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VARESE. Capolavori del Novecento italiano dalla collezione Gian Ferrari al FAI.

Da Giorgio de Chirico a Mario Sironi, da Carlo Carrà a Felice Casorati, fino al 18 febbraio 2007, Villa e Collezione Panza.

Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è orgoglioso di presentare la mostra ‘Capolavori del Novecento italiano dalla collezione Gian Ferrari al FAI‘: una straordinaria serie di quarantaquattro opere degli artisti più significativi dell’arte italiana della prima metà del Novecento saranno esposte a Villa Panza, la settecentesca villa di proprietà del FAI a Varese.
Claudia Gian Ferrari ha deciso, tramite il FAI, di regalare all’Italia e a chi ama l’arte, l’importante collezione Gian Ferrari, di arte italiana del Novecento. L’esposizione, allestita nelle Scuderie di Villa Panza, sarà l’occasione per poter ammirare in anteprima e nella sua interezza una eccezionale collezione privata, frutto di una raccolta appassionata e fortemente voluta. Successivamente, nei modi e nei tempi che la donatrice e il FAI concorderanno, verrà destinata a Casa Necchi Campiglio a Milano, di proprietà del FAI.

Le quarantaquattro opere della collezione Gian Ferrari in mostra a Varese comprendono alcuni autentici capolavori e capisaldi dell’arte italiana, quali la gigantesca ‘Famiglia del pastore’ (1929) di Mario Sironi, o una rarissima ‘Compenetrazione iridescente’ (1913) di Giacomo Balla, o ancora la celeberrima scultura ‘L’amante morta’ (1921) di Arturo Martini, per non parlare delle opere di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Marino Marini, Massimo Campigli, Gino Rossi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Gino Severini, Fausto Pirandello e Adolfo Wildt da sole in grado di mostrare la grandezza dell’arte italiana della prima metà del secolo scorso, con particolare attenzione a quelle tendenze figurative, espresse dal movimento artistico del Novecento, oggetto assiduo delle ricerche e degli acquisti dei Gian Ferrari.
La collezione è il frutto di un’attività di più generazioni nel campo dell’arte moderna italiana. Ettore Gian Ferrari ha iniziato l’attività di gallerista a Milano negli anni Trenta entrando in contatto con quegli artisti – allora suoi ‘quasi coetanei’ – che oggi costituiscono il nucleo forte della collezione, e che coincidono con il meglio dell’arte moderna italiana dagli anni Venti ai Cinquanta. La figlia Claudia ha poi, negli anni, integrato, modificato e ‘personalizzato’ la collezione di famiglia.
La scelta di esporre in anteprima tutta la collezione a Villa Panza è la conseguenza di un’idea che affascina il FAI: quella di far dialogare tra loro due collezioni del Novecento raccolte da due tra i più importanti e appassionati collezionisti d’arte, Claudia Gian Ferrari e Giuseppe Panza, che hanno entrambi deciso di donare alla collettività, attraverso il FAI, il frutto di una vita di ricerca e di passione. Il loro gesto testimonia una visione moderna e civile: quella di trasformare le collezioni private in un patrimonio di tutti.

La mostra ‘Capolavori del 900 Italiano dalla collezione Gian Ferrari al FAI’ sarà accompagnata da un catalogo scientifico delle opere edito da Skira, con un contributo di Antonello Negri e un’intervista di Francesca Bonazzoli a Claudia Gian Ferrari.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione BPU per il territorio di Varese, con il contributo e il patrocinio della Provincia di Varese e con il patrocinio della Regione Lombardia – Direzione Generale Culture e Autonomie della Lombardia, del Comune di Varese.

Info:
Fino al 18 febbraio 2007
Orario della mostra a Villa Panza: 10 -18 (tutti i giorni escluso i lunedì non festivi). Ultimo ingresso ore 17.30.
La mostra rimarrà chiusa dal 24 dicembre al 1 gennaio.
Ingresso (comprendente mostra, Villa e Collezione Permanente): adulti 10 euro, ridotti (bambini 4-12 anni e studenti fino a 26 anni) 5 euro. Aderente FAI: 2 euro
Tel. 0332/283960 Servizi per il pubblico a Villa Panza: Book-shop; Visite guidate (su prenotazione); Caffetteria (per prenotazioni 0332/288352); Parcheggio interno.

Link: http://www.fondoambiente.it

Email: faibiumo@fondoambiente.it

Fonte:Exibart

CALDOGNO (Vi). Grandi nomi grandi progetti grandi sponsor. Il contemporaneo in Veneto si chiama C4 .

Fra i promotori figurano alcuni degli attori più attivi e “pesanti” dell’attuale panorama italiano nell’arte contemporanea, da Unicredit Group alla Collezione Peggy Guggenheim. Sembra quindi nascere con i migliori auspici C4, felice formula che sta per Centro Cultura del Contemporaneo Caldogno, progetto sorretto da un innovativo disegno di formazione attraverso l’arte contemporanea.
Il centro si struttura intorno ad una nuova idea di identità territoriale e di sviluppo economico, sostenuta fortemente da istituzioni pubbliche e private insieme al mondo imprenditoriale, che a partire dal Veneto si pone l’obiettivo di divenire sistema strategico per nuove politiche culturali del territorio.
Non un classico centro espositivo, ma un vero e proprio ‘laboratorio’ di ricerca sul contemporaneo che coinvolge insegnanti, artisti, dirigenti della pubblica amministrazione e manager d’impresa per sviluppare innovazione e creatività, come strumenti utilizzabili nei rispettivi campi professionali.
La sede del C4 – il cui curatore artistico è Luca Massimo Barbero – è Villa Caldogno, una villa palladiana che ospita all’interno del suo parco un bunker della seconda guerra mondiale, che diventa palcoscenico del programma di committenza site specific ad artisti internazionali appartenenti a diverse generazioni e a diverse aree di ricerca. Con in cantiere già un imponente padiglione di Dan Graham, la realizzazione di una sala fruibile come parte integrante della villa ad opera di Loris Cecchini, una installazione di Luigi Ontani, e degli ‘affreschi’ contemporanei di David Tremlett che faranno riscoprire alla villa il suo antico splendore. Progetti site specific sono stati ideati per la villa da Italo Zuffi, Carlos Garaicoa, Lucy e Jorge Orta, Olafur Eliasson, Tobias Rehberger, Arcangelo Sassolino, Arthur Duff, Riccardo De Marchi, Alan Charlton, Gunter Ümberg e Michel Verjux.

Info:
Villa Caldogno – Via Zanella 3, Caldogno – Vicenza
Info: 0444512550


 

Fonte:Exibart

TORINO. Corso di fotografia e taccuini di viaggio.

Lo stage si propone di condurre contemporaneamente 3 laboratori di fotografia a tema, ed uno di composizione di taccuini di viaggio, ognuno con massimo 6/8 partecipanti (5 per il corso “Bianco/nero e camera oscura”), alternando a momenti di ascolto e dibattito comuni, sezioni di lavoro sui generi specifici, in un contesto informale e con il desiderio dei coordinatori di trasferire oltre alle nozioni tecniche la loro esperienza e passione per la fotografia e per la pittura.
I coordinatori sono tutti professionisti attivi con esperienza decennale nel settore.
Saranno inoltre presenti alcuni autori che scriveranno brevi racconti ispirandosi alle fotografi e realizzate dagli allievi.

Il Castello di San Sebastiano rappresenta un’eccellente location per le prove pratiche dei generi sopraccitati, per la varietà delle luci e delle forme nei suoi interni, e la suggestione del borgo e del paesaggio in esterno. Trattamento di pensione completa presso il Castello di San Sebastiano.

– Bianco/nero e camera oscura
– Architettura
– Nudo e ritratto
– Tecniche e composizione di un taccuino di viaggio (acquerello, inchiostro, collage)

La quota di 240 euro comprende: le lezioni e i materiali artistici, pensione completa al Castello in camera doppia, due cene all’agriturismo Ca del Sol.
E’ consigliato prenotare entro il 31 ottobre poichè i posti disponibili sono limitati.

Info:

Mediares S.c. – Via Gioberti 80/D – 10128 Torino
Tel. 011.5806363

Per vedere il programma dettagliato del corso: http://www.castellosansebastiano.it/scheda.asp?id=116

 

Email: didattica@mediares.to.it

FIRENZE. Cantico opera site specific sculture e opere su carta di Giuseppe Spagnulo.

