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TAFTER JOURNAL – Esperienze e strumenti per cultura e territorio.

Rivista on-line che declina i temi inerenti la cultura e il territorio secondo una prospettiva scientifica.
Attraverso contributi originali, provenienti dalla comunità scientifica che ha fatto di questi ambiti di ricerca un campo d’azione privilegiato, e dagli operatori che concretamente sperimentano e utilizzano quegli stessi apparati teorici e si cimentano in progetti innovativi, Tafter Journal fornisce spunti di discussione e riflessione sulla gestione culturale e del paesaggio, sulle problematiche legate alle città, alle aree rurali e ai centri storici minori, senza trascurare i preziosi ausili derivanti dalle nuove tecnologie.
Tafter Journal è una rivista a cadenza mensile, titolare di codice ISSN 1974-563X

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TORINO. Da Carracci a De Chirico. Capolavori della collezione Croff di Ivrea.

Museo di Arti Decorative Pietro Accorsi, Torino, dal fino al 30 maggio 2010.

Per il ciclo Tesori nascosti. Capolavori d’arte in Piemonte, la Fondazione Accorsi, in collaborazione con il Comune di Ivrea e la Fondazione Guelpa, presenta, nella sala dei pannelli cinesi del Museo di Arti Decorative, una ventina di opere scelte dalla collezione Croff di Ivrea.
La raccolta comprende una cinquantina di dipinti e disegni, fra i quali alcuni capolavori di Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno, Giorgio De Chirico.
L’Archivio Lucia Guelpa conserva sulle opere una ricca documentazione, che annovera carteggi con artisti, antiquari ed esperti d’arte coevi. Croff trattenne stretti rapporti di amicizia con pittori come Pietro Annigoni, Antonio Bueno e Giorgio De Chirico e si avvalse per la ricerca dei dipinti antichi anche di storici dell’arte del calibro di Adolfo Venturi e Bernard Berenson, nonché dei migliori antiquari e case d’aste del suo tempo.
La collezione non appare propriamente forgiata su un preciso filo conduttore. Ma proprio la sua mancanza di sinapsi storico-critica conferisce alla raccolta modernità ed attualità: le opere sono legate dal filo rosso della ”gioia per gli occhi”, del piacere che potevano conferire – inanellate le une alle altre – ai loro proprietari. Un approccio all’arte non filologico, forse discutibile, ma certamente gioioso e vitale.
Nel contempo, la collezione, che troverà sede definitiva nel Museo Civico P.A. Garda di Ivrea, documenta sicuramente un frammento non trascurabile di storia del collezionismo del tempo: una nuova tessera, un nuovo percorso museale prende forma a testimonianza della ricchezza del patrimonio italiano.

Info:
011.837.688 int. 3 da martedì a domenica ore 10.00-13.00; 14.00-18.00.

Email: info@fondazioneaccorsi.it

ROVIGO. BORTOLONI PIAZZETTA TIEPOLO: Il ‘700 veneto.

Dal 30 gennaio al 13 giugno 2010.

Finalmente una grande mostra ‘svela’ Mattia Bortoloni ponendolo a confronto con Piazzetta, Tiepolo, Balestra, Ricci e gli altri grandi del Settecento Veneto.

Alcuni lo conoscono solamente per un’opera da Guiness: il più esteso affresco unitario di tutti i tempi e luoghi: 5500 metri quadri di finissima pittura per l’enorme cupola ellittica (anch’essa da primato, essendo la più grande al mondo) del Santuario di Vicoforte, in Piemonte.
Un’opera colossale, più o meno delle dimensioni di un intero campo da calcio, considerata il capolavoro del barocco piemontese, affrescata per celebrare la Beata Vergine e, insieme, la gloria di Casa Savoia.

Mattia Bortoloni (Canda di Rovigo, 1696 – Bergamo, 1750), famoso, e molto richiesto in vita, è passato poi nel dimenticatoio, considerato ‘solo’ come uno dei migliori aiuti di Giovan Battista Tiepolo, al punto che in non pochi capolavori del grande maestro è ancora oggi difficile distinguere ciò che si deve al pennello dell’uno o dell’altro.

Negli ultimi 20 anni, studi più approfonditi hanno gradualmente portato a riscoprire la grandezza del tutto autonoma di Bortoloni. Oggi è possibile dire, senza remore, che egli fu artista straordinario, originalissimo, ‘soffocato’ in vita e nella fama dall’aver operato con i titani dell’arte veneta del Settecento, dal veronese Balestra (di cui fu allievo) ai Tiepolo.

La mostra, curata da Alessia Vedova, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dall’Accademia dei Concordi, e dal Comune di Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza, con il patrocinio e la collaborazione della Regione del Veneto e della Provincia di Rovigo.

La grande esposizione propone una selezione di capolavori del Bortoloni vis à vis con una trentina e più di opere straordinarie dei Tiepolo, del Piazzetta, del Ricci, i ‘titani’ del Settecento Veneto.

Tra i capolavori esposti, vanno segnalate fondamentali opere giovanili del Tiepolo come la ‘Gloria di San Domenico‘ e le ‘Tentazioni di Sant’Antonio‘, accanto a prove di soggetto mitologico quali ‘Diana e Atteone‘ e ‘Il Giudizio di Mida‘ concesse dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Del Piazzetta sarà in mostra una struggente pala raffigurante l’ ‘Estasi di San Francesco‘ proveniente dal Museo Civico di Vicenza, accanto ad una prova giovanile di Sebastiano Ricci raffigurante ‘Ercole al Bivio‘, proveniente dalla storico Palazzo Fulcis di Belluno.
Di Giambattista Pittoni saranno messe a confronto due tele, la prima ispirata ai temi di Torquato Tasso che raffigura ‘Olindo e Sofronia‘, ancora di impaginazione seicentesca, la seconda, ‘Diana e le ninfe‘ che è già di gusto rocailles.
Del maestro del Bortoloni, Antonio Balestra, saranno presenti in mostra una inedita ‘Natività‘ e due straordinarie tele, provenienti dal monastero benedettino di San Paolo d’Argon, recuperate dopo un lungo intervento di restauro.
La mostra sarà arricchita da una preziosa sezione di bozzetti dei più grandi frescanti del Settecento: oltre ai Tiepolo (Giambattista e Giandomenico), Piazzetta ed allo stesso Bortoloni, anche Diziani, Crosato, Fontebasso, Guarana che di quest’arte furono gli ultimi grandi epigoni.
A completare, per la prima volta, una fotografia di gruppo della quale, per troppo tempo, era stato dimenticato uno dei protagonisti: quel Mattia Bortoloni che di questa grande mostra è il fulcro.
Bortoloni fu artista tanto apprezzato da ottenere, a soli 20 anni, un incarico ambitissimo come quello di affrescare gli interni di Villa Cornaro a Piombino Dese, capolavoro del Palladio. Un’impresa in cui egli, giovanissimo, seppe anticipare il rococò che il suo futuro compagno di strada e di lavoro, Gianbattista Tiepolo, seppe poi declinare in modo magnifico.

Luci e ombre accompagnano la sua lunga carriera che, insieme ad altri ma molto spesso da solo, lo ha visto impegnato in una attività ciclopica anche per quei tempi, in grandi lavori a Venezia, nel Veneto, Lombardia, Piemonte.
Tra i suoi capolavori i cicli affrescati per il Duomo di Monza, per il Santuario della Consolata e per Palazzo Barolo a Torino, per Palazzo Clerici e Palazzo Dugnani a Milano, Villa Vendramin Calergi a Fiesso Umbertiano, Villa Albrizzi a Preganziol, Villa Raimondi a Birago di Lentate e Visconti-Citterio a Brignano d’Adda, le Chiese veneziane dei Santi Giovanni e Paolo e di San Nicolò ai Tolentini, Ca’ Sceriman e Ca’ Rezzonico, sempre a Venezia, sino al suo capolavoro assoluto, l’imponente ciclo per il Santuario di Vicoforte, più di 5 mila metri quadri di finissimo affresco per la cupola ellittica più grande del mondo. l’affresco più grande mai dipinto, per dare immortalità al pantheon di Casa Savoia.

All’attività di frescante Bortoloni affiancò quella di grande autore di teleri, opere dove la necessità del racconto va di pari passo con una del tutto originale capacità interpretativa.

Per ovvi motivi è soprattutto questa importante produzione ad essere indagata dall’attesa mostra di Palazzo Roverella. Sono opere spesso studiate per la prima volta, attribuzioni inedite, tele mai svelate al pubblico e altre difficilmente visibili, opere che restituiscono a Bortoloni la fama, meritatissima, di cui godette al suo tempo, prima di trovarsi offuscato dalla magnificenza dell’arte tiepolesca.

In queste pale, Bortoloni si dimostra pittore dotato di estro e originalità. Sono composizioni impaginate in modo antiaccademico, ironico, talvolta irriverente, certamente in controtendenza rispetto alla pittura religiosa dell’epoca. La tela con San Tommaso di Villanova dell’Accademia dei Concordi rappresenta in questo senso uno degli esiti più alti: Bortoloni segna infatti il superamento della tradizione tardo seicentesca sorprendentemente in anticipo rispetto anche al grande Tiepolo e, come dimostrano i due teleri con l’Adorazione dei Magi e dei Pastori di Fratta Polesine (RO), in piena consonanza con le innovazioni del Pittoni e del Ricci.

Ciò che in mostra fisicamente non può esserci, ovvero i grandi cicli affrescati, vi compare in versione multimediale. La mostra si avvale infatti di un sistema integrato di tecnologie e apparati multimediali che esaltano la piacevolezza e l’interattività della fruizione: il visitatore avrà infatti modo di esplorare gli spazi e i contenuti espositivi in modo estremamente accattivante grazie all’utilizzo di tour e ricostruzioni virtuali, proiezioni 360°, installazioni multimediali con postazioni touch screen, integrandosi e arricchendo non solo le esistenti ambientazioni scenografiche e gli apparati museali ma anche dando la possibilità di collegamenti visuali e tematici a contenuti che non sono fisicamente esposti, nonché a illustrare con completezza il valore del progetto di valorizzazione culturale del territorio.

La mostra pone particolare attenzione anche ai visitatori sordi e non vedenti: sono stati infatti predisposti servizi ad hoc, con visite guidate con il linguaggio dei segni e una presentazione in braille per non vedenti con contenuti tratti dal catalogo.


Info:
BORTOLONI PIAZZETTA TIEPOLO: IL ‘700 VENETO, dal 30 gennaio 2010 al 13 giugno 2010
Rovigo, Pinacoteca di Palazzo Roverella, via Laurenti 8/10
Pinacoteca di Palazzo Roverella
Tel. 0425 460093. Cell. 348 3964685;
Comitato Scientifico: Marisa Elisa Avagnina; Caterina Bon Valsassina; Marina Dell’Omo; Fabrizio Magani; Paola Marini; Giuseppe Pavanello; Giandomenico Romanelli; Leobaldo Traniello
Catalogo: Silvana Editoriale
Segreteria organizzativa: Anonima Talenti
Coordinamento Generale: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – Area Comunicazione e Relazioni Esterne.

Link: http://www.palazzoroverella.com

Email: info@palazzoroverella.com

Fonte:Exibart

BELLAGIO (Como). Misterioso mecenate inglese regala un museo.

