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COMO. La dinastia Brueghel.

Non si placa l’ottimo riscontro di pubblico che sta caratterizzando la mostra La dinastia Brueghel, in programma fino al 29 luglio nelle sale della settecentesca Villa Olmo di Como.
A un mese dalla sua inaugurazione, sono 20.000 le persone – 1700 nella sola giornata del 25 aprile – che hanno ammirato 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri, in grado di ripercorrere la storia e l’eccezionale talento della più importante famiglia di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo.
L’iniziativa, curata da Sergio Gaddi, Assessore alla Cultura del Comune di Como, e Doron J. Lurie, Conservatore dei Dipinti Antichi al Tel Aviv Museum of Art, ideata e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, col contributo e il patrocinio della Regione Lombardia, è la tappa iniziale di un circuito internazionale che toccherà il Tel Aviv Museum of Art (settembre-dicembre 2012), la Galleria nazionale di Praga (dicembre 2012 – febbraio 2013), prima di volare negli Stati Uniti (Miami, primavera 2013).
Il percorso espositivo si apre e ruota attorno al capolavoro I sette peccati capitali di Hieronymus Bosch – che giunge in Italia per la prima volta – maestro che è stato il punto di riferimento stilistico di Pieter Brueghel il Vecchio.
Catalogo Silvana editoriale.

Info:
LA DINASTIA BRUEGHEL, a cura di Sergio Gaddi e Doron J. Lurie, fino al 29 luglio 2012
Como, Villa Olmo  –  via Cantoni 1
ORARI: da martedì a giovedì: 9 -20; da venerdì a domenica: 9 -22 (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso
Intero: 10 €; Ridotto: 8 €  (visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate); Ridotto scuole: 5 €  (gruppi scolastici di almeno 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori); Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore
Visita guidata (fino a 25 persone): 100 €
Visita guidata per le scuole:  50 €
Visita guidata + laboratorio didattico (fino a 25 persone): 70 €
Laboratorio didattico (ingresso singolo, senza visita guidata): 2 €
Il biglietto della mostra permette l’ingresso gratuito illimitato fino al 29 luglio 2012 nei musei cittadini: Museo Archeologico Giovio,  Museo Storico Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro, 1), Pinacoteca Civica (via Diaz, 84), Tempio Voltiano (Lungo Lario Marconi), Museo didattico della Seta (via Castelnuovo 9, prezzo agevolato di 5 euro).
Ufficio gruppi e info:  tel 031.571979  –  fax  031.3385561

Link: http://www.grandimostrecomo.it

AOSTA. Giorgio De Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee.

Giorgio de Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee, presenta in Valle d’Aosta attraverso 40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni, 15 grafiche, anche colorate a mano dall’autore, un’importante selezione di opere raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private italiane, da raccolte pubbliche, dal MART di Rovereto e dal Museo Casa Rodolfo Siviero, che eccezionalmente hanno abbandonato la loro originaria collocazione per essere ammirate dal grande pubblico.
La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta illustra il percorso all’insegna della Metafisica – intesa dal maestro come qualità eletta della pittura e non come caratteristica dei soggetti – che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del suo lavoro: recupero della tradizione classica, suscitazioni surreali, riavvicinamento alla realtà attraverso le modulazioni del barocco e quindi l’invenzione di nuovi temi e di tecniche, dai Bagni misteriosi alla neometafisica.
Capitoli che al loro apparire, nel sovrapporsi delle poetiche, hanno provocato polemiche in campo internazionale, le più accese per l’amore-odio che i surrealisti hanno avuto per De Chirico, riconosciuto l’iniziatore ideale del movimento francese.
Regge ancora la definizione di Ardengo Soffici che nel 1914 definì la pittura di De Chirico sulla rivista Lacerba come ‘una scrittura di sogni’ e altri critici aggiunsero che quella ‘pittura di sogni’ sembrava dipinta nel sogno. Negli anni i giochi culturali intorno a Giorgio de Chirico hanno provocato implicazioni filosofiche, letterarie, psicanalitiche. Le sue visioni utopiche hanno stimolato l’architettura e le sue atmosfere indefinite, arcane, il senso del tempo sospeso, dell’infinito che cala anche sulle cose quotidiane e comuni sono stati partecipati dalla narrativa moderna. De Chirico ha così disseminato con la pittura quantità di argomenti nelle più varie zone culturali e la prospettiva è quanto mai feconda: da qui anche il desiderio di rinnovare l’accostamento critico di un autore che in modo tanto completo rappresenta la nostra epoca, permette di attualizzare figurativamente il passato che si perpetua nel presente, una catena che consente all’uomo di rinnovarsi, di avventurarsi nel futuro sentendosi radicato in una vicenda secolare.
Nel catalogo, edito da Silvana Editoriale, sono presenti i testi di: Jacqueline Munck (curatrice del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e della mostra più completa che sia mai stata realizzata sull’opera di Giorgio de Chirico e tenutasi nella sede del museo parigino nel 2009), Luigi Cavallo, Attilio Tori.

Info:
Aosta, Centro Saint-Bénin di Aosta – Via Bonifacio Festaz, fino al 30-09-2012
Orario: tutti i giorni 9.30 – 12.30 / 14.30 – 18.30.

Autore: Antonella Corona

FIRENZE. Arte torna arte.

Alla Galleria dell’Accademia, fino al 4 novembre 2012, prosegue la mostra “Arte torna arte”, la mostra curata da Bruno Corà, Franca Falletti e Daria Filardo; da segnalare che alla Galleria dell’Accademia proseguono fino alla fine di settembre le aperture serali, dalle 19 alle 22, ogni martedì a pagamento (con visite guidate gratuite alle 19 e alle 20.30) e ogni giovedì con ingresso gratuito -.