La galleria Il Ponte riprende la stagione espositiva autunnale con una personale dedicata ad uno dei maggiori scultori italiani internazionalmente riconosciuti, Giuseppe Spagnulo, che per questa presenza fiorentina ha ideato e realizzato un grande intervento nella sala superiore dello spazio.
Si tratta appunto di un imponente blocco in acciaio, forgiato nelle dimensioni di 140x170x60cm, in cui l’artista è intervenuto attraverso l’uso della fiamma ossidrica nella parte centrale, divedendola in sezioni, che hanno preso corpo dall’interagire dell’artista con la fiamma sul metallo. La parte centrale del pezzo, internamente svuotata come la copertina di un gigantesco libro, è collocata all’ingresso della galleria e dietro si disperdono, invadendo l’ambiente circostante, i vasti fogli, segnati dal taglio cruento del fuoco che li ha distaccati dal tutto. A queste pagine di un ipotetico “libro del ferro e del fuoco” si collegano quattro grandi pagine monocrome – magenta, giallo di cadmio, nero e blu cobalto-, realizzate su carte sovrapposte che prendono anch’esse forma scultorea, attraverso l’uso di sabbia vulcanica e pigmenti. Su questa densa materia si intravedono lettere, parole, frasi dalla Torà: il grande libro sacro si spagina e si distende quale Cantico nello spazio, rendendo un’enorme massa di materia elemento lieve, denso di vibrazioni e suggestioni.

A fianco di questa opera, nella sala inferiore, si raccoglie un nucleo di sculture medio piccole (Ferro, piano, cerchio spezzato) realizzate in acciaio in figure geometriche dal perimetro imperfetto, in cui l’artista interviene attraverso movimenti inattesi della materia ed equilibri instabili. Sempre alla ricerca di nobilitare la massa, togliendole peso specifico e arricchendola di un contenuto carico di pensiero ed emozione. A queste si legano alcuni lavori su carta degli ultimi anni di grandi dimensioni, realizzati con sabbia vulcanica e pigmenti neri.

Nota biografica:

