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AOSTA. Giorgio De Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee.

Giorgio de Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee, presenta in Valle d’Aosta attraverso 40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni, 15 grafiche, anche colorate a mano dall’autore, un’importante selezione di opere raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private italiane, da raccolte pubbliche, dal MART di Rovereto e dal Museo Casa Rodolfo Siviero, che eccezionalmente hanno abbandonato la loro originaria collocazione per essere ammirate dal grande pubblico.
La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta illustra il percorso all’insegna della Metafisica – intesa dal maestro come qualità eletta della pittura e non come caratteristica dei soggetti – che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del suo lavoro: recupero della tradizione classica, suscitazioni surreali, riavvicinamento alla realtà attraverso le modulazioni del barocco e quindi l’invenzione di nuovi temi e di tecniche, dai Bagni misteriosi alla neometafisica.
Capitoli che al loro apparire, nel sovrapporsi delle poetiche, hanno provocato polemiche in campo internazionale, le più accese per l’amore-odio che i surrealisti hanno avuto per De Chirico, riconosciuto l’iniziatore ideale del movimento francese.
Regge ancora la definizione di Ardengo Soffici che nel 1914 definì la pittura di De Chirico sulla rivista Lacerba come ‘una scrittura di sogni’ e altri critici aggiunsero che quella ‘pittura di sogni’ sembrava dipinta nel sogno. Negli anni i giochi culturali intorno a Giorgio de Chirico hanno provocato implicazioni filosofiche, letterarie, psicanalitiche. Le sue visioni utopiche hanno stimolato l’architettura e le sue atmosfere indefinite, arcane, il senso del tempo sospeso, dell’infinito che cala anche sulle cose quotidiane e comuni sono stati partecipati dalla narrativa moderna. De Chirico ha così disseminato con la pittura quantità di argomenti nelle più varie zone culturali e la prospettiva è quanto mai feconda: da qui anche il desiderio di rinnovare l’accostamento critico di un autore che in modo tanto completo rappresenta la nostra epoca, permette di attualizzare figurativamente il passato che si perpetua nel presente, una catena che consente all’uomo di rinnovarsi, di avventurarsi nel futuro sentendosi radicato in una vicenda secolare.
Nel catalogo, edito da Silvana Editoriale, sono presenti i testi di: Jacqueline Munck (curatrice del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e della mostra più completa che sia mai stata realizzata sull’opera di Giorgio de Chirico e tenutasi nella sede del museo parigino nel 2009), Luigi Cavallo, Attilio Tori.

Info:
Aosta, Centro Saint-Bénin di Aosta – Via Bonifacio Festaz, fino al 30-09-2012
Orario: tutti i giorni 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30.

Autore: Antonella Corona

FIRENZE. Arte torna arte.

Alla Galleria dell’Accademia, fino al 4 novembre 2012, prosegue la mostra “Arte torna arte”, la mostra curata da Bruno Corà, Franca Falletti e Daria Filardo; da segnalare che alla Galleria dell’Accademia proseguono fino alla fine di settembre le aperture serali, dalle 19 alle 22, ogni martedì a pagamento (con visite guidate gratuite alle 19 e alle 20.30) e ogni giovedì con ingresso gratuito -.

Info:
Polo Museale Fiorentino
Ufficio Comunicazione – Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group
cel. 335-7259518 – e-mail: marcoferri.press@gmail.com

FIRENZE. Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento.

Al Museo Nazionale del Bargello, fino al 16 settembre 2012, da non perdere la mostra “Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento”, curata da Marino Marini.
Da segnalare che al Bargello, ogni martedì sera dalle 19 alle 22.30 fino al 9 ottobre, appuntamento con “Aperitivo ad arte”, secondo la formula (sperimentata già con successo agli Uffizi) della visita serale ad alcuni ambienti museali (la mostra “Fabulae pictae” e la Sala di Michelangelo e del Rinascimento) unitamente all’aperitivo; l’ingresso costa 12 euro e la prenotazione è più che consigliata al numero di Firenze Musei, 055-294883.

