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VENEZIA. Felice Carena e gli anni di Venezia.

Venezia – Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, fino al  18 luglio 2010.
Venezia dedica una grande mostra a Felice Carena (Cumiana, To 1879 – Venezia, 1966), protagonista indiscusso del Novecento italiano; un omaggio all’artista di origini piemontesi che scelse la Serenissima per trascorrere gli ultimi ma fecondi anni della sua carriera.
A distanza di quindici anni dalla rassegna svoltasi a Torino nel 1996, la mostra veneziana è la prima importante occasione per riscoprire e rivalutare il Maestro attraverso una rilettura critica aggiornata, con attenzione gli anni veneziani e ripercorrendo altresì la sua lunga attività pittorica, ricca di richiami e di soluzioni stilistiche in continua evoluzione.

Info: http://www.felicecarena.it

VENEZIA. Sebastiano Ricci. Il trionfo dell’invenzione nel Settecento veneziano.

Fino all’11 luglio in occasione dei trecentocinquant’anni della nascita di Sebastiano Ricci, si tiene sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia la mostra «Sebastiano Ricci. Il trionfo dell’invenzione nel Settecento veneziano».
Promossa e organizzata da Fondazione Giorgio Cini e Regione del Veneto, la rassegna si propone di celebrare il pittore bellunese (Belluno 1659-Venezia 1734), precursore del Rococò in Italia e nei più importanti centri europei, da Vienna a Londra, contribuendo a diffondere l’arte e la cultura veneta nel mondo.
Tutti i residenti nella Regione del Veneto hanno l’opportunità di conoscere meglio Sebastiano Ricci, quale grande interprete della pittura veneta del Settecento,visitando la mostra gratuitamente tutti i mercoledì, dalle 11 alle ore 19.
Le celebrazioni coinvolgono anche la città natale di Ricci e il territorio bellunese, dando mododi ammirare le opere che l’artista realizzò tra le sue Dolomiti in un suggestivo itinerario tra Belluno e Feltre (promosso dal Comune di Belluno, Città di Feltre, Diocesi di Belluno e Feltre, Provincia di Belluno, Soprintendenza Psae per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso, con il patrocinio della Regione del Veneto, il fondamentale sostegno di Fondazione Cariverona e il contributo di Enel) con soluzioni allestitive e approfondimenti tematici studiati per le quattro sedi espositive coinvolte.
I capolavori creati dal maestro per la cappella Fulcis, per il «camerino» di palazzo Fulcise per la bella villa Belvedere,si potranno così ammirare a Belluno in tre sedi: nella Chiesa di San Pietro, nel Museo Civico (ove rimane esposta la spettacolare tela mistilinea con la «Caduta di Fetonte», accompagnata da un accurata ricostruzione virtuale, visibile a video, del camerino Fulcisnel cui soffitto era collocata l’opera) e, infine, nello spazio del «cubo» di Palazzo Crepadona.
Qui le ampie dimensioni permettono di godere la visione dei notevoli dipinti di Sebastiano provenienti dal Museo Civico, da collezione privata e dalla chiesa parrocchiale di Fregona, insieme ad alcune tele dell’allievo bellunese Gaspare Diziani. e insieme alla suggestiva proiezione del «Fetonte», a una distanza che consente di ammirarne a pieno la straordinaria forza pittorica. Da segnalare di Ricci, oltre agli altri due dipinti del ciclo di Palazzo Fulcis («Ercole al bivio» ed «Ercole e Onfale»), anche la «Testa di Samaritana», unica testimonianza dell’altrimenti perduto ciclo ad affresco di Villa Belvedere, affiancata al disegno preparatorio restaurato per l’occasione.
Il gruppo di pale e dipinti provenienti dalla Certosa di Vedana a Sospirolo e realizzati intorno al 1704–1706 potranno invece essere ammirati a Feltre, presso il bellissimo Museo Diocesano d’Arte Sacra, dove saranno esposti anche due sanguigne del maestro, provenienti dal Seminario Gregoriano di Belluno, e, nella sala settecentesca del mezzanino, per la prima volta visibili insieme, i quattro dipinti ovali realizzati tra il 1719 e il 1722 per la cappella della Sacra Famiglia nella Villa Fabris-Guarnieri di Tomo (Feltre):due di Ricci, uno di Federico Bencovich e uno di Angelo Trevisani. Anche in questo caso, interessanti e pregevoli opere di contesto di Gaspare Diziani e Luca Giordano, provenienti dalSantuario dei SS. Vittore e Corona di Anzù (Feltre).

