Archivi autore: Amministratore

Giuseppe PALLANTI La vera identità della Gioconda.

Il suo sorriso resta enigmatico, ma della Gioconda, la celeberrima Monna Lisa raffigurata da Leonardo da Vinci, ormai sappiamo tutto. La nobildonna fiorentina, al secolo Lisa Gherardini, «donna fu di Francesco Del Giocondo, mori addì 15 di luglio 1542, sotterrassi in Sant’Orsola», si legge nel documento che riporta altri atti di morte di cittadini fiorentini.

Lo ha rinvenuto recentemente Giuseppe Pallanti, docente appassionato di ricerche storiche, autore del libro La vera identità della Gioconda, spulciando l’archivio di una chiesa situata nel centro storico di Firenze.

Monna Lisa, nata a Firenze nel 1479, morta a 63 anni, seconda moglie del ricco mercante di sete Francesco Del Giocondo, sarebbe stata inumata nel convento di Sant’Orsola, a pochi passi dalla basilica di San Lorenzo, edificio oggi in attesa di ristrutturazione.
 
La notizia è stata pubblicata sui principali quotidiani e sul web ha fatto il giro del mondo: anche Wikipedia, la nota enciclopedia online, cita la scoperta di Pallanti alla voce La Gioconda.

Il libro si compone di due parti: la prima è dedicata alla storia di Firenze, dal punto di vista politico e culturale; la seconda è un piccolo affresco di vita fiorentina, in cui le vicende dei due coniugi Lisa Gherardini e Francesco del Giocondo si intrecciano con quelle di altri personaggi celebri della città.

Info: 
15 x 21 cm, 128 pagine, 11 colori e 2 b/n, brossura 
Edizioni Skira – prezzo:  € 15,00
Offerta Web:  € 12,75 Sconto 15%
Anno:  2006  – Isbn:  8876246576

 

Fonte:Skira

MILANO. Paul Klee.

La rassegna si presenta come un percorso sul fantastico kleiano diviso in capitoli, nei quali alcuni aspetti fondamentali del suo pensiero e della sua prassi artistica, come ad esempio il rapporto con la musica e la letteratura, oppure l’approccio all’arte infantile o primitiva, sono esaminati in chiave di raffronto iconografico con l’arte di grandi protagonisti dell’arte del fantastico, come Goya o Piranesi, oppure con immagini tradizionali del filone fantastico, come il Totentanz.

Saranno esposte un centinaio di opere di Klee provenienti da prestatori pubblici e privati, accompagnate da 50 opere di riferimento in gran parte provenienti dalla collezione della Fondazione Antonio Mazzotta.

La collezione della Fondazione Mazzotta possiede in effetti una forte vocazione all’arte fantastica, riunendo al suo interno l’intera opera grafica di Klinger, Goya, Piranesi, alcune serie di Daumier, Beardsley, Chagall, e piu’ di 40 fogli di Kubin, solo per restare in ambito moderno. Quasi tutti questi artisti sono stati messi in relazione diretta all’arte di Klee, che a sua volta ha elaborato e teorizzato il proprio mondo figurativo come una sorta di inframondo o “regno intermedio’ (Zwischenreich) distaccato da quello reale. “Il mio ardore rassomiglia piu’ a quello dei morti o dei non nati’, scrivera’ l’artista nei Diari.

La mostra e’ divisa in diversi capitoli tematici (Satira e comicita’; Teatro Magico-Finzione e illusione; Il mondo altro/primitivismo, infanzia, passato; Notturni) che suggeriscono in generale un tracciato biografico, anche se la tradizionale ripartizione dell’opera di Klee (fasi iniziali, Blaue Reiter, Bauhaus, e ultimo periodo bernese) utilizzata dalla maggior parte delle mostre italiane perche’ la piu’ comprensibile al pubblico, in questo caso fa solo da sfondo.

Info:
Fondazione Antonio Mazzotta – Foro Buonaparte, 50 – Milano
Orario: 10-19,30; martedi’ e giovedi’ 10-22.30
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5.50 / 4.50 euro

Fonte:Undo.net

VENEZIA. Vittore Carpaccio – Tre capolavori restaurati.

Come noto le Gallerie dell’Accademia conservano l’unico ciclo completo di teleri musealizzato ed il maggior nucleo di opere dell’artista. Le tre tele di Vittore Carpaccio: Sangue del Redentore (1496), Apparizione dei crocifissi del monte Ararat nella chiesa di Sant’Antonio di Castello (1512-13) e la Crocifissione e apoteosi dei diecimila martiri del monte Ararat (1515), erano le ultime tre opere che mancavano per completare la revisione dell’intero nucleo dell’artista di proprieta’ del Museo. Grazie al prestigio della Soprintendenza ed alla fama delle Gallerie dell’Accademia i restauri sono stati finanziati con generosi contributi privati: l’Apparizione da Banca Intesa nell’ambito del progetto ‘Restituzioni 2006’, la Crocifissione e apoteosi con un lascito testamentario della rinomata storica dell’arte americana Rona Goffen, infine il Sangue del Redentore a spese del comitato privato Save Venice Inc., California Chapter.

I primi due dipinti provengono dalla distrutta chiesa di Sant’Antonio di Castello, mentre la terza venne ritirata, anch’essa durante le soppressioni napoleoniche, dalla chiesa di San Pietro Martire di Udine. Se i due dipinti di Venezia sono sempre stati esposti alle Gallerie dell’Accademia, il Sangue del Redentore e’ rimasto in deposito presso i Civici Musei di Udine dal 1924 fino all’attuale intervento di restauro, diventando cosi’ per i veneziani quasi un inedito. Alla fine della mostra l’opera tornera’ in deposito temporaneo a Udine, ed e’ questa un ulteriore stimolo per vederla alle Gallerie.

Anche in queste tele Carpaccio rivela le sue eccezionali capacita’ di narratore, le sue complesse ed originali ricerche prospettiche, l’attenzione lenticolare per i dettagli, la straordinaria capacita’ narrativa mediata tra cronaca e invenzione, esaltati dall’attuale restauro. Lo stesso Vasari descrivendo la Crocifissione e apoteosi scriveva: ‘Fece meglio che trecento figure, fra grandi e piccole: ed inoltre, cavalli ed alberi assai, un cielo aperto, diverse attitudini di nudi, e vestiti molti, scorti, e tante altre cose; e si puo’ vedere che egli non la conducesse se non con fatica straordinaria’. La stessa che Carpaccio profonde nei suoi dipinti, tra i quali questi capolavori oggi restaurati.

Info:
Gallerie dell’Accademia di Venezia, sala XXIII – Campo della Carita’, Dorsoduro 1050 – Venezia.
Fino al 4/3/07
tel.  041 5222247

Fonte:Undo.net

PAPASIDERO (Cs). Incontro Soprintendenza Regionale (arc. Prosperetti)-Comitato Civico santuario.

Il Comitato Civico per la Tutela del Santuario di S. Maria di Costantinopoli – Papasidero rende nota la propria richiesta di un urgente INCONTRO inoltrata in data 19/01/07 alla Soprintendenza Regionale per i Beni architettonici e del Paesaggio della Calabria, all’attenzione dell’Arc. Prosperetti, in modo da poter esprimere al meglio le proprie osservazioni e perplessità a riguardo dei lavori di “restauro” subiti dal sito storico artistico e naturalistico papasiderese; intanto da Roma anche il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha fatto sapere che sta prendendo informazioni sulla vicenda come notificato ad alcuni membri del Comitato stesso.
Auspichiamo pertanto che l’interessamento del Ministero a livello centrale e delle innumerevoli associazioni culturali-ambientaliste, riviste d’arte e guide escursionistiche che continuano ogni giorno ad esprimere il proprio sostegno alla nostra iniziativa facciano riflettere quanti sono in grado di provvedere alla risoluzione del problema in termini di vero restauro.
Da oramai troppi mesi, molti cittadini hanno cercato come noi un dialogo costruttivo con la Soprintendenza provinciale di Cosenza ma con nostro profondo rammarico constatiamo che, come balza agli occhi anche di un profano, colorazioni non fedeli alla memoria storica del santuario e cemento in abbondanza, contenente anche orrendi ganci metallici sulla rupe, permangono nel sito in questione sopra il fiume Lao, in area sottoposta a specifici e molteplici vincoli paesaggistici ed ambientali. Stiamo portando avanti una civile iniziativa di sensibilizzazione nei confronti degli enti preposti e della popolazione calabrese e non solo, anche mediante una petizione on line il cui testo è consultabile via internet al link: http://www.petizionexcostantinopoli.blogspot.com/

Non ci piacciono assolutamente le polemiche sterili che non portano a nulla, siamo convinti al contrario che il dialogo democratico con le Istituzioni, quelle però che rispondono realmente ai cittadini, sia la vera strada percorribile per il recupero del santuario di S. Maria di Costantinopoli a Papasidero, recupero che ci sembra assolutamente possibile e doveroso all’indomani dell’abbattimento dell’ecomostro di Copanello, annunziato come un chiaro segnale dell’intenzione della regione Calabria di contrastare l’abuso di cemento effettuato a discapito del paesaggio calabrese, anche confortati dalle parole del sindaco di Papasidero che in uno dei suoi ultimi comunicati stampa definisce assolutamente “reversibili” gli interventi subiti dal sito in oggetto.
Speriamo che si dimostri presto nei fatti l’intenzione di fare finalmente qualcosa per il luogo di culto papasiderese animati dall’amore e dal rispetto del bello e dell’antico riportando il campanile alla colorazione realmente attestata dalla memoria storica del monumento, rimuovendo materiali inopportuni ed indecorosi dalla rupe e, una volta effettuati gli opportuni interventi di ingegneria naturalistica, ponendo a dimora piante della macchia mediterranea tra gli anfratti della roccia da svuotare del materiale sintetico presente,  laddove crescevano un tempo gli alberi presenti nell’abbondante documentazione fotografica relativa, alberi che andavano rispettati e non rimossi brutalmente, sepolti dal cemento o soffocati da resine sintetiche anche in considerazione del fatto che si  parla di un Sito di Interesse Comunitario (UE) oltre che Zona di Protezione Speciale, Riserva naturale orientata dello Stato “Valle del Fiume Lao” e, se vale ancora qualcosa, di uno dei simboli più belli del Parco Nazionale del Pollino dove tagliare anche solo un cespuglio senza le giuste autorizzazioni e valutazioni ad un comune cittadino può costare molto caro.

Comitato Civico per la Tutela del Santuario di S. Maria di Costantinopoli – Papasidero

Articoli correlati:

PAPASIDERO (Cs). Interventi di restauro al Santuario di S. Maria di Costantinopoli.

PAPASIDERO (Cs). Costituito il Comitato Civico per la tutela del Santuario di S. Maria di Costantinopoli.


Autore: Giovanni N. Roviello

BOLOGNA. Premio FURLA per l’arte.

Il Premio FURLA per l’arte, ideato da Chiara Bertola, è oggi organizzato e promosso da Furla Spa, Fondazione Querini Stampalia di Venezia, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, UniCredit Group, in collaborazione con Archivio Viafarini e Arte Fiera.  Il Premio, nato nel 2000 a Venezia nella Fondazione Querini Stampalia, giunge nel 2007 alla Sesta Edizione.

Divenuto biennale dalla scorsa edizione per permettere ai moltissimi professionisti tra artisti, critici d’arte, curatori, direttori di musei e centri d’arte, nazionali e internazionali, di svolgere al meglio le varie tappe che ne compongono la struttura, il Premio FURLA per l’arte si è ritagliato un riconosciuto spazio tra le manifestazioni dedicate ai giovani artisti contemporanei italiani.

La costituzione di una rete istituzionale di prestigio internazionale e la vitalità della critica nata intorno all’arte italiana delle ultime generazioni ampliano la credibilità di tutti i partecipanti e rendono il Premio FURLA per l’arte una tappa fondamentale per tanti giovani artisti italiani. L’elaborato meccanismo di selezione prevede che trenta artisti siano invitati da una commissione di segnalatori e successivamente selezionati sulla base dei propri lavori da due giurie, la prima di livello nazionale che sceglie i cinque artisti finalisti e la seconda internazionale che determina il vincitore.
Entrambe sono composte da critici, direttori di musei e curatori di consolidata fama. Anche nella Sesta Edizione è previsto l’inserimento nella giuria nazionale di un giurato straniero, al fine di perseguire criteri di giudizio il più possibile distaccati e rigorosi.

I cinque finalisti della Sesta Edizione del Premio sono: Alice Cattaneo (Milano, 1976); Elenia Depedro (Breno – BS, 1976); Nicola Gobbetto (Milano, 1980); Luca Trevisani (Verona, 1979); Nico Vascellari (Vittorio Veneto – TV, 1976).

