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Ileana TOZZI: Antonio Gherardi artista reatino (1638-1702) e la committenza degli Avila a Roma.

Rieti, città natale di Antonio Gherardi (1638-1702), ha concluso con una grande mostra le celebrazioni del terzo centenario dalla morte di questo apprezzato e versatile interprete della cultura artistica di fine Seicento.

Antonio Tatoti, che assunse intorno ai venti anni il nome d’arte di Gherardi, raggiunse con esso una meritata fama negli ambienti dell’aristocrazia e della curia romana, frequentati fin dalla fine degli anni ’50.

Lo studio completo si trova in www.auditorium.info, alla pagina:
Ileana TOZZI: Antonio Gherardi, artista reatino (1638-1702) e la committenza degli Avila a Roma.

Autore: Ileana Tozzi

FERRARA: La Poetica del nudo. Rassegna di arti visive dedicate al nudo artistico.

Valorizzare le più affascinanti e disparate sfumature artistiche ponendo l’attenzione sulla rielaborazione del nudo e della nudità nell’arte contemporanea: questo l’intento della mostra “La poetica del nudo” che il 21 Gennaio prossimo aprirà i battenti nelle sale museali del fiabesco Castello Estense di Ferrara. L’idea nasce dall’iniziativa dell’Associazione Culturale “Ferrara Pro Art” e dalla Galleria d’Arte Contemporanea Sekanina con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Ferrara.

Il “nudo” è una delle categorie più proficue e prestigiose dell’arte; tra eros, amore e sanità del corpo, essa accompagna la storia dell’uomo sin dall’antichità. La storia ci svela che la scelta di raffigurare il corpo svestito è sempre stata privilegiata sia dall’iconografia profana sia da quella sacra. La prima traeva ispirazione principalmente dalla mitologia antica, la seconda dai martiri e dai Santi cristiani che, per vicende della loro esistenza o per tradizione, potevano essere visti nella loro nudità (si pensi alla Maddalena o a San Sebastiano…).

In ogni epoca, infatti, è possibile ravvisare il compiacimento per la rappresentazione realistica o espressionistica del nudo, nonostante la ciclica presenza di menti e atmosfere castigate.

Lo scorrere dei secoli e delle varie correnti artistiche hanno visto l’affermazione del nudo come soggetto artistico e autonomo.
In particolar modo nella cultura europea degli ultimi decenni del diciannovesimo secolo, dopo un periodo relativamente “puritano”, un nuovo impulso alla raffigurazione aperta e pubblica del nudo è promosso dal revival della tradizione neoclassica, grazie all’estrema flessibilità dell’ideale antico che si presta a sostenere, oltre alle interpretazioni della mitologia e delle scene sacre, anche nuove emergenti visioni della mascolinità e della femminilità. Dal nudo “puritano”, la necessità, da parte di artisti e fruitori, di un nudo moderno, urbano, naturale.

Nella società di oggi i nudi sono ormai consueti e ordinari. La televisione pullula di gestualità equivoche e, gli atteggiamenti vezzosi, volti a coprire alcune parti del corpo, sono ormai considerati, dai più, stilemi del passato. Più la cultura dell’intrattenimento si nutre di indiscrezioni, più il nudo è richiesto ed accettato nelle sue forme più spontanee e aperte.

Ecco che la fruizione di un corpo svelato diventa un intrattenimento piacevole, un percorso di scoperta intima che conduce l’io a ritrovare le proprie radici. Un viaggio che ci conduce alla riappropriazione della nostra prima esistenza.

La manifestazione artistica vuole fare il punto della situazione italiana su questo tema con un occhio attento alle nuove tendenze ed a quanto di “emergente” può esserci in questo momento nel panorama artistico nazionale. Innovazione ed originalità si mescoleranno sia nell’affrontare il tema della nudità con tutte le implicazioni poetiche ed etiche che la riguardano, sia nella scelta delle tecniche utilizzate che dimostrano un’attenzione particolare verso le nuove tecnologie inserite come parte integrante dell’espressione artistica.