Giuseppe Spagnulo nasce a Grottaglie (Taranto) nel 1936. Qui, centro tra i più importanti in Italia per la lavorazione della ceramica, si forma nel laboratorio del padre nella coroplastica e nella lavorazione del tornio.
Dopo gli studi alla Scuola d’Arte, dal 1952 al 1958 si iscrive, allievo di Angelo Biancini, all’Istituto della Ceramica di Faenza, luogo nevralgico per lo studio di questa materia e per le relazioni internazionali che si sviluppano, tra cui quelle con il ceramista francese Albert Diato, che fa riappropriare i giovani dell’attenzione alla lavorazione dei materiali ad “alta temperatura”. Conosce Carlo Zauli e Nanni Valentini con cui condivide il senso profondo dell’uso delle “terre” ed esegue le prime realizzazioni in grès.
Inoltre, la possibilità di frequentare il Museo delle Ceramiche arricchisce la sua formazione con la diretta visione dei lavori di Picasso donati negli anni Cinquanta.
Nel 1959 si sposta a Milano per iscriversi all’Accademia di Brera, ma poi decide di lavorare come assistente nello studio di Fontana e in quello di Pomodoro. Conosce Tancredi e Manzoni; con la frequentazione di Fontana, Spagnulo prende atto delle esperienze della ceramica informale di Albisola.
Dopo la dedizione iniziale all’esecuzione di opere in ceramica, l’artista si impegna principalmente nella scultura eseguendo opere in terracotta, pietra e legno, che presenta nella sua prima personale del ’65 a Milano al Salone Annunciata.
Tre anni dopo dà vita alle sue prime grandi opere in metallo, i “grandi ferri”, da installare nello spazio cittadino per essere parte dello spazio aperto delle piazze, per stimolare in comunicazione la gente comune. La scultura assume anche una connotazione di gesto sociale, di intento polemico, e tali ferri – che come segni di protesta (si evidenzi il fatto che l’artista aveva aderito a quella famigerata del ’68 delle università e delle fabbriche) alterano l’ambiente circostante – vengono proprio modellati nelle officine, negli altiforni, nelle acciaierie con gli operai. Lavori che inducono a portare l’attenzione all’operato dell’artista scultore volto ad indagare la fisicità dei materiali per creare volumi che inondino lo spazio con una certa pregnanza. Si citino l’esposizione alla XXXVI Biennale internazionale d’arte di Venezia del 1972 con l’opera Il gioco e le mostre personali alla Galleria m di Bochum (Germania , 1974) e allo Studio Carlo Grossetti di Milano (1978).
Agli anni Settanta, in cui nell’operato dell’artista  – che si manifesta fervido con esibizioni in personali e collettive in Italia e all’estero sia in spazi pubblici ( Salone Annunciata, Milano, 1975; Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; Documenta 6, Kassel, 1977) che privati (Studio Marconi, 1976; Galleria Walter Storms, Monaco, 1977) – il dualismo tra lavoro fisico-materiale e lavoro intellettuale si risolve sempre in modo equilibrato, appartengono le serie “Cartoni”, “Archeologia” e “Paesaggi” presentati nella personale del 1977 al Newport Harbor Art Museum in California.
Due anni dopo, a ricercare il proprio passato, la propria origine culturale, compie un viaggio nel Mediterraneo partendo dalla Puglia fino alla Grecia e nell’ 80 come a ripercorrerne mentalmente il percorso – trovandosi invitato a Berlino – realizza grandi opere quali “Antigone”, “Morta Natura”, “Le armi di Achille” in cui agiscono i diversi materiali, dalla sabbia, al legno, alla terracotta, al ferro.
Di nuovo a Milano, dal 1982 Spagnulo, affascinato da sempre dalla tecnica artigianale, si riappropria dell’originario interesse per la lavorazione della ceramica usando un enorme tornio nel quale crea la grande “Torre” forgiata poi in ferro. Questi sono anche gli anni in cui l’artista mostra molti dei suoi lavori nella propria nazione e in Germania: anni delle mostre alla galleria L’Isola di Roma, alla Civica di Modena e alla Kunsthalle di Dusseldorf (1984); alla galleria Hans Barlach di Colonia (1986); alla GAM di Bologna (1989).
La fine del decennio vede l’artista ritornare all’utilizzo del ferro – si citi la mostra alla galleria Martano di Torino, 1989 – come unico materiale (“Ferri Spezzati”) per attribuire successivamente nei suoi lavori degli anni Novanta un nuovo senso alla scultura sospendendo grandi blocchi di ferro a sfidare la gravità del materiale.
Proseguono le esposizioni alla XLIV e XLVI Biennale internazionale d’arte di Venezia (1990 e 1995), alla galleria Fioretto di Padova (1993), al Palazzo Reale di Milano (1997).
Conseguentemente all’attività proficua svolta manifestando in personali e collettive presso gallerie e musei tedeschi (1974, Galerie Hubert, Zurigo; 1981, Neue Nationalgalerie, Staatliche Museum, Berlino; 1985, Kunstverein, Amburgo;1996, Galerie Walter Storms, Monaco; 2004, Galerie Hoss Wollmann, Stuttgart), in questi anni gli viene offerta una cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda.
Il suo lavoro  – che ha ottenuto recentemente il riconoscimento della critica col “Premio Faenza alla carriera” e il Premio al Concorso Internazionale d’arredo urbano di Milano – viene ancora esposto alla galleria Otto di Bologna (2003) e alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (2005).
L’anno in corso lo vede tra i protagonisti della scultura internazionale contemporanea a Gubbio (XXIV Biennale di Scultura, Palazzo Pretorio), Tivoli (Sculture in Villa, Villa D’Este), Aglié (Scultura Internazionale, Castello Ducale), Todi (Giuseppe Spagnulo – Carte e sculture, galleria Extra Moenia), Firenze (Cantico, galleria Il Ponte ) e Isola Del Gran Sasso (XII Biennale d’Arte Sacra Contemporanea, Museo Stauros d’Arte Sacra Contemporanea).

Info:

GALLERIA IL PONTE – via di Mezzo, 42/b – 50121 FIRENZE
orario: 16/19.30 – chiuso lunedì e festivi – tel. e fax 055240617,
INAUGURAZIONE: sabato 28 ottobre 2006, ore 18.00
Esposizione dal 28 ottobre 2006 al 20 gennaio 2007;

CATALOGO: f.to 30×21,5 cm, 36 pag., 18 tav. riprodotte a colori e in bianconero. Testo di Silvia Pegoraro, nota biografica di Susanna Fabiani. Edizioni Il Ponte Firenze.

