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CASTELFRANCO VENETO (Tv). Giorgione.

Fino al 11 aprile 2010.

A 500 anni dalla sua morte un grande evento celebra il genio e la grandezza di un artista che ha dato vita ad opere simbolo del Rinascimento italiano. Castelfranco Veneto mette in cantiere, insieme alla Regione del Veneto e alla Provincia di Treviso un progetto ambizioso e articolato.
Le celebrazioni hanno preso il via a maggio 2009 con l’inaugurazione del Museo Casa Giorgione, dove la figura enigmatica dell’artista e il suo contesto culturale si materializzano attraverso opere, ambienti e ricostruzioni architettoniche.

La Pala del Duomo e il Fregio delle arti liberali e meccaniche sono il più grande patrimonio cittadino, protagonisti dell’allestimento museale assieme alla Casa del ‘400, sede della collezione, che ha ospitato il Maestro al lavoro.
Momento apicale del progetto celebrativo è la straordinaria esposizione allestita dal dicembre 2009 all’aprile 2010.
Nella città natale di Giorgione si riuniscono, per la prima volta il genio, la grandezza e il fascino delle opere giovanili del Maestro. Un excursus originale e inedito per ammirare i capolavori del primo periodo di Giorgione insieme a quelli dei grandi artisti con cui si rapportò durante la sua breve esistenza: da Giovanni Bellini a Lorenzo Costa, da Carpaccio a Perugino, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, fino a Leonardo, Raffaello e Tiziano.
I maggiori musei nazionali e internazionali contribuiscono a rendere omaggio al grande maestro di Castelfranco Veneto: da The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, dagli Uffizi di Firenze, dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dal Louvre di Parigi, dalla National Gallery di Londra e altri. Si tratta di un’occasione unica per il visitatore per avvicinarsi all’enigma, al mistero, al mito che aleggia intorno all’artista proprio nelle terre che lo hanno cresciuto e ispirato.

Percorso dell’esposizione di Michelangelo Lupo

La mostra è allestita all’interno della casa Marta- Pellizzari, ora ‘Casa Giorgione’, così detta per il fregio che decora il salone principale dell’edifi cio quattrocentesco, e si svolge al primo e al secondo piano, collegati da terra con scale e ascensore.

Il percorso espositivo inizia al primo piano con una introduzione documentaria: mappe che rappresentano i luoghi in cui si svolse principalmente l’attività di Giorgione, cioè Venezia, il territorio trevigiano e padovano, poi carte che documentano le commissioni pubbliche, come il telero di Palazzo Ducale e il Fondaco dei Tedeschi a Venezia, e le commissioni private.

A concludere la prima sezione sono testi antichi, tra ‘500 e ‘600, dal Castiglione, al Vasari, al Ridolfi, che scrivono della la sua produzione pittorica.

La seconda sezione, collocata nella prima parte della sala cosiddetta del ‘Fregio delle Arti liberali e meccaniche’, documenta l’attività giovanile del pittore, con opere quali il Saturno in Esilio della National Gallery di Londra, la Prova di Mosè degli Uffi zi, la Madonna col Bambino dell’Ermitage e altre. Una attenzione particolare, in questa sala, viene rivolta al fregio che è stato attribuito a Giorgione, e che rappresenta un compendio della cultura veneta ai tempi del pittore. I pannelli espositivi modulari che ospitano le opere sono tenuti ad altezza tale da non disturbare la visione generale del fregio. Dove necessario, in tutto il percorso della mostra, alcune vetrine basse giustapposte alle opere ospitano incisioni con funzione comparativa.

Un pannello collocato perpendicolarmente alla lunghezza di questa sala divide la seconda sezione dalla terza, dedicata ai ritratti e alle mezze figure: Le tre età dell’uomo da Pitti, l’Arcere da Edimburgo, il Doppio ritratto da Palazzo Venezia a Roma e l’Alabardiere da Vienna.

La quarta sezione, anch’essa collocata nella sala del fregio e dedicata alla nascita del paesaggio, annovera due tra i più famosi dipinti di Giorgione: la Tempesta dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e il Tramonto da Londra, accostati a disegni e incisioni di Giulio Campagnola. Si passa poi alla terza sala, quella chiamata delle ‘sfide’, in cui sono proposti dipinti di varia provenienza attribuibili al Maestro.