Fonte: Il Giornale dell’Arte, edizione online, 3 maggio 2010.

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

ASSISI (Pg). I colori di Giotto tra restauro e restituzione virtuale.

Uno straordinario evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco si è inaugurato lo scorso 11 aprile nella Basilica di Assisi e nelle sale di Palazzo del Monte Frumentario, in occasione dell’VIII Centenario dell’Approvazione della Regola di San Francesco.
I colori di Giotto mette in evidenza aspetti finora ignoti della pittura del grande Maestro anche grazie alle più moderne tecnologie, che consentono di recuperare con il restauro le opere originali e, dove non è possibile, di restituirle in forma virtuale.
L’evento è un’iniziativa promossa dal Comune di Assisi con la collaborazione del Sacro Convento, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione Regionale, le Soprintendenze dell’Umbria competenti e l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, la Regione Umbria e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il coordinamento organizzativo di Civita.
L’iniziativa è curata da Giuseppe Basile, direttore dell’équipe dell’Istituto Centrale del Restauro che ha ricostruito le famose 28 scene, e a cui si deve, quindi, uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca grazie al quale è oggi possibile realizzare questo grande evento.
Il progetto si avvale di un prestigioso Comitato scientifico, presieduto da Antonio Paolucci e composto da Giuseppe Basile, Roberto de Mattei, Anna Di Bene, Sergio Fusetti, Vittoria Garibaldi, Elvio Lunghi, Enrica Neri Lusanna, Padre Luigi Marioli, Serena Romano, Enrico Sciamanna, Francesco Scoppola, Alessandro Tomei e Alessandro Delpriori (segretario).
Il progetto comprende innanzitutto il restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore, che è l’ultimo atto di una delle più importanti attività di restauro e di studio mai svolte in Italia, e realizzate a seguito del tragico evento del terremoto del 1997.
Il cantiere di restauro è aperto ai visitatori, che possono salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare da vicino “i colori di Giotto” e la sapiente attività dei restauratori coordinata da Sergio Fusetti, con l’ausilio di una audioguida in più lingue inclusa nel biglietto.
Dalla Cappella di San Nicola i visitatori possono salire nella Basilica Superiore per ammirare le Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell’arte, la cui conoscenza e aspetto originale possono essere approfonditi visitando la mostra “virtuale”su Giotto com’era allestita nel vicino Palazzo del Monte Frumentario, da poco restaurato.
Se l’intervento sui dipinti di S. Nicola (pensato come un “cantiere aperto”) è un esempio di “recupero fisico” di un’opera d’arte, gli allestimenti realizzati al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un “recupero virtuale” di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche dell’opera.
Un unico biglietto consente l’ingresso nel cantiere di restauro della Cappella di San Nicola e negli spazi espositivi del Monte Frumentario. Con lo stesso biglietto è inoltre possibile visitare, lungo la stessa Via San Francesco, il Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica, dove si conservano alcuni straordinari affreschi staccati di Giotto e degli artisti assisiati che hanno lavorato nel cantiere della Basilica. Per l’occasione, sempre a Palazzo Vallemani, è stato allestito un nuovo percorso didattico dedicato al cantiere medioevale e alla tecnica dell’affresco.
La mostra “virtuale” al Monte Frumentario, il restauro in Basilica e il percorso didattico nella Pinacoteca civica si collocano all’interno del Programma triennale di eventi e mostre, promosso dal Comune di Assisi, per celebrare la nascita dell’arte pittorica intorno al cantiere della Basilica di San Francesco e alla figura di Giotto, nell’VIII centenario della fondazione dell’Ordine francescano. Un programma che si pone in una grande prospettiva che ha come traguardo la candidatura di Assisi come Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Info: 199.75.75.16; www.icoloridigiotto.it
Fino al 5 settembre 2010
Assisi (PG), Basilica di San Francesco e Palazzo del Monte Frumentario

Fonte:CivitaInforma

ALMESE (To). IV EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE GIORGIO CALCAGNO

In occasione della IV edizione del Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno che si terrà ad Almese il 5 giugno 2010, per festeggiare il premiato Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, l’associazione Amici della Sacra di San Michele (promotrice del Premio) insieme a UNI.VO.C.A. offrono a tutte le associazioni di volontariato culturale la possibilità di esporre pubblicazioni, materiale illustrativo, depliant relativi alle proprie attività.
Info:

Maria Luisa Reviglio della Veneria – tel. 011.5681400 – cell. 333.3670926.