Link: http://www.galleriailponte.com

Email: susy@galleriailponte.com

TORINO. L’evento più importante – ARTISSIMA13

THIRTEEN: FEEL CONTEMPORARY
A Torino, a Novembre, l’evento più intrigante della stagione: Artissima, un appuntamento glamour come piace ai Vip, dove si incontrano tutti quelli che contano nell’arte contemporanea: artisti, collezionisti, direttori di museo, curatori, critici. ma anche un’opportunità straordinaria per conoscere le ultimissime tendenze dell’arte, per scoprire nuove gallerie e giovani artisti, e, perché no, per comprare oggi i big di domani. Un progetto ad alto tasso di innovazione, ma sempre attento alla qualità che ha fatto della Fiera di Torino la manifestazione di riferimento internazionale per l’arte emergente.
Artissima 13 sarà ancora più unica, ricca di attraenti novità e di impedibili proposte:

.172 gallerie:un palcoscenico frizzante che riunisce in un mix esclusivo gallerie consolidate ed artisti di fama a livello mondiale con le nuove generazioni di gallerie ed artisti, protesi alla ricerca e sperimentazione, che si affacciano sul mercato.
.Present Future: quest’anno sarà ad inviti la sezione riservata ai talenti da scoprire. Due giovani e affermati curatori internazionali hanno selezionato per Artissima i progetti di 14 artisti emergenti. Tra questi sarà scelto in Fiera il vincitore del Premio illy.
.New Entries: la sezione dedicata alle giovani gallerie – fondate dopo il 2001 e per la prima volta ad Artissima – porterà in Fiera 20 tra le voci più all’avanguardia del contemporaneo internazionale.
.Constellations: una scenografica esposizione ospiterà all’interno di Artissima 9 eccezionali progetti artistici nella sezione dedicata ad opere di grandi dimensioni, con ambizione museale, selezionate da un prestigioso Comitato.
.Istituzioni & Editoria: uno spazio speciale offrirà l’opportunità di conoscere da vicino musei, fondazioni, istituzioni culturali insieme alle più rappresentative riviste e editori specializzati italiani e stranieri.
.Programma culturale: 3 giorni intensi di conversazioni, workshop, eventi e incontri con i grandi personaggi dell’arte contemporanea a livello mondiale, verranno organizzati sotto la curatela del Comitato Scientifico della Fiera.
.Ascolta chi scrive: saranno riproposti, dopo lo straordinario successo della scorsa edizione, 10 originali e stimolanti percorsi alla scoperta di Artissima 13, affidati alla guida di 10 tra i più noti giornalisti italiani esperti d’arte.
.Torino: l’arte contemporanea sarà protagonista in città durante la Fiera. Importanti mostre nei musei, fondazioni ed altre istituzioni artistiche, Luci d’Artista nelle vie e piazze della città, apertura straordinaria notturna delle gallerie per Saturday Night Art Fever sabato 11 novembre.

.GALLERIE

Sezione principale
1000eventi Milano / 41artecontemporanea Torino / Akinci Amsterdam / Ala Milano / Analix Forever Geneva / Andriesse Amsterdam / AP4 Geneva / Art agents Hamburg / Art: Concept Paris / Artericambi Verona / Artiaco Napoli / Artra Milano / Astuni Pietrasanta / bnd Milano / Bagnai Firenze / Beckers Frankfurt / Biasutti & Biasutti Torino / G. Biasutti Torino / BlindArte Napoli / Blu Milano / Bonomo Bari, Roma / Bonzano Roma / Bortolozzi Berlin / Braverman Tel Aviv / Büro Friedrich Berlin, Beijing / Cà di Frà Milano / Cardelli & Fontana Sarzana / Cardi Milano / Carlina Torino / Castello di Rivara Rivara/ Changing Role Napoli / Charim Vienna / Ciocca Milano / Colombo Milano / Continua San Gimignano, Beijing / CorsoVeneziaOtto Milano / Cortese Milano / Cosmic Paris / Costa Torino / Crown Brussels / De Carlo Milano / De March Milano / Di Maggio Milano, Berlin / Di Marino Napoli / Dina4Projekte Munich / e/static Torino / extraspazio Roma / Fabjbasaglia Rimini / Ferreira Cape Town / Fontana Milano, Pasadena / Fornello Prato / Friedrich Basel / Gagliardi Torino / Galica Milano / Groeflin | Maag Basel / Guidi & Schoen Genova / Hauff Stuttgart / Herald St London / In Arco Torino / Inman Houston / Jacques London / Kalfayan Athens,Salonika / kaufmann Milano / Klerkx Milano / Laurin Zurich / Lawrence Vancouver / Luger Milano / Lumen Travo Amsterdam / Luxardo Roma/ Lynch New York / Maes & Matthys Antwerpen / Maccarone Inc. New York / Magazzino d’Arte Moderna Roma / Marconi Milano/ Marella Milano, Beijing / Marvelli New York / Masoero Torino / Mayer Cologne / Maze Torino / Mazzoleni Torino / MC Los Angeles / Mennour Paris / METIS_NL Amsterdam / M. Minini Brescia / Monitor Roma/ Monti Roma / Murata & friends Berlin / Nadimi Toronto / Neon≥Campobase Bologna, Milano / Newman Popiashvili New York / Noero Torino / Noire San Sebastiano, Torino/ O’Neill Roma / OREDARIA Roma / Otto Bologna / Pack Milano / Palma Dotze Vilafranca Del Penedès / Paris Brescia / Parker’s Box New York / Peola Torino / Persano Torino / Perugi Padova / Photo & Contemporary Torino / Photology Milano / Pinksummer Genova / Play Berlin / Poggiali & Forconi Firenze/ prometeo Milano, Lucca / Raffaelli Trento / Reflex Amsterdam / Rosso Torinov / Rumma Napoli, Milano / Ruzicska Salzburg / S.A.L.E.S. Roma/ Scognamiglio Napoli / Shammah Milano / Side 2 Tokyo / Slewe Amsterdam/ SOFFIANTINO Torino / Sozzani Milano / Spazia Bologna / Studio Legale Caserta / Svesta Prague / T293 Napoli / Tarasiève Paris / Tedeschi Torino, Milano / The Breeder Athens / Tounta Athens / Tucci Russo Torre Pellice / Upstairs Berlin / V.M.21 Roma / Vacio 9 Madrid / Vallois Paris / Vamiali’s Athens / Van Zoetendaal Amsterdam / VITAMIN Torino / Wigram London / WilkinsonLondon / ZERO Milano / Zonca & Zonca Milano