Protagonisti della rassegna saranno: Pier Toffoletti, Pio Breddo, Nico Venzo, Attis (Alessia Scannavacca), Giuseppe Borrello, Giuseppe De Astis, Roberto Furlan, Cristina Mavarracchio, Gianni Favaro, i fotografi Damiano Calì e Guido Daniele, Simone Galimberti, Domenico Cocchiara, Walter Iagnocco, Massimo Costantino, Scegle (Egle Scervelli), Marina Frolova, Giancarlo Piranda, Franco Cecconi, Davide Dall’Osso, il fotografo Giovanni Alfieri, Daniela Veronese.

In occasione dell’esposizione l’Associazione Ferrara Pro Art ha curato l’edizione di un catalogo digitale su compact disc.
La mostra rimarrà aperta dal 21 Gennaio al 1 Febbraio 2006, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 17. L’ingresso è libero.

Info:
Ferrara, Sale dell’Imbarcadero del Castello Estense
Orario: da lunedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 17 Informazioni: Galleria Sekanina-Larson, Ferrara, tel. 0532-242380; e-mail: infosekanina@virgilio.it
Ufficio Stampa: Mnemosyne Press Service
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Pierfranco BRUNI: Oltre la foresta. L’estetica della politica.

Il rapporto tra tradizione, beni culturali, politica e modernità è il tema dominante dell’ultimo libro di Pierfranco Bruni. Un saggio che pone al centro la cultura come progettualità e la politica come estetica del pensiero.

Pierfranco Bruni: “Occorre recuperare il senso della politica attraverso le idee e i valori culturali dell’umanesimo. Si corre il rischio, ormai, di assistere alla morte della politica, perché il suicidio della politica passa attraverso l’omicidio della cultura. Occorre dare senso al patrimonio storico e culturale per dare orizzonti ad una nuova politica.

“Oltre la foresta. L’estetica della politica” è il titolo del nuovo libro di Pierfranco Bruni, pubblicato dal Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, in uscita proprio in questi giorni. Il libro si sofferma sui valori della storia e sul pensiero politico che ha “agitato” gli ultimi decenni. Con tempestiva attualità affronta i temi che si vivono nella nostra temperie. Ci sono riflessioni e meditazioni sul ruolo della politica e sul rapporto tra politica e cultura. L’interrogativo che si pone nel libro presenta questa sottolineatura: la politica nel nostro tempo è ancora attuale? Da qui si apre un confronto a tutto tondo con la quotidianità e con il tempo stesso della politica attraverso una analisi dei fenomeni culturali e storici in un confronto tra tradizione, modernità e progettualità. C’è un pensiero forte che campeggia in tutto lo studio e che invita a ripensare la politica anche come valore di una realtà estetica.

Pierfranco Bruni non smette di proporre: “Siamo dentro un processo politico che si trova ormai ad un bivio. Due sono le strade, aggiunge Bruni, ma di queste occorre scegliere la strada della vita della politica. Il deserto e la foresta sono in agguato. Se non si ha il coraggio di recuperarsi nella nostalgia della cultura e nella nostalgia delle idee si andrà verso il precipizio. La foresta e il deserto, puntualizza ancora Bruni, sono, in fondo, la metafora del precipizio”.

Il saggio si incentra sulla rilettura di alcuni testi filosofici fondamentali. Sulla scia degli intellettuali del pensiero tradizionalista e cristiano, Pierfranco Bruni pone al centro l’uomo con i suoi valori e difende l’azione della cultura cattolica nel tentativo di trasformare la quotidianità in una dimensione dai significati concreti. Un grande risalto dà alla cultura. Ritorna spesso sul concetto del suicidio – omicidio della cultura sostenendo che “il suicidio della politica passa inevitabilmente attraverso l’omicidio della cultura”.

E da questo punto di vista offre stimoli importanti alle politiche culturali tanto che dedica a questi aspetti dei capitoli nevralgici. La cultura come identità di una civiltà ma la testimonianza degli atti della politica restano i nodi da sciogliere. Infatti conclude con queste cesellature:“La speranza del cambiamento è nel viaggio di una politica che sappia guardare al futuro trasformando quelle nostalgie in azioni. La sfida delle idee è nelle azioni che hanno, però, radici profonde”.