Info:
Polo Museale Fiorentino
Ufficio Comunicazione – Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group
cel. 335-7259518 – e-mail: marcoferri.press@gmail.com


 

LA SPEZIA. Beatriz Millar [pUR nUR].

Il Comune della Spezia e l’Istituzione per i Servizi Culturali presentano al CAMeC, la prima retrospettiva dell’artista svizzera Beatriz Millar (Einsiedeln, 1967).
A poco più di un anno di distanza dalla grande personale al Duolun Museum of Contemporary Art di Shanghai, Beatriz Millar sviluppa un percorso in cui la sua ultima serie di lavori, dal titolo Salve Regina Souvenir, si confronta con le opere realizzate a partire dagli anni ’90.
Il suo è un lavoro concettuale che prende forma attraverso pittura, scultura, fotografia, video e performance, in cui l’artista si interroga sia sugli aspetti  mondani del contemporaneo che su quelli più spirituali. Partendo da una presa di coscienza di se stessa, del suo corpo e delle sue emozioni, la Millar gioca a spostare rapidamente lo sguardo a diversi livelli di “ingrandimento o allontanamento”, mettendo a fuoco ora la centralità del singolo, ora il suo essere parte di un complesso intreccio in cui ogni decisione e ogni azione provocano dirette conseguenze. Ciascuna opera funziona quindi da testimonianza e rivelazione del proprio ruolo in un preciso momento, in relazione ad istanze, terrene e non, apparentemente distanti.
La fitta simbologia che popola i suoi lavori è proprio il punto di contatto fra questi elementi distanti, valori di una grande equazione che l’artista si diverte a cercare di risolvere.
[pUR nUR], il titolo della mostra presentata al CAMeC, è un gioco di parole attorno ai concetti di luce/materia, puro/povero. Esso sintetizza la poetica dell’artista, in cui le suggestioni simboliche e le sperimentazioni materiche entrano in dialogo tessendo un poetico filo d’unione fra filosofie, storie e racconti. In particolare, la mostra è un percorso fra quelle tematiche che nei trascorsi vent’anni di produzione artistica hanno maggiormente influenzato e modellato la sua ricerca sul femminile, da sempre punto centrale di interesse nella sua poetica.
La donna di Beatriz è una figura paragonabile a quella della Grande Madre – divinità primordiale in grado di infondere la vita e di toglierla – che prende forma nelle madri, nelle prostitute, maghe, gitane e sacerdotesse delle opere in mostra. Infatti [pUR nUR] dedica un’intera sala al progetto più recente Salve Regina Souvenir in cui – attraverso una ricerca testuale e visiva – l’artista effettua un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle origini del concetto occidentale di donna, ritrovandosi inevitabilmente ad affrontare la propria storia personale e culturale.
Nata in una famiglia di panettieri, la Millar ritrova nel preparare il pane, e nell’offrirlo in dono come alimento, il potere femminile della creazione, interrogandosi attraverso questo semplice gesto sui ruoli che le donne hanno perso o acquisito nelle società contemporanee, mettendo inoltre in discussione il confine fra lavoro intellettuale e manuale, fra arte e artigianato.
Invece la serie di lavori fotografici dal titolo Dedications è il risultato di un intenso lavoro di produzione di figure femminili in pane, fotografate prima e dopo la loro cottura in forno, donate dall’artista alle persone a lei vicine negli aspetti più semplici del quotidiano, innescando una serie di piccoli riti che evocano momenti di unione apparentemente effimeri, avvenuti proprio attraverso l’offerta e la consumazione dell’alimento. I lavori fotografici sono accompagnati da piccole sculture in pane che sembrano ricordare Veneri preistoriche o artefatti precolombiani, inseriti in nicchie di plexiglas che sanciscono la sacralità di questi fittizi oggetti di culto.
Infine il lavoro video Lux, Mater riporta l’osservatore al punto di partenza della mostra riflettendo in modo poetico e ironico sui processi di creazione e trasformazione degli elementi.