Present Future
CARLES CONGOST – Artericambi, Verona / GARDAR EIDE EINARSSON – Nils Staerk, Copenhagen / FOS – Max Wigram, London/ DORA GARCIA – Ellen de Brujine, Amsterdam – Michel Rein, Paris / JOHN GERRARD – Ernst Hilger, Vienna / PIERO GOLIA – Cosmic, Paris – Maze, Torino / TUE GREENFORT – Johann König, Berlin / JESPER JUST – Perry Rubenstein, New York / PANOS KOKKINIAS – Xippas, Athens, Paris / SIGALIT LANDAU – Anita Beckers, Frankfurt / TOR-MAGNUS LUNDEBY – Mogadishni, Copenhagen / TOM MOLLOY – Rubicon, Dublin / SERGIO PREGO – Soledad Lorenzo, Madrid /- Lehmann Maupin, New York / KIRSTINE ROEPSTORFF – Peres Project, Berlin, Los Angeles

New Entries
Laura Bartlett, London / Antonio Battaglia, Roma, Milano / Broadway 1602, New York / BUY-SELLF, Marseille / cherry and martin, Los Angeles / Figge von Rosen, Cologne / Fonti, Napoli / Gazonrouge, Athens/ Glance, Torino / Hoet Bekaert, Gent / Hotel, London / Andreas Huber, Vienna / Mary Mary, Glasgow / Francesca Minini, Milano / Motive, Amsterdam / Helen Nyborg, Copenhagen / Lora Reynolds, Austin / RLBQ, Marseille / schleicher+lange, Paris / STANDARD, Oslo

Constellations
KIMSOOJA, Bottari – Alfa Beach (Nigeria) 2001 – Raffaella Cortese, Milano / BRUNA ESPOSITO, Shadow, 2006 – Federico Luger, Milano / ELISABETTA BENASSI, Mirage #1 – Mirage #3, 2005 – Magazzino d’Arte Moderna, Roma / SIMON STARLING, By night the Swiss buy chaep-trate electricity. , 2005 – Franco Noero, Torino / BRUNO PEINADO, (Untitled) Vanity flight case, 2005 – Parker’s Box, New York / TOMAS SARACENO, Flying Garden, 2006 – Pinksummer, Genova / ALICE GUARESCHI, Local Time Destination, 2005 – Sonia Rosso, Torino / GABRIELE BASILICO, Monaco 2006, 2005 -2006 – V.M.21, Roma / JOAN JONAS, Mirror pieces, 1969 -2004 – Wilkinson, London


Info:
Dal 10 al 12 novembre 2006 – Lingotto Fiere – Padiglione 2 – Via Nizza, 280 – 10126 Torino
Orario: da venerdì a domenica 11.00 – 20.00
Ingresso: Intero € 12,00 / Ridotto € 8,00
Catalogo: ARTissima 2006 + Present Future: € 10,00
Tel. +39.011.546284 / Fax +39.011.5623094 

Link: http://www.artissima.it

Email: info@artissima.it