Info:
3494282197

Email: micol.cultura@libero.it

TREVISO: La Via della Seta e la Civiltà Cinese. La Nascita del Celeste Impero.

La civiltà cinese ha una storia millenaria che conosciamo solo parzialmente. La Cina si presenta oggi all’Occidente forte di uno sviluppo economico straordinario: i presupposti di tale successo sono legati alle determinazioni politiche attuali ma traggono origine da elementi culturali antichissimi e profondi, matrici di produzioni artistiche di elevato livello. Fondazione Cassamarca ha dedicato il suo spazio espositivo più rinomato, la Casa dei Carraresi, ad un’eccezionale serie di esposizioni sulla cultura cinese: Quattro Grandi Mostre che ripercorrono le principali fasi storiche di una delle più importanti civiltà del pianeta.

Le mostre, fortemente volute dall’Avv. Dino De Poli, Presidente di Fondazione Cassamarca, propongono un’immagine eccezionale della produzione artistica cinese dal II sec. a.C. agli inizi del 1900, spaziando dalle espressioni ceramiche agli affreschi, dai tessuti di seta ai bronzi, dalla scultura all’oreficeria. Treviso, che con le memorabili Mostre di Casa dei Carraresi è diventata uno dei poli culturali più importanti d’Italia, con le Grandi Mostre “La Via della Seta e la Civiltà Cinese” internazionalizza la sua vocazione e contribuisce ad avvicinare la Cina all’Europa. Il progetto espositivo è pluriennale ed intende ripercorrere quattro tappe storiche ben definite:
La Nascita del Celeste Impero (221 a.C. – 970 d.C.), anno 2005
Il Tesoro dei Mongoli (970 – 1368), anno 2007
Lo Splendore dei Ming (1368 – 1644), anno 2009
Manciù: l’Ultimo Impero (1644 – 1911), anno 2011

La prima Mostra si articolerà in parallelo lungo due tracciati: quello geografico-storico della Via della Seta e quello rigorosamente storico, che presenta e descrive lo svilupparsi della Civiltà Cinese attraverso la successione delle Dinastie legate alla Via della Seta.

Il fior fiore delle collezioni del Museo Storico Nazionale della Cina, dei Musei disseminati lungo i percorsi della Via della Seta appartenenti alle Province di Hebei, Shanxi, Shaanxi, Henan, Hunan, Gansu, Qinhuau e alle Regioni autonome di Xinjiang, Mongolia interna e Ningxia Hui, costituirà per sei mesi la straordinaria finestra della Civiltà Cinese aperta sull’Occidente.

Al termine del ciclo espositivo, nella sede prestigiosa di Casa dei Carraresi, si saranno potuti visitare oltre 2000 anni di Storia cinese utilizzando la Via della Seta quale formidabile strumento di comunicazione e di opportunità di rapporti tra i popoli, attraverso il tempo e lo spazio.

Info:
Casa dei Carraresi, via Palestro, 33, dal 22 ottobre 2005 al 30 aprile 2006
Orario: martedì, mercoledì, giovedì, domenica 9-20; venerdì e sabato 9-21; chiuso tutti i lunedì ed il 31 dicembre.
Biglietti: interi € 9; ridotti € 7 (studenti universitari, età superiore ai 60 anni, gruppi, TCI); ridotto € 6 (fino a 18 anni); gratuito per i bambini fino a 5 anni e per i disabili con accompagnatore.

Prenotazioni e informazioni: 0422 513150, 0422 513185.

Link: http://www.laviadellaseta.info

Email: segreteria@laviadellaseta.info

AA.VV.(a cura di Cecilia Ribaldi): Il nuovo museo.

‘Il museo ha il compito e la responsabilità di scoprire la verità.’

Un’antologia dedicata ad uno dei migliori amici dell’uomo: il museo. Vi sono raccolti testi scritti dai più importanti museologi di tutto il mondo. Concepito come strumento per fotografare la situazione di oggi, aiuta a capire le ragioni e le sollecitazioni sotterranee che hanno determinato i cambiamenti degli ultimi trent’anni. Dall’idea di rivoluzionare i criteri espositivi all’influenza della globalizzazione sull’istituzione museale.

Il saggiatore Editore, pp. 318, € 25.