Gli artisti sono stati selezionati da una giuria nazionale composta da: Chiara Bertola (Curatrice Premio FURLA per l’arte); Giulio Ciavoliello (Critico e curatore indipendente); Mario Codognato (Curatore del MADRE – Museo d’Arte Donna Regina di Napoli); Giacinto Di Pietrantonio (Direttore GAMEC di Bergamo); Walter Guadagnini (Presidente Commissione Scientifica UniCredit & l’Arte); Gianfranco Maraniello (Direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna); Jonathan Watkins (Direttore Ikon Gallery di Birmingham). Le opere dei cinque finalisti saranno esposte in una mostra a Villa delle Rose, articolazione del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, che verrà inaugurata sabato 27 gennaio 2007, in concomitanza con Arte Fiera, e proseguirà fino al 10 marzo.

L’artista madrina del Premio FURLA per l’arte 2007 è Mona Hatoum che ha curato la veste grafica della comunicazione di questa Sesta Edizione con l’opera ‘Routes’, come già in precedenza hanno fatto Joseph Kosuth, Ilya Kabakov, Lothar Baumgarten, Michelangelo Pistoletto e Kiki Smith.
‘On mobility’ è il titolo che Mona Hatoum ha scelto per questa edizione mettendo così al centro una nozione che sta orientando e obbligando il vivere della società contemporanea sia nella sua necessità più positiva sia nella sua tragicità più evidente.

L’idea di mobilità che ha ispirato questa Sesta Edizione, si rispecchia anche nella novità di convertire il premio in denaro nella possibilità, per il vincitore, di trascorrere un periodo di tempo in una residenza d’artista in un importante Museo d’Arte Contemporanea europeo, nella consapevolezza che il Premio FURLA per l’arte debba diventare di dimensione europea, in un mondo pensato sempre di più aldilà delle frontiere nazionali e continentali.

La residenza prescelta è Kunstlerhaus Bethenien di Berlino e sarà gestita e organizzata da Viafarini, già collaboratore del Premio nell’archiviazione dei materiali degli artisti invitati dalla scorsa edizione e importante centro di documentazione di arte contemporanea.

Una conferma di quanto il Premio rappresenti un’importante occasione di crescita e di visibilità per i giovani artisti italiani è la mostra personale di Pietro Roccasalva, vincitore della Quinta Edizione, che la Fondazione Querini Stampalia organizzerà a Venezia a dicembre 2006, con la curatela di Giacinto Di Pietrantonio.

Il Premio FURLA per l’arte da questa edizione è condiviso anche da un altro partner protagonista della scena dell’arte contemporanea italiana: UniCredit Group, gruppo internazionale che ha varato un progetto per la promozione delle giovani risorse creative, partendo dall’Italia, per esprimere i valori del dinamismo e della capacità di innovare che lo caratterizzano.

La strategia di UniCredit Group si fonda sulla volontà di fare sistema e generare sinergie con altri importanti operatori del panorama culturale che porta, come in questo caso, ad affiancare iniziative eccellenti di divulgazione dei linguaggi della contemporaneità, di visibilità e formazione per gli artisti, fattori critici di successo dell’arte italiana dei nostri giorni.

Altra importante novità della nuova edizione è che un’opera dell’artista vincitore entrerà a far parte della collezione permanente del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, a conferma della condivisione tra le città di Venezia, dove il Premio è nato, e la città di Bologna che ora lo ospita.

Un catalogo bilingue, pubblicato da Charta, documenterà tutte le fasi delle giurie, i dibattiti che hanno portato alle selezioni dei cinque finalisti e alla proclamazione del vincitore. Ci saranno all’interno le schede corredate dalle immagini e i curricula di tutti gli artisti che hanno preso parte al Premio, divenendo in questo modo uno strumento utile per rendere noti anche agli operatori stranieri il lavoro dei giovani esponenti dell’arte italiana.

Il vincitore del Premio FURLA per l’arte sarà decretato sabato 10 marzo 2007, in una cerimonia che si svolgerà nella Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio a Bologna.

Info:
Bologna, Villa delle Rose – Via Saragozza 228 – 230
dal 27 gennaio al 10 marzo 2007, da martedì a domenica 15.00-19.00.
Durante Arte Fiera orario straordinario: 28 gennaio 2007 dalle 11.00 alle 19.00, 29 gennaio 2007 dalle 15.00 alle 19.00.
Enti Promotori: Furla Spa, Fondazione Querini Stampalia Onlus,Venezia; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; UniCredit Group.
In collaborazione con: Archivio Viafarini, Milano; ArteFiera.
Catalogo: Charta, Milano