Il Sir regala al paese un museo. Un filantropo inglese ha deciso di omaggiare il borgo con una struttura di 140 metri quadrati circa da utilizzare come museo e sala espositiva.
Se i muri sono già di proprietà del Comune di Bellagio, grazie ad una donazione più di cinquant’anni fa della fondazione Rockefeller, ora la struttura verrà rimessa a nuovo con i soldi di un donatore che per ora preferisce rimanere anonimo. Per ora si conoscono solo la sua nazionalità, inglese, e che ha villa a Bellagio.
Il sir ha promesso di regalare al comune 150mila euro, non disdegnando nel caso altri interventi, in cambio ha chiesto la ristrutturazione migliore possibile.
«Si tratta di una persona molto riservata che ha fatto questa donazione soltanto per il piacere di dare un contributo al paese – spiega l’assessore al turismo Luca Leoni che ha mantenuto i contatti con il britannico -. Per ora non vuole si sappia il suo nome, magari lo diremo al momento dell’inaugurazione, lui ci ha chiesto semplicemente di fare un lavoro d’alta qualità, consono al nome di Bellagio».
Il locale è di fianco alla chiesa del borgo e confina con la torre dove vi sono gli uffici dell’ente turistico: «Si tratta di un’abitazione fatiscente che ci è stata donata alcuni anni fa dalla Fondazione Rockefeller, il nostro intento era sistemarla – prosegue Leoni -. Grazie a questo contributo i lavori dovrebbero partire a breve, si tratta di un’area complessiva di 140 metri quadrati su più piani. Realizzeremo una sala espositiva dove fare delle mostre, un tipo di struttura che manca a Bellagio, tant’è che normalmente ci dobbiamo indirizzare a spazi privati».
Sala espositiva più museo: «L’intento è questo, creare una sala per delle mostre importanti e di richiamo, quando non ci saranno le opere lo spazio sarà utilizzato come museo».
Per ora l’importante è far partire i lavori: «Credo che partiranno a breve – spiega il primo cittadino Angelo Barindelli -. L’intenzione è di vedere completata la ristrutturazione per la prossima primavera, in modo di essere attivi per la stagione estiva».
La donazione copre quasi per intero i lavori: «Credo che bene o male dovremmo esserci ? riprende Luca Leoni -. Non è detto non ci sia magari un nuovo intervento del filantropo. Di certo ci muoveremo verso la qualità della ristrutturazione e per abbinare alla sistemazione delle sale la creazione di un sistema d’allarme d’alto livello per le future mostre».
Il tutto, o quasi, gratuitamente. Sono miracoli che possono accadere solo a Bellagio.


Autore: Giovanni Cristiani

Fonte: La provincia di Como, 12/01/2010

Fonte:La Provincia di Como

Laura MATTIOLI ROSSI (a cura di): Mecenati e pittori.

Una selezione di dipinti e sculture dei maggiori artisti della prima metà del secolo raffiguranti importanti personaggi che operarono a favore delle arti come collezionisti, ripercorre l’itinerario stilistico e storico dell’arte italiana, dai divisionisti ai futuristi, dalla metafisica a “Valori Plastici” a “Novecento”, da Boccioni, Carrà, de Chirico e Depero a Ernst, Campigli, Funi, Guttuso, Marini, Savinio e Warhol.
Strettamente collegati risultano i personaggi rappresentati: uomini e donne che furono direttamente coinvolti nelle vicende di questo sviluppo e che contribuirono in modo decisivo a ispirare e a delineare il corso dell’arte italiana, favorendone lo sviluppo e la diffusione.

Da Arturo Toscanini, non solo grande direttore d’orchestra, ma anche appassionato collezionista di opere divisioniste, a Filippo Tommaso Marinetti, vate del Futurismo, da Guillaume Apollinaire, scrittore francese che sostenne l’importanza del futurismo italiano nella Parigi dei Cubisti, a Margherita Sarfatti, dapprima vicina ai futuristi e poi sostenitrice di “Novecento”.
Non mancano alcuni significativi nomi stranieri, quali Gilbert Clavel, scrittore ed eclettico studioso svizzero di archeologia, Paul Guillaume, sostenitore di Modigliani e de Chirico, Peggy Guggenheim ritratta dal marito Marx Ernst. 


Info:
Mecenati e pittori – Da Boccioni a Warhol: riflessioni sul ritratto del ‘900, a cura di Mattioli Rossi Laura 
Note: 21 x 21 cm, 72 pagine, 30 colori e b/n, brossura
Edizioni Skira
Prezzo: € 31,00  – Offerta Web:   € 21,70 Sconto 30%
Isbn:   8884912377.

Link: http://www.skira.net