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CAMPANIA: Musei virtuali e nuove tecnologie: si moltiplicano i progetti.

“Virtuale”. Una parola di moda nel mondo della cultura, dei musei e delle opere d’arte. Certo fa un po’ paura immaginare il reale sostituito dall’artificiale, ma in verità il fine è nobile: introdurre il visitatore più direttamente ed emozionalmente nella storia del passato, facendo rivivere atmosfere e scene di vita d’epoca attraverso ricostruzioni in 3D. Una sorta di anteprima, di viaggio nel passato prima della visita sul campo. Insomma, l’alta tecnologia al fianco della storia dell’arte e in particolare dell’archeologia. E’ in questo campo archeologico che maggiormente si sviluppano progetti e iniziative di ricostruzione virtuale: musei reattivi, motori 3D, portali museali, guanti palmari che consentono di ammirare i monumenti e al tempo stesso di osservarne la ricostruzione su monitor. Una sorta di fantascienza alla portata di tutti.

L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:
Campania

Autore: Antonella Bruno

Fonte:Denaro.it

MILANO: Fondazione Alfredo d’Andrade (1997-2005).

Edizioni Lybra Immagine, Milano 2005, pp. 80, immagini oltre 200 b/n e colore;
Isbn: 88-8223-079-1 – Prezzo: € 20,00

L’opera e la figura di Alfredo d’Andrade, con la sua storia e le sue architetture, il suo essere insieme artista, architetto e viaggiatore, non rappresenta solo un patrimonio espositivo da diffondere, anche con mostre temporanee, ma un’eredità culturale da studiare e riscoprire.

Questo libro documenta le attività e le iniziative della Fondazione Alfredo d’Andrade: il museo d’Andrade e il carattere propositivo della Fondazione a lui intitolata si collocano in un contesto che supera i limiti dello spazio museale, consentendo la realizzazione di un percorso culturale e la messa a punto di una mappa degli itinerari, nell’intento di costruire un’intesa, un dialogo, una complicità tra il museo, il territorio e i visitatori.

Completa le iniziative della Fondazione il Centro Studi, una struttura permanente con finalità didattiche che non vuole rinunciare ad una natura sperimentale e accetta il suo essere laboratorio di ricerca e di proposta nell’ambito di una convenzione con il Politecnico di Milano, con il quale sta lavorando alla stesura di una mappa dei luoghi e delle opere di d’Andrade. Un osservatorio scientifico, al quale partecipano esponenti del mondo accademico e istituzionale, alimenterà questo proposito con un lavoro di approfondimento di temi interdisciplinari: architettura, arti figurative, multimedialità.
[Giuliano Corti]

Alfredo d’Andrade (Lisbona 1839 – Genova 1915)

Pittore, architetto, archeologo. Di origine portoghese ma naturalizzato italiano, studia all’Accademia linguistica di Genova e, conosciuto il Fontanesi, si dedica dapprincipio alla pittura di paesaggio. Tratto distintivo della sua opera è la passione, che condivide con i pittori della ‘scuola di Rivara’, per il fascino dei panorami del Canavese e della Valle d’Aosta e l’interesse per la vita ed il costume e l’architettura del Medioevo feudale e cavalleresco.

Inizia la sua esperienza di architetto restaurando i castelli di Rivara nel Canavese e di Tagliolo. Vero pioniere nel campo della tutela del patrimonio artistico, si occupa tra gli altri dei restauri della Rocca di Verres, della Sagra di S.Michele in Val di Susa, del Priorato di S.Orso ad Aosta, del castello di Fenis e di quello di Pavone.

Del 1884 è la costruzione del borgo medioevale nel parco del Valentino a Torino.

Link: http://www.lybra.it

Email: lybra@lybra.it

MILANO: Secondo Colloquio “Valori e disvalori simbolici delle monete – I 30 denari di Giuda”.

Mercoledì 8 febbraio 2006 Sala di Rappresentanza del Rettorato – Via Festa del Perdono 7, Milano

Programma:
ore 9.30 – Apertura dei lavori,
Grado Giovanni Merlo e Lucia Travaini Introduzione,
Haim Gitler (The Israel Museum, Jerusalem) I 30 denari di Giuda: quali monete?
Maria Caccamo Caltabiano (Università degli Studi, Messina) Moneta docet. Tra simbolismo ed economia,
Adriano Savio (Università degli Studi, Milano) L’effetto della damnatio memoriae sulle monete dell’Alto Impero.

ore 15.30 – Anna Pontani (Università degli Studi, Padova) I 30 denari divenuti reliquie,
Lucia Travaini (Università degli Studi, Milano) Monete e sangue,
Andrea Terzi (Franklin College Switzerland; Università Cattolica, Milano) Simbologia della moneta:il punto di vista di un economista,
Giulia Barone (Università degli Studi La Sapienza, Roma) Conclusioni.

Info:
Lucia Travaini ltravai@tin.it – Università degli Studi di Milano

Email: ltravai@tin.it

Ileana TOZZI: Antonio Gherardi artista reatino (1638-1702) e la committenza degli Avila a Roma.

Rieti, città natale di Antonio Gherardi (1638-1702), ha concluso con una grande mostra le celebrazioni del terzo centenario dalla morte di questo apprezzato e versatile interprete della cultura artistica di fine Seicento.

Antonio Tatoti, che assunse intorno ai venti anni il nome d’arte di Gherardi, raggiunse con esso una meritata fama negli ambienti dell’aristocrazia e della curia romana, frequentati fin dalla fine degli anni ’50.

Lo studio completo si trova in www.auditorium.info, alla pagina:
Ileana TOZZI: Antonio Gherardi, artista reatino (1638-1702) e la committenza degli Avila a Roma.

Autore: Ileana Tozzi

FERRARA: La Poetica del nudo. Rassegna di arti visive dedicate al nudo artistico.

Valorizzare le più affascinanti e disparate sfumature artistiche ponendo l’attenzione sulla rielaborazione del nudo e della nudità nell’arte contemporanea: questo l’intento della mostra “La poetica del nudo” che il 21 Gennaio prossimo aprirà i battenti nelle sale museali del fiabesco Castello Estense di Ferrara. L’idea nasce dall’iniziativa dell’Associazione Culturale “Ferrara Pro Art” e dalla Galleria d’Arte Contemporanea Sekanina con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e del Comune di Ferrara.

Il “nudo” è una delle categorie più proficue e prestigiose dell’arte; tra eros, amore e sanità del corpo, essa accompagna la storia dell’uomo sin dall’antichità. La storia ci svela che la scelta di raffigurare il corpo svestito è sempre stata privilegiata sia dall’iconografia profana sia da quella sacra. La prima traeva ispirazione principalmente dalla mitologia antica, la seconda dai martiri e dai Santi cristiani che, per vicende della loro esistenza o per tradizione, potevano essere visti nella loro nudità (si pensi alla Maddalena o a San Sebastiano…).

In ogni epoca, infatti, è possibile ravvisare il compiacimento per la rappresentazione realistica o espressionistica del nudo, nonostante la ciclica presenza di menti e atmosfere castigate.

Lo scorrere dei secoli e delle varie correnti artistiche hanno visto l’affermazione del nudo come soggetto artistico e autonomo.
In particolar modo nella cultura europea degli ultimi decenni del diciannovesimo secolo, dopo un periodo relativamente “puritano”, un nuovo impulso alla raffigurazione aperta e pubblica del nudo è promosso dal revival della tradizione neoclassica, grazie all’estrema flessibilità dell’ideale antico che si presta a sostenere, oltre alle interpretazioni della mitologia e delle scene sacre, anche nuove emergenti visioni della mascolinità e della femminilità. Dal nudo “puritano”, la necessità, da parte di artisti e fruitori, di un nudo moderno, urbano, naturale.

Nella società di oggi i nudi sono ormai consueti e ordinari. La televisione pullula di gestualità equivoche e, gli atteggiamenti vezzosi, volti a coprire alcune parti del corpo, sono ormai considerati, dai più, stilemi del passato. Più la cultura dell’intrattenimento si nutre di indiscrezioni, più il nudo è richiesto ed accettato nelle sue forme più spontanee e aperte.

Ecco che la fruizione di un corpo svelato diventa un intrattenimento piacevole, un percorso di scoperta intima che conduce l’io a ritrovare le proprie radici. Un viaggio che ci conduce alla riappropriazione della nostra prima esistenza.

La manifestazione artistica vuole fare il punto della situazione italiana su questo tema con un occhio attento alle nuove tendenze ed a quanto di “emergente” può esserci in questo momento nel panorama artistico nazionale. Innovazione ed originalità si mescoleranno sia nell’affrontare il tema della nudità con tutte le implicazioni poetiche ed etiche che la riguardano, sia nella scelta delle tecniche utilizzate che dimostrano un’attenzione particolare verso le nuove tecnologie inserite come parte integrante dell’espressione artistica.

Protagonisti della rassegna saranno: Pier Toffoletti, Pio Breddo, Nico Venzo, Attis (Alessia Scannavacca), Giuseppe Borrello, Giuseppe De Astis, Roberto Furlan, Cristina Mavarracchio, Gianni Favaro, i fotografi Damiano Calì e Guido Daniele, Simone Galimberti, Domenico Cocchiara, Walter Iagnocco, Massimo Costantino, Scegle (Egle Scervelli), Marina Frolova, Giancarlo Piranda, Franco Cecconi, Davide Dall’Osso, il fotografo Giovanni Alfieri, Daniela Veronese.

In occasione dell’esposizione l’Associazione Ferrara Pro Art ha curato l’edizione di un catalogo digitale su compact disc.
La mostra rimarrà aperta dal 21 Gennaio al 1 Febbraio 2006, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 17. L’ingresso è libero.

Info:
Ferrara, Sale dell’Imbarcadero del Castello Estense
Orario: da lunedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 17 Informazioni: Galleria Sekanina-Larson, Ferrara, tel. 0532-242380; e-mail: infosekanina@virgilio.it
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