casa dell´arte totale, insomma.
Quello che a Trani sta realizzando la compagnia Fabrica Famae del trentenne Claudio Suzzi con lo Spazio Off (www.fabricafamae.org): un contenitore multimediale in piena regola, allestito in un ex tomaificio in stato di abbandono. Con un gruzzoletto di centomila euro gli interventi di ripristino che hanno restituito alla città un contenitore di 500 metri quadrati attivo da ottobre scorso quasi sette giorni su sette.
«Lavoriamo finora senza l´ombra di un contributo pubblico, ma – riconosce Suzzi – siamo riusciti a portare allo spazio Off alcune fra le più interessanti realtà del teatro di ricerca, aprendoci alla musica e proponendoci come galleria per i giovani artisti».
Un obiettivo, quello dell´ospitalità per i talenti nascenti, che, a Bari, cerca di inseguire il più minuto ma intrigante Spazio Nodo (www.nodoartlab.org), in via Cattaro 14.
Dietro le quinte due studentesse dell´Accademia, Maria Antonietta Bagliato e Claudia Giordano con la complicità di Livio Caione e Daniele Diomede: un quartetto creativo under 30.
«Abbiamo scelto di chiamarci Nodo – spiega Claudia Giordano – perché vogliamo scommettere sull´intreccio tra più forme artistiche».
Fino a una decina d´anni c´era una falegnameria, oggi uno spazio a disposizione della creatività.
«Ci è piaciuta da subito l´idea – dice – di provare ad affidare lo spazio a una persona per volta».
È così che Nodo diventa un luogo in continuo divenire.
«Qui un artista può fare quello che vuole, lo spazio diventa la sua casa».
A vincere è così una filosofia espositiva site specific, pensata cioè in stretta relazione con la fisicità del luogo. Un po´ quel che accade più a Sud.
Alle manifatture Knos di Lecce, dove la specificità del contenitore s´intreccia a doppio filo con la cifra della sua vita artistica (www.manifattureknos.org).
Qui le proporzioni dello spazio si fanno enormi, almeno rispetto ai precedenti appena citati. Knos si sviluppa in un capannone di 4mila metri quadrati che ospita mostre, spettacoli, installazioni artistiche site specific, laboratori, una biblioteca per ragazzi e anche gli studi di un´emittente radiofonica, Radio Popolare.

Un caso esemplare di recupero di archeologia industriale a basso costo. «L´abbiamo ricevuto dalla Provincia così com´era» chiarisce Maurizio Buttazzo, tra i fondatori delle Manifatture. «Ci siamo rimboccati le maniche e, da novembre dello scorso anno, ha visto la luce Knos. L´abbiamo ripulito e svuotato senza buttare via nulla: anche i soldi ricavati con le rottamazioni dei vecchi macchinari sono stati reinvestiti per recuperare la struttura».
Ancora nelle campagne dell´hinterland di Lecce, in un ex tabacchificio di 800 metri quadrati, l´architetto veneto Toti Semerano, ora salentino d´adozione, ha aperto il suo Laboratorio di architettura (www.semerano.com).
«È una casa della creatività e – afferma Semerano – cerchiamo d´inseguire il modello della vecchia bottega rinascimentale, intesa come fucina di cultura e di idee».
Un nome per tutti: qui è ormai di casa, confida l´architetto, un personaggio come Patrick Blanc, l´artista-botanico francese celebre per aver inventato i cosiddetti giardini verticali.
Così come nel borgo antico di Molfetta, in una vecchia cappella del ´500, poco più di una cinquantina di metri quadrati a disposizione, un altro architetto, Gianni Veneziano, con il suo Spazio Sant´Orsola – Galleria del progetto (www.gianniveneziano.it) ha avuto per ospite una star internazionale dell´arte del prestigio di Mimmo Paladino.
«In dieci anni di attività – ricorda Veneziano – abbiamo cercato di aprirci al territorio e all´Europa. E, andando oltre i confini dell´arte e del design, la Galleria del progetto ha ospitato eventi a trecentosessanta gradi».

Autore: Antonio Di Giacomo

Fonte:La Repubblica

CLUSONE (Bg). Giacomo Manzu’ gli anni di Clusone.

In occasione del centenario della nascita dello scultore Giacomo Manzu’ (1908-1991), il MAT – Museo Arte Tempo di Clusone, in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, promuove dal 13 luglio 2008 al 8 febbraio 2009 un’esposizione dedicata al grande artista bergamasco.

La mostra, curata da M. Cristina Rodeschini, direttore della GAMeC, e Marcella Cattaneo, storica dell’arte, e’ stata concepita per dare conto dell’importante produzione di Manzu’ negli anni del soggiorno clusonese. Il momento storico era particolarmente sofferto e la guerra lo vide costretto a rifugiarsi insieme alla moglie Tina e al figlio Pio, ospiti dell’amico Attilio Nani, nella cittadina dell’alta Valle Seriana, in provincia di Bergamo.

L’esposizione si pone, dunque, come un momento di approfondimento all’interno di un disegno di ampio respiro che proseguirà con la mostra alla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo dal 1° ottobre 2008 al 8 febbraio 2009, offrendo al pubblico una sessantina di opere tra le piu’ rappresentative del percorso artistico dello scultore.

Nelle sale espositive del suggestivo Palazzo Marinoni Barca di origine seicentesca, sede del MAT, sono state selezionate una serie di opere realizzate tra il 1940 ed il 1945, concepite dunque ed eseguite durante anni difficili della nostra storia italiana. Si tratta per lo piu’ di ritratti femminili, uno dei soggetti piu’ intensamente visitati da Manzu’, ed in cui l’artista dà prova di una acuta interpretazione, ora sofferta ora dolcemente languida unitamente ad una audacia formale certo non comune. Altra tematica particolarmente sentita dallo scultore e’ quella del mondo infantile, di cui spesso i soggetti piu’ indagati sono gli stessi suoi figli. In particolare Manzu’ ama cogliere e fermare nel bronzo l’innocenza dei loro gesti quotidiani, dedicando ampio spazio alla sfera del gioco. Con quest’ultimo aspetto, cosi’ intriso di poesia, lo scultore non solo riesce a restituire nella plastica una delle componenti fondamentali del loro processo evolutivo, ma lo fa con una freschezza di espressione partecipata e fortemente innovativa.

Info:
GAMeC, via S.Tomaso, 53 24121 Bergamo Tel. +39 035 270272 Fax +39 035 236962

MAT – Museo Arte Tempo – Palazzo Marinoni Barca Via Clara Maffei, 3 Clusone (BG)
orari: lunedi’ e venerdi’ 15,30 – 18,30; sabato e domenica 10 – 12 / 15,30 – 18,30
ingresso libero, fino al 8/2/09
TELEFONO 0346 25915, 0346 22440  – FAX 0346 920358

Email: info@gamec.it

Fonte:Undo.net