Info:
Sede: CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, Piazza Battisti, 1
Durata: 2 giugno – 26 agosto 2012
Catalogo: Silvana Editoriale
Testi critici in catalogo di: Gabriella Belli, Matteo Pollini, Erica Shiozaki
Conservatori: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, in collaborazione con FaMa Gallery – Verona
Orari: 11-14 / 16-19, Domenica e festivi 11-19, Lunedì chiuso
tel. + 39 0187 734593 / fax + 39 0187 256773
Sito:  http://www.laspeziacultura.it  – comunicazione@laspeziacultura.it – tel. +39 339 3494536

Link: http://camec.spezianet.it

Email: camec@comune.sp.it

COSENZA. Il sistema museale provinciale.

Stratificazione culturale e istituzioni museali dei 155 comuni della provincia di Cosenza nel sito www.retemuseale.provincia.cs.it, un portale da cui traspare che il territorio cosentino vive del concreto incontro tra tradizione e innovazione, beni culturali e beni paesaggistici, gastronomia, lavorazioni artigianali e modernità.
Il Sistema Museale della provincia di Cosenza (fruibile on line dal Febbraio 2011) è nato grazie alla ferma volontà del Presidente Mario Oliverio, in una fase storica in cui la costituzione dei “sistemi museali” ha registrato una considerevole crescita ed esprime, per lo spirito pionieristico manifestato in ambito regionale, la volontà della Provincia di Cosenza di collocarsi al livello di realtà già sviluppate in questa direzione.
Il vasto e variegato patrimonio culturale della provincia di Cosenza, una delle più vaste d’Italia, non sempre gode della dovuta fama. Da un lato per la lontananza geografica dei comuni e, di conseguenza, dei beni che in essi insistono e, dall’altro, per la difficoltà delle istituzioni museali e degli Enti locali di comunicare tra loro creando azioni sinergiche finalizzate al conseguimento di un obiettivo unico.
La Provincia di Cosenza ha, pertanto, individuato una prima forma di connessione tra le istituzioni museali e il territorio di riferimento effettuando una capillare ricognizione di tutti i musei, sale espositive e mostre permanenti presenti in ciascun comune e realizzando un portale (Musei in rete) ove li ha resi tutti fruibili.
Ma il Sistema Museale è un progetto che va oltre la pubblicazione on line della rete museale; esso è fatto di azioni consecutive e di diversa destinazione (studenti, turisti, cittadini), finalizzate alla promozione e valorizzazione del patrimonio museale del territorio.
Infatti, in seguito alla ricognizione e allo studio dell’esistente, il progetto ha inteso veicolare i contenuti sui musei nelle scuole della provincia, avviando la prima edizione della Fase didattica del Sistema Museale che si concluderà nel prossimo mese di maggio e che è stata promossa dall’Assessore alla Cultura Maria Francesca Corigliano.
Un’azione che non trova precedenti nel territorio calabrese e che ha coinvolto scuole elementari, medie e superiori attraverso una serie di attività. La prima è consistita nella realizzazione di seminari sui contenuti del portale Musei in rete, la seconda nell’allestimento e pubblicazione di una piattaforma e-learning sul portale www.retemuseale.provincia.cs.it con video-lezioni ad uso dei docenti e, la terza, nell’abbinamento degli itinerari didattici a ciascuna scuola, alla ri-scoperta dei musei e delle mostre permanenti del territorio.
La fase didattica ha mirato, per un verso, ad accrescere la partecipazione dei docenti nella trasmissione dei valori e delle ricchezze che il territorio offre e, per un altro, a rafforzare la conoscenza dei giovani delle proprie radici e tradizioni non solo attraverso l’itinerario ma anche con l’elaborazione di una ricerca e di un lavoro originale.
Le scuole e i musei:
I ragazzi coinvolti in questa prima edizione della fase didattica del Sistema Museale della Provincia di Cosenza hanno raggiunto le 500 unità (100 hanno aderito alla fase seminariale e gli altri a quella più operativa); essi provengono dalla scuola elementare di Aiello calabro, dalla scuola elementare di Altomonte, dal Liceo scientifico “Scorza” di Cosenza, dal Liceo classico “Gioacchino da Fiore” di Rende, dall’ITG di Cosenza, dall’IPSIA di Castrovillari, dal Liceo scientifico di Rogliano e dalla scuola media Zumbini di Cosenza.
Un’adesione che, grazie al successo di questa prima edizione, si auspica possa crescere negli anni futuri ma che, allo stato attuale, annovera una serie di importanti traguardi.
In prima istanza l’entusiasmo dei docenti e dei ragazzi che, contrariamente a come spesso si ritiene, sono stati contenti di partire alla volta dei musei del proprio territorio per scoprirne le collezioni, la storia e le persone che li hanno costituiti. In secondo luogo la collaborazione dei Comuni e dei Musei che hanno messo a disposizione dei visitatori le guide più specializzate e le attività didattiche più interessanti e, infine, due fattori imprescindibili per lo sviluppo del territorio: la mobilità e la cooperazione che la Provincia di Cosenza ha stimolato e favorito in questa occasione sia con il pubblico che con il privato.
L’Assessorato alla Cultura della Provincia di Cosenza ha inciso con forza nella realizzazione della fase didattica mettendo a disposizione i mezzi di trasporto, il pagamento dei biglietti di ingresso, la colazione al sacco e l’entusiasmo di rafforzare nei giovani la conoscenza del proprio territorio e la consapevolezza delle proprie radici storiche.
Di seguito i musei visitati in questa prima edizione della fase didattica del Sistema Museale -scelti dai docenti tra una vasta gamma di proposte- e le rispettive guide. Essi hanno abbracciato più aree geografiche della provincia e diverse categorie museali (arte sacra, musei diocesani, musei della civiltà contadina, musei archeologici, musei d’arte moderna e contemporanea ecc.): Galleria Nazionale di Cosenza (i ragazzi sono stati accompagnati dalla dott.ssa Anna Cipparrone, Storico Dell’arte e responsabile del progetto di Sistema Museale della Provincia di Cosenza), museo dei Brettii e degli Enotri (dott.ssa Marilena Cerzoso), museo civico di Altomonte (dott. Giovanni Viceconte), MACA di Acri (dott. Massimo Garofano che ha destinato agli studenti un interessante workshop), museo delle cere di Rocca Imperiale (sig. Tufaro), museo della civiltà contadina di Roseto Capo Spulico (sig. Salomone) e museo archeologico della Sibaritide. In occasione della XIV Settimana della Cultura del Mibac gli itinerari hanno visto coinvolti il museo della liquirizia “Giorgio Amarelli” ove i ragazzi sono stati condotti nel percorso espositivo dalle competenti guide del museo, il museo diocesano di Rossano (l’Associazione Neilos ha guidato i ragazzi), il sito archeologico di Castiglione di Paludi ove l’arch. Cicala ha portato i giovani alla scoperte dell’antica porta brettia nonostante la pioggia battente.
Sono stati visitati il museo comunale di Praia a Mare e il museo archeologico di Tortora (Associazione Mondocultura Athena), l’eco-museo di Verbicaro con gli operatori della Pro Loco e del Comune; interessanti e ricche di spunti sono state le visite al museo archeologico di Castrovilari (Associazione Sifeum), al museo delle bambole e del costume albanese ove, guidati dalla responsabile del museo Carmela Reale, i ragazzi dell’IPSIA di Castrovillari hanno vissuto anche l’interessante esperienza della “vestizione” con abiti tipici arbereschë. Sono stati infine visitati il museo delle icone e della tradizione bizantina di Frascineto (dott. Angelo Castellano), il museo etnografico di Civita (dott. De Salvo), il museo d’arte sacra di Rogliano (Assessore Antonio Simarco e ufficio servizi culturali del Comune) e, infine, il museo archeologico di Serra d’Aiello con le competenti guide del Gruppo archeologico Alybas.
Gli studenti, i quali hanno mostrato vivo interesse sia durante le visite che nelle azioni di monitoraggio, hanno tempo fino alla prima settimana di Maggio per realizzare un elaborato che sarà presentato dalla Provincia di Cosenza in un’apposita conferenza stampa.

Autore: Anna Cipparrone, Storico dell’Arte, Dottore di Ricerca, Coordinatrice del progetto di Sistema Museale della Provincia di Cosenza.

Autore: Anna Cipparrone

Link: http://www.retemuseale.provincia.cs.it

Email: annacipparrone@hotmail.it