 

PROGRAMMA

 – Venerdì 4 giugno 2010  – Auditorium cav. Mario Magnetto, Almese
 – Ore 10.00 – Apertura della IV edizione del  Premio Calcagno. Borsa di studio Giorgio Calcagno: assegnazione e premiazione degli studenti delle classi 5° elementare e 3° media di Almese.
Intervengono: Bruno Gonella sindaco di Almese e Graziella Ricci Calcagno presidente della Giuria del Premio.

 – Sabato 5 giugno 2010 – Auditorium cav. Mario Magnetto, Almese
 – Ore 15,00-18,00 – Libri insieme:
– Libri di Giorgio Calcagno,
– Libri delle Associazioni culturali: tra Storia e Natura,
– Liberazione bookcrossing,
– “Vedo e ascolto” seguendo le orme della musica,
– “Sacra Natura” mostra fotografica.

Auditorium cav. Mario Magnetto, Almese
 – Ore 15,30-16,40 – Concerto dei Pequenas Huellas – Bambini da tutto il mondo con la loro musica come strumento di pace.
 – Ore 16,40-17,00 – Intitolazione a Giorgio Calcagno della piazzetta tra via Rubiana e via Viglianis; Benedizione della targa (monsignor Italo Ruffino);
Accompagnamento musicale Arpa: Carlotta Pupulin  Viola da gamba: Alessandro Calcagno.
 – Ore 17,00 – Premiazione di Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, vincitore della quarta edizione del Premio Letterario Nazionale Giorgio Calcagno.
 – Ore 17,15-19,00 –“Comunicare la speranza” meditazione di Enzo Bianchi:  in dialogo con lui: Italo Ruffino, Alberto Sinigaglia, Giovanni Tesio, Lorenzo Mondo, Ernesto Ferrero, i ragazzi di Pequenas Huellas, gli studenti del Liceo Classico V. Alfieri di Torino.
 – Ore 19,15 – Chiusura dei lavori. Saluti del Sindaco.
Presso il ricetto della torre di Almese sarà visitabile la Mostra dell’artista torinese Bruno Casetta (orario 16-19,30).

Link: http://www.univoca.org

Email: mlrdv@libero.it

Allegato: 2010 pieghevole premio calcagno.pdf

NAPOLI. Gloria Pastore. Il pescatore di perle.

La Soprintendenza Speciale ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei e la Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, presentano nelle sale del primo piano del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’installazione di arte contemporanea di Gloria Pastore “Il pescatore di perle” a cura di Patrizia Di Maggio.
Il coordinamento tecnico scientifico è di Marco de Gemmis, responsabile del Servizio Educativo della Soprintendenza Archeologica.

La mostra di Gloria Pastore Il pescatore di perle è una metafora del viaggio della vita, è il simbolo del cammino interiore dell’uomo alla ricerca di se stesso e della perfezione, è un percorso nel passato e nel presente, ispirato agli elementi simbolici ed iconografici dell’antichità, è un atlante della memoria.

L’esposizione si compone di vari elementi, il cui filo conduttore è il rapporto tra unità e molteplice: ogni opera, infatti, ha una vita propria, ma è in relazione con le altre, con cui forma un corpo unico.

Perno dell’esposizione è Il pescatore di perle, la scultura a grandezza naturale di un uomo tatuato, nero come un nostro progenitore ideale, che trascina la lunga rete; sul fondo della scultura domina un grande mandala, che richiama alcuni elementi decorativi della classicità, ma è anche rielaborazione di forme che furono patrimonio della decorazione orientale.
Vi è inoltre la scultura dell’ ermafrodito, che incarna la possibile armonia dei contrari, e infine, quasi nascosta, la perla racchiusa nella teca in plex, che rappresenta la perfezione.

Info:
Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal 23 maggio al 28 giugno 2010
Soprintendenza Speciale per i beni Archeologici di Napoli e Pompei
Servizio Educativo tel. 081 4422276

Email: lucia.emilio@beniculturali.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali