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MILANO. Giorgio Sommer – Edmondo Behles – Viaggio in Italia – 1855/1865.

Sono passati ormai due secoli dall’ Italia del Grand Tour. Oggi si tratta di un paese radicalmente diverso. Un tempo il sole smussava i contorni del paesaggio e gli alberi proiettavano lunghe ombre all’orizzonte. Le città rivelavano il loro lontano passato e antiche rovine ospitavano remote memorie. Una storia durata migliaia di anni aveva disseminato le sue tracce in molti luoghi. Così, nobili e ricchi borghesi Europei abbandonavano le loro terre per lunghi periodi in cerca di storia, di arte, di istruzione. Viaggiavano a lungo alla ricerca di ciò che non avevano. E tutti si fermavano in Italia. Dove trovavano il sole, il mare, la luce, l’amore. L’arte antica. Tutti avevano bisogno di qualche ricordo con cui tornare in patria. Piccoli dipinti, disegni, fotografie. Nel 1839 era ufficialmente nata la fotografia e da lì a poco un precoce professionismo, costituitosi grazie alle nuove lastre al collodio che permettevano tempi di esposizione relativamente brevi. Molti viaggiatori del Grand Tour, dunque, raccoglievano nei propri album le immagini più celebri e affascinanti dei luoghi che avevano visitato. Il meraviglioso golfo di Napoli con il Vesuvio in lontananza, il Tempio di Nettuno a Paestum, Sorrento, il Camposanto a Pisa, la Certosa di Pavia entravano immancabilmente a far parte di un immaginario collettivo ed emotivo. Di chi l’Italia l’aveva già vista e di chi ancora doveva cominciare il viaggio. A seguito dei viaggiatori e delle loro esigenze un folto gruppo di fotografi professionisti si trasferisce nelle città d’arte italiane aprendo nuove attività commerciali. E’, tra questi, il caso del noto fotografo Giorgio Sommer, arrivato in Italia da Francoforte nel 1857. Negli stessi anni apre una società con il tedesco Edmondo Behles e l’uno a Napoli, l’altro a Roma forniscono a chiunque lo desideri incantevoli ricordi visivi da conservare e custodire. Per ricordare.
In mostra due differenti nuclei di immagini (uno primitivo – della seconda metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento e l’altro dei primi anni Sessanta) raccontano i tempi e i luoghi dimenticati di un’Italia che non esiste più. Venticinque delicate albumine (e carte salate) rivelano una dopo l’altra panorami assolati, maestosi monumenti, vedute di genere e scorci romantici. Si osservano, lentamente. E si ripensa alla storia, alla nostra storia.
Giorgio Sommer (Francoforte 1834 – Napoli 1914). Inizia la sua attività di fotografo in Svizzera dove esegue una documentazione fotografica dei rilievi montuosi per la Confederazione Elvetica. Nel 1857 si trasferisce a Napoli dove rimane per tutta la vita. Ha lavorato come fotografo in tutta Italia, in Austria, in Svizzera e a Malta. Nel 1867 sciglie la sua società commerciale con Edmondo Behles e continua a lavorare in proprio.

Info: dal 9 novembre al 23 dicembre 2006

Nepente Art Gallery (via Volta, 15, Milano) resterà chiusa da giovedì 7 a lunedì 11 dicembre inclusi.

 

Link: http://www.nepente.com

MILANO. Boccioni pittore scultore futurista.

Dal 6 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007 le sale di Palazzo Reale a Milano ospiteranno una mostra dedicata alla figura di Umberto Boccioni, artista tra i più noti del futurismo italiano, profondamente legato al capoluogo lombardo in cui ha vissuto e intensamente lavorato e di cui ha saputo interpretare la modernità e l’imponente sviluppo urbano e industriale del primo Novecento.

Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Milano, con il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Skira Editore, con il sostegno di Alfa Romeo e curata da Laura Mattioli Rossi, profonda conoscitrice di Boccioni e del futurismo italiano, cui ha dedicato anni di studio e attorno al quale ha organizzato alcune importanti esposizioni, la mostra vuole mettere in luce l’attività di scultore dell’artista, tra gli aspetti meno conosciuti della sua operosa attività .

Nonostante, infatti, le sculture di Boccioni siano note al grande pubblico – la più celebre, Forme uniche nella continuità dello spazio è stata persino scelta per rappresentare l’arte italiana sulla nostra moneta da 20 centesimi di euro, mentre il recente Guggenheim Museum di Frank O. Gehry a Bilbao si ispira dichiaratamente a Linee e forze di una bottiglia – l’attività scultorea dell’artista è stata sinora considerata parte del suo percorso creativo, ma non approfondita, a favore della più conosciuta attività pittorica e teorica.
 
Grazie invece a un lungo lavoro di ricerca della curatrice e alla collaborazione dei principali musei internazionali – tra i quali il Metropolitan di New York, il Musée Rodin di Parigi, il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, la Estorick Collection di Londra, oltre alle Civiche Raccolte d’Arte del Comune di Milano, con il loro fondamentale nucleo – sarà possibile presentare a Palazzo Reale circa settanta tra dipinti, disegni e sculture di Boccioni, in cui si evincono la passione, lo studio incessante, la teorizzazione e infine la realizzazione di opere nelle quali risulta preminente la voglia di esprimersi dell’artista attraverso forme spaziali autonome che saranno riconosciute come profondamente innovatrici nella scultura dell’epoca.

A confronto saranno poste alcune opere di celebri contemporanei di Boccioni, come Auguste Rodin, Pablo Picasso, Medardo Rosso, Giacomo Balla e Gino Severini. Una scelta di riproduzioni fotografiche – scattate soprattutto dallo stesso Boccioni – tratte da un eccezionale corpus studiato in questa occasione in modo analitico, accompagnerà i visitatori, offrendo una testimonianza visiva e di grande impatto dell’attività di Boccioni, del suo studio, delle relazioni familiari e di amicizia, delle esposizioni che all’epoca lo videro protagonista. Arricchiranno infine il percorso della mostra esemplari di cataloghi, libri, fotografie, lettere, documenti d’epoca, che renderanno il clima dell’esaltante periodo del primo futurismo, che Boccioni visse da protagonista.

Una mostra ricca di spunti, dedicata ad un grande artista milanese, le cui opere appartengono per la maggior parte a Milano e che illuminerà la sua figura facendolo conoscere maggiormente, ed amare, dai milanesi e da tutti coloro che sono affascinati dal futurismo italiano, movimento profondamente diverso dal cubismo, grazie al quale il nostro Paese riacquistò, all’inizio del Novecento, un ruolo centrale nel dibattito culturale europeo, figurando tra i protagonisti del radicale mutamento operato dalle avanguardie storiche.

Info:a cura di: Laura Mattioli Rossi, Milano, Palazzo Reale

Orari d’apertura: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30. Giovedì dalle 9.30 alle 22.30, lunedì chiuso.

Ingresso: intero  € 9,00, ridotto € 7,50, ridotto gruppi € 7,50 (min 15 – max 25 persone; gratuito per un accompagnatore) ;
scuole € 4,50 (min 15 – max 25 studenti; gratuito per due insegnanti accompagnatori), ingresso gratuito: bambini fino a 6 anni.

Prenotazioni gruppi e scuole (diritto di prevendita € 10,00 a gruppo) – Ufficio gruppi Charta: 199.112.112 (Dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, sabato dalle 8 alle 15. Pagamento: solo con carta di credito).

Prevendita biglietti (diritto di prevendita € 1,00) – http://www.vivaticket.it   – CallCenter VivaTicket: 899.666.805*
(Dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, sabato dalle 8 alle 15. Pagamento: solo con carta di credito).

Catalogo: Skira

Link: http://www.mostraboccioni.it

TRIESTE. Un museo dimenticato con i minerali preziosi della storia della Terra.

Trieste possiede una straordinaria raccolta di minerali e di fossili, alcuni risalenti a quattro miliardi di anni fa che dovrebbero fare la gioia di un Comune e di una Università. Purtroppo sono chiusi in un magazzino dal proprietario di questa splendida collezione, Primo Rovis, che invece sarebbe ben lieto di poter aprire un vero e proprio museo accessibile al pubblico, alle scuole, ai ricercatori universitari. Primo, Rovis è oggi uno dei maggiori industriali del caffè, ed ha una vera passione per queste antichissime opere d’arte che la natura ha forgiato nel corso dei secoli.
LE PIANTAGIONI — Nato in Istria e rimasto orfano a otto anni ha avuto un ‘infanzia durissima, da bambino lavoratore, ed è riuscito con le sue soie forze a diventare un importante uomo d’affari e un mecenate. Come lui stesso scrive, «nel 1989, durante una delle ultime visite alle piantagioni brasiliane, incontrai dei garimpeiros (cercatori d’oro, diamanti e minerali) che avevano appena scoperto tre splendidi cristalli di quarzo ialino. Estasiato li acquistai, e da allora nacque la mia passione per i minerali». Questi straordinari gioielli che la terra e il tempo hanno creato appartengono a vari tipi classificati dai geologi come agate e calcedoni contenuti in cavità tondeggianti tappezzate di cristalli dette geodi formatisi circa 130 milioni di anni fa, quarzi cristallini, nelle varietà di quarzo ialino (detto anche cristallo di rocca), ametista dal bel colore viola e quarzo citrino di colore giallo arancione, e il quarzo rosa. Rocce note come pegmatiti e pneumatoliti contengono acque-marine, smeraldi e vari tipi di quarzo di età comprese fra 600 milioni e 1,3 miliardi di anni. Ci sono poi opali, che non sono minerali cristallini ma gelatina indurita di silice idrata, famosi per la loro iridescenza, e legno opalizzato, gesso in cristalli trasparenti e la varietà detta selenite costituita da aggregati di fibre di vari colori più o meno parallele, minerali di calcite trasparente (o spato d’Islanda) famoso per la sua birifrangenza, che sdoppia l’immagine di qualsiasi oggetto posto dietro di esso. L’altra affascinante parte del museo contiene i fossili. Fra questi le perfette strutture a spirale delle ammoniti, risalenti a 150 milioni di anni fa, che vivevano in fondali marini poco profondi e che gareggiano in bellezza con le galassie spirali.
LA STORIA — Tutta la storia della Terra e delle sue creature, dal precambrico al paleozoico, dal mesozoico al cenozoico fino al neozoico, un viaggio nel tempo di quattro miliardi di anni, un periodo pari a quasi un terzo.dell’età dell’universo, è raccontata da queste pietre e da questi fossili. Allora io mi domando perché questa raccolta deve essere accessibile solo a pochi? Perché questo disinteresse da parte del comune di Trieste e dell’ Università? Ci sarebbe materiale per tesi di laurea e anche qualche posto di lavoro per giovani geologi che illustrino al pubblico e alle scuole la lunga storia del nostro pianeta.

 

Autore: Margherita Hack

Fonte:Corriere della Sera

CAPENA (Rm).Mecenatismo si inaugura l’Art Forum Würth.

Dopo la Sicilia, dove da qualche anno si sta mettendo in evidenza per il mecenatismo e per la promozione di eventi artistici, la Würth risale lo stivale con nuovi grandi progetti. Ed inaugura, nella sede romana di Capena, il nuovo Art Forum Würth, spazio culturale sito all’interno della sede dell’azienda, dove per l’occasione si sposta la mostra Da Spitzweg a Baselitz: viaggio attraverso la Collezione Würth, appena conclusa a Palazzo Normanni di Palermo. Un percorso culturale, della durata di cinque anni, collegato al finanziamento per il restauro della Cappella Palatina. La prima tappa della mostra, nel 2005, aveva dato spazio ai grandi maestri dell’Impressionismo e dell’Espressionismo della collezione Würth, da Monet a Pissarro, da Sisley a Liebermann passando per Nolde, Kirchner, Beckmann e Munch. Con l’inaugurazione dell’Art Forum l’azienda rafforza e consolida il proprio impegno verso l’arte e la cultura, filosofia che l’Unione Europea ha apprezzato e riconosciuto, assegnando nel 2005 a Würth Italia un importante riconoscimento, sottolineando il grande impegno economico finalizzato dall’azienda a favore della conservazione, per la valorizzazione e promozione in Europa del patrimonio artistico italiano.

Info:
fino al 17 giugno 2007
Via della Buona Fortuna, Loc. Scorano – Capena (Roma)
Orari: dal lunedì al sabato, ore 10.00-17.00
tel. 0690103800 

Link: http://www.artforumwuerth.it

Email: art.forum@wuerth.it

Fonte:Exibart on line

MILANO. I Musei senesi a Milano.

Dal 18 dicembre al 15 febbraio 2007 nella filiale di Milano della Banca Monte dei Paschi di Siena si terrà il secondo appuntamento del progetto “Musei Senesi a Milano” che avrà come sottotitolo “L’arte”.
L’iniziativa, presenterà quattro dipinti provenienti dai Musei Senesi ed emblematici degli esiti della illustre “scuola senese” nei secoli XIV e XV.

Il più antico di questi è una Madonna col Bambino del Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia a Buonconvento, dovuta a Pietro Lorenzetti: indiscusso protagonista della pittura senese della prima metà del Trecento. Si tratta di una tavola a fondo oro nata per essere il centro di un perduto polittico destinato alla chiesetta del vicino Castelnuovo Tancredi e riemersa recentemente al di sotto di una ridipintura settecentesca, con i suoi colori raffinati e la bellissima idea compositiva del Bambino che si volta, a gettare uno sguardo all’osservatore. Pietro Lorenzetti dovette dipingerla verso il 1340, negli anni in cui ebbe una notevole consuetudine con le campagne intorno a Buonconvento, dove possedeva un piccolo appezzamento di terreno e realizzò la sua ultima opera documentata: il ciclo di affreschi della chiesa di Castiglion del Bosco (1345).

Il piccolo ed elegante trittico con la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria del Museo Diocesano di Pienza fu invece dipinto, nel quarto decennio del secolo XV, dal Maestro dell’Osservanza: certo il più celebre anonimo del Quattrocento senese, non solo per la qualità sempre altissima delle sue opere, ma anche per l’ampio dibattito critico di cui è stata oggetto la sua personalità. In molti credono infatti che il Maestro dell’Osservanza non sia altri che il giovane Sano di Pietro (Siena, 1405-1481): un maestro ben noto e assai prolifico, del quale non restano tuttavia opere certe prima del 1444. Il visitatore potrà farsi una personale idea della questione, osservando il trittico a confronto proprio con un’opera sicura di Sano di Pietro, databile al quinto decennio del Quattrocento: la gentile Madonna dell’Umiltà del Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra di Montalcino.

Chiude la rassegna una incantevole Madonna col Bambino di Matteo di Giovanni, del Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia. Una tavola databile verso il 1470, quando Matteo di Giovanni era un pittore ormai affermato e mostrava di dialogare volentieri con le novità rinascimentali; basti vedere come, in questo dipinto, la nobilissima figura della Vergine si stagli non più contro un astratto fondo dorato, ma di fronte a un più realistico cielo atmosferico.
 
Attraverso questi quattro dipinti si vuole dare conto della ricchezza del patrimonio artistico dei Musei Senesi, che ovviamente non si limita alle opere dei secoli XIV e XV e comprende anche illustri testimonianze di età moderna e addirittura contemporanea, conservate in un circuito di musei artistici che, seguendo l’antico percorso della Via Francigena, si muove dalla Val d’Elsa (San Gimignano, Casole e Colle di Val d’Elsa) alla suggestiva zona delle Crete (Asciano e Buonconvento) e alla Val d’Orcia (Montalcino, Castiglion d’Orcia e Pienza), giungendo fino a Montepulciano.

I Musei Senesi a Milano

Tra l’autunno del 2006 e la primavera del 2007, l’atrio della filiale milanese della Banca Monte dei Paschi di Siena si trasforma in uno spazio espositivo, per accogliere una serie di opere provenienti dai Musei Senesi.
Il progetto – promosso dall’Amministrazione Provinciale di Siena, dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dalla Fondazione Musei Senesi e realizzato grazie con la collaborazione e il sostegno della Banca Monte dei Paschi di Siena – si propone di presentare la rete museale del territorio senese a Milano, avvalendosi della prestigiosa sede della Banca, ubicata in prossimità del Teatro della Scala e della Galleria Vittorio Emanuele II. In questa importante ‘vetrina’ sono allestite, con cadenza bimestrale, tre differenti rassegne tematiche, aventi per protagonisti rispettivamente le tradizioni popolari, l’arte e l’archeologia della terra di Siena.

Info:

I MUSEI SENESI A MILANO – L’arte
Milano, Banca del Monte dei Paschi di Siena (via Santa Margherita, 11)
18 dicembre 2006  – 15 febbraio 2007
Orario: 8.35 – 13.35; 14.15 – 16 – Ingresso libero
tel 0577 530164

  

 

Link: http://www.museisenesi.org

Email: info@museisenesi.org