La mostra prosegue nell’ampio sottotetto al piano superiore. Qui è stato creato un percorso circolare che corre lungo il perimetro del salone. Lungo questo percorso si snodano altre quattro sezioni. La IV sezione ospita dipinti e incisioni, dei ‘colleghi’ del grande pittore, quali Vincenzo Catena, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Giulio Campagnola, Marcantonio Raimondi.

Nella V sezione, la più ricca di opere, sono quadri che riportano in generale all’ambiente giorgionesco e ai suoi ‘compagni di strada’: Albrecht Dürer, Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Lorenzo Costa, Pietro Perugino, una Leda della cerchia di Leonardo che è il fulcro della ‘composizione’, Giovanni Bonconsiglio, Domenico Capriolo ecc.

Nell’ultima sezione, quasi una Wunderkammer, sono collocati volumi in edizioni rare che rappresentano le punte più alte della cultura di riferimento di fi ne ‘400 , come Ovidio, Petrarca, Boccaccio, Pietro de Crescenzi, l’Hypnerotomachia Poliphili, assieme a bronzi padovani e veneziani tra ‘400 e ‘500.

Al piano terra, alla fine del percorso all’interno della casa, è allestito il bookshop.

Nel duomo dei Castelfranco, che si trova di fronte alla sede della mostra, il percorso continua e termina con la visita alla Pala di Castelfranco, il celebre quadro di Giorgione con la Madonna col Bambino in trono tra due Santi.

Info:
800.90.44.47
Museo Casa Giorgione, Piazza San Liberale – 31033 Castefranco Veneto (TV)
Orari: dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
La mostra è aperta tutti i giorni eccetto che:
dalle ore 14.00 del 24 dicembre alle ore 14 del 25 dicembre 2009
dalle ore 14.00 del 31 dicembre 2009 alle ore 14 del 1° gennaio 2010.
Biglietti: Intero € 10.00
Ridotto Gruppi (comprensivo di prenotazione obbligatoria): •gruppi da 15 e 30 persone paganti € 8.00.
Ridotto: •visitatori di oltre 65 anni, •visitatori di età compresa tra 6 e 18 anni, •studenti universitari fino ai 26 anni, •correntisti Banca Antonveneta che acquistino il biglietto presso le filiali, •soci COOP, •titolari carta Carta PIU’ FELTRINELLI = € 7.00
Ridotto Scuole (comprensivo di prenotazione obbligatoria): •scolaresche € 4.50; 
Gratuito: •bambini di età inferiore ai 6 anni; •accompagnatori disabili; •un accompagnatore per gruppo o scolaresca
Audioguide: Noleggio: € 5.00
Radioguide: Noleggio: € 1.00 a persona, € 0.50 a studente
I gruppi che intendono visitare la mostra con guida propria sono tenuti all’utilizzo delle radioguide (microfono per la guida ed auricolari per i visitatori).
Visite guidate per adulti: Gruppi (fino a 30 componenti) € 95.00
Visite e attività per le scuole: Visita guidata: € 50.00; Visita gudata + laboratorio didattico: € 70.00.

Gabriella GALLO. Il caso del progetto del castello di Guédélon (Borgogna – Francia): un modo innovativo di diffondere la cultura.