Info:
Polo Museale Fiorentino
Ufficio Comunicazione – Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group
cel. 335-7259518 – e-mail: marcoferri.press@gmail.com

FIRENZE. Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento.

Al Museo Nazionale del Bargello, fino al 16 settembre 2012, da non perdere la mostra “Fabulae pictae. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento”, curata da Marino Marini.
Da segnalare che al Bargello, ogni martedì sera dalle 19 alle 22.30 fino al 9 ottobre, appuntamento con “Aperitivo ad arte”, secondo la formula (sperimentata già con successo agli Uffizi) della visita serale ad alcuni ambienti museali (la mostra “Fabulae pictae” e la Sala di Michelangelo e del Rinascimento) unitamente all’aperitivo; l’ingresso costa 12 euro e la prenotazione è più che consigliata al numero di Firenze Musei, 055-294883.

Info:
Polo Museale Fiorentino
Ufficio Comunicazione – Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group
cel. 335-7259518 – e-mail: marcoferri.press@gmail.com


 

LA SPEZIA. Beatriz Millar [pUR nUR].

Il Comune della Spezia e l’Istituzione per i Servizi Culturali presentano al CAMeC, la prima retrospettiva dell’artista svizzera Beatriz Millar (Einsiedeln, 1967).
A poco più di un anno di distanza dalla grande personale al Duolun Museum of Contemporary Art di Shanghai, Beatriz Millar sviluppa un percorso in cui la sua ultima serie di lavori, dal titolo Salve Regina Souvenir, si confronta con le opere realizzate a partire dagli anni ’90.
Il suo è un lavoro concettuale che prende forma attraverso pittura, scultura, fotografia, video e performance, in cui l’artista si interroga sia sugli aspetti  mondani del contemporaneo che su quelli più spirituali. Partendo da una presa di coscienza di se stessa, del suo corpo e delle sue emozioni, la Millar gioca a spostare rapidamente lo sguardo a diversi livelli di “ingrandimento o allontanamento”, mettendo a fuoco ora la centralità del singolo, ora il suo essere parte di un complesso intreccio in cui ogni decisione e ogni azione provocano dirette conseguenze. Ciascuna opera funziona quindi da testimonianza e rivelazione del proprio ruolo in un preciso momento, in relazione ad istanze, terrene e non, apparentemente distanti.
La fitta simbologia che popola i suoi lavori è proprio il punto di contatto fra questi elementi distanti, valori di una grande equazione che l’artista si diverte a cercare di risolvere.
[pUR nUR], il titolo della mostra presentata al CAMeC, è un gioco di parole attorno ai concetti di luce/materia, puro/povero. Esso sintetizza la poetica dell’artista, in cui le suggestioni simboliche e le sperimentazioni materiche entrano in dialogo tessendo un poetico filo d’unione fra filosofie, storie e racconti. In particolare, la mostra è un percorso fra quelle tematiche che nei trascorsi vent’anni di produzione artistica hanno maggiormente influenzato e modellato la sua ricerca sul femminile, da sempre punto centrale di interesse nella sua poetica.
La donna di Beatriz è una figura paragonabile a quella della Grande Madre – divinità primordiale in grado di infondere la vita e di toglierla – che prende forma nelle madri, nelle prostitute, maghe, gitane e sacerdotesse delle opere in mostra. Infatti [pUR nUR] dedica un’intera sala al progetto più recente Salve Regina Souvenir in cui – attraverso una ricerca testuale e visiva – l’artista effettua un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle origini del concetto occidentale di donna, ritrovandosi inevitabilmente ad affrontare la propria storia personale e culturale.
Nata in una famiglia di panettieri, la Millar ritrova nel preparare il pane, e nell’offrirlo in dono come alimento, il potere femminile della creazione, interrogandosi attraverso questo semplice gesto sui ruoli che le donne hanno perso o acquisito nelle società contemporanee, mettendo inoltre in discussione il confine fra lavoro intellettuale e manuale, fra arte e artigianato.
Invece la serie di lavori fotografici dal titolo Dedications è il risultato di un intenso lavoro di produzione di figure femminili in pane, fotografate prima e dopo la loro cottura in forno, donate dall’artista alle persone a lei vicine negli aspetti più semplici del quotidiano, innescando una serie di piccoli riti che evocano momenti di unione apparentemente effimeri, avvenuti proprio attraverso l’offerta e la consumazione dell’alimento. I lavori fotografici sono accompagnati da piccole sculture in pane che sembrano ricordare Veneri preistoriche o artefatti precolombiani, inseriti in nicchie di plexiglas che sanciscono la sacralità di questi fittizi oggetti di culto.
Infine il lavoro video Lux, Mater riporta l’osservatore al punto di partenza della mostra riflettendo in modo poetico e ironico sui processi di creazione e trasformazione degli elementi.

Info:
Sede: CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, Piazza Battisti, 1
Durata: 2 giugno – 26 agosto 2012
Catalogo: Silvana Editoriale
Testi critici in catalogo di: Gabriella Belli, Matteo Pollini, Erica Shiozaki
Conservatori: Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati
Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, in collaborazione con FaMa Gallery – Verona
Orari: 11-14 / 16-19, Domenica e festivi 11-19, Lunedì chiuso
tel. + 39 0187 734593 / fax + 39 0187 256773
Sito:  http://www.laspeziacultura.it  – comunicazione@laspeziacultura.it – tel. +39 339 3494536

Link: http://camec.spezianet.it

Email: camec@comune.sp.it