Il caso del progetto del Castello di Guédélon, uno fra i più interessanti ed innovativi progetti scientifico-culturali di diffusione al pubblico della cultura materiale medievale del XIII secolo in Francia. Il sito è stato tra i vari esaminato nella mia tesi di laurea “Esempi di musealizzazione della cultura medievale in Europa: esperienze a confronto”.
L’ideatore del progetto del Parco, Michel Guyot, restauratore appassionato dell’età medievale, ha inteso portare avanti con precisione scientifica la costruzione di un cantiere edile della prima metà del Duecento, utilizzando mezzi e tecniche proprie dell’epoca, predisponendo a tal fine dei percorsi funzionali di visita per i turisti.
Il progetto del castello di Guédélon si configura come un interessante terreno di sperimentazione per convalidare o rettificare le ipotesi sulle costruzioni medievali e, nello stesso tempo, anche come mezzo attraverso il quale invogliare un pubblico quanto più eterogeneo possibile, ad accostarsi alla conoscenza delle tecniche costruttive del passato attraverso una modalità di fruizione innovativa ed efficace.
Il progetto in questione si presta inoltre a considerazioni sul pericolo di vanificazione degli intenti scientifici, quando, per esigenze del mercato turistico, si cede alla tentazione di privilegiare la componente ludica e di intrattenimento a discapito di quella prettamente archeologica.
Il comitato scientifico per la realizzazione del castello non intende portare avanti un’operazione atta a ripristinare la funzionalità di strutture preesistenti, ma creare dal nulla una grandiosa opera di architettura medievale, un luogo unico, dove si respira la storia, avvalendosi delle tecniche dell’archeologia sperimentale e perseguendo sia uno scopo fortemente didattico che turistico.
Il progetto di Guédélon dimostra come la cultura possa essere diffusa al pubblico sia secondo forme di comunicazione propriamente tradizionali che altamente innovative, attraverso strategie di marketing  e di promozione turistico-territoriali, in grado di attirare anche quella nicchia di pubblico di solito poco stimolata a partecipare in maniera più attiva alla fruizione del patrimonio culturale.
Il cantiere, aperto dal 1998, è guidato dall’Association des Compagnons Bâtisseur de Puisayé il cui presidente è Michel Guyot, e da allora, un gruppo di mastri operai salariati in abiti tipici medievali, che vivono in un villaggio di capanne poco distante dal cantiere, stanno dando vita ad un possente castello medievale, con mastio (Donjon), mura merlate e torri.
L’esigenza di stabilire un rapporto diretto tra gli artigiani e i visitatori è molto sentita perché Guédélon è luogo privilegiato dalle scolaresche, le quali, avendo la possibilità di assistere allo svolgimento dei lavori e di porre domande agli artigiani, imparano in maniera diretta le diverse fasi di costruzione di un vero castello medievale.
La realizzazione del castello di Guédélon si inserisce in un progetto di più ampio respiro che vede, una volta giunta a termine la costruzione del castello comitale, la successiva messa in opera di altre componenti qualificanti della società medievale quali: il monastero,  la cappella, il villaggio, le masserie, etc.
L’esigenza più forte è quella di musealizzare le strutture realizzate e di costituire un vero e proprio Parco Archeologico assimilabile, secondo la definizione di matrice nord americana e nord europea, alla categoria dei “Theme Parks”(o Parchi su siti ricostruiti).
I “Theme Parks” rappresentano un nuovo modo di “fare cultura” realizzando in maniera piuttosto fedele ambientazioni del passato, allo scopo di presentare ad un pubblico di non specialisti i risultati degli scavi e della ricerca scientifica, e predisponendo una modalità di fruizione più immediata e tangibile (Boniface, Fowler 2000).
Il progetto del Parco di Guédélon intende raggiungere sia un obiettivo propriamente culturale, come quello di far comprendere la profondità delle tradizioni, riscoprire le proprie radici e consolidare il senso di appartenenza a una cultura e a un territorio di cui è necessario avere rispetto (Merlo 1998), sia ludico, attraverso la periodica realizzazione di spettacoli di ambientazione medievale (battaglie, giochi, banchetti etc.), ai quali partecipano attori travestiti da cavalieri e sbandieratori, al fine di favorire un incremento dei flussi turistici.
Il paper analizza inoltre il tema delle relazioni interorganizzative che intercorrono tra il castello di Guédélon e le altre strutture ricettive presenti sul territorio, evidenziando la complementarietà di obiettivi e la condivisione di risorse.
Un parco in costante evoluzione che si alimenta continuamente anche di nuovi dati provenienti da altri contesti insediativi originali appartenenti alla stessa fase storica, i quali consentono di smentire o avvalorare le teorie storico-archeologiche elaborate nel tempo.

Autore: Gabriella Gallo

TORINO. Porcellane Imperiali. Dalle collezioni dell’Ermitage.

La mostra (fino al 14 febbraio 2010) presenta tre importanti servizi da tavola in porcellana del Settecento, provenienti dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. I servizi sono stati realizzati dalle più famose manifatture europee, Berlino, Sèvres e Wedgwood, ricevuti in dono dagli zar o da loro commissionati per le residenze imperiali e per offrirli a influenti personaggi della corte.

L’esposizione coincide con l’anniversario della visita dello zar Nicola II in Piemonte, nel 1909, quando fu stipulato l’Accordo segreto di Racconigi relativo alla situazione politica dei Balcani, visita che il Castello Reale di Racconigi ricorderà con la mostra ‘Aspettando lo Zar’.
Il Servizio di Berlino fu prodotto tra il 1770 e il 1772 in Germania, come dono per Caterina II, Caterina la Grande, che fu imperatrice di Russia dal 1762 al 1796.
Il servizio si compone di gruppi e figurine da centrotavola, piatti a forma di foglie o ornati con una raffinata decorazione rocaille che incornicia scene di vita militare.
Il Servizio dei Cammei venne commissionato da Caterina alla Manifattura Reale di Sèvres, nel 1776, per farne dono al principe Potemkin.
Sul vivace fondo turchese emergono il monogramma della zarina ‘E II’ (la lettera iniziale del suo nome in russo, Ekaterina) e la riproduzione a rilievo e a pennello dei cammei greci e romani, pietre incise con teste di profilo e figurine, che Caterina raccoglieva con vorace passione nella sua collezione di antichità.
Il Servizio Green Frog fu realizzato dalla manifattura di Josiah Wedgwood nel 1773 – 1774, sempre su commissione di Caterina: il nome Green Frog deriva dalla piccola ranocchia verde che compare sul bordo di ogni pezzo.
Il servizio era infatti destinato al Palazzo Tschesme, residenza imperiale extraurbana costruita per ordine di Caterina in una zona paludosa, detta La Grenouillère (ranocchiaia o palude delle rane).
Completa l’esposizione un imponente centrotavola di Pierre-Philippe Thomire (1751-1843), orafo e scultore al servizio della corte francese dall’Ancien Régime alla Restaurazione. L’insieme è composto da un grande surtout, vassoi, coppe, alzate e candelieri in bronzo dorato, con piani in specchio e cristalli.
Protagonista della mostra è Caterina la Grande, principessa tedesca che aveva sposato lo zar Pietro III, sostituendosi poi a lui nel governo del paese con l’appoggio di una parte della corte. La sua attenzione alla cultura europea ben si manifesta nello straordinario gruppo di servizi da tavola esposti in mostra, nei quali sono rappresentate le più importanti manifatture europee di porcellana del momento.
Il catalogo, edito da Silvana Editoriale (Cinisello Balsamo, Milano), presenta un saggio sul collezionismo delle arti decorative.

Info:

Museo Civico d’Arte Antica e Palazzo Madama – TORINO, da martedì 1 dicembre 2009 a domenica 14 febbraio 2010.
Orario: 10.00-18.00 martedì-sabato, 10.00-20.00 domenica, chiuso lunedì – tel. 39 0114433501 –
Prezzo: 7,50 Euro intero; 6,00 Euro ridotto.

Email: palazzomadama@fondazionetorinomusei.it

VENARIA REALE (To). Cavalieri. Dai Templari a Napoleone. Storie di crociati soldati cortigiani.

Mostra a cura di: Alessandro Barbero e Andrea Merlotti. Progetto di allestimento: Studio di Architettura di Gianfranco Gritella con Stefania Giulio. Ambientazioni musicali: Nicola Campogrande

Dal 28 novembre è aperta alla Reggia di Venaria la mostra “Cavalieri. Dai Templari a Napoleone”. Per l’occasione inaugurano anche gli 800 metri quadri dei Piani Alti della Reggia di Venaria, Sale delle Arti.

Essere cavaliere: cavaliere del Tempio, di Malta, dell’Annunziata, della Legion d’onore, di Vittorio Veneto o del Lavoro. Cosa accomuna, sul filo del tempo, queste realtà a prima vista così diverse? La nostra civiltà si porta dietro fin dal Medioevo cristiano l’idea che l’onore, o il merito, di un uomo possano essere esaltati e ricompensati con il diritto di portare una croce e di appartenere ad un ordine di cavalieri.

La mostra Cavalieri. Dai Templari a Napoleone. Storie di crociati, soldati, cortigiani, curata dal Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale e ospitata alla Reggia dal 28 novembre 2009 all’11 aprile 2010, racconta la storia di come gli ordini cavallereschi medievali, che riunivano combattenti sotto le insegne di Cristo, abbiano prima lasciato il posto a quelli monarchici del Rinascimento e dell’Antico regime (dalla Giarrettiera al Toson d’Oro alla sabauda Annunziata), e poi alle moderne e democratiche decorazioni al merito: attraverso questa speciale prospettiva sono rappresentati e rivivono secoli di storia europea, con le loro dinamiche politiche e sociali e vicende avventurose di uomini.

Circa 120 le opere (statue, dipinti, abiti, armature, gioielli, insegne, manoscritti) sono state raccolte alla Reggia da collezioni e musei italiani e stranieri per descrivere il percorso secondo tre grandi filoni: dall’epoca delle Crociate e dei Templari con gli ordini definibili come “monastico-cavallereschi”, a quella degli “ordini monarchici e militari”, fino al periodo napoleonico con il quale gli ordini cavallereschi superarono l’Antico regime trasformandosi in “decorazioni” con l’inizio dell’Ottocento. Oggi, tranne la Svizzera, tutti gli Stati d’Europa hanno propri ordini con simboli che richiamano ancora quelli degli ordini istituiti nel Tre-Quattrocento.

Tra le affascinanti attrazioni presenti in mostra, è senz’altro da citare la misteriosa “testa di Templecombe”, una tavola medievale datata col carbonio 14 al 1280 circa, poco prima del processo che segnò la tragica fine dell’Ordine. Murata e ricoperta di intonaco, fu ritrovata durante la seconda guerra mondiale in seguito all’esplosione di una bomba tedesca nell’omonimo villaggio inglese, già sede di una precettoria templare. Molte sono le leggende che ruotano attorno a quest’opera: alcuni sostengono che rappresenti il volto di Cristo della Sindone; altri ci vedono semplicemente la testa di San Giovanni Battista: in ogni caso la sua storia romanzesca fa nascere il sospetto che la “testa di Templecombe” abbia invece qualcosa a che fare con l’idolo a forma di testa umana (il Baphomet) che i Templari erano accusati di adorare in segreto.

Al di là dei simboli e delle rappresentazioni, la mostra offre la possibilità di ammirare autentici capolavori, fra cui il Ritratto equestre di Giovan Carlo Doria, cavaliere di Santiago del Rubens, il Ritratto di cavaliere di Malta di Tiziano, il Ritratto di cavaliere Mauriziano del Carracci, il Ritratto di cavaliere di Fra’ Galgario, il Ritratto di San Giovanni Battista come cavaliere di Malta di Mattia Preti, il Ritratto della contessa de Chinchon di Goya. Tra i manoscritti si segnalano una rara copia della Regola dei Templari risalente al XIII secolo e gli Statuti dell’Ordine della Giarrettiera donati dalla regina Maria d’Inghilterra (la celebre Bloody Mary) al duca Emanuele Filiberto di Savoia.

La mostra presenta anche sfarzosi abiti e preziosi gioielli: fra i primi sono particolarmente rilevanti i manti di cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro e dell’Ordine della Corona Ferrea, provenienti dalla Schatzkammer del Kunsthistorisches Museum di Vienna; fra i gioielli meritano una menzione un rarissimo collare settecentesco dell’Ordine dell’Annunziata e uno splendido collare dell’Ordine dell’Elefante concesso alla Venaria dalla Regina di Danimarca. Il pubblico è accompagnato nella visita dall’ambientazione musicale appositamente commissionata a Nicola Campogrande: la partitura, scandita in quattro movimenti (“Luci del Medioevo”, “Con occhi rinascimentali”, “Gli abbagli del Barocco” e “Immagini di Napoleone”), “crea l’atmosfera” per rivivere miti e leggende che dal Medioevo si associano alla storia dei Cavalieri e dei Templari.

In occasione della mostra inaugurano anche gli 800 metri quadri delle Sale delle Arti nei Piani Alti della Reggia: un nuovo importante spazio restaurato che si aggiunge alla Venaria nei pressi di quello che era il Belvedere realizzato da Amedeo di Castellamonte. Davvero speciale è da qui la vista all’infinito dei Giardini, così come la percezione dell’imponenza degli spazi dell’attigua Reggia di Diana, dove era presente il seicentesco Teatro delle Commedie.

Info:

Dove: Sale delle Arti nei Piani Alti della Reggia di Venaria (Torino)

Quando: Dal 28 novembre 2009 all’11 aprile 2010

CATALOGO: Edito da Electa: € 30,00 (prezzo esclusivo per bookshop Reggia e Mostra)

Orari: Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: ore 9 – 18.30
Sabato: ore 9 – 21.30, Domenica: ore 9 – 20
Lunedì: chiuso (tranne i Festivi e lunedì 7 dicembre 2009, che hanno gli stessi orari della domenica)

Ultimi ingressi: 1 ora prima della chiusura

Il 25 dicembre 2009 chiuso, il 1° gennaio 2010 apertura alle ore 11

Biglietti: (il biglietto per la mostra consente anche l’ingresso ai Giardini)
Possono essere acquistati:

 – presso Biglietterie della Venaria Reale – Biglietteria Centrale: via Mensa 34 – Venaria Reale (Centro Storico a ridosso della Reggia);

 – Biglietteria Carlo Emanuele II (Garden House): viale Carlo Emanuele II – Venaria Reale (viale che conduce al Parco La Mandria) – tel. +39 011 4992333
 – presso Infopiemonte in piazza Castello 165 a Torino
 – tramite il sito www.lavenariareale.it
 – tramite il sito www.ticketone.it
Possono essere prenotati contattando il numero di tel. +39 011 4992333 (si raccomanda il ritiro dei biglietti 30 min. prima dell’ingresso)
Intero: € 8,00 Ridotto: € 6,00 (over 65, under 18)
Gruppi: € 6,00 (minimo 12 e massimo 25 persone)
Scuole: € 4,00 (minimo 15 studenti accompagnati da 1 docente)
Gratuito: minori di 12 anni, con accompagnatore adulto

Ingressi abbinati MOSTRA + REGGIA e GIARDINI
Intero: € 18,00 Ridotto: € 13,00 (over 65, under 18)
Gruppi: € 13,00 (minimo 12 e massimo 25 persone)
Scuole: € 7,00 (minimo 15 studenti accompagnati da 1 docente)
Gratuito: minori di 12 anni, con accompagnatore adulto

Altre esenzioni come per la Reggia: Ingresso consentito con Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card

Servizi aggiuntivi: Visite guidate (durata circa 60 minuti) e audioguide. Altre visite guidate possono essere prenotate con un preavviso di almeno 36 ore, e possono essere anche in inglese, francese e tedesco (per altre lingue è necessario prenotare almeno 48 ore prima) fino ad esaurimento delle disponibilità e compatibilmente con le possibilità di prenotazione per gli ingressi.

Radiopass obbligatoria per la visita guidata per gruppi esterni (SOLO per il servizio di guide esterne: costo € 10,00 a gruppo, valida anche per la Reggia). Si ritirano nella Biglietteria Centrale e, su richiesta, in quella Carlo Emanuele II (Garden House).
Visite guidate prenotate per gruppi (gruppi massimo di 25 e minimo 12 persone) alla Mostra: € 80,00
Visite guidate a orario fisso (sabato, domenica e festivi alle ore 11 e alle ore 15) alla Mostra: € 6,00
Visita guidata Mostra e Reggia: € 150,00
Visita guidata Mostra, Reggia e Giardini: € 230,00
Scuole – visite guidate prenotate (gruppi massimo di 25 e minimo 12 persone): € 60,00
Audioguida Mostra: € 4,00
Audioguida Mostra, Reggia e Giardini: € 5,00

Info e prenotazioni: Tel.: +39 011 4992333
Per le scuole: Tel.: +39 011 4992355
E-mail: prenotazioneservizieducativi@lavenariareale.it

Come arrivare: Venaria dista circa 10 chilometri dal centro di Torino e si raggiunge con:

 – Linea dedicata GTT “Venaria Express”
 – Autobus GTT: linee 72, 11
 – Treno GTT: linea Torino Dora-Ceres (fermata Venaria, viale Roma)
Numero verde: 800 019152 – www.comune.torino.it/gtt
Auto: tangenziale di Torino Nord, uscita Venaria o Savonera/Venaria
Aereo: scalo aeroportuale “Sandro Pertini” di Caselle Torinese, poi via Superstrada per Torino o via ferrovia Torino Dora-Ceres
(servizio informazione voli: tel. +39 011 5676361 – www.aeroportoditorino.it)
I principali PARCHEGGI a ridosso del complesso della Venaria Reale sono: park di viale Carlo Emanuele II – PARCHEGGIO CARLO EMANUELE II (viale che conduce al Parco La Mandria, consigliato per i BUS PRIVATI)
 – park di via don Sapino – PARCHEGGIO JUVARRA (raggiungibile da tangenziale di Torino Nord, uscita Savonera).

Email: prenotazioni@lavenariareale.it

Bruna BERTOLO Storia della Valle di Susa dall’800 ai giorni nostri.

Presentazione: Sabato 12 Dicembre 2009 alle ore 17,00 presso la Casa del CONTE VERDE a Rivoli (To).
Saranno presenti l’autrice BRUNA BERTOLO, il Sindaco Franco Dessì, il Presidente della Provincia Saitta, il Consigliere Regionale Nino Boeti, l’Assessore alla Cultura al Commercio e al Turismo Franco Rolfo.

Info:
Casa Editrice Susalibri
Prezzo € 42,00   – Pag. 608  – Formato: 17 X 24
Codice ISBN